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Full text of "La scherma italiana di spada e di sciabola"

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BOSTON  PUBLIC  LIBRARY 


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MUV    26 

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TRATTATO  DI  j^CME^MA 


LA 


SCHERMA 

ITALIANA 

DI  SPADA  E  DI  SCIABOLA 

PER 

FERDINANDO  MASTELLO 


i  Colui  Don  faccia  esercizio  che  non  vuole  vivere  sano  e  lieto  i 
AGNOLO  PÀNDOLFINI. 


FIRENZE 

STABILIMENTO    TIPOGRAFICO    G.    CIVELLI 
1887. 

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I*LUJL' 

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Proprietà  Letteraria 


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Oli 


^irtro  e  alteratila  conit  Sarfogi 


GIOIE   DI    DOMESTICI   AFFETTI 

CHE    NELL'ETÀ   DEL    SORRISO 

E   FRA    GLI   STUDI    CHE   INNALZANO 

LO    INTELLETTO 

RITEMPRATE 

NEI    CAVALLERESCHI    ESERCIZI 

LA    GAGLIARDÌA    DEL    CORPO 

LO    SPIRITO   ARDIMENTOSO 

A    MANTENERE    ALTO    E    RISPETTATO 

INSIEME   A    QUELLO    DEGLI   AVI 

IL    SACRO    NOME    D*  ITALIA 

QUEST'  OMAGGIO    D'  AFFETTO 

L'AMICO    E    MAESTRO    jErbiUlìtlìlCI  litflSÙIlo 

CON    SINCERO    ANIMO    CONSACRA 


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PREFAZIONE 


che  cosa  serve  questo  nuovo  trattato?... 
0  che  non  bastano  i  molti  che  già  cor- 
rono fra  le  mani  de1  nostri  amatori  di 
scherma;  trattati  completi,  teorici  e  pratici; per  spada, 
per  sciabola,  per  ogni  arma;  in  lingua  italiana,  fran- 
cese e  anche  spagnuola? 

C  era  dunque  proprio  bisogno  che  il  maestro  Ma- 
stello venisse  egli  pure  a  regalarcene  uno  suo  ? 

Queste  domande  io  sono  sicuro  che  più  d'un  let- 
tore le  deve  aver  fatte,  anche  prima  di  aprire  il 
libro.  È  dunque  giusto  che  io  risponda,  che  io  ap- 
paghi tutte  codeste  curiosità,  e  dia  anche  ragione 
delV  opera  mia.  Forse  ci  potremo  intendere  con  poche 
parole  e  sarà  un  bene  per  tutti. 


VII!  PREFAZIONE 


Ecco  adunque;  di  trattati,  sì,  ce  ne  sono  molti,  e 
anche  buoni.  Ma  la  scherma  è  aneli!  essa  uri  arte  che 
ha  i  suoi  progressi,  che  si  perfeziona  sempre  più 
mediante  i  continui  esercizi  pratici,  e  sempre  afferma 
qualche  principio  nuovo  :  non  tener  calcolo  di  questi 
progressi,  di  questi  avanzamenti,  sarebbe  come  volerla 
mummificare f  come  volerla  avvilire,  cosa  che  i  miei 
lettori  sono  ben  lontani  dal  desiderare.  E  molto  meno 
lo  posso  volere  io,  che  amo  ormai  V  arte  della  scherma 
come  V 'unico  mio  ideale,  e  V oggetto  di  tutte  le  mie 
cure.  Ed  è  appunto  perchè  V  amo,  che  sento  la  no- 
bile ambizione  di  portare  il  mio  tributo  al  suo  per- 
fezionamento. 

V'ha  poi  un'altra  ragione  che  mi  spinge  ad  af- 
frontare il  giudizio  del  pubblico  e  le  critiche  di  molti 
compagni  nel  culto  dell' arte. 

L'idea  di  questo  trattato  sorse  in  me  dal  concetto 
di  lenificare  e  coordinare  quanto  di  meglio  offrono 
le  scuole  italiane  più  moderne,  escludendo  e  confu- 
tando in  pari  tempo  ciò  che  esse  presentano  di  meno 
logico  di  meno  opportuno  ;  esclusione  e  confutazione 
tanto  più  necessaria,  quanto  più  inveterati,  e  passati 
dirò  così  nelle  consuetudini  —  e  perciò  meno  avver- 
tili —   mi  apparivano  i  difetti. 

A  questo  proposito  credo  utile  notare  che  in  Italia 


PREFAZIONE 


IX 


gli  studi  schermistici  più  seri  hanno  trovato  e  tro- 
vano da  vari  anni  la  loro  più  interessante  applica- 
z  ione  neir  Esercito . 

La  serietà  pratica  di  codesti  studi  militari  si  po- 
trebbe dimostrare  in  ìnolte  guise:  ma  basterà,  io 
penso,  ricordare  i  risultati  ottenuti  nei  Congressi  e 
Tornei  nazionali  ed  internazionali  dal  1874  al  1884. 
Questi  risultati,  che  certo  non  abbisognano  di  com- 
mentì, furono: 


Congressi  e  tornei 
di  scherma 

Anno 

Primo  premio  riportato 

NELLA  GARA  DI  SPADA 

MILITARE 

0 

BORGHESE 

NELLA   GARA 
DI    SCIABOLA 

MILITARE 

0 

BORGHESE 

Congresso  di  Bologna 
Congresso  di  Siena .  . 
Congresso  di  Roma    . 
Congresso  di  Torino  . 
Torneo   internazionale 

Congresso  di  Napoli  . 
Torneo   internazionale 

1874 

1875 
1876 
1877 

1881 
1881 

1884 

Ferdinando  Masiello 
Ferdinando  Masiello 
Salvatore  Arista 
Salvatore  Pecoraro 

Salvatore  Arista 
Non  fu  fatta  la  gara 

Carlo  Pessina 

Militare 
Militare 
Militare 
Militare 

Militare 
Militare 

Giuseppe  Ronga 
Giuseppe  Ronga 
Gaetano  Barraco 
Giordano  Rossi 

Luigi  Scarani 
Carlo  Pessina 

Foresto  Paoli 

Militare 
Militare 
Militare 
Militare 

Militare 
Militare 

Borghese 

Né  vanta  solo  questi  trionfi  la  falange  dei  maestri 
militari,  che  nel  1883  il  maestro  Salvatore  Pecoraro 
invitato  a  Parigi  ad  un  torneo  promosso  da  quella 
société  d'encouragement  de  l' escrime,  fu  scelto  a  mi- 
surarsi col  celebre  Louis  Mérignac,  il  campione  della 


PREFAZIONE 


scherma  francese,  e  riportò  tale  successo  di  superio- 
rità quale  non  fu  conseguito  mai  da  alcun  altro 
maestro  o  tiratore  italiano,  fra  quanti  prima  e  dopo 
d'allora  ebbero  la  ventura  di  battersi  col  valentissimo 
maestro  francese. 

Ho  detto  che  alla  dimostrazione  di  questi  risultati 
non  occorrono  commenti  ;  per  verità  dovrei  disdirmi 
'poiché  dei  commenti  da  farsi  ce  ne  sarebbero  e  molti. 
Ma  è  mìa  intenzione  in  quest  opera  astenermi  da 
ogni  'personalità,  fosse  pur  giustificata  dalle  circo- 
stanze. 

Se  però  mi  impongo  una  riserva  assoluta  per  le 
persone,  non  mi  è  consentito  dalle  ragioni  d' arte  più 
elementari  di  tacere  sopra  un  Metodo  di  Scherma 
recentissimo,  che  ebbe  la  fortuna  di  essere  scelto  a 
metodo  regolamentare  della  Scuola  Magistrale  mili- 
ta re  ;  alludo  a  quello  del  maestro  Masaniello  Parise 
di  Najwli. 

Coi  principi  e  colle  teorie  del  maestro  Parise  io 
mi  trovo  non  di  rado  in  assoluto  disaccordo,  e  a 
meglio  chiarire  i  miei  principi  opposti  a'  suoi  e  le 
contrarie  applicazioni  di  essi  ho  sentita  la  necessita 
—  più  che  la  opportunità  —  di  porgere  al  lettore 
ari  corso  di  questa  mia  opera  un  certo  numero  di 
note,  affinchè  i  termini  del  confronto  riescano  chiari 


PREFAZIONE 


e  più  facilmente  si  possano  discutere  ed  apprezzare. 
L'opera.  Ori  maestro  Parise  è  troppo  recente  ed  ha 
avuto  troppa  influenza  colla  sua  applicazione  nell'E- 
sercito, perchè  io  potessi  non  occuparmene  in  un  libro 
che  intende  basarsi  essenzialmente  sulla  esperienza 
dei  metodi  più  noti  e  rinomati. 

A  tale  esperienza  poi  io  ho  aggiunto  la  mia  pra- 
tica personale  e  quella  dei  miei  migliori  colleghi  $  arte . 
Personalmente  ebbi  modo  di  poter  apprendere  nella 
mia  non  breve  carriera  :  il  metodo  napoletano  vecchio 
(Rossaroll)  Vitaliano  (Enrichetti)  il  misto  (Redaelli) 
e  finalmente  il  napoletano  nuovo  (Parise).  Il  mio 
giudizio  perciò  intorno  a  questi  metodi  fondasi  sopra 
sicure  cognizioni  di  ciascuno  di  essi. 

Le  note  intercalate  nel  testo,  il  lettore  le  troverà 
limitate  al  trattato  di  spada,  perchè  riguardo  alla 
sciabola,  allo  stato  delle  cognizioni  oggi  acquistate 
per  questa  arma,  così  nelV  Esercito  come  nelle  pri- 
marie sale  d'Italia,  una  discussione  artistica  di  fronte 
al  metodo  Parise  non  è  possibile.  La  scherma  di  scia- 
bola quale  la  insegna  il  maestro  Parise  col  suo  trat- 
tato è  assolutamente  e  schiettamente,  un  ritorno  a 
teorie  vecchie  ed  infruttuose,  e  perciò  da  molto  tempo 
abbandonate. 

L' esperienza,  maestra  di  ogni  progresso ,  ci  insegna 


PREFAZIONE 


anzitutto  ad  apprezzare  il  vero  ed  il  buono  dovunque 
si  manifesti,  ed  a  questo  principio  io  mi  sono  ispi- 
rato senza  preconcetti,  come  senza  ire  e  senza  pre- 
concetti biasimai  ciò  che  mi  parve  inutile  o  dannoso. 
Se  io  abbia  fatto  opera  utile  non  sta  a  me  il  giu- 
dicare :  e  dopo  queste  avvertenze  mi  rimetto  fiducioso 
ai  miei  colleghi  ed  ai  veri  cultori  della  nobile  arte. 

Firenze,  Luglio  1887. 

F.  Masiello. 


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PARTE  PRIMA 


CENNI  ^TO^ICI  DELDA  ^CMEtJMA 


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CENNI  STORICI 


i.° 


L'arte  della  scherma  nei  tempi  antichi. 


La  scherma  de  popoli  orientali. 


iNCHE  la  scherma,  come  qualunque  altra 
scienza,  ha  fasti  suoi  propri  ed  una  sto- 
j  ria  affatto  particolare.  Semplice  esercizio 
dapprima,  con  regole  poche  e  generali,  si 
confonde  coli'  arte  della  guerra,  di  cui  è  parte  e  a  cui 
serve  -,  ma  a  poco  a  poco  si  fa  più  libera,  ed  anche  più 
complessa;  divien  arte  distinta  e  passando  per  varie  vi- 
cende, fiorisce  e  anche  decade,  per  risorgere  poi  più 
rigogliosa,  e  meglio  perfezionata.  Ma  quanto  diffidi  cosa 
il  descrivere  tutti  questi  svolgimenti,  questi  progressi 
della  scherma!  Quante  volte  ci  sentiamo  spezzato  il  filo 
tra  mano,  e  perduta  la  traccia! 

Nel  suo  significato  più  largo  e  generale  la  scherma 
è  il  modo  di  usare  l'arme  a  propria  difesa,  e  ad  offesa 


PARTE    PRIMA 


altrui  :  entra  quindi  in  tutte  le  battaglie,  in  tutte  le  lotte 
che  si  sono  fatte  dal  primo  giorno  in  cui  l'ira,  l'ambi- 
zione, la  prepotenza  armò  l'uomo  contro  l'uomo,  sino  a 
noi.  E  siccome  la  storia  delle  vicende  umane  è  tutta 
un  racconto  di  guerre,  così  immenso  è  il  campo  in  cui 
si  esercitò  la  scherma,  ed  immenso  sarebbe  pure  il  la- 
voro di  chi  ne  volesse  descrivere  tutte  le  manifestazioni. 
Quante  battaglie  ci  ricorda  una  simile  scherma,  quante 
lotte,  quanto  sangue  sparso  sui  campi  gloriosi  alla  luce 
del  sole,  e  fra  le  tenebre  della  notte  col  tradimento  e 
colla  viltà!  Quanti  imperi  mutati  pel  cozzo  delle  armi, 
quanti  troni  rovesciati,  quanta  gloria  e  quante  sciagure, 
quanti  eroi  e  quante  vittime!  L'immaginazione  rimane 
atterrita,  schiacciata  sotto  il  cumulo  di  tante  ricordanze, 
e  quasi  è  tratta  ad  odiare  non  che  la  scherma,  ogni  uso 
d' arme. 

Un  lavoro  sì  fatto  lo  ha  testé  compito  il  signor  Emile 
Mérignac,  fratello  al  famoso  schermidore,  giovine  di  no- 
bile fantasia  e  nutrito  a  forti  studi.  Egli  con  lunghe  ri- 
cerche, e  con  uno  studio  accurato  volle  seguire  tutto  lo 
sviluppo  dell'arte  della  scherma,  dai  più  lontani  tempi 
perduti  nella  nebbia  delle  leggende,  sino  ai  giorni  nostri. 
È  una  fantastica  rassegna,  nella  quale  vi  vedete  innanzi 
come  in  un  caleidoscopio  tutti  i  popoli  della  terra  colle 
loro  armi  speciali,  colle  varie  foggie,  e  colle  particolari 
istituzioni,  dal  loro  primo  sorgere,  alla  loro  storica  gran- 
dezza, ed  anche  al  loro  decadere  e  trasformarsi.  E  voi 
lo  seguite  affascinati,  ammaliati  dal  suo  stile  sempre 
vivace  e  attraente.  Ma  quando  ritornate  da  quel  lungo 
viaggio,  trovate  di  sapere  molti  nomi,  molte  cose,  molta 
storia,  ben  poco  però  della  scherma,  e  molto  meno  della 
storia  della  scherma. 


CKNNI    STOKICr 


La  causa  di  questo  inconveniente  è  l'essersi  egli  fer- 
mato al  concetto  più  generico  della  scherma,  e  l'averlo 
confuso  coli' uso  delle  armi. 

Per  lui  la  scherma  è  la  plus  ancien  des  arts,  e  fin  qui 
non  ci  sarebbe  nulla  da  dire  -,  ma  per  lui  rientra  sempre 
nella  scherma,  qualunque  atto  di  difesa  o  di  offesa,  che 
sia  fatto  con  un'arme  alla  mano:  e  questo  concetto  non 
è  certamente  conforme  alla  definizione  che  noi  siam  soliti 
dare  della  scherma.  Volendo  però  tesserne  la  storia,  fa- 
ceva d'uopo  considerarla  nel  vero  suo  essere,  nelle  qua- 
lità speciali,  che,  distinguendola  da  un  uso  più  generico 
delle  armi,  la  costituiscono  un'  arte  a  sé,  e  con  norme 
scientifiche. 

Per  scherma  noi  intendiamo  il  modo  razionale  di  usare 
a  propria  difesa  e  ad  offesa  altrui  di  armi  speciali,  in 
un  combattimento  singolare,  con  norme  e  condizioni  de- 
terminate. Si  distingue  quindi  da  quella  scherma,  che 
è  il  primo  elemento  d'istruzione  per  ogni  combattente 
nelle  grosse  battaglie  :  è  più  libera,  più  razionale,  perchè 
individuale,  ed  ha  leggi  affatto  proprie,  che  non  possono 
convenire  al  soldato. 

Certo  il  soldato  deve  conoscere  il  modo  di  valersi 
dell'arme;  ed  è  perciò  sottoposto  ad  esercizi,  che  pur 
sono  in  gran  parte  quelli  della  scherma;  ma  egli  non 
può  quasi  mai  essere  un  valente  schermidore  ;  come  non 
è  sempre  pittore  chi  scombicchera  tele,  e  non  è  lettera- 
tura ogni  pensiero  che  vien  fatto  di  mettere  in  carta. 
Il  soldato  ben  poche  volte  può  agire  indipendentemente, 
che  deve  servire  con  disciplina  severa  a  quelle  combi- 
nazioni di  tattica,  che  sono  note  al  solo  Duce.  E  parte 
di  un  gran  corpo,  subordinato  quindi  ai  movimenti  del- 
l' intera  massa.  E  come  lavora  ad  un  esito  complessivo, 


PARTE    PRIMA 


così  può  anche  contare  sull'aiuto  altrui,  sul  concorso 
di  una  riserva,  sui  vantaggi  che  presentano  la  diversità 
dell'arme,  e  le  ineguaglianze  del  terreno. 

Lo  schermidore  invece  è  ad  un  tempo  duce  ed  eser- 
cito -,  non  conta  riserva,  non  ha  vantaggi  speciali  ;  il  ter- 
reno e  le  armi  sono  uguali  ;  il  solo  valore  e  la  mag- 
giore o  minor  perizia  nell'  uso  dell'  arme  distinguono  i 
combattenti. 

Da  queste  poche  cose  si  vede  quanto  ci  corra  tra  la 
scherma,  almeno  come  si  definisce  oggidì,  e  l'uso  ge- 
nerico dell'  arme  bianca  nelle  battaglie.  Però,  volendo 
studiare  la  storia  della  scherma,  noi  dobbiamo  prender 
le  mosse  dal  tempo  nel  quale  essa  diviene  un'  arte  a  sé, 
con  intendimento  speciale,  che  non  sia  quello  di  esser  ele- 
mento dell'educazione  militare,  generalmente  parlando. 

Invano  perciò  la  cerchiamo  fra  i  popoli  antichi  orien- 
tali. Essi  non  conobbero  mai  una  vera  scherma,  indi- 
pendente ;  ma  soltanto  quella  subordinata  al  miglior  uso 
dell'arme  nelle  battaglie. 

E  quale  abbia  potuto  essere  la  loro  scherma,  ben  si 
può  imaginare  considerando  che  il  modo  di  combattere 
degli  antichi  popoli  era  semplice,  con  poca  arte,  e  punto 
strategia.  Il  numero  e  la  forza  erano  i  due  principali 
elementi  della  vittoria.  Movevano  alla  battaglia  in  grandi 
masse,  spesso  disordinate;  scagliavano  alla  rinfusa  nembi 
di  saette,  di  giavellotti;  quindi,  strettisi  corpo  a  corpo, 
ferivansi  ciecamente,  si  trucidavano  a  migliaia.  Spesso 
la  parte  principale  era  riservata  agli  elefanti,  ai  carri; 
ovvero  riparavano  dietro  steccati,  e  si  circondavano  di 
armi  salde  e  resistenti. 

Possiamo  anche  da  ciò  capire  quali  dovettero  essere 
gli  esercizi  militari  di  quei  tempi.  Certamente  non  si  pos- 


CENNI    STORICI 


sono  prendere  sul  serio  come  mostre  di  vera  scherma 
gli  esercizi  ne'  quali,  come  leggiamo  in  Senofonte,  Ciro 
affaticava  i  suoi  guerrieri.  E  si  ride  pure  di  compassione 
quando  si  legge  che  il  Capoferro  (Gran  simulacro  del- 
l'arte  e  dell'uso  della  Scherma,  Siena  1640)  attribuisce 
l'invenzione  della  scherma  a  Nino,  re  degli  Assiri,  e 
che  dagli  Assiri  sarebbe  passata  ai  Persiani,  e  questi 
F  avrebbero  trasmessa  ai  Macedoni,  ai  Greci  ed  ai  Ro- 
mani. Non  è  questo  far  torto  agli  Indi,  i  quali  dicono 
che  Brama  ne  fu  l' inventore,  avendola  insegnata  ai  Bra- 
mini insieme  ad  altre  scienze  secrete  e  misteriose? 

Svolgendo  le  antiche  storie  ci  occorre  bensì  talvolta 
di  trovare  qualche  cosa  che  si  avvicina  alla  scherma  e 
di  vedere  osservate  alcune  delle  condizioni  che  sono  di 
essa  proprie;  come  per  esempio  combattimenti  di  uomo 
contro  uomo,  o  di  determinato  numero  di  guerrieri  con- 
tro un  numero  eguale;  ma  oltrecchè  ci  sarebbe  molto 
da  dubitare  della  verità  storica  di  questi  parziali  combat- 
timenti, non  pare  che  il  modo  di  combattere  sia  in  essi 
razionale,  e  dimostri  cognizioni  di  regole  particolari  nel- 
l'uso di  un'arme  qualsiasi. 

Basta  per  convincersene  esaminare  i  combattimenti  o 
duelli  che  ci  descrivono  Omero  e  gli  altri  scrittori  antichi. 
In  essi  ciascuno  dei  combattenti  conserva  l'arme  sua 
propria,  e  l'usa  con  gran  forza  e  coraggio.  Si  sbrigano 
quindi  in  pochi  colpi  forti,  decisivi;  perchè,  o  la  corazza, 
lo  scudo,  l'elmo  resistono,  e  si  ripetono  i  colpi;  ovvero 
si   spezza,  e  il  combattente  soccombe  e  tutto  è  finito. 

Il  fermarsi  poi  lungamente  sulle  circostanze  che  in  essi 
leggiamo,  io  lo  credo  tempo  perduto;  perchè,  pure  am- 
mettendo possibile  il  fatto  a' tempi  dello  scrittore,  siamo 
costretti   a   fondare   il    nostro   giudizio    sulle    cognizioni 


PARTE    PRIMA 


tecniche  che  esso  scrittore  aveva;  e  che  potevano  sapere 
di  scherma  Omero  e  gli  altri  poeti  ? 

Anche  quindi  ammettendo  che  un'  arte  rudimentale 
della  scherma  abbia  potuto  esistere  a  que'  tempi,  non  ci 
vien  fatto  di  determinare  quale  essa  sia  stata.  Gli  scrit- 
tori o  non  ne  fanno  mai  parola,  o  usano  espressioni 
generiche,   che  ci  lasciano  all'oscuro  di  ogni  cosa. 


— >KX< — 


La  scherma  dei  Greci. 

A'  bei  tempi  della  Grecia  noi  troviamo  bensì  una 
scherma,  espressa  col  nome  di  oplomachia,  onko\x.a.y}a  ; 
ma  essa  non  potè  fiorire,  non  fu  neppure  sempre  in 
onore,  e  pochi  scrittori  ne  fecero  parola. 

Ci  fa  meraviglia  che  questo  avvenga  presso  il  popolo 
greco,  il  popolo  classico  per  eccellenza,  presso  il  quale 
tutte  le  arti  fiorirono,  tutte  le  manifestazioni  del  bello  e 
del  vero  furono  coltivate  con  amore,  e  tutto  ciò  che  po- 
teva perfezionare  l'uomo  ebbe  ampio  svolgimento.  Con- 
siderando la  grande  parte  che  avevano  neh"  educazione 
della  gioventù  greca  gli  esercizi  ginnastici,  e  la  diligenza 
colla  quale  tutti  si  addestravano  alle  armi  nelle  palestre 
di  Atene  e  di  Sparta,  quando  appunto  la  grandezza  delle 
principali  città  della  Grecia  fondavasi  sopra  un'  egemonia 
acquistata  coli' arme,  ci  aspetteremmo  che  fosse  in  grande 
onore  un  razionale  esercizio  della  scherma;  eppure  non 
fu  così.  L' oplomachia,  o  non  ebbe  parte  nell'educazione 
della  gioventù,  o  l'ebbe  ben  piccola.  E  la  ragione  la 
possiamo  facilmente  conoscere. 

L'educazione  greca  aveva  per  iscopo  non  solo  la  cui- 


CENNI    STORICI 


tura  dello  spirito,  ma  anche  quella  del  corpo;  mirava 
cioè  ad  ottenere  che  pure  il  corpo  conseguisse  quella 
perfezione  e  quella  bellezza  di  forme  a  cui  era  atto. 
Dal  complesso  della  cultura  intellettuale  e  morale,  con 
quella  delle  forze  fisiche  nasceva  la  vera  eccellenza  del- 
l'uomo,  che  chiamavasi  xaloxdyaS-la. 

Perchè  adunque  l'oplomachia  fiorisse  e  fosse  in  onore, 
siccome  non  poteva  giovare  gran  fatto  all'  educazione 
intellettuale,  avrebbe  dovuto  essere  parte  precipua  o 
nello  svolgimento  delle  forze  fisiche,  o  nell'educazione 
militare,  ed  offrire  così  una  pratica  utilità,  un  campo 
aperto  a  suoi  cultori  per  abbondante  messe  di  gloria 
e  di  lucro.  Ma  essa  non  presentò  mai  nessun  utile  de- 
terminato; non  ischiudeva  la  via  a  nessuna  carica  spe- 
ciale, e  in  nessun  modo  offriva  a  suoi  cultori  un  com- 
penso, un  premio,  un  avvenire  di  gloria.  A  stento  perciò 
fu  tollerata  fra  gli  esercizi  ginnastici,  relegata  quasi  al- 
l' ultimo  posto  ;  e  come  preparazione  alla  vita  militare, 
il  suo  valore  scientifico  fu  subordinato  alla  tattica  allora 
in  vigore,  giudicata  un  di  più,  un  ornamento  da  poco, 
e  quasi  un  vanto  inutile  e  pericoloso. 

La  ginnastica  fu  sempre  moltissimo  stimata  e  coltivata 
con  ispeciale  amore,  perchè  oltre  ad  essere  i  suoi  eser- 
cizi per  se  stessi  molto  igienici,  predisponevano  e  pre- 
paravano all'atletica;  e  l'atletica,  raggiungendo  l'ultimo 
grado  di  perfezione  nella  coltura  del  corpo,  rispondeva 
mirabilmente  al  concetto  greco  della  v.ylcvJ.yyfjia.  E  se 
ne  faceva  perciò  solenne  mostra  ne'  giuochi  nazionali,  e 
si  premiava  il  vincitore  con  ogni  sorta  di  onori,  di  premi; 
largo  compenso  per  le  fatiche  durate,  e  del  trovarsi 
spesso  T  atleta  incapace  a  più  nobili  uffizi. 

Ma  l' oplomachia,  come  era  affatto  esclusa  dagli  eser- 


IO  PARTE    PRIMA 

cizi  dell'atletica,  così  non  entrò  mai  fra  le  contese  pre- 
scritte ne'  grandi  giuochi  nazionali. 

È  bensì  ricordato  in  Omero  che  gli  antichi  guerrieri 
solevano  dar  prova  del  loro  valore  sfidando  avversari  e 
paragonandosi  con  loro,  come  per  esempio  nel  libro  23 
delYJ/iade,  ove  Nestore  racconta  di  una  sua  contesa  con 
alcuni  Epei  ed  Etoli  ;  ma  con  quali  armi,  con  che  norme 
ciò  avvenisse,  non  ci  è  detto,  e  neppure  ci  è  dato  imagi- 
narlo.  E  certo  quella  costumanza  venne  a  poco  a  poco 
perdendosi,  perchè  nei  tempi  più  gloriosi  per  la  Grecia, 
ne' giuochi  principalmente  non  leggiamo  che  si  praticasse. 

Il  primo  agone,  anzi  l'unico  per  molte  olimpiadi,  fu 
la  corsa  nello  stadio^;  e  sempre,  anche  quando  le  gare 
si  moltiplicarono  e  si  fecero  più  complesse,  la  corsa, 
secondo  la  testimonianza  di  Senofane  in  un  suo  epi- 
gramma, reputavasi  superiore  ad  ogni  altra  lotta,  e  la 
prestezza  dei  piedi  era  la  virtù  che  più  si  onorava  fra 
quelle  manifestate  negli  agoni, 

C-Ùdè    [XEV    Et     TOLjyTYlTl    jrcdrZv,    XO     mp    SGTl    "KpOTl}XOV 

p(à[iYjg  ogg'  a.vòpwj  epy'  iv  àytHvi  Ttikzi. 

Dell' oplomachia  giammai  in  que'  giuochi  si  fa  parola, 
almeno  sino  all'  introduzione  nella  Grecia  de'  giuochi  dei 
gladiatori.  La  sola  robustezza  del  corpo,  e  la  gagliardìa 
delle  membra  vi  faceva  mostra;  sicché  lo  stesso  Senofane 
lamentava  il  poco  conto  in  che  teneansi  gli  esercizi  ra- 
zionali, 

aXÀ'   etV/j   p.a"k<x  tcvtc  vc]xi'C,zxc(.i,   ovài  div.aiov 
v.pcv.pivEiv  p'ùu:/]V   ZYiQ   dyaByg  (jccpìrig.  (0 


(1)  Un  tale  costume  è  però  stolto,  poiché  non  è  giusto  maggiormente  stimare 
la  robustezza  del  corpo  che  non  la  nobiltà  dell'  arte. 


CENNI    STORICI 


Si  giunse  persino  a  credere  che  il  buon  atleta  non 
potesse  divenire  buon  soldato;  e  lo  prova  la  gara  che  si 
suscitò  nel  campo  d'  Alessandro  il  grande,  fra  un  Mace- 
done armato  di  tutto  punto  e  Diosippo  celebre  atleta. 
La  lotta  fu  tutta  a  danno  dell'armato,  che  rimase  soc- 
combente ;  ma  il  solo  fatto  di  quel  paragone  ci  dimostra 
quanto  poco  atto  a  trattar  l'arme,  e  a  giocar  di  scherma 
fosse  generalmente  stimato  un  atleta. 

Né  meglio,  come  pare,  fu  l' oplomachia  apprezzata 
quale  istradamento  alla  tecnica  militare. 

Erano  tempi  ne' quali  più  che  il  valore  e  la  prodezza 
personale,  valeva  la  disciplina  e  il  concorde  movimento 
delle  file.  Formavano  il  nerbo  principale  degli  eserciti 
gli  opliti  armati  gravemente  e  strettamente  uniti,  e  l'arte 
massima  era  il  ferir  colle  picche,  e  coli' urto  dei  pesanti 
scudi.  Gli  esercizi  militari  erano  necessariamente  coordi- 
nati ad  una  simile  tattica;  dovevano  contenersi  in  una 
cerchia  molto  limitata  di  mosse  e  di  assalti;  per  cui 
l' oplomachia,  o  meglio  la  scherma,  ci  veniva  a  scapi- 
tare, si  trovava  a  disagio  e  non  poteva  aver  grande 
importanza. 

E  ne  è  chiarissima  prova  il  fatto  che  presso  gli  Spar- 
tani, che  pure  erano  il  popolo  più  bellicoso  della  Grecia, 
non  erano  tollerati  i  maestri  di  oplomachia,  quasi  che 
gli  armeggiamenti  che  da  questi  si  insegnavano,  recas- 
sero più  danno  che  vantaggio,  o  istillando  soverchia 
fiducia  e  pretensione,  o  rendendo  più  difficili  i  movi- 
menti ordinati  dell'intera  fila. 

La  scherma  adunque  che  studia  di  ottenere  col  mi- 
nimo mezzo  il  massimo  effetto  della  difesa  e  dell'offesa, 
ed  allora  è  perfetta  quando,  gettato  ogni  mezzo  di  di- 
fesa, con  un  solo  ferro,  sa  parare  i  colpi  dell'avversario 


PARTE    PRIMA 


ed  infliggergli  mortali  ferite,  la  scherma,  sinché  durava 
questa  tattica  militare,  non  poteva  fiorire,  neppure  come 
semplice  esercizio  militare. 

Forse  avrebbe  trovata  più  facile  via  quando  Ificrate  in- 
trodusse i  suoi  cangiamenti  nelle  armi  e  nel  vestito  delle 
milizie  Ateniesi  ;  quando  vestì  leggermente  opliti  e  pel- 
tasti,  con  piccolo  scudo  e  corazze  di  lino,  e  loro  allungò 
la  spada;  ma  troppo  breve  fu  il  tempo  nel  quale  durò 
tale  cambiamento,  perchè  potesse  portar  frutti.  Cessò 
si  può  dir,  subito  dopo  la  morte  del  grande  riformatore, 
col  crescere  della  potenza  di  Filippo,  e  col  perfeziona- 
mento della  falange  Macedone;  e  basta  ricordare  la  di- 
sposizione della  falange  Macedone,  per  subito  intendere 
quanto  poca  parte  fosse  riservata  ad  un  razionale  modo 
di  usar  le  armi. 

Ecco  come  dagli  storici  ci  vien  fatto  di  concepir  la 
falange. 

Figuriamoci  i  falangiti  disposti  per  file  di  1 6  uomini 
in  profondità,  coli' intervallo  di  solo  un  metro  tra  l'ima 
e  l'altra  fila;  essi  tengono  la  sarissa,  lunga  7  metri,  pie- 
gata orizzontalmente  in  modo  che  fuori  sporge  5  metri 
dalla  prima  fila,  quattro  dalla  seconda,  tre  dalla  terza,  e 
così  via  di  metro  in  metro  sino  alla  sesta  fila,  che  non 
più  orizzontalmente,  ma  la  sorregge  alzata  sopra  le  spalle 
di  quelli  che  son  davanti,  così  da  formare  una  difesa  e 
togliere  forza  a  qualunque  freccia  o  proiettile  che  cada 
dall'alto.  Come  resistere  a  quella  massa  compatta  di 
picche,  a  quel  muro  di  punte  che  sempre  avanza,  ab- 
batte e  schiaccia  quanto  le  si  para  innanzi?  La  schiera 
degli  opliti  e  perfino  la  profonda  colonna  Tebana  in- 
vano tentavano  avvicinarsi  ad  essa;  non  potevano  né 
usar   le   formidabili  picche,    né   urtar   co'  pesanti  scudi. 


CENNI    STORICI  13 

Questo  nuovo  ordinamento,  come  procacciò  numerose 
vittorie  prima  a  Filippo,  poi  ad  Alessandro  Magno,  così 
fece  quasi  dimenticare  non  che  la  scherma,  anche  gli 
altri  esercizi  militari  divenuti  ormai  inutili.  Era  invero 
inutile  l'addestrarsi  al  maneggio  della  spada,  quando 
questa  rimaneva  quasi  sempre  inoperosa  al  fianco,  e  si 
aveva  insieme  col  piccolo  scudo,  quasi  per  iscusa  e 
semplice  mostra. 

Ma  tale  ordinamento  non  poteva  neppur  durar  a  lungo, 
perchè  troppi  erano  i  difetti  e  gli  inconvenienti  che  in 
se  racchiudeva  la  falange.  Formidabile  in  aperta  pianura 
ed  in  terreno  adatto,  difficilmente  si  reggeva  compatta 
quando  questo  mostrava  ineguaglianze. 

Guai  se  il  nemico  si  apriva  un  varco  e  penetrava  tra 
le  file  di  essa;  la  rotta  era  allora  disastrosa  e  completa. 
A  Cinocefale  infatti  pochi  manipoli  Romani  che  poterono 
cacciarsi  fra  l' ala  sinistra  della  falange  Macedone,  ritar- 
data dalle  difficoltà  del  terreno,  e  l'ala  destra  spintasi 
troppo  innanzi  nell'  impeto  dell'  attacco,  la  sbaragliarono 
interamente  facendone  terribile  macello. 

Alla  scherma  quindi  coli'  introdursi  e  col  perfezionarsi 
della  falange  Macedone,  non  era  venuto  vantaggio  e 
progresso  alcuno;   ma  solo  danno  e  rovina. 

Non  comprendo  perciò  come  si  sieno  potute  scrivere 
dai  sigg.  Rossarol  e  Grisetti  le  seguenti  parole:  «  Questa 
scienza  (della  scherma)  ebbe  al  pari  d'ogni  altra  la  sua 
infanzia  e  la  sua  virilità:  e  come  nelle  scienze  fisiche 
ci  vollero  dei  Galilei,  dei  Carte  sii  per  produrre  dei 
Newton,  non  altrimenti  nelle  guerre  dovettero  precedere 
le  orde  Egizie,  le  Persiane,  le  Assirie,  per  produrre  le 
falangi  Macedoni,  le  armate  Greche  e  finalmente  le  legioni 
Romane.  Era  appunto  riservato  all'  Italia  il  dare  l'ut- 


14  PARTE    PRIMA 

tinta  mano  a  qnell'  arte.  »  Possibile  che  ambedue  ci  ve- 
dessero così  poco,  non  dirò  sui  libri  di  storia,  ma  sui 
libri  della  scherma  stessa  ?  Però  possiamo  attribuire  que- 
st'  errore  a  precipitazione,  e  loro  essere  indulgenti  fino 
a  dire,  parce  sepitltis,  quando  contemporanei  nostri,  che 
vanno  per  la  maggiore,  e  membri  anche  di  commissioni 
esaminatrici  di  trattati  di  scherma,  dicono  corbellerie 
anche  peggiori. 

Quando  la  Grecia  dalla  cattiva  prova  della  falange, 
ritornava  ai  metodi  antichi  e  si  conformava  al  sistema 
delle  legioni  Romane,  perdeva  la  sua  libertà  politica  e 
ogni  vigoria  nelle  sue  nazionali  istituzioni;  diveniva  pro- 
vincia Romana,  e  la  sua  storia  si  confondeva  con  quella 
di  Roma,  Insieme  colla  maggior  coltura  e  col  gusto  più 
raffinato  nelle  arti  e  nelle  lettere,  per  cui  la  Grecia  capta 
cepit  fentm  victorem,  tentò  portare  a  Roma  anche  l'oplo- 
machia;  ma  in  Roma  l'oplomachia  già  esisteva,  ed  era 
anche  in  molto  maggior  considerazione,  perchè  aveva 
uno  scopo  determinato,  una  ragione  d' essere  affatto 
particolare. 

— -»§8-«— 

La  scherma  dei  Romani. 

Anche  in  Roma  però  dovettero  succedersi  molti  secoli 
prima  che  sorgesse  una  scherma  indipendente  e  con 
norme  razionali. 

I  Romani  che  pur  traevano  la  loro  potenza  e  la  loro 
grandezza  dall'ottimo  ordinamento  militare,  e  che  sola- 
mente colla  scienza  delle  armi,  come  scrive  Vegezio, 
conquistarono  il  mondo,  non  conobbero  per  molto  tempo 


CENNI    STORICI  15 


se  non  la  parte  più  elementare  della  scherma.  E  prova 
ne  sia  l' uso  loro  costante  della  spada  larga  e  corta,  e 
la  loro  uniforme  e  la  tattica  sempre  uguale  nelle  batta- 
glie regolari. 

Né  ci  si  venga  a  ricordare  e  a  magnificare  gli  esercizi 
militari  che  i  Romani,  come  già  i  Greci,  praticavano 
sia  nel  campo  di  Marte  in  Roma,  sia  negli  accampa- 
menti; possiamo  subito  comprendere  in  che  consistes- 
sero codesti  esercizi. 

Che  molto  si  esercitassero  lo  deduciamo  facilmente, 
considerando  la  costituzione  civile  basata  sulla  milizia, 
sicché  il  servizio  militare  era  a  tutti  obbligatorio,  e  bi- 
sognava aver  servito  la  repubblica  nella  milizia  e  in 
battaglia,  prima  di  aver  diritto  alle  magistrature  civili. 
Lo  conferma  poi  la  stessa  etimologia  della  parola  exer- 
cittùs,  così  secondo  Varrone  chiamato,  quod  exercìtando 
fìt  melior. 

Ma  tutti  codesti  esercizi,  o  erano  puramente  discipli- 
nari, per  ottenere  pronti  e  regolari  movimenti  di  schiera, 
secondo  le  divisioni  dell'esercito  stesso;  o  erano  tali  che 
solamente  bastassero  a  rendere  più  robusta  la  fibra 
de' militi,  avuto  riguardo  alle  fatiche  cui  dovevano  sot- 
tostare; o  finalmente,  come  spiega  Vegezio,  miravano 
a  procacciare  vigoria  e  sicurezza  nello  scagliar  l'asta, 
nel  trattar  la  spada  da  vicino,  nel  ferire  a  tempo,  senza 
mai  scoprirsi.  Gli  altri  esercizi  poi,  che  pur  da  alcuni 
storici  ci  sono  descritti,  come  per  esempio  quelli  al  palo, 
e  alla  quintana,  s'introdussero  molto  tardi,  quando  già 
la  scherma  aveva  fatto  le  prime  prove,  ed  era  stata 
chiamata  ausiliatrice  neh'  educazione  militare. 

La  vera  scherma  tra  i  Romani  sorse  fuori  dalla  cer- 
chia dell'accampamento  e  dalle  istituzioni  militari;  anzi 


l6  PARTE    PRIMA 

per  molto  tempo  fu  relegata  presso  una  classe  di  persone 
quasi  maledetta,  che  la  legge  colpiva  d'anatema,  d'infa- 
mia, che  l'egoismo  de'  potenti  colmava  di  disprezzi  mentre 
se  ne  serviva  a  solazzo. 

Però  non  ci  offenda  veder  la  scherma  venir  di  sì 
basso  e  tanto  umiliata,  noi  soliti  mirarla  in  alto  loco, 
onorata  come  nobile  disciplina  e  tutta  propria  de' gen- 
tiluomini! Ci  inganneremmo  nel  nostro  giudizio,  se  per 
questo  ce  ne  vergognassimo  e  volessimo  ripudiarla.  Essa 
non  ne  fu  punto  deturpata,  ma  seppe  nei  ludi  gladia- 
torii  procacciarsi  gloria,    e   aprirsi   via  a  grandi  trionfi. 

Fu  la  scherma,  divenuta  arte,  che  sollevò  quegli  scia- 
gurati dall'abiettezza  di  loro  condizione,  procurando  loro 
un  conforto  ed  anche  tale  stato,  che  in  progresso  di 
tempo  se  non  onorato,  fu  molto  ambito  ed  accarezzato. 
Che  anzi,  essa  persino  insinuò  ne'petti  de' gladiatori  un 
più  forte  desiderio  di  libertà,  e  li  spinse  a  domandare 
a  quelle  armi  che  maneggiavano  sì  bene,  qualche  altra 
cosa  che  non  fosse  l'approvazione  de' crudi  signori,  il 
plauso  della  plebe,  e  il  sorriso  delle  dame  Romane.  E 
sono  pur  belle  quelle  pagini  che  ricordano  Spartaco  e 
le  lotte  gigantesche,  benché  infelici,  dei  gladiatori.  Forse 
trionfando  avrebbero  macchiata  la  loro  vittoria  con  una 
barbara  giustizia-  e  fu  bene  per  la  società  Romana  che 
soccombessero  ne' loro  sforzi  titanici;  ma  il  racconto  delle 
loro  geste  sta  tutto  a  loro  gloria,  e  a  gloria  della  scherma 
che  le  aveva  procurate. 

Ma  quali  furono  codeste  scuole  de'  gladiatori  ?  Diciamo 
prima  qualche  cosa  della  loro  istituzione. 

Ebbero  esse  origine  dalle  onoranze  funebri;  poiché 
anche  i  Romani,  come  già  gli  antichi  Greci  e  molti  altri 
popoli,  sulla  tomba  degli  illustri  guerrieri  con  altre  ceri- 


CENNI    STORICI  17 


monie,  soleano  anche  immolare  ai  loro  Mani,  o  prigio- 
nieri presi  in  battaglia,  od  alcuni  schiavi  che  avevano 
appartenuto  agli  estinti.  Essi  avevano  presa  questa  costu- 
manza, con  altri  riti  religiosi,  dagli  Etruschi,  fra  i  quali 
era  moltissimo  diffusa;  e  noi  ne  troviamo  già  esempi 
durante  la  prima  guerra  Punica. 

Leggiamo  infatti  che  nell'anno  490  di  Roma,  sotto 
il  Consolato  d'Appio  Claudio  e  di  Fulvio,  essendo  morto 
un  Giunio  Bruto,  discendente  dal  famoso  Bruto,  che  ebbe 
parte  alla  cacciata  dei  Tarquini,  furono  da  molte  parti 
mandati  a  regalare  alla  famiglia  schiavi  e  prigionieri, 
perchè  servissero  alla  pompa  dei  funerali.  Ma  i  figli 
Marco  e  Decimo,  che  forse  non  sentivano  tutta  la  fie- 
rezza dell'antenato,  parendo  loro  troppo  crudel  cosa  il 
massacrare  quelli  infelici,  e  pur  non  volendo  venir  meno 
a' loro  doveri  verso  l'estinto,  credettero  bellissimo  espe- 
diente dividerli  in  coppie  e  farli  combattere  tra  di  loro. 
Quasi  che  l'uccidersi  fra  loro  fosse  cosa  meno  crudele,  e 
più  giustificata  ! 

Fu  nel  foro  Boario  che  quel  fatto  avvenne  e  piaciuta 
la  cosa,  si  rinnovò,  sicché  da  quel  giorno  i  combatti- 
menti dei  gladiatori  si  fecero  sempre  più  frequenti,  sem- 
pre più  importanti.  E  non  solo  si  ritennero  in  occasione 
di  onoranze  funebri;  ma  anche  in  altre  circostanze  e  so- 
lennità; e  persino  senza  alcun  motivo  speciale,  per  sem- 
plice divertimento.  Né  solo  si  ebbero  pubblicamente  nei 
circhi,  negli  anfiteatri,  come  giuochi  pubblici  ;  ma  anche 
presso  privati  nelle  sale  del  triclinio;  sicché  non  vi  aveva 
ricco  e  potente  che  a  convitati  suoi  non  desse  lo  spet- 
tacolo di  più  coppie  di  gladiatori,  i  quali  si  trucidavano 
di  santa  ragione. 

Il  popolo  da  principio,   quando   ancora   erano   parte 


PARTE    PRIMA 


de' funebri,  vi  assisteva  \x\  penula  brtma,  che  era  la  veste 
del  cordoglio;  ma  divenuti  parte  di  giuochi  pubblici,  vi 
traeva  in  folla  come  ad  una  festa.  Prediligeva  lo  spetta- 
colo de' gladiatori  sovra  ogni  altro;  sdegnava  anzi  gli 
altri  come  indegni  del  popolo  guerriero  e  conquistatore 
del  mondo,  domandando  sempre  e  solo,  pane  e  giuo- 
chi:   «   Panem  et  circenses.    » 

Ma  questo  poco  entra  nel  nostro  studio  :  vediamo  piut- 
tosto come  alla  scuola  dei  gladiatori  avvantaggiasse  e 
si  perfezionasse  la  scherma. 

Essa  doveva  necessariamente  progredire,  poiché  aveva 
ormai  la  condizione  più  necessaria  ad  un'  arte  qualunque, 
perchè  si  svolga  e  fiorisca.  Presentava  cioè  un'  utilità 
pratica,  aveva  uno  scopo  determinato  a  cui  mirare,  un 
premio  da  conquistare.  Lo  scopo  per  il  gladiatore  era 
togliersi  da  una  vita  infelice  e  senza  speranze,  mostrarsi 
degnamente  nei  circhi,  occupare  di  sé  tutta  una  molti- 
tudine di  spettatori,  scuoterla,  commuoverla  con  una 
tragedia  reale  e  strapparne  favore  ed  applausi;  il  pre- 
mio poi,  o  soccombendo  uscir  da  tanti  mali,  o  trionfando 
acquistare  spesso  la  libertà,  sempre  una  fama  invidiata  a 
quei  tempi  e  non  inferiore  a  quella  per  grandi  imprese. 
Ben  presto  si  capisce  come  il  gladiatore  dovesse  porre 
ogni  studio,  ogni  diligenza  per  progredire  nella  scherma, 
per  conoscere  tutte  le  vie  più  sicure  a  coprire  sé  stesso 
e  a  sbarazzarsi  degli  avversari. 

E  si  ebbe  veramente  una  scuola,  anzi  più  scuole  in 
molte  città,  e  in  esse  i  gladiatori  erano  mantenuti  sia 
dal  lanista  sia  a  pubbliche  spese  con  molte  larghezze  e 
lautamente,  affinchè  potessero  avere  vigorìa  e  robustezza, 
e   meglio  così  addestrarsi  nei  segreti  dell'  arte. 

Come  si  vede,  si  faceva  -gran  conto  anche  allora  della 


CENNI    STORICI  19 

forza  muscolare  e  si  riteneva  necessaria,  non  solo  perchè 
potesse  il  combattente  resistere  a  lungo  e  durare  in  una 
pugna  di  molte  ore;  ma  anche  perchè  i  colpi  fossero  più 
sicuri,  più  precisi,  e più  spontanei. 

Che  cosa  però  avrebbe  detto  il  lanista  Romano,  se 
avesse  udito  bellamente  strombazzare,  che  la  forza  è 
tutta  a  danno  del  combattente,  che  fretta  e  forza  sono 
nemici  capitali  della  scherma,  che  colla  forza  si  ritarda  la 
velocità  dei  movimenti,  (0  e  si  è  tanto  più  valenti  scher- 
midori, quanto  più  si  è  deboli?  A  simile  osservazione 
avrebbe  mostrato  tutti  i  suoi  discepoli,  scelti  fra  più  ro- 
busti prigionieri  e  destinati  alle  terribili  lotte  de' circhi, 
in  tutta  la  vigorìa  delle  forze  loro,  con  muscoli  d'  ac- 
ciaio ;  e  avrebbe  relegato  il  nostro  scrittore  come  mal  pra- 
tico e  poco  intendente  di  scherma  fra  i  rudes,  a  trattar 
la  spada  di  legno,  impugnandola  «  come  un  bastone.  » 

Anche  nelle  scuole  dei  gladiatori  si  doveva  percorrere 
un  lungo  tirocinio,  nel  quale,  come  nelle  nostre  sale  di 
scherma,  si  progrediva  a  poco  a  poco  con  un  insegna- 
mento metodico;  né  era  permesso  ad  alcuno  di  lottare 
pubblicamente  neh'  anfiteatro,  se  prima  non  si  fosse  di- 
mostrato idoneo  e  non  ne  avesse  ottenuta  1'  approva- 
zione. Perciò  i  novizi  ascoltavano  dictata  et  leges  dei  la- 
nisti  e  dei  meglio  esercitati,  e  venendo  alla  pratica,  colla 
Spada  di  legno  si  esercitavano  a  lungo,  ora  armeggiando 
con  colpi  all'aria  quasi  per  isnodar  le  membra,  ora  pro- 
vandosi contro  un  palo  rivestito  d'  armatura,  e  spesso 
anche  accoppiatisi,  combattevano  gli  uni  contro  gli  altri. 

Compiuto  il  tirocinio,  entravano  nella  classe  degli 
spedati,  e   solo   allora   cominciava   la   loro   vita  di  gla- 


(1)  Masaniello  Parise,   Trattalo  della  spada. 


PARTE    PRIMA 


diatori,  poiché  allora   il  lanista,   al   quale   faceano   capo 
quelli  che  desideravano  coppie  di  gladiatori,  li  destinava 
secondo  il  bisogno,  ai  vari  anfiteatri  delle  città,  e  il  loro 
nome  appariva   allora   sulle   liste   fatali   de' combattenti. 
L' arma  principale,  anzi  l' unica  per  qualche  tempo  fu 
la  spada,  gladius,   donde   il  loro  nome  di  gladiatori,  e 
quello  di  gladiatura  dato  agli  esercizi  dell'  armeggiare. 
Ma  la  spada  se  prima  fu  larga  e  corta,  si  andò  poi  col 
tempo  modificando  e  facendo  più  lunga.  I  Romani,  dice 
Plinio,  amarono  sempre  di  introdurre  ne' loro  eserciti  le 
armi  de'nemici,  quando  fossero  esperimentate  migliori. 
Perciò  dopo  le  guerre  Puniche,  sì  per  l' esercito,  come 
per  le  scuole  de 'gladiatori,  adottarono  anche  le  lame  Spa- 
gnuole  e  Celtiberie  [Polibio,  vi,  23)  che  avevano  i  tagli  di- 
ritti ed  erano  più  lunghe  e  più  gravi  di  quelle  che  sino  a 
quel  tempo  avevano  usato  Greci  e  Romani  [Florus,  vii,  9). 
A  ciò  prestavasi  anche  maggiormente  il  ferro  che  si  fa- 
ceva venire  di  Spagna,  il  quale  era  di  gran  lunga  più  duro 
e  resistente  di  quello  che  si  aveva  in  Italia.  Vicino  poi 
alle  spade,  gladius,  con  cui  comunemente  si  designava 
uno  spadone  diritto,  a  due  fili,  per  colpi  di  taglio  e  di 
piatto,  quasi  per  contrapposto  alle  sciabole  ricurve  ed 
aguzze  già  usate  da  nazioni  orientali  e  da  particolari  classi 
anche  di  persone  Romane,  si  ebbero  allora  molte  altre 
specie  di  spade  e  fra  queste  la  spatha,  portata  da  una 
gran    parte    dell'esercito,   principalmente    dai  principes 
[Vegezio,  11,  15),  larga,  con  punta  ben  acuminata,  e  lunga 
sì  da  arrivare  da  terra  sino  all'anca. 

Per  molto  tempo  adunque  non  ci  fu  tra  gladiatori 
molta  varietà  di  armi  d' offesa,  e  pochissime  pure  furono 
quelle  di  difesa;  per  contrario  il  metodo  de' loro  esercizi 
divenne  presto  molto  razionale,  potendo  essi  impiegarvi 


CENNI    STORICI  2  1 

moltissimo  tempo.  E  per  fermo,  in  quel  principio  di  cose, 
erano  rare  le  occasioni  de' combattimenti,  poche  le  ri- 
chieste di  gladiatori,  perchè  negli  animi  de' più  durava 
tuttavia  una  certa  ritenutezza  e  quasi  ripugnanza  a  quei 
giuochi  troppo  sanguinosi;  pareva  ancora  troppo  crudel 
cosa  versar  con  tanta  facilità  sangue  umano,  fosse  pure 
quello  d' uno  schiavo  ;  e  almeno  apparentemente  biasi- 
mavasi  il  disprezzo  per  la  vita,  di  cui  davano  spettacolo 
i  gladiatori.  La  legge  poi  interprete  del  sentimento  pub- 
blico, non  permetteva  ancora  che  i  gladiatori  prendes- 
sero parte  alle  feste  della  repubblica.  Perciò  l'educazione, 
1'  ammaestramento  loro  compivasi  senza  fretta,  senza 
balzi,  ma  lentamente  con  ordine  e  metodo,  quasi  si  fosse 
voluto  vincere  la  ritrosìa  e  le  preoccupazioni  degli  avver- 
sari coli' allettamento  di  tutte  le  risorse  dell'arte. 

Che  poi  verso  la  metà  del  secolo  VII  di  Roma,  la 
scherma  gladiatoria  avesse  raggiunto  un  grado  non  co- 
mune di  eccellenza,  lo  provano  due  fatti;  il  primo,  che 
allora  dalle  scuole  de'  gladiatori  si  tolsero  lanisti,  che  fu- 
rono posti  nel  campo  ad  addestrare  i  soldati  dell'esercito  ; 
l'altro,  che  anche  cittadini  liberi  e  nobili  si  unirono  ai 
gladiatorie  scesero  essi  pure  a  dar  prove  nell'anfiteatro, 
divenendo  così  la  scherma  un  passatempo  graditissimo 
ad  ogni  classe  di  persone.  E  ce  n'  è  d' avanzo. 

Lo  spirito  militare  erasi  allora  così  affievolito,  così 
guasta  la  disciplina  nell'esercito  e  venuto  meno  ogni  sen- 
timento di  onoratezza,  che  nella  Spagna,  nelle  Gallie,  in 
Africa,  in  Asia,  le  legioni  Romane  avevano  subite  ver- 
gognose disfatte  ;  e  sotto  Numanzia  60,000  legionari 
fuesfivano  innanzi  a  soli  10,000  nemici,  estenuati  dalle 
privazioni  e  male  armati.  Allora,  narra  Valerio  Massimo, 
(lib.  n,  e.  3)  P.  Rutilio,  console  nell'anno  649,  per  ristau- 


PARTE    PRIMA 


rare  la  disciplina  e  ricondurre  la  milizia  Romana  sulla  via 
delle  vittorie,  fu  iniziatore  di  un  nuovo  e  più  razionale 
modo  di  maneggiar  Tarme.  At inorimi  tractandorum  me- 
diiatio  militìbus  est  tradita.  E,  cosa  che  non  si  era  mai 
praticata  prima  di  lui  da  nessun  capitano,  chiamati  dalla 
scuola  di  C.  Aurelio  Scauro  i  più  valenti  schermidori, 
introdusse  un  metodo  più  regolare,  più  corretto  di  ferire 
e  di  parare  colpi,  vitandi  atque  inferendì  ictus  subtiliorem 
rationem  legibus  ingeneravit.  Così,  continua  lo  storico, 
seppe  congiungere  il  valore  coli' arte  e  l'arte  col  valore, 
affinchè  questa  con  l'impeto  di  quello  divenisse  più  ar- 
dita ed  efficace,  e  quello  seguendo  le  norme  di  questa, 
divenisse  più  cauto,  più  sicuro. 

Né  credo  si  possa  con  maggior  chiarezza  dimostrare, 
e  il  grado  di  perfezione  al  quale  doveva  esser  giunta  la 
scherma,  e  l'alto  ufficio  suo  come  parte  dell'educazione 
militare.  Dunque,  prima  d'allora  gli  eserciti  Romani  ave- 
vano bensì  avuto  valore  ed  audacia,  ma  ben  poca  arte, 
e  le  loro  vittorie  più  che  al  loro  merito  militare,  si  do- 
vevano alle  condizioni  ancora  inferiori  de'  nemici.  Ecco 
però  la  causa  delle  sconfitte  che  quasi  sempre  subiscono 
i  Romani  al  principio  delle  loro  guerre.  Ma  la  scherma, 
che  giustamente  è  qui  definita  :  vitandi  atque  inferendi 
ictus  subtilis  ratio,  venne  a  moderare  l'impeto  inconsi- 
derato del  coraggio,  e  colle  sue  norme,  norme  fisse,  di 
arte  vera,  rese  razionale  il  modo  di  trattare  le  armi,  ar- 
morum  tractandorum  meditatio.  Era  un  segnalato  servizio 
prestato  alla  patria  ed  uno  splendido  trionfo  dell'  arte. 

La  scherma  non  toglieva  più  le  sue  norme  e  regole 
dall'esercito;  ma  quale  maestra  comunicava  all'esercito  i 
vantaggi  delle  sue  norme  particolari  e  de' suoi  progressi. 

E  questo  dovrebbe  pur  sempre  avvenire  nelle  rela- 


CENNI    STORTCI  23 

zioni  scambievoli  della  scherma  coQfli  ordinamenti  mi- 
litari.  Ma  avviene  anche  presentemente  quello  che  già 
avveniva  a' tempi  dei  gladiatori. 

Allora  non  fu  fatta  giustizia  al  merito  della  scuola 
gladiatoria.  Gli  storici  quando  parlano  de'gladiatori  usan 
parole  di  disprezzo.  Essi  non  consideravano  l'arte,  ma 
le  persone  che  1'  esercitavano  •  disprezzabili  queste,  di- 
sprezzabile la  loro  arte.  I  gladiatori  erano  ancora  i  vili 
schiavi,  i  vinti  prigionieri  di  guerra;  troppa  la  distanza 
fra  essi  e  l'aristocrazia  patrizia,  perchè  se  ne  occupasse 
la  storia  Romana,  la  quale,  si  può  dire,  è  storia  del 
patriziato. 

Ai  nostri  giorni  pure,  se  la  scherma  è  chiamata  a  pre- 
star la  sua  opera  nell'educazione  militare,  pare  le  si  usi 
una  grazia  grande,  e  sia  tutta  una  degnazione  generosa 
di  qualche  potente,  il  quale  per  effetto  di  buon  cuore,  la 
toglie  a  proteggere  e  le  concede un  posticino.  Lad- 
dove però  non  le  si  procurano  serii  vantaggi,  le  si  ar- 
recano, almeno  in  Italia,  danni  veri  -,  e  per  ignoranza, 
giacche  non  vogliamo  supporre  malafede,  la  si  invilisce, 
la  si  guasta.  Si  dice  di  volerla  gloriosa  e  italiana,  con 
una  fisonomia  sua  propria,  e  le  si  negano  i  trionfi  più 
belli,  i  veri  progressi,  che  la  potrebbero  rendere  invi- 
diata e  utile.  Sarebbe  proprio  il  caso  di  ripetere  quello 
che  già  disse  Tomaso  Moro,  quando  gli  si  annunziò  che 
il  re  gli  faceva  la  grazia  della  decapitazione  :  «  Iddio  salvi 
i  miei  amici  da  simili  grazie.  » 

Se  non  si  vuole  proteggere  la  scherma,  non  se  ne 
impediscano  almeno  i  progressi;  non  la  si  uccida,  mentre 
vuoisi  far  credere  di  favorirla.  Ma  di  questo  occorrerà 
parlare  più  diffusamente  a  suo  luogo  ;  torniamo  all'  eser- 
cito Romano. 


24  PARTE    PRIMA 

Entrarono  allora  nell'esercito  tutti  gli  esercizi  che  prima 
erano  in  uso  solo  nelle  scuole  gladiatorie  ;  e  noi  possiamo 
leggerli  minutamente  descritti  nell' 'Epitome  insti  tu  domini 
rei  militar is  di  F.  Renato  Vegezio,  principalmente  nel 
primo  libro,  in  cui  parla  dell'istruzione  data  ai  soldati, 
e  nel  lib.  n,  e.   23. 

Nel  tempo  medesimo  che  Rutilio  Rufo  introduceva 
nell'  istruzione  militare  la  scherma  de'  gladiatori,  Caio 
Mario  dava  mano  alla  sua  riforma  più  vasta,  più  radi- 
cale, militare  insieme  e  politica. 

Per  la  parte  militare  tolse  le  antiche  divisioni  de' le- 
gionari in  veliti,  astati,  principi,  triarii;  divisioni  rego- 
late dal  censo,  dall'armamento,  dagli  anni  di  servizio, 
e  vi  sostituì  nuove  ordinanze,  più  conformi  ai  meriti 
personali,  più  omogenee,  e  tutte  armate  egualmente. 
Invece  dei  manipoli  si  ebbero  le  coorti,  e  invece  di  quat- 
tro, una  sola  insegna,  l'aquila  d'argento. 

Quale  riforma  politica  ammise  alla  coscrizione,  e  ac- 
colse nelle  file  degli  eserciti  anche  i  proletari  e  gli  schiavi, 
i  quali  tolto  il  caso  di  grave  necessità  ne  erano  stati 
sempre  esclusi;  si  estese  quindi  a  tutto  1'  ordinamento 
civile  che  basava  appunto  sul  censo.  Prima  di  quel  tempo, 
solo  i  cittadini  possidenti  potevano  esercitare  la  milizia,  la 
quale  era  un  obbligo  ed  anche  un  privilegio,  ed  il  primo 
dei  diritti  civili.  Colla  nuova  riforma  invece  tutti  poterono 
prestare  il  servizio  militare,  purché  ne  fossero  atti  ;  ces- 
sava la  milizia  d'essere  un  privilegio  e  diveniva  una  pro- 
fessione. E  ben  presto  proletari,  liberti,  stranieri  forma- 
rono il  nucleo  principale  degli  eserciti  \  perchè  non  avendo 
essi  altre  speranze,  trovavano  conveniente  legarsi  all'in- 
segna e  al  servizio  militare,  dal  quale  tutto  potevano 
aspettarsi. 


CENNI    STORICI  25 

Le  conseguenze  furono  però  gravi  anche  per  l' arte 
della  scherma.  Perdendo  il  servizio  militare  osmi  sua 
importanza  civile,  i  patrizi,  i  nobili  e  la  parte  più  agiata 
della  cittadinanza  sia  per  non  trovarsi  a' fianchi  del  ple- 
beo, sia  perchè  preferivano  il  vivere  libero  e  agiato  della 
città,  al  duro  vivere  e  faticoso  del  campo  colle  legioni 
della  Dacia  e  della  Siria,  se  ne  allontanavano  sempre 
più,  sino  ad  abbandonarlo  interamente  ai  proletari,  agli 
stranieri,  ed  anche  ai  barbari. 

Ma  non  si  spogliano  d'un  tratto  costumanze  invete- 
rate, né  si  muta  tanto  facilmente  l' indole  d' una  nazione. 
Cresciuti  sempre  fra  le  armi,  scelsero  i  Romani  per  diver- 
timento quello  che  più  non  poteva  essere  una  doverosa 
occupazione  ;  e  frequentando  le  scuole  dei  gladiatori, 
ascoltavano  le  lezioni  dei  rudiarii  e  si  esercitavano  nella 
tecnica  venuta  in  onore  con  Rutilio  Rufo.  E  crebbe  sì 
facilmente  il  numero  di  questi  dilettanti,  che  pochi  anni 
dopo  la  riforma  di  Mario,  G.  Cesare  prescriveva  che 
all'  insegnamento  de'  Gladiatori  fossero  assegnati  nobili 
e  cavalieri. 

Se  non  che,  un  esercizio  per  puro  divertimento,  senza 
nessuna  mostra,  non  poteva  soddisfare  una  gioventù  am- 
biziosa quale  la  Romana  a' tempi  di  Cesare,  quando  le 
doti  corporali  erano  preferite  a  quello  dello  spirito,  e 
il  cavalcare,  come  dice  Sallustio,  il  far  pompa  di  ric- 
chezze, il  vestire  sfarzosamente  e  il  cibarsi  con  ricer- 
catezza erano  stimati  pregi  e  virtù.  Ci  volevano  pure 
occasioni  in  cui  mostrare  la  propria  valentìa  nel  maneg- 
gio delle  armi.  Siccome  però  non  si  era  mai  avuto  esem- 
pio di  duelli  tra  cittadini,  né  si  conosceva  la  riparazione 
dell'  onore  colla  spada,  e  sola  occasione  per  far  valere 
l'arte  della  scherma  era  la  lotta  feroce  e   a  morte  dei 


2  6  PARTE    PRIMA 

gladiatori,  così  chiesero  di  unirsi  ai  gladiatori  e  di  lottare 
con  essi  nell'  anfiteatro. 

Dlie  classi  quindi  di  gladiatori. 

Gli  uni  erano  obbligati  per  legge  a  quella  professione, 
perchè  prigionieri  e  condannati;  gli  altri  erano  volontari, 
e  vi  si  dedicavano  o  tratti  da  brama  di  gloria,  o  per 
acquistar  fortuna,  mortesqiie  et  vulnera  vendita  pastu,  o 
anche  per  disperazione  di  rovesci  politici. 

Dato  una  volta  il  cattivo  esempio  e  aperta  questa  via 
all'  attività  della  gioventù,  fu  una  gara,  una  ressa  per 
prendervi  parte;  lo  studio  della  scherma  divenne  gran 
parte  dell'  educazione  e  la  gloria  delle  vittorie  nell'  an- 
fiteatro un'ambizione  di  moda. 

La  storia  ci  dà  rari  esempi  di  fanatismo  tanto  ecces- 
sivo quanto  quello  che  destarono  i  giuochi  de' gladiatori 
in  Roma. 

Le  leggi  che  proibivano  e  notavano  d' infamia  quei 
giuochi  non  erano  state  abrogate;  ma  più  che  le  leggi, 
prevalse  la  moda,  e  furono  lasciate  lettera  morta.  Il 
prepotente  bisogno  di  emozioni,  1'  attrattiva  del  pericolo, 
la  pompa  solenne  con  cui  erano  celebrati,  gli  applausi 
irrefrenati  della  folla,  la  gloria  invidiata  di  chi  era  vin- 
citore, tutto  valeva  a  rendere  que'  giuochi  importanti, 
desiderati. 

Gli  stessi  magistrati  non  isdegnavano  deporre  la  gra- 
vità dell'  ufficio,  e  i  senatori  la  nobile  toga,  per  mostrarsi 
a'  fianchi  de'  liberti  e  de'  condannati,  pur  di  ottenere  il 
plauso  della  moltitudine  e  delle  terribili  dame.  Che  più? 
Macrino  da  gladiatore  fu  innalzato  alla  porpora  impe- 
riale e  Commodo  trattasi  la  stessa  porpora,  che  già  di- 
sonorava co'  suoi  vizi,  si  umiliava  nell'arena  vestito  da 
gladiatore.  Si  fece  persino  innalzare  una  statua  coll'iscri- 


CENNI    STORICI  27 

zione  :  «  A  Commado  vincitore  di  mille  gladiatori.  »  E 
Giovenale  ci  attesta  che  persino  le  giovani  Romane  si 
applicarono  a  quegli  esercizi  e  circondando  di  arme  le 
loro  membra  delicate  impugnavano  virilmente  il  ferro  e 
armeggiavano  non  senza  destrezza  (Sat.,  v,  vi,  vii). 

E  veramente  eravi  di  die  affascinare  e  sedurre  l'am- 
bizione principalmente  della  gioventù. 

I  gladiatori  che  non  cadevano  nella  lotta  e  ne  usci- 
vano vincitori,  acquistavano  immensa  rinomanza.  Poeti, 
pittori,  scultori  dedicavano  ad  essi  le  loro  ispirazioni  ; 
viventi  divenivano  l'idolo  di  ogni  classe  di  persone,  morti 
ottenevano  magnifici  mausolei  e  talvolta  anche  templi. 
Gladiatori  orribilmente  mutilati  e  deformati  furono  op-- 
getto  di  preferenze,  di  simpatie,  e  quasi  anche  di  culto 
per  parte  di  nobili  donzelle,  le  quali  per  seguirli  rifiuta- 
vano splendide  nozze  e  abbandonavano  la  propria  casa. 

Scrive  Dione  Cassio  che  alcuni  gladiatori  furono  pa- 
gati sino  a  100,000  sesterzi  (quasi  quanto  lo  stipendio 
annuale  di  tutti  i  nostri  maestri  civili  di  scherma  del- 
l'esercito italiano).  L'imperatore  Tiberio  donò  una  tal 
somma  a  un  gladiatore  emerito  e  Nerone  concedette  ad 
alcuni  Mirmilloni,  vastissimi  possedimenti.  Celebre  poi 
è  il  mausoleo  fatto  innalzare  da  Caracalla  ad  un  gla- 
diatore di  nome  Batoni,  da  lui  costretto  a  combattere 
contro  tre  competitori  e  caduto  sotto  i  colpi  dell'ultimo. 

Ma  e  1'  arte  della  scherma? 

L'arte  in  parte  ci  guadagnò,  e  in  parte  ne  fu  anche 
danneggiata.  Si  raffinò  è  vero,  mediante  un  esercizio 
così  continuo,  e  confortato  da  tanto  favore;  ma  s'intro- 
dussero ben  presto  troppe  variazioni  nelle  armi  e  nei 
giuochi,  troppe  particolarità  estranee  ai  principi  dell'arte, 
perchè   questa   potesse   avere  serii   e   stabili    progressi. 


2  8  PARTE    PRIMA 

Crebbe  il  numero  delle  scuole  de' gladiatori,  che  in  Roma, 
sotto  Domiziano,  furono  quattro,  ludiis  magnus,  Gallicus, 
Dacicus,  Matutinus  (quest'  ultimo  per  venazioni).  Crebbe 
la  varietà  delle  lotte  dalla  qualità  delle  armi  e  dal  me- 
todo diverso  di  combattere,  e  si  ebbero  i  Mirmilloni, 
i  Reziarii,  gli  Oplomachi,  i  Dimacheri,  i  Traci,  i  Sanniti, 
combattenti  il  mattino,  combattenti  dopo  il  mezzogiorno, 
combattenti  in  piena  luce  e  anche  dopo  il  tramonto, 
combattenti  a  piedi  ed  a  cavallo,  o  anche  su  carri;  nudi 
e  armati  di  tutto  punto;  combattenti  a  coppie  e  a  turme; 
e  chi  più  n'  ha  più  ne  metta,  perchè  è  impossibile  deter- 
minare distintamente  le  molte  specie  di  gladiatori.  Si 
moltiplicarono  i  lanisti  e  gli  insegnanti,  e  ve  ne  furono 
per  ciascuna  classe;  si  rese  la  pugna  gladiatoria  molto 
complessa,  molto  varia,  attraente,  spettacolosa,  ma  l'arte 
vera,  l'arte  che  ha  principii  tanto  più  semplici  quanto 
più  si  fa  perfetta,  non  ci  guadagnò  molto. 

Dobbiamo  però  confessare  che  un  giudizio  sicuro,  ba- 
sato su  documenti  certi  sul  valore  schermistico  delle 
lotte  gladiatorie,  noi  non  lo  possiamo  dare.  Le  cognizioni 
che  abbiamo  di  esse  sono  troppo  scarse  e  spesso  troppo 
contraddittorie,  perchè  si  possa  parlare  della  scienza 
schermistica  de' gladiatori.  Primieramente  ci  manca  una 
descrizione  accurata,  minuta,  completa  di  una  mostra  gla- 
diatoria; ma  solo  ci  attacchiamo  a  notizie  spigolate  per 
così  dire  dagli  storici  e  dai  poeti,  o  a  figure  che  troviamo 
espresse  in  qualche  monumento,  riproducenti  qualche 
episodio,  qualche  momento  di  quelle  terribili  lotte.  Anche 
Frontino,  Vegezio,  e  gli  altri  autori  che  trattarono  di 
cose  militari,  ci  danno  pochissime  notizie  de' gladiatori. 

In  secondo  luogo,  dal  tempo  in  cui  apparvero  la  prima 
volta  sino  all'anno  406,  in  cui  furono  da  Onorio  per- 


CENNI    STORICr  29 

petuamente  vietati,  que' giuochi  subirono  moltissime  mo- 
dificazioni, variarono  secondo  i  gusti  degli  editori  dei 
giuochi  e  più  specialmente  degli  imperatori. 

Vi  sono  poi  nei  giudizi,  che  di  essi  si  danno,  contrad- 
dizioni di  tal  natura,  che  non  si  possono  accettare  senza 
che  ne  rimanga  offeso  il  sentimento  schermistico,  anche 
di  chi  solamente  conosca  i  primi  elementi  della  scherma. 

Ma  perchè  meglio  si  comprenda  il  mio  pensiero,  vo 
glio  qui  esporre  brevemente  la  descrizione  che  si  suol 
fare  della  mostra  orladiatoria. 

— »•?§«•- 

Le  lotte  dei  gladiatori. 

Lo  spettacolo,  sì  quando  era  cosa  tutta  privata  e  ludo 
funebre  (mtmiis),  come  quando  divenne  giuoco  pubblico , 
ordinato  da  magistrato  pubblico  e  a  spese  dello  stato, 
si  annunciava  qualche  tempo  prima  con  avvisi  (program- 
mata), che  l'editor  muneris  aveva  cura  di  diffondere  e 
anche  di  fare  affìggere  ai  pubblici  edilìzi.  Questi  avvisi 
indicavano  il  giorno  dello  spettacolo,  il  numero  delle 
coppie  de' gladiatori,  la  loro  specie,  il  nome  del  lanista 
a  cui  appartenevano,  quello  de' più  valenti  che  vi  pren- 
devano parte  e  infine  se  altri  divertimenti  lo  accompa- 
gnavano. 

La  vigilia  del  giorno  fissato,  tutti  i  combattenti  si  rac- 
coglievano a  geniale  banchetto  fccena  libera)  ove  dai 
molti  curiosi,  padroni,  dilettanti  si  offrivano  loro  splen- 
didi regali  e  donativi  d'ogni  genere,  e  scambievolmente 
si  auguravano  di  ritrovarsi  dopo  al  secondo  festino  (si- 
licemnim)  che  si  teneva  in  onore  dei  caduti. 


3<D  PARTE    PRIMA 

Lo  spettacolo  aveva  principio  con  una  processione 
(pompa)  di  tutti  i  gladiatori  che  facevano  il  giro  del- 
l' arena  nelle  varie  loro  foggie  ;  e  quando  vi  assisteva 
l' imperatore,  passando  sotto  la  loggia  imperiale  alzavano 
il  noto  grido:  «  Ave,  Cassar  imperator,  morituri  te  sa- 
lutant  »  Tenevano  subito  dietro  finte  prove  ed  esercizi 
con  armi  di  legno  o  spuntate  (arma  lusorìa,  donde  la 
parola  prolusione)  e  calmi,  tranquilli  si  addestravano  di- 
scorrendo, celiando,  come  se  tutto  il  combattimento  do- 
vesse sempre  essere  semplice  parata. 

In  questo  mentre  e  anche  durante  la  vera  lotta  echeg- 
giavano concerti  musicali,  e  gli  spettatori  pronosticavano 
sull'esito  dei  combattimenti  parziali,  prendendo  favore 
per  questi  e  per  quelli.  Quindi  si  presentavano  d\Y  editor 
le  armi  vere  (arma  decretoria)  affinchè  le  esaminasse-, 
maestri  e  proposti  dividevano  e  pareggiavano  i  gladia- 
tori, e  dato  il  segnale   aveva  principio  la  fiera  pugna. 

A  coppie,  a  gruppi,  al  tutto  ignudi  o  coperti  d'arma- 
ture, qua  e  là  per  l'arena,  come  si  trovavano  distribuiti 
si  azzuffavano,  si  urtavano,  si  ferivano;  e  facendo  mostra 
del  loro  valore  e  dell'arte  loro  davan  luogo  a  mille  epi- 
sodii  e  suscitavano  applausi  o  scherni.  Non  regole  ca- 
valleresche, non  riguardi,  non  cortesie,  non  sentimenti 
di  pietà,  ma  vincitori  e  vinti  cercando  piacere  agli  spet- 
tatori, studiavano  la  grazia  de' movimenti,  la  leggiadrìa 
della  posa:  avrebbero  preferito  incontrare  il  ferro,  piutto- 
sto che  difendersi  e  parare  contro  le  regole  dell'eleganza. 

L'arte  perciò  aveva  perduto  la  sua  prima  legge  sia 
della  difesa  come  della  offesa;  cedendo  il  posto  all'ac- 
cessorio, a  ciò  che  è  puro  ornamento. 

I  reziarii  quasi  interamente  ignudi,  muovendosi  con 
grande  agilità  cercavano  di  avviluppare  l'avversario,  di 


CENNI    STORICI  31 


solito  un  secutor,  colla  rete  (iaculum)  e  di  ferirlo  col 
tridente,  (fascina,  iridens)  o  col  pugnale;  fallendo  il  colpo, 
davasi  alla  fuga,  perchè  non  aveva  armatura,  procu- 
rando di  apprestar  la  rete  ad  un  secondo  colpo,  prima 
che  il  secutor  lo  raggiungesse.  E  allora  ritornando  al- 
l'assalto, se  aveva  di  fronte  un  Mirmillone,  il  quale  por- 
tava sulla  cresta  dell'  elmetto  l' imagine  di  un  pesce. 
«  Non  te,   Galle,  diceva,  sed  piscem  peto.  » 

A  piò  fermo  combattevano  gli  altri,  armati  più  gra- 
vemente; i  Galli,  Mir milioni,  Sanniti  con  grande  scudo, 
i  Traci  (Thraces  o  Thrceces)  collo  scudo  rotondo  e  pic- 
colo (panna)  e  spada  ricurva  (sica),  secondo  l' usanza 
della  loro  nazione;  i  Dimacheri  con  due  spade,  gli  Oplo- 
inachi,  (hoplomachi)  uomini  alti  e  robusti,  chiusi  intera- 
mente nell'armatura,  che  miravano  a  ferir  di  punta  con 
spade  lunghe  a  guisa  di  fioretto. 

A  questi  si  uniscano  gli  Essedarii  che  pugnavano  su 
carri  brittanici,  gli  Andabati  (andabatce)  a  cavallo,  con 
visiere  chiuse,  sicché  poco  o  punto  ci  vedevano,  i  Veliti 
e  i  Provocatori,  che  iniziavano  la  lotta  con  lancie  e  gia- 
velotti,  i  Catervarii  che  combattevano  a  turme,  i  Meri- 
diani, che  succedevano  ai  Bestiarii,  i  Suppositivi,  che  si 
riservavano  contro  i  vincitori,  in  luogo  de' caduti;  e  si 
avrà  un'idea  della  varietà  dei  giuochi,  della  moltiplicità 
degli  assalti,  delle  lotte,  che  presentava  uno  spettacolo 
di  gladiatori. 

Quando  alcuno  de' combattenti  vinto  e  ferito,  cadeva 
in  potere  del  suo  avversario,  spettava  all'editor  muneris 
di  decidere  se  si  dovesse  mantenere  in  vita,  oppure  uc- 
cidere, ciò  che  seguiva  in  un  luogo  detto  spoliarium. 
Ma  sino  dagli  ultimi  tempi  della  repubblica  si  costumò 
rimetterne  la  decisione  all'arbitrio  del  pubblico.   Allora, 


PARTE    PRIMA 


per  cattivarsi  la  compassione  degli  spettatori  il  vinto 
piegava  il  ginocchio  a  terra  e  gettate  le  armi,  alzava 
l'indice  della  mano  sinistra. 

Pare  che  il  segno  della  grazia  fosse  dato  agitando 
pezzuole,  e  il  segno  di  morte  verso  pollice,  stendendo 
il  braccio  e  abbassando  il  pollice.  Infatti  Giovenale 
(Sat.   3,   36)   dice: 

Miniera  mine  edunt,  et  verso  pollice  valgi 
Queni  libet  occidiuit  populariler. 

Quando  la  grazia  era  rifiutata,  il  vincitore  volgendosi 
al  prosteso  faceva  udire  quelle  parole  sinistre:  «  recipe 
ferrtim  »  ;  e  lo  sciagurato  cadeva. 

La  maggior  parte  però  anche  nel  ricevere  la  morte 
non  ismentivano  l'onore  della  loro  professione,  non  cam- 
biavan  colore,  non  emettevano  un  lamento;  anzi  spesso 
si  componevano,  si  rizzavano,  e  presentando  il  collo  o  il 
petto  al  ferro  nemico,  ricevevano  il  colpo  mortale  senza 
muoversi  o  tremare.  Non  mancava  anche  chi  preso  da 
disperazione,  afferrava  nuovamente  le  armi,  e  benché 
gravemente  ferito  contrastava  a  lungo  la  vittoria  e  ca- 
deva combattendo. 

Grida  di  incoraggiamento,  di  gioia,  da  ogni  parte 
dell'anfiteatro  accompagnavano  le  varie  fasi  de' combat- 
timenti. 

Chi  si  mostrava  pauroso,  renitente  e  anche  solo  incerto 
veniva  spinto  nella  pugna  con  scudisci,  bastoni,  e  anche 
con  verghe  arroventate.  Immenso  invece  era  il  plauso 
che  salutava  qualche  colpo  ardito  con  cui  alcuno  spac- 
ciavasi  del  suo  avversario.  Il  vincitore  non  era  sempre 
egli  stesso  sicuro  anche  dopo  una  vittoria,  poiché  spesso 
lo  si  costringeva  a  misurarsi  con  un  secondo,  e  anche 


CENNI    STORICI  33 

con  un  terzo,  e  con  un  quarto  nemico;  e  finiva  tal- 
volta col  soccombere. 

Durante  gli  intervalli  di  riposo,  si  rimovevano  i  morti, 
pei  quali  erano  pronte  bare;  si  trasportavano  allo  spo- 
glìarìo  per  essere  uccisi  i  feriti  troppo  gravemente  e 
che  non  lasciavano  speranza  di  guarigione;  si  toglieva 
la  sabbia  troppo  intrisa  di  sangue  e  altra  se  ne  span- 
deva pulita  e  talvolta  colorata  e  mescolata  con  altre 
sostanze. 

Riprendevasi  quindi  la  lotta  più  fiera,  più  accanita  di 
prima,  dalla  quale  non  si  cessava  se  non  o  trascorsa 
l' ora  determinata,  o  decise  l' ultime  sorti  de'  combatti- 
menti, o  anche  per  dar  luogo  ad  altri  spettacoli  annun- 
ciati dal  programma,  quali  per  esempio,  le  lotte  colle 
fiere  dei  Venatores,   dei  Bestiarii,  dei  Succensores. 

I  superstiti  allora  ne  uscivano  in  gran  trionfo,  applau- 
diti, premiati;  si  raccoglievano  i  feriti,  perchè  fossero 
curati;  i  morti  si  trasportavano  a  seppellire;  l'arena  era 
interamente  sgombrata;  e  tutto  finiva  colla  frase  che 
dichiarava  chiuso  lo  spettacolo.  E  ben  presto  non  v'  era 
più  nessuno  che  lamentasse  o  piangesse  i  caduti,  che 
non  lasciavano  eredità  d' affetti  ;  nessuno  che  riscattasse 
i  loro  cadaveri;  solo  alla  memoria  de' più  celebri  si  riz- 
zavano monumenti  da  qualche  ricco  privato,  o  dall'  editor 
muueris,  o  dallo  stesso  imperatore. 

Tutte  codeste  particolarità  ed  altre  ancora  i  miei  let- 
tori le  possono  leggere  in  tutti  i  libri  che  descrivono 
i  costumi  de' Romani.  Se  non  che  la  maggior  parte  de- 
gli scrittori  di  cose  antiche,  quando  parlano  de' gladia- 
tori, pongono  maggior  cura  ad  accumular  notizie,  e  a 
descriverle  con  lusso  di  belle  frasi,  che  non  a  discu- 
terle,   a   vagliarle.  Accettano   ogni   cosa,    dan  luogo   a 

3 


34  PARTE    PRIMA 

tutto,  senza  badare  se  vi  sono  contraddizioni  nelle  no- 
tizie che  riferiscono,  e  senza  sospettare  una  interpreta- 
zione diversa  dalla  loro.  Non  v'ha  poi  nessuno  di  essi 
che,  pur  trattandosi  di  una  classe  di  persone  solo  de- 
dita all'  armeggiare,  si  fermi  a  considerarne  il  valore, 
il  merito  schermistico;  quasi  non  sia  mai  esistita  una 
scienza  delle  armi.  Oual  meraviglia  adunque  se  non  si 
possono  accettare  tutti  i  loro  giudizi,  tanto  poco  sicuri, 
tanto  precipitati,  da  chi  conosce  anche  per  poco  la  tecnica 
delle  armi? 

Ecco  comunemente  qual'  è  il  giudizio  che  essi  for- 
mano delle  lotte  de' gladiatori. 

In  codeste  lotte  l'arte  schermistica  non  entrava  per 
niente;  il  gladiatore  badava  più  a  ferire  che  non  a  difen- 
dersi, più  ad  armeggiare  con  grazia  che  non  con  valore, 
più  a  piacere  che  non  a  vincere.  E  d'altra  parte  i  Romani 
spettatori  dovevano  poco  capire  di  scherma  ;  più  d' ogni 
altra  cosa  gustavano  la  carneficina,  lo  spaccio  di  molte 
coppie,  applaudivano  i  colpi  che  cagionavano  più  pronta 
morte  e  l'intrepidezza  di  chi  graziosamente  si  lasciava 
scannare.  I  gladiatori  erano  lautamente  trattati  con  ab- 
bondanza di  cibi,  perchè  ingrassati,  il  loro  sangue  scor- 
resse più  lentamente  e  in  maggior  copia  in  sull'arena. 
Si  voleva  anche  alludere  alle  vittorie  sopra  popoli  ne- 
mici, donde  i  nomi  di  Galli,  che  furono  poi  i  Mirmilloni, 
di  Sanniti,  di  Traci,  dati  ad  alcune  classi  di  gladiatori 
e  si  sfogava  su  di  essi  l'odio  eterno  contro  que' popoli, 
umiliando  nell'arena  chi  ne  portava  il  nome,  presentan- 
doli male  armati  e  rendendo  difficile  la  loro  vittoria,  fa- 
cile e  dispregiabile  la  morte. 

«  On  armait  mal  le  pauvre  Gaulois  miwullon,  car  il 
fallali  montrer  au  peuple  le  Gaulois  toujours  vaili  fu.  » 


CENNI    STORICI 


35 


Così  M.  Dezobry  (Rome  au  siede  ci' Auguste)  descrivendo 
i  Mirmilloni  alle  prese  coi  Reziarii.  Una  dimostrazione 
insomma  quale  potrebbero  fare  i  nostri  ragazzi  in  tempo 
di  guerra,  bruciando  nel  mezzo  della  piazza  l' effigie  del 
generale  nemico. 

Adunque  in  quelle  lotfe  essi  vedono  poco  o  punta 
arte,  molta  carneficina,  corruzione  grande,  barbarie,  de- 
Q-radamento  umano. 

Ma  se  per  poco  si  riflette  sulle  notizie  che  si  hanno 
degli  esercizi  gladiatori  e  si  tien  calcolo  di  tutto,  questo 
giudizio  a  me  pare  esagerato  ed  in  parte  erroneo;  parmi 
cioè  che  anche  con  tanti  usi  accessori  e  dannosi,  l'arte 
della  scherma  abbia  avuto  in  quei  giuochi  un  ampio 
svolgimento  e  sia  stata  gloriosamente  rappresentata. 

Comincio  col  fare  osservare  che  non  erano  quasi  mai 
in  grande  numero  i  gladiatori,  principalmente  dopoché 
una  legge  di  Augusto  determinò  che  non  si  potesse 
oltrepassare  il  numero  di  120.  Inoltre  si  introdussero 
ben  presto  i  combattimenti  colle  fiere,  le  venationes,  le 
naumachie,  e  altri  spettacoli  che  costavano  meno,  per 
supplire  alla  scarsezza  de' gladiatori  che  costavano  enor- 
memente. 

Molti  poi  sono  gli  argomenti  che  provano  come  i 
gladiatori  studiassero  di  rendersi  valenti,  secondo  prin- 
cipii  stabili,  e  lunghi  esercizi  pratici. 

A  Pompei  essendosi  scoperta  nel  1766  una  scuola  di 
gladiatori,  si  credette  fosse  una  caserma  militare,  tanto 
la  disposizione  del  locale,  le  armi  che  vi  si  rinvennero, 
i  trofei,  le  iscrizioni,  attestavano  l'esercizio  continuo  del- 
l'armeggiare. Sarebbe  stato  inutile  tutto  codesto  appa- 
rato se  avessero  i  gladiatori  dovuto  imparare  solamente 
a  morire  con  intrepidezza  e  composti  a  leggiadrìa. 


36  PARTE    PRIMA 

E  ugualmente  certo  che  alcuni  di  essi  s'addestravano 
al  maneggio  di  molte  armi  e  potevano  far  parte  a  di- 
verse classi  di  gladiatori,  come  lo  provano  questi  versi 
di  Marziale: 

Hermes  belligera  superbus  hasta;- 
Hermes  (equoreo  mi/terax  tridente; 
Hermes  casside  languida  ti/uendus. 

ove  Ermete  appare  quale  velite  e  provocatore,  quale 
reziario,  e  anche  forse  quale  secutor.  Mutavano  quindi 
l' arme  secondo  l' avversario  che  prendevano  a  com- 
battere. 

Che  se  i  Mirmilloni  erano  leggermente  armati  quando 
avevano  di  fronte  i  reziarii,  come  lamenta  il  Dezobry, 
quando  invece  combattevano  tra  di  loro,  o  contro  Traci 
e  Sanniti,  eran  gravemente  armati.  Né  senza  errore, 
si  può  dire  che  de' Mirmilloni  si  facesse  poca  stima,  e 
si  volesse  vedere  umiliata  in  essi  la  nazione  Gallica,  per- 
chè i  Galli  per  lunga  tradizione  nazionale,  erano  valen- 
tissimi nella  scherma,  e  in  Roma  furono  sempre  moltis- 
simo stimati  e  favoriti  da  molti  Imperatori,  anzi  Commodo 
volle  esser  persino  chiamato  primus  palus  secutorum  o 
dei  Mirmilloni. 

Badando  alle  solite  descrizioni  ad  usum  delphini,  pare 
che  un  gran  numero  dovessero  cadere,  e  ben  pochi  cam- 
pare. Noi  invece  sappiamo  che  e'  erano  veterani  anche 
in  questa  gladiatura;  c'erano  gradi  e  distinzioni;  e  molti 
dopo  alcuni  anni  di  esercizii,  divenivano  rudiarii,  cioè 
esenti  da  ogni  obbligo  dell'arena;  i  quali  però  per  larghe 
retribuzioni  si  lasciavano  anche  indurre  a  ricomparirvi. 
Non  era  dunque  un'ecatombe  ed  una  generale  carnefi- 
cina. Una  volta  discesi  nell'arena,  fossero  essi  obbligati 
per  legge  o  volontarii,  cadevano  bensì  in  arbitrio  dell'  edi- 


CENNI    STORICI  37 

tor,  o  meglio  del  popolo,  che  esercitava  su  di  essi  diritto 
di  vita  e  di  morte;  ma  non  pare  che  di  questo  arbitrio 
siasi  fatto  abuso.  Il  popolo  prendeva  a  quei  giuochi  gran 
parte,  ma  non  già  per  il  solo  diletto  di  veder  scorrere 
il  sangue,  sì  bene  perchè  a  lungo  andare,  dopo  tanti  se- 
coli in  cui  erano  in  favore,  poteva  anche  giudicare  del 
merito  schermistico,  secondo  principii  e  norme  determi- 
nate. E  per  fermo  abbiamo  anche  esempi  dai  quali  rile- 
viamo che  quando  i  colpi  non  erano  leali,  egli  strepitava, 
e  pretendeva  che  si  mutasse  metodo. 

Non  si  amava  dunque  solamente  l'eleganza,  la  leggia- 
drìa de' movimenti,  l'intrepidezza,  il  disprezzo  della  vita; 
ma  anche  la  valentìa,  la  correttezza  dell'arte  e  si  voleva 
della  scherma  vera  e  buona.  C'era  crudeltà  e  anche  effe- 
ratezza; ma,  non  si  può  negare,  anche  esempio  di  corag- 
gio e  di  fortezza. 

La  civiltà  ispirata  a  sentimenti  d'eguaglianza  e  fratel- 
lanza universale,  doveva  riprovare,  condannare  quei  giuo- 
chi; ma  la  scienza  della  scherma  li  esalta  e  li  studia  con 
amore.  Gli  insegnamenti  del  Cristianesimo  e  le  leggi 
della  nuova  società  li  abrogarono;  ed  è  bene  per  l'uma- 
nità; ma  noi,  senza  desiderare  che  si  richiamino  in  vi- 
gore, noi  ci  volgiamo  volontieri  a  quei  tempi,  a  quegli 
infelici  atleti  legati  a  noi  dai  principii  della  medesima  arte. 

Sciaguratamente  come  di  molte  altre  dottrine,  di  molti 
altri  parti  dell'umano  ingegno,  nulla  ci  fu  lasciato  scritto 
dell'arte  de' gladiatori,  e  il  tesoro  di  cognizioni  pratiche 
che  pure  aveva  dovuto  accumulare  l'esercizio  continuo  di 
molti  secoli  andò  interamente  perduto. 

Ludi  gladiatorii,  lanisti,  munera,  armi  e  trofei,  tutto  al 
principio  del  secolo  V.°  scomparve.  La  società  Romana 
aveva  ben  altro  a  fare  che  attendere  a  divertirsi.  Era  ve- 


38  •  PARTE    PRIMA 

mito  il  tempo  della  giustizia,  e  la  sventura  colpiva  anche 
i  vincitori.  L'Italia  era  tutta  un  ampio  anfiteatro,  e  lo 
spettacolo  che  in  esso  presentavano  i  fieri  discendenti  di 
Camillo,  di  Scipione,  di  Cesare  era  ben  più  miserando 
di  quello  che  già  avevano  dato  i  gladiatori. 

Il  tempo  edace  fece  il  resto;  ci  distrusse  gli  stessi  anfi- 
teatri, lasciandocene  solo  poche  rovine;  disperse  o  spezzò 
i  monumenti  di  quelle  lotti,  solo  conservandoci  pochi 
tronchi,  e  qualche  capolavoro;  e  dell'arte  schermistica 
de' gladiatori  ai  posteri  giunse  solamente  il  grido,  il  ri- 
cordo di  quelle  lotte  e  il  desiderio  di  imitarle,  come  si 
fece,  spogliandole  dell'efferatezza  tutta  pagana. 

--»$&«< — 


II.0 
L'arte  della,  scherma  nel  Medio  Evo. 


I  barbari. 

Ouando  le  mostre  crladiatorie  venivano  abbandonate 
e  cadevano  in  dimenticanza,  anche  l' impero  Romano, 
codesto  colosso  meraviglioso,  rovinava,  si  dissolveva  e 
si  trasformava. 

Se  ne  accagionano  i  barbari,  e  si  descrivono  quei 
popoli  che  nella  pienezza  del  loro  vigore  giovanile,  fe- 
rocemente si  affacciano  sulle  Alpi  a  contemplare  le  in- 
cantevoli bellezze  del  suolo  d'Italia;  e  piena  la  mente  dei 
racconti  dei  loro  connazionali,  che  erano  ai  servigi  del- 
l' impero,  giù  irrompono  seguendo  i  loro  capi  alla  con- 


CENNI    STORICI 


39 


quista  dei  tesori  sognati;  assalgono,  devastano,  distrug- 
gono: tutto  va  a  soqquadro,  e  sopra  cumuli  di  rovine 
ogni  ordine  sociale  si  tramuta.  Nulla  di  vero. 

Senza  fermarci  a  considerare  tutte  le  cause  della  de- 
cadenza e  rovina  dell'  impero  Romano,  che  sarebbe 
troppo  difficil  cosa,  ed  anche  troppo  estranea  al  nostro 
tema,  panni  si  possa  dire  che,  prima  ancora  delle  do- 
minazioni straniere  e  che  al  giovane  Augustolo  fosse 
strappato  lo  scettro  invilito,  l' impero  Romano  aveva 
perduto  ogni  vigore  e  vitalità,  i  poteri  non  godevano 
nessuna  autorità,  nessun  rispetto,  e  tutto  lo  stato  si  reg- 
geva con  una  coesione  apparente.  Somigliava  a  quei 
cadaveri  che  rimangono  interi  sinché  non  è  turbata  la 
quiete  del  sepolcro,  ma  che  si  dissolvono  in  cenere  ap- 
pena sono  tocchi  dal  soffio  dell'aria,  che  è  pur  vita  ai 
corpi  animati. 

Non  fu  la  violenza  esterna  che  distrusse  il  grande 
impero;  ma,  come  ottimamente  dice  il  Ricotti,  la  cor- 
ruzione interna,  l' abuso,  il  logoramento  di  tutte  le  forze, 
di  tutti  i  mezzi  [Corso  di  storia  d' Italia,  lez.  ix). 

I  due  grandi  elementi  della  politica  esistenza  di  uno 
Stato  sono: 

la  forza  materiale  —  esercito,  governo,  finanze  che 
ne  costituiscono  quasi  il  corpo; 

e  la  forza  morale   che   ne   è  l' anima   vivificatrice, 
cioè   il   rispetto   alle   leggi,  le  virtù   civili,   la   religione. 

Ora  la  corruzione  era  già  penetrata  in  tutti  gli  ordini 
della  vita  sociale. 

L'esercito,  sia  per  ignavia  dei  privati,  sia  per  egoismo 
del  principe,  si  componeva  tutto  di  ausiliarii  e  di  bar- 
bari. Anzi,  una  legge  dell'imperatore  Gallieno,  vietava 
che  la  nobiltà  e  altresì  i  senatori  esercitassero  il  mestiere 


40  PARTE    PRIMA 

delle  armi  e  persino  che  si  avvicinassero  all'esercito.  (0 
E  la  plebe,  avvezza  a  vivere  delle  elemosine  che  le 
gettava  chi  aveva  in  suo  nome  rubato  e  tirannegfo-iava 
il  mondo,  abborriva  sì  fattamente  dalle  armi,  che  si 
troncava  il  dito,  piuttosto  che  andare  all'esercito;  mu- 
tilazione così  comune,  che  obbligò  la  legge  a  prescri- 
vere orride  pene  [Cod.  Theod.,  1.  vii,  tit.  13,  leg.  5). 
Ma  non  bastò  comporre  gli  eserciti  dì  gente  barbari- 
che. La  direzione  medesima  di  codeste  truppe,  anzi  il 
comando  supremo  degli  eserciti  stessi,  anzi  tutta  l'am- 
ministrazione, anzi  tutto  lo  Stato  finì  per  passare  nelle 
mani  talor  ladre,  talor  infide  e  sempre  pericolose  dei 
barbari.   (Ricotti,  1.   e,  lez.  ix). 

Consci  della  propria  forza,  quei  mercenarii  ne  abu- 
savano a  prepotenza,  a  confusione;  tutto  esigevano  e 
tutto  ottenevano;  si  ponevano  al  di  sopra  di  ogni  legge, 
pretendevano  privilegi  e  impunità  per  i  delitti,  creavano 
e  disfacevano  a  loro  posta  imperadori  e  padroni. 

Corrotto  l'esercito,  tutti  i  poteri  necessariamente  ne 
dovevano  soffrire;  il  governo  quindi  invilito  e  senza  au- 
torità, le  istituzioni  invecchiate,  disciolte;  non  rispettate 
le  proprietà,  cresciute  le  differenze  sociali,  l'agricoltura 
trascurata,  il  commercio  reso  impossibile,  poche  le  en- 
trate, esorbitanti  le  imposte,  la  miseria  generale. 

Rimaneva  ben  poco  lavoro  ai  barbari  per  rovinare 
l' impero  così  corroso.  E  per  vero  esso  non  cadde  per 
assalto  esterno  de' barbari  invasori;  ma  per  rivolta  in- 
testina de' barbari  pagati  per  servirlo. 

Anche  la  scherma  nel   Medio   Evo,    in   tanta   esube- 


(1)   «   Primus  ipse,  metu  socordire  sure,  ne  imperium  ad  optimos  militile  tran- 
sferretur,  scuritimi  militia  vetuit:  etiam  adire  exercitum....  »  {Aurei.  Victor,  e.  33). 


CENNI    STORICI  41 


ranza  di  vita  guerriera,  in  tanto  predominio  della  forza 
fisica,  prestò  opera  utile  ed  importante  ed  ebbe  parte 
cospicua  nella  storia  civile  dei  popoli.  Dovette  però  an- 
ch' essa  acconciarsi  alle  varie  condizioni  di  questo  svol- 
gimento di  cose,  correrne  le  vicende,  modificandosi,  pro- 
gredendo con  un  incremento  pigro  e  faticoso  ;  sinché 
anch'essa  raccolse  nella  nuova  età  il  suo  frutto,  potè 
riassumere  il  tesoro  di  tanta  esperienza  e  divenir  scienza 
con  trattati  scritti,  con  principii  stabili  e  sicuri.  Né  le  varie 
età  del  Medio  Evo  le  fecero  sempre  fare  un  passo  in- 
nanzi; anzi  in  pieno  Medio  Evo  la  scherma  si  trovò  ri- 
stretta, inceppata  entro  quelle  armature  pesanti  e  tutte 
chiuse.  Ma  se  non  giovarono  all'essenziale  de' principii, 
tutte  le  portarono  forme  accessorie  e  gran  parte  di  quel 
convenzionalismo  gentile  e  cortese,  che  è  pur  l'orna- 
mento della  nostra  scherma. 

Due  sono  i  campi  nei  quali  si  esercitò,  si  svolse  la 
scherma  nel  Medio  Evo: 

i.°  nel  campo  militare,   come   parte   della   tecnica 
militare,  ed  entrò  a  formar  le  leggi  della  cavalleria; 

2.0  nel    campo    giuridico    e    più   precisamente   nei 
duelli. 

Come  parte  della  tecnica  militare,  per  il  noto  prin- 
cipio che  la  scherma,  almeno  quale  la  intendiamo  noi 
presentemente,  deve  comunicare  le  sue  norme  all'  inse- 
gnamento dell'  esercito,  non  riceverle  né  essere  schiava 
dell'esigenze  tattiche,  la  scherma  nel  Medio  Evo  non 
fu  gran  cosa,  non  ci  guadagnò  gran  fatto;  anzi  oso  dire 
ci  scapitasse. 

Trovò  invece  buona  occasione  a  progredire  ne' duelli 
poiché  in  essi  affatto  libera  e  indipendente.  Il  duello  fu 
nel  Medio  Evo,  ed  è  anche  nel  Moderno,  ciò  che  erano 


_p  PARTE    PRIMA 

stati  i  giuochi  gladiatori  negli  ultimi  secoli  della  Repub- 
blica e  dell'impero  di  Roma,  il  campo  più  propizio  a 
praticamente  esaminare,  riconoscere,  determinare  tutti 
i  principii  scientifici  della  scherma. 

Ad  alcuni  parrà  non  accettabile  questo  mio  giudizio, 
che  chiuso  cioè  il  periodo  delle  invasioni  barbariche, 
assicurate  le  conquiste,  affermate  le  nazionalità,  nei  se- 
coli insomma  della  cavalleria  e  dei  tornei,  la  scherma 
non  abbia  progredito,  e  piuttosto  scapitato;  eppure  è 
un  fatto  innegabile  e  facile  ad  essere  provato. 

Quale  era  la  scherma  dei  barbari? 

E  inutile  che  io  qui  mi  fermi  a  recitare  la  lunga  enu- 
merazione dei  popoli  barbari,  a  distinguerne  le  origini, 
le  sedi,  le  istituzioni,  le  costumanze.  Quasi  tutti  i  po- 
poli barbari  per  il  nostro  studio  sono  uguali. 

Noi  sappiamo  che  ogni  cura  ponevano  nell'esercizio 
delle  forze  fisiche,  non  avevano  stima  che  pel  più  forte 
e  amavano  la  guerra  ove  il  più  forte  dà  prove  di  valore 
e  si  rende  illustre.  Nascevano  per  così  dire  sugli  scudi  e 
fra  canzoni  guerresche,  sotto  le  tende  mobili  o  nelle  ca- 
panne aperte  ai  venti.  La  loro  infanzia  passava  tra  giuo- 
chi ginnastici  e  in  esercizi  atti  a  renderli  forti  e  destri 
in   battaglia. 

A  13  a  14  anni  i  Franchi,  poco  più  tardi  i  doti,  i 
Longobardi  ed  altri  popoli,  ricevevano  0  cingevano  le 
armi:  divenivano  uomini  allora  e  sentivano  di  far  parte 
della  nazione.  1  barbari  prendevano  le  armi  quasi  nel- 
l'età che  i  Romani  si  ponevano  la  toga;  la  lancia  e  lo 
scudo  valeva  per  loro  quanto  la  toga  per  la  gente  del  foro. 

Ina    nuova    vita   si    apriva    innanzi   alla  gioventù   ar- 
mata.  Ecco  come  la  descrive  il  Ricotti:   «  Nella  soci 
manica,  allato  ai/a  tribk,  la  cui  indole  e  stabile,  i  cui 


CKNNI    STORICI 


esercizi  sono  quelli  dell'  agricoltore  e  del  proprietario,  sia 
uri  altra  parte  di  nazione  affatto  diversa  d'indole  e  di 
esercizi.  Questa  è  la  banda  guerriera.  I  giovani  più  ar- 
denti si  uniscono  sotto  un  capo  designato  loro  dalla  na- 
scita, dal  valore,  dalle  ricchezze,  dalla  forza  fisica.  Essi 
se  lo  eleggono,  essi  lo  seguono  in  una  carriera  di  guerra 
e  di  ventura,  e  gli  so n  compagni  nei  pericoli,  nella  preda 
e  nei  conviti.  Mentre  la  tribù  attende  a  lavori  de  campi, 
e  delibera  nelle  assemblee,  la  banda  guerriera  si  spinge 
sui  paesi  vicini,  ne  mena  via  roba  e  persone  e  non  torna 
in  patria  se  non  per  ripigliarvi  lena  ed  altre  intra- 
prese. »  (1.   e,  lez.  xv). 

Sia  però  in  queste  scorrerie  come  nelle  grosse  bat- 
taglie a  cui  prendeva  parte  l'intera  nazione,  l'arte  che 
dimostravano  era  ancora  semplice,  senza  grande  varietà 
di  movimenti,  senza  neppure  un  metodo  determinato. 
Era  un'arte  formatasi  nella  solitudine,  passata  in  tradi- 
zione, appresa  nelle  foreste,  lungo  i  fiumi,  esercitatasi 
in  assalti  notturni  o  in  lotte  gigantesche. 

Alle  battaglie  procedevano  stretti  in  ordinanza,  legati 
talvolta  l'uno  all'altro,  animati  dal  grido  e  dall'esempio 
dei  capi,  e  vi  si  gettavano  con  grande  disprezzo  della 
vita,  risoluti  di  vincere  o  di  morire. 

Ciascuna  nazione  poi,  ciascuna  tribù  aveva  armi  sue 
proprie,  un  modo  particolare  di  stringersi  in  file,  di 
schierarsi  in  campo,  di  portar  lo  scudo,  di  gettar  l' arme, 
di  raccogliersi,  di  assalire;  ma  l'arte  era  quasi  in  tutti 
la  medesima. 

Non  era  dunque  gran  cosa  l'arte  de' barbari  nell'uso 
delle  armi;  ma  1'  esercizio  continuo,  il  coraggio  indo- 
mito che  li  animava,  avrebbe  potuto  sempre  più  mi- 
gliorarla. 


44  PARTE    PRIMA 

Benché  usassero  l'arco,  la  lancia,  l'ascia,  l'arma  loro 
più  comune  e  prediletta  era  sempre  la  spada,  talvolta 
lutila  e  laro^a. 

Ammiano  Marcellino  scrive  che  gli  Unni,  i  più  barbari 
de'  barbari,  combattevano  da  vicino  avendo  la  spada  in 
una  mano  e  nell'altra  una  corda  che  lanciavano  contro 
il  nemico,  mentre  era  intento  a  parare  i  colpi. 

Meglio  addestrati  i  Longobardi,  i  Franchi,  i  Nor- 
manni maneggiavano  la  spada  con  molta  agilità  e  con 
tecnica  di  movimenti.  Era  loro  legge  che  un  prode  do- 
vesse attaccare  un  solo  nemico,  difendersi  da  due,  non 
cedere  a  tre,  e  senz'  onta  fuggire  soltanto  innanzi  a 
quattro.  Il  fuggire  in  battaglia  pei  Germani  tutti,  come 
nota   Tacito,    era   cosa   di   somma   infamia. 

Avvezzi  al  duello,  ai  combattimenti  singolari,  molte 
volte  affidavano  al  combattimento  di  pochi  le  sorti  delle 
battaglie;  molte  volte  le  battaglie  cessavano  colla  lotta 
dei  capi  tra  di  loro.  Conoscevano  anche  un  combatti- 
mento a  primo  sangue  ne'  duelli  ;  avevano  spettacoli  di 
finte  battaglie  e  norme  di  reciproco  rispetto,  che  tutti 
puntualmente  osservavano.  Anzi  Amedeo  Thierry  (Hi- 
stoire  d'Attila)  nota  che  fra  gli  spettacoli  con  cui  Attila 
festeggiò  le  sue  nozze,  vi  furono  finti  combattimenti  e  si 
potrebbe  anche  dire  veri  tornei. 

Insomma  vediamo  tra  i  popoli  barbari  nel  periodo 
stesso  delle  invasioni,  ottimi  principii,  benché  elemen- 
tari, di  vera  scherma  e  i  germi  di  quelle  consuetudini 
che,  modificate  ed  ingentilite,  furono  la  base  degli  sta- 
tuti della  cavalleria. 


CENNI    STORICI  45 


La  cavalleria. 

I  nuovi  avvenimenti  mutarono  interamente  l'indirizzo 
militare  e  ritardarono  ogni  progresso  della  scherma. 

Signori  delle  terre  conquistate,  divisi  in  nazioni,  con 
frontiere  ben  determinate  e  leggi  proprie,  i  barbari  in- 
tesero a  spogliare  la  natia  fierezza,  a  divenir  più  civili 
e  cominciarono  anche  a  vestire  pesanti  armature  e  a 
circondarsi  di  ferro. 

I  Romani  infiacchiti  e  degeneri  avevano  giudicato  so- 
verchio il  peso  delle  armature  difensive  e  le  avevano 
lasciate,  e  al  pilo  e  alla  spada  avevano  sostituito  strali 
ed  arco.  I  barbari  fecero  il  contrario  :  abbandonarono 
gli  archi,  si  cinsero  le  spade  e  quindi  indossarono  co- 
razze e  cimieri  pesanti. 

Gli  Scandinavi  subito  dopo  la  conquista  dell'  Inghil- 
terra avevano  di  già  un'armatura  completa;  i  Franchi 
entrati  in  Gallia  leggermente  vestiti,  sotto  Carlo  Mar- 
tello portavano  corazze  di  ferro;  lo  stesso  dicasi  dei 
Longobardi  in  Italia,  de' Sassoni  e  degli  altri  barbari 
nelle  diverse  parti  d'Europa. 

Carlo  Magno  colle  sue  continue  guerre  in  Germania, 
nelle  Spagne,  in  Italia,  pose  per  sempre  un  argine  al 
torrente  barbarico  e  chiuse  il  periodo  delle  invasioni, 
e  Carlo  Magno  è  dal  monaco  di  San  Gallo  descritto 
tutto  chiuso  in  armatura  pesante. 

II  nuovo  genere  dell'armi  di  difesa  trasse  seco  di  con- 
seguenza un  nuovo  ordinamento  dell'esercito  e  una  nuova 
tecnica  schermistica. 

Il   nuovo   ordinamento   dell'esercito  dava  una  incon- 


46  PARTE    PRIMA 

testata  prevalenza  alla  cavalleria  sulla  fanteria,  princi- 
palmente quando  si  potè  circondare  di  piastre  anche 
il  cavallo.  Come  per  vero  sostenere  a  piedi  tutto  quel 
peso  delle  armi  di  difesa,  principalmente  in  guerre  lun- 
ghe e  lontane?  E  come  poteva  resistere  all'urto  della 
cavalleria  vestita  di  ferro,  l' infanteria  poco  o  punto  ve- 
stita a  difesa? 

Il  cavallo  fu  indispensabile,  e  i  cavalieri  perciò  forma- 
rono il  nerbo  degli  eserciti.  Essi  portavano  il  peso  delle 
guerre,  le  altre  genti  numerose,  ma  senza  disciplina, 
erano  di  debole  aiuto-,  e  solo  servivano  a  spacciar  gli 
sbandati,  a  distruggere  i  resti  delle  schiere  già  rotte  dalla 
cavalleria.  Siccome  poi  solo  i  nobili  potevano  procac- 
ciarsi uno  o  più  cavalli,  e  sostenere  le  spese  di  una  ar- 
matura tanto  costosa,  così  il  numero  de' cavalieri  non 
poteva  esser  molto  grande  e  il  popolo  prestava  solo 
un'opera  qualunque  nella  milizia,  un'opera  secondaria, 
accessoria. 

Ne  nacque  finalmente  la  necessità  dello  scudiero  e  di 
più  scudieri,  che  avessero  cura  sia  del  cavallo,  sia  del- 
l' armatura  del  nobile,  del  signore  e  prestassero  tutti 
quei  servigi  che  erano  richiesti  da  una  armatura  così 
piena  di  inconvenienti. 

La  tecnica  schermistica  si  trovò  ristretta  a  ben  poca 
cosa  a  ben  pochi  colpi. 

Che  rimaneva  infatti  alla  scherma  coli'  introduzione 
dell'  armatura  in  ferro? 

Ogni  principio  schermistico  di  difesa  fu  soppresso,  poi- 
ché la  difesa  era  interamente  affidata  all'armatura. 

All'offesa  rimanevano  solo  due  cose: 

o  tentare  le  parti  deboli  dell'  armatura,  aprirsi  una 
via  a  ferire  tra  le  giunture  delle  diverse  parti  di  essa; 


CENNI    STORICI  47 


schiovare,  come  si  diceva,  l'armatura,  mirando  di  prefe- 
renza alla  visiera; 

o  calar  pesanti  fendenti  con  quanta  forza  si  aveva 
nelle  braccia,  talora  a  due  mani;  e  tentare  di  spezzare, 
di  fendere  ferro,  e  piastre,  e  di  giungere  così  al  corpo. 

Ma  anche  questo  piccolo  campo  lasciato  all'offesa  di- 
venne ben  presto  difficile  e  quasi  impossibile. 

Poco  dopo  il  mille,  i  cavalieri  seppero  così  bene  con- 
giungere, riunire  le  parti  dell'  armatura,  che  quasi  si 
resero  invulnerabili;  poiché  né  lancia,  né  spada,  né  pu- 
gnale poteva  penetrare  sino  alla  carne.  Il  P.  Daniel 
(Histoire  de  la  milice  frangaise)  scrive  infatti  che  il  conte 
Renaud  de  Dammartin  rovesciato  in  battaglia  da  cavallo, 
non  fu  potuto  uccidere  perchè  il  pugnale  non  trovava 
via  a  ferire. 

Si  cercava  perciò  di  uccidere  il  cavallo  per  gettar  a 
terra  e  prender  prigione  il  cavaliere  ;  poiché  quando 
egli  era  ben  fermo  in  arcione,  tolto  che  per  la  visiera 
dell'elmo,  era  pressoché  invulnerabile. 

Poche  erano  anche  le  uccisioni,  e  le  ferite  più  ordi- 
narie erano  di  contusioni  cagionate  da  forti  colpi,  che 
lor  facean  rintronar  la  testa  o  scuotere  l'armatura;  solo 
raramente  erano  feriti  sino  a  sangue.  E  perciò  chi  era 
più  robusto  a  portar  più  pesanti  armature  e  ad  asse- 
stare o  sostener  meglio  un  colpo,  quegli  era  spesso  il 
vincitore  ed  un  eroe. 

I  grandi  principii  della  scherma  furono  adunque  la 
forza  delle  braccia,  e  la  solidità  dell'armatura;  e  i  meriti 
furono  tutti,  o  de' muscoli,   o  della  fabbrica  delle  armi. 

E  adunque  tutta  la  poesia  dell'età  cavalleresca,  i  soavi 
ricordi  delle  leggende  medioevali  e  tutto  quel  mondo 
popolato  di  paladini,   pieno  di   sfide,    di  tornei;  scintil- 


48  PARTE    PRIMA 

lante  di  lance,  di  spade,  di  maglie,  di  scudi  dipinti,  di 
stemmi  decorati;  sorridente  di  colori,  di  emblemi;  tanta 
devozione  alla  dama  del  proprio  cuore,  tanta  sete  di 
venture,  tante  prodezze,  la  lealtà,  la  cortesia,  il  valore 
dei  cavalieri,  tutto  espresso  nei  versi  : 

Bon  chevalier,  n'en  doutez  pas 
Doit  ferir  haut  et  parler  bas! 

non  avranno  contribuito  niente  al  progresso  della  scherma? 

E  che  cosa  devo  io  rispondere? 

La  poesia  non  è  sempre  storia;  la  poesia  si  pasce 
di  immaginazioni,  abbellisce,  crea;  la  storia  cerca  solo 
il  vero,  fugge  le  amplificazioni  e  vuole  i  fatti  come  sono 
realmente  accaduti.  E  io  mi  devo  attenere  alla  storia 
non  alla  poesia.  La  colpa  non  è  mia  se  i  fatti  provano 
che  la  scherma  nel  Medio  Evo,  ne' bei  tempi  della  ca- 
valleria, fu  ristretta  a  pochi,  a  ben  pochi  principii. 

Del  resto  può  benissimo  stare  questo  giudizio  anche 
colla  poesia  che  circonda  quell'età  meravigliosa. 

La  cavalleria  si  può  considerare  come  istituzione  so- 
ciale e  come  istituzione  militare;  in  relazione  col  vivere 
civile  e  in  relazione  colla  tecnica  militare.  Da  una  parte 
abbiamo  le  leggi,  le  costumanze  che  determinano  l'ele- 
zione dei  cavalieri,  le  regole  della  loro  condotta  nella 
società,  nelle  sale  dei  castelli,  i  loro  doveri  coi  potenti 
e  coi  deboli,  coi  signori  e  cogli  oppressi;  dall'altra  le 
norme  schermistiche  che  i  cavalieri  devono  usare  sia  sui 
campi  di  battaglia,  sia  nei  tornei  e  nei  duelli.  Sono  due 
cose  affatto  distinte,  una  non  ha  nulla  a  vedere  coli' altra; 
e  vai  la  pena  di  parlarne. 

Come  istituzione  sociale  certo  la  cavalleria  parve  gran 
cosa,  un  gran  passo  nel  vivere  civile  e  nel  perfeziona- 


CENNI    STORICI 


49 


mento  dell'umanità,  dopo  le  agitazioni,  le  crudeltà,  le 
spaventevoli  miserie  delle  invasioni  barbariche.  Ci  sono 
negli  statuti  della  cavalleria  idee  generose,  nobili  pas- 
sioni e  azioni  magnanime. 

Che  s' intende  per  cavalleria  e  quale  fu  il  suo  scopo  ? 

La  cavalleria,  come  cerimonia  particolare  con  cui  i 
giovani  destinati  alla  professione  militare  ricevevano  le 
prime  armi,  è  già  conosciuta  ai  tempi  di  Carlo  Magno. 
Leggiamo  invero  che  questo  imperatore  nel  791  a  Ra- 
tisbonne  cinse  le  armi  al  suo  figlio  Lodovico  il  Pio;  e 
l'anno  838  a  Kersy  lo  stesso  Lodovico  donò  al  figlio, 
Carlo  il  Calvo,  le  armi  virili,  cioè  la  spada. 

Ma  come  dignità  che  concedeva  il  primo  posto  nel- 
l'ordine militare,  che  si  conferiva  con  una  specie  di  in- 
vestitura accompagnata  da  sacri  riti  e  da  un  giuramento 
solenne,  la  cavalleria  sorge  soltanto  dopo  il  mille. 

A  maggiormente  costituirla  e  raffermarla  concorsero 
le  leggi  del  feudalismo  e  quelle  della  Chiesa,  i  legami 
dei  vassalli  coi  loro  signori  e  i  sentimenti  religiosi,  le 
cerimonie  ecclesiastiche  e  le  formalità  dell'  omaggio.  Fu 
quindi  base  dell'organismo  sociale  e  tutta  informò  ed 
abbellì  la  vita  pubblica  e  la  privata,  sui  campi  di  bat- 
taglia e  nelle  sale  dei  castelli,  sotto  le  mura  di  Geru- 
salemme, di  S.  Giovanni  d'Acri  e  alle  corti  de' Re  e 
de'  Duchi. 

L'influenza  della  cavalleria,  a  rendere  più  leggiadri 
i  costumi  e  i  sentimenti  più  miti,  fu  certamente  grande. 
Basta  guardare  lo  scopo  che  la  cavalleria  si  prefiggeva. 

Il  primo  fine  è  quello  di  usare  la  forza  a  bene,  a 
prò  cioè  del  debole  e  dell'oppresso,  contro  il  prepo- 
tente e  l' oppressore,  in  quei  tempi  appunto  in  cui  la 
forza  prevaleva  e  spesso,   molto  spesso,   sovrastava  al 

4 


50  PARTE    PRIMA 

diritto.   Ecco  come  l' esprimevano  le  famose  canzoni  di 
quel  tempo  : 

Vous  qui  voulez  l'ordre  chi  chevalier, 

Il  vous  convieni  mener  nouvelle  vie; 

Dévotement  en  oraison  veiller, 

Péclié  fuir,  orgueil,  et  villenie, 

L'  Eglise  devez  défendre, 

Le  veuve  et  aussi  l'orphenin  entreprendre  ; 

Etre  hardi  et  le  peuple  honorer, 

Frod'  homs,  loyaux,  sans  rien  d'autrui  prendre  ; 

Ainsi  se  doit  chevalier  gouverner. 

Vi  può  essere  fine  più  nobile  e  santo? 

Accanto  a  questo,  dobbiamo  ricordare  le  virtù  che  la 
cavalleria  prescriveva  ;  il  sentimento  vivissimo  dell'onore, 
la  coscienza  della  dignità  individuale,  la  fede  del  giura- 
mento, l'amore  alla  donna  sublimato  dal  più  profondo  ri- 
spetto, l'ammirazione  al  valore,  la  vergogna  dell'azioni 
ignobili  e  tristi,  la  brama  della  gloria;  e  si  potrà  subito  ca- 
pire quanto  utile  poteva  essere  l'istituzione  della  cavalleria. 

Cavaliere  non  si  diveniva  allora  così  facilmente  come 
forse  ai  giorni  nostri:  ci  volevano  meriti,  bisognava  es- 
ser degni  di  portarne  neramente  il  titolo.  Si  richiedeva 
bensì  la  nobiltà  del  sangue,  e  tutti  i  nobili  creavano  ca- 
valieri i  loro  figli,  appena  toccavano  l'età  da  portar  la 
spada;  ma  anche  i  non  nobili,  purché  liberi,  potevano 
aspirarvi  mercè  prove  di  valore  e  imprese  gloriose. 

Due  qualità  principalmente  dovevano  ornare  il  cava- 
liere: il  valore,  la  cortesia. 

L'esser  valenti  e  prodi  è  legge  di  tutti  i  cavalieri  e 
di  quelli  che  aspirano  a  divenire  tali,  paggi  e  scudieri; 
la  taccia  di  codardo,   di  vile  è  l'offesa  più  temuta: 

Mieux  vorroit  estre  mors  que  coars  apelcs.  (z) 


(i)  Elie  de  Saint-Gilles,  v.  724. 


CENNI    STORICI  5  I 

A  spiegare  il  proprio  valore,  oltre  i  campi  di  bat- 
taglia, vi  avevano  i  tornei,  le  giostre,  i  duelli,  i  passi 
d'arme  e  mille  altre  occasioni.  Movevano  in  cerca  di 
avventure,  a  sollevar  i  deboli  caduti  in  oppressione,  a 
vendicare  le  offese,  a  difendere  gli  innocenti,  a  sbarattar 
le  strade  dai  malandrini;  così  il  nome  de' prodi  volava 
sulle  bocche  di  tutti,  le  loro  imprese  erano  celebrate 
nelle  canzoni  dei  trovatori  e  nelle  serventesi  dei  me- 
nestrelli. 

Non  bastava  esser  valenti,  si  doveva  esser  cortesi  e  pii. 

Quando  il- cavaliere  riceveva  l'investitura,  il  signore 
gli  rivolgeva  queste  parole  :  «  In  nome  di  Dio,  di  S.  Mi- 
ci tele,  di  S.  Giorgio  io  ti  creo  dunque  cavaliere;  sia  prode, 
ardito,  leale.  »  I  sentimenti  religiosi  e  leggi  particolari 
di  cortesia  regolavano  tutte  le  loro  azioni.  Un'onda  di 
dolcezza,  di  mansuetudine  fluiva  così  in  quei  petti  ardenti 
e  rozzi.  La  cortesia  temperava  persino  gli  odii  bellicosi; 
e  come  nei  tornei  si  voleva  rappresentare  un  quadro  dei 
pericoli  e  delle  fatiche  delle  battaglie,  così  nella  battaglia 
si  osservavano  norme  di  cortesia  e  di  gentilezza,  che 
regnavano  ne'  tornei. 

Il  desiderio  di  piacere  alla  dama,  di  portarne  degna- 
mente gli  emblemi,  i  colori,  era  sprone  a  compir  belle 
imprese,  a  conservar  senza  macchie  ed  onorato  il  pro- 
prio scudo.  Vincere  gli  altri  in  valore,  era  provare  che 
la  propria  dama  superava  tutte  in  bellezza  e  amabilità; 
e  si  riteneva  che  la  più  bella  non  potesse  amare  che 
il  più  prode  dei  cavalieri. 

Ma  la  prodezza  non  poteva  esser  disgiunta  da  cortesia 
e  da  magnanimità.  E  prima  d'entrare  in  lizza  ne' grandi 
tornei,  si  doveva  provare  d'esserne  degno;  e  gli  araldi 
prima  di  dire  che  era  libero  il  campo,  esaminavano  non 


52  PARTE    PRIMA 

solo  le  prove  di  nobiltà,  ma  se  portavasi  senza  onte  lo 
scudo  dipinto  e  i  colori  della  casa  e  della  dama. 

Amore,  cortesia,  generosità,  prodezza,  aspirazione  alla 
gloria,  imprese  magnanime,  ecco  la  cavalleria  come  isti- 
tuzione sociale,  almeno  se  stiamo  ai  racconti  e  alle  poe- 
tiche descrizioni.  È  un  mondo  brillante  di  forme  e  di  co- 
lori; e  noi  amiamo  riportarci  col  pensiero  a  quei  tempi, 
amiamo  sentirci  commuovere  dalle  mille  ricordanze  e 
dalle  dolci  memorie  della  cavalleria  e  troviamo  mercè 
sua  come  compatire,  come  scusare  le  violenti  passioni,  le 
ire  implacate,  le  lotte  selvaggie,  i  delitti  sanguinosi  che 
pur  travagliarono  il  Medio  Evo. 

/  tornei. 

Come  istituzione  militare,  o  meglio  riguardo  alle  leggi 
schermistiche,  la  cavalleria  non  ebbe,  né  poteva  avere 
grande  importanza. 

Taccio   della  tecnica   nelle   vere   e  grosse   battaglie. 

Le  battaglie  d'allora  erano,  si  può  dire,  un'assieme 
di  mille  particolari  duelli.  I  meglio  armati  dei  due  eser- 
citi uscivano  di  fila,  si  scontravano  fra  loro,  senza  badare 
alla  turba  dei  fantaccini,  e  gettata  la  lancia,  davan  di 
piglio  alle  spade,  alle  mazze  ferrate  e  non  posavano  se 
non  a  cose  finite.  Combattevano  confusamente,  senza 
ordine,  senza  strategìa,  fidando  più  nel  valore  che  nella 
disciplina,  più  nell'  eccellenza  de'  singoli  combattenti  che 
nel  loro  numero.  Solo  ai  tempi  di  Carlo  V  si  cominciò 
ad  unire  gli  squadroni,  a  combattere  con  ordini  serrati, 
a  tener  conto  di  tutti  i  vantaggi,  a  valersi  di  tutti  i  mezzi 
con  norme  di  tattica. 


CENNI    STORICI  53 

Lasciamo  dunque  le  vere  battaglie  e  fermiamoci  a  stu- 
diare le  finte,  gli  esercizi  cioè  nei  quali  tanto  spesso  si  af- 
faticava l'attività  dei  cavalieri  e  in  cui  dovevano  attenersi 
a  regole  fisse,  e  far  mostra  di  una  scherma  più  corretta. 

Non  è  però  necessario  che  io  qui  faccia  la  lunga 
enumerazione  di  tutti  i  giuochi  cavallereschi  e  poi  mi 
trattenga  a  descrivere  ciascuno  di  essi  minutamente.  Per 
il  nostro  studio,  giostre,  tornei,  passi  d' arme,  gualdane, 
caroselli  e  tutti  gli  altri  combattimenti,  non  differiscono 
gran  fatto  tra  di  loro.  Solo  dunque  considererò  le  norme 
di  uno  di  essi,  de'  tornei,  sia  perchè  più  solenni,  più 
importanti,  sia  perchè  più  complessi,  più  variati. 

Ed  anche  parlando  dei  soli  tornei,  non  credo  oppor- 
tuno trattenermi  in  lunghe  descrizioni,  e  dire  delle  oc- 
casioni in  cui  si  bandivano,  delle  cerimonie  con  cui  si 
celebravano  e  chi  vi  poteva  prender  parte  ;  gli  appa- 
rati, il  seguito,  i  giudici,  i  campioni,  pericoli  e  premii. 
Sarebbe  mettersi  in  un  ginepraio  pieno  di  nomi,  di  date, 
di  citazioni,  da  non  uscirne  così  facilmente.  Se  vogliamo 
procurarci  il  gusto  di  conoscere  tutte  queste  particola- 
rità, ci  sono  cento  e  più  libri,  scritti  a  bella  posta,  che 
ne  trattano  diffusamente,  e  anche  con  grazia  di  stile, 
in  modo  da  unire  l'utile  al  dolce. 

A  noi  basta  studiare  le  norme  schermistiche  de' tornei 
e  solo  dei  veri  tornei,  de' tempi  cioè  in  cui  erano  mag- 
giormente in  fiore. 

Alcuni  per  vero,  dicono  che  i  tornei,  tomeamentum 
in  latino,  tornoiment  nel  vecchio  francese,  furono  inven- 
tati in  Francia  e  che  il  primo  si  sarebbe  bandito  nel  1 066 
da  Giuffredo  signore  di  Preuilly;  altri  che  il  primo  esem- 
pio occorre  neh' 843  nelle  feste  tenutesi  a  Verdun,  prima 
del  trattato  conchiuso  tra  Lotario,  Luigi  e  Carlo  il  Calvo  ; 


54  PARTE    PRIMA 

e  non  manca,  come  sempre,  chi  sostiene  che  veri  tor- 
nei siansi  celebrati  in  Italia  da  Teodorico,  e  si  cono- 
scessero e  praticassero  anche  prima  dai  Germani  e  da- 
gli Scandinavi. 

Ma  se  già  sotto  i  Carolingi  se  ne  ha  esempi,  solo 
poco  prima  del  mille  i  tornei  furon  banditi  con  appa- 
rato solenne,  e  solo  dopo  il  mille  si  prescrisse  un  ce- 
rimoniale intero,  una  legislazione  molto  inviluppata  che 
li  governasse,  con  determinazioni  anche  sul  numero  dei 
colpi  e  sul  modo  di  colpire.  Ed  è  questo  che  a  noi 
importa,  perchè  riguarda  più  da  vicino  il  nostro  studio. 

Ne' tornei  adunque  si  combatteva  variamente,  due  a 
due,  quattro  a  quattro,  o  drappello  contro  drappello, 
armati  di  tutte  armi,  o  solo  di  armi  prescritte,  a  ca- 
vallo ed  a  piedi  (combattimento  alla  barriera). 

Diceva  che  alcune  volte  era  prefisso  il  numero  dei 
colpi  alla  vittoria;  così  al  torneo  di  Flem,  si  richiesero 
tre  colpi  di  lancia: 

Ja  chevaliers  n'i  enterra, 

Se  par  trois  lances  ne  s'i  met  (r) 

e  nel  torneo  bandito  a  Chambery  il  primo  di  marzo 
dell'anno  1347  da  Amedeo  VI,  i  12  cavalieri  tenitori 
si  dichiararono  pronti  a  mantenere  contro  chicchessia 
il  campo  per  tre  giorni  fino  a  sette  colpi  di  lancia  e 
sette  di  spada.  Ma  quasi  sempre  c'era  più  libertà;  non 
si  prescriveva  il  numero  dei  colpi,  pur  di  balzar  di  sella 
ed  atterrar  l'avversario,  o  almeno  fargli  perdere  la  staffa, 
o  slacciargli  l' elmo. 

Generalmente  usavansi  armi  cortesi,  lancie  brocca  te  in 


(1)  Roman  de  Flem,  t.  i,  pag.  37. 


CENNI    STORICI  55 


punta  d'un  bottone  di  legno  o  di  ferro,  spade  spuntate, 
smussate  e  senza  filo,  mazze  ferrate  ma  poco  pesanti  e 
senza  spuntoni  e  chiodi.  Ma  qualche  volta  combattevasi 
pure  ad  oltranza,  a  tutto  transito,  o  in  lotta  all'ultimo 
sangue,    con   armi   appuntate,  spade   pesanti   e   affilate. 

Se  non  che  allora,  dice  Le  Gendre  (Moeurs  et  cou- 
fumes  des  Fran  fuis)  il  combattimento  quasi  mai  era  fra 
due  soltanto,  difficilmente  si  permetteva,  e  avveniva  fra 
cavalieri  di  contrarie  parti  e  di  nazioni  differenti.  Le  con- 
dizioni erano  anche  più  specificate  e  rendevano  più  dif- 
ficile la  vittoria;  determinate  cioè  le  armi  da  usarsi,  i 
colpi  da  scambiarsi,  le  parti  da  ferirsi.  Non  si  vinceva 
se  non  ferendo  alla  testa  o  al  petto.  «  Qui  frappali 
aux  brus  et  uux  cuisses,  perdait  ses  armes  et  son  chevul 
et  était  b lamé  par  les  juges.  » 

Ma  anche  quando  si  combatteva  ad  armi  cortesi,  si 
dovevano  osservare  norme  speciali,  secondo  le  armi  dif- 
ferenti che  si  dovevano  usare. 

Ed  è  appunto  dietro  queste  norme  prescritte  ne' mol- 
tissimi tornei  e  giostre,  di  cui  abbiamo  la  descrizione, 
che  noi  possiamo  determinare  i  principii  di  scherma  in 
fiore  colla  cavalleria. 

Non  si  poteva  mai  adunque  combattere  fuori  dell'or- 
dinanze; mai  colpire  il  cavallo,  benché  anch'esso  coperto 
di  ferro  e  difeso  da  cervelliere  articolate  e  da  pettiere: 

Senz'  altro  patto  era  vergogna  e  fallo 

E  biasmo  eterno  a  chi  feria  il  cavallo.  (x) 


ed  era  biasimo  e  vereooma  combattere  molti  contro  uno 
solo;  continuare  la  pugna  dopoché   un   cavaliere   fosse 


(1)  Ariosto,  Orlando  Furioso,  e.  xxx. 


56  PARTE    PRIMA 

stato  disarmato  o  gettato  d'arcione,  o  avesse  alzata  la 
visiera  dell'elmo,  o  si  fosse  dato  vinto. 

Secondo  le  armi  poi,  a  quattro  si  possono  ridurre  i 
metodi  di  scherma;  colla  lancia,  colla  spada,  colla  scure 
(che  conveniva  anche  alla  mazza  ferrata)  e  col  bastone. 

La  lancia,  sia  scagliata  di  lontano,  sia  fermata  alla 
resta  della  sella,  della  corazza,  o  tenuta  sotto  l' ascella 
per  assalto,  feriva  solo  di  punta  e  solo  mirava  al  petto, 
alla  gorgiera,  alla  visiera.  Era  di  cerro  o  di  altro  le- 
gname men  duro,  colla  sola  punta  in  ferro,  perchè  me- 
glio potesse  rompersi  e  volare  in  pezzi,  quando  il  colpo 
fosse  stato  ben  diretto.  La  forza  dunque  e  la  buona 
mira  costituivano  un  buon  colpo  di  lancia. 

La  spada  lunga,  larga,  poderosa  sì  da  falsare  le  ar- 
mature, non  feriva  di  punta,  ma  solo  di  taglio,  con 
fendente,  dall'  alto  in  basso  o  manrovesci  di  lato. 

Sans  le  bouter  cì'estocq  ou  hachier. 

E  il  campo  offendibile  era  anche  più  ristretto  del  no- 
stro metodo  di  sciabola,  perchè  esclusi  anche  i  colpi  alle 
braccia,  oltre  agli  arti  inferiori.  Talvolta  gettato  lo  scudo 
dietro  le  spalle,  si  maneggiava  uno  spadone  a  due  mani 
con  colpi  risoluti,  pesanti,  postergando  così  ogni  mezzo, 
ogni  metodo  di  difesa;  la  quale  però  era  già  molto 
trascurata,  e  pressoché  nulla  quando  si  giocava  colla 
sola  destra,  sia  perchè  si  era  a  cavallo,  sia  perchè  troppo 
pesante  il  ferro  per  prestarsi  a  rapidi  movimenti  d'una 
difesa  razionale. 

Anche  X  accetta,  la  mazza  ferrata  e  le  altre  armi  di 
simil  genere,  richiedevano  braccio  vigoroso  e  fermo, 
colpo  sicuro,  ben  assestato,  e  quindi  lungo  esercizio;  ma 


CENNI    STORICI  57 

poco,  ben  poco  studio;  la  scherma  nostra  non  ha  nulla 
di  comune  con  quella. 

Il  bastone,  usato  molto  raramente  ne' tornei,  ma  spesso 
nei  duelli  con  villani  quando  lo  sfidatore  era  nobile,  pre- 
sentava bensì  più  largo  campo  ai  movimenti  schermi- 
stici, ma era  sempre  un  bastone. 

Quale  varietà  adunque  di  giuochi,  quali  vantaggi, 
quali  progressi  poteva  trovare  la  scherma  ne'  tornei  e 
negli  altri  giuochi  cavallereschi? 

In  quegli  esercizi  e  simulacri  di  combattimenti  pote- 
vano bensì  i  cavalieri  addestrarsi  alle  vere  battaglie,  av- 
vezzarsi ad  esporre  arditamente  la  vita  e  ad  affrontare 
la  morte;  potevano  i  signori,  imperatori,  principi,  duchi 
e  baroni  far  pompa  di  loro  magnificenza,  di  loro  ric- 
chezze ;  le  dame  esservi  festeggiate,  la  loro  bellezza  so- 
stenuta a  punta  di  lancia  e  proclamata  in  faccia  al  sole  ; 
il  popolo  trovarvi  grande  pascolo  a  curiosità,  svago,  di- 
vertimento ;  ma  la  scherma,  la  corretta  scherma  vi  aveva 
poco  vantaggio. 

La   troppa   cortesia  e  le  formalità  l' avevano  uccisa. 

Che  dico  cortesia?  Pare  non  fosse  soverchia  davvero 
la  cortesia  ove  si  consideri  che  continuamente  vi  acca- 
devano sciagure  e  guai,  e  spesso  anche  uccisioni.  Benché 
cortesi  quelle  armi  erano  tali  che  maneggiate  da  quegli 
uomini  forti,  robusti,  scendevano  a  fracassar  le  armi  della 
difesa  e  qualche  volta  le  membra  che  dentro  eran  chiuse. 

Nel  1240  in  un  torneo  a  Nuis  presso  Colonia,  vi 
perirono  più  di  60  persone  ferite  dalle  armi  cortesi,  o 
peste  dai  cavalli.  Nel  1223  cadeva  morto  a  Corbie, 
Florent  conte  di  Olanda,  e  nel  1274  il  torneo  di  Cha- 
lons,  a  cui  presero  parte  Inglesi  e  Borgognoni,  si  mutò 
in  vera    carneficina. 


58  PARTE    PRIMA 

Anche  in  Italia,  come  ne  attesta  il  Muratori  [An- 
tich.  It.,  dis.  29)  gli  spettacoli  cavallereschi,  venuti  in 
grande  uso,  principalmente  dopo  che  Carlo  d'  Angiò 
passò  dalla  Provenza  alla  conquista  del  Reame  di  Na- 
poli, furono  spesso  sanguinosi  e  degenerarono  in  lotte 
da  gladiatori.   (Petrarca,  leti,  fam.) 

Impossibile  ricordare  le  gloriose  ma  infelici  vittime 
de'  tornei  ;  spesso  guerrieri  che  erano  sfuggiti  al  ferro 
de' Saraceni  e  ai  pencoli  della  guerra  lontana  di  Pale- 
stina, trovavano  la  morte  in  un  simulacro  di  guerra, 
in  uno  spettacolo,  per  mano  di  un  compagno  d' armi. 
Basti  qui  ricordare  che  in  un  torneo  bandito  il  io  lu- 
glio 1559  ad  armi  appuntate  e  senza  esclusione  di 
colpi,  fu  mortalmente  ferito  lo  stesso  re  Enrico  II. 

I  casi  di  uccisioni  erano  così  frequenti,  che  Papi  e 
Re,  decreti  di  Concili  e  statuti  di  Parlamenti  proibi- 
rono più  volte  i  tornei  e  le  giostre  con  armi  pericolose 
e  non  cortesi. 

Se  la  scherma  vi  avesse  potuto  aver  più  largo  campo, 
si  sarebbero  maggiormente  sviluppati  i  principii  della 
difesa,  e  que'  giuochi  avrebbero  perduto  gran  parte  del 
loro  pericolo. 

Ma  lasciamo  ornai  quel  periodo  pur  glorioso  per  le 
armi  e  per  tante  civili  istituzioni,  ma  non  per  la  scherma. 

La  cavalleria  come  tutte  le  altre  istituzioni,  ben  presto 
si  corruppe,  invecchiò  e  decadde.  Sotto  quell'  apparenza 
così  attraente,  così  brillante,  si  nascondevano  miserie 
reali  e  dolorose.  E  la  cortesia,  che  ne  era  stato  il  più 
beli'  ornamento,  fu  la  prima  ad  esser  trascurata. 

Alla  cavalleria  tennero  dietro  le  compagnie  di  ven- 
tura che  riempirono  di  tanto  lutto  l'Italia;  all'obbligo 
d'esser  pio,   credente,  generoso,   leale,  si  sostituì  il  di- 


CENNI    STORICI  59 

sprezzo  d' ogni  cosa  più  santa,  la  licenza  più  sfrenata, 
atti  di  ferocia  inaudita,  scelleratezze  senza  esempio.  Il 
duca  Guarnieri  capo  di  una  di  quelle  masnade,  ad  in- 
cutere maggior  terrore,  portava  sul  petto  in  lettere  di 
argento  l' iscrizione  :  «  Duca  Guarnieri,  signore  della 
gran  compagnia,  nemico  di  Dio,  di  pietà  e  di  miseri- 
cordia.   >    Facilmente  si  può  capire  il  resto. 

Non  posso  però  tralasciare  una  considerazione  che  mi 
viene  spontanea  alla  mente  studiando  il  metodo  scher- 
mistico de' tempi  cavallereschi,   o  de' secoli  di  ferro. 

Nell'applicazione  della  scherma  all'istruzione  militare 
che  si  fa  a'  nostri  giorni,  alcuni,  e  avremo  presto  oc- 
casione di  conoscere  chi  siano,  avversano  il  sistema  di 
sciabola  Redaelli  e  il  metodo  de' colpi  di  taglio,  addu- 
cendo  a  ragione  che  i  colpi  di  taglio  non  sempre  ta- 
gliano nettamente  e  uccidono.  Orbene,  l'esercizio  pratico 
di  più  secoli  pare  risponda  trionfalmente  a  questa  e  ad 
altre  simili  obbiezioni.  E  per  vero,  se  in  tempi  ne' quali 
si  provvedeva  alla  difesa  con  armature  saldissime,  da 
spesso  paralizzare  il  colpo  calato  colla  maggior  forza  e 
violenza,  furono  preferiti  i  colpi  di  taglio,  perchè  se  non 
affettavano,  se  non  troncavano  dove  scendevano,  però 
rintronavano,  abbattevano,  mettevan  fuori  di  combatti- 
mento, spesso  anche  uccidendo;  mi  pare  che  in  tempi 
di  minor  difesa,  se  le  sciabole  e  gli  squadroni  non  sono 
di  ricotta,  possano  i  fendenti  pur  giovare   a   qualcosa. 

Potessero  costoro  provare  che  castigo  di  Dio  sono  certi 
colpi  sul  capo,  o  sugli  omeri anche  ad  armi  cortesi. 

Ma  proseguiamo  il  nostro  cammino,  che  la  lunga  via 
ne  sospigne. 


6o  PARTE    PRIMA 


La  scherma  ed  il  duello. 


Se  il  Medio  Evo  per  il  suo  sistema  della  difesa  affidata 
alle  salde  armature  e  della  offesa  ristretta  dalle  leggi  ca- 
valleresche, direttamente  poco  o  punto  favorì  i  progressi 
della  scherma,  indirettamente  le  arrecò  sommi  vantaggi, 
procurandole  nel  duello  un  campo  ubertoso  a  studio,  ove 
potesse  svolgersi,  progredire,  formulare  i  suoi  principii  ra- 
zionali, indipendentemente  da  qualunque  tecnica  militare. 

Il  duello  è  l'occasione  più  comune,  più  naturale  in  cui 
si  esercita  la  scherma  e  in  cui  essa  praticamente  rico- 
nosce la  bontà  dei  principii  teorici  che  man  mano  viene 
scoprendo.  Corse  sempre  strettissima  relazione  fra  il 
duello  e  la  scherma.  Il  duello  affermando  la  necessità 
dello  studio  schermistico,  lo  mantenne  sempre  in  vigore 
anche  col  mutare  de' tempi  e  col  succedersi  delle  ge- 
nerazioni; e  la  scherma  governando  colle  sue  leggi  il 
duello,  ne  ha  attenuato  le  funeste  conseguenze. 

Duello  e  scherma  sono  adunque  due  idee  insepara- 
bili e  l'una  richiama  l'altra.  Nominando  scherma  e  sala 
d'  arme  subito  si  corre  col  pensiero  allo  scontro  per 
impegno  d'onore;  e  viceversa  non  si  sa  concepire  una 
sfida,  senza  ricordare  le  norme  più  corrette  per  1'  uso 
dell'arma  che  si  è  scelta.  Tanto  è  ciò  vero,  che  alcuni  per- 
sino si  Quardano  dalla  scherma  e  hanno  in  orrore  ogni 
esercizio  schermistico,  solo  perchè  le  loro  convinzioni 
sono  contrarie  al  duello  :  con  quanta  logica  e  verità 
lascio  pensare  a'  miei  lettori. 


CENNI    STORICI  6l 

Essendo  però  il  duello  così  strettamente  legato  colle 
sorti,  coi  progressi  della  scherma,  vale  la  pena  che  ci 
spendiamo  qualche  parola. 

Riguardo  alle  sue  origini  storiche  possiamo  dire  che 
quale  oggi  è,  il  duello  era  sconosciuto  agli  antichi. 

I  Romani  ed  i  Greci  ebbero  lizze,  monomachie,  spet- 
tacoli, in  cui  gloria  et  virtutis  cattsa,  il  soccombente 
moriva;  ma  non  mai  duelli  per  privata  cagione.  Temi- 
stocle ed  Euribiade,  Milone  e  Clodio,  Cesare  e  Pompeo, 
Cicerone  ed  Antonio  si  offesero,  si  scambiarono  insulti 
e  anche  peggio,  ma  nessuno  di  essi  pensò  sfidare  l'av- 
versario. Tito  Livio  anzi  racconta  con  istupore  la  costu- 
manza invalsa  in  una  tribù  della  Spagna  di  battersi  per 
cagione  privata.  E  tutti  gli  esempi  che  fino  dalla  remota 
antichità  ci  furono  lasciati  di  combattimenti  a  corpo 
a  corpo,  furono  tra  nemici,  e  solo  per  pubblica  cagione. 

II  duello  per  privata  cagione  ci  venne  dal  Nord  coi 
barbari.  Tacito  e  Velleio  Patercolo  ci  attestano  che  solo 
coli' armi  i  Germani  risolvevano  le  loro  controversie,  i 
quali  anche  si  meravigliavano  che  fra  i  Romani  ciò  si 
facesse  per  via  di  giudizi.  (Tacito,  Costumi  de  Germani, 
e.  7  e  io.  Veli.  Pai.,  lib.  n,  e.  117,  118).  Frotone  III, 
re  di  Danimarca,  forse  contemporaneo  di  Augusto,  or- 
dinò che  fra  suoi  popoli  qualunque  controversia  si  deci- 
desse col  ferro,  più  specioso  stimando  contendere  colla 
forza  che  colle  parole.   [Sassone  Grammatico,  lib.   5). 

Col  distendersi  dei  barbari  e  collo  stabilirsi  delle  na- 
zionalità, la  costumanza  del  duello  si  diffuse  ed  invalse 
sempre  più,  estendendosi  dall' Allemagna  alla  Borgogna, 
poi  alla  Francia,  all'Italia  e  ad  altri  paesi,  con  favore 
sempre  crescente,  perchè  parte  del  sistema  giudiziario 
è  collegato  coi  giudizi  di  Dio. 


6  2  PARTE    PRIMA 

Montesquieu  lo  suppone  introdotto  per  ovviare  agli 
abusi  del  giuramento;  Portalis  da  un  sentimento  esa- 
gerato della  dignità  dell'  uomo,  ma  più  probabilmente 
perchè  mancò  sempre  una  legislazione  che  provvedesse 
ai  casi  di  certe  ingiurie. 

Siccome  spesso  non  si  poteano  avere  sufficienti  prove 
giuridiche,  o  presentavano  esse  difficoltà,  complicazioni, 
così  quei  popoli  che  non  amavano  sottigliezze,  sosti- 
tuivano alle  prove  giuridiche  il  giuramento,  e  quando  il 
giuramento  non  bastava,  ricorrevano  al  giudizio  di  Dio. 
Si  riteneva  che  Dio  giusto  e  santo,  invocato  e  chia- 
mato in  testimonio,  non  potesse  permettere  che  la  fal- 
sità trionfasse  sul  vero;  ma  che  mediante  una  prova 
proteggesse  l'innocenza  e  facesse  sfolgorare  la  giustizia. 

Il  giudizio  di  Dio  fu  di  due  specie 

Trattandosi  di  servi,  l'accusato  esponevasi  a  cammi- 
nare su  vomeri  ardenti,  a  tuffar  il  braccio  nudo  entro 
una  caldaia  d'acqua  bollente,  a  portar  una  croce  pe- 
santissima, e  ad  altre  simili  prove.  Uscivane  egli  illeso? 
Veniva  assolto.  Ne  rimaneva  offeso?  Oltre  il  danno  della 
prova,  subiva  la  condanna  corrispondente  all'accusa. 

Per  i  liberi,  per  gli  arimanni  era  altra  la  prova.  Ac- 
cusato e  accusatore  scendevano  in  un  campo  cinto  di 
steccato,  e  armati  combattevano.  Da  una  parte  stavano 
i  giudici,  dall'  altra  gli  araldi  ;  attorno  stava  il  popolo 
affollato,  allato  i  padrini.  Al  vinto  veniva  attribuito  tutto 
il  torto;  sicché  non  solo  perdeva  la  lite,  come  conten- 
dente, ma  la  mano  destra  come  spergiuratore. 

Due  specie  di  duello  adunque.  Uno  d'onore  fra  offeso  e 
offensore,  in  cui  i  tribunali  non  c'entravano  per  niente,  che 
senza  preparativi  si  compieva  in  un  luogo  qualunque,  ta- 
lora senza  testimoni  fuorché  gli  scudieri  dei  due  campioni. 


CENNI    STORICI  63 

L'altro  ordinato  dai  tribunali,  quando  le  testimonianze 
e  le  prove  non  erano  sufficienti  a  far  scoprire  la  verità; 
e  usavasi  sia  in  cause  civili,  sia  in  cause  criminali, 
talvolta  persino  in  cause  religiose  e  in  cause  razionali. 
(Ordinamento  di  Ott.  n,   anno  968). 

Frequentissimi  erano  adunque  i  casi  del  duello;  ed 
ecco  quali  norme  lo  governavano. 

Il  signore  o  il  tribunale  fissavano  il  giorno  del  com- 
battimento,  preparavano  il  campo  chiuso,  fornivano  le 
armi  scelte.  Se  i  due  contendenti  erano  gentiluomini, 
essi  combattevano  o  a  piedi,  con  la  spada  soltanto  e 
lo  scudo,  o  a  cavallo  armati  di  tutto  punto  e  anche 
colla  lancia.  Se  invece  erano  servi,  con  bastone  e  scudo. 

Se  un  gentiluomo  provocava  un  servo  doveva  com- 
battere coli'  armi  del  servo  ;  se  invece  era  egli  lo  sfidato 
dal  servo,  poteva  combattere  coli'  armi  sue,  a  cavallo 
e  completamente  armato. 

Erano  i  litiganti  stessi,  gli  stessi  avversari  che  ve- 
nivano alle  mani;  però  per  le  donne,  pei  vecchi,  pei 
fanciulli  ed  anche  per  gli  ecclesiastici,  scendevano  in 
campo,  a  sostenere  le  parti,  i  così  detti  campioni,  chia- 
mati avvocati  d'arme.  In  seguito  si  ammisero  anche  cam- 
pioni  pei  deboli  e  pusillanimi  come  ne  porge  esempio 
il  Muratori  (Antiq.  med.  aevì,   disert.   39). 

Se  uno  dei  duellanti  non  interveniva,  dopo  essere 
stato  chiamato  tre  volte,  l'altro  entrava  egualmente  nel 
campo  e  dati  parecchi  colpi  all'aria,  il  giudice  lo  assol- 
veva, condannando  il  contumace.  (Struvius,  Historia 
iuris  criminalis,   §  6). 

Sia  ne' duelli  d'onore  e  di  sfida,  come  per  le  giostre 
e  tornei,  si  doveva  solamente  mirare  al  busto  e  alla 
testa,  non  mai   ferire  le   braccia  e  gli   arti   inferiori.  Il 


64  PARTE    PRIMA 

vincitore,  poiché  aveva  ferito  e  atterrato  il  suo  avver- 
sario, gli  poneva  un  ginocchio  sul  petto  e  levando  il 
pugnale  detto  della  misericordia,  se  il  vinto  non  si  ar- 
rendeva, glie  lo  conficcava  in  corpo,  e   così  lo   finiva. 


Nel  suo  storico  svolgimento,  il  duello  subisce  molte 
modificazioni  e  percorre  tre  distinti  periodi. 

Nel  primo  periodo  fa  parte  del  sistema  giudiziario; 
è  riconosciuto  dalle  leggi  civili,  confortato  da  cerimonie 
religiose,  praticato  da  tutti  i  popoli.  Il  re  Gondebaldo 
l'avrebbe  introdotto  pel  primo  fra  Borgognoni,  con  una 
sua  legge  del  566  (loi  Gambette);  e  dalla  legge  dei  Bor- 
gognoni sarebbe  passato  nella  Danese,  nella  Francese, 
nella  Longobarda  e  in  altre.  Si  riconosceva  bensì  l'im- 
perfezione di  questa  prova  del  duello,  ma  non  sapendosi 
altrimenti  provvedere,  si  sceglieva  come  il  minor  male. 

Ecco  in  proposito  le  parole  di  un  editto  di  Liutprando 
riguardo  al  duello:  «  Non  teniamo  certezza  del  giudizio 
di  Dio  ed  abbiamo  udito  aver  molti  allo  esperimento  della 
pugna  perduto  senza  giusto  motivo  la  loro  causa,  ma 
non  possiamo  abolire  coiai  legge,  perchè  tale  è  la  con- 
suetudine della  nostra  nazione  Longobardica.  »  (Mura- 
tori, Ed.  Lmtp.,  lib.  vi,  e.  65).  E  Carlo  Troya  racconta 
che  nel  971  persino  alcuni  vescovi  permisero  la  prova 
poco  sicura  del  duello,  a  fine  di  decidere  della  proprietà 
di  alcune  terre  poste  sul  lago  di  Garda. 

Solo  col  progredire  della  civiltà,  col  diffondersi  dello 
studio  delle  leggi  e  del  diritto,  principalmente  dopo  isti- 
tuite le  Università,  le  prove  del  giudizio  di  Dio  furono 
prima  meno  frequenti,  poi  interamente  espunte  dal  si- 
stema giudiziario. 


CENNI    STORICI  65 

Ma  ciò  non  si  ottenne  né  così  facilmente,  né  così 
presto.  Il  Giulini  ci  attesta  che  negli  Statuti  con  cui 
si  reggeva  la  città  di  Milano  nel  1216,  ancora  conser- 
vavasi  l' usanza  del  duello  legale.  [Memorie  della  citta 
di  Milano,  lib.  49).  L'imperatore  Federigo  II  nel  1  23 1 
nelle  sue  Costituzioni  pe' domini  di  Napoli  e  di  Sicilia  li- 
mitò i  casi  del  duello  legale,  ma  non  lo  tolse.  (Giannone, 
Si,  Civ.y  lib.  v,  e.  5  e  lib.  xvi,  e.  8).  Ed  esempi  di  duelli 
legali  occorrono  anche  più  tardi;  a  Benevento  nel  1490; 
in  Francia  nel  1574;  in  Inghilterra  nel  1 5  7 1 ,  nel  1630 
e  anche,  cosa  incredibile  ma  vera,  nel  181 7,  poiché 
solo  nel  1819  veniva  abolito  dal  Parlamento  inglese. 
(Fougeroux  de  Campigneulles,  Storia  dei  duelli,  cap.  32). 

Il  duello  nel  secondo  periodo  scompare  come  metodo 
di  prova  nei  tribunali  mercè  la  voce  della  religione  e 
della  civiltà;  ma  si  mantiene,  se  non  permesso  almeno 
tollerato,  come  mezzo  a  troncar  private  querele.  Vi  fu 
persino  una  scuola  che  lo  disse  legittimo  secondo  la 
causa  che  gli  dava  luogo.  Per  tacer  d'altri,  il  Ferretto 
nel  suo  trattato  De  Duellis,  sostiene  che  fosse  lecito  pro- 
vare col  duello  la  pertinenza  di  uno  stemma  gentilizio; 
ed  il  Salder  nella  sua  opera  sul  duello,  lo  dice  anche 
legittimo,  date  certe  condizioni,  che  egli  enumera,  come 
nel  caso  di  uno  stato  male  governato  in  cui  sia  negata 
la  giustizia. 

Filippo  il  Bello  con  decreto  del  1296  vietò  le  querele 
private  e  i  combattimenti  giudiziarii  finché  durava  la 
gzierre  du  roi.  Un  altro  editto  del  1303  abolì  la  sfida 
in  materia  civile  e  restrinse  a  quattro  i  casi  criminali 
in  cui  era  concesso  il  duello.  C  era  sempre  adunque 
un'  apertura,  uno  spiraglio  e  sempre  si  trovava  modo 
d'allargare  l'applicazione  dei  quattro  casi. 

5 


66  PARTE    PRIMA 

Il  carattere  speciale  che  rivestì  il  duello  nel  suo  se- 
condo periodo  storico,  si  è  quello  di  continuare,  sotto 
forma  più  mite,  più  ristretta  e  meno  durevole,  l'usanza 
della  guerra  privata,  il  diritto  della  faida,  della  ven- 
detta, delle  rappresaglie  che  tanto  turbarono  e  riem- 
pirono di  guai  Francia  ed  Italia  dal  secolo  X  al  se- 
colo XIII.   (Muratori,   Ant.  ItaL,   dis.   55). 

«  La  giierre  privée  —  scrive  Cauchy  (Du  Duel  con- 
sideri dans  ses  origines)  -  a  survéai  a  l'état  social  qui 
l'avait  vite  naìtre,  et  changeant,  nouveau  Protée,  de  forme 
et  de  figure,  elle  a  penetri,  sous  le  nom  de  duel  jusq'au 
sein  de  la  civilisation  la  plus  avancée  qui  flit  jamais.  » 

E  siccome  le  vendette,  le  rappresaglie,  la  guerra 
privata  prima  avevano  luogo  fra  potenti  e  nobili,  i 
quali  univano  a'  danni  del  nemico  anche  i  loro  dipen- 
denti, (Murat.,  1.  e,  dis.  23)  così  quando  il  duello  rac- 
colse, per  così  dire,  l'eredità  e  la  continuazione  di  quella 
giustizia  privata,  fu  limitato  a' soli  nobili  e  gentiluomini. 
«  Autre  qtte  gentilhomme  ne peut guerroyer  »  dice  Beaum- 
manoir.  «  /  nobili,  dice  G.  B.  Possavini,  che  fanno  pro- 
fessione di  armi,  non  possono  per  le  ingiurie  ricevute, 
ricorrere  a  magistrati,  perciocché  l' '  ingi?iriatore  ha  voltilo 
far  prova  del  suo  valore  con  quello  del  nobile;  onde  il 
nobile  deve  rispondergli  col  valor  proprio  e  non  colle 
leggi.  »    (Lib.  v). 

Ecco  pertanto  la  differenza  tra  il  duello  del  primo  e 
del  secondo  periodo. 

Nel  duello  giudiziario,  tutti,  villani  e  cavalieri,  liberi 
e  servi,  borghesi  e  nobili,  potevano  scendere  in  campo 
chiuso  ;  nel  duello  invece  per  offesa  privata  e  per  ragione 
d'onore,  solo  i  nobili,  i  gentiluomini  si  cimentano;  solo 
essi  suscitano  occasioni  a  duelli.  Fieramente  gelosi  del- 


CENNI    STORICI  67 

l'onore,  tenaci  dei  privilegi,  educati  a  puntaglie,  orgo- 
gliosi di  indipendenza  e  intolleranti  di  freno,  essi  col 
duello  cercavano  emanciparsi  dai  legami  della  legge, 
dalle  noie  de'  tribunali,  volevano  riconoscersi  superiori 
ao-li  altri  cittadini   ed   eludere   molte   volte  la  eiustizia. 

Prima  adunque  ricorrevasi  al  duello  per  provare  in 
tribunale,  ora  per  sottrarsi  ad  esso;  prima  per  qualunque 
causa  civile  e  criminale,  ora  solo  per  le  offese  all'onore; 
prima  obbligatorio  a  tutti,  ora  quasi  privilegio  de' nobili; 
prima  le  condizioni,  le  armi,  il  luogo,  il  tempo  tutto  era 
determinato  dal  signore  o  dal  tribunale,  ora  nuove  co- 
stumanze regolano  il  duello,  l'uso  di  gettare  il  guanto, 
i  cartelli  di  sfida  e  altre  formalità  che  la  legge  non 
riconosceva,  ma  che  per  reciproca  convenzione  avevano 
vigore  di  legge.  Le  corti  d'onore  che  si  crearono  nel 
secolo  XVII  ci  si  mostrano  in  germe  già  sotto  Luigi  XII 
e  Francesco  I.  , 

Ecco  come  si  esprime  il  Muzio,  scrittore  accuratis- 
simo: «  Gli  abbattimenti  non  sono  altro  che  i  giudizi  cri- 
minali fatti  per  via  cavalleresca.  In  essi  l 'attore  e  l' ac- 
cusatore; i  cartelli  delle  disfide  sono  le  accuse;  le  patenti  dei 
campi  sono  i  bandi p e'  quali  altri  e  chiamato  a  comparire  ; 
il  signore  del  campo  e  il  giudice;  lo  steccato  e  il  tribu- 
nale; e  le  armi  sono  la  tortura.  »  (Lib.  n,  Risposta  9). 
«  //  signore  del  campo  e  quegli  che  concede  alle  parti  di 
potere  condursi  in  luogo  di  sua  giuris dizione,  a  termi- 
nare la  loro  querela.  »  (Attendolo,  lib.  111,  e.  1).  «  /  si- 
gnori, i  quali  danno  campo,  sono  essi  guidici  delle  que- 
rele in  questo  modo,  che  a  loro  si  appartiene  di  conoscere 
principalmente  se  elle  meritano  definizioni  di  armi  0  no.  » 
(Muzio,  lib.  11,  e.  6).  «  Hanno  essi  da  usare  ogni  studio 
di  non  dar  campo  se  le  querele  non  meritano  battaglia; 


68  PARTE    PRIMA 

ed  in  quelle  che  meritano  definizione  di  armi,  poiché  i 
cavalieri  sotto  la  loro  giurisdizione  sono  ridotti,  debbono 
con  ogni  studio  faticarsi  per  vedere  se  potessero  in  con- 
cordia dar  loro  fine;  che  questo  veramente  onorevole  uf- 
ficio è  da  cavaliere  generoso  e  da  principe  virtuoso  » 
(Muzio,  lib.  ii,  e.    15). 

Se  il  parlamento,  se  il  re,  se  l'imperatore  approva- 
vano la  causa  del  litigio  e  permettevano  il  duello,  esso 
aveva  luogo  solennemente,  con  grandi  apparecchi,  alla 
presenza  della  corte,  della  nobiltà,  de' giudici  del  campo 
e  del  popolo  tutto.  Ma  se  il  consenso  veniva  negato, 
non  lasciavasi  per  questo  dal  duellare,  e  solo  osserva- 
vansi  le  formalità  prescritte  nel  duello  privato. 

Esempi  di  duelli  per  causa  privata  e  per  ragione  di 
onore,  autorizzati  da  re  o  da  magistrati  supremi,  occor- 
rono in  tutte  le  storie,  principalmente  di  Francia-,  per 
cui  i  pubblicisti  dei  secoli  XVII  e  XVIII  annoverarono 
fra  i  peccati  dei  principi  la  tolleranza  di  tale  disordine 
sociale.  (Fristichio,  Disertatio  de  Principe  peccante). 

Ma  le  conseguenze  funeste  de' duelli,  delle  quali  chi  li 
approvava  e  tollerava  rendevasi  complice,  e  più  le  insi- 
stenti voci  della  Chiesa  Romana,  indussero  regnanti  e 
parlamenti,  assemblee  e  governi  a  far  opera  perchè  fosse 
sradicato  e  cessasse;  e  perciò  lo  proibirono  per  qua- 
lunque motivo  e  con  leggi  minatorie. 

L' ultimo  esempio  in  Italia  di  duello  autorizzato  e 
spettacoloso  forse  è  quello  che  nel  12  marzo  1529  fu 
combattuto  sotto  le  mura  di  Firenze  assediata,  e  con 
tutte  le  cerimonie  cavalleresche  tra  Lodovico  Martello 
e  Giovanni  Bandino  (Varchi,  Storia  Fiorentina,  lib.  11). 
In  Francia  fu  certo  quello  che  avvenne  nel  1547  tra  Guy 
de  Chabot,  figlio  del  signore  di  Jarnac,  e  Francesco  de 


CENNI    STORICI  69 

La  Chàtaigneraye.  Enrico  II,  che  cedendo  alle  istanze 
dei  due  signori  l'aveva  permesso,  giurò  sul  cadavere  di 
La  Chàtaigneraye,  da  lui  teneramente  amato,  che  mai 
più  non   si   sarebbero  autorizzati  duelli  nel  suo   regno. 

Sia  però  durante  i  secoli  del  duello  giudiziario,  sia  du- 
rante il  periodo  del  duello  tollerato  per  privata  cagione, 
il  metodo  schermistico  in  essi  praticato,  fu  quasi  sempre 
quale  già  studiammo  nelle  giostre  e  nei  tornei;  non 
vale  quindi  la  pena  di  spendervi  altre  parole. 

Non  così  del  duello  nel  suo  terzo  svolgimento  sto- 
rico, durante  cioè  il  periodo  in  cui  è  combattuto  dalle 
legislazioni  dei  diversi  popoli,  condannato  e  punito.  An- 
che la  scherma  subì  allora  radicali  modificazioni,  assunse 
forme  più  razionali,  che  le  procurarono  rapidi  e  sicuri 
progressi,  e  potè  meglio  influire  anche  sulle  discipline 
del  duello.  Parleremo  di  questa  terza  manifestazione  del 
duello  quando  avremo  già  dato  cenno  del  nuovo  indi- 
rizzo, della  nuova  fase,  dei  nuovi  principii  che  gover- 
narono e  resero  illustre  la  scherma  dal  secolo  XVI 
sino  a  noi. 


IV.0 
La  seller  ma  nell'Evo  moderno. 


Per  la  scherma  l'età  moderna  o  nostra,  ha  principio 
non  già  colla  scoperta  dell'America  ;  ma  bensì  coli'  in- 
venzione della  polvere  e  delle  armi  da  fuoco. 

Fu  una  modificazione  radicale  di  tutto  il  sistema  mi- 
litare.   Si  dovettero  deporre  le  corazze,  gli   scudi,  e  le 


70  PARTE    PRIMA 

altre  armature  in  ferro,  che  non  potevano  resistere  alle 
palle  dei  falconetti  e  degli  archibusi,  e  in  fretta  e  in 
furia  alleggerire  il  vestito  per  esser  più  spediti  ai  mo- 
vimenti. 

La  cavalleria  medioevale  perdette  ogni  sua  impor- 
tanza e  cedette  il  posto  all'  infanteria  stretta  in  batta- 
glioni e  all'artiglierie,  che  usate  prima  contro  le  mura, 
furon  ben  presto  rivolte  anche  contro  le  schiere.  Le 
giostre  e  i  tornei  si  fecero  sempre  più  rari,  divennero 
reminiscenze,  evocazioni  storiche  a  puro  divertimento. 
Elmi,  scudi,  schiniere,  corazze,  picche,  alabarde,  ron- 
che,  spiedi,  azze  e  le  altre  armi  simili  furono  collocate 
in  buon  ordine  e  abbandonate  ai  Musei,  o  lasciate  per 
mostra  a  qualche  corpo  speciale  di  soldati.  A  poco  a 
poco  anche  i  tetri  castelli  e  le  torri  merlate  coperte  di 
musco ,  cominciarono  a  cadere  in  rovine  e  a  sparire 
dando  luogo  ad  opifici  e  a  manifatturie  ;  il  Medio  Evo 
fu  chiuso  e  s'aprì  invece  l'età  nuova  la  quale  doveva 
portare  a  maturità  i  semi  che  da  lungo  tempo  erano 
stati  piantati. 

Armi  nuove,  tattica  nuova;  e  la  scherma? 

La  scherma  parve  cadere  da  un  guajo  in  altro 
peggiore.  Se  prima  poco  valevano  norme  razionali  di 
scherma  contro  le  salde  difese  e  coli'  offesa  quasi  inte- 
ramente lasciata  alla  vigorìa  del  braccio  e  al  peso  del- 
l' arma,  ora  coli'  armi  da  fuoco  valevano  ancor  meno, 
quasi  niente.  Il  merito  personale  era  quasi  distrutto  dal 
caso,  il  valore  mutavasi  in  coraggio,  la  scienza  scher- 
mistica poteva  esser  vinta  dall'  inesperienza 

Quando  poi  nel  secolo  XVII  fu  a  Bajona  inventata 
la  baionetta,  la  scherma  dell'  infanteria  divenne  quasi 
stazionaria,   ristretta  a  pochi  movimenti,    più    meccanici 


CENNI    STORICI  7  I 

che  razionali.  La  spada,  che  è  l' arme  a  cui  la  scherma 
consacra  i  suoi  primi  studi  e  di  cui  maggiormente  s'in- 
teressa, fu  lasciata  al  fianco  del  soldato perchè  e'  era 

prima  e  dava  noia  a  nessuno. 

Avrebbe  potuto  trovare  modo  a  svolgersi  nella  ca- 
valleria, poiché  obbligata  essa  a  combattere  corpo  a 
corpo  nelle  cariche  pesanti,  col  lungo  spadone  in  pugno, 
poteva  ispirarsi  a  norme  schermistiche  più  varie,  più 
razionali.  Ma  anche  la  cavalleria  dal  secolo  XVI  al  prin- 
cipio del  nostro,  fu  per  la  parte  schermistica  molto  si- 
mile alla  medioevale.  Raramente  impiegata  in  grosse 
battaglie,  tenne  sempre  il  metodo  dei  grandi  colpi  ca- 
lati a  tutta  forza,  e  poco,  ben  poco  si  giovò  degli  studi 
teorici  che  intanto  si  venivano  compiendo. 


Due  cose  però  furono  di  salute  alla  scherma,  e  som-, 
inamente  influirono  perchè,  anche  nelle  tristi  condizioni 
in  cui  versava  la  tecnica  militare,  potesse  correre   con 
gloria  la  nuova  via  in  cui  era  spinta  per  il  cambiamento 
delle  armi: 

i.°  Le  scuole  che  allora  sorsero,,  e  i  trattati  che 
colla  scoperta  della  stampa  si  poterono  stendere  e  dif- 
fondere; 

2.°  Il  duello  che  nel  suo  terzo  periodo  storico,  ben- 
ché condannato  dalle  leggi,  pure  si  mantenne  in  vigore, 
praticato  con  accanimento  quale  mai  per  l' innanzi,  e 
che  fu   interamente   governato   da  leggi   schermistiche. 

Là  ne  fu  favorita  la  teoria,  qui  la  pratica.  Nelle  scuole 
e  nei  trattati,  la  scherma  fermava  i  suoi  principii,  li  di- 
scuteva, li  coordinava,  diveniva  scienza;  ne' duelli  espe- 


72  PARTE    PRIMA 

rimeritava  e  confermava  la  bontà  di  que'principii,  con- 
fortata a  nuovi  studi  e  a  maggiore  perfezionamento. 
I  nuovi  metodi  non  si  perdevano  come  prima,  non 
scomparivano  colla  morte  di  chi  li  aveva  escogitati,  ma 
rimanevano  e  sempre  più  accrescevano  il  tesoro  di  co- 
gnizioni e  di  esperienze  che  coli' età  si  veniva  racco- 
gliendo. 

Quando  noi,  dal  punto  a  cui  oggi  siamo  pervenuti  coi 
nostri  studi,  fieri  di  tanti  trionfi,  colla  coscienza  di  grande 
superiorità  su  tempi  passati,  ci  facciamo  a  riguardare 
indietro,  a  misurare  i  passi  che  si  sono  fatti,  le  altezze 
superate;  di  là,  dal  secolo  XVI  noi  prendiamo  le  mosse, 
da  quei  primi  trattati  i  quali  successivamente  uscendo 
apportavano  nuove  norme,  ognuna  delle  quali  alla  sua 
volta  era  segnata  e  confortata  da  trionfi  ottenuti  in 
qualche  fatto  d'arme,  in  qualche  duello. 

Ed  ecco  il  campo  che  ci  rimane  da  percorrere  in  que- 
sta nostra  rivista  storica  della  scherma  Cominciamo  dai 
trattati. 

Non  credano  però  i  miei  lettori  che  io  voglia  pro- 
curar loro  l' incomodo  di  seguirmi  su  e  giù  per  i  di- 
versi paesi,  fiutando,  scovando,  studiando  tutto  quello 
che  è  stato  scritto  sulla  scherma.  Non  ci  vorrebbe  al- 
tro per  farli  cascar  morti  dalla  noia!  Basti  dire  che  la 
mole  è  così  considerevole  che  il  signor  Vigeant,  che  si 
è  presa  la  paziente  briga  di  occuparsene,  e  anche  di 
contar  le  opere  principali  pubblicate  sinora,  ne  ha  tirata 
questa  somma:  in  Francia  64;  in  Germania  44;  in  Spa- 
gna 2 1  ;  in  Inghilterra  2 1  ;  nel  Belgio  5  ;  nell'Austria  4  ; 
nella  Scozia  4  ;  nella  Svizzera  2  ;  nell'  Irlanda  1  ;  nella 
Russia  i;  nell'Olanda  i;  nella  Svezia  1,  assegnandone 
all'  Italia  ben  più  di  80. 


CENNI    STORICI  73 

Ora,  presentare  una  rassegna  di  queste  opere  co' nomi 
degli  scrittori,  co' titoli  di  esse,  col  loro  ordine  cronolo- 
gico, colla  città  ove  furono  stampate  e  le  edizioni  che 
si  son  fatte,  senz'  aggiungere  altro,  mi  pare  una  can- 
zonatura, od  uno  sfoggio  d'erudizione  inutile.  Riferirle 
col  proposito  di  darne  un  giudizio  sul  merito,  non  è 
cosa  né  facile,  né  tanto  breve.  Rimane  adunque  una 
via  di  mezzo  e  uscire  pel  rotto  della  cuffia  col  solo  far 
cenno  dei  trattati  principali,  di  quelli  cioè  che  maggior- 
mente giovarono  ai  progressi  della  scherma. 

E  questa  è  la  via  che  ora  terrò,  ma  colla  maggiore 
brevità  che  mi  sarà  concessa,  sia  per  non  istancare,  sia 
per  altra  ragione  speciale  che  subito  accenno.  Sia  detto 
fra  noi;  ma  conto,  se  Dio  mi  dà  vita,  se  mi  regge  la 
buona  volontà  che  ora  ho  tutta,  e  se  nessun  bastone 
mi  sarà  gettato  fra  le  gambe,  conto  di  fare  un  lavoro 
in  proposito  con  tutta  ponderazione  e  coscienza.  Aspet- 
tiamo quindi  che  venga  quel  tempo,  e  intanto  accon- 
tentiamoci di  brevi  cenni  sui  trattati  principali. 

— »s$«<-.- 

/  trattati  di  scherma. 

È  opinione  di  molti  che  alla  Spagna  spetti  il  vanto 
di  avere  costituito  a  sistema  la  scherma  e  che  dagli 
Spagnuoli  siasi  introdotta  in  Italia  insieme  colla  loro 
dominazione.  Le  ragioni  che  confortano  codesta  opi- 
nione si  fondano:  i.°  sull'indole  cavalleresca  di  quella 
nazione,  che  in  ogni  tempo,  sotto  qualsiasi  dominazione 
si  mostrò  battagliera,  sprezzante  de'  pericoli,  amante  del- 
l'uso dell'armi  e  de' singolari  combattimenti  a  spada  e 


74  PARTE    PRIMA 

a  pugnale;  2.0  sul  fatto  che  nella  Spagna  apparve  il 
primo  trattato  (o  i  primi  trattati)  nel  1474,  per  opera 
di  Giacomo  Pons  e  Pietro  de  Torres. 

Vada  pel  valore,  per  l' indole  battagliera,  per  l' incli- 
nazione all'armeggiare  degli  spagnuoli;  benché  fra  loro 
più  che  il  duello  abbia  avuto  spesso  maggior  favore 
1'  assassinio  pagato  e  perpetrato  con  audacia  e  ferocia 
veramente  singolare;  e  benché  l'indole  non  sarebbe  per 
se  ottima  ragione  a  preminenza,  a  priorità.  Vada  anche 
per  il  trattato  (o  trattati)  scritto  nel  1474,  benché  io  non 
l'abbia  potuto  trovare  in  nessun  luogo,  e  molti  dubitino 
che  sia  stato  scritto  in  Spagna,  ma  lo  credano  pub- 
blicato in  Italia  ed  in  italiano.  (0  Non  so  però  capire 
come  si  possa  affermare  che  a  noi  sia  venuta  la  scherma 
metodicamente  costituita  dalla  Spagna.  «  D' Espagne, 
£  escrime  passa  en  Italie  avec  les  troitpes  de  Charles- 
Quint;  elle  s'y  raffina,  et  le  grand  Tappe  de  Milan, 
comme  l'appelle  Brantòme,  en  était  le  professeur  le  plus 
illustre  et  pour  ainsi  dire,  le  prince.  »  Così  il  Mérignac 
nella  sua  Histoire  de  V escrime,  voi.  ir. 

E  codesta  si  chiama  storia?  Facciamo  un  po'  di  ri- 
flessione, e  mi  perdonino  i  lettori  se  abuso  un  po' della 
loro  pazienza.   Avviciniamo  prima  due  date. 


(1)  Mi  son  tenuto  anch'io  all'  indicazione  di  quasi  tutti  gli  storici  che  cioè 
uno  solo  fosse  il  trattato  uscito  nel  1474,  a  cui  insieme  lavorassero  i  due  au- 
tori Spagnuoli.  E  veramente  par  cosa  poco  probabile  che  subito  la  prima  volta 
che  si  scriveva  di  scherma  si  potesse  avere  due  trattati.  Ma  il  Marcelli  nel  li- 
bro 1  del  suo  trattato  pag.  1 1  ha  queste  parole  :  «  Due  furono  i  primi  autor?, 
che  scrivessero  di  scherma,  per  quanto  la  fragilità  di  un  foglio  pub  ricordarci. 
Uno  fu  Gamie  Pons  di  Perpignano  di  Maiorica,  il  quale  ci  lascio  gran  me- 
moria di  quel  gioco  antico,  stampai! do  nel  1474.  E  l' altro  fu  Pietro  de  las 
Torres  Spaglinolo  che  stampo  nel  medesimo  anno.  »  Da  ciò  si  vede  quanto  fon- 
date siano  le  notizie  di  quello,   o  di  quei  trattati. 


CENNI    STORICI  75 

Gli  Spagnuoli  s'immischiarono  nelle  cose  d'Italia  dopo 
il  trattato  di  Granata  (1500)  tra  Ferdinando  il  Cattolico 
e  Luigi  XTI  di  Francia.  Ponendo  dunque  che  non  già 
con  Carlo  V,  ma  prima  col  gran  Consalvo  gli  Spagnuoli 
abbiano  potuto  introdurre  nell'Italia  la  scherma,  ciò  deve 
essere  avvenuto  nei  primi  anni  del  secolo  XVI. 

Orbene,  in  Italia  già  nel  1509  abbiamo  l'opera  di 
Pietro  Mondo  (Opere  di  scherma);  e  questo  è  nulla. 
Nel  1536  usciva  il  trattato  del  Marozzo,  in  cui  egli  con 
larghezza  di  metodo,  espone  i  principi  della  scherma;  e 
nel  proemio  del  suo  Duello  pone  queste  parole  :  «  Avendo 
infino  dalla  mia  prima  giovinezza  quest'opera  incomin- 
ciata, io  mi  sono  indugiato  infino  a  questa  mia  ultima 
età  a  darle  l'estremo  compimento  ed  a  mandarla  fuori  a 
comune  degli  uomini  notizia  ed  utilità,  accioche  in  quello 
mi  potessero  venir  riposte  non  solamente  le  cose  che  in 
quest'arte  mostrate  mi  furono  dal  nobilissimo  oprator  di 
quella,  Maestro  Guido  Antonio  de  Lucha  Bolognese,  dalla 
cui  scuola,  si  può  dire  che  sieno  più  guerrieri  uscito  che 
dal  cavallo  di  Troja;  e  tutto  quello  che  da  qualunque 
altro  in  ogni  pugna  apparato  aveva,  ma  le  da  me  trovate 
ancora  e  confermate  dall'esperienza....  » 

Il  Marozzo  adunque  aveva  indugiato  a  stendere  il 
suo  trattato  in  età  avanzata;  ed  era  l'anno  1536;  e 
gli  insegnamenti  suoi  non  da  maestri  spagnuoli,  ma  li 
aveva  tolti  in  parte  da  Guido  di  Luca,  in  parte  da  al- 
tri o  contemporanei  o  discepoli  del  di  Luca.  E  sì  que- 
st'ultimo come  già  il  Manciolino,  lo  stesso  Marozzo  e 
poi  il  Dall' Agocchie  (1572),  il  Viggiani  o  Vizzani  (1575) 
furono  tutti  di  Bologna.  Parmi  quindi  che  da  tutto  que- 
sto si  possa  dedurre  : 

i.°  Che    prima   ancora   che   comparissero    in    luce 


76  PARTE    PRIMA 

trattati  metodici  di  scherma,  già  eranvi  in  Italia  scuole 
e  sale  d'armi,  ove  i  cultori  di  essa  ricevevano  un'istru- 
zione non  solo  pratica  ma  anche  teorica; 

2.0  Che  una  di  tali  scuole  dovette  essere  in  Bologna-, 
3.0  Che  non  ci  fu  portato  nulla  di  nuovo  dagli 
Spagnuoli;  che  senza  di  essi,  poiché  non  ci  venne  da 
loro  alcun  bene,  la  scherma  in  Italia  come  già  esisteva 
con  metodo  teorico,  così  avrebbe  potuto  ugualmente 
svilupparsi  e  fiorire,  come  difatto  fiorì. 

Non  deve  far  meraviglia  udire  che  prima  del  1500 
fossero  scuole  di  scherma  in  Italia;  poiché  ne  occorre 
esempio  anche  nelle  Fiandre  e  in  Germania. 

A  Ypres,  a  Bruxelles,  a  Tournai,  a  Gand  le  me- 
morie ci  parlano  di  schermitori  strettisi  in  società  le 
quali  prendevano  il  titolo  di  scuole  d' armi  fSckerm 
school)  e  si  reggevano  con  statuti  particolari.  Famosis- 
sima tra  esse  divenne  la  società  di  Gand,  la  più  antica, 
dapprima  solo  confraternita  sotto  il  patrocinio  di  S.  Mi- 
chele, formatasi  per  combattere  il  brigantaggio,  ma  poi 
vera  scuola  di  scherma  e  che  perdura  tuttavia.  Il  primo 
trattato  però  di  scherma  nelle  Fiandre  apparve  solo 
nel  1538  in  Anversa;  il  titolo  è:  La  noble  science  des 
joneurs  d'éfiée,  e  anonimo  l' autore.  In  Germania  poi 
verso  il  1536  H.  Lebkommer  dava  alle  stampe  la  sua 
opera  :  Der  Alterni  Fechter  an  fengliche  Kunst,  con  di- 
segni di  Alberto  Diirer. 

Che  vi  siano  poi  state  vere  scuole  in  Italia,  lo  con- 
ferma lo  sviluppo  mirabile  che  ebbe  la  scherma  subito, 
al  principio  del  secolo  XVI. 

Il  pittore  Giulio  Fontana  nella  dedica  della  edizione 
fatta  a  Venezia  nel  1568  dell'opera  del  Marozzo  al  si- 
gnor D.   Giovanni  Manriche,  ne  parla  già  con  somma 


CENNI    STORICI  77 

lode.  «  Achille  Marozzo,  egli  dice,  fu,  come  il  mondo 
sa,  eccellentissimo  maestro  di  questa  nobilissima  arte,  e  di 
questa  dopo  aver  fatto  in  essa  infiniti  valorosi  discepoli, 
lasciò  scritto  a  benefizio  comune.  » 

Il  Marozzo  stesso  qua  e  là  porge  consigli  a  quelli 
che  devono  insegnare  i  precetti  schermistici,  e  loro  rac- 
comanda che  in  nessun  modo  lascino  armesfSfiare  i  loro 
allievi  prima  che  non  abbian  conosciuto  i  principii  del- 
l' arte.  Ed  egli  stesso  prima  di  ammettere  i  suoi  al  corso 
delle  sue  lezioni  soleva  esigere  da  ciascuno  un  giura- 
mento che  può  anche  parere  strano,  concepito  così:  «  Io 
giuro  su,  questa  elza  di  spada,  la  quale  si  e  la  croce  di 
Dio,  in  prima  di  non  venire  mai  contro  il  mio  maestro, 
e  ancora  di  non  rivelare  mai  a  persona  alcuna  i  secreti 
che  imparerò,  senza  sua  licenza.  ■» 

Ma  più  chiaramente  lo  desumiamo  da  quanto  scrive 
Giovanni  Dall' Agocchie  nel  suo  trattato,  comparso  in 
luce  l'anno  1572.  Lamenta  egli  prima  che  alcuni  mae- 
stri a  mal  fine  indirizzino  la  scherma,  perchè,  come 
prima  posseggono  un  poco  di  pratica,  si  mettono  ad 
insegnare;  e  aggiunge  ciò  procedere  «  dall'essere  an- 
data in  oblivione  l'antica  usanza  della  creazione  de'  mae- 
stri. »  Parlando  quindi  della  creazione  de'  maestri  (lib.  1, 
giornata  i.a)  così  si  esprime:  «  Sappiate  che  siccome 
dovendosi  inviare  alcuno  all'  eccellente  grado  di  dottorato, 
prima  se  ne  fa  con  diligente  esame  il  saggio  e  poi  come 
e  giudicato  sufficiente,  gli  si  dà  il  privilegio;  così  ancora 
ne'  maestri  di  schermire  si  osservava,  imperocché  prima 
si  esaminavano  quelli  che  ad  altri  volevano  insegnare  se 
essi  sapevano  la  teorica  dello  schermo  e  tutte  le  altre  cose 
a  essa  necessaria,  e  poi  gli  mettevano  imo  scolaro  a  fronte 
facendo  che  tirasse  male  i  colpi  e  male  si  ponesse  nelle 


78  PARTE    PRIMA 

guardie;  e  ciò  per  intendere  se  colui  conosceva  in  che  cosa 
lo  scolare  peccasse.  Dopo  questo  ne  facevano  saggio  con 
diversi  biconi  scolari,  co'  quali  coni  egli  fosse  riuscito  suf- 
ficiente, dagli  altri  maestri  era  privilegiato  e  con  le  sue 
patenti  poteva  aprire  scola,  e  questi  tali  erano  maestri 
atùtentici,  cosa  veramente  degna  di  tant'  arte.  »  L'  esser 
poi  tale  costumanza  venuta  in  discredito  lo  attribuisce 
e  al  tempo,  che  a  lungo  andare  ogni  cosa  corrompe, 
e  ai  maestri  i  quali  lasciano  annullare  i  loro  privilegi. 

Se  nel  1572  tali  cose  scriveva  il  Dall'Agocchie,  certo 
molto  prima  del  1500  dovea  esser  stato  in  vigore  la 
costumanza  di  creare  i  maestri,  perchè  in  breve  tempo 
non  poteva  essa  sorgere,  fiorire,  cadere  in  dimenticanza. 

Finalmente  il  primo  trattato  che  conoscasi  uscito  di 
Francia  è  molto  posteriore  a  nostri  italiani.  E  quando 
il  Sainct— Didier  pubblicava  il  suo,  non  si  ispirava  già 
a' maestri  Spagnuoli,  ma  agli  Italiani,  i  quali  ben  presto 
divennero  i  veri  maestri  della  scherma  in  tutta  Europa. 
E  questo  è  tutto  dire. 

Ed  ora  diciamo  qualche  cosa  dei  trattati. 


Quello  di  Antonio  Mandolino  Bolognese,  comparso 
nel  1 53 1  ha  ben  poca  importanza.  La  parte  che  ri- 
guarda la  scherma  non  è  molta,  essendosi  egli  non 
poco  esteso  anche  a  descrivere  i  modi  che  deve  tenere 
un  gentiluomo  nel  caso  di  una  querela,  ciò  che  egli 
considera  valere  non  meno  dell'arte  istessa  dello  scher- 
mire. Pone  tre  guardie,  la  prima  e  la  seconda  delle 
quali  sono  quasi  le  medesime  che  si  usano  presente- 
mente e  discorre  anche  di  attacchi  e  di  parate;  ma  es- 


CENNI    STORICI  79 

sendo  molto  scarsi  i  disegni  e  le  figure,  riesce  difficile 
l'intendere  che  cosa  e^li  voglia  dire. 

Ben  diverso  è  il  giudizio  che  si  deve  fare  del  trat- 
tato di  Achille  Marpzzo,  il  quale  giustamente  si  può 
chiamare  il  padre  della  scherma  italiana,  poiché  la  in- 
nalzò ad  altissimo  grado  e  la  decorò  di  tutto  un  si- 
stema  di   norme   fisse  e   principii  sommamente  pratici. 

Come  già  promette  nel  suo  titolo  lunghissimo  e  biz- 
zarro, tratta  di  tutti  i  modi  di  combattere  allora  in  uso 
e  con  qualsiasi  arma;  riesce  quindi  un  vero  centone, 
ma  un  centone  che  solo  poteva  venirci  da  maestro  va- 
lentissimo ed  esperimentato  quale  appunto  il  Marozzo. 
Tutto  quello  che  si  era  fatto,  che  si  era  scritto  prima, 
qui  pure  si  trova,  e  quelli  che  vennero  dopo  di  lui  do- 
vettero attingervi,  aver  la  pazienza  di  copiare  e  di  ag- 
giungervi ben  poco.  I  disegni  non  sono  troppo  feli- 
cemente riprodotti,  anzi  in  alcuni  la  posizione  degli 
schermitori  è  affatto  contraria  alle  leggi  dell'equilibrio; 
ma  sono  in  buon  numero,  nei  capitoli  più  interessanti, 
ed  è  vantammo  non  lieve. 

Vi  sono  anche  unite  tavole  per  combattimento  tra 
uomo  disarmato  ed  uomo  armato  di  pugnale,  che  forse 
potranno  a  primo  aspetto  e  per  le  nostre  scuole  parere 
di  nessun  interesse;  ma  che  allora,  in  tempi  di  punta- 
glie, di  odii  intestini,  quando  sovente  pagavasi  la  mano 
del  sicario,  erano  di  somma  necessità. 

La  scherma  nel  secolo  XV  era  molto  più  complessa 
che  a' nostri  giorni.  Presentemente  sia  nell'insegnamento 
delle  sale  d' armi,  sia  sul  luogo  del  combattimento,  per 
convenzione  la  scherma  s' interessa  solo  della  spada  e 
della  sciabola;  ma  allora  nei  singoli  combattimenti,  la 
spada  era  raramente  usata  da  sola;  si  combinava  con  al- 


8o  PARTE    PRIMA 

tre  armi  e  con  altri  arnesi  -  difensivi.  I  casi  più  comuni 
erano  : 

di  spada  e  brocchiere»,  o  targa  o  rotella; 

di  spada  e  cappa  ; 

di  spada  e  lan terra; 

di  spada  e  pugnale  o  di  due  spade  ; 

di  spadone  a  due  mani  ; 

di  spada  ed  armi  inastate. 

Grandissima  era  quindi  la  varietà  dei  giuochi,  degli 
assalti,  delle  parate,  e  per  dover  tutto  provare,  tutto 
imparare,  si  correva  pericolo  di  sapere  alquanto  molti 
modi  di  combattere,   ma  nessuno  profondamente. 

La  cappa  (mantello,  abito  o  drappo  qualunque)  si 
avvolgeva  al  braccio  sinistro  e  con  essa,  o  si  paravano 
i  colpi,  o  si  imbarazzava  l'avversario,  gettandogliela  in 
faccia. 

Alcuni  opinano  che  siasi  introdotto  quest'uso  ad  imi- 
tazione dell'arte  dei  gladiatori  reziarii  ;  altri  rimontano 
più  addietro  e  ricordano  l' esempio  di  Pittaco  che  col 
gettare  una  rete  sul  capo  di  Frimone,  capitano  Ateniese, 
potè  facilmente  trafiggerlo.  Il  solito  vezzo  di  voler  ogni 
cosa  radicata  neh"  antichità  più  lontana.  Io  credo  che 
l'uso  della  cappa  non  abbia  nulla  a  vedere  co' Greci  e 
co' Romani  e  che  non  si  fondasse  su  l'erudizione  classica; 
ma  avesse  un'origine  più  spontanea  e  meno  lontana  di 
quel  tempo.  La  foggia  infatti  di  vestire  richiedeva  allora 
la  mantellina  spagnuola,  o  la  cappa,  la  quale  nel  caso 
di  un  duello,  essendo  di  grave  impaccio,  si  doveva  pur 
togliere  di  dosso,  e  deporre.  Ora  possiamo  supporre  che 
qualcuno,  invece  di  levarsela,  se  ne  sia  servito  nello 
stesso  combattimento,  e  gliene  sia  venuto  bene,  e  che 
poi  altri  ne   imitassero  l'esempio;  ben   poteva  a  poco 


CENNI    STORICI 


a  poco  quell'uso  passare  in  costumanza  e  divenire  un 
modo  come  un  altro  di  combattere,  oggetto  di  studi  e 
di  perfezionamento  artistico.  Non  ci  vedo  difficoltà  a 
supporre  un  tal  caso,  e  parmi  anzi  una  spiegazione  sem- 
plice e  naturale.  Del  resto  questa  opinione  non  è  tutta 
mia,  uscita  dalla  mia  testa,  come  Minerva  dal  capo  di 
Giove  ;  la  riferisce  anche  il  Bardin  (D  ietto  nnaire  de  l'armée 
de  terre)  ed  io  la  vendo  per  quello  che  vale. 

La  lanterna  usavasi  abbastanza  spesso  ne'  combatti- 
menti notturni,  sia  perchè  i  fanali  erano  allora  cose 
troppo  rare,  sia  anche  ad  arte,  perchè  scoprendola  im- 
provvisamente agli  occhi  dell'  avversario  lo  si  abbarba- 
gliava e  ritardava  alla  difesa  e  intanto  prendevasi  tempo 
per  un  buon  fendente,  per  un  mandritto  o  per  un  ro- 
vescio. Contro  la  lanterna  faceva  buon  gioco  la  cappa, 
che  lanciata  di  subito,  imbarazzava  ed  impediva  ogni 
pronto  movimento. 

La  targa,  il  broccJiiero  e  la  rotella  sono  modificazioni 
dello  scudo;  più  larga  e  rotonda  la  rotella;  di  ferro, 
piccolo  il  brocchiero  e  con  una  convessità  nel  centro 
per  dar  luogo  alla  maniglia  e  forse  anche  con  una  punta 
nel  mezzo.  La  targa  invece  era  di  cuoio  o  di  legno,  re- 
sistente, quadrata  di  figura,  e  armata  talvolta  al  basso 
con  un  uncino  per  imprigionare  la  spada   del   nemico. 

Il  pugnale  infine,  molto  usato  in  Italia  associato  alla 
spada,  fu  smesso  quasi  interamente  sul  declinare  del  se- 
colo passato,  convenendo  tutti  nell'  uso  di  una  sola  arma 
difensiva,  che  meglio  può  far  mettere  in  luce  le  qualità 
schermistiche  de' combattenti. 

Il  Marozzo  descrive  un  gran  numero  di  guardie,  ap- 
punto secondo  che  la  spada  era  sola  od  accompagnata 
ad  altre  armi  offensive  e  difensive;  troppe  però,   vera- 

6 


82  PARTE    PRIMA 

mente  troppe,  ne  tutte  felici  ;  e  spesso  distinte  con  de- 
nominazioni strane,  bizzarre  e  di  cui  non  si  riesce  in 
nessun  modo  a  capire  il  significato  Ecco  a  titolo  di 
curiosità  la  nomenclatura  di  alcune  di  esse  : 

di  coda  lunga  e  stretta; 

di  cinghiara  porta  di  ferro  ; 

di  coda  lunga  alta; 

di  porta  di  ferro  stretta  o  larga; 

di  coda  lunga  e  distesa; 

di  coda  lunga; 

di  becca  cesa,  ecc.  ecc. 

che  non  si  finisce  così  presto. 

La  spada  che  allora  si  aveva  continuamente  fra  le 
mani  era  della  lunghezza  di  un  metro,  piatta,  dritta, 
a  doppio  taglio,  e  il  filo  che  volgevasi  verso  terra  era 
detto  filo  dritto,  V  altro  fi/o  falso. 

Due  specie  di  colpi  descrive  il  Marozzo,  di  taglio  e 
di  punta. 

I  colpi  di  taglio  sono  chiamati  mandritti  se  colpi- 
scono a  dritta,  manroversi  se  a  sinistra;  e  1 2  ne  enu- 
mera egli,  sia  con  filo  dritto,  sia  con  filo  falso;  offen- 
dendo alle  spalle,  ai  fianchi,  ai  garetti. 

Uno  solo  è  il  modo  di  ferire  di  punta,  mirando  cioè 
al  viso,  e  di  preferenza  all'occhio.  Era,  come  sembra, 
un  avanzo  della  costumanza  cavalleresca  di  tentare  nel 
ferire  i  fori  della  visiera. 

La  difesa  è  meno  ricca,  meno  sviluppata  dell'  offesa, 
poggiando  molto  sui  movimenti  delle  gambe;  sicché  lo 
studio  principale  è  volto  più  ad  evitare  che  non  a  pa- 
rare i  colpi.  Insegna  quindi  come  passare  d'una  in  altra 
guardia,  da  una  guardia  difensiva  in  una  offensiva,  con 
molta  varietà  di  giuochi  e  correttezza  di  movimenti. 


CENNI    STORICI  83 


Non  trovasi  però  in  lui  descritto  il  colpo  a  fondo, 
ferendo  coli'  avanzare  il  passo  ;  ma  tutta  la  valentìa  con- 
siste nel  ferir  di  punta,  schivando  il  colpo  di  taglio. 
Come  si  vede,  la  scherma  anche  teoricamente  aveva 
corso  molto  cammino  col  Marozzo,  e  quando  si  riflette 
che  del  suo  lavoro  si  fecero  molte  edizioni  e  quasi  sem- 
pre con  una  parte  modificata,  si  può  facilmente  capire 
T  influenza  che  potè  esercitare,  e  come  dalla  sua  scuola 
siano  usciti  que'  valenti  maestri  che  non  solo  in  Italia, 
ma  in  tutta  Europa  tennero  una  preminenza  incontestata. 

Una  grande  modificazione  ha  subita  col  tempo  il  si- 
stema del  Marozzo,  sia  riguardo  ai  colpi  di  punta,  come 
a  quelli  di  taglio.  Si  è  mano  mano  allargato  il  campo 
per  1'  offesa  di  punta  e  ristretto  quello  per  i  colpi  di 
taglio.  Per  i  colpi  di  punta  oltre  che  al  viso  si  mira 
di  preferenza  al  petto;  e  pe' colpi  di  taglio  si  mira  di 
preferenza  alla  testa  e  si  escludono  interamente  i  colpi 
agli  arti  inferiori  e  quindi   quelli  ai  garetti. 

I  colpi  di  taglio  ai  garetti,  che  pur  si  ammisero  in 
molti  duelli  durante  il  secolo  XVI,  furono  si  può  dire 
d'invenzione  tutta  italiana.  Il  Marozzo  ne  dette  pel  primo 
lo  svolgimento  teorico,  e  da  lui  lo  appresero  gli  altri 
maestri  italiani,  che  disperdendosi  per  le  terre  d'Europa 
lo  insegnarono  come  una  novità  e  un  segreto  dell'arte. 

Un  esempio  dell'  uso  e  dell'  utilità  di  tale  colpo  ci  è 
offerto  appunto  dal  duello  avvenuto  nel  1547  tra  Chabot 
di  Jarnac  e  Vivonne  di  La  Chàtaigneraye,  l' ultimo  come 
vedemmo,  de' duelli  autorizzati  II  Chàtaigneraye,  valen- 
tissimo schermitore,  erasi  già  molte  volte  battuto  in 
duello  sempre  con  vantaggio,  e  confidava  di  abbattere 
in  pochi  colpi  il  Jarnac  meno  valente  e  meno  eserci- 
tato.   Ma   questo,   come   sogliono   fare   gli   sfidati   poco 


84  PARTE    PRIMA 

pratici,  si  rivolse  ad  un  maestro  italiano  che  allora  tro- 
vavasi  in  Parigi,  il  quale  vista  l' impossibilità  di  suffi- 
cientemente addestrarlo  sì  da  gareggiare  col  Vivonne, 
gli  insegnò  il  colpo  ai  garetti  che  supponeva  ignorato 
dall'avversario, 

Il   Marozzo,   esponendo   quel  colpo,  così  si   esprime: 

«  Sicché  metteremo  in  questo  principio  che  lui  faccia 

prima  la  stoccata,  io  voglio  che  facendo  lui  detta  stoc- 
cata, tu  passerai  col  tuo  pie  diritto  inverso  le  sue  parti 
manche,  e  in  questo  passare,  tu  urterai  del  falso  della 
tua  spada  di  sotto  in  suso  nella  stoccata  sua,  et  li  darai 
un  roverso  segato  per  le  gambe.    » 

Anche  le  condizioni  del  duello  che  il  Jarnac  come 
sfidato  potè  dettare,  furono  ordinate  alla  riuscita  del 
colpo  ai  garetti.  Propose  cioè  di  battersi  con  spada, 
brocchiero  largo,  celata  alla  Borgognona,  giaco  e  ma- 
niche di  maglia  di  ferro,  (tutto  per  guardarsi  dai  colpi 
di  punta,  dall' imbroccata  o  fianconata  moderna,  che  gli 
poteva  indirizzare  il  Vivonne)  ed  invece  senza  stinieri, 
e  che  il  Chàtaigneraye  fosse  il  primo  all'  assalto  (per 
meglio  render  sicuro  il  colpo  designato).  I  padrini  però 
stabilirono  che  si  mettesse  il  pugnale  nel  Borzacchino 
della  gamba  sinistra  quasi  a  far  le  veci  di  stiniere.  Il 
Vivonne  accettò  tutto,  baldanzoso  nella  sua  nota  va- 
lentìa e  si  teneva  così  sicuro  dell'esito  che  aveva  fatto 
imbandire  un  sontuoso  banchetto  sotto  la  sua  tenda.  Il 
duello  avvenne  a  Saint-Germain  alla  presenza  del  re, 
di  tutta  la  corte  e  di  immenso  popolo. 

Venuti  allo  scontro,  secondo  il  convenuto  fu  primo 
il  Vivonne  ad  assalire,  e  proprio  coli'  imbroccata  alla  fac- 
cia. Ma  il  Jarnac  schivando  il  colpo  e  nello  stesso  tempo 
entrando  sotto  misura,  gli  menò  un  rapido  fendente  al 


CENNI    STORICI  85 

garetto  sinistro,  e  nel  rilevarsi  in  guardia,  un  secondo 
al  diritto  e  lo  stese  immediatamente  a  terra.  Fu  subito 
il  Chàtaigneray  trasportato  alla  sua  tenda  ove  la  rab- 
bia e  la  vergogna  più  che  la  perdita  del  sangue,  gli 
tolsero  in  poco  d'  ora  la  vita. 

Il  re,  visto  cadere  contro  ogni  sua  aspettazione  il  Vi- 
vonne  che  era  da  lui  grandemente  amato,  preso  da  ira  e 
da  dispetto,  esclamò  che  il  Jarnac  aveva  dato  un  colpo  da 
traditore:  e  queste  parole  ripetute  servilmente  dai  corti- 
giani, rimasero  poi  sempre  a  dinotare  qualunque  colpo 
non  sia  dato  lealmente,  e  in  Francia  anche  a  significare 
un  colpo  tirato,  che  da  essi  non  sia  conosciuto  o  praticato. 

A  me  sembra  però  che  ingiustamente  siasi  condan- 
nato quel  colpo  ai  garetti,  divenuto  anche  famoso  in 
Francia  col  titolo  di  colpo  di  Jarnac  (coup  de  Jarnac). 
Il  colpo  era  dato  coli'  armi  convenute,  si  trovava  de- 
scritto nei  trattati  di  scherma-,  era  dunque  un  colpo 
leale.  Peggio  per  il  Vivonne  se  nella  sua  boriosa  pre- 
tesa, lo  ignorava;  non  era  già  questa  buona  ragione 
per  chiamarlo  un  colpo  da  traditore.  E  avendo  poi  i 
padrini  pensato  a  coprire  la  gamba  col  farvi  porre  il 
pugnale  nel  Borzacchino  della  sinistra,  si  può  anche  dire 
che  fosse  previsto  e  accettato.  Ma  è  costume  de'Fran-' 
cesi  il  difendere,  magnificare  tutto  quello  che  è  loro, 
e  disprezzare,  condannare  quello  che  è  straniero,  prin- 
cipalmente se  viene  d' Italia. 

Un  grande  incremento  fu  procurato  alla  teorica  della 
scherma  dal  trattato  di  Camillo  Agrippa,  uscito  in  luce 
poco  dopo  il  trattato  del  Marozzo,  l'anno  1553;  poiché 
in  parte  egli  abbreviò  il  trattato  del  Marozzo,  spoglian- 
dolo di  molte  superfluità  inutili  e  in  parte  aggiunse  di 
suo,   norme  che  1'  esperienza  gli  aveva  suggerito. 


86  PARTE    r-RIMA 

Anche  le  sue  tavole  sono  molto  migliori,  molto  più 
artistiche  e  fedeli  alla  teoria;  si  pretendono  persino  de- 
lineate da  Leonardo  da  Vinci,  e  alcune  anche  da  Miche- 
langelo, ma  con  quanta  probabilità  e  ragione  non  saprei 
proprio  dire. 

Il  signor  Vigeant  (Bibliographic  de  l"  escrime)  da  cui  in 
gran  parte  toglie  le  sue  notizie  Emile  Mérignac  (Hi- 
stoire  de  V escrime)  esalta  sì  fattamente  il  merito  del- 
l' opera  dell' Agrippa,  che  lo  chiama  il  maestro  di  cui 
più  a  ragione  si  possa  gloriare  la  scherma  italiana,  e 
aggiunge  :  «  L'impulsion  qu'il  donna  a  son  art,  les  théo- 
ries  et  la  marche  quii sui lui  imposer,  soni  une  des  cau- 
ses  de  la  prépondérance  longtemps  exercée  en  Europe  par 
l' escrime  italienne.  »  A  dir  vero  mi  sembra  un  po'  esa- 
gerata codesta  lode  e  mi  fa  sospettare  che  non  abbia, 
o  ben  studiato  il  trattato  dell' Agrippa,  o  ben  letti  quelli 
de' suoi   contemporanei. 

L' Agrippa  definisce  bene  le  guardie,  che  riduce  a 
quattro,  nominandole:  prima,  seconda,  terza  e  quarta, 
le  quali  guardie  s'accostano  molto  alle  nostre;  sviluppa 
assai  la  teoria  dei  colpi  di  punta,  ed  è  il  primo  che  de- 
scriva X Inquarto;  ma  i  difetti  sono  ancora  molti,  e  non 
abbastanza  compensati  dalle  sue  novità. 

Per  dire  di  alcuni  difetti  del  sistema  dell' Agrippa,  le 
prime  due  guardie,  come  giustamente  fa  notare  il  Mar- 
chionni  {Trattato  di  scherma,  Firenze,  1847)  sono  in  po- 
sizione che  mal  si  reggono  in  equilibrio.  La  spada  è 
impugnata  con  poca  correttezza,  poiché  fa  passare  l'in- 
dice sopra  il  ferro  trasversale  con  pericolo  che  il  ferro 
nemico  scendendo  lungo  la  spada,  lo  abbia  a  recidere  di 
taglio.  Trascura  molto  i  colpi  di  taglio,  sicché  appena 
fa  menzione  del   mandritto  e  del  roverso;  e  riguardo  ai 


CENNI    STORICI  87 

colpi  di  punta  volge  sempre  la  mira  al  viso,  con  pochis- 
sima varietà  da  quello  che  aveva  insegnato  il  Marozzo. 

Il  mio  sospetto  che  lo  studio  tanto  del  Vigeant,  quanto 
del  Mérignac,  sopra  i  nostri  primi  trattatisti,  sia  stato 
molto  superficiale  e  di  volo,  s'  accresce  in  me  al  leg- 
gere ìiell'  opera  del  Mérignac  (voi.  n,  pag.  498)  che 
Giacomo  Grassi  (1570)  e  Giovanni  Dall'Agocchie,  «  loin 
d'avoir  fait  faire  un  fas  a  l'art  des  arm.es,  soni  restés 
en  arriere  d' Agrippa;  »  e  più  innanzi  (pag.  511)  che 
«  Viggiani  (1575)  est  le  premier  auteur  giti  admette 
pi  11  si  e  7  ir  s  co?ips  de  pointe,  quoiquil  ens  eigne  les  mèmes 
conps  de  taille  que  Marozzo.    » 

La  cosa  mi  pare  sia  molto  diversa.  Il  trattato  del 
Grassi  [La  ragione  di  adoprar  sicuramente  l' arme  sì 
da  offesa,  come  da  difesa,  ecc.,  Venezia,  1570)  è  bensì 
alquanto  oscuro  e  le  tavole  malissimo  disegnate,  ma 
ha  molte  cose  nuove  che  segnano  qualche  progresso 
nell'  arte. 

Divide  la  spada  in  quattro  gradazioni;  la  prima  e  la 
seconda  per  parare,  le  altre  due  per  offendere,  cioè  la 
terza  pei  colpi  di  taglio  e  l' estremità  della  quarta  per 
i  colpi  di  punta.  Preferisce  i  colpi  di  punta  a  quelli  di 
taglio  «  e  con  ragione,  dice,  perche  feriscono  in  minor 
tempo.  »  Parla  dei  tocchi  di  spada,  e  per  il  primo,  al 
capitolo  degli  avvertimenti  generali  circa  le  difese,  de- 
scrive le  quattro  linee,  così  esprimendosi  :  «  In  tutti 
questi  modi  (la  spada)  gli  si  trova  di  sotto  0  di  sopra 
0  di  dentro  0  di  fuori.  »  Inoltre  insegna  che  la  parata 
dev'essere  fatta  col  filo  ossia  taglio;  e  nel  menare  il 
colpo  fa  portare  il  piede  di  dietro  in  avanti. 

Codeste  osservazioni  mostrano  chiaramente  che  il 
Grassi  aveva  fatto  tesoro  di  quanto  erasi  scritto  prima 


PARTE    PRIMA 


di  lui,  e  che  non  era  per  nulla  rimasto  addietro  del- 
l'Agrippa. 

E  migliore  ancora  è  il  trattato  di  Giovanni  Dall'Ao-oc- 
chie  Bolognese,  {Dell'arte  di scrinila,  Venezia  t 572)  seb- 
bene la  maggior  parte  di  coloro  che  passano  in  rasse- 
gna gli  scrittori  di  cose  schermistiche,  o  non  ne  parlino, 
o  dicano  ben  poche  cose.  Sa  invece  il  Dall' Agocchie 
essere  ad  un  tempo  valente  maestro  e  scrittore  purga- 
tissimo;  unire  cioè  ad  ottimo  svolgimento  di  principii, 
una  speciale  chiarezza  di  espressione.  Dice  egli  stesso 
nel  suo  proemio  che  mirerà  ad  esser  chiaro  e  facilmente 
intelligibile,  ove  scrive:  «  Ne  da  questo  mio  proponimento 
(di  scrivere)  m  ha  potuto  ritrarre  il  vedere  che  da  molti 
eccellenti  uomini  intorno  a  questa  materia  sia  stato  dif- 
fusamente scritto  •  sì  perche  questi  tali  hanno  taciuto  al- 
cune cose  e  forse  delle  più  importanti  a  sapersi  ;  sì  per- 
che essendo  quesf  arte  difficile  a  descriversi  in  modo  che 
sia  bene  intesa,  si  viene  trattandola  di  nuovo,  ognora  più 
ad  illustrare.    > 

Ed  egli  pel  primo  e  prima  ancora  del  Viggiani  ammise 
ed  insegnò  più  colpi  di  punta.  «  La  spada  in  tre  modi 
può  ferire,  di  mandritto,  di  roverso,  di  punta.  Il  mandritto 
si  forma  in  cinque  nature,  il  roverso  parimente  in  cinque 
e  la  punta  in  tre.  »  I  nomi  però  di  questi  cinque  modi 
non  sono  però  troppo  felici  :  fendente,  sgualimbro,  (dalla 
spalla  al  ginocchio  destro)  tondo,  ridoppio,  tramazzone 
(quasi  molinello  col  nodo  di  mano).  Le  tre  nature  della 
punta  sono  chiamate:  imbroccata  (sopramano),  steccata 
(sottomano),  punta  riversa.  Le  guardie  per  il  Dall' Agoc- 
chie sono  otto:  quattro  da  alto,  e  quattro  da  basso,  con 
denominazioni  che  molto  ricordano  quelle  del  Marozzo; 
di  coda  lunga,  porta  di  ferro,   ecc.   ecc. 


CENNI    STORICI  89 

Benché  chiami  buono  tanto  il  ferir  di  taglio,  quanto 
il  ferir  di  punta,  pure  egli  dice  stimar  meglio  il  ferir 
di  punta  per  tre  ragioni:  che  è  più  mortale,  che  ri- 
chiede minor  tempo,  e  non  è  mai  fuori  di  presenza; 
laddove  il  ferir  di  taglio  lascia  più  scoperto,  richiede 
più  tempo,   e  si  discosta  spesso  dalla  presenza. 

Non  è  dunque  un  trattato  da  buttarsi  codesto,  e  del 
buono  parmi  ce  ne  sia  molto.  Se  non  che  perde  in 
gran  parte  della  sua  importanza,  e  poco  può  giovare, 
per  non  trovarsi  in  esso  neppure  una  tavola  o  una  figura 
che  dia  spiegazione  de'  principii  che  vi  sono  svolti. 

Nel  1575  usciva  alla  luce  quello  del  Viggiani  o  Viz- 
zani  o  Vezani  Dal  Montone,  Bolognese  [Trattato  dello 
schermo,  Venezia,  1575).  Buon  trattato,  ma  che  poco 
aggiunge  di  teorico  a  quelli  che  erano  già  stati  scritti 
prima.  Di  nuovo  io  ci  trovo  il  difetto,  comune  però  al 
suo  secolo,  di  volere  ragionare  su  ogni  cosa  e  dare 
spiegazione  di  tutto;  sicché  mentre  parla  di  abbatti- 
menti in  duello,  di  guardie,  di  offesa  e  di  difesa,  di- 
scorre come  di  cosa  naturale  e  importantissima  della 
tecnica  nei  conflitti  tra  S.  Michele  e  Lucifero,  tra  Eva 
ed  il  Serpente,  tra  Caino  ed  Abele,  e  v'intreccia  dispute 
tra  letterati  e  guerrieri,  paragoni  tra  soldati  e  cani,  tra 
scienza  e  milizia,  parla  della  filosofia  di  Socrate,  della 
grandezza  di  Alessandro  di  Macedonia,  della  beatitudine 
de'  celesti   e   annaspa  e   fila   ogni   specie   di   capecchio. 

Venendo  a  quello  che  riguarda  la  vera  scherma,  dice 
che  il  primo  intento  del  guerriero  è  di  offendere  (prin- 
cipio non  del  tutto  vero)  e  che  perciò  devesi  insegnare 
molto  più  l' offesa  che  la  difesa. 

Anch' egli  pone  tre  modi  di  offendere:  mandritto,  ro- 
vescio e  punta,  con  preferenza  al  ferire  di  punta;  e  sette 


QO  PARTE    PRIMA 

le  guardie  necessarie,  tre  difensive  e  quattro  offensive, 
benché  potrebbero  essere  quasi  infinite: 

i  .a  Guardia  difensiva  imperfetta  ; 

2.a  »  alta  imperfetta  offensiva; 

3-n  »  alta  imperfetta  offensiva; 

4-a  »  larga  imperfetta  difensiva; 

5.a  »  stretta  perfetta  difensiva; 

6.a  »  larga  imperfetta  offensiva; 

7-a  »  stretta  offensiva  perfetta. 

Secondo  il  fine  sono  adunque  offensive  e  difensive; 
secondo  la  forma,  alte,  larghe,  strette;  secondo  la  mag- 
gior o  minor  utilità  perfette  ed  imperfette. 

Assai  ben  disposta  è  poi  la  posizione  della  guardia-, 
ma  molte  considerazioni,  e  principalmente  quelle  riguar- 
danti il  ferir  di  punta  sono  le  stesse  del  Dall'Agocchie-, 
per  cui  non  so  capacitarmi  come  si  citi  il  Viggiani  e 
si  lasci  il  Dall'Agocchie  ;  e  peggio,  come  si  attribuisca 
a  quello  la  distinzione  di  più  colpi  di  punta,  e  lo  svol- 
gimento del  colpo  di  sopramano,  che  già  rinvengonsi 
nel  trattato  di  questo. 

Ed  è  pure  in  errore  il  Marchionni,  quando  ragio- 
nando dell'opera  di  Salvatore  Fabris  comparsa  in  Co- 
penaghen l'anno  1606  e  ristampata  a  Padova  nel  1624, 
gli  attribuisce  il  merito  della  graduazione  della  spada 
in  quattro  parti;  poiché  essa,  benché  con  poca  chia- 
rezza, era  già  stata  ricordata  dal  Grassi. 

Al  Fabris  però,  maestro  eccellente  e  che  molto  onorò 
1'  arte  nostra  in  Francia,  in  Germania,  in  Danimarca, 
ove  godette  straordinario  favore,  si  deve  il  merito  della 
nomenclatura  delle  guardie  à^  opposizione  e  della  pas- 
sata sotto,   chiamata  da  lui   una  ferita  di  prima. 

Prima   del   Fabris    aveva    pubblicato    il    suo    trattato 


CENNI    STORICI  91 

Marco  Docciolini,  Fiorentino  {Trattato  di  materia  di 
scherma  ecc.,  Firenze,  1601).  Ammette  due  guardie  di- 
ritte, che  crede  spiegare  mediante  due  circoli  concen- 
trici, ma  che  sembrami  ottenga  1'  effetto  contrario;  e 
quattro  controguardie  due  alte  e  due  basse.  Parla  del- 
l' imbroccata^  del  colpo  di  punta  alla  spalla,  del  tempo, 
controtempo  e  mezzo  tempo;  e  insegna  molti  giuochi  e 
movimenti;  ma  propriamente  non  ha  portato  grandi 
vanta 0-0-i  alla  teorica  della  scherma. 

Grandissimi  invece  furono  i  vantaggi  e  forte  X  im- 
pulso  a  progredire  che  ne  venne  dal  trattato  di  Nico- 
letta Giganti  di  Venezia  {Scola  0  vero  teatro  nel  quale 
sono  rappresentate  diverse  maniere  e  modi  di  parare  et 
di  ferire  di  spada  sola,  e  spada  e  pugnale  ecc.,  Vene- 
zia, 1606).  Si  può  dire  che  da  lui  togliesse  la  scherma 
gran  parte  dello  sviluppo  teorico  che  è  ancora  in  vi- 
gore nelle  nostre  scuole.  Pel  primo  egli  negli  attacchi 
fa  portare  il  piede  diritto  in  avanti,  e  descrive  larga- 
mente la  stoccata  longa,  che  di  poco  differisce  dall'  at- 
tuale nostra.  Ed  è  pure  il  primo  che  parli  delle  parate 
di  contro  col  nome  di  contilo  e  av  azione  dentro  della  spada, 
controcav  azione  di  fuori  ;  e  spieghi  il  colpo  che  dai  più 
viene  chiamato  fianconata. 

Mostra  anche  di  conoscere  le  finte,  principalmente  pei 
colpi  di  punta;  poiché  parla  della  finta  di  sotto  per  ti- 
rare di  sopra,  e  della  fmta  di  sopra  per  ferire  di  sotto. 
Finalmente  considera  il  tempo  e  la  misura  come  le  due 
cose  più  importanti  all'arte  dello  schermire. 

Intuizione  pronta  e  chiara,  mirabile  semplicità  nei 
giuochi  e  spontaneità  nei  movimenti,  e  raffinato  senti- 
mento artistico,  sono  le  qualità  del  Giganti  che  mag- 
giormente brillano  in  questa  sua  opera. 


92  PARTE    PRIMA 

Ma  se  io  continuo  di  questo  passo,  e  via  via  dico, 
fosse  pure  brevemente,  di  tutti  i  trattati  che  successi- 
vamente uscirono  in  luce,  non  ne  verrò  sì  presto  a 
capo,  che  i  trattati,  principalmente  in  questo  secolo,  si 
succedettero  l'uno  dopo  l'altro  quasi  di  continuo,  ben 
poco  arrecando  di  nuovo  e  di  importante.  Perdonino 
quindi  i  lettori  se  quasi  di  volo  nomino  ora  soltanto 
i  principali  e  lascio  gli  altri;  non  è  trascuratezza  e  di- 
sprezzo di  que'  trattati,  ma  pura  considerazione  di  con- 
venienza e  di  riguardo  verso  di  loro. 

Tra'  migliori  sono  dunque  da  considerarsi  : 

Quello  di  Rodolfo  Capoferro  di  Cagli  uscito  a  Siena 
nel  1610,  conciso,  sucoso,  con  larghe  vedute,  ottime 
definizioni,  e  un  modo  anche  di  difendersi  da  ogni  sorta 
di  colpi  mercè  una  parata  di  riverso  al  ferir  d' imbroc- 
cata, che  molto  più  gioverebbe  se  fosse  spiegato  meglio. 

Quello  di  Giuseppe  Pallavicini  di  Palermo  (La  scherma 
illustrata)  dato  alle  stampe  nel  settembre  1670;  ma  solo 
per  la  peregrina  erudizione  gettatavi  a  piene  mani,  non 
per   teorica  schermistica   che  vi  è  povera  e  mancante. 

Quello  di  Francesco  Antonio  Marcelli  [Regole  della 
scherma  Insegnate  da  Lelio  e  Titta  Marcelli,  Roma  1686) 
che  ha  pur  regole  eccellenti  e  utili,  ma  non  corrispon- 
denti all'  altissimo  giudizio  che  l' autore  stesso  fa  di  esse, 
sino  a  chiamarle  perfettissime  e  reconditi  arcani  che  si 
chiudevano  nel  petto  del  padre  suo,  oracolo  di  scherma. 
Un  po'  più  di  modestia  non  gli  avrebbe  certamente 
fatto  male. 

Gli  altri  autori,  quali  il  Quintino  (16 13),  Francesco 
Ferdinando  Alfieri  di  Padova,  che  insegnò  sino  a  tar- 
dissima età  pubblicando  molti  trattati  di  spada  (1640- 
1683)  e  di  spadone  (1653);  Terenziano  Ceresa  di  Parma 


CENNI    STORICI  93 


(1641)5  Alessandro  Senese  di  Bologna  (1660);  Fran- 
cesco Antonio  Mattei  di  Troja  (1669);  Giuseppe  Villar- 
dita  Siciliano  (1673);  Francesco  della  Monica  di  Parma 
(1680)  ecc.  ecc.,  hanno  tutti  qualche  cosa  di  buono, 
illustrano  tutti  qualche  parte  della  teorica  schermistica, 
ma  sempre  con  soverchio  lusso  di  considerazioni  eru- 
dite, e  spesso  infarinate  di  concettini  artifiziosi,  di  an- 
titesi strane;  necessario  tributo  pagato  al  secolo,  poiché 
il  secentismo  persino  ne'  trattati  di  scherma  lasciò  le  sue 
allumacature. 

Il  secolo  XVII  è  gloriosissimo  per  la  scherma  ita- 
liana. Le  condizioni  nostre  politiche  erano  molto  tristi, 
e  poco  a  lei  favorevoli,  perchè  Spagnuoli,  Francesi, 
Tedeschi  tiranneggiavano  le  nostre  contrade,  ci  oppri- 
mevano, ci  immiserivano,  e  soffocavano  ogni  sentimento 
di  nazionalità;  eppure  anche  nella  scherma  mostrarono 
gli  Italiani  d'esser  degni  di  destini  migliori.  Una  scuola 
di  gentiluomini  che  si  addestravano  nell'esercizio  delle 
armi,  avrebbe  potuto  destar  sospetti,  poteva  far  credere 
che  essi  pensassero  ad  una  riscossa,  che  secretamente 
si  contassero  affilando  le  armi;  conveniva  quindi  impe- 
dire ogni  lontana  aspirazione  a  libertà  e  rimuovere  ogni 
principio  di  forte  educazione,    di   potenza  e  grandezza. 

L'Italia  perciò  che  pur  aveva  visto  sorgere  la  scherma, 
crescere,  nobilitarsi,  mercè  tanti  trattati,  e  il  numero 
grande  di  valenti  maestri,  non  poteva  più  essere  campo 
propizio  e  libero  a' suoi  svolgimenti.  Gloriosa  e  grande 
l'arte;  ma  gli  artisti  dovevano  cercare  altrove  gloria  e 
favore  che  loro  negava  la  patria  caduta  sotto  il  giogo 
straniero.  Si  dispersero  quindi  i  nostri  maestri,  portan- 
dosi in  Francia,  in  Germania,  in  Inghilterra  ove  erano 
premurosamente  chiamati,  e  potevano  meglio  far  risplen- 


94 


PARTE    PRIMA 


dere  i  pregi  della  loro  scienza.  La  scherma  fuori  d' Italia 
era  poco  curata,  decaduta-,  essi  la  risollevarono  e  ri- 
misero in  onore,  diffondendo  i  principii  della  scuola  Ita- 
liana; per  cui  la  nostra  scuola  ottenne  una  preminenza 
incontestata  in  tutte  le  nazioni. 

Abbiamo  q-ià  visto  che  Salvatore  Fabris  soggiornò 
lungo  tempo  alla  corte  di  Copenaghen  chiamatovi  dal 
re  Cristiano  IV.  Tale  favore  egli  si  acquistò  e  a  tanta 
rinomanza  pervenne,  che  alla  sua  morte  (1617)  Padova, 
come  ad  illustre  cittadino,  gli  fece  celebrare  solenni  fu- 
nerali e  ne  volle  perpetuare  la  memoria  con  un  monu- 
mento rizzatogli  nel  1676.  Un  disegno  di  tale  monu- 
mento sta  pure  al  principio  di  una  traduzione  della  sua 
opera  pubblicata  in  Germania  nel   1677. 

Anche  nella  Spagna,  attesta  il  Morsicato,  i  principii 
della  scuola  italiana  si  diffusero  facilmente  e  furono  stu- 
diati con  amore  come  veri  e  praticamente  utili  ;  anzi 
egli  asserisce  che  gli  Spagnuoli  tolsero  il  loro  sistema 
dalla  scuola  Romana  la  quale  a' suoi  tempi  era  la  prima 
fra  noi,  ed  è  pur  ciò  confermato  dal  Narvarez  (1635) 
e  prima  di  lui  da  Geronimo  Carranza  dal  quale  «  erasi 
scoperta  la  verità  e  la  eccellenza  della  nostra  scuola,  » 
{Compendio  della  filosofia  delle  armi,  Madrid    161 2). 

Nell'Inghilterra  la  scherma  ebbe  il  suo  primo  sviluppo 
sotto  gli  Stuart,  e  fu  merito  de'  maestri  Italiani,  che 
chiamati  vi  insegnarono  principii  già  esperimentati  e 
corretti,  se  ben  presto  potè  fiorire  e  dare  ottimi  frutti. 
E  oso  anche  dire  che  quella  nazione  cercò  sempre  di  mo- 
strare in  mille  guise  festevole  accoglienza,  stima  grande 
e  speciale  simpatia  a' nostri  maestri.  Fra  quelli  che  più 
vi  trovarono  generosa  ospitalità  e  larghezza  d'onori  è 
da  ricordarsi  D'Angelo  di  Livorno  che  mostratosi  prima 


CENNI    STORICI  95 

in  Francia  il  più  valente  tiratore  del  suo  tempo,  ed  ec- 
cellente teorico,  fu  dalla  Corte  d'Inghilterra  chiamato 
a  Londra  nel  1755,  ove  dette  alle  stampe  il  suo  ottimo 
trattato  di  scherma  nel  1767,  e  onorato  vi  risiedette 
sino  alla  sua  morte  avvenuta  nel    1802. 

In  Francia  l' influenza  esercitata  dalla  nostra  scherma 
fu  ancora  più  grande  e  rilevante.  Abbiamo  già  visto 
che  a'  tempi  di  Enrico  II  un  maestro  italiano  di  nome 
Caizo  insegnò  al  Jarnac  il  colpo  a'  garetti.  Più  tardi, 
sotto  Carlo  IX,  sotto  Caterina  e  Maria  de' Medici,  sotto 
Luigi  XIII,  e  anche  sotto  Luigi  XIV,  gran  numero  di 
maestri  Italiani  soo-oàornarono  a  Parigi  e  in  molte  al- 
tre  città  di  Francia,  ricercati,  favoriti,  se  non  sempre 
accarezzati;  e  ad  essi  accorreva  la  nobiltà  francese, 
cavalieri  e  principi,  come  a  scuola  di  sommo  valore  e 
di  perfetta  gentilezza. 

Mi  duole  d'avere  forse  ad  offendere  la  suscettibilità  e 
l'amor  proprio  de' Francesi,  ma  la  verità  pura  e  sem- 
plice vuole  si  dica  che  la  scuola  francese  deve  molto, 
anzi  la  maggior  parte  del  suo  svolgimento  teorico  agli 
insegnamenti  de'  maestri  Italiani. 

La  prima  loro  opera  di  scherma,  quella  del  Sainct- 
Didier,  uscì  nel  1573,  W  quando  in  Italia  se  ne  contava 
in  buon  numero,  ed  è  in  gran  parte  tolta  dai  trattati  dei 


(1)  Veramente  il  Marcelli  {Regole  della  scherma,  ecc.,  Roma,  1686)  nomi- 
nando quelli  che  scrissero  di  scherma,  a  pag.  1 1  dice  :  «  Jacques  Descars 
francese,  et  Joachino  Maynero  alemano  stamporno  ambedue  nel  ij68.  Il  primo 
non  solo  scrisse  di  scherma,  ma  anche  del  modo  di  esercitare  il  moschetto,  la 
picca  e  del  modo  di  fare  l'  esercizio  militare.  Il  suo  libro  e  adornato  con  le 
figure,  e  stampato  in  foglio.  »  Ma  nelle  biblioteche  che  io  ho  visitate,  non  mi 
fu  possibile  di  rinvenire  copia  né  dell'  uno  né  dell'  altro.  Lo  stesso  Mérignac 
pone  per  primo  scrittore  di  cose  schermistiche  in  Francia  il  Sainct-Didier 
nel  1573.  Se  il  Marcelli  potè  vedere  le  due  opere,  e  se  veramente  furono 
stampate,  o  presto  o  tardi  se  ne  avranno  più  sicure  notizie. 


g6  PARTE    PRIMA 

nostri,  principalmente  da  quello  del  Grassi.  Lo  salutano 
il  fondatore  della  scherma  francese  (Gomard,  La  Theo- 
rie  de  l'escrime,  introduction)  ma  solo  perchè  fu  il  primo 
di  quella  nazione  a  scrivere  di  scherma,  non  perchè  abbia 
fondato  un  sistema  nuovo,  o  aggiunto  qualche  cosa  alle 
teorie  che  sfià  esistevano  nelle  sale  d'armi  Francesi. 

Le  tre  guardie  basse,  moyenne,  haute,  i  tre  modi  di 
ferire,  maindraicts,  revers  et  estocs,  il  parare  con  croiser, 
l'épée,  i  movimenti,  i  passi,  e  persino  la  forma  della 
spada,  sono  immaginate  ed  esposte  sulla  falsariga  dei 
trattati  dell' Agrippa  e  più  del  Grassi.  Il  gentiluomo 
Provenzale  fece  bensì  molto  coli' incominciare,  coli' aprir 
la  via  in  quest'  arringo  anche  a'  Francesi,  ma  la  sua 
opera  era  inferiore  ai  trattati  italiani  del  suo  tempo, 
era  un  tentativo,  nuli' altro  che  un  tentativo. 

E  parmi  anche  non  abbia  prodotto  gran  movimento 
e  risvegliato  l'orgoglio  nazionale  col  suscitare  imitatori  e 
seguaci;  perchè  essa  rimase  isolata,  e  dovette  aspettare 
molto  tempo,  sino  al  1628,  prima  d'avere  una  sorella. 
In  questo  frattempo  il  campo  dell'  insegnamento  era 
sempre  tenuto  da  maestri  Italiani;  anzi,  volendo  arric- 
chire la  collezione  delle  opere  francesi,  il  Villamont 
nel  16 io  faceva  persino  stampare  a  Rouen  la  tradu- 
zione delle  opere  di  due  valenti  maestri  Italiani,  Caval- 
cabò  e  Patenostrier. 

E  anche  la  seconda  opera  francese  quella  di  Girard 
Thibaust,  L' Académie  de  l'Espée,  etc.  (poiché  non  si  può 
seriamente  tener  calcolo  dell'  opera  di  Thoinot  Arbeau, 
Orchésographie  etc.,  1596,  composta  quasi  per  dame, 
che  sa  di  muschio  e  di  acqua  di  rose),  è  ben  lontana 
dal  raggiungere  il  merito  e  la  larghezza  teorica  de'  nostri 
trattati. 


CENNI    STORICI  97 

Gli  storici  Francesi  esclusivisti  come  sono,  e  teneri 
sempre  delle  cose  proprie,  esaltano  grandemente  i  me- 
riti dei  trattati  : 

di  Charles  Besnard  {Le  mais  tv  e  d'armes  liberal  eie, 

1653); 

di  Philibert  de  La  Touche  {Les  vrays  principes  de 

l'espée  s  etile,    1670); 

di  Perche  du  Condray  {L'exercice  des  armes  ou  le 
maiiicment  du  fleuret,    1676)  e  principalmente: 

di  quello  di  Wernesson  de  Lyancourt  {Le  maistre 
d'armes  ou  exercice  de  l'espée  setdle  dans  sa  perfection, 
16SÓ); 

e  del  Labat  {L'art  en  fati  d'armes,  1696); 
loro  attribuiscono  un  gran  numero  di  nuovi  principii, 
di  nuovi  colpi,  di  nuovi  metodi,  meraviglie  teoriche  e 
meraviglie  pratiche.  Se  non  che  una  gran  parte,  anzi 
la  massima  parte  delle  loro  teorie,  dei  metodi  loro  si 
rinvengono,  almeno  in  embrione  se  non  già  sviluppati, 
nei  trattati  italiani  anteriori;  ed  essi,  i  Francesi,  di  pro- 
prio aggiungono  ben  poco,  ma  solo  abbelliscono,  per- 
fezionano quello  che  è  stato  dai  nostri  trovato.  Così 
opina  il  Marchionni;  e  gli  si  può  credere. 

11  signor  Mérignac  pare  non  veda  di  buon  occhio 
codesto  affluire  in  Francia  di  maestri  Italiani,  che  s'in- 
sediano con  tutto  comodo,  si  stringono  d' attorno  la 
nobiltà  francese,  l'addestrano  a  loro  modo,  imprimono 
alla  scherma  francese  un'  impulso  nuovo,  non  certo  na- 
zionale. S'arrabatta  in  mille  guise  per  attenuare  il  fatto, 
li  conta,  per  così  dire,  e  saluta  con  compiacenza  il 
giorno  in  cui  sorgono  buoni  maestri  Francesi.  Niente  di 
più  naturale;  farei  lo  stesso  io  pure,  se  i  Francesi  ve- 
nissero a  far  da  maestri  in  Italia. 

7 


98  PARTE    PRIMA 

Non  posso  però  accettare  le  osservazioni  che  egli 
aggiunge  quasi  a  commento  del  fatto:  «  Mais  les  Ita- 
liens  apporterent  en  France,  avec  leur  art,  leurs  moeurs  et 
leur  esprit  vindicatif.  Partout,  dans  les  grandes  cités  du 
royaume,  se  montraient,  cornine  a  Naples,  à  Gènes  et  à 
Florence,  les  bravi,  ces  sortes  d'assassins,  qui  faisaient 
mctier,  pour  de  l'argent  ou  quelques  faveurs  des  grands, 
de  tuer  ceux  qu'on  leur  designali.  »    (1.  e.  pag.  527). 

Ecco,  che  in  Italia  si  stesse  male  è  verità  innegabile;  la 
sicurezza  pubblica  con  un  governo  come  lo  Spagnuolo 
lasciava  molto,  anzi  tutto,  a  desiderare;  ma  si  persuada 
il  signor  Mérignac,  che  anche  in  Francia  non  faceva 
proprio  bisogno  che  ce  lo  portassero  gli  Italiani  il  male 
e  lo  spirito  vendicativo.  Ne  vuole  una  prova?  Badi  alle 
misure  repressive  contro  i  delitti,  e  ricordi  la  storia  del 
suo  paese  nel  periodo  delle  lotte  religiose,  della  guerra 
civile  da  Enrico  II  a  Luigi  XIV.  E  giacché  cita  gli  or- 
dini severi  del  Cardinal  de  Richelieu  «  contre  les  si- 
caires  et  les  spadassins  »  se  vi  porrà  mente,  pochi,  po- 
chissimi nomi  d' Italiani  vedrà  comparire  tra  i  facino- 
rosi. E  anche  fosse  vero  quello  che  egli  afferma,  si 
dovrà  attribuirlo  ai  maestri  di  scherma,  i  quali  tra  i 
loro  insegnamenti  mettono  in  primo  luogo  la  correttezza 
dei  costumi  cavallereschi? 

«  La  méthode  italienne  -  egli  poi  soggiunge  -  qui 
avait  pour  objet  de  perforer  adroitement  mi  adversaire, 
usant,  à  cet  effet,  de  toutes  les  ruses  possibles,  se  trouva 
peu  a  peu  modifiée  par  les  moeurs  et  le  caractere  fran- 
fais.  L'esprit  chevaleresque  plus  grand,  plus  loyal,  plus 
généreux,  devait  relever  ce  noble  exercice.  »  (1.  e.  p.  528). 

Codesto,  a  mio  avviso,  non  si  chiamerebbe  correre 
nel  giudicare,  ma  volare  ;  anche  a  costo  di  ribaltare  e  di 


CENNI    STORICI  99 

dire  spropositi  enormi.  Padroni  i  Francesi  di  lodarsi  e  di 
compiacersi  de' propri  meriti,   come  una  damigella  allo 

specchio  ;  ma  certi  riguardi cavallereschi  alla  verità, 

si  possono  osservare  anche  non  avendo  molta  modestia. 

Non  è  vero  che  la  scuola  italiana  tendesse  a  tra- 
passare l'avversario  «  usant  de  toutes  les  rzises  possi- 
bles  ;  »  basta  aprire  un  trattato  qualunque  de'  nostri, 
che  quasi  piuttosto  peccano  del  contrario.  E  non  è  meno 
falso  che  1'  arte  fosse  decaduta,  miseramente,  spietata- 
mente decaduta,  e  che  avesse  bisogno  di  una  pietosa 
mano  francese,  mano  leale,  generosa,  nobile,  chiusa  in 
un  guanto  morbido,  profumato,  per  rialzarsi  e  sorridere 
di  nuova  vita.  Per  carità  non  si  dica  neppur  per  ridere, 
che  proprio,  proprio  non  istà. 

Ma  che  cosa  ha  potuto  strappare  al  signor  Mérignac 
un  giudizio  così  poco  favorevole  ed  ingiusto  per  la  nostra 
scuola?  Se  bene  mi  appongo,  egli  allora  pensava  al 
periodo  infausto  della  frenesia  per  le  sfide  e  per  i  duelli, 
e  vedendosi  innanzi  scene  strazianti  e  la  nobiltà  corriva 
al  sangue,  alla  morte,  per  un  motivo  da  nulla,  ne  ha 
fatto  causa  la  scherma  italiana,  solo  perchè  allora  la 
scherma  italiana  predominava,  signoreggiava  in  Francia. 
E  non  si  ricorda  d'aver  letto  nelle  «  Lettres  patentes  des 
rois  données  enfaveur  de  l'art  enfait  d'armes  ecc.  »  (i  643) 
«  Combien  il  est  importane  que  les  maistres  soient,  non 
seidement  bien  experimentés  aux  faits  d'armes,  mais  en- 
core  qu'ils  soient  de  bonne  vie,  mceurs  et  conversations, 
et  de  la  religion  catholique,  apostolique  et  romaine?  » 
I  duelli  furono  certamente  causa  di  grande  incremento 
alla  scherma  in  Francia.  Siccome  erano  frequentissimi, 
e  tutti  si  battevano,  per  usare  una  frase  francese,  così 
sentivasi  da  tutti  il  bisogno  di  saper  tener  in  mano  la 


PARTE    PRIMA 


spada,  di  conoscer  le  regole  più  sicure,  i  colpi  più  van- 
taggiosi, sia  alla  difesa,  come  anche  all'  offesa.  Ma  se 
maestri  Italiani  prestavansi  ad  addestrare  chi  a  loro 
faceva  ricorso,  e  rivelavano  anche  mosse  e  colpi  se- 
creti, non  per  questo  approvavano  i  motivi  de' duelli, 
o  fomentavano  lo  spirito  vendicativo,  i  facili  impeti,  gli 
sdegni  inconsulti  e  boriosi  de' duellanti  :  erano  ben  lon- 
tani  dal  prostituire  l'arte  alle  bizze  degli  spadaccini. 

Ma  poiché  ci  è  offerto  il  destro,  diciamo  pure  qual- 
che cosa  del  duello  nel  suo  terzo  periodo  ;  periodo  lut- 
tuoso, ma  tanto  proficuo  alla  scherma;  periodo  in  cui  i 
duelli  prestarono  modo  all'  arte  della  scherma  di  sco- 
prire segreti  e  di  sviluppare  ricchezze  di  nuovi  metodi. 

— >>$$«<— 


Ancora  del  duello. 

Il  terzo  periodo  del  duello  è  dunque  quello  in  cui  è 
considerato  come  una  usurpazione  del  potere  sociale, 
un'offesa  alla  legittima  autorità,  un'infrazione  d'ordine; 
ed  è  combattuto  dalle  varie  legislazioni  e  condannato 
con  pene  di  prigionia,  di  confisca  e  anche  di  morte. 
Il  frutto  proibito  è  sempre  più  ricercato,  ed  il  duello, 
benché  condannato,  anzi  appunto  perchè  poteva  mani- 
festare indipendenza  dai  freni  legali,  andò  sempre  acqui- 
stando favore,  fu  reso  più  facile,  comunissimo.  E  sot- 
tratto alle  cerimonie  legali  e  all'influenza  di  qualunque 
potere,  si  trasformò,  si  creò  un  codice  proprio  di  norme, 
di  principii,  di  formalità  convenzionali. 

Ecco  le  differenze  sostanziali  tra  il  duello  nel  secondo 


CENNI    STORICI  IOI 

periodo  e  il  duello  nel  terzo,  che  in  parte  è  pure  quale 
si  pratica  oggigiorno  : 

i.°  E  abbreviato  il  termine  tra  la  sfida  ed  il  com- 
battimento. Da  prima  a  definire  chi  fosse  l'attore  e  chi 
il  reo  s'impiegavano  parecchi  anni  (Maffei,  Scienza  ca- 
valleresca, lib.  in,  e.  3)  e  per  la  elezione  del  campo  si 
concedevano  non  meno  di  sei  mesi  :  ora  bastano  quat- 
tro soli  giorni,  tre  per  designare  i  padrini  e  uno  per 
eseguire  il  duello. 

2.0  A  duelli  si  ricorre  anche  per  fatti  patenti,  e 
non  si  ricerca  la  mentita. 

3.0  Tutti  possono  sfidare  e  accettar  sfide,  siano 
pure  gente  di  toga  e  di  lettere  :  non  la  professione,  ma 
la  nascita  costituisce  un  impedimento  al  duello;  perchè 
un  gentiluomo,  e  molto  più  un  nobile,  non  accetterebbe 
sfide  da  persone  plebee. 

4.0  Non  essendoci  il  signor  del  campo,  non  e'  è 
sentenza,  e  il  vinto  non  resta  disonorato. 

Questi  i  nuovi  principii  che  regolarono  il  duello,  prin- 
cipii  che  non  furono  sempre  a  tutto  rigore  osservati,  ma 
che  si  modificarono  col  farsi  più  frequenti  e  più  comuni 
i  combattimenti  senza  formalità  ed  in  luoghi  appartati, 
che  allora  erano  detti  duelli  alla  macchia. 

In  questo  terzo  periodo  adunque  da  una  parte  gli 
ordinamenti  legislativi  si  succedono  con  pene  sempre 
più  gravi  ;  dall'altra  cresce  il  numero  de'duelli,  la  sma- 
nia, il  furore  di  battersi.  Senza  nominare  le  leggi  eccle- 
siastiche, dopo  le  disposizioni  del  Concilio  Tridentino, 
Sess.  xxv,  in  Francia  gli  Editti  contro  i  duelli  comin- 
ciano sotto  Carlo  IX  (1566)  e  si  moltiplicano  fino  al  1  791. 
Fra  gli  altri  un  editto  del  18  settembre  1634  punisce 
colla  forca  anche  gli  spettatori   Luigi  XIV  e  Luigi  XV 


PARTE    PRIMA 


salendo  al  trono,  giurarono  di  non  far  mai  grazia  ai 
duellanti. 

In  Inghilterra,  sotto  Elisabetta,  i  duellanti  erano  pu- 
niti col  carcere,  e  sotto  Cromwel  la  sfida  con  sei  mesi 
di  carcere,  l'uccisione  in  duello  colle  pene  determinate 
per  l'omicidio. 

A  Napoli  avvenne  delle  leggi  contro  il  duello,  quello 
che  già  delle  altre  gride  \  furono  cioè  numerosissime  ma 
senza  efficacia.  Due  sono  le  principali  ;  quella  del  viceré 
Pietro  di  Toledo  (2  gennaio  1540)  e  che  comminava  la 
morte  agli  stessi  padrini  5  e  quella  del  conte  Monterry 
(6  dicembre  163 1)  che  riduceva  quella  pena  alla  rele- 
gazione ;  perchè  la  troppa  severità  ne  aveva  reso  im- 
possibile 1'  applicazione. 

Anche  in  Piemonte  l'editto  del  1643  puniva  l'omi- 
cidio  in   duello   colla   confisca  dei  beni   e   colla   morte. 

Eppure  con  tanta  mole  di  leggi  e  rigore  di  pene,  i 
duelli,  principalmente  in  Francia,  aumentarono  sempre, 
moltiplicando  le  vittime.  E  poteva  temere  le  pene,  chi 
già  per  non  sembrare  vile  accettava  la  sfida  e  affron- 
tava la  morte  ? 

Una  piccolissima  offesa,  un'affronto  leggiero,  talvolta 
una  parola,  uno  sguardo,  spingeva  i  gentiluomini  a 
battersi.  Non  v'  era  nobile  che  non  contasse  qualche 
duello.  Di  giorno  e  di  notte,  nelle  città  e  nelle  campa- 
gne, nelle  sale  dei  castelli  e  in  luoghi  solitari,  con  sfida 
preventiva  e  anche  subitamente,  si  traevano  le  spade, 
s'incrociavano  e  uno  dei  due  era  lasciato  morto.  I  paggi 
si  battevan  nei  giardini  stessi  del  Real  palazzo,  e  per- 
sino nelle  anticamere  (Cauchy  de  duelj.  Pierre  de  l'Étoile 
narra  che  in  18  anni,  dal  1590  al  160S,  più  di  8,ooo 
gentiluomini  perirono  in  duello,  assai  più  che  non  nelle 


CENNI    STORICI  103 

guerre  civili.  La  corrente  trascinava  talmente,  e  la  smania 
era  così  prepotente,  che  molti  si  battevano  senza  nessun 
motivo,  pel  solo  piacere  di  battersi. 

Celebre  a  questo  proposito  fu  il  duello  accaduto  il 
27  aprile  1578  fuori  della  porta  Saint-Honoré,  riferito 
dalle  cronache  contemporanee.  Il  giorno  innanzi,  per 
una  questione  avuta  al  Louvre,  si  erano  sfidati  Charles 
de  Balzac  d' Entragues  e  Iacques  de  Quélus,  favorito 
del  re;  scelti  quindi  i  padrini,  il  luogo,  1'  ora,  si  tro- 
varono secondo  il  convenuto,  e  vennero  alle  mani.  I 
padrini  del  Quélus  erano  Livarot  e  Maugiron;  quelli 
del  d' Entragues,  Ribérac  e  Schomberg,  tedesco.  Ora 
mentre  i  due  querelanti  si  battono  fieramente,  Ribérac 
si  vol^e  a  Maumron  e  dice: 

—  Sarebbe  forse  meglio  che  cercassimo  qualche 
modo  per  metter  pace  fra  questi  due,  invece  di  lasciare 
che  si  uccidano  l' un  l' altro. 

—  Ma  io  non  son  venuto  qui  per  infilar  rosari  — 
risponde  Maugiron   —   io  voglio  piuttosto  battermi. 

—  E  con  chi  ?  —  risponde  Ribérac  —  tu  non  e'  entri 
nella  loro  questione. 

—  Con  te. 

—  Con  me?  Ebbene,  raccomandiamoci  a  Dio. 

Tratte  quindi  le  spade,  si  scagliano  furiosi  l'uno  con- 
tro l'altro  e  dopo  pochi  minuti  di  lotta  accanita  cadono 
ambedue  mortalmente  feriti.  Vergognandosi  di  essere 
spettatori  inoperosi,  Schomberg  si  volge  a   Livarot   e: 

—  Costoro  si  battono  —  dice  —  che  dobbiamo 
fare  noi? 

—  Battiamoci  noi  pure  pel  nostro  onore  —  risponde 
Livarot. 

E  le  loro  lame  si  cercano,  si  incrociano  e  risuonano 


104  PARTE    PRIMA 

orribilmente.  Così  querelanti  e  padrini  tutti  si  battono  ; 
Schomberg  e  Maugiron  spirano  sul  luogo,  Ribérac  soc- 
combe il  giorno  dopo  e  Quélus  dopo  30  giorni  di  letto. 

Sotto  Luigi  XIII  la  smania  di  battersi  toccava  il  suo 
colmo,  ed  erano  duelli  strani,  feroci  e  anche  senza  ri- 
guardi cavallereschi. 

Ma  allora  appunto  Richelieu  dette  mano  a'suoi  prov- 
vedimenti efficaci,  che  se  non  tolsero,  diminuirono  assai 
il  numero  dei  duelli.  Modificando  le  leggi  già  promul- 
gate, prescrisse  una  gradazione  nelle  pene,   cioè  : 

per  la  sfida,  la  perdita  delle  cariche,  la  confisca 
de'  beni,  il  bando  per  tre  anni  ; 

per  duello  non  seguito  da  morte,  secondo  le  cir- 
costanze, o  la  perdita  dei  titoli  di  nobiltà,  o  l'infamia, 
o  la  pena  capitale; 

per  il  caso  che  alcuno  de'combattenti  soccombesse, 
la  pena  di  morte  e  la  confisca  totale. 

E  anche  per  i  padrini  le  pene  determinate  furono  più 
severe  e  disonoranti. 

Né  si  accontentò  già  solamente  di  pubblicare  editti,  che 
editti  se  n'erano  fatti  anche  troppi,  rimasti  perciò  sempre 
senza  forza;  ma  con  ferrea  volontà  ottenne  che  fossero 
osservati.  «  //  s'agit  -  diceva  a  Luigi  XIII  -  il  s'agit 
de  coiiper  la  gorge  aux  duels  ou  aux  édits  de  Votre  Ma- 
jesté.  »  E  rifiutate  le  lettere  di  grazia,  fece  eseguire  le 
più  terribili  condanne,  senza  por  mente  se  i  colpevoli 
fossero  della  prima  nobiltà  del  regno.  Così  lasciavano 
la  testa  sul  patibolo  Francesco  di  Montmorency,  conte 
di  Bouteville,  il  marchese  di  Beuvron  e  altri  moltissimi  ; 
ma  anche  il  duello  era  alquanto  represso.  «  Celle  sévéritc 
-  disse  il  presidente  Hénault  -  fil  plus  d'effel  sur  les 
esprit s  quc  tous  les  édits  qu'on  avait  rendus  a  ce  sujel.  » 


CENNI    STORICI  I05 

Poco  dopo,  Luigi  XIV7  creò  una  corte  d'onore  per 
decidere  pacificamente  le  personali  querele,  composta 
dei  Marescialli  di  Francia  con  a  capo  il  marchese  Fe- 
nelon,  primo  spadaccino  del  suo  tempo;  e  tutti  allora 
giuravano  di  non  mandare  né  accettare  sfide,  e  neppur 
di  assistere  a  duelli. 

Ben  presto  nuove  idee,  nuove  aspirazioni,  nuovi  bi- 
sogni e  nuovi  pericoli  distolsero  gli  animi  da  quelle 
lotte  inutilmente  sanguinose.  Benché  numerosi  ancora, 
i  duelli  si  fecero  di  giorno  in  giorno  più  rari,  né  su- 
scitati da  motivi  leggieri  e  futili  come  per  l' addietro. 
La  nobiltà  stessa  apparve  meno  fiera,  meno  orgogliosa, 
benché  più  galante  e  anche  più  corrotta.  Alle  spade 
triangolari  che  cagionavano  spietate  ferite  e  certa  morte, 
furono  sostituite  quelle  che  si  usano  presentemente.  Al 
duello  per  galanteria,  per  pura  questione  d'onore,  si 
unì  bensì  il  duello  politico;  ma  anche  alla  spada  si  as- 
sociò la  pistola.  La  rivoluzione  infine  del  1789  distrusse 
le  vecchie  istituzioni,  con  stragi  e  guerre  sconvolse, 
rimutò  gli  antichi  ordinamenti  sociali  ;  ma  dopo  quelle 
terribili  convulsioni  la  società  moderna  usciva  a  nuovi 
destini. 

Anche  il  duello  entrò  in  una  nuova  fase;  sussiste 
ancora,  benché  la  moderna  civiltà  penda  dubbiosa  se 
debba  chiamare  viltà  il  rifiutare  la  sfida,  o  assassinio 
1'  accettarla;  ma  è  usato  come  un  rimedio,  come  una 
anomalìa,  che  ha  il  suo  bene  ed  il  suo  male,  e  che  allo 
stato  presente  delle  cose  non  si  può  ancora  sradicare. 
La  scherma  però  ne  attenua  le  conseguenze;  lo  ha  cir- 
condato di  salvaguardie,  di  regole  fisse,  convenzionali, 
civili.  Essa  non  vuole  che  ci  si  batta  per  motivi  fri- 
voli, per   gusto    di   battersi,    per   orgoglio   e   perversità 


IOÓ  PARTE    PRIMA 

d' animo  ;    ma    vuole    scritta    sulla   lama   delle   spade   il 
motto  : 

Ne  me  tire  pas  sans  raison 

Ne  me  rentre  pas  sans  honneur! 

Ed  io  son  d' avviso  che  se  i  maestri  di  scherma,  se 
le  sale  d'  armi  così  numerose  e  frequentate  dal  fiore 
della  cittadinanza,  si  uniranno  in  un  programma  d' or- 
dine, tendente  o  ad  abolirlo,  o  a  restringerlo  a  casi 
eccezionali,  ci  riesciranno  molto  meglio  delle  leggi  stesse 
dei  poteri  costituiti. 

Né  si  dica  che  la  scherma  ci  verrebbe  a  scapitare, 
e  a  perdere  della  sua  importanza. 

Così  com'è  presentemente  ordinata,  essa  può  arrecare 
alla  società  ben  altri  e  più  considerevoli  beneficii  che 
non  quello  solo  di  servir  come  propedeutica  al  duello. 
Anzi,  se  si  togliesse  interamente  il  duello,  essa  ci  gua- 
dagnerebbe-, perchè  e  quelli  che  già  la  coltivano,  cono- 
scendone per  pratica  i  vantaggi  igienici,  morali  e  anche 
intellettuali,  continuerebbero  negli  esercizi  incominciati, 
e  quelli  che  l'avversano  pel  solo  motivo  che  le  loro  con- 
vinzioni sono  contrarie  al  duello,  tolto  questo  spaurac- 
chio, ammetterebbero  fra  le  loro  occupazioni  più  care, 
quella  pure  di  un  po'  di  scherma. 

Ritornando  ai  duelli  del  passato  secolo,  ebbero  bensì 
anch'essi  norme  e  regole  cavalleresche,  ma  erano  dettate 
da  principii  e  sentimenti  affatto  estranei  alla  scherma. 
E  quindi  un'ingiustizia  incolpare  la  scherma  ed  i  mae- 
stri d'arme  sia  dell'eccessivo  uso  del  duello,  sia  della 
crudeltà  e  spietatezza  con  cui  era  praticato. 

Come  però  facilmente  si  può  capire,  l' arte  della 
scherma  in  quel  tempo  doveva  necessariamente  progre- 
dire, e  più  che  altrove  in  Francia,  ove  le  occasioni  ad 


CENNI    STORTCI  I07 

esercizi  erano  più  frequenti.  E  questo  fatto  è  pure  con- 
fermato dal  numero  dei  trattati  di  scherma,  che  dalla 
metà  del  secolo  XVII  sino  al  secolo  nostro  colà  videro 
la  luce;  trattati  eccellenti,  con  metodi  corretti,  ricchi  di 
giuochi  e  abbelliti  anche  di  grazia  tutta  nuova. 

E  il  periodo  più  glorioso  per  la  scherma  francese, 
ed  è  bene  che  ci  fermiamo  a  parlarne. 

/  trattati  dei  secoli  XVIII  e  XIX 
e  le  scuole  moderne. 

Considerando  appunto  il  numero  e  1'  eccellenza  dei 
loro  trattati,  usciti  nei  secoli  XVIII  e  XIX,  i  Francesi 
si  gonfiano  di  compiacenza  e  asseriscono  con  gran  si- 
cumera e  colla  più  sincera  convinzione,  di  aver  superati 
gli  Italiani  e  di  essersi  posti  alla  testa  del  mondo.  Ecco 
quali  parole  usa  il  Mérignac  (voi.  n,  pag.  537)'  «  A 
partir  de  la  seconde  moitié  du  XV IP  siede  (un  po'troppo 
presto,  a  dir  vero),  la  Frutice  se  met  a  le  tele  de  l'Eu- 
rope pour  la  science  des  armes  et  y  conserve  cette  place 
jusqa  nos  jours;  f  Italie,  qui  nous  avait  devancés  pendant 
sì  longtemps,   mure  he  des  lors  à  no  tre  suite.  » 

Lo  dice  il  signor  Mérignac,  lo  dicono  naturalmente 
i  francesi  e  noi  per  cortesia  li  lasciamo  dire;  perchè  le 
parole  sono  parole  e  i  fatti  sono  fatti. 

È  vero  bensì  che  in  Francia  i  migliori  trattati  sono 
appunto  di  quel  tempo,  laddove  in  Italia  ed  anche  in 
Ispagna  non  furono  né  molti,  né  importanti;  ma  non 
ne  viene  da  questo  tutta  la  conseguenza  che  ne  de- 
ducono i  Francesi. 


108  PARTE    PRIMA 

Causa  le  pessime  condizioni  politiche,  che  avevano 
resa  l' Italia  nostra  «  la  terra  dei  morti  »  non  si  potè 
continuare  la  tradizione  gloriosa  dei  secoli  precedenti; 
ma  anche  per  la  scherma  possiamo  usare  la  frase  del 
Giusti,  che  «  assai  eravam  campati ,-  eravam  grandi  e 
là  non  eran  nati.  »  E  con  buona  venia  dei  nostri  vicini 
d'oltr'Alpe,  parmi  che  il  primato  se  lo  arroghino  loro  da 
sé,  con  giudizio  poco  modesto,  ed  anche  un  pochino  falso. 

Se  si  studiano  e  si  esaminano  i  loro  trattati  non  si 
può  non  riconoscervi  eccellenti  teorie,  molte  novità, 
progressi  veri;  e,  quello  che  forma  la  maggiore  lode 
degli  scrittori  francesi,  le  loro  idee  vi  sono  esposte  con 
molta  vivacità,  evidenza,  spigliatezza.  L'arte  della  scherma 
diviene  più  bella,  più  piacevole,  vestita  tanto  leggiadra- 
mente a  bei  colori,  come  sanno  essi  presentarla.  E  il 
loro  sistema  non  solo  si  completa  e  si  perfeziona;  ma 
sempre  più  si  viene  ornando  di  convenzioni  gentili,  di 
forme  nobili  e  graziose,  tutte  proprie  e  corrispondenti 
al  carattere  di  quella  nazione;  prende  quindi  una  fiso- 
nomia  spiccata  e  tutta  francese 

Ma  dall'  essersi  fatta  più  gentile  e  garbata,  all'  aver 
acquistato  il  primato  sulle  altre  scuole  e  anche  sull'ita- 
liana, mi  pare  che  ci  corra  non  poco.  Il  crederlo,  sarebbe 
voler  giudicar  1'  uomo  dal  vestito,  e  conchiudere  che 
chi  meglio  veste  dev'  essere  perciò  anche  più  galan- 
tuomo. Si  confonde  spesso  lo  scrittore  collo  schermi- 
sta,  la  vivacità  dello  stile  e  delle  imagini  colla  bontà 
delle  teorie;   una  cosa,  come  ognuno  sa,  ben   diversa. 

E  giacché  mi  ci  trovo,  voglio  dir  tutta  intera  la  ve- 
rità quale  la  sento,  sui  trattati  francesi.  Parmi  adunque 
che  in  essi  i  nostri  vicini  dimostrino  chiaramente  che 
non    si    diano    molta   cura   di    studiare   le    cose    nostre, 


CENNI    STORICI  109 


prima  di  dar  giudizio  di  esse  ;  e  che  ci  giudichino  senza 
prima  averci  conosciuto.  Da  ciò  nasce  che  spesso  e  vo- 
lentieri tacciono  de' nostri  maestri  e  dei  nostri  trattati, 
e  che  quando  ne  parlano,  fanno  una  confusione  di  nomi 
e  di  cose,  scaraventano  spropositi  da  can  barboni  e  per 
ignoranza  ci  negano  ogni  merito  e  dicono  scoperto  da 
loro  e  interamente  nuovo,  quello  che  è  nostro,  ed  è  già 
vecchio  e  rancido  fra  noi.  La  scherma  francese  è  perciò 
un'edera  riqwliosa  bensì  e  lussureggiante  di  foglie:  ma 
parassita  e  vegetata  a  spese  di  una  grossa  querce:  la 
querce  sarebbe  la  scherma  italiana. 

Non  voglio  con  questo  negare  i  meriti  della  scuola 
francese  ;  li  riconosco  ed  apprezzo  grandemente  -,  ma 
giustizia  e  carità  di  patria  non  mi  permettono  d' accet- 
tare in  silenzio  il  giudizio  di  preminenza  e  superiorità 
che  si  ascrivono  i  francesi,  tutto  a  danno  nostro  e  non 
secondo  verità.  Hanno  meriti,  ma  molti  più  se  ne  at- 
tribuiscono, che  se  meglio  conoscessero  i  nostri  trattati, 
non  si  agognerebbero. 

Ciò  che  veramente  tolse  favore  a'  maestri  Italiani,  e 
impedì  che  accorressero  in  Francia  e  mostrassero  la 
loro  superiorità,  quello  insomma  che  maggiormente  dan- 
neggiò la  scuola  italiana  ospite  in  Francia,  fu  il  disten- 
dersi, il  fiorire  delle  Accademie  d'armi,  e  i  nuovi  rego- 
lamenti che  restrinsero  la  facoltà  d'insegnare  la  scherma. 

Già  sotto  Carlo  IX  i  maestri  d' arme  s' erano  colà 
stretti  in  corporazione,  col  titolo  di  «  Académie  d'armes  » 
o  «  Maìtres  en  fait  d'armes  de  V Académie  du  roi;  »  (la 
prima  società  che  prendesse  il  titolo  di  Accademia);  ma 
i  suoi  privilegi,  benché  confermati  dai  re  Enrico  IV  e 
Luigi  XIII,  furono  pochi  e  di  poco  momento. 

Il  maggior  favore  e  la  protezione  più  efficace  le  venne 


PARTE    PRIMA 


da  Luigi  XIV.  Questo  re  pel  primo,  si  prese  a  maestro 
d'armi  un  francese,  il  cavaliere  di  Saint-Ange,  laddove 
per  l'addietro  l'istruzione  dei  principi  reali  solevasi  affi- 
dare a  maestri  Italiani  di  maggior  grido.  Approvò  poi 
gli  statuti  e  i  regolamenti  dell'  «  Académie  cCarmes;  » 
ne  accrebbe  i  privilegi  ;  determinò  il  numero  de'  maestri 
sino  a  20  ;  ai  quali  dopo  20  anni  d'esercizio  rilasciava 
lettere  di  nobiltà  ;  le  concesse  la  facoltà  di  creare  mae- 
stri, e  la  decorò  persino  di  un'  insegna  sua  propria.  E 
anche  nell'esercito,  ove,  sotto  Luigi  XIII,  seguivasi  an- 
cora il  metodo  del  famoso  Fabiani,  chiamato  in  Francia 
da  Maria  de' Medici,  volle  che  maestri  Francesi  insegnas- 
sero i  metodi  praticati  nell'«  Académie.  » 

In  progresso  di  tempo,  sorte  altre  Accademie  in  ogni 
parte  della  Francia,  fu  proibito,  senza  speciale  diploma, 
di  aprir  sale  d' armi  ed  insegnare  esercizi.  Un  decreto 
del  18  dicembre  1759  proibisce  a  «  toutes  personnes 
de  quelque  gitali  té  et  condition  quelles  soient,  autres  que 
les  maistres  en  fait  d'armes,  d'expérience  et  chef— d'oeuvre, 
de  s'ingérer  d'enseigner  l'exercice  et  maniement  des  ar- 
mes,  de  tenir  attenne  assemblée  a  cet  effet,  soit  en  par- 
ticitlier,  soit  en  public,  en  chambres,  salles,  cottrs,  jardins, 
colléges,  enclos  et  autres  lieitx  dans  la  ville  et  faubourgs 
de  Paris,  a  peine  de  trois  cents  livres  d'amende,  confisca- 
tiou  des  fieitrets,  plastrons  et  atttres  ittensiles  dudit  art, 
et  mente  en  cas  de  recidive,  d ' emprisonnement.  » 

Gli  Italiani  adunque  che  prima  accorrevano  in  Fran- 
cia come  in  terra  di  lauto  guadagno  e  di  sicuri  trionfi, 
si  trovarono  chiusa  a  questo  modo  la  splendida  via.  Il 
lustro  poi  che  ben  presto  acquistarono  le  accademie,  i 
nuovi  trattati  che  si  scrissero,  sempre  più  esaltarono  gli 
animi  de'  Francesi,  e  li  indussero  a  credersi  superiori  a 


CENNI    STORICI  III 

tutti,  molto  più  che  le  condizioni  dell'  Italia  erano  sfavo- 
revolissime allo  sviluppo  progressivo  della  nostra  scher- 
ma. Ma  come  sempre  tanto  presumettero  da  non  curarsi 
affatto  degli  altri,  da  non  badare  se  in  Italia  si  scrivesse 
e  si  fosse  scritto:  la  grande  nazione  ci  credeva  immobili 
e  cadaveri.   E  fu  grave  errore. 

La  cosa  appare  evidente  dall'esame  dei  loro  trattati. 

Dall'opera  del  Labat  passano  non  pochi  anni,  prima 
che  si  abbia  un  nuovo  trattato  d' importanza,  poiché 
solo  nel  1736  compariva  il  «  Nouveau  traile  de  la  per- 
fection  sur  le  fati  des  armes  »  del  Girard.  In  esso  la 
scherma  francese  riceve  bensì  grande  impulso  e  largo 
sviluppo;  ma  molti  giuochi  che  egli  annunzia  come 
nuovi,  si  rinvengono  già  esposti  in  altri  trattati  nostri. 
Persino  quando  descrive  le  molte  e  differenti  guardie 
allora  in  uso,  riproducendo  la  guardia  Italiana  e  la  Spa- 
gnuola  si  distacca  dal  vero,  e  mostra  di  ignorare  i 
trattati  che  di  fresco  erano  usciti  in  Italia.  E  la  guardia 
che  egli  stima  migliore,  praticata  da  migliori  spadac- 
cini, si  può  vedere  già  usata  in  Italia  prima  e  riferita 
in  moltissimi  trattati. 

Errori  ancora  più  grossolani  e  massicci  rinvengonsi 
in  altre  opere  di  quel  tempo  e  principalmente  in  quella 
del  Danet,  L'Art  des  armes  (1766),  benché  sia  opera 
che  faccia  molto  onore  alla  scherma  francese.  Ecco  la 
genesi  di  quelli  errori 

Prima  di  lui,  il  nostro  D'Angelo  di  Livorno  aveva  pub- 
blicato il  suo  trattato,  conformandosi  alla  scuola  Fran- 
cese ed  accarezzandone  l'amor  proprio  sino  a  chiamare  i 
Francesi  :  «  les  premier s  maìtres  du  monde  pour  la  bonne 
gràce  et  l'habilité.  »  In  esso  il  D'Angelo  posto  il  prin- 
cipio che  la  parte  principale  della  scherma  consiste  nelle 


PARTE    PRIMA 


parate,  volge  ad  esse  il  suo  studio,  e  pel  primo  descrive 
una  parata  da  lui  detta  le  cave,  contro  il  colpo  di  fian- 
conata;  parata  dal  Marchionni  riconosciuta  per  la  ceduta 
di  quinta;  dà  quindi  utilissimi  ammaestramenti  basati 
sulla  sua  lunga  esperienza  che  l'aveva  reso  il  migliore 
tiratore  del  suo  tempo,  ed  è  persino  1'  inventore  del 
piastrone  Le  Mur,  o  esercizi  fatti  colla  scorta  del  maestro. 

Due  anni  dopo  del  D'Angelo,  nel  1765,  aveva  scritto 
Daniel  O'Sullivan,  che  nella  sua  Escrime pratique  parlò 
pel  primo  della  parata  di  mezzo-contro. 

Sembra  adunque  che  il  Danet,  abbia  voluto,  espo- 
nendo il  suo  trattato,  battere  in  breccia  sia  alcuni  prin- 
cipii  del  D'Angelo  e  del  Sullivan,  sia  anche  gran  parte 
del  metodo  seguito  dai  maestri  dell'  «  Académie.  »  Ne 
sorse  una  polemica  vivissima  e  una  lotta  acerba,  che 
però  fu  di  grande  vantaggio  a  tutto  lo  svolgimento  teo- 
rico della  scherma. 

Contro   il   Sullivan   ecco   come   si   esprime  il  Danet: 

«  Jamais  les  armes  noni  admis  de  demicontre,  il  n'y 
a  pas  trois  Académies  dans  Paris  où  le  maitre  dise  a 
sou  élève,  parez-moi  de  demicontre  ;  si  l'ou  vouloit  par- 
lager  les  parades  et  les  òottes,  et  admettre  de  demi-situa- 
tions  ou  positions  a  cJiaque  partie  d'exécution,  le  maitre 
et  l 'élève  ne  se  reconnaitraint  plus  dans  la  pratique  et 
l'enseignement. 

A  sostenere  le  ragioni  del  Sullivan  e  il  sistema  del- 
l'* Académie  »  scrisse,  fra  altri,  La  Boéssière  (pére),  che 
nelle  sue:  Observations  sur  le  traile  de  l'art  de  /aire 
des  armes  de  M.  Danet,  acerbamente  combattè  le  teorie 
del  Danet,  il  quale  fu  anche  obbligato  a  dimettersi  dalla 
carica,  da  lui  occupata  con  onore  per  molti  anni,  di 
Presidente  dell'Accademia  stessa. 


CENNI    STORICI 


"3 


Non  ostante  però  tali  critiche,  il  Danet  fu  per  la 
scherma  francese  del  secolo  XVIII  quello  che  era  stato 
il  Liancourt  per  il  secolo  XVII,  un  innovatore  audace 
e  valentissimo,  e  il  primo  che  faccia  parola  della  punta 
volante. 

Ora  tanto  il  Danet,  quanto  La  Boessière  e  gli  altri, 
sia  perchè  nell'ardore  della  questione  poco  badassero 
ad  appurare  le  cose,  sia  che  non  giudicassero  meritevoli 
di  studio  i  trattati  anteriori,  principalmente  nostri,  se  ne 
mostrarono  ignorantissimi  e  caddero  in  errori  inscusa- 
bili. Essi  chiamano  nuovi  colpi  e  movimenti  che  già  si 
rinvengono  nei  trattati  dell'Agrippa,  del  dall'Agocchie, 
del  Giganti.  Il  Danet  poi  oppugnando  alcuni  difetti  della 
scuola  italiana  per  gì'  inquarti  e  le  intagliate,  riproduce 
le  teorie  nostre  con  molta  inesattezza,  e  citando,  cita 
spesso  a  sproposito.  Basti  il  dire  che  a  pag.  144  del  tomo  1, 
dopo  aver  affermato  che  il  Saint-Didier  è  il  fondatore 
della  scherma  in  Francia,  soggiunge  che  «  gli  stessi 
principii  del  Saint— Didier  erano  insegnati  in  Italia  nel 
1570  da  Giacomo  Grassi,  modenese.  »  E  noi  invece  sap- 
piamo che  il  Grassi  pubblicò  il  suo  trattato  tre  anni 
prima  del  maestro  francese  ;  sembra  quindi  che  piuttosto 
chi  vien  dopo  copii  da  chi  ha  scritto  prima. 

Né  si  finirebbe  così  presto  se  si  volessero  notare  tutte 
le  corbellerie  che  furono  dette  da  lui  e  dagli  altri  autori 
francesi.  Così  quando  nel  1818,  La  Boessière,  figlio  del- 
l' antagonista  del  Danet,  rendeva  di  pubblica  ragione  il 
suo  trattato  (Traile  de  l'art  des  armes),  già  nell'  introdu- 
zione lamentavasi  che  pochi  fossero  i  libri  elementari  che 
trattassero  di  scherma,  e  più  degni  di  dimenticanza  che 
non  di  studio-,  e  aggiungeva:  «  È  dunque  una  materia 
nuova  questa  che  ora  si  imprende   a  descrivere,  ecc.    » 


114  PARTE    PRIMA 

Ma,  e  tutta  quella  pleiade  di  ottimi  scrittori  che  tanto 
avevano  fatto  progredire  lo  svolgimento  teorico  della 
scherma  dal  Marozzo  al  Danet,  al  Grisetti  e  Rossaroll  ? 
Possibile  che  tanto  poco  meritassero  dell'  arte,  sicché 
questa  si  avesse  nel  1 8 1 8  a  chiamare  nuova,  o  quasi 
nuova? 

Il  trattato  del  Boèssière,  espositore  delle  teorie  del 
padre,  è  senza  dubbio  uno  dei  migliori  che  si  siano 
scritti  in  questo  secolo-,  a  lui  ed  al  padre,  da  cui  si  ebbe 
anche  l' introduzione  della  maschera  in  filo  di  ferro,  la 
scherma  deve  moltissimo  ;  ma  un  po'  di  giustizia,  un 
po'  di  pudore  per  la  verità,  e  un  po'  di  rispetto  per  la 
gloria   altrui! 

Il  Mérignac,  a  pag.  573,  dice  che  «  A  l'epoque  rie  La 
Boessiere,  les  peuples,  nos  voisins,  avaient  compri 's  l'utili  té 
des  établissements  rélatifs  a  l'escrime  >  e  riporta  le  parole 
del  medesimo  Boèssière:  «  La  Cour  de  Londres,  a  jait 
venir  a  grands  frais  des  maìtres  d'armes  frangais  qiii 
iiennent  école publique.  L' Alien  lagne,  la  Pologne,  la  Rus- 
sie, l' Espagne,  la  Sardaigne,  ont  imiti  cet  exemple.  » 

Se  si  eccettui  l' Inghilterra,  nazione  sovra  ogni  altra 
ospitale,  che  concede  senza  distinzione  e  preferenza  il 
suo  favore  al  vero  merito,  e  ove  sempre  raccolsero 
grandi  premi  i  nostri  maestri,  io  credo  che  nelle  altre 
parti  d' Europa  abbia  procurata  la  preminenza  nella 
scherma  alla  Francia,  non  la  superiorità  teorica,  ma 
l'egemonia  acquistata  allora  colle  armi,  l'influenza  eser- 
citata da  lei  sulle  nuove  istituzioni,  e  1'  obbligo  di  adot- 
tare  i   sistemi  francesi  imposto   dal   Dittatore  francese. 

L' Italia,  in  quel  tempo,  era  umile  ancella,  accolse  la 
nuova  veste  dei  padroni  d'oltr'Alpe  ;  ma  neppur  allora 
dimenticò   di  esser  stata  grande   anche   nella   scherma. 


CENNI    STORICI  115 

Ai  trattati  che  abbiamo  accennato,  usciti  in  Francia 
nel  secolo  XVIII,  e  a  cui  si  devono  unire  quelli  del 
Bertrand  (1801),  del  Chatelain  (181 8),  del  Lhomandie 
(1821),  del  Lafaugère  (1820),  del  Muller  (1828)  e  del 
De-Bast  (1S36)  e  di  altri,  oppose  anch'essa  i  suoi,  pochi 
di  numero,  ma  non  inferiori  per  bontà  di  principii,  ai 
francesi. 

Così  nel  secolo  XVIII  per  nominare  i  principali  so- 
lamente e  senza  fermarmi  a  darne  giudizio,  scrissero 
Giuseppe  d'Alessandro  di  Napoli  (171  1),  Alessandro 
Di  Marco  (1758),  Guido  Antonio  Mangano  di  Pavia 
(1781),  Michele,  Micheli  di  Firenze  (1798). 

E  nel  secolo  nostro:  Paolo  Bertelli  (1800),  Rossaroll 
e  Grisetti,  amici  ed  ufficiali  della  grande  armata,  fon- 
datori della  moderna  scuola  napoletana  (1803),  Blasco 
Florio,  Catanese  (1 825-1 844),  Michele  Gambogi  (1837), 
Bartolomeo  Bertolini  (1842),  Alberto  Marchionni;  il  quale 
ultimo  colla  sua  opera:  Trattato  dì  scherma  sopra  il 
nuovo  sistema  di  giuoco  misto  Italiano  e  Francese  può 
gareggiare  con  vantaggio  coi  migliori  di  Francia. 

Forse  a  taluni  potrà  sembrare  grave  mancanza  il 
passare  solo  in  rassegna  questi  nostri  trattati,  senza 
mostrarne  i  pregi  che  racchiudono,  e  i  vantaggi  che 
ciascuno  arrecò  allo  sviluppo  della  scherma.  Ma  già 
troppo  esteso  è  il  lavoro  storico  che  ho  sin  qui  con- 
dotto, e  troppo  sono  noti,  almeno  i  principali,  perchè 
io  abbia  a  trattenermi  in  un'  analisi,  anche  breve,  di 
essi:  occorrerà  poi  di  parlarne  più  innanzi  quando  dovrò 
esporre  le  condizioni  presenti  della  nostra  scherma  in 
Italia. 

E  qui  solo  ho  inteso  dimostrare  come  l'Italia  non 
fu  seconda  a  nessuna  nazione  nello  svolgimento  teorico 


I  I  6  PARTE    PRIMA 

della  scherma  e  che,  se  le  condizioni  politiche  non  fos- 
sero state  tanto  infauste,  avrebbe  meglio  e  con  più 
splendore  affermata  e  sostenuta  la  sua  superiorità. 

Nò  si  deve  passar  sotto  silenzio  che  la  bontà  ed 
eccellenza  della  nostra  scuola  fu  anche  frequentemente 
proclamata  in  gare  parziali;  poiché  ogni  qual  volta  si 
trovarono  di  fronte  le  migliori  lame  dei  due  paesi,  la 
vittoria  arrise  di  preferenza  a-  noi.  Gli  esempi  sono 
numerosi-,  ma  io  ne  citerò  solo  alcuni,  togliendoli  dal 
Marchionni. 

Quando  Murat  era  re  di  Napoli,  moltissimi  maestri 
e  dilettanti  francesi  si  trovavano  nel  suo  esercito,  e 
spesso  ebbero  occasione  di  misurarsi  con  maestri  e  di- 
lettanti napoletani;  or  bene,  dice  il  Marchionni,  furono 
essi  sempre  battuti  dai  nostri. 

Essendo  viceré  d' Italia  Eugenio  Beauharnay,  fu  man- 
dato di  Francia  a  Milano  il  maestro  La  Motte  perchè 
insegnasse  al  Collegio  militare.  Ma  in  Milano  eranvi 
già  due  maestri  di  molto  grido,  Giuseppe  Bianchi  e 
Antonio  Gaggiani,  e  il  preferir  loro  uno  straniero  parve 
a  molti  signori  e  dilettanti  di  Milano  un'  ingiustizia  ed 
un'offesa.  Se  ne  lamentarono  quindi  allo  stesso  viceré 
il  quale  permise  una  pubblica  gara,  determinando  che 
il  vincitore  sarebbe  anche  eletto  all'  insegnamento  nel 
Collegio.  La  gara  ebbe  luogo  alla  presenza  del  viceré, 
del  suo  stato  maggiore  e  della  prima  nobiltà  francese, 
e  in  essa  il  Bianchi  che  si  battè  con  La  Motte,  riportò 
uno  splendido  trionfo.  E  la  cortesia  non  fu  minore  del 
suo  merito  schermistico,  poiché  generosamente  cedette 
al  La  Motte  il  posto  che  aveva  meritato  colla  vittoria  e 
si  portò  invece  a  Pavia  ov'era  premurosamente  chiamato. 

Anche  il  Saint-Georges,  allievo  famoso  del  La  Boès- 


CENNI    STORICI  117 

sière  padre,  che  i  Francesi  chiamavano  l' uomo  più 
straordinario  che  si  fosse  mai  veduto  nella  scherma, 
in  un'Accademia  di  scherma  a  Parigi  tirò  con  un  mae- 
stro italiano,  il  celebre  Giuseppe  Gianfaldoni  di  Livorno, 
che  allora  faceva  ritorno  dall'Inghilterra  in  Italia.  E  in 
essa  fu  primo  colpito  il  Saint-George,  poi  il  Gianfal- 
doni e  in  un  ultimo  assalto  ancora  il  Saint-George,  ri- 
manendo così  la  palma  al  maestro  italiano.  (Marchionni, 

Pag-   85)- 

E  senza  molto  dilungarmi  a  ricordare  fatti  antichi 
e  sempre  a  conferma  che  i  Francesi  sono  troppo  cor- 
rivi ad  attribuirsi  superiorità,  lo  stesso  Louis  Mérignac, 
conosciuto  col  nome  di  Mérignac  Ainé,  per  distinguerlo 
dal  fratello  Emile,  autore  dell'  Histoire  de  l'escrime,  e 
che  i  Francesi  chiamano  «  le  premier  tireur  du  monde  » 
non  fu  egli  brillantemente  battuto,  non  è  molto  a  Pa- 
rigi, dal  mio  amico  Salvatore  Pecoraro? 

Per  quanto  però  possano  solleticare  il  nostro  amor 
proprio  codesti  trionfi  individuali,  io  sono  ben  lungi  dal 
dedurne  una  prova  assoluta  a  crederci  superiori;  e  dico 
che,  siccome  i  confronti  sono  sempre  odiosi,  così  il  pro- 
nunziare un  giudizio  di  preminenza  fra  le  due  scuole 
Italiana  e  Francese,  sia  molto  difficile.  «  Per  stabilire 
un  fatto  simile  -  osserva  giustamente  il  Marchionni  — 
bisognerebbe  che  un  determinato  mimerò  di  maestri  e  di- 
lettanti Francesi,  con  altrettanti  maestri  e  dilettanti  Ita- 
liani venissero  al  paragone,  tirando  diverse  volte  insieme 
con  regole  prestabilite  sul  modo  di  tirare.  »  Questo  a 
mio  parere  sarebbe  il  mezzo  più  acconcio  per  un  giu- 
dizio con  qualche  fondamento  sulla  preminenza  della 
scherma  nelle  due  nazioni.  Ma  quando  ciò  potrà  avvenire? 

A  me  basta  dunque,  sia  dall'esame  dei  trattati  che 


I  I  8  PARTE    PRIMA 

si  sono  scritti,  sia  dai  risultati  ottenuti  nelle  gare  par- 
ziali, poter  dedurre  che  l' Italia  non  è  rimasta  addietro 
alla  Francia;  e  che  lo  sviluppo  che  in  questi  ultimi 
anni  vien  dato  alla  scherma  con  favore  universale,  le 
procurerà  un  posto  onoratissimo. 

Il  signor  Mérignac  stesso,  considerando  gli  studi  serii 
che  si  stanno  compiendo  fra  noi,  a  pag.  5S2,  scrive: 
«  Jamais  l 'escrime,  et  stirtout  V escrime  frangaise,  ne  fut 
plus  répandue,  plus  Jlorissante  et  plus  universellemenl 
goiìtée  ;  des  professeurs  frangais  l'enseignent  en  Angle- 
terre,  en  Belgique,  en  Russie,  en  Suede,  en  Allemagne  ;  des 
salles  d'armes  se  fondent  dans  les  capitales  du  Nouveau 
Monde,  pendant  que  chaque  jour  l 'escrime  italienne  et 
l'escrime  espagnole  se  perfectionnent,  se  régularisent  et 
marchent  sur  les  trace  s  de  la  Frane  e.  » 

Io  torrei,  assolutamente  torrei,  quel  farci  camminare 
sulle  loro  orme,  che  non  ci  sentiamo  di  seguirli  e  di 
esser  loro  inferiori.  Principalmente  dopo  che  la  nostra 
scuola  col  giuoco  misto,  in  cui  ha  tolto  il  meglio  della 
scuola  francese,  pur  conservando  ciò  che  prima  aveva 
di  proprio  e  veramente  tradizionale,  ha  fatto  così  mi- 
rabili progressi  ;  in  nessun  modo  ci  può  bastare  di  pro- 
cedere   «  sur  les  traces  de  la  Frane  e.  » 

Essi  stessi,  i  Francesi,  riconoscono  il  nostro  primato 
neir  uso  della  sciabola,  principalmente  dopo  che  alla 
scuola  dell'  esercito  col  sistema  Redaelli  lo  studio  di 
quell'arme  potè  conseguire  uno  straordinario  sviluppo, 
sino  a  gareggiare  per  bontà  di  metodi  collo  sviluppo 
della  spada.  Nella  spada  poi  a  cui  essi  di  preferenza 
si  applicano  e  per  cui  vantano  veri  meriti,  è  cosa  molto 
difficile  il  determinare  quale  delle  due  scuole  prevalga; 
e  certo  per  lungo  tempo  sarà  una  fatica  inutile  tentar 


CENNI    STORICI  I  19 

la  soluzione  del  problema  e  addurre  ragioni  prò  o 
contro.  Il  meglio  perciò  che  noi  Italiani  possiam  fare  si 
è  di  applicarci  con  animo  risoluto,  fiduciosi  e  concordi 
a  progredire  sempre  più,  come  finora  si  è  cercato,  e 
di  mostrarci  superiori  più  coi  fatti  che  non  colle  parole. 

Ma  qui  appunto  la  nostra  storia  ha  punti  neri. 

In  Francia,  questa  benedetta  concordia  di  animi  esiste 
ed  è  gran  pregio  di  quella  scuola.  Tutti  seguono  un 
sistema  solo,  e  lo  illustrano  coi  meriti  personali  e  con 
nuovi  perfezionamenti.  Le  differenze  sono  poche  e  non 
mai  sostanziali. 

Vi  fu  bensì  un  momento  in  cui  la  discordia  era  en- 
trata nel  loro  campo  ;  ma  fu  breve  prova  ;  tutto  ritornò 
in  pace,  e  concordemente  tennero  l' istessa  via.  Allora, 
intorno  al  1830,  come  nel  suo  elegante  scritto:  Un 
tournoì  au  XI Xe  siede,  dice  M.  Legouvé  :  «  Une  école 
nouvelle  rejetait  cornute  inutile  et  presque  comme  ridiente 
la  gràce  des  aptitudes  et  l'harmonie  des  mouvements.    » 

Ma  codesta  scuola  che  alla  grazia  dei  movimenti 
preferiva  i  colpi  di  tutta  forza  e  vigore,  ebbe  corta 
vita,  e  ben  presto  si  fé  ritorno  «  aux  traditions  de  la 
régularité  et  de  l'élégance.  »  Si  ottenne  cioè  di  pro- 
vare «  que  la  régularité  nest  un  obstacle  a  la  vitesse, 
qu'011  peut  ètre  a  la  pois  le  plus  gracieux  et  le  plus  ter- 
rible  des  tireurs.  »  Perciò  i  maestri  che  presentemente 
sono  in  maggior  fama:  Louis  Mérignac,  Vigeant,  Pré- 
vost,  Pellerin,  Rouleau,  Hottelet,  Ayat,  Cain,  Rue,  Cha- 
zalet,  i  tre  Ruzè,  Robert,  Frey,  Rouvière,  Hyacinthe,  ecc. 
insegnano  con  pochissime  differenze  gli  stessi  metodi  dei 
maestri  che  tennero  il  campo  prima  del  1830,  e  di 
quelli  più  vecchi  di  una  generazione.  E  sulle  medesime 
loro   orme,    colla  medesima  interpretazione  del  sistema 


120  PARTE    PRIMA 


si  avanzano,  si  rendono  valenti  i  numerosissimi  dilettanti 
delle  sale  d'armi  francesi  :  Antonio  d' Espeleta,  Saucède, 
Vivet,  André,  Chabrol,  De  Villeneuve,  Duran,  Laroze, 
De  Vaux,  Corthez,  D'Aldama,  Maillet,  Abellard,  Mar- 
land,  ecc.  ecc.,  che  sarebbe  lungo  il  riferire  solamente 
i  più  celebri. 

In  tanta  unione  di  concetti  e  di  sforzi,  la  scherma 
francese  progredisce  mirabilmente:  ha  potuto  determi- 
nare stabilmente  il  suo  sistema,  circondarlo  di  una  frase 
artistica  sua  propria,  elegante  ed  anche  efficace  ;  sicché 
noi  facilmente  la  riconosciamo  e  distinguiamo  appena 
un  tiratore  di  quella  nazione  armeggia  col  fioretto,  o 
si  batte  in  una  gara. 

Non  così  fra  noi,  in  Italia,  poiché  differenze  sostan- 
ziali ci  dividono  e  suddividono,  disperdendo  così  e  an- 
nullando gran  parte  delle  nostre  forze,  della  nostra  at- 
tività. E  ornai  la  scissione  è  così  profonda,  che  non  si 
può  dire  e  nominare  una  scuola  italiana;  ma  si  deve 
dire  le  scuole  italiane  e  distinguerle  col  nome  di  chi  è 
stato  fondatore  o  riformatore  d' alcuna  delle  molte  chie- 
suole e  sette. 

Siccome  poi  cresce  di  giorno  in  giorno  il  favore  per 
gli  esercizi  della  scherma,  e  sorgono  in  ogni  parte 
nuove  associazioni,  s' aprono  nuove  sale  d' armi,  ed  è 
divenuto  un  bisogno  della  moderna  società  il  saper 
maneo-giare  artisticamente  il  fioretto  o  la  sciabola,  così 
sempre  più  si  radicano,  si  diffondono  i  difetti  dei  molti 
sistemi,  sempre  più  si  dividono  gli  animi,  e  l' arte  ne 
ha  danni,  non  veri  vantaggi,  ed  è  ritardata  sulla  via 
del  perfezionamento. 

Ma  qual'  è  codesta  divisione,  codesta  scissura  nella 
scherma  italiana? 


CENNI    STORICI 


Sarà  bene  dedicarvi  un  capitolo  a  parte,  e  trattar 
la  questione  diffusamente  con  abbondanza  di  argomenti 
e  di  prove.  Forse  ciò  potrà  giovare  a  molti,  i  quali  non 
conoscendo  lo  stato  delle  cose,  senza  volerlo,  favori- 
scono i  sistemi  più  difettosi,  e  combattono  i  meglio 
progrediti. 

Prima  però  di  entrare  nel  doloroso  argomento,  dopo 
di  che  chiuderemo  anche  i  cenni  storici,  sarà  bene  aver 
presente  i  caratteri  speciali  delle  diverse  scuole  e  dei 
molti  metodi  che  si  discutono  il  primato. 

Due,  come  già  dissi,  sono  le  scuole  principali  :  l' ita- 
liana-spagnuola  e  la  francese,  poiché  le  altre  sono 
modificazioni  dell'una  o  dell'altra. 

I  popoli  invero  del  settentrione  più  che  alle  gare  ed 
agli  esercizi  della  scherma,  volsero  di  preferenza  l'animo 
a  studi  più  severi  e  speculativi;  perciò  non  ebbero  mai 
una  scuola  tradizionale  e  sistemi  proprii;  ma  accolsero 
sempre  i  principii  ora  di  maestri  Italiani,  ora  di  maestri 
Francesi.  In  Russia  ed  in  Germania  apparvero  bensì  a 
quando  a  quando  buoni  trattati  di  scherma,  come  per 
nominarne  uno  eccellente,  quello  del  Sieverbruch,  (1852) 
tradotto  anche  in  francese  nel  1860  col  titolo:  Manuel 
de  l' escrime;  ma  furono  sempre  isolati,  senza  precedenti 
e  senza  continuatori. 

Anche  nella  Spagna  la  scherma  non  potè  progredire 
quanto  in  Italia  ed  in  Francia,  benché  l'attitudine  alla 
scherma  sia  mirabile  negli  Spagnuoli;  e  ciò  forse  per- 
chè quel  popolo  si  dette  presto  ad  altri  giuochi  ginnici, 
e  provata  l' emozione  de'  combattimenti  coi  tori,  che 
chiamò  veri  duelli,  el  duelo,  non  potè  gustare  le  gare 
schermistiche,  più  razionali  e  meno  tumultuose. 

II  nome   però   che   noi    usiamo   di   scuola   Italo-Spa- 


PARTE    PRIMA 


gnuola  non  è  già  dato  per  significare  che  gli  identici 
principii  siano  seguiti  nelle  due  penisole,  poiché  princi- 
palmente in  questi  ultimi  tempi,  la  Spagna  accolse  di 
preferenza  teorie  e  costumanze  francesi  ;  ma  per  la  fog- 
gia dell'arma  che  è  tradizionale  ne' due  paesi  e  per  il 
principio  su  cui  basa  la  loro  guardia. 

La  scuola  adunque  Italo—Spagnuola  ha  l' arma  con 
impugnatura  a  coccia  e  vette  trasversale,  ricasso  che 
ferma  e  assicura  la  lama,  e  questa  quadrangolare  e 
piatta. 

Il  suo  studio  è  volto  a  rendere  il  giuoco  della  sala 
più  che  sia  possibile,  conforme  al  vero  combattimento, 
ispirandosi  a  tutte  le  eventualità  degli  assalti  senza 
maschera:  anche  l'arma  perciò  è  la  stessa,  sia  negli 
esercizi,  sia  sul  terreno  vero. 

La  sua  guardia  basa  sui  principii  della  meccanica 
animale,  e  con  fino  criterio  e  giusta  misura,  sa  usare 
forze  e  spazi  e  mantenere  tempi  e  precisione.  Impiega 
tutte  le  articolazioni  del  braccio  a  meglio  dirigere  l'arma 
e  accompagna  i  colpi  colla  parte  superiore  del  corpo. 
Infine  la  sua  frase  schermistica,  costruita  con  intelli- 
gente discernimento,  sa  unire  elegante  compostezza  a 
movimenti  vigorosi  e  spontanei. 

La  scuola  francese  usa  arma  differente  per  la  sala 
e  per  il  terreno;  l'arma  per  la  sala  è  più  leggiera,  con 
lama  quadra  equilaterale,  leggermente  curvata,  e  al- 
l'impugnatura riparata  con  semplici  anelli  (fleuret);  pel 
terreno  l' arma  è  alquanto  più  grave,  a  ferro  triango- 
lare, con  coccia  semplice,  senza  il  nostro  vette  trasver- 
sale (épée  de  combat). 

Muove  con  grande  elasticità  il  pugno  che  imbran- 
disce l' arma,  impiegando  nei  movimenti  anche  le  dita 


CENNI    STORICI  123 

della  mano  {doigter,  diteggiare).  Tende  a  colpire  sia  per 
le  linee  diagonali,  come  per  le  rette,  e  sempre  conserva 
il  corpo  elegante  e  molleggiarne  (souple)  non  accompa- 
gnando col  tronco  i  colpi,  ma  pur  movendo  gli  arti  in- 
feriori. 

I  suoi  movimenti  sono  perciò  eleganti,  pieni  di  grazia 
e  forse  persino  troppo  manierati  ;  sicché  alla  compostezza 
e  alla  vivacità  dell'azione,  molte  volte  vien  sacrificata  la 
correttezza  tecnica  della  frase.  Ma  se  il  contegno  fran- 
cese è  più  gentile  del  nostro,  e  il  nostro  è  più  vigoroso 
del  francese,  ciò  dipende  dall'  usar  noi  sempre  l' arma 
stessa  per  la  sala  e  per  il  terreno  studiando  più  che  la 
forma  estetica  dell'  esercizio,  l' eventualità  decisiva  del 
terreno. 

Infine  i  Francesi  non  si  permettono  mai  accenno  e 
grido  durante  1'  azione-,  noi  invece,  sia  per  tradizione, 
sia  per  libera  elezione  accompagniamo  i  movimenti  e 
i  colpi  più  risoluti  anche  colla  voce,  e  talvolta  per 
meglio  ingannare  l'avversario  secondiamo  l'attacco  con 
tutto  il  corpo  e  spesso   rompiamo  a  studio   la   misura. 

Queste  sono  le  differenze  principali  riguardo  alla  for- 
ma degli  attacchi  e  delle  parate,  che  presentano  le  due 
scuole  gareggianti  onoratamente  fra  loro:  quale  sia  mi- 
gliore, quale  veramente  prevalga  sia  nella  teoria,  come 
nella  pratica,  è  intempestivo  e  inopportuno  il  giudicare. 

Veniamo  però  a  dire  delle  condizioni  della  scherma 
nostra,  delle  sue  divisioni  e  anche  de'mezzi  con  cui  po- 
trebbe essere  portata  a  maggiore  grandezza. 


124  PARTE    PRIMA 


v.° 

Una  questione  particolare. 


I  miei  cortesi  lettori  si  ricorderanno  certamente  della 
lotta  letteraria  che  con  tanta  fierezza  si  combattè  al 
principio'  di  questo  secolo  tra  classici  e  romantici.  Vi 
presero  parte  i  migliori  ingegni  di  quel  tempo,  tra  i 
quali  il  Monti  per  una  parte,  e  per  l'altra  Alessandro 
Manzoni:  né  sempre  in  quella  lotta  si  misurarono  le 
sciabolate  a  rigore  di  cavalleria.  Or  bene,  anche  nel 
campo  della  scherma  è  sorta  una  lotta  intorno  alla 
tecnica  del  metodo,  la  quale  si  accosta  di  molto  a  quella 
dei  classici  e  dei  romantici,  e  in  questa  pure  da  qual- 
che anno  vengono  scambiate  sciabolate  teoriche  e  pra- 
tiche, nella  speranza  di  avere  per  sé  il  principio  diret- 
tivo dell'  arte  e  l' avvenire. 

Da  una  parte  adunque  e'  è  una  specie  stranissima 
di  classici,  di  un  classicismo  ad  usum  Delphini,  che 
hanno  la  pretesa,  e  niente  altro  che  la  pretesa,  di  atte- 
nersi alla  tradizione  storica  italiana. 

Dall'  altra  proprio  una  specie  di  romantici,  i  quali 
vogliono,  che  l'arte,  anche  conservando  certi  principii, 
perpetuamente  veri,  progredisca,  accolga  elementi  che 
la  pratica  corona  di  buoni  risultati;  che  si  modifichino 
le  formole  scientifiche  e  non  si  atrofizzi  l'arte;  e  di  con- 
seguenza pretendono  1'  avvenire  per  sé. 


CENNI    STORICI  125 

La  lotta  non  è   tanto   semplice   come   può   parere   a 
primo  aspetto,  né  inutile  come  tante  altre. 


Ma  veniamo  a  spiegazioni  più  chiare,  e  anche  più 
storiche. 

La  divisione,  la  discordia  nel  metodo  schermistico 
in  Italia  è  di  data  antica.  Rimonta  al  principio  del  se- 
colo quando  l'Italia  fu  lasciata  a  pezzi  e  bocconi,  quando, 
caduto  l' impero  di  Napoleone  e  poi  il  regno  del  Beau- 
hernais,  ci  rimase  una  quantità  di  costumanze,  di  allu- 
macature  francesi.  Noi  avevamo  già  una  scuola  nostra, 
quella  stessa  nella  parte  sostanziale,  che  ebbe  come  prin- 
cipali espositori  scientifici  il  Rossaroll  Scorza  e  il  Grisetti. 

Questi  però  nel  loro  trattato  La  scienza  della  scherma 
(1803)  raffermarono  bensì  principii  e  teorie  antiche,  ma 
poco  o  nulla  introdussero  di  nuovo. 

Nell'Italia  settentrionale  la  nostra  scuola  fu  per  breve 
tempo  soverchiata  dall'  influenza  francese  ;  e  si  dovette 
cedere,  e  infranciosarci  anche  nella  scherma-,  ma  poi, 
cacciati  quelli,  sorse  un  nuovo  metodo  che  intendeva 
unire  alcune  particolarità  del  sistema  francese,  con  prin- 
cipii nostri  tradizionali.  Era  un  misto  dei  due  sistemi,  ed 
ebbe  il  suo  primo  espositore  nel  Marchionni,  il  quale 
pubblicò  il  suo  trattato  nel   1847. 

Adunque  verso  la  metà  del  secolo,  troviamo  già  pro- 
fondissima la  divisione  nella  scherma  italiana.  Da  una 
parte  la  scuola  meridionale  ligia  immobilmente  alle  an- 
tiche tradizioni,  coli'  arma  tradizionale  ispano-italica  a 
vette  trasversale  con  gli  archetti  di  unione  e  col  nuovo 
uso  di  fermarla  al  polso  con  un  legaccio,  e  con  tutto 
il  corredo  delle   antiche   formalità  ;    dall'  altra   la   scuola 


I2Ó  PARTE    PRIMA 

mista  coli' arme  modificata,  modificata  l'impugnatura, 
tolta  la  vette  trasversale  e  gli  archetti  di  unione,  con- 
servata però  la  coccia  ed  un  semplice  anello. 

Intanto  a  Bologna  lo  Zangheri  (maestro  celebrato  che 
lasciò  dopo  di  sé  imitatori  e  maestri  riputatissimi),  sti- 
mando non  interamente  opportune  e  in  parte  insuffi- 
cienti le  modificazioni  che  andava  introducendo  il  Mar- 
chionni,  ma  pure  riconoscendo  la  necessità  di  progredire, 
correggeva  quei  tentativi  mantenendo  più  rigorosamente 
i  principii  fondamentali  del  metodo  meridionale,  conser- 
vandone la  foggia  dell'  arme,  abbandonando  l' uso  di 
tener  l'arme  legata,  raccorciando  il  fioretto,  perchè  si 
potessero  eseguire  talune  azioni  schermistiche  adottate 
dal  metodo  francese,  che  la  legatura,  specialmente  sotto 
misura  non  permetteva  di  fare.  Egli  tanto  fidavasi,  e 
con  ragione,  della  bontà  dei  suoi  principii,'  che.  non 
dubitò  di  chiamare  italiano  il  suo  sistema. 

O  presto  o  tardi,  come  si  capisce,  le  due  scuole,  la 
mista  colle  sue  modificazioni,  e  la  meridionale  immobil- 
mente fissa,  e  incipriata  come  un  nobile  del  secolo  pas- 
sato, dovevano  trovarsi  di  fronte,  misurarsi  e  disputarsi 
il  campo. 

E  infatti  avvenuta  la  liberazione  dell'Italia  dallo  stra- 
niero, e  scomparse  molte  idee  regionali,  si  volle  toglier 
di  mezzo  anche  questa  divisione,  e  si  cominciarono  a 
vagliare,  discutere,  i  due  sistemi.  Ma  si  destò  un  vero 
vespaio.  Lo  Zangheri  era  scomparso  dalla  scena;  ma 
rimanevano  i  suoi  discepoli,  giovani,  baldi  di  vita  e  fidu- 
ciosi nella  bontà  del  loro  sistema.  Il  trattato  del  Mar- 
chionni  era  bensì  il  centro  degli  studi  della  scuola  mista, 
ma  d'anno  in  anno  i  discepoli  praticamente  trovavano 
nuove  aggiunzioni  modificative. 


CENNI    STORICI  127 

Ad  accrescere  la  divisione  concorse  lo  sviluppo  che 
allora  ottenne  la  scherma  colle  nuove  sale  d'armi  aperte 
in  molte  città,  e  più  coli'  introduzione  di  un  insegna- 
mento metodico  nell'esercito.  Prima  d'allora,  cioè  del- 
l'anno 1S6S,  la  scherma  era  ben  poco  studiata  nell'eser- 
cito, e  l' insegnamento  di  quel  poco  era  affidato  talora  a 
qualche  ufficiale,  tal' altra  ai  maestri  borghesi  delle  città 
ove  erano  di  stanza  i  reggimenti,  e  spesso  anche  a  tam- 
burini maggiori,  come  se  maneggiar  la  canna  dal  grosso 
pomo,  fosse  la  stessa  cosa  che  armeggiar  colla  spada. 
Non  dunque  regolarità  d' insegnamento,  non  metodo 
fisso,  non  incoraggiamento;  una  vera  sciagura;  e  i  bor- 
ghesi perciò  nella  scherma  vincevano  dì  c"ran  lurida  i 
militari. 

Ma  nel  1868  il  Ministro  per  la  Guerra,  Generale 
Bertolé— Viale,  tanto  studioso  de' miglioramenti  dell'eser- 
cito, ordinò  con  sua  Circolare  che  si  aprissero  tre  scuole 
di  scherma;  cioè  a  Parma  ed  a  Modena  perchè  vi  ot- 
tenessero diplomi  di  maestro  quelli  della  fanteria;  a  Mi- 
lano invece  per  i  militari  di  cavalleria.  L'  idea  della 
scuola  era  eccellente,  forse  non  così  eccellente  di  costi- 
tuirne subito  tre;  ed  infatti  dopo  un  anno  quella  di 
Modena  era  incorporata  a  quella  di  Parma.  Il  titolo  era 

di  scuola  di  tiro,  ginnastica,  sellerina  e nuoto  per  la 

fanteria;  ma  il  nuoto  fu  sempre  un  pio  desiderio  dei 
buoni  militari  e  non  se  ne  fece  mai  nulla,  per  la  sem- 
plicissima ragione  che....  mancava  l'acqua.  L'istruzione 
per  la  scherma  fu  affidata  all'  illustre  Cesare  Enrichetti, 
il  quale  degno  scolare  dello  Zangheri  continuava  le  tra- 
dizioni della  scuola  che  lo  Zaneheri  aveva  chiamata 
italiana,  che  aveva  per  base  il  metodo  meridionale,  ed 
a  cui  erano  state  aggiunte  le  modificazioni  che  abbiamo 


12  8  PARTE    PRIMA 

sopra  notato,  ed  altre  che  a  mano  a  mano,  collo  studio 
pratico,  si  venivano  escogitando. 

Alla  nuova  scuola  di  Milano,  quasi  unicamente  di  scia- 
bola, fu  posto  a  capo  il  Redaelli. 

Si  voleva  con  essa  far  progredire  l' uso  della  sciabola, 
principalmente  per  essere  il  maneggio  di  quest'  arme 
molto  più  utile  praticamente  all'esercito.  E  nessuno  po- 
teva dedicarsi  a  quello  studio  e  rispondere  all'  intenzione 
ministeriale  meglio  del  Redaelli,  d' intuizione  sicura,  e 
già  noto  per  le  sue  idee  nuove,  ardite  sì,  ma  molto 
pratiche. 

E  l'opera  del  Redaelli  riuscì  tanto  più  vantaggiosa, 
che  fino  a  lui  nessuno  si  era  curato  della  sciabola. 
Egli  per  primo  dettò,  con  progressivo  svolgimento  fino 
a  riunirle  in  ottimo  sistema,  quelle  leggi  che  rimar- 
ranno sempre  quale  fondamento  sicuro  della  scherma  di 
sciabola. 

Il  Redaelli,  da  prima,  poco  si  curò  della  spada,  in 
conformità  della  sua  missione;  ma  pure  estese  a  que- 
st'arme il  principio  introdotto  per  la  sciabola,  che  ai 
movimenti  del  pugno  si  concordasse  l'avambraccio,  al- 
lungando così  il  raggio  dei  movimenti  stessi,  per  ren- 
derli più  stretti  ;  e  contro  il  principio  che  la  forza  e 
nemica  della  velocita,  propugnò  la  forza  grande  elemento 
alla  precisione  e  all'effetto  di  tutti  i  movimenti. 

Lo  studio  della  sciabola  trovò  presto  uno  svolgimento 
meraviglioso,  trovò  cultori  appassionati,  valenti  sosteni- 
tori e  rappresentanti  ammirabili.  La  bontà,  l'eccellenza 
dei  principii  del  nuovo  metodo,  si  faceva  di  giorno  in 
giorno  sempre  più  evidente,  ed  era  riconosciuta  da  tutti 
gli  intendenti  spassionati.  Messa  sulla  via  della  novità, 
ma  sempre  basata  sullo  studio  e  siili'  esercizio  pratico, 


CENNI    STORICI  129 

l'arte,  sia  a  Parma  tra  gli  allievi  dell' Enrichetti,  valenti 
e  numerosi,  sia  col  Lambertini  a  Bologna,  col  Borelli  a 
Firenze,  col  Simonetti  nel  Piemonte  (tutti  allievi  dello 
Zangheri)  sia  a  Milano  tra  gli  allievi  del  Redaelli,  pro- 
grediva gloriosamente  con  ottimi  risultati.  E,  quello  che 
più  è  ammirabile,  le  due  scuole  si  andavano  sempre 
più  accostando,  si  stimavano,  si  lodavano  a  vicenda, 
apprezzavano  l'una  i  progressi  e  l'eccellenza  dell'altra; 
sicché  perfezionandosi  sentivano  che  con  poche  conces- 
sioni da  una  parte  e  dall'altra,  si  potevano  intendere 
perfettamente  e  formare  una  sola  scuola  con  un  metodo 
unico.  Questa  fusione  avvenne  di  fatto  quando  il  Mini- 
stero trasportò  a  Milano  la  scuola  di  Parma;  allora,  per 
opera  degli  allievi  dell'  Enrichetti  che  riversarono  tutte 
le  loro  cognizioni  schermistiche  intorno  alla  spada  nei 
seguaci  del  Redaelli,  si  perfezionò  fra  i  Redaellisti  l'in- 
segnamento della  spada,  che  prima  non  era  così  com- 
pleto come  quello  della  sciabola;  e  fra  gli  Enrichettiani 
si  accolsero  talune  innovazioni,  talune  idee  in  uso  fra 
la  scuola  del  Redaelli;  principale  quella  dell'accordo 
dell'  avambraccio  col  pugno  in  taluni  movimenti,  inno- 
vazione che  ha  scandalizzato  gli  intransigenti  sostenitori 
del  sistema  meridionale. 

Si  ebbe  anche  una  produzione  teorica  del  sistema 
Redaelli  in  un  volume  scritto  dal  capitano  Del  Frate 
(ora  colonnello  di  Cavalleria)  dietro  incarico  del  Mini- 
stero della  Guerra,  ma  prematura,  poiché  non  si  po- 
teva in  essa  tener  calcolo  delle  modificazioni  cui  andava 
soggetto  l' intero  metodo  ancora  in  elaborazione  e  per- 
fezionamento pratico.  Ma  pur  troppo  quel  povero  trat- 
tato fu  fatto  segno  a  tutte  le  critiche,  a  tutto  l'astio  dei 
campioni   di  quella  scuola  meridionale,  che  ormai  pos- 

9 


130 


PARTE    PRIMA 


siamo  chiamare  falsa  scuola  meridionale,  (0  e  formò 
sempre  la  base  dei  loro  giudizi  intorno  al  sistema  Re- 
daelli;  giudizi  non  fondati,  come  ognuno  vede,  perchè 
quel  trattato  era  incompleto,  ma  giudizi  che  pur  dove- 
vano avere  gravissime  conseguenze. 

Se  vero  e  sincero  fosse  stato  l'amore  per  l'arte  dei 
signori  difensori  e  così  detti  seguaci  del  sistema  meri- 
dionale, avrebbero  dovuto  riconoscere  i  progressi  della 
scuola  Italiana  secondo  lo  Zangheri  e  continuatori;  com- 
piacersi che  la  sciabola  avesse  un  sì  grande  svolgimento 
con  principii  fermi  e  scientifici  quali  introduceva  il  Re- 
daelli,  e  che  questi  principii  si  potessero  in  parte  appli- 
care alla  spada.  Valeva  certo  la  pena  che  si  studiassero 
codesti  progetti,  o  potevasi  almeno  aspettare  che  il 
tempo  facesse  giustizia,  e  che  le  rose,  se  rose  erano, 
fiorissero. 

Al  contrario  la  falsa  scuola  meridionale  si  armò  di  tutte 
le  sue  forze,  e  riunì  tutti  1  mezzi  di  cui  disponeva  per 
oppugnare  ed  abbattere  la  consorella.  Sul  campo  pra- 
tico però,  sempre  che  si  trovarono  di  fronte  i  due  si- 
stemi, la  falsa  scuola  meridionale,  benché  badasse  a  man- 
darvi le  migliori  sue  lame,  ebbe  sempre  la  peggio  e  fu 


(i)  Non  sembri  strano  al  lettore  questa  denominazione  di  falsa  scuola  me- 
ridionale. Dopo  il  trattato  di  Rossaroll  e  Grisetti,  accanto  ai  puri  continuatori 
del  sistema  meridionale,  cominciarono  a  sorgere,  e  sempre  aumentarono  fino  ai 
giorni  nostri,  innovatori  di  cattivissima  lega,  che  facendosi  scudo  del  nome  di 
quella  scuola,  e  dichiarandosene  i  veri  continuatori,  introdussero  tali  modifica- 
zioni le  quali,  anziché  migliorare,  distrussero  ogni  caratteristica  del  sistema  me- 
ridionale. Essi  presero  così  il  sopravento  che  incarnarono  le  loro  stranezze  al 
vecchio  metodo  ;  e  oggi  che  col  trattato  di  Masaniello  Parise  abbiamo  il  parto 
più  audace  di  quella  trasformazione,  troviamo  che  con  nome  di  meridionale  s'in- 
titola una  scuola,  la  quale  invece  sembra  fare  omaggio  alla  scuola  Francese,  e 
si  fa  velo  soltanto  di  una  inveterata  terminalogia  non  sempre  logica. 


CENNI    STORICI  131 

sempre  battuta.  E  il  morale  dell'esercito,  ove  appunto 
era  il  nucleo  de'  migliori  seguaci  dell'  Enrichetti  e  del 
Redaelli,  così  si  rialzò,  con  tanto  ardore  volse  l'animo  a 
progredire,  a  perfezionarsi  che  in  tutti  i  tornei,  dal  1874 
in  poi,  i  militari  colsero  sempre  la  palma.  Nel  campo 
teorico  si  manifestarono  difensori  da  una  parte  e  dal- 
l'altra,  molto  si  disputò,  molto  si  scrisse,  uscirono  an- 
che trattati,  sia  per  la  spada,  sia  per  la  sciabola;  ma 
non  si  conchiuse  nulla,  perchè  da  una  parte  si  era  sem- 
pre allo  stesso  punto,  non  si  sapeva  aggiungere  nulla 
di  nuovo,  di  utile  alle  vecchie  e  difettose  teorie,  anzi  si 
sciupava;  d'altra  parte,  invece  di  dogmatizzare,  si  po- 
neva cura  a  progredire,  a  coordinare  le  nuove  forme,  i 
nuovi  metodi  che  la  pratica  presentava. 

Non  potendo  però  la  falsa  scuola  meridionale  né  colla 
solidità  degli  argomenti,  né  coi  risultati  pratici  vincere  e 
superare  gli  avversari,  ricorse  agli  artifìci,  ai  sotterfugi, 
mise  in  opera  e  influenze  di  partigiani,  ed  autorità  di 
aderenti,  si  valse  di  ogni  arma  pur  di  soffocare  la  vi- 
talità della  nuova  scuola.  E  devo  pur  dire  che  maggior 
arte  e  valentìa  que' signori  dimostrarono  nel  prepararsi 
la  via,  nel  procacciarsi  dall'alto  favorevoli  decisioni  ed 
anche  un  giudizio  di  condanna  del  sistema  avverso,  di 
quanta  non  abbiano  mai  posseduta  nel  maneggio  delle 
armi.  Quello  però  che  più  fa  meraviglia  si  è  che  ab- 
bian  potuto  legalizzare  con  un  apparato  di  formalità 
ciò  che  era  aperta  ingiustizia  e  rovina  di  ogni  pro- 
gresso scientifico  della  scherma. 

Non  sono  parole  mie  codeste  e  giudizi  individuali, 
è  pretta  storia  basata  su  fatti  recenti  e  su  documenti 
inoppugnabili.  Ecco  come  si  succedettero  gli  avveni- 
menti: Nel   1879,  tre  anni  dopo  la  sconfitta  toccata  ai 


132  PARTE    PRIMA 

meridionali  nel  Congresso  di  Roma,  ove  i  rappresentanti 
la  scuola  dell'esercito  riportarono  i  premi  principali,  una 
Commissione  della  loro  Accademia  Nazionale  esistente 
in  Napoli  moveva  un  assalto  al  Ministero  della  Guerra, 
domandando  che  si  potessero  da  quella  accademia  rila- 
sciare diplomi  a  quei  maestri  che  avessero  dopo  un 
corso  regolare,  o  per  mezzo  di  esami  o  di  esperimenti, 
mostrata  la  loro  valentìa.  Ma  le  fila  non  erano  ancora 
tese  abbastanza  bene;  e  il  Segretariato  Generale,  pure 
riconoscendo,  (almeno  a  quanto  scrive  il  comm.  Fambri 
nella  relazione  che  precede  il  Trattato  teorico-pratico 
della  scherma  di  Masaniello  Parise),  una  superiorità  del 
nuovo  sistema  meridionale  sopra  quello  adottato  dal  Mi- 
nistero della  Guerra  nel  1874,  non  si  credeva  compe- 
tente ad  emettere  un  giudizio  tecnico,  e  molto  meno 
autorizzato  ad  accondiscendere  alla  domanda  della  Com- 
missione Napoletana.  La  ripulsa  è  quindi  certa,  i  motivi 
soltanto  non  si  capiscono  bene,  e  molto  meno  la  con- 
traddizione tra  il  giudizio  dato  e  il  giudizio  taciuto,  tra 
il  riconoscimento  dei  meriti  della  falsa  scuola  meridionale 
e  la  ripulsa  a  quanto  essa  domandava.  Ma  tanto  si  fece 
e  tanto  si  brigò,  che  nel  1881  si  otteneva  che  lo  stesso 
Segretariato  Generale,  credendo  di  giovare  sia  all'arte, 
sia  all'esercito,  nominasse  una  Commissione  per  deter- 
minare in  genere  il  metodo  da  seguirsi  nell'insegna- 
mento della  scherma  nei  corpi  e  negli  istituti  militari. 
Anche  fra  gli  ufficiali  dell'esercito  non  mancava  chi 
fosse  notoriamente  avverso  al  sistema  Redaelli  in  specie, 
ed  in  crenere  alla  scuola  italiana  secondo  lo  Zang-heri 
e  l' Enrichetti.  Or  bene  appunto  tra  questi,  per  altissime 
influenze,  furono  scelti  i  membri  della  Commissione,  af- 
fidandone la  presidenza  al  generale  Colli  di  Felizzano. 


CENNI    STORICI  133 


Le  domande  fatte  alla  Commissione  erano  catego- 
riche ed  esplicite,   ed  eccone  il  riassunto: 

Si  deve  usare  un  sol  metodo  di  scherma  per  le  di- 
verse armi  dell'  esercito,  ovvero  differenti  secondo  le 
esigenze  delle  diverse  armi? 

Quale  o  quali  i  metodi  da  seguirsi? 

Accennare  i  motivi  della  scelta,  ed  esporre  il  modo 
come  meglio  impiantarne  l'insegnamento. 

Da  ciò  si  vede  che  il  Ministero  era  animato  da  ot- 
time intenzioni,  rivolte  al  miglioramento  della  scherma 
nell'esercito.  Ma  esso  Ministero  fu  assecondato  bene?  Si 
vedrà  in  seguito. 

In  risposta  ai  quesiti  Ministeriali  la  Commissione  espo- 
neva unanimamente  (e  non  poteva  esser  diversamente) 
il  suo  parere: 

che  convenisse  adottare  un  metodo  unico  così  di 
spada,   come  di  sciabola; 

che  dal  sistema  di  scherma  prescelto  si  derivasse 
il  maneggio  della  sciabola  per  le  armi  a  cavallo; 

che  nella  progressione  dell'insegnamento  si  dovesse 
far  precedere  quello  della  spada  all'insegnamento  della 
sciabola  ; 

infine  proponeva  un  concorso  con  premio  da  asse- 
gnarsi a  chi  presentasse  il  miglior  trattato  di  scherma, 
spada  e  sciabola,  sviluppato  con  metodo  razionale  e 
pratico. 

Le  ragioni  che  essa  adduceva  per  la  proposta  del 
Concorso  si  racchiudevano  in  questa  :  che  i  principali 
sistemi  vigenti  non  contenevano  uno  sviluppo  completo 
di  principii  e  di  norme.  Essa  poi,  la  Commissione,  dopo 
attento  esame  sul  dispaccio  ministeriale,  riferisce  il  Fam- 
bri  (io  rettificherei  quel  dopo,  poiché  il  giudizio  era  già 


134  PARTE    PRIMA 

formulato  prima),  si  e  trovata  concorde  nel  ritenere  die 
il  metodo  in  vigore  nell'  esercito  non  corrispondeva  allo 
scopo  di  formare  buoni  schermitori  di  spada  e  di  scia  ■ 
boia,  e  che  i  suoi  risultati  erano  tutt'  altro  che  soddisfa- 
centi. Ma,  con  buona  venia  della  Commissione,  del 
signor  generale  Colli  che  la  presiedeva,  del  commen- 
dator  Fambri,  che  riferisce  quei  giudizi,  un  po'  di  cri- 
terio, di  buon  senso  l'abbiamo  tutti,  e  non  siamo  così 
ingenui  da  lasciarci  trarre  in  inganno  da  poche  frasi 
provate  a  misura  di  piombino. 

Per  i  primi  principii  di  filosofìa,  che  devono  entrare 
anche  nel  più  umile  ragionamento,  e  molto  più  nella 
testa  di  chi  siede  a  giudicare,  e  di  chi  riferisce  gli  stil- 
lati dei  giudizi  altrui,  noi  abbiamo  sempre  pensato  che 
quello  sia  ottimo  metodo,  il  quale  meglio  è  suffragato 
da  risultati  pratici,  e  nel  nostro  caso  quel  metodo  rag- 
giungerà meglio  lo  scopo  di  formare  buoni  schermitori, 
il  quale  vanterà  sostenitori  tali  che,  in  un  paragone  con 
altri  di  diverso  metodo,  coglieranno  la  palma  e  daranno 
botte,  non  le  riceveranno. 

Ma  è  così  labile  la  memoria  dei  membri  di  quella 
Commissione,  giacché  non  si  vuol  dubitare  della  loro 
buona  fede  e  della  loro  lealtà,  da  scordarsi  che  più 
volte  i  sostenitori  del  sistema  che  essi  propugnano,  fu- 
rono battuti  e  precisamente  dalla  scuola  dell'Esercito? 
E  di  punto  in  bianco  si  dà  lo  sfratto  a  quel  metodo? 
E  si  parla  di  risultati  poco  soddisfacenti,  si  parla  di 
troppi  difetti  ?  O  io  non  ci  capisco  più  una  boccicata, 
o —  beati  quei  difetti  che  salvano  all'uopo  un  povero 
diavolo  dal  ricever  pacche,  e  lo  mettono  nella  condi- 
zione di  appiopparle! 

Ma,   soggiunge   il   relatore  Fambri  con  giudizio  suo 


CENNI    STORICI  135 

proprio,  codesti  risultati  sono  da  attribuirsi  al  metodo? 
E  colla  miglior  convinzione  d'aver  ottime  rao-ioni  in  di- 
fesa,  risponde  negativamente.  Perche,  egli  dice,  i  suc- 
cessi ottenuti  dalla  scuola  già  in  vigore  (e  qui  almeno 
non  si  negano)  non  sono  i  maggiori  ottenibili. 

Osservazione  altissima,  sublime  !  Sono  però  soddi- 
sfacenti, sono  sempre  un  buon  argomento  in  favore  ; 
non  argomento  assoluto,  è  vero,  ma  molto  più  confor- 
tante del  non  avere  successo  alcuno.  E  sempre  un 
vantaggio  e  non  dispregevole  sopra  il  sistema  contra- 
rio, il  quale  non  ha  neppure  questo  argomento  in  suo 
favore. 

Ma,  continua  il  Fambri,  codesti  bravi  schermitori  al- 
lievi del  sistema  vigente,  sono  tanto  migliori  quanto  più 
si  scostano  praticamente  dal  sistema  che  hanno  studiato. 

Veramente  non  è  tutto  vero  quello  che  dice  il  Fambri. 
C  erano  modificazioni,  e'  erano  differenze,  ma  non  so- 
stanziali, e  giammai  tali  che  ci  avvicinassero  alla  falsa 
scuola  meridionale.  E  non  capisce  poi  il  nostro  relatore, 
o  chi  per  lui,  che  tutto  il  sistema  militare  era  in  via 
di  elaborazione  con  progressi  pratici  continui? 

Del  resto  che  vi  fossero  difetti  e  imperfezioni  nel 
sistema  nostro,  lo  sapevamo  noi  pure  e  meglio  di  loro, 
poiché  ogni  giorno  studiavamo  e  ancora  studiamo  a  di- 
minuirne il  numero  e  i  danni.  E  neppure  questo  mio 
trattato,  che  ha  moltissime  modificazioni  fatte  alle  teorie 
di  quelli  che  mi  furono  maestri,  non  ha  la  pretesa  d'es- 
sere senza  difetti.  Ma  con  tutto  questo,  ce  lo  perdonino 
i  signori  classicisti  della  legatura  e  della  debolezza,  ne- 
mici dei  cottpée  e  della  precisione,  i  nostri  difetti  sono 
nei;  ed  il  sistema  nostro  era  già  di  molto  superiore  tec- 
nicamente e  praticamente  al  loro. 


136  PARTE    PRIMA 

Ritornando  alla  risposta  della  Commissione,  il  con- 
corso fu  pubblicato  con  manifesto  del  21  settembre  1882, 
con  condizioni  abbastanza  larghe;  se  non  che  la  Com- 
missione, che  anche  questa  volta  riuscì  composta  tutta 
quanta  di  partigiani  più  o  meno  teneri  del  falso  sistema 
meridionale,  venuta  alla  disamina  dei  lavori  presentati, 
pensò  modificarle  coli' interpretazione  che  ne  fece. 

Il  manifesto  ministeriale  voleva  un  sistema  che  ser- 
visse indistintamente  per  tutte  le  armi,  e  che  quindi 
il  maneggio  della  sciabola  nell'arma  di  cavalleria  fosse 
una  derivazione  della  scherma  ordinaria;  voleva  che 
nell'insegnamento  pratico  precedesse  quello  della  spada 
a  quello  della  sciabola  ;  voleva  che  il  trattato  stesso  fosse 
informato  alle  sane  e  gloriose  tradizioni  della  scuola 
italiana;  e  altre  poche  cose. 

Riguardo  alle  prime  due  richieste  non  c'era  da  fisca- 
lizzare; era  questione  tecnica  e  bisognava  scioglierla 
tecnicamente,  e  ciò  fecero  secondo  il  loro  criterio.  Ri- 
guardo alla  terza,  la  Commissione  non  udì  a  sordo  le 
parole  tradizioni  della  scuola  italiana,  e  subito  indicò  e 
scelse  quella  tale  scuola  meridionale,  che  aveva  quelle 
pretese,  e  per  la  quale  essa  amoreggiava,  non  curando, 
secondo  le  sue  vedute,  la  rifusa  scuola  dell'Esercito, 
che  unica  manteneva  quelle  tradizioni  e  se  ne  giovava 
per  migliorare  le  condizioni  dell'arte.  E  il  relatore  con 
tutta  bonomìa,  stimò  questa  determinazione  fissare  i  cri- 
teri fondamentali  in  ordine  a  cui  giudicare  del  merito 
teoi'ico  e  della  utilità  pratica  de' trattati  sottoposti  al  suo 
giudizio.  E  poi  si  avrà  l'audacia  di  parlare  di  impar- 
zialità ? 

Adunque,  prima  ancora  di  prendere  cognizione  del 
valore  scientifico  dei  trattati  intorno  ai  quali  erano  chia- 


CENNI    STORICI  137 

mati  a  giudicare,  i  signori  della  Commissione  vollero 
determinare  la  scuola  che  doveva  servire  come  base  e 
criterio  del  (oro  giudizio;  ed  essendo  seguaci  o  fautori 
del  falso  sistema  meridionale  le  loro  preferenze  furono 
per  quella  scuola. 

Una  prova  che  si  argomentasse  a  priori,  ci  è  offerta 
dall'unica  disputa  sorta  in  seno  della  Commissione,  in- 
torno alla  legatura  della  spada. 

Io  però  non  mi  voglio  fermare  a  narrare  tutto  il  pro- 
cesso di  quel  giudizio  e,  per  quali  ragionamenti,  per 
quali  falsi  criteri  e  sofismi,  la  Commissione  esaminatrice 
fu  tratta  a  pronunziare  il  suo  verdetto.  E  neppure  in- 
dicherò i  più  grossolani  errori  che  furono  in  quella 
disamina  propugnati  come  verità  indiscutibili.  Leggasi 
la  relazione  che  ne  fece  il  commendator  Fambri,  e 
chiunque  avrà  conoscenza  di  cose  schermistiche  non 
potrà  non  meravigliarne.  Quella  relazione  è  una  amal- 
gama di  contraddizioni,  un  insieme  di  tanti  spropositi, 
che  non  si  sa  da  qual  parte  incominciare  per  contarli. 

Ecco  per  esempio  un  periodo  di  straordinaria  sa- 
pienza schermistica,  uscito  dalla  bocca  di  uno  di  quei 
commissarii,  e  proprio  come  è  riferito  dal  Fambri.  «  Ei 
pare,  concludevano  (è  una  conclusione,  s'immagini  il  let- 
tore il  resto),  pare  un  giuoco  di  parole  ma  e  invece  una 
verità  rigorosa  che  nel  giuoco  della  spada  italiana,  colla 
legatura  si  ha  lo  spontaneo  ed  il  naturale;  mentre  senza 
di  essa  ce  il  rigido  e  lo  sforzato,  i  quali  producono,  nei 
primi  periodi  dell'  assalto,  la  durezza  della  tensione  e, 
nei  successivi,  il  languore  della  lassezza;  due  opposte  ma 
del  pari  immancabili  cagioni  d' insuccesso.  » 

Ecco,  io  risponderei,  sembra  tma  verità  rigorosa  co- 
desta dei  nostri  valentuomini,  ma  e  tutto  un  giuoco  di 


138  PARTE    PRIMA 

parole.  E  chi  mai  avendo  un  po' di  criterio  può  credere 
che  una  legatura  qualunque  lasci  più  liberi,  e  che  la 
mano  legata  sia  ai  colpi  più  spontanea? 

Riguardo  al  rilassarsi  del  braccio  nei  successivi  as- 
salti, ritengano  i  signori  della  Commissione  che  questo 
può  darsi  veramente,  e  perciò  si  prescrive  che  la  sfida 
non  duri  mai  troppo  lungamente  ;  ma  ne  è  colpa  la 
mancanza  delle  forze,  la  fiacchezza  naturale,  non  già 
l'aver  sciolto  il  fioretto.  E  perciò  noi  riconosciamo  ele- 
mento importante  la  forza,  non  solo  per  la  vigorìa  e  la 
precisione  dei  colpi,  ma  anche  per  la  durata  degli  as- 
salti, e  conveniamo  che  chi  si  sente  debole  e  rachitico, 
può  anche  legarsi  al  fioretto  se  non  vuole  legare  il 
fioretto  alla  mano.  Non  credo  poi,  che  alcuno  dei  nostri 
bravi  schermitori  a  braccio  libero  abbia  mai  perduto 
la  lena  negli  assalti. 

Anche  in  altro  luogo  della  sua  relazione  il  Fambri 
ascrive  a  difetto  della  scuola  dell'  Esercito,  questo  im- 
piego di  forze,   perchè non  si  e  sempre  giovani.  A 

tanta  sapienza  non  si  può  rispondere  se  non  col  pro- 
verbio «  chi  non  si  sente  in  gambe  non  si  cimenti  al 
corso.    » 

E  basterà,  perchè  ne  ha  già  rivedute  le  buccie  l'egre- 
gio maestro  e  amico  mio  Salvatore  Arista,  allievo  di 
quella  scuola  e  una  delle  migliori  lame  d'Italia,  nel  suo 
opuscolo  uscito  nel  1886,  subito  dopo  il  giudizio  stesso 
della  Commissione.  Io  dico  solamente,  che  non  posso 
accettare  quel  giudizio  della  Commissione;  non  perchè 
attribuisce  il  premio  al  signor  Masaniello  Parise,  ma 
perchè  quel  giudizio  è  convalidato  da  ragioni  e  motivi 
in  nessun  modo  sostenibili 

Dico  che  la  scuola  di  Milano  fu  chiusa,  che  la  nuova 


CENNI    STORICI  139 


scuola  con  titolo  Universitario  apertasi  in  Roma  fu  affi- 
data allo  stesso  Parise,  e  riconosciuta  la  falsa  scuola 
meridionale  ufficialmente  come  scuola  italiana,  ma  che 
l'arte  della  scherma  in  Italia,  quella  vera  arte  a  cui  si 
sono  ispirate  le  nostre  gloriose  tradizioni,  benché  abbia 
ricevuto  uno  sfregio,  non  ci  ha  scapitato  gran  fatto,  per- 
chè tutta  la  nostra  nuova  scuola  veramente  italiana,  che 
conta  fra  suoi  cultori  tanti  egregi  schermitori,  non  è 
stata  realmente  condannata,  per  non  essere  conosciuta 
né  compresa  mai,  e  molto  meno  studiata  da  chi  la  giu- 
dicava 

Dico  che  questa  prova  fa  bene  a  quanti  siamo  allievi 
della  rifusa  scuola  Enrichetti-Redaelli,  perchè  ci  unisce 
sempre  più,  ci  pone  neh' obbligo,  nella  necessità  di  raf- 
fermare praticamente  e  scientificamente  l'eccellenza  del 
nostro  sistema. 

Dico  che  il  mio  sentimento  artistico  si  ribella  a  questo 
spudorato  trionfo  di  una  scuola  che  ha  molti  e  troppi 
difetti,  ed  è  di  gran  lunga  al  disotto  del  valore  artistico 
di  quella  scuola  che  vuole  abbattuta,  benché  sì  glorio- 
samente rappresentata.  Che  però,  valendomi  delle  co- 
gnizioni acquistate  col  lungo  studio  e  col  continuo  eser- 
cizio, io  mi  pongo  sulla  breccia  e  finché  mi  basterà  la 
vita,  per  amor  dell'arte  e  l'onore  del  mio  paese,  com- 
batterò i  principii  erronei  e  perniciosi  della  falsa  scuola 
meridionale,  difendendo  nello  stesso  tempo  le  teorie  della 
vera  scuola  italiana. 

Infine,  che  non  essendo  possibile  una  conciliazione  colla 
falsa  scuola  meridionale,  dominante  nelle  sfere  ufficiali,  o 
l'una  o  l'altra  delle  due  scuole  deve  presto  o  tardi  ce- 
dere il  terreno  e  scomparire;  ma  che  la  nostra  vive  e 
di   vita   potente,   non   già   stentata,   che  sarebbe  meglio, 


140  PARTE    PRIMA 


per  la  pietà  che  ne  prova  il  Fambri,  accorciare  ;  (:)  e  che 
progredisce  non  per  moto  d'inerzia,  come  vorrebbe  lo 
stesso  Fambri,  ma  per  proprio  impulso,  per  forza  in- 
trinseca, e  che  riapparirà  in  tutto  il  suo  splendore  per- 
chè il  tempo il  tempo  è  sempre  galantuomo. 


Giunto  ormai  alla  fine  di  questa  rassegna  storica  della 
scherma,  sento  il  bisogno  di  rivolgere  una  parola  di 
conforto  e  di  incorato-lamento  ai  numerosi  cultori  di  essa. 

L' arte  della  scherma  va  sempre  più  destando  inte- 
resse e  acquistando  aderenti  e  fautori.  Dappertutto  si 
formano  associazioni,  si  istituiscono  accademie,  si  aprono 
nuove  sale  d'  armi;  ferve  una  gara  mirabile  nei  nostri 
dilettanti  a  perfezionarsi,  a  dar  prove  di  lor  valentìa, 
uno  studio  accurato  ad  accrescere  il  lustro  della  scherma. 
A  quando  a  quando  pubblici  esperimenti,  grandi  tor- 
nei, sempre  più  manifestano  il  nostro  glorioso  progre- 
dire anche  in  quest'  arte  nobilissima.  L' esercizio  della 
scherma  è  fatto  quasi  obbligatorio  per  un  gentiluomo, 
è  parte  grande  dell'  educazione  dei  nostri  giovani.  Non 
si  riconoscono  solamente  i  suoi  vantaggi  igienici;  ma 
anche  la  sua  efficacia  morale  sui  costumi,  sul  carattere, 
la  sua  influenza  sulle  facoltà  intellettuali.  Deh,  non  sia 
mai    che    in    tanto   sviluppo,    in   tanto    suo    splendore, 


(1)  Si  allude  ad  alcune  espressioni  emesse  dal  Fambri,  con  cui  si  irride 
con  finta  pietà  alla  scuola  dell'  Esercito  ingiustamente  condannata  dalla  Commis- 
sione esaminatrice.  Eccone  un  esempio  :  «  È  ragionevole,  staremmo  per  dire 
che  è  anche  gentile  e  pietoso  quanto  utile  abbreviare  i  giorni  della  scuola 
di  Milano,  la  quale  non  ha  più  ragione  di  essere  come  quella  che  ormai  non 
può  in  nessun  modo  agire  ;  e  che,  quando  agisse,  noi  potrebbe  che  in  senso 
contrario  allo  stabilito.  Agonia  e  serenità  non  sono  due  cose  che  stiano  facilmente 
insieme.   » 


CENNI    STORICI  141 

questa    nobile   arte   sia   abbassata,    avvilita,   fatta  serva 
a  capricci  ed  a  puntigli! 

Forse  codeste  mie  parole  non  potranno  far  breccia 
ne'  nostri  dilettanti,  che  si  veggono  innanzi  lo  spetta- 
colo di  una  profonda  discordia  esistente  tra  noi  mae- 
stri e  veterani  dell'  arte.  Qualcuno  mi  rinfaccerà  persino 
gli  scandali  del  torneo  testé  tenutosi  in  Firenze. 
.     Due  cose  ho  a  rispondere. 

La  prima  che  veramente  i  nostri  tornei  lasciano  a 
desiderare  per  l'imparzialità  e  per  giusto  e  sereno  giu- 
dizio. Altri  principii  devono  regolare  i  tornei  e  le  gare 
pubbliche,  perchè  riescano  vantaggiosi,  onorati  e  veri 
pallii  del  valore.  Ma  la  causa  di  tali  inconvenienti  sono 
appunto  le  differenze  di  metodo  che  ora  esistono,  per 
cui  non  si  è  abbastanza  generosi  da  sacrificare  all'amor 
dell'arte  suscettibilità  e  ambizioni. 

La  seconda,  che  la  nostra  discordia  è  solo  nel  campo 
teorico,  non  vorrà  essere  eterna  e  che  il  cielo  non  è 
men  bello,  meno  amabile  perchè  a  quando  a  quando  lo 
velano  le  nubi,  e  lo  percorrono  i  lampi.  Nutro  fiducia 
che  come  la  bufera  non  è  lo  stato  suo  del  cielo,  così 

questa  divisione  d' animi  sparirà  e  che la  pace  e  il 

sereno  saluterà  il  trionfo  della  vera  scuola  italiana. 

Dopo  questo,  a' luminosi  esempi  de' maggiori,  che  fur 
grandi  anche  nella  scherma,  ritempriamo  il  nostro  spi- 
rito e  aspiriamo  a  cose  maggiori. 


PARTE  SECONDA 


MECCANICA   DELDA  ^PADA 


I      (      t      I      »      t      »      »      ».  ♦      *.-..■»'.     «..*".  ».  .«...«...«...«.  .....».,.«.,  »-...«■.  .^..«■.■.»...t-,.«-...«. ■.«..,#'..,#■...». ...... ».  .♦...«'.,. t7,*..*...*V. 


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MECCANICA  DELLA  SPADA 


Dimostrazioni  meccaniche,  geometriche  e  fisiologiche 
riguardanti  alcune  azioni  di  scherma. 


illuminimi  i  ninnili  i 


TVniiiiiiiniuiiii 


rima  che  il  cortese  lettore  mi  segua  nello 
svolgimento  di  questo  trattato,  credo  op- 
g  portuno  rammentargli  che  fui  spinto  a 
scrivere  il  presente  capitolo  allo  scopo  di 
rendere  non  solo  inconfutabili  quelle  azioni  che  costitui- 
scono le  basi  del  mio  sistema  di  scherma,  ma  di  com- 
battere nello  stesso  tempo  il  sistema  del  mio  egregio 
collega  Masaniello  Parise,  i  cui  principii  fondamentali 
sono,  a  mio  parere,  totalmente  errati. 

Premesse  queste  poche  parole  il  lettore  capirà  facil- 
mente la  precedenza  data  a  questa  parte,  e  giustificherà 
il  modo  con  cui  vieti  trattata. 


146  PARTE    SECONDA 

Della  spada  considerata  come  leva.  —  La  spada  agi- 
sce come  una  leva  di  terzo  genere,  poiché  il  punto  d'ap- 
plicazione della  potenza  trovasi  sempre  fra  il  punto  d'ap- 
poggio, o  fulcro,  e  il  punto  d'applicazione  della  resistenza. 

Il  punto  d'  applicazione  della  potenza  trovasi  in  posi- 
zione ben  definita  nell'  unione  fra  la  coccia  e  la  lama  ; 
quello  della  resistenza  ha  posizione  variabile  sulla  lun- 
ghezza della  lama,  e  sta  precisamente  nel  punto  ove  essa 
incontra  la  spada  nemica. 

Il  fulcro  invece,  secondo  me,  non  ha  sede  fissa  nel 
terzo  inferiore  del  manico,  dove  appoggiansi  le  due 
ultime  dita  della  mano  ;  ma  ha  posizione  variabile  a 
seconda  che  i  movimenti  vengono  fatti  ponendo  il  centro 
di  rotazione  nel  polso,  nel  gomito  o  nella  spalla. 

E  siccome  l' egregio  Masaniello  Parise  vorrebbe  porre 
il  centro  di  rotazione  costantemente  nel  polso,  mentre 
io  insegno  che,  a  seconda  dell'  azione  e  dell'  effetto  che 
si  vuole  ottenere,  si  deve  scegliere  1'  uno  o  l' altro  dei 
tre  centri  di  rotazione  su  accennati,  così  esporrò  alcune 
considerazioni  teoriche  che,  confermando  pienamente  il 
mio  modo  di  vedere,  dimostrano  quanto  sia  poco  fondato 
l' esclusivismo  del  mio  collega. 

Sappiamo  dalla  meccanica  che  per  1'  equilibrio  della 
leva  dev'  essere  il  prodotto  della  potenza  per  il  suo  braccio 
tignale  al  prodotto  della  resistenza  per  il  proprio  braccio; 
quindi  dette  P  e  R  la  potenza  e  la  resistenza,  ed  A 
e  B  i  bracci  rispettivi,  per  l'equilibrio  si  deve  avere: 

JPXA  =  J?X£,  cioè:  —  =  ~. 
R       A 

Siccome  per  le  condizioni  stesse  della  leva  di  terzo 
genere  abbiamo  sempre   che  il  braccio  B  è  maggiore 


MECCANICA    DELLA    SPADA  147 

del  braccio  A,  così  si  vede  che  per  l'equilibrio  la  potenza 
dovrà  sempre  superare  la  resistenza,  e  che  la  differenza 
fra  di  esse  sarà  tanto  minore  quanto  minore  sarà  la 
differenza  fra  i  bracci  rispettivi. 

Consideriamo  ora  il  caso  effettivo  di  una  spada.  Come 
si  disse  il  punto  d' applicazione  della  potenza  è  in  p, 
quello  della  resistenza  lo   supporremo   in   r,    mentre  il 


fulcro,  o  centro  di  rotazione,  lo  supporremo  in  uno  dei 
tre  punti  O,  0T,  02  corrispondenti  rispettivamente  alla 
spalla,  al  gomito  o  al  polso  di  chi  tiene  la  spada. 

Dette  ancora  P  e  R  la  potenza  e  la  resistenza,  per 
1'  equilibrio  dovremo  avere  : 

PXOp  —  RXOr, 
cioè  : 

F  _     Or  _      Op  +pr  _  pr 

R~~   Op"  Op  ~Opì 

e  quindi  nei  tre  casi  avremo: 

Op  Oxp  Otp 

Da  queste  tre  uguaglianze  si  vede  che  l' eccesso  della 
potenza  sulla  resistenza  è  rappresentato  da  una  frazione, 
la  quale  cresce  di  valore  quanto  più  il  centro  di  rotazione 


I48  PARTE    SECONDA 

s'  avvicina  alla  coccia  della  spada,  poiché  il  numeratore 
rimane  costante  mentre  il  denominatore  diminuisce,  e 
quindi  si  conclude  che  si  ha  il  minore  dispendio  di  forza 
quando  si  fa  centro  di  rotazione  nella  spalla. 

Rapporto  tra  la  forza  e  la  velocità.  —  Alcune 
parole  ora  sopra  un'  altra  questione  che  deve  soltanto 
la  sua  esistenza  all'asserzione  del  mio  collega  Masa- 
niello Parise,  il  quale  comincia  il  suo  trattato  con  queste 
testuali  parole  «  la  fretta  e  la  forza  sono  i  nemici  capi- 
tali della  scherma.  Chi  impiegherà  forza  non  farà  che 
ritardare  la  sua  velocità;  »  Forse  egli  non  pensò  che 
il  non  permettere  ai  suoi  allievi  la  forza  significava  non 
permetter  loro  la  velocità. 

E  difatti  quali  sono  gli  effetti  meccanici  di  una  forza, 
o  meglio  ancora,  come  misurasi  la  forza  applicata  ad 
un  corpo  ? 

Risponderemo  brevemente  a  queste  domande,  e  nelle 
risposte  apparirà  chiara  e  netta  l'utilità  della  forza  ap- 
plicata alla  spada  od  al  fioretto. 

Gli  effetti  di  una  forza  applicata  ad  un  corpo  si  espli- 
cano nei  cinque  modi  seguenti  : 

i.°  Nel  produrre  un  movimento  che  per  anco  non 
esiste  ; 

2.0  Nel  distruggere  un  movimento  che  già  esiste; 
3.0  Nel  modificare  la  velocità  di  questo  movimento  ; 
4.0  Nel  modificarne  la  direzione  \ 
5.0  Nel  modificarne  tanto  la  velocità  quanto  la  di- 
rezione. 

Chiaro  quindi  risulta  come,  ad  ottenere  una  modifi- 
cazione qualunque  della  velocità  di  un  corpo,  sia  neces- 
sario il  concorso  di  una  forza  la  quale  ha  per   effetto 


MECCANICA    DELLA    SPADA  149 

necessario,  e  per  azione  unica,  sia  un  cambiamento  della 
velocità,  sia  un  cambiamento  della  direzione  del  moto, 
sia  finalmente  un  cambiamento  complessivo  della  velocità 
e  della  direzione. 

Da  questa  prima  enumerazione  ne  viene  evidente- 
mente che  la  forza  applicata  al  fioretto,  non  solo  non 
è  nocevole,  ma  è  necessaria,  perchè  causa  unica  e  sola 
della  velocità  impressa  alla  spada. 

Ma  vediamo  ora,  e  ciò  rispondendo  alla  seconda  delle 
questioni  sorte,  quale  sia  la  velocità  acquistata  da  un 
corpo  in  rapporto  alla  forza  impressa. 

Consideriamo  due  forze  F  e  F'  e  supponiamole  co- 
stanti in  grandezza.  La  forza  F  operi  sopra  un  punto 
materiale  M  imprimendogli  nel  tempo  infinitissimo  dt 
la  velocità  du,  ossia  in  ogni   istante   l' accelerazione  (0 

du  -ir  7-     t 

—  =  a  (costante)  e  cessi  la  forza  F  di  agire  sul  corpo 

e  le  subentri  la  F\  essa  imprimerà  al  corpo  un' accelera- 
la        ,   .  . 

zione  —r-=a   (costante). 
dt  K  J 

Ora  può  accadere  che  du  =  du  ossia  a  =  a ,  ed  in 
tal  caso  le  forze  diconsi  eguali  in  grandezza,  oppure 
potrà  essere  du  =  ndil ,  dove  n  ~^~  i ,  ed  in  tal  caso 
dicesi  che  la  forza  F'  è  n  volte  maggiore  o  minore 
della  F.  '  In  altre  parole,  perche  un  corpo  possegga  una 
velocità  n  volte  maggiore  o  minore  di  tin  altro  corpo, 
in  identiche  condizioni  fisiche,  e  necessario  sia  assogget- 
tato ad  una  forza  n  volte  maggiore  o  minore;  che  è 
quanto  si  voleva  dimostrare,  e  che  analogamente  si  di- 


(i)  Come  dalla  esposta  notazione  apparisce,  per  accelerazione  intendesi  l'au- 
mento di  velocità  acquistata  nell'  unità  di  tempo. 


150  PARTE    SECONDA 

mostrerebbe  anche  per  forze  variabili  in  grandezza,  pur- 
ché le  grandezze  delle  forze  si  riferiscano  ad  un  dato 
istante. 

Del  centro  di  gravità  della  spada.  —  Poche  pa- 
role ora  sul  centro  di  gravità  della  spada.  Masaniello 
Parise  lo  prescrive  a  quattro  dita  dalla  coccia. 

Noi  vorremmo  invece  dimostrare  essere  necessario 
che  il  centro  di  gravità  della  spada,  pel  buon  maneggio 
di  questa,  si  trovi  possibilmente  vicino  alla  coccia. 

Si  potrebbe  qui  fare  sfoggio  inutile  di  scienza  facendo 
risaltare  agli  occhi  del  lettore  :  momenti  d'  inerzia,  con- 
dizioni d'equilibrio,  momenti  di  forze  ecc.;  ma  prefe- 
riamo una  dimostrazione  semplicissima,  e  che  ognuno 
può  fare  da  sé  e  colle  proprie  mani. 

Prendasi  un'  asta  di  ferro  lunga  quanto  si  voglia,  in 
essa  infiliamo  una  pallottola  assai  pesante  di  piombo, 
e  disposta  in  modo  che  possa  scorrere  in  tutta  la  lun- 
ghezza del  ferro.  Ciò  fatto  s' impugni  ad  una  estremità 
il  ferro,  e  pongasi  il  peso  sull'altra;  si  proverà  una  grave 
fatica  non  solo  a  maneggiare  l'apparecchio,  ma  anche 
a  tenerlo  fisso  in  mano.  Allora  si  cominci  a  spostare  il 
piombo  avvicinandolo  all'  impugnatura  (ciò  che  significa 
spostare  il  centro  di  gravità  dell'apparecchio)-,  si  sentirà 
poco  a  poco  l'asta  farsi  più  leggera  e  più  maneggevole 
in  mano,  quanto  più  il  peso  e  con  esso  il  centro  di  gravità 
si  sarà  avvicinato  al  pugno.  Lo  stesso  evidentemente  suc- 
cede per  un  fioretto;  e  se  in  sala  di  scherma  provando  di- 
verse spade  se  ne  troverà  una  molto  maneggevole,  se  ne 
cerchi  il  centro  di  gravità  e  si  osserverà  che  esso  risponde 
perfettamente  alle  condizioni  che  si  è  cercato  dimostrare 
necessarie  alla  perfetta  maneggiabilità  della  spada. 


MECCANICA    DELLA    SPADA  I  5  I 


Dimostrazione  geometrica  sulla  cavazione.  —  Ed 
ora  dovrò  pregare  caldamente  il  cortese  e  gentile  lettore 
di  volgere  tutta  la  sua  attenzione  sopra  la  più  impor- 
tante delle  questioni. 

Si  sa  che  la  cavazione  è  una  delle  principali  azioni 
della  scherma  ;  è  l' azione  che  più  di  frequente  si  usa 
nell'assalto,  sia  essa  eseguita  come  colpo,  sia  come  finta. 

La  scuola  meridionale  ed  un'infinità  di  schermidori, 
non  escluso  il  Parise,  hanno  sempre  asserito  ed  asseri- 
scono che  la  cavazione  fatta  con  vertice  al  pugno  e  più 
stretta  di  quella  fatta  con  vertice  al  gomito  o  alla  spalla, 
senza  però  aver  mai  addotta  la  più  piccola  ragione  in 
proposito. 

Io  sostengo  invece  il  contrario,  e  nutro  la  fiducia  che 
le  seguenti  dimostrazioni  provino  luminosamente  la  ra- 
gione della  mia  convinzione. 


152 


PARTE    SECONDA 


Figura  dimostrativa  comprovante  che  la  superficie  conica  descritta  dal 

fioretto  di  chi  fa  vertice  al  -y     pugno,   e  più  grande  di  quella 

del  cono  descritto  dal  foretto  \       di  chi  fa  vertice  al  gomito  od 
alla  spalla. 


XY    asse  di  rotazione 
S      spalla 
G     gomito 
P     pugno 

A     proiezione  di  O  sul 
bersaglio 
MN  coccia   dell'  avver- 
sario 


centro  della  coccia 

dell'  avversario 
35   centimetri 
GP    28  centimetri 
PO    7  2   centimetri 
OA    35 +2S  =  63  cen- 
timetri 
MAr    12   centimetri. 


MECCANICA    DELLA    SPADA 


l'i. 


Difatti  tanto  il  tiratore  che  fa  perno  al  pugno,  quanto 
quello  che  fa  perno  al  gomito  od  alla  spalla,  procurano 
di  fare  i  giri  più  stretti  che  possono  ;  quindi  tutti  e  tre 
per  ottenerli  tali  devono  far  scorrere  la  propria  lama 
lungo  l' orlo  della  coccia  del  fioretto  avversario. 

Ammesso  questo  principio,  sia  MN  la  coccia  dell'av- 
versario, P  il  pugno,  G  il  gomito,  5  la  spalla  del  tira- 
tore ed  XY  l'asse  di  rotazione,  da  cui  non  si  deve  spo- 
stare il  perno  o  centro  di  operazione.  Il  tiratore  che  fa 
perno  al  pugno  P  per  fare  una  cavazione,  facendo  scor- 
rere la  sua  lama  lungo  l' orlo  della  coccia  descriverà 
colla  punta,  o  bottone,  l'arco//.  Il  tiratore  che  fa  perno 
al  gomito  G  descriverà  l'arco  gg  più  corto  del  primo, 
ed  il  tiratore  che  fa  perno  alla  spalla  S  descriverà  in- 
vece l'arco  ss  evidentemente  più  stretto  del  secondo  e 
molto  più  del  primo.  Questi  tre  archi  corrispondono  sul 
bersaglio  rispettivamente  alle  tre  rette  E" B',  B'  B\  BB 
la  lunghezza  delle  quali  si  può  trovare  paragonando  fra 
loro  i  triangoli  simili  qui  sotto  descritti  (nei  triangoli 
simili  le  altezze  sono  proporzionali  alle  basi)  : 


PMN  e  PBB  si  ha 
PO:PA::MN:  BB  ossia 

72  :  135  :  :    12    :  x 
135  x  12 


72 


-=  centim.  25 


GMN  e  GB  B'  si  ha 
GO:  GA  :  :  MN:B'B'  ossia 
100  :  163  :  :     12    : y 
163  X  12 


-=  centim.  19.5 


SMN  e  SB"B"  si  ha 

SO  :SA::  MN:  B"B"  ossia 

135: 198:  :    12   :  2 


X  12 


J35 


—  =  ccntim.  17.6. 


Dunque  matematicamente  è  dimostrato  che  la  cava- 
zione fatta  con  perno  al  pugno  e  più  larga  di  quella  fatta 
con  perno  al  gomito,  e  più  larga  ancora  di  quella  fatta 
con  perno  alla  spalla. 

A  questo  punto  cedo  la  parola  all'egregio  Dottore 
Francesco  Corso,  che  per  altra  via  e  con  voce  più 
autorevole  della  mia,  dimostrerà  fisiologicamente  la  vera 
maniera  di  eseguire  la  cavazione. 


154  PARTE    SECONDA 


QUESTIONE 


La  cavazione  eseguita  per  movimento  di  polso  è  me- 
glio della  cavazione  fatta  per  movimenti  del  braccio,  cioè 
dell'  articolazione  scapolo-omerale  ? 

Molti  fatti  anatomici  e  fisiologici  provano  che  la  cava- 
zione fatta  per  movimento  dell'  articolazione  scapolo-ome- 
rale si  compie  più  facilmente,  più  presto  della  cavazione 
fatta  per  movimenti  dell'  articolazione  radio- car pica  e 
medio— carpica. 

Articolazione  scapolo-omerale.  —  L'  articolazione 
scapolo-omerale  fu  giudicata  da  alcuni  autori  un'  artrodia 
perchè  la  cavità  glenoide  è  poco  profonda:  è  invece 
un'  enartrosi. 

La  cavità  glenoide,  sebbene  aumentata  dal  cercine  gle- 
noide, è  poco  profonda,  ed  ha  una  superficie  più  piccola 
assai  della  testa  dell'  omero.  Sono  mobili  le  due  ossa  che 
formano  quest'articolazione  ed  è  poco  resistente  la  sua 
capsula. 

Per  questi  fatti  l' articolazione  scapolo-omerale  compie 
più  estesi,  vari,  più  rapidi  movimenti  di  qualunque  altra 
articolazione.  E  la  più  mobile  delle  articolazioni.  Difatti 
l'omero  può  essere  portato  con  velocità  in  alto,  in  basso, 
in  avanti,  indietro  ed  in  tutte  le  posizioni  intermedie. 
La  volontà  può  inoltre  imprimere  al  braccio  un  movi- 
mento di  cireumduzione  e  di  rotazione  all'  omero  che 
completa  quello  della  mano. 


MECCANICA    DELLA    SPADA  155 

La  lussazione  scapolo— omerale  è  più  frequente  da  sé 
sola,  di  tutte  le  altre  prese  insieme.  Questo  altro  fatto 
prova  la  maggiore  mobilità  di  quest'  articolazione. 

L'  ARTICOLAZIONE    MEDIO-CARPICA,    O    DEL    PUGNO.    È 

una  diartrosi  a  condili  ed  è  il  ràdio  che  riceve  nelle  due 
cavità  secondarie  lo  scafoide  ed  il  semilunare.  La  ca- 
vità articolare  è  formata  anche  dal  segmento  trianeolare 
ed  il  suo  grande  asse  è  lungo  dai  40  ai  50  m.  m.  ed 
il  trasversale  dai    15   ai   20  m.  m. 

L'articolazione  radio— carpica  ha  sei  legamenti-  i  poste- 
riori della  medesima  sono  meno  resistenti  degli  anteriori. 

Il  polso  nei  movimenti  di  flessione,  di  estensione  e 
laterali  può  prendere  le  posizioni  intermedie  alle  prece- 
denti e  compiere  anche  un  movimento  di  cireumduzione. 

Ma  X  estensione  e  la  flessione  della  mano  sull'avam- 
braccio sono  grandi.  Invece  i  movimenti  laterali,  cioè  l'in- 
clinazione dei  bordi  radiale  e  cubitale  della  medesima 
sono  limitatissimi,  tanto  che  la  base  del  cono  che  la 
mano  descrive  nel  suo  movimento  di  cireumduzione,  ha 
la  forma  di  un  ellissi,  che  ha  il  suo  grand' asse  diretto 
d'avanti  indietro.  E  notevole  un  altro  fatto  che  è  que- 
sto :  la  flessione  della  mano  avviene  specialmente  nel- 
l' articolazione  medio-carpica,  e  lo  proverebbe  anche  la 
sporgenza  dell'  osso  capitato  quando  la  mano  viene  for- 
temente piegata. 

Tillaux  scrìve  :  «  il  movimento  di  flessione  della  mano 
»  sull'avambraccio  avviene  nell'articolazione  medio— car- 
»  pica  e  se  eseguito  tende  a  produrre  la  lussazione 
»  della  seconda  fila  del  carpo  sulla  prima.  » 

Il  movimento  &  estensione  della  mano  sull'avambraccio 
ha  per  centro  l'articolazione  radio— carpirti. 


156  PARTE    SECONDA 

«  I  movimenti  laterali  e  di  cireumduzione  si  compiono 
»  nelle  due  articolazioni.  »  (0 

Tutti  i  movimenti  delle  due  articolazioni  sono  meno 
estesi,  più  lenti,  meno  pronti  dei  movimenti  dell'  arti- 
colazione scapolo-omerale. 

È  questa  la  conclusione  generica  che  si  tira  dallo 
studio  del  meccanismo  delle  articolazioni,  nelle  quali  si 
compiono  i  movimenti  indispensabili  a  fare  la  cavazione 
col  pugno  o  con  tutto  il  braccio. 

Altri  fatti  an atomo- fisiologici  che  provano  la 
stessa  cosa.  —  I  muscoli  sono  gli  oro-ani  del  movi- 
mento  animale.  Il  lavoro  che  questi  fanno  è  proporzio- 
nato alla  loro  massa  ;  e  se  l'altezza  cui  portano  un  corpo 
con  una  contrazione'  dipende  dalla  lunghezza  delle  fibre 
muscolari,  la  quantità  del  lavoro  dipende  dal  numero 
delle  fibre.  Se  due  muscoli  sono  esfualmente  lunohi,  della 
stessa  qualità,  ha  maggior  forza,  compie  più  lavoro  quello 
che  ha  una  sezione  maggiore,  che  è  più  grosso. 

Di  due  muscoli  che  abbiano  la  stessa  superficie  di 
sezione,  ma  uno  è  più  lungo  dell'  altro,  compie  più 
lavoro  il  più  lungo.  Se  infine  due  muscoli  sono  lunghi 
e  grossi  diversamente,  ha  più  energia  quello  che  ha  una 
massa  maggiore,  cioè  —  come  è  stato  già  detto  — 
quello  che  ha  un  numero  maggiore  di  fibre  muscolari. 

Velocità  dell'impulso  nervoso.  —  Se  i  muscoli  sono 
contrattili  e  contraendosi  muovano  le  ossa,  si  contrag- 
gono per  X impulso  nervoso  che  ricevono  dal  cervello. 

L'impulso  nervoso,  secondo  i  fisiologi,  avrebbe  la  forma 


(1)  TiLLAUX,    Anatomia  topografica,  pag.   615. 


MECCANICA    DELLA    SPADA  1 57 

di  un'onda  lunga  iS  m.  m.  e  scende  dal  cervello  lungo 
i  nervi  colla  velocità  di  circa  28  metri  il  secondo,  ai 
muscoli  e  li  fa  contrarre.  L' impulso  nervoso  o  volon- 
tario arrivato  ai  muscoli  ha  un'onda  minore,  ed  è  meno 
veloce  di  3  m.  m.  il  secondo.  Per  queste  ragioni  è  chiaro 
che  i  muscoli  più  forti  e  capaci  di  produrre  movimenti 
più  grandi,  più  duraturi  e  più  veloci,  sono  i  più  volu- 
minosi ;  ed  a  parità  di  condizioni,  si  contraggono  prima 
quelli  che  sono  più  vicini  al  cervello,  donde  muove  la 
forza  che  li  fa  contrarre,  per  la  semplicissima  ragione 
che  quanto  più  i  muscoli  sono  vicini  alla  scaturigine 
dell'  energia  nervosa,  tanto  più  breve  è  il  tempo  che 
impiegherà  per  arrivare  alle  fibre  muscolari. 

Il  movimento  poi  dei  muscoli,  la  loro  contrazione, 
sarà  tanto  più  rapida,  quanto  più  sono  corti. 

Applicazione  di  queste  leggi  fisiologiche.  —  La 
cavallone  fatta  col  braccio  si  compie  per  i  muscoli  della 
regione  scapolo-omerale  che  sono  : 

i.°  Il  muscolo  deltoide  ;  il  più  voluminoso  e  forte 
dei  muscoli  del  membro  toracico,  che  circonda  tutta 
l'articolazione  scapolo-omerale  e  s'inserisce  all'impronta 
deltoidea  dell'  omero.  Questo  muscolo  è  specialmente 
abduttore. 

2.0  Il  muscolo  sottoscapolare  che  si  attacca  inferior- 
mente alla  piccola  tuberosità  dell'omero  ed  è  essenzial- 
mente molatore  interno  del  braccio. 

3.0  Il  muscolo  sotto  spinoso  corto  e  spesso  di  forma 
piramidale  che  s'  impianta  inferiormente  alla  grande 
tuberosità  dell'  omero,  e  sebbene  molto  più  debole  del 
deltoide  e  la  sua  inserzione  inferiore  sia  più  prossima 
al  punto  d'appoggio,    è   suo   potente    ausiliario   e   può 


158  PARTE    SECONDA 

alzare  il  braccio  alla  medesima  altezza  e  ruotarlo  anche 
in  fuori  come  osserva  il  Duchenne. 

4.0  Il  muscolo  sotto  spinoso  che  si  attacca  inferior- 
mente alla  faccetta  media  della  o-rossa  tuberosità  del- 
l' omero  ed  è  ruotatore  in  fuori  del  braccio  qualunque 
sia  la  sua  posizione. 

5.0  Il  muscolo  piccolo  rotondo,  che  s'inserisce  infe- 
riormente con  un  grosso  tendine  alla  fossetta  inferiore 
della  tuberosità  esterna  dell'omero,  e  alla  parte  sotto- 
stante al  collo  chirurgico:  ruota  il  braccio  in  fuori. 

6.°  Il  muscolo  grande  rotondo,  il  quale  divenuto 
una  larga  aponevrosi  s' inserisce  al  labbro  posteriore 
della  colonna  bicipitale.  Porta  il  braccio  in  dentro  ed 
indietro  e  lo  fa  o-irare  intorno  al  suo  asse  e  di  fuori  in 
dentro.  Cospirando  col  gran  pettorale  porta  il  braccio 
direttamente  in  dentro. 

Sono  questi  i  muscoli  che  muovono  principalmente 
il  braccio.  Ma  il  gran  pettorale,  avendo  un  suo  ten- 
dine inserito  sulla  parte  anteriore  dell'omero,  avvicina 
il  braccio  alla  parete  toracica,  e  per  mezzo  del  suo  fascio 
clavicolare,  tira  l' omero  in  dentro  ;  e  nella  sua  posi- 
zione sterno-costale  abbassa  e  porta  in  avanti  il  braccio 
quando  è  esteso  ed  orizzontale,  come  nella  posizione  di 
guardia. 

Prendono  parte  ai  movimenti  della  spalla  anche  il 
piccolo  pettorale  che  tira  la  spalla  in  basso,  avanti  e  in 
dentro  ecc.,  ed  il  gran  dentato,  il  quale  quando  il  torace 
è  il  punto  di  appoggio,  porta  la  spalla  avanti,  in  alto 
ed  in  fuori  e  le  imprime  un  movimento  di  rotazione. 
Per  essere  breve  e  perchè  ciò  che  abbiamo  esposto  ba- 
sta al  nostro  scopo,  non  dirò  degli  altri  muscoli  che  coa- 
diuvano i  movimenti  dell'  articolazione  scapolo-omerale. 


MECCANICA    DELLA    SPADA 


J59 


Paragonando  i  muscoli  nominati  con  quelli  che  muo- 
vono il  pugno  nei  modi  che  abbiamo  detto,  si  vede  subito 
che  i  primi  i  quali  muovono  l' articolazione  scapolo-ome- 
rale, sono  più  grossi,  più  forti,  più  prossimi  al  cervello 
dei  secondi,  cioè  nelle  condizioni  più  propizie  per  far 
meglio  e  più  presto  la  cavazione. 

Il  sig.  Masaniello  Parise  parlando  della  cavazione  così 
si  esprime  a  pagina  56  del  suo  trattato  della  spada. 
La  cavazione  è  qn  e  II'  azione  che,  eseguita  per  movimento 
di  polso,  serve  a  sprigionar  la  spada,  allorquando  tro- 
vasi soggetta  ad  uno  dei  quattro  legamenti. 

Si  esegue  con  un  sol  movimento,  svincolando  la  pro- 
pria spada  dall'  avversaria,  col  passar  destramente  la 
punta  al  bersaglio  scoverto,  descrivendo  un'  arco  di  cer- 
chio ;  dopo  di  che,  si  vibrerà  il  colpo. 

Or  bene  questo  movimento  di  polso  non  può  essere 
la  pronazione  o  supinazione  dell'  avambraccio,  perchè 
allora  la  punta  della  spada  non  verrebbe  portata  di 
contro  al  bersaglio  scoperto  dell'avversario,  ma  il  movi- 
mento di  cireumduzione  del  pugno,  il  quale  essendo  un 
movimento  complesso  risultante  dai  movimenti  antero— 
posteriori  di  flessione  e  di  estensione  e  laterali  della 
mano,  e  compiendosi  nelle  due  articolazioni  radio  e  me- 
dio—carpica,  la  base  del  cono  che  descrive,  ha  la  forma 
di  un'ellissi  ed  è  fatto  dai  muscoli,  dei  quali  la  maggior 
parte  si  inseriscono  alle  ossa  del  carpo  e  del  medio  carpo. 
Difatti  il  muscolo  grande  palmare  che  flette,  ed  è  prona- 
tore della  mano  e  l'inclina  sul  bordo  esterno  dell'avam- 
braccio, è  fissato  in  alto  alla  tuberosità  interna  dell'omero 
ed  inferiormente  al  secondo  metacarpo  ;  il  piccolo  pal- 
mare che  flette  anch'  esso  la  mano,  si  attacca  alla  parte 
media  del  legamento  anulare  ed  all'  aponevrosi  palmare. 


IÓO  PARTE    SECONDA 

Flessore  ed  abduttore  della  mano  è  il  muscolo  cubitale 
anteriore  che  le  imprime  anche  un  movimento  obliquo 
e  si  estende  dalla  tuberosità  interna  dell'omero  all'osso 
pisi/orme  ;  pigliano  parte  alla  flessione  della  mano  il 
flessore  superficiale  e  profondo  delle  dita  e  sono  fissati 
alle  falangi  dei  medesimi. 

I  muscoli  che  muovono  il  polso  sono  : 

i .°  Il  lungo  supinatore,  il  quale  secondo  alcuni  ana- 
tomici è  uno  dei  muscoli  principali  della  supinazione  ; 
e  per  Duchenne  mantiene  la  mano  in  una  posizione 
intermedia  tra  la  pronazione  e  la  supinazione  e  la  fa 
passare  dall'una  all'altra,  ed  è  fissato  al  terzo  inferiore 
dell'  omero  e  all'  apofisi  stiloide  del  radio. 

2.0  Il  radiale  esterno  che  stende  la  mano  e  l'abduce 
leggermente  agendo  sulla  parte  posteriore  ed  esterna 
del  secondo  osso  del  metacarpo. 

3.0  Il  secondo  radiale  esterno,  che  s'inserisce  dietro 
l'estremità  superiore  del  terzo  metacarpo,  compie  la 
stessa,  funzione  del  primo,  e  secondo  Duchenne  sarebbe 
un  estensore  diretto. 

4.0  Il  corto  supinatore  che  s'inserisce  con  fibre  opo- 
nevrotiche  alla  parte  posteriore,  all'esterna,  alla  porzione 
obliqua  del  bordo  anteriore  del  radio.  Estensore  della 
mano  è  anche  il  muscolo  cubitale  posteriore,  il  quale  se 
agisce  insieme  al  cubitale  anteriore,  porta  la  mano  diret- 
tamente in  avanti;  se  coi  radiali,  indietro.  Ha  le  sue  inser- 
zioni dietro  l'estremità  superiore  del  quinto  metacarpo. 

Sono  questi  i  muscoli  che  principalmente  fanno  la 
cavazione  col  polso  ;  e  sono  tanto  più  piccoli  e  più 
lunghi,  presi  in  genere,  dei  muscoli  dell'  articolazione 
scapolo-omerale,  ed  hanno  le  loro  inserzioni  lontanissime 
dal  cervello  che  deve  muoverli. 


MECCANICA    DELLA    SPADA  l6l 


Dimostrazione  sperimentale 
che  la  cavazione  si  fa  più  presto  col  braccio  che  col  pugno. 

Per  avere  cifre  esattissime  occorrerebbe  conoscere  la 
lunghezza  dei  nervi  dei  muscoli  accennati,  o  misurare 
il  tempo  che  ci  vuole  per  fare  la  cavazione  col  braccio 
e  col  pugno. 

Per  avere  cifre  approssimative  basterà  prendere  per 
termine  medio  delle  distanze  dei  muscoli  della  spalla  dal 
cervello,  la  distanza  da  questo  delle  inserzioni  inferiori 
del  deltoide. 

Per  giungere  alle  fibre  inferiori  del  deltoide  l'impulso 
nervoso  impiegherà  il  tempo  x.  Tenendo  solamente  conto 
dello  spazio  maggiore,  che  è  di  450  millimetri,  che  l'im- 
pulso nervoso  deve  percorrere  per  giungere  alle  fibre 
inferiori  dei  muscoli  motori  del  pugno,  si  ha  che  la  ca- 
vazione colla  spalla  si  fa  in  — -  circa  di  secondo  di  meno 

61 

che  col  pugno. 

Questa  differenza  di  tempo  dovrebbe  aumentare,  per- 
chè i  muscoli  dell'  articolazione  radio  e  medio  carpica 
sono  più  lunghi  e  più  deboli  dei  muscoli  della  regione 
scapolo-omerale,  fra  i  quali  comprendiamo  fisiologica- 
mente il  grande  ed  il  piccolo  pettorale,  perchè  come 
abbiamo  già  visto,  1'  articolazione  del  pugno  trova  mag- 
giore resistenza  nei  suoi  movimenti,  della  testa  del- 
l'omero, e  perchè  lo  spazio  percorso  dal  braccio  nel  suo 
movimento  rotatorio  e  di  cireumduzione  è  minore  di 
quello  percorso  dal  pugno  facendo  analoghi  movimenti. 

Gli    esperimenti    fatti   col   cronoscopio    di    Hipp   che 


IÓ2  PARTE    SECONDA 


misura  -  -  di  secondo,  provano  che  il  maestro  Masiello 
500 

compie  la  cavazione  esterna  (0  col  polso  in   — -  di  se- 

500 

condo;  col  braccio  in .  Nella  cavazione  al  fianco  ed  al 

500  J 

petto  la  differenza  deve  essere  minore,  perchè  per  farla  o 

in  un  modo  o  nell'altro  sono  sempre   indispensabili  la 

pronazione  e  la  supinazione  dell'avambraccio,  che  viene 

però   completata   dal   movimento   rotatorio   dell'  omero. 

Le  circolazioni  fatte  con  movimenti  dell'articolazione 

scapolo-omerale  sono  assai  più  celeri  di  quelle  fatte  con 

movimenti   del   polso,  perchè  il  braccio  conserva  assai 

più  della  forza  iniziale  la  quale  si  estingue  in  gran  parte 

pegli  attriti  dell'articolazione  del  polso. 

F.  Corso. 


Del  tocco  e  dello  sforzo  di  spada.  —  Un'  ultima 
questione  rimane  da  svolgere,  e  finirò  con  questa  di 
tediare  il  paziente  lettore.  Intendo  parlare  del  tocco  e 
dello  sforzo  di  spada,  nonché  del  modo  più  conveniente 
di  eseguirlo,  almeno  secondo  i  risultati  dello  studio  mec- 
canico della  questione. 

77  tocco  e  lo  sforzo  devono  essere  dati  col  forte  della 
propria  lama  sul  centro  della  lama  nemica,  e  non  già 
col  forte  sul  debole  (come  prescrive  Masaniello  Parise 
a  pagina   231   del  suo  trattato). 

Due  diverse  dimostrazioni  provano  la  verità  del  mio 
asserto. 


(1)  Prendiamo  la  cavazione  ester?ta   poiché  la  sua  esecuzione    richiede    un 
tempo  maggiore  di  quello  che  s'  impiega  nell'  esecuzione  delle  altre  cavazioni. 


MECCANICA    DELLA    SPADA  163 


l.a  Dimostrazione. 

Trattandosi  nella  scherma  dell'urto  dato  o  ricevuto 
da  due  verghe  metalliche,  quali  i  fioretti,  spade,  scia- 
bole ecc.  per  giudicare  dell'  effetto  di  rotazione  prodotto 
da  chi  vuole  deviare  o  parare  un  colpo  collo  sforzo  o 
tocco,  bisogna  premettere  alcune  riflessioni. 

i.°  Un  urto  quanto  più  è  rapido,  e  tanto  meno  si 
trasmette  a  distanza  nel  sistema  rigido  che  percuote. 
Non  è  quindi  applicabile  esclusivamente  il  principio  di 
statica  che  una  forza  opera  proporzionalmente  alla  di- 
stanza del  pimto  di  rotazione  o  fodero.  Tanto  più  se  si 
riflette  che  a  produrre  un  movimento  in  una  massa  qua- 
lunque si  richiede  il  tempo  necessario  a  comunicare  l'im- 
pulsione a  tutte  le  parti  della  massa  stessa.  Così,  per 
esempio,  una  porta  che  sia  semichiusa,  non  si  chiude  ma 
si  fora  colla  palla  di  un  fucile  ;  mentre  si  chiude  spin- 
gendola lentamente  con  un  dito. 

Nel  caso  della  scherma  il  fioretto  è  congiunto  per 
l' impugnatura  con  la  massa  della  mano,  ed  il  punto  che 
fa  cerniera,  o  fulcro,  è  il  carpo.  In  parte  però  partecipa 
alla  resistenza  la  massa  del  braccio,  e  la  tensione  dei 
muscoli  anteposti  corrisponde  alle  altre  cerniere,  o  fulcri, 
che  sono  l'articolazione  dell'avambraccio  coli' omero  e 
quella  dell'  omero  con  la  spalla. 

Si  vede  pertanto  che  un  colpo  dato  all'  estremità  del 
fioretto,  dovendo  trasmettersi  dal  punto  colpito  succes- 
sivamente a  tutti  i  singoli  punti  del  fioretto,  e  poi  da 
questo  alla  mano  ecc.,  richiede  un  tempo  più  lungo  che 
se  il  colpo  fosse  dato  alla  metà  del  fioretto.  Perciò  si 


164  PARTE    SECONDA 

ottiene  una  deviazione  maggiore  dell'arma,  dando  il  tocco 
alla  metà  o  dalla  metà  più  verso  la  coccia. 

Del  resto,  prescindendo  dall'  urto,  il  fioretto,  come  si 
è  osservato  precedentemente,  è  una  leva  di  terzo  genere 
in  cui  il  fulcro  più  prossimo  è  il  carpo,  ed  i  muscoli 
che  congiungono  l' avambraccio  col  carpo  sono  la  po- 
tenza, e  la  pressione  esercitata  dal  fioretto  avversario 
è  la  resistenza. 

2.°  Bisogna  inoltre  notare  che  quanto  più  il  tocco 
dato  colpisce  il  fioretto  verso  la  punta  (dove  esso  è  più 
cedevole  ed  elastico)  tanto  più  il  tocco  perde  di  effetto 
nella  rotazione  o  deviazione  del  fioretto  medesimo.  Infatti 
una  parte  dell'  urto  rimane  elisa  perchè  impiegata  nel 
vincere  la  forza  molecolare  e  nel  contrasto  dal  conse- 
guente moto  opposto  di  elasticità.  Una  parte  dell'urto 
si  risolve  in  due  componenti,  una  delle  quali  è  elisa 
dal  fulcro,   cioè  il  carpo. 


Infatti  sia  AB  il  fioretto,  M  la  mano,  C,  il  carpo.  Un 
colpo  d'intensità  ba  dato  in  a  farà  inflettere  il  fioretto 
dalla  posizione  rettilinea  ADB  alla  posizione  ADB. 
Pertanto  nel  punto  b'  la  forza  Od  (già  diminuita  dal- 
l' ostacolo  molecolare  necessario  a  vincersi  per  produrre 
l' inflessione)  resterà  scomposta  in  due,  l' una  b'd'  (che 
in  gran  parte  non  produce  che  un  conato  di  trazione), 
e  l'altra  c'b'  troppo  debole  per  produrre  un'efficace 
rotazione  nel  fioretto. 


MECCANICA    DELLA    SPADA  165 


2 . a  Dimostrazione . 

Possiamo  aggiungere  una  dimostrazione  più  rigorosa 
applicando  le  equazioni  generali  dell'urto  al  caso  del- 
l' urto  di  due  aste  perfettamente  elastiche  e  poco  fles- 
sibili, quali  appunto  sappiamo  essere  le  lame  delle  spade 
o  fioretti. 


0''  ^0' 

Siano  AB  ed  AB'  i  due  fioretti,  O  O  i  loro  centri 
di  rotazione,  N  il  punto  d' urto  delle  due  lame  ;  e  pon- 
gasi NO-r,  NO~9. 

Sia  a)  la  velocità  angolare  della  lama  urtante  prima  che 
avvenga  l'urto  ;  in  tale  istante  l'altra  spada  sarà  ferma 
onde  avrà  una  velocità  zero.  Durante  l'urto  dicansi  u  e  w' 
le  velocità  angolari  nell'  istante  di  massima  deformazione, 
e  o),  ed  u'2  la  velocità  nel  momento  dell'abbandono. 

Sieno  jx  e  ^  i  momenti  d'inerzia  delle  due  spade  ri- 
spetto ai  punti  O  e  O,  ed  F  la  forza  istantanea  che 
nasce  per  1'  urto. 

Ciò  posto  fra  le  quantità  u  W/  w';  w2  w'2  jx  ^  F  r  p  pos- 
siamo scrivere  le  relazioni  seguenti  applicando  l' equa- 
zione  dei   movimenti   relativamente   agli    urti   e   suppo- 
nendo =  i  il  coefficiente  di  restituzione  : 
(i)  <ùtr  =  tì>j p 

(2)  y-  (w  —  w;)  —  Fr 

(3)  ?'<»!=&? 

(4)  /*  («i-  %)  =  Fr 

(5)  /*',(</, -«f,)  =  ^- 


IÓ6  PARTE    SECONDA 

Avremo  quindi  cinque  equazioni  con  cinque  incognite, 
potendosi  supporre  w  (velocità  del  fioretto  urtante)  come 
cognita.  Sarà  quindi  facile  trovare  il  valore  di  «,',,  che 
è  la  velocità  angolare  della  spada  urtata  dopo  l'urto, 
espresso  in  funzione  di  r  e  p,  cioè  delle  distanze  dai 
centri  di  rotazione. 

Fr% 
Dalla  equazione  (2.a)  si  ha  r<n  — \-ra>r 

Dalla  (3.a)   pw',  = — r  e  quindi  per  la  (i.a) 

H-         P  \  V-         Y-  1 

Sostituendo  in  questa  il  valore  di  F  =  — -  ricavato 

1  2p 

dalle  (3/)  e  (5.a),  si  ha: 


2P    \  JX  /  I 


dalla  quale 


(-+4 


Per  semplificare  questa  equazione  possiamo  supporre 
uguali  le  due  spade,  per  cui  essendo  /*  =  /*',  si  ha: 


2<ù9'p 

r  H-  p 


Per  vedere  ora  come  vari  w'2  col  variare  di  r  e  p,  ossia 
secondo  che  l'urto  avviene  più  o  meno  vicino  alle  due 
cocete,  possiamo  mettere  l'ultima  equazione  sotto  la  forma; 


2W 


e     r 


MECCANICA    DELLA    SPADA  167 

Il  valore  di  u'2  sarà  massimo,  quando  sia  minimo  il 
denominatore   del   secondo    membro;    essendo    costante 

il  prodotto  di  —  per  —,  la  loro  somma  è  minima  per  r=p. 

Per  r=p  si  ha  g/2=&>,  cioè  tutta  la  velocità  angolare 
della  spada  urtante  si  comunica  alla  spada  urtata. 

Quindi  trattandosi  di  lame  flessibili,  per  ottenere  il 
massimo  effetto  con  minima  deformazione  e  massima 
velocità  di  movimento,  si  dovrà  cercare  di  battere  con 
la  propria  spada  sulla  spada  avversaria  più  lontano  che 
sia  possibile  dal  debole  della  lama,  compatibilmente  col- 
l' avvertenza  di  non  entrare  troppo  sotto  misura. 

Si  può  quindi  dare  la  regola  che  nei  tocchi  e  sforzi 
si  deve  battere  col  forte  della  propria  lama  std  centro  della 
lama  avversaria. 

E  bene  poi  che  il  tocco,  e  lo  sforzo,  siano  dati  movendo 
l' avambraccio  e  non  la  sola  mano,  perchè  il  colpo  acqui- 
sta velocità  e  quantità  di  moto:  la  prima  (la  velocità) 
per  ragione  dell'  arco  maggiore  descritto  in  pari  tempo 
dall'avambraccio  che  è  leva  più  lunga  che  non  la  mano; 
acquista  poi  quantità  di  moto  perchè  la  massa  messa 
in  movimento  è  maggiore. 


PARTE  TERZA 


CATTATO  DEDLA  £PADA 


^•««►■^ 


m^^imm^iMimj^&fj^msmsmsémsimimmsémémmtìm^mtàmm 


a 


SBS^SHSHsasHsairasEiHSHS^i^s^sss^s^sasss^^Bs^ijHSHiiusHsasHsssasBsz^HS^siisasasHSHp, 


I 


^M^WiW^im^^i^mf^^^^§&0mmfm 


INTRODUZIONE 


ìJJeneralità  sulla  scherma.  —  La  scherma 
||  è  l'arte  di  difendersi  dai  colpi  dell' avversa- 
li rio  e  di  offenderlo,  secondo  norme  razio- 
ni nali;  consiste  in  un  giuoco  cavalleresco. 


Le  azioni  di  offesa  e  di  difesa,  adunque,  si  attengono 
a  principii  di  ragione-,  si  esplicano  col  vigore  e  colla 
destrezza;  devono  contrapporsi  con  lealtà  e  gentilezza. 
La  scherma  dicesi  pertanto  arte  nobile. 

Perchè  uno  schermidore  possa  riputarsi  valente  come 
tale,  si  richiedono  diversi  requisiti.  I  principali  sono  : 

La  velocita,  naturale  derivazione  della  forza. 

La  precisione,  che  consiste  nella  coordinazione  e  com- 
postezza dei  movimenti. 

La  pronta  percezione,  ossia  il  discernimento  rapido  e 
sicuro  della  opportunità  delle  differenti  azioni. 

La  conoscenza  del  tempo,  ossia,  1'  abito  di  scegliere  ac- 


172  TARTE    TERZA 

cortamente  l' istante  propizio  allo  svolgimento  di  qualun- 
que azione,  sia  d'  offesa  che  di  difesa. 

La  coizoscenza  della  misura,  cioè,  la  stima  esatta  della 
distanza,  che  separa  lo  schermidore  dal  suo  avversario. 
Senza  il  giusto  apprezzamento  della  misura,  non  si  po- 
trebbe condurre  il  colpo  al  petto  nemico,  con  tutta  quella 
precisione  che  si  richiede  dall'arte. 

Non  tutti  però  costituiscono  doti  naturali,  che  anzi, 
alcuni  di  essi  si  acquistano,  soltanto  con  lungo  e  per- 
severante studio,  diretto  da  maestro  appassionato  e  co- 
scenzioso. 

La  forza  nella  scherma.  —  Il  distintissimo  dottore  ca- 
valiere Giovanni  Astegiano  scrive  così  :  «  Nella  scherma 
tutto  il  sistema  muscolare  è  in  azione.  Ciò  spiega  il 
grande  dispendio  di  forze  che  cagiona  questo  eser- 
cizio \  nessun  altro  più  di  questo  richiede  forza,  viva- 
cità e  precisione  negli  atti  muscolari.  » 
Questo  giudizio  ci  fa  considerare  la  forza  quale  fat- 
tore importantissimo  della  scherma.  In  altri  termini  dirò, 
che  il  concetto  della  parola  scherma  è  inseparabile  da 
quello  della  parola  forza.  Infatti  che  cosa  è  la  forza? 
«  Qualunque  cagione  atta  a  produrre  e  modificare  il 
»  movimento,  dicesi  forza.  L'azione  dei  muscoli  negli 
»  animali,  la  gravità,  ecc.,  sono  altrettante  forze.  Ge- 
»  neralmente  si  dà  il  nome  di  potenze  alle  forze  che 
»  tendono  a  produrre  un  certo  effetto,  e  quello  di  re- 
»  sistenze  alle  forze  che  si  oppongono  a  questo  effetto. 
»  Le  prime,  che  tendono  ad  accelerare  ad  ogni  istante 
»  il  moto,  diconsi  acceleratrici  ;  le  seconde,  ritardatrici.  » 
(Ganot,  Trattato  di  fisica).  Ma  la  scherma  consiste  ap- 
punto nel  produrre  determinati  effetti,  e  si  esplica  esclu- 


TRATTATO    DELLA    SPADA  173 

sivamente  con  movimenti  del  corpo  e  dell'arme;  occor- 
rerà necessariamente  impiegarvi  la  forza.  Non  so  quindi 
a  quale  principio  fondamentale  abbiano  fatto  capo  co- 
loro, (0  i  quali  asseriscono,  esser  la  forza  nemica  capi- 
tale della  scherma.  (2) 

Nemici  capitali  della  scherma  sono  bensì  la  precipi- 
tazione, la  fiacchezza  e  la  rigidezza,  le  quali  costante- 
mente congiurano  a  danno  dello  schermidore.  La  preci- 
pitazione guasta  1'  esattezza  del  colpo  ;  la  fiacchezza  e  la 
rigidezza  impediscono  al  colpo  stesso  di  riuscire  veloce, 
quella  per  l'insufficenza  della  forza  muscolare  necessaria, 
questa  perchè  impedisce  alla  detta  forza  il  suo  utile  svi- 
luppo, trasformando  la  forza  acceleratrice  in  forza  ritar- 
datrice. 


(1)  Vedi,  ad  esempio,  Masaniello  Parise,   Trattato  della  spada,  pag.  31. 

(2)  Certamente  non  è  stata  la  scuola  classica  napoletana  che  ha  suggerito 
un  tale  paradosso,  perocché  Grisetti  e  Rossaroll,  ultimi  scrupolosi  espositori  di 
quelle  teorie,  così  si  esprimono  :  «  Gli  Spagnuoli,  per  quello  che  noi  sappiamo, 
furono  i  primi,  che  si  avvidero,  che  nella  guardia  vi  doveva  essere  un  punto 

fortissimo,  su  di  cui  applicare  la  forza  e  potenza^  che  l'uomo  necessa- 
riamente impiega  nello  Schermire.   »   Trattato  di  scherma,  §   13. 


** 


174  PARTE    TERZA 


CAPITOLO  PRIMO 


Nomenclatura  della  spada  o  fioretto.   —   Equilibrio  della  spada. 
Modo  d'  impugnare  la  spada. 


§  i    —  Nomenclatura  della  spada  o  fioretto. 

Il  fioretto,  arme  lunga  e  diritta,  offensiva  e  difensiva, 
è  un  assimilazione  della  spada.  E  destinato  a  vibrare 
solamente  colpi  di  punta. 

Si  divide  in  guardia,  lama  e  impugnatura. 
La  guardia  si  compone: 

della  coccia,  di  ferro,  che  ha  la  forma  di  una  ca- 
lotta sferica,  avente  nel  centro  un  foro  rettangolare  per 
dar  passaggio  al  codolo  e  ricasso  ;  lo  spessore  di  essa 
è  di  un  millimetro  circa;  il  suo  diametro  sta  fra  gli  li 
e  i    12   centimetri-, 

degli  archetti,  di  ferro,  che  uniscono  la  coccia  alla 
spranga  ; 

della  spranga,  di  ferro,  lunga  centimetri  12,  per- 
pendicolare all'asse  della  lama-,  nel  suo  centro  è  pra- 
ticato un  foro,  corrispondente  a  quello  della  coccia^  pel 
quale  passa  il  solo  codolo  ; 

del  cuscinetto,  di  pelle  o  stoffa  qualsiasi,  imbottito 
di  crine  ;  combacia  perfettamente  colla  parte  concava 
della  coccia;  anche  esso  è  forato  nel  suo  centro. 

La  guardia  così  composta  pesa  circa  190  grammi. 
Essa,  portata  repentinamente  dall'  alto  al  basso,  da  si- 
nistra a   destra   e   viceversa,   mediante  la   potenza   del 


TRATTATO    DELLA    SPADA  175 

braccio,  serve,   in  unione  alla  lama,   a  sviare   e  parare 
i  colpi  che  vibra  l' avversario. 

La  lama,  d'acciaio,  ha  la  forma  di  una  piramide  ret- 
tangolare: vi  si  distinguono: 

il  bottone,  costantemente  ricoperto  di  pelle; 

il  ricasso,  parte  più  ingrossata  della  lama,  che  tro- 
vasi tra  la  coccia  e  la  spranga-,  ha  la  forma  di  un  prisma 
rettangolare  avente  gli  spigoli  alquanto  smussati  per 
non  offendere  le  dita;  le  sue  dimensioni  sono:  per  i 
rettangoli  delle  due  basi  di  millimetri  15  per  5,  e  per 
gli  spigoli  di  centimetri  4  x/2  ; 

il  codolo,  di  ferro,  che  s'introduce  nel  manico  e  nel 
pomo;  finisce  a  vite; 

gli  spigoli  della  lama;  prendono  il  nome  di  interni 
quelli  rivolti  a  sinistra,  esterni  quelli  rivolti  a  destra, 
superiori  quelli  rivolti  in  alto  e  inferiori  quelli  rivolti 
in  basso.  (0 

La  lama,  escluso  il  codolo,  è  lunga  centimetri  95;  il  suo 
peso  è  di  grammi  190  circa.  La  lunghezza  dello  spigolo 
è  di  centimetri  90.  Nella  lunghezza  della  lama  si  distin- 
guono tre  parti  eguali  che  si  denominano  gradi,  e  chia- 
mansi:  forte,  la  parte  vicina  alla  coccia;  debole,  la  parte  vi- 
cina al  bottone;  media,  la  parte  compresa  fra  le  altre  due. 
L'  impugnatura  è  composta  : 

del  manico,  di  legno,  fusiforme,  alquanto  schiacciato, 
lungo  millimetri  95;  è  forato  in  tutta  la  lunghezza  del 
suo  asse;  alle  sue  basi  vien  rinforzato  da  cerchietti  di 
metallo;  il  suo  peso  è  di  grammi   20; 

del  pomo,  di  ottone  o  di  altro  metallo;  ha  l'ufficio 


(1)  Le  denominazioni  accennate  si  riferiscono  alla  maniera    d' impugnare  il 
fioretto,   tenendo  il  pugno  in  quarta  posizione  (paragrafo  7). 


I  7  6  PARTE    TERZA 

di  collegare  fra  loro  tutte  le  varie  parti  dell'arma;  si 
avvita  a  quella  porzione  di  codolo  che  sporge  dal  ma- 
nico. Ha  la  forma  di  un  cono  tronco  ;  le  dimensioni 
sono:  di  millimetri  23  per  il  diametro  maggiore,  e  di  mil- 
limetri 15  per  il  diametro  minore;  la  lunghezza  è  di  mil- 
limetri 32;  il  suo  peso  è  di  grammi  75.  Verso  la  base 
maggiore  è  praticato  un  piccolo  foro,  in  cui  si  intro- 
duce un  ferro,  per  poterlo  vitare  e  svitare  con  facilità. 
Il  fioretto  composto  come  sopra  è  lungo  metri  1 .08  e 
pesa  475   grammi  circa. 

§  2.  —  Equilibrio  della  spada. 

L'  equilibrio  di  un'  arma  qualunque  si  avverte  appena 
impugnata  e  stretta  l'arma  stessa.  Stabilire  però,  ge- 
neralmente e  in  modo  assoluto  e  matematico,  il  punto 
preciso  in  cui  dovrà  riscontrarsi  il  centro  di  gravità  del 
fioretto,  sarebbe  cosa  impossibile. 

Un  fioretto,  del  quale  tutte  le  parti  corrispondano 
esattamente  alle  dimensioni  accennate  al  paragrafo  pre- 
cedente, avrà  il  suo  centro  di  gravità  distante  4  centi- 
metri dal  polo  della  coccia. 

Più  il  centro  di  gravità  si  avvicina  alla  coccia  e  più 
l'arma  si  rende  leggiera;  all'apposto,  più  esso  se  ne 
allontana  e  più  l' arma  si  rende  pesante.  (J)  Siccome  poi 
è  evidente  che  l'arma  più  leggiera  si  maneggia  con  mag- 
gior precisione  e  si  trasporta  con  più  velocità,  così  sarà 
meglio  scegliere  un  fioretto  che  abbia  il  suo  centro  di 
gravità  fra  il  punto  sopra  accennato  e  la  coccia,  anziché 
fra  questo  e  la  punta. 


(1)  Vedi   l'arte  meccanica. 


5 


— i 

4 


*s 


n 


W03OJ 


TRATTATO    DELLA    SPADA  177 


§  3.  —  Modo  di  impugnare  la  spada.  (0 

Il  dito  medio  si  introduce  fra  il  ricasso  e  l'archetto 
di  sinistra,  appoggiandone  la  falangetta  sul  vertice  del- 
l' angolo  formato  dalla  spranga  e  dal  ricasso  ;  il  dito 
indice  in  semi-flessione,  col  polpastrello  sporgente  dal 
ricasso,  tocca  il  cuscinetto  colla  superficie  ugneale  e  colle 
due  ultime  falangi  ;  il  pollice  s' applica  allo  spigolo  su- 
periore esterno  del  ricasso,  con  la  sua  estremità  inferiore 
distante  circa  un  centimetro  dal  cuscinetto  ;  le  due  ul- 
time dita  stanno  in  flessione  forzata  sul  manico,  che  deve 
giacere  nello  spazio  limitato  dalle  due  eminenze  tettare 
e  ipoteuare  (cavo  della  mano).  (2) 

La  parte  interna  della  spranga  è  tenuta  stretta  dal 
dito  medio,  la  parte  esterna  poggia  sul  margine  esterno 
dell'  articolazione  nietacarpo-falatigea  dell'  indice. 

Essendo  l'eminenza  tettare  più  sporgente  di  quella  del- 
l'opposto lato,  il  cavo  della  mano  non  si  prolunga  esatta- 
mente nella  direzione  dell'asse  del  braccio.  È  necessario 
perciò  che  il  pollice  e  l'indice,  antagonisti  nella  loro 
azione,  esercitino  adattata  pressione  nei  punti  del  ricasso 


(i)  Trattando  della  maniera  d'impugnare  l'arme,  Grisetti  e  Rossaroll  avver- 
tono che  la  medesima  fortifica  il  braccio  dello  schermitore.  La  costruzione,  essi 
scrivono,  e  natura  detta  nostra  spada  rende  forte,  nerboruta  e  più  grande  della 
mano  sinistra,  la  mano,  come  ancora  il  braccio  dritto ....  A  questo  proposilo 
ci  piace  risovvenirvi  di  ciò,   che  avrete  più  volte  sentito  dire  dagli  oltramontani, 

cioh  voi  altri  schermitori  italiani^  avete  il  braccio  di  ferro.  Dunque 

la  mano,  il  braccio  e  la  loro  forza  hanno  grande  valore  nella  scherma.  E  poi 
si  presumerà  di  seguitare  la  scuola  classica  napoletana,  da  chi  vorrebbe  far 
credere  che  si  debba  schermire  senza  forza  ! 

(2)  Il  cavo  della  mano  è  costituito  dallo  spazio  compreso  tra  le  due  emi- 
nenze tettare  e  ipotenare,  di  cui,  la  prima  è  posta  nella  parte  superiore  ed  esterna 
della  palma  della  mano,  la  seconda  occupa  la  parte  superiore  interna. 

12 


178  PARTE    TERZA 

ove  prendono  appoggio;  e  che  il  mignolo,  per  effettuare 
l'esatta  applicazione  del  manico  nel  cavo  suddetto,  sia 
portato  in  esagerata  adduzione  verso  l'asse  del  braccio, 
in  modo  che  il  manico  stesso  risenta  la  minore  possi- 
bile influenza  dell'azione  dei  muscoli  delle  due  eminenze. 

Rappresentando  la  spada  un  prolungamento  del  brac- 
cio, si  comprende  di  leggieri,  che,  per  ovviare  agli  spo- 
stamenti della  punta,  il  suo  pomo  deve  essere  mante- 
nuto fisso  lungo  la  direzione  dell'  asse  dell'  arto,  cioè 
quasi  in  corrispondenza  alla  metà  del  polso. 

E  poiché  importante  cosa  è  quella  di  impugnar  bene 
la  spada,  e  a  ciò  si  deve  in  gran  parte  l' esito  felice 
di  ogni  azione,  sarà  necessario  che  il  maestro  ponga 
tutta  la  sua  cura  ed  attenzione,  affinchè  l'allievo  non  ne 
trascuri  o  modifichi  le  norme  innanzi  descritte. 

E  bene  convincersi  che,  fino  a  quando  non  si  abbia 
imparato  perfettamente  ad  impugnare  la  spada,  finché 
guardia  e  mano  non  si  siano,  per  modo  di  dire,  fuse 
insieme,  qualunque  azione,  sia  di  offesa  che  di  difesa 
sarà  sempre  di  poca  o  nessuna  efficacia. 

Il  fioretto,  impugnato  colle  norme  accennate,  deve 
essere  maneggiato  mediante  il  concorso  di  httle  e  tre  le 
articolazioni  del  braccio.  Alcune  azioni  di  scherma  si 
eseguiscono  colla  sola  articolazione  della  spalla;  alcune 
altre  con  quella  del  gomito,  ed  altre  ancora  con  quella 
del  pugno.  Queste  ultime  però,  in  numero  ristrettissimo, 
dovranno  sempre  essere  necessariamente  accompagnate 
dalle  altre  due,  o  per  lo  meno,  da  quella  del  gomito. 

Nello  svolgimento  del  presente  trattato  si  vedrà,  quale 
articolazione  dovrà  esser  messa  in  movimento  nell'  ese- 
cuzione delle  singole  azioni. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  ifg 


CAPITOLO   SECONDO 


Posizione  normale.  —  Linea  direttrice.  —  Spada  in  linea.  —  Posizioni  del 
pugno.  —  Saluto.  —  Guardia.  ■ —  Riposo.  — ■  Linea  di  offesa.  —  Bersa- 
glio. —  Divisione  del  bersaglio.  —  Battuta  del  piede.  —  Misura.  —  Passo 
avanti.  ■ —  Passo  indietro.  —  Inviti.  —  Legamenti.  —  Parate  semplici.  — 
Passaggio  da  una  parata  all'  altra.  —  A-fondo.  —  Botta  dritta.  —  Dall'  a- 
fondo  in  guardia.  —  Botta  dritta  collo  slancio  del  piede  sinistro  indietro.  — 
Fili  di  spada. 


§  4.  —  Posizione  normale. 

Si  volge  il  fianco  destro  verso  la  parte  ove  sta  l'av- 
versario, disponendo  i  piedi  ad  angolo  retto (0  coi  talloni 
a  contatto  ;  la  punta  del  piede  destro  rivolta  all'  avver- 
sario ;  le  ginocchia  tese  ;  le  anche  sporgenti  ugualmente  ; 
il  corpo  dritto;  il  ventre  in  dentro  e  il  petto  avanti; 
le  spalle  tenute  bene  aperte  allo  stesso  livello;  la  testa 
alta,  lo  sguardo  rivolto  all'avversario;  il  braccio  sinistro 
naturalmente  pendente,  col  palmo  della  mano  contro  la 
coscia,  e  colle  dita  unite  e  distese  ;  (2)  il  braccio  destro 
disteso,  col  pugno  prono,  alquanto  distaccato  dal  corpo, 


(1)  Scopo  principale  della  posizione  normale  è  quello  di  preparare  il  corpo 
ad  assumere  correttamente  la  posizione  di  guardia.  E  poiché  in  questa  è  ne- 
cessario tenere  il  piede  destro  perpendicolarmente  al  sinistro,  ciò  si  otterrà  più 
facilmente  preparando  i  due  piedi  ad  angolo  retto.  Così  anche  Grisetti  e  Ros- 
saroll  della  scuola  classica  napoletana.  Il  maestro  Parise,  invece  dispone  diffe- 
rentemente, riferendosi  ad  una  maniera  di  guardia  diversa,  e  svantaggiosa,  come 
si  dimostra  colla  nota  al  paragrafo  9. 

(2)  Quando  si  userà  la  maschera,  essa  sarà  tenuta  colla  mano  sinistra,  in 
modo,  che  la  parte  inferiore  dell'  orecchione  sinistro  sia  fra  il  pollice  e  le  altre 
quattro  dita,  e  1'  orecchione  destro  contro  la  parte  esterna  della  coscia. 


PARTE    TERZA 


e  avanti  la  coscia  destra  circa  30  centimetri.  La  spada, 
impugnata  colle  norme  prescritte,  dovrà  mantenersi  in 
linea  retta  col  braccio. 

§  5.  —  Linea  direttrice. 

Supposti  due  schermidori  l'uno  di  fronte  all'altro,  in 
posizione  normale,  s'intenderà  per  linea  direttrice  quella 
linea  immaginaria,  che  partendo  dal  tallone  sinistro  di 
uno  di  essi  e  passando  per  l' asse  del  suo  piede  destro, 
andrebbe  ad  incontrare  gli  stessi  punti  dei  piedi  del- 
l' avversario. 

Su  questa  linea  si  dovranno  rigorosamente  svolgere 
tutte  le  svariate  azioni  della  scherma  ad  eccezione  del- 
l' inquartata.  (0 

§  6.  —  Spada  in  linea. 

Questo  movimento  si  eseguisce  in  un  sol  tempo,  al- 
zando la  spada,  col  braccio  disteso,  fino  a  livello  della 
spalla;  il  dorso  della  mano  rivolto  a  terra;  la  spalla, 
il  pugno  e  la  spada  formanti  una  sola  linea  retta  e 
parallela  al  suolo. 

Avvertenza.  —  II  maestro  farà  riprendere  air  allievo  la  posi- 
zione normale,  esercitandolo  ad  alzare  ed  abbassare,  la  spada  ripetu- 
tamente e  con  sveltezza,  affinchè  questi  nel  passaggio  da  una  posizione 
aW  altra,   si  abitui  a  mantenere  la  spada  in  perfetta  linea  col  braccio. 

§  7.  —  Posizioni  del  pugno. 

Dalla  posizione  di  spada  in  linea  si  prendono  le  varie 
posizioni  di  pugno,  che  sono  cinque,  cioè:  di  prima,  se- 
conda,  terza,  quarta  e  quinta. 

(1)  Veggasi  il  significato  al  paragrafo   160. 


1 


TRATTATO    DELLA    SPADA  l8l 

La  posizione  di  prima  si  prende,  girando  il  braccio 
sul  proprio  asse  fino  a  che  il  dorso  della  mano  sia  ri- 
volto a  sinistra,  ossia  al  proprio  lato  interno-,  quella  di 
seconda,  girandolo  in  modo  che  il  dorso  della  mano  sia 
rivolto  in  alto;  quella  di  terza,  girandolo  fino  a  che  il 
dorso  della  mano  sia  rivolto  a  destra,  ossia  al  proprio 
lato  esterno;  quella  di  quarta,  facendo  prendere  alla 
mano  la  sua  totale  supinazione.  La  quinta  è  una  posi- 
zione intermedia  fra  '  la  terza  e  la  quarta. 

La  seconda  e  la  quarta  sono  le  posizioni  che  si  usano 
più  di  frequente;  perciò  il  maestro  le  farà  prendere  al- 
l'allievo molte  volte  e  con  celerità,  badando  che,  nel 
passaggio  dall'una  all'altra,  non  faccia  angolo  nell'ar- 
ticolazione del  gomito  e  del  polso. 

§  8.  —  Saluto. 

Il  saluto  si  eseguisce  in  sette  tempi: 

i.°  si  alza  la  spada  col  braccio  teso,  e  facendola 
passare  per  la-  posizione  di  spada  in  linea,  si  flette  il 
braccio  e  si  riduce  l' arme  perpendicolare  al  suolo,  te- 
nendola innanzi  all'occhio  destro,  col  gomito  stretto  al 
corpo  e  le  unghie  rivolte  al  petto; 

2.°  si  distende  il  braccio  rimettendo  la  spada  in 
linea;   e  così  si  saluta  l'avversario; 

3.0  si  flette  il  braccio  come  al  primo  tempo; 

4.0  lo  si  distende  portandolo  alquanto  in  dentro,  a 
livello  della  spalla;  e  così  si  saluta  coloro  che  si  trovano 
dalla  parte  sinistra; 

5.0  si  flette  il  braccio  come  al  primo  tempo; 

6.°  lo  si  distende  portandolo  a  livello  della  spalla 
ed  alquanto  in  fuori,  prendendo  col  pugno  la  posizione 


182  PARTE    TERZA 

di  seconda;  e  così  si  saluta  coloro  che  si  trovano  dalla 
parte  destra; 

7.0  si  riprende  la  posizione  normale. 

Avvertenza.  —  Nel  salutare  Insogna  clic  lo  sguardo  e  il  busto 
assecondino  con  eleganza  non  affettata  i  movimenti  del  braccio. 

Quando  si  creda  opportuno  di  usare  particolare  deferenza  a  talune 
delle  persone  che  presenziano  gli  esercizi,  si  potrà  cominciare  il  sa- 
luto dalla  loro  parte,  sempre  pero  dopo  di  aver  salutato  /'  avversario. 

§  9.  —  Guardia. 

Per  guardia  s' intende  quella  posizione  speciale  e  più 
vantaggiosa  che  lo  schermidore  prende  col  corpo  e  colla 
spada,  per  essere  vigilante  e  pronto  ad  accorrere  velo- 
cemente alla  difesa  e  all'  offesa. 

La  guardia,  essendo  un  atteggiamento  che  per  primo 
deve  influire  sul  morale  dell'  avversario,  è  necessario 
assumerla  con  severità  e  perfezione,  affinchè  essa  risulti 
bella  ed  insieme  imponente. 

Per  mettersi  in  guardia  occorrono  dite  tempi: 

i.°  si  prende  la  posizione  di  spada  in  linea,  solle- 
vando contemporaneamente  il  braccio  sinistro  teso,  e 
portandolo  in  perfetta  linea  col  destro  e  col  palmo  della 
mano  rivolto  in  alto; 

2.0  Si  flettono  le  ginocchia;  si  avanza  il  piede  de- 
stro sulla  direttrice  di  tanto  quanto  basti,  perchè  il  corpo 
si  mantenga  in  perfetto  equilibrio  (lo  spazio  compreso 
fra  i  dite  piedi  sarà  sempre  uguale  ai  quattro  decimi 
della  propria  statura);  (0  contemporaneamente  si  flette 


(1)  L'esperimento  fatto  su  circa  300  allievi  avendo  dato  sempre  per  risul- 
tato, che  in  guardia  il  corpo  si  mantiene  nel  massimo  equilibrio  allorquando  lo 
spazio  compreso  fra  i  due  piedi  è  uguale  ai  quattro  decimi  della  statura,  questo 
dato   sperimentale  si  può  elevare  a  legge  schermistica. 


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TRATTATO    DKLLA    SPADA  18' 


il  braccio  sinistro  ad  angolo  retto,  col  gomito  a  livello 
e  sulla  linea  delle  spalle. 

In  tale  atteggiamento,  l'asse  del  tronco  e  la  eamba 

OO  >  fc> 

destra  devono  essere  perpendicolari  alla  direttrice,  gli 
arti  inferiori  piegati  in  modo  da  formare  un'angolo  di 
circa  120  gradi,  il  peso  del  corpo  egualmente  ripartito 
Ira  le  due  gambe  C1),  il  ginocchio  sinistro  perpendicolare 
alla  punta  del  piede  sinistro,  il  ventre  in  dentro  ed  il 
petto  in  avanti,  le  spalle  sullo  stesso  livello,  la  testa  alta, 
lo  sguardo  attento  e   fisso   negli   occhi   dell'avversario. 

Mi  piace  di  riportare  qui  alcune  note  che  si  riferi- 
scono alla  posizione  di  guardia,  dettate  dal  rammentato 
dottore  Astegiano  cav.  Giovanni,  già  Professore  di  ana- 
tomia nella  cessata  Scuola  Centrale  di  scherma  e  gin- 
nastica in  Parma: 

«  Le  estremità  inferiori  sono  piegate-,  il  peso  del 
»  corpo  gravita  sopra  di  esse  egualmente;  le  braccia 
»  sono  sollevate.  Allora  il  corpo  dell'  uomo  può  con- 
»  siderarsi  come  disposto  sopra  tre  linee  verticali  di 
»  cui  F  una  passa  per  il  mezzo  del  capo  e  del  busto; 
»    le  altre  due  scendono  a  piombo  sul  piede. 

»  Questa  posizione  è  per  sé  sola  molto  affaticante. 
»  Infatti  le  estremità  inferiori  sono  per  natura  confor- 
»  mate  in  modo  che  F  uomo  può  sostenere  a  lungo  la 
>    posizione    ritta    su   due   piedi,    quasi   senza   concorso 


(i)  «  Il  centro  di  gravità  dee  giacere  tra  le  due  ossa  dette  femori;  e  se 
poi  da  esso  si  abbassi  una  perpendicolare,  cadrà  sulla  direttrice  dividendo  per 
metà  lo  spazio  intercetto  tra  i  due  talloni.  »  (Grisetti  e  Rossaroll,  Trattalo 
delia  spada,  §  66). 

«  Questa  è  fra  le  guardie  la  migliore,  perchè  il  corpo  riposando  in  equi- 
librio, senza  caricarsi  più  su  di  una  coscia,  che  su  di  un'altra,  né  più  avanti, 
ne  più  indietro,  ne  avviene  che  lo  schermidore  non  si  stanca,  come  suole  ac- 
cadere nelle  altre  guardie.    »   (Grisetti  e  Rossaroll,  §  67). 


184  PARTE    TERZA 

s  attivo  di  muscoli,    senza   soverchia   fatica.    Ma   se  le 

»  estremità  inferiori  invece  di  essere  distese  sono  pie- 

»  gate,  allora  soggiacciono  a  grave  sforzo;  tutto  il  la- 

»  voro  di  reggere  il  corpo  è  affidato  ai  muscoli  esten- 

?  sori  delle  medesime.  Questi  muscoli  devono  mantenere 

s  entro  certi  limiti  il  piegamento  articolare  che   tende 

»  ad  accrescersi  sotto  il  peso  del  corpo  e  delle  estremità 

»  superiori.  Soltanto  la  loro  azione  continua  ed  energica 

»  impedisce  al  corpo  di  soccombere  ed  accasciarsi.  Vi 

»  ha  lotta  tra  il  peso  del  corpo   che   tende   a   serrare 

>  gli  angoli  fatti  dalle  articolazioni  e  le  forze  che  ten- 

»  dono  ad  aprirli:  vale  a  dire  i  muscoli  estensori  (della 

»  coscia  specialmente).  Stando  l' uomo  in  piedi  vi  è  tra- 

»  smissione  diretta  secondo  la  lunghezza  dell'osso,  del 

»  peso  superiore  all'  osso  inferiore,  nella  guardia  invece 

»  è  comunicato  il  peso  all'angolo  aperto  ed  agisce  come 

»  forza  piegante.   Quindi  la  trasmissione   del   peso   del 

»  tronco  al  suolo  ha  luogo  coli'  intermezzo  di  cordoni 

»  elastici  come  il  peso  di  una  carrozza  coli'  intermezzo 

»  delle  molle.  Ne  avviene  che  la  posizione  in  guardia 

»  non   può   essere   conservata   lungamente;    a   capo  di 

»  alcuni  minuti   anche  i  più  forti  sentono  il  bisogno  di 

»  riavvicinare  le  gambe    allargate,    rialzarsi    e   riposare 

»  non   fosse  altro  che  per  un  solo  istante.  »  (') 

§  io.   —  Riposo. 

Dalla  posizione  di  guardia  si  viene  a  questa  posizione 
in  un  sol  tempo.  Si  distendono  le  ginocchia;  si  porta  il  tal- 

(1)  Il  maestro  Parise  nel  descrivere  a  pag.  43  il  secondo  movimento  per  il 
passaggio  dalla  prima  posizione  (posizione  normale)  a  quella  di  guardia,  stabili- 
sce le  seguenti   norme: 

A)  si  piegheranno  le  ginocchia  senza  mai  far  perdere  al  tronco  la  sua 
perpendicolare  al  suolo;  B)  sì  porterà  innanzi  il  piede  destro  sulla  direttrice, 


TRATTATO    DELLA    SPADA  185 

Ione  destro  a  contatto  del  sinistro,  o  viceversa;  si  abbassa 
il  braccio  sinistro  e  si  riprende  la  posizione  normale  ; 
quindi  l'allievo  è  libero  di  avanzare  l'ima  o  l'altra  gamba. 


per  la  lunghezza  dì  due  piedi,  con  due  battute,  comprendendo,  in  ogni  battuta, 
io  spazio  del  piede  del  tiratore  (tale  lunghezza  verrebbe  ad  essere,  in  generale, 
uguale  a  centimetri  56,  corrispondendo  alla  lunghezza  media  del  piede  del- 
l' uomo  che  è  di  centimetri  28). 

Indi  più  innanzi  avverte  :  C)  di  fare  osservazione  che  il  ginocchio  destro 
cada  perpendicolare  al  respettivo  calcagno,  e  che  il  sinistro  stia  a  piombo  sulla 
punta  del  pie  sinistro  /la  quale,  è  bene  ricordarlo,  secondo  il  suddetto  maestro, 
si  deve  trovare  più  indietro  della  linea  del  calcagno,  siccome  egli  prescrive 
trattando  della  prima  posizione. 

Da  queste  tre  norme  emergono  chiaramente  tre  conseguenze  ;  e  cioè,  a)  che 
il  corpo  graviterà  in  massima  parte  sulla  gamba  sinistra,  b)  che  esso  rimarrà 
quindi  spostato  indietro,  sia  pure  cadendo  perpendicolarmente  alla  direttrice, 
e)  che  non  potrà  piegarsi  che  poco  sulle  ginocchia. 

Queste  tre  conseguenze  danno  luogo  ai  seguenti  inconvenienti  : 

i."  La  gamba  sinistra,  sopportando  da  sola  quasi  tutto  il  peso  del  corpo, 
molto  pivi  facilmente  si  stancherà,  e  quasi  si  paralizzeranno  in  breve  tempo,  i 
suoi  movimenti  di  estensione  e  di  flessione,  che  maggiormente  concorrono  a 
spingere  il   corpo  a-fondo,  e  a  ritirarlo  in  guardia. 

2."  11  centro  di  gravità  del  corpo  non  essendo  compreso  sulla  perpen- 
dicolare, che  divide  per  metà  la  distanza  intercetta  fra  i  due  piedi,  mancherà 
l'equilibrio  perfetto,  assolutamente  necessario  alla  prontezza  ed  alla  naturalezza 
dei  movimenti. 

3."  Il  corpo  trovandosi  spostato  indietro,  rimarranno  indietro  anche  il 
braccio,  la  spada,  e  la  punta;  e  maggiore  sarà  lo  spazio  che  questa  dovrà  per- 
correre per  colpire  il  bersaglio. 

4."  Stando  poco  seduti  in  guardia,  a)  i  muscoli  non  potranno  essere  con- 
tratti sufficientemente  allo  scopo  di  agire  come  vere  balestre  a  vantaggio  della 
velocità  e  della  efficacia  del  colpo,  b)  si  scoprirà  al  nemico  un  bersaglio  mag- 
giore mantenendo  grande  distanza  fra  braccio  e  coscia,  e)  si  renderà  più  dif- 
ficile la  propria  parata  a  causa  ancora  della  distanza  che  correrà  fra  le  linee  di 
offesa  alte  e  quelle  basse. 

Or  bene  mi  sia  permesso  di  fare  una  domanda.  Non  ha  mai  pensato  il  mae- 
stro Parise  che  ove  le  fondamenta  manchino,  l'edificio  crolla;  o  piuttosto,  poi- 
ché egli  ha  riconosciuto  a  pag.  41  del  suo  trattato,  che  la  pcrfezio7ze  della  guar- 
dia contribuisce  non  poco  a  quella  delle  azioni,  come  ha  fatto  per  adattare  azioni 
perfette  ad  una  guardia  così  poco  perfetta?  Se  pure  egli  non  abbia  voluto  sce- 
gliere una  guardia,  che  si  accosta  a  quella  del  metodo  francese,  per  potere 
svolgere  un  giuoco  alla  francese;  ma  in  questo  caso  egli  avrebbe  avuto  torto 
di  chiamare  italiano  il   suo  sistema. 


l86  PARTE    TERZA 


§  ii.  —  Linea  d'offesa. 


S'intende  per  linea  d'offesa  quella  linea  formata  dal 
braccio  e  dalla  spada,  che,  prolungandosi  immaginaria- 
mente, si  congiunge  col  bersaglio  nemico. 

È  molto  vantaggioso  mantenere  la  spada  sulla  linea 
d'offesa,  poiché  così  s'impedisce  quasi  sempre  all'avver- 
sario di  tirare,  se  prima  non  eseguisca  7111  azione  di  de- 
viamento. (') 

§  12.  —  Bersaglio. 

Per  bersaglio  s  intende,  tutta  quella  parte  del  tronco 
esposta  ai  colpi  dell'  avversario.  I  suoi  limiti  sono  la 
clavicola  ed  il  margine  superiore  dell'  osso  iliaco. 

§  13    —  Divisione  del  bersaglio. 

Essendo  lo  schermidore  in  perfetta  guardia,  colla  spada 
sulla  linea  d 'offesa,  immaginiamo  che  sia  tirato  dalla  li- 
nea direttrice  un  piano  perpendicolare  alla  stessa,  il  quale 
conseguentemente  passerà  per  l' asse  del  braccio  e  della 
lama  dello  schermidore;  lo  spazio  compreso  fra  detto 
piano  ed  il  petto,  si  chiamerà  lato  in  dentro  o  interno; 
lo  spazio  compreso  fra  lo  stesso  piano  e  le  spalle,  si 
dirà  lato  in  fuori  o  esterno. 

Si  consideri  ora  tirato  un  altro  piano  perpendicolare 
al  primo,  ossia  parallelo  alla  direttrice,  e  lo  si  faccia 
passare  per  gli  stessi  assi  della  lama  e  del  braccio  dello 


(1)  Vedi  paragrafo  98  e  seguenti. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  187 

schermidore;  lo  spazio  superiore  a  detto  piano  si  chia- 
merà sopra  o  petto;  quello  inferiore  si  chiamerà  sotto 
o  fianco. 

§  14.  —  Battuta  del  piede. 

La  battuta  del  piede  si  eseguisce  in  un  tempo  solo; 
si  alza  il  piede  destro  di  pochi  centimetri,  e  lo  si  ri- 
porta immediatamente  al  suo  posto  battendolo  a  piena 
pianta. 

La  battuta  del  piede  vuol  essere  eseguita  energica- 
mente, senza  perdere  l' equilibrio,  e  senza  fare  oscillare 
la  punta  della  spada,  il  suo  scopo  principale  essendo 
quello  di  abituare  l' allievo  a  mantenere  1'  attività  di  tutti 
i  suoi  muscoli.  Molte  volte  essa  serve  ad  aumentare 
l'effetto  delle  finte. 

§  15.  —  Misura. 

Lo  spazio  esistente  fra  due  schermidori  situati  in  guar- 
dia, si  denomina  misura;  e  siccome  detto  spazio  potrà 
essere  lungo,  medio  o  breve,  così  si  avranno  tre  spe- 
cie di  misure,  che  prendono  i  nomi  di  fuori  misura, 
giusta  misura  e  sotto  misura. 

Si  starà  fuori  misura,  quando  per  colpire  l'avversa- 
rio, farà  d'uopo  di  avanzare  di  uno  o  più  passi;  a  giusta 
misura,  tutte  le  volte  che  lo  schermidore  dalla  posizione 
di  guardia,  vibrando  la  stoccata,  arriverà  efficacemente 
colla  punta  al  bersaglio  senza  eseguire  alcun  passo 
avanti;  sotto  misura,  allorquando  la  distanza  intercetta 
tra  gli  avversari  sarà  minore  di  quella  fissata  per  la 
giusta  misura. 


PARTE    TERZA 


Non  potrà  chiamarsi  corretto  quello  schermidore  che 
si  ridurrà  spesse  volte  a  quest'ultima  misura.  (0 

§  16.  —  Passo  aranti. 

Il  passo  avanti  si  eseguisce  per  avvicinarsi  all'  avver- 
sario quando  egli  sia  fuori  misura,  affine  di  giungere 
a  colpirlo.   Si   eseguisce  in  due  tempi: 

i.°  Si  porterà  avanti  il  piede  destro  di  tanto,  quanto 
basti  per  poter  entrare  in  misura  giusta; 

2.°  Immediatamente  il  piede  sinistro  seguirà  il  de- 
stro percorrendo  uno  spazio  eguale,  e  mantenendo  inal- 
terata la  posizione  di  guardia. 


(i)  Il  maestro  Parise  crede  di  aver  trovato  il  modo  pratico  di  co?ioscere  la 
disianza  o  misura,  «  Messa  la  spada  (egli  dice)  sulla  linea  d'offesa  col  braccio 
disteso,  s' intenderà  fresa  la  distanza,  allorché  stando  in  piedi  i  due  avversari 
coi  talloni  uniti,  le  punte  delle  spade  si  tocchino  appena.  E  questa  si  dice  misura 
camminando  o  fuori  misura  ;  il  che  importa,  clic,  per  colpire  V  avversario,  e 
uopo  avanzare  d  un  passo.    » 

Un  tal  modo  per  giudicare  della  misura  non  è  invece  affatto  pratico,  poiché 
il  colpo  vibrato  da  fuori  misura,  ossia  dopo  eseguito  il  passo,  colle  norme 
sopraindicate,   non  a?-riva  giammai  a  toccare  V avversario. 

Infatti  si  prendano  due  schermidori  e  si  dispongano  col  corpo  e  colla  spada 
come  e  accennato  al  paragrafo  63  del  suo  trattato;  si  mettano  in  guardia  nel 
modo  indicato  al  paragrafo  io,  in  maniera  che  vi  sia  fra  un  piede  e  l'altro 
d' entrambi  gli  schermidori  lo  spazio  di  due  piedi  precisi  ;  si  faccia  eseguire  ad 
uno  di  essi  un  passo  avanti  come  è  prescritto  al  paragrafo  15,  cioè  avanzando 
di  un  piede  solo  ;  quindi  si  faccia  eseguire  allo  stesso  schermidore  la  botta  dritta 
come  è  prescritto  al  paragrafo  13,  cioè:  spingendo  avanti  il  pie  dritto  di  un 
piede,  e  col  corpo  quasi  perpendicolare  alle  due  rette  parallele  formate  dai 
piedi  e  dalle  braccia;  e  si  vedrà  che  la  punta  della  sua  spada,  non  solo  non  ar- 
riverà a  toccare  il  bersaglio,  ma  che  ne  disterà  anzi  di  parecchi  centimetri. 

A  misura  gius/a  ottenendosi  il  medesimo  effetto  negativo  del  colpo,  si  è 
costretti  ad  ammettere  che  col  sistema  del  maestro  Parise,  bisognerà  schermire 
necessariamente  sempre  sotto  misura  per  potersi  colpire.  Ma  siccome  il  pre- 
detto maestro  proibisce,  e  in  questo  giustamente,  di  schermire  sotto  misura, 
domando  io  come  si   farà  a  colpire  l'avversario? 


TRATTATO    DELLA    SPADA  1S9 


§  17.  —  Passo  indietro. 

11  passo  indietro  si  eseguisce,  sia  per  riprendere  la 
giusta  misura,  sia  per  allontanarsi  dall'avversario  e  ren- 
dergli in  tal  modo  più  difficile  l' offensiva.  Si  eseguisce 
in  due  tempi: 

i.°  Si  porterà  indietro  il  piede  sinistro,  distendendo 
totalmente  la  oramba  sinistra. 

o 

2.0  Piegando  il  ginocchio  sinistro,  si  porterà  anche 
il  piede  destro  indietro,  e  battendolo  a  terra  si  ripren- 
derà l'esatta  posizione  di  guardia. 

Avvertenza.  ■ —  Sia  nel  passo  avanti  che  nel  passo  indietro,  ponga 
il  maestro  tutta  la  sua  attenzione,  affinchè  r  allievo  non  devii  dalla 
linea  direttrice;  curi  che  questi  non  faccia  oscillare  la  spada  e  che 
la  tenga  sempre  sulla  linea  d 'offesa;  e  filialmente  che  i  due  tempi  siano 
eseguiti  con  tale  rapidità  da  sembrare  un  tempo  solo. 

§  18.  —  Inviti. 

Chi  scopre  scientemente  e  con  idea  preconcetta  il  pro- 
prio corpo  o  bersaglio,  allo  scopo  di  indurre  1'  avver- 
sario ad  agire,   eseguisce  un  invito. 

Si  può  invitare  l'avversario,  sia  mantenendo  la  pro- 
pria spada  distaccata  dalla  sua,  sia  tenendola  a  con- 
tatto e  dominandone  i   o-radi. 

Nel  primo  caso  si  avrà  uri  invito  semplice;  nel  secondo 
wxì invito  di  legamento.  Nella  pratica  si  dirà,  per  maggior 
concisione,  invito  il  primo,  legamento  il  secondo. 

Gli  inviti  sono  cinque: 

i.°  Invito  di  prima;  scopre  tutto  il  fianco  e  si  ese- 
guisce in  un  sol  tempo.  Evitando  la  spada  avversa,  e 
senza  flettere  le  varie  articolazioni  del  braccio,  si  por- 


190  PARTE    TERZA 

terà  la  propria  spada  a  sinistra  della  lìnea  d' offesa,  in 
maniera  da  fare  descrivere  alla  punta  un  arco  di  cer- 
chio da  fuori  in  dentro,  e  di  farla  risultare  a  pochi  cen- 
timetri in  fuori  della  spalla  destra  dell'  avversario  ;  il 
pugno,  girato  in  seconda  posizione,  dovrà  essere  a  livello 
delle  spalle;  la  punta,  il  pugno  e  la  spalla  destra  do- 
vranno formare  una  sola  linea  retta  e  parallela  al  ter- 
reno. Questo  invito  è  poco  usato  preferendosi  in  so- 
stituzione quello  di  mezzocerchio. 

2.0  Invito  di  seconda;  scopre  tutto  il  petto  e  sì  ese- 
guisce in  un  sol  tempo.  Si  girerà  il  pugno  in  seconda  po- 
sizione mantenendo  la  mano  sull'asse  del  braccio;  si 
abbasserà  il  braccio  destro  teso,  in  modo  che  il  pugno 
risulti  a  livello  del  margine  inferiore  della  mammella-, 
si  scosterà  braccio  e  spada  a  destra  della  linea  di  offesa, 
colla  punta  a  pochi  centimetri  dal  fianco  dell'avversario. 

3.0  Invito  di  terza;  scopre  tutto  il  lato  interno  e 
si  eseguisce  in  un  tempo  solo.  Si  fletterà  leggermente  il 
braccio  destro  ad  angolo  ottuso  col  vertice  in  basso,  e, 
senza  incontrare  la  spada  avversa,  si  porterà  la  propria 
a  pochi  centimetri  a  destra  della  linea  d'offesa,  formando 
quasi  una  retta  coli'  avambraccio  ;  il  pugno  in  quinta 
posizione  ed  all'  altezza  della  spalla. 

4.0  Invito  di  quarta;  scopre  il  lato  esterno,  e  si 
eseguisce  in  un  solo  tempo.  Evitando  la  spada  dell'av- 
versario, si  fletterà  il  braccio  destro  quasi  ad  angolo 
retto,  portandolo  a  sinistra  e  colla  spada  in  linea  retta 
coli'  antibraccio  ;  il  pugno  girato  in  quinta  posizione  e 
quasi  a  livello  del  fianco;  il  gomito  in  dentro  per  quanto 
si  può  e  quasi  a  contatto  del  corpo;  la  punta  della  spada 
quasi  a  livello  della  spalla  destra  dell'avversario,  ed  a 
pochi  centimetri  in  fuori  della  stessa. 


3 

-3 

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TRATTATO    DELLA    SPADA 


I9I 


5.0  Invito  di  mezzocerchio ;  scopre  tutto  il  fianco  e 
si  eseguisce  in  un  sol  tempo.  Evitando  la  spada  avversa  e 
senza  flettere  le  varie  articolazioni  del  braccio,  si  porterà 
la  spada  a  sinistra  della  linea  di  offesa,  facendo  descri- 
vere alla  punta  un  arco  di  cerchio  da  fuori  in  dentro, 
in  modo  che  essa  risulti  a  pochi  centimetri  in  fuori  della 
spalla  destra  dell'avversario;  il  pugno,  girato  in  quinta 
posizione,  dovrà  essere  a  livello  della  spalla  destra  ;  la 
punta,  il  pugno  e  la  spalla  dovranno  formare  una  sola 
linea  retta  e  parallela  al  suolo.  (*) 

§  19.  —  Legamenti. 

Si  eseguisce  un  legamento  quando,  per  invitare  l' av- 
versario, si  uniscono  i  gradi  forti  della  propria  spada 
coi  gradi  deboli  di  quella  avversa,  deviando  questa 
dalla  linea  d'offesa.  L'unione  dovrà  succedere  in  modo 
da  opporre  alla  spada  dell'avversario,  ma  a  giusta  che 
fuori  misura,  il  braccio  di  leva  più  corto  che  sia  pos- 
sibile ;  a  misura  giusta  dovrà  formarsi  un  triangolo  i 
cui  lati  saranno  il  proprio  forte,  la  propria  coccia,  e  la 
lama  dell'avversario,  di  cui  una  parte  dovrà  oltrepas- 
sare la  detta  coccia. 

I  legamenti  come  gli  inviti  sono  cinque  e  cioè: 
i.°  Legamento  di  prima;  scopre  tutto  il  fianco,  e 
si  eseguisce  in  un  tempo  solo.    Unendo   lo   spigolo  in- 
feriore  esterno   del    proprio  forte   al   medio   della   lama 


(1)  In  tutti  gli  inviti  descritti  dal  maestro  Parise  al  paragrafo  14,  pag.  48 
del  suo  Trattato,  meno  in  quello  di  mezzocerchio,  il  braccio  forma  angolo  colla 
spada.  Proprio  quello  di  mezzocerchio  in  cui  non  avvi  angolo  di  sorta,  formando 
spada  e  braccio  una  sola  e  perfetta  linea  retta,  l' autore  lo  chiama  inyito 
d' angolo. 


I92  PARTE    TERZA 

avversa  col  pugno  in  seconda  posizione,  si  trasporterà 
la  spada  nemica  alquanto  a  sinistra  e  si  prenderà 
la  posizione  dell'  invito  di  prima.  Questo  legamento 
è  poco  usato,  potendosi  sostituire  quello  di  mezzo- 
cerchio. 

2"  Legamento  di  seconda,-  scopre  tutto  il  petto,  e 
si  eseguisce  in  un  tempo  solo.  Si  girerà  il  pugno  in  se- 
conda,  si  unirà  lo  spigolo  superiore  interno  del  proprio 
forte  al  debole  della  lama  avversa,  e,  trasportandola  in 
basso  e  a  destra,  si  prenderà  l'esatta  posizione  del- 
X  invito  di  seconda. 

3.0  Legamento  di  terza;  scopre  il  lato  interno,  e 
si  eseguisce  in  un  solo  tempo.  Si  unirà  lo  spigolo  in- 
feriore esterno  del  proprio  forte  al  debole  della  lama 
dell'avversario  col  pugno  in  quinta  posizione,  e  devian- 
dola a  destra,  si  prenderà  la  posizione  dell'  invilo  di 
terza. 

4.0  Legamento  di  quarta;  scopre  il  lato  esterno,  e 
si  eseguisce  in  un  sol  tempo.  Col  pugno  in  quinta  po- 
sizione, si  unirà  lo  spigolo  superiore  interno  del  pro- 
prio forte  al  debole  della  spada  avversa,  e  trasportan- 
dola a  sinistra,  si  prenderà  la  esatta  posizione  dell'  invito 
di  qitarla. 

5.0  Legamento  di  mezzocerchio;  scopre  il  fianco  e 
si  eseguisce  in  un  solo  tempo.  Unendo  lo  spigolo  supe- 
riore esterno  del  proprio  forte  al  medio  della  lama  av- 
versa col  pugno  in  quinta  posizione,  si  trasporterà  la 
spada  nemica  alquanto  a  sinistra,  e  si  prenderà  la  posi- 
zione dell'  invito  di  mezzocerchio. 

Tanto  gli  inviti  che  i  legamenti  dovranno  essere  ben 
marcati  e  non  dovranno  scoprire  che  un  lato  solo,  co- 
prendo bene  il  lato  opposto. 


.3 


4* 


TRATTATO    DELLA    SPADA  193 


20.  —  Parate. 


Qualunque  movimento  eseguito  colla  spada  o  col 
corpo,  allo  scopo  di  deviare  e  schivare  un  colpo  del- 
l'avversario,  dicesi  parata. 

È  sempre  meglio  però  parare  colla  spada  che  col 
corpo.  È  utile  ricordare  inoltre  che,  anche  a  parità  di 
efficacia,  sarà  sempre  preferibile  nella  scherma,  con- 
siderata come  arte,  quel  movimento  che  raggiungerà 
uno  stesso  scopo  difensivo  con  maggior  eleganza  e  fer- 
mezza. 

Le  parate  possono  essere  semplici  (o  d'appoggio),  di 
contro,  di  ceduta,  di  tocco  e  di  sforzo.  Delle  prime,  cioè 
di  quelle  semplici,  poiché  servono  di  base  a  tutte  le 
altre,  è  necessario  determinare  i  principi  per  stabilire 
la  base  delle  parate  tutte. 

Le  parate  semplici  sono  :  la  parata  di  prima,  di  se- 
conda, di  terza,  di  quarta  e  di  mezzocerchio. 

Sarà  bene  cominciare  dal  descrivere  la  posizione  finale 
di  ognuna  di  esse. 

La  parata  di  prima,  tuttora  usata  dalla  sawla  mista 
è  francese,  fu  da  lungo  tempo  abbandonata  dalla  scuola 
classica  italiana  a  cui  il  presente  trattato  s'inspira;  essa 
è  sostituita  dalla  parata  di  mezzocerchio,  molto  più  van- 
taggiosa e  spontanea.  La  sua  posizione  è  come  quella 
del  legamento  di  prima,  ma  col  braccio  e  la  spada  un 
poco  più  in  basso. 

Parata  di  seconda;  il  braccio  sarà  totalmente  disteso;  il 
pugno,  in  seconda  posizione  ed  a  livello  del  margine  in- 
feriore della  mammella  destra,  formerà  coli'  avambraccio 
un  impercettibile  angolo  ottuso  col  vertice  in  fuori;  la 

13 


194  PARTE    TERZA 

punta  della  spada  in  linea  del  fianco  avversario.  (0  La 
parata  di  seconda  schiva  i  colpi  vibrati  al  lato  basso 
esterno.  La  seconda,  in  casi  eccezionali,  ad  esempio  per 
parare  la  fianconata  di  quarta  bassa  ed  il  trasporto  di 
seconda,  (2)  potrà  eseguirsi  ancora  col  pugno  in  quarta 
posizione. 

Parata  di  terza;  il  braccio  sarà  interamente  disteso;  la 
spada  un  poco  a  destra  della  linea  d' offesa  colla  punta 
diretta  alla  faccia  dell'avversario;  il  pugno,  esattamente 
in  quarta  posizione  ed  all'altezza  del  mento,  formerà 
col  braccio  un  impercettibile  angolo  ottuso  col  vertice 
in  fuori.  La  terza  para  i  colpi  vibrati  al  lato  alto  esterno. 
Volendo,  questa  parata  potrà  anche  eseguirsi  col  pugno 
in  seconda.  (3) 

Parata  di  quarta;  il  braccio  sarà  a  sinistra,   e  piegato 


(i)  A.  proposito  di  tutte  le  parate  in  generale,  come  le  prescrive  il  maestro 
Parise,  cioè  colla  punta  in  fuori  della  linea  d'offesa  (§19  Trattato  della  spada), 
è  utile  eh'  io  riporti  una  legge  fondamentale,  dettata  da  Grisetti  e  Rossaroll,  af- 
finchè ogni  cultore  della  scherma  possa  stabilire,  se  quelle,  come  tutto  il  nuovo 
sistema,  s' informino  veramente  ai  principi  della  scuola  classica  Napoletana.  Ecco 
quello  che  essi  dicono  a  pag.   41    del  loro  Trattato: 

Accade  nelle  parate,  che  per  zirlare  con  forza  la  spada  nemica,  il  pugno 
si  disvia  per  poco  dalla  linea  d' offesa.  Dunque  allora  cottviene  sostituirvi  la 
punta,  affinchè  se  il  nemico  vedendovi  scoperto  per  poco  il  petto,  volesse  tirarvi, 
venga  trattenuto  dalla  punta,  che  forma  scudo  al  voitro  petto.  Questo  princi- 
pio è  della  massima  importanza  J  poiché  parando  convien  fare  angolo,  e 
non  si  puh  fare  angolo  senza  dare  tm  adito  al  vostro  petto.  Dunque  no7t  vi 
ha  che  la  punta  sostenuta  nella  linea  di  offesa,  che  possa  garantirvi  dai  colpi 
improvvisi  del  nemico. 

(2)  Veggasi  il  significato  ai  paragrafi  99,    in. 

(3)  Al  paragrafo  20  a  pag.  62  del  suo  trattato,  il  maestro  Parise  stabilisce 
per  la  parata  di  terza,  che  il  pugno  debba  essere  sulla  linea  della  mammella. 
Un  tal  modo  di  parare  la  terza  è  in  verità  inefficace,  perchè  si  oppongono  i 
gradi  minori  della  propria  spada  a  quelli  maggiori  della  spada  avversa;  tranne 
il  caso,  come  si  osserva  nella  vignetta  a  pag.  59  di  quel  trattato,  che  il  tira- 
tore, per  compiacenza,  tiri  il  colpo  abbassando  il  pugno,  a  ciò  che  l' avversario 
possa  comodamente,  e  senza  disagio  alcuno,  parare  il  colpo  stesso. 


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TRATTATO    DELLA    SPADA  195 

quasi  ad  angolo  retto  ;  la  spada  possibilmente  dovrà  es- 
sere tenuta  colla  punta  in  direzione  del  bersaglio  ;  il 
pugno,  girato  in  quinta  posizione,  dovrà  essere  quasi  a 
livello  del  fianco,  e  formerà  coli' avambraccio  un  imper- 
cettibile angolo  ottuso  col  vertice  in  dentro.  La  qitarta 
para  i  colpi  vibrati  alla  parte  interna. 

Parata  di  mezzocerchio;  il  braccio  sarà  disteso  ed  un 
poco  a  sinistra;  la  spada  dovrà  essere  tenuta  alquanto 
inclinata,  colla  punta  in  direzione  del  fianco  avversario; 
il  pugno,  girato  in  quinta  posizione,  dovrà  essere  quasi 
all'altezza  della  spalla  destra,  e  formerà  col  braccio  un 
impercettibile  angolo  ottuso  col  vertice  in  dentro.  Il 
mezzocerchio  para  i  colpi  diretti  al  lato  interno.  (0 

Avvertenza.  —  Conviene  fare  osservare  che  le  posizioni  stabilite 
per  il  braccio  e  per  la  spada  potranno  modificarsi  secondo  il  modo 
meno  corretto  col  quale  F  avversario  dirigerà  i  suoi  colpi.  È  certo 
che  se  F  avversario  invece  di  dirigere  i  suoi  colpi  al  petto  li  dirigesse 
alla  testa,  bisognerebbe  necessariamente  alzare  di  molto  il  braccio  e  la 
spada  per  poter  difendersi  efficacemente  ;  al  contrario  bisognerebbe 
abbassarli  qualora  F  avversario  dirigesse  i  colpi  alla  parte  inferiore 
del  bersaglio. 

La  velocità  e  precisione  della  parata  dovrà  essere  in  ragione  di- 
retta della  velocità  e  precisione  del  colpo,   che  si  vuole  schivare. 


(i)  A  pag.  62  lo  stesso  maestro  Parise  scrive:  La  parata  di  mezzocerchio 
si  eseguisce  con  un  sol  movimento,  deviando  in  dentro  la  spada  avversaria  dalla 
linea  di  offesa,  descrivendo  un  arco  di  circolo,  senza  Spostare  il  pugno  dal 
SUO  centro  di  Operazione^  ma  girandolo  di  terza  in  quarta,  formando  una 

linea  colla  spada,  la  cui  punta  si  scosterà  di  poco  dalla  spalla  destra 
avversa. 

Se  l'egregio  autore  provasse  una  sola  volta  di  parare  il  mezzocerchio,  la- 
sciando il  pugno  fermo  al  suo  posto  e  portando  la  punta  della  sua  spada  in 
fuori  della  spalla  destra  dell'avversario,  si  accorgerebbe  di  formare  un  angolo 
non  insensibile,  il  cui  vertice  sarebbe  rivolto  dalla  parte  opposta  della  lama  av- 
versa; e  per  questa  ragione  (contraria  al  principio  fondamentale  di  ogni  parata 
di  qualsiasi  sistema,  che  è  quello  di  volgere  il  vertice  dell'  angolo,  se  angolo  si 
forma,  sempre  dalla  parte  del  ferro  avversario)^  e  perchè  egli  opporrebbe  ne- 


196 


PARTE    TERZA 


§  21.  —  Passaggio  da  una  parata  all'altra. 

i.°  Dalla  parata,   dal  legamento   o   dall'  invito   di   se- 
conda si  passerà: 

a)  alla  parata  di  mezzocerchio,  in  un  tempo  solo; 
girando  il  pugno  in  quinta  posizione  e  trasportando 
instantaneamente  la  propria  spada  da  destra  a  sinistra, 
si  opporrà  il  forte  di  essa  al  medio  della  spada  avversa-, 
e  deviandone  la  punta  dalla  linea  ove  era  diretta,  si 
prenderà  la  posizione  della  parata  di  mezzocerchio  ; 


cessariamente   i  gradi   deboli  della  sua  lama  a  quelli  forti  dell'avversario,  non 
potrebbe  difendersi  da  un  colpo,  vibrato  anche  con  poca  violenza. 

La  seguente  figura  servirà  a   chiarire  meglio  l' inconveniente   a  cui  sì  an- 
drebbe incontro  eseguendo  la  parata  di  mezzocerchio  secondo  il  metodo  Parise. 


Dalla  posizione  di  guardia  il  fioretto  del  difensore  avendo  la  direzione  di  P  S', 
questi,  se  non  parasse  il  colpo  dritto  vibrato  dal  suo  avversario,  verrebbe  ad  es- 
sere colpito  nel  punto  in.  Se  poi  volesse  pararlo  col  mezzocerchio  precisamente 
come  prescrive  il  maestro  Parise,  cioè  :  senza  spostare  il  pugno  dal  suo  centro 
d' operazione  P,  e  descrivendo  colla  punta  itu  arco  di  cerchio  in  inodo  da  por- 
tarla un  poco  fuori  dalla  spalla  destra  S'  dell'  avversario,  ossia  nel  punto  in',  la 
coccia  del  fioretto  dovrebbe  prendere  la  posizione  ed;  ed  allora,  invece  di  con- 
seguire lo  scopo  di  deviare  la  punta  della  spada  nemica  al  di  là  del  punto  7", 
la  farebbe  cadere  nel  punto  r  che  è  più  vicino  al  punto  S  ;  e  ciò  perchè  la  coc- 
cia invece  di  essere  perpendicolare  alla  retta  SS'  ne  risulterebbe  obliqua,  e 
conseguentemente   il   punto  e   risulterebbe  più  vicino  alla  detta  retta  SS'. 

Dunque  la  parata  di  mezzocerchio  col  sistema  Parise,  invece  di  essere  di 
gran  risorsa,  riesce  di  gran  pericolo,  e  maggiore  di  quello  a  cui  andrebbe  incon- 
tro chi  non  la  volesse  eseguire. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  I97 

b)  alla  parata  di  tersa,  in  un  tempo  solo;  girando 
il  pugno  in  quarta  posizione,  trasportando  instantanea- 
mente  la  propria  spada  dal  basso  in  alto,  e  descrivendo 
colla  punta  un  arco  colla  convessità  in  dentro,  si  opporrà 
il  proprio  forte  al  medio  della  spada  avversa,  prendendo 
la  posizione  della  parata  di  terza; 

e)  alla  parata  di  quarta,  in  un  tempo  solo;  girando 
il  pugno  in  quinta  posizione,  trasportando  istantanea- 
mente la  propria  spada  da  destra  a  sinistra  e  descri- 
vendo colla  punta  un  arco  colla  convessità  in  fuori,  si  op- 
porrà il  proprio  forte  al  medio  della  spada  avversa  ;  e 
deviandone  la  punta  dalla  linea  in  cui  era  diretta,  si 
prenderà  la  posizione  della  parata  di  quarta, 

2.0  Dalla  parata  di  terza   od   anche   dall'  invito  o  le- 
gamento di  terza  si  passerà: 

a)  alla  parata  di  quarta,  in  un  tempo  solo;  girando 
il  pugno  in  quinta  posizione  e  trasportando  istantanea- 
mente la  propria  spada  da  destra  a  sinistra,  si  opporrà 
il  forte  di  essa  al  medio  della  spada  avversaria;  e  de- 
viandone la  punta  dalla  linea  ove  era  diretta,  si  pren- 
derà l'esatta  posizione  della  parata  di  quarta; 

ò)  alla  parata  di  mezzocerchio,  in  un  tempo  solo; 
girando  il  pugno  in  quinta  posizione,  trasportando  istan- 
taneamente la  propria  spada  dall'alto  al  basso,  e  de- 
scrivendo colla  punta  un  arco  colla  convessità  in  fuori,  si 
opporrà  il  proprio  forte  al  medio  della  spada  avversa; 
e  deviandone  la  punta  dalla  linea  in  cui  era  diretta,  si 
prenderà  la  posizione  della  parata  di  mezzocerchio  ; 

e)  alla  parata  di  seconda,  in  un  tempo  solo;  gi- 
rando il  pugno  in  seconda  posizione,  trasportando  in- 
stantaneamente  la  propria  spada  dall'alto  in  basso,  e 
facendo  descrivere  alla  punta  un  arco  colla  convessità  in 


198  PARTE    TERZA 

dentro,  si  opporrà  il  proprio  forte  al  medio  della  spada 
nemica  ;  e  deviandone  la  punta  dalla  linea  in  cui  essa 
era  diretta,  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di 
seconda. 

3.0  Dalla  parata,  dal  legamento  o  dall'  invito  di  quarta 
si  passerà  : 

a)  alla  parata  di  terza,  in  un  tempo  solo-,  girando 
il  pugno  in  quarta  posizione,  distendendo  con  elasticità 
il  braccio,  e  trasportando  istantaneamente  la  propria 
spada  da  sinistra  a  destra,  ossia  da  dentro  in  fuori,  si 
opporrà  il  forte  di  essa  al  medio  della  spada  nemica; 
e  deviando  la  sua  punta  dalla  linea  ove  essa  era  diretta, 
si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  terza; 

li)  alla  parata  di  seconda,  in  un  tempo  solo  ;  girando 
il  pugno  in  seconda  posizione,  distendendo  con  elasticità 
il  braccio,  e  trasportando  velocemente  la  propria  spada 
da  dentro  in  fuori,  in  modo  da  descrivere  colla  punta 
un  arco  colla  convessità  in  dentro,  si  opporrà  il  proprio 
forte  al  medio  della  spada  avversa;  e  deviandone  la 
punta,  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  seconda. 
4.0  Dalla  parata  di  mezzocerchio,  od  anche  dall'  invito 
o  legamento  di  mezzocerchio  si  passerà  semplicemente 
alla  parata  di  seconda,  in  un  tempo  solo;  girando  il  pu- 
gno in  seconda  posizione  e  trasportando  instantanea- 
mente  la  propria  spada  da  dentro  in  fuori,  si  opporrà 
il  proprio  forte  al  medio  della  spada  avversa;  e  devian- 
done la  punta  dalla  linea  in  cui  era  diretta,  si  prenderà 
la  posizione  della  parata  di  seconda. 

Avvertenza.  —  77  Maestro  porrà  la  massima  attenzione,  affinchè, 
nel  passare  da  una  parata  alt  altra,  F  allievo  trasporti  il  ferro  senza 
formare  angolo  alf  articolazione  del  polso  e  senza  far  risentire  alcuna 
oscillazione  alla  spada,  ed  eviti  il  difetto  di  lasciare  indietro  la  punta. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  199 

Per  ottenere  F  esattezza  dei  movimenti  nel  passaggio  da  tina  parata 
alP  altra  (movimenti  che  si  debbono  eseguire  in  un  tempo  solo),  biso- 
gnerà osservare  che  la  mano  mantenga  il  ferro  bene  impugnato  col 
pomo  della  spada  saldo  al  punto  prescritto,  e  aumenti  la  stretta  al- 
l'impugnatura in  quel  momento  in  cui  la  propria  spada  incontrerà 
la  spada  dell 'avversario.  La  parata  sarà  efficace  e  giusta  se  il  brac- 
cio di  leva  che  si  opporrà  col  proprio  ferro,  risulterà  più  corto  di 
quello  formato  dal  ferro  de  W  avversario;  e  ciò  si  otterrà  conponendo 
in  ciascuna  parafa  lo  stesso  triangolo  che  si  forma  per  ogni  legamento. 

La  velocità  che  si  dovrà  impiegare  nelle  parate,  e  quindi  nei  tra- 
sporti 0  passaggi  da  una  parata  all'altra,  sta,  come  si  e  accennato 
al  paragrafo  20,  in  ragione  diretta  della  velocità  del  colpo  che  vibra 
F  avversario. 

Nel  descrivere  le  varie  posizioni  finali  delle  parate  si  e  detto,  che 
si  deve  sempre  opporre  il  forte  della  propria  spada  al  medio  di 
quella  avversaria. 

Questa  prescrizione  sembrerà  strana  a  tutti  coloro  che  preferiscono 
di  giurare  sopra  antichi  teoremi  (opporre  sempre  il  forte  al  debole), 
anziché  curarsi  di  esaminare  quanto  e  come  questi  teoremi  risultino 
veri  in  pratica. 

Considerando  i  caratteri  fondamentali  del  metodo  italiano,  non  e 
chi  praticamente  non  avverta  che  colle  nostre  parate  semiflesse  (quarta), 
e  specialmente  con  quelle  a  braccio  teso  (seconda,  terza  e  mezzocer- 
chio), non  è  possibile  incontrare  i  gradi  deboli  della  spada  dell'  av- 
versario col  proprio  forte. 

Dirò  di  più,  che  alcuna  volta  si  e  costretti  di  opporre  perfino  il 
forte  al  forte,  cioè  i  gradi  più  prossimi  alla  coccia,  contro  altri  gradi 
di  poco  inferiori. 

§  22.  —  A-fondo. 

\f  a-fondo  è  quell'atteggiamento  che  deve  assumere 
lo  schermidore  nell'atto  di  vibrare  qualsiasi  colpo.  Si 
eseguisce  in  un  tempo  solo.  Dalla  posizione  di  guardia 
si  premerà  fortemente  il  piede  sinistro  al  suolo;  si  con- 
trarranno maggiormente  i  muscoli  dell'arto  inferiore  si- 
nistro, affinchè  esso  scattando  come  una  molla,  spinga 


PARTE    TERZA 


in  avanti  tutto  il  corposo  il  piede  destro,  rasentando 
il  suolo,  sarà  portato  avanti  sulla  direttrice  per  la  metà 
dello  spazio  compreso  fra  i  piedi  (2)  e  verrà  battuto  a 
terra  con  forza-,  il  piede  sinistro  dovrà  rimanere  fisso 
al  suo  posto;  il  peso  del  corpo  dovrà  gravitare  quasi 
interamente  sulla  gamba  destra.  Contemporaneamente  il 
braccio  sinistro  dovrà  distendersi  energicamente  indie- 
tro  e  abbassarsi  un  poco. 

In  questa  posizione  il  pugno,  le  due  spalle  e  tutto 
il  braccio  sinistro  dovranno  formare  una  linea  retta-,  il 
tronco  e  l'arto  inferiore  sinistro  una  diagonale;  la  gamba 
destra  dovrà  essere  perpendicolare  al  suolo  ;  il  tronco 
dovrà  formare  colla  coscia  destra,  un  angolo  di  circa 
90  gradi-,  la  coscia  destra  colla  gamba,  un  angolo  di 
circa   1  io  gradi. 

I  requisiti  dell' a-fondo  sono: 

La  lunghezza,  «  per  potere  colpire  da  lontano  più 
che  sia  possibile  onde  non  assoggettarsi  talvolta  ai  pe- 
ricoli che  ne  verrebbero  dal  troppo  avvicinarsi  »  (così 
Grisetti  e  Rossaroll).  (3) 


(1)  Grisetti  e  Rossaroll  a  pag.  36,  scrivono:  «  II  catino  ed  il  tronco  si 
trovano  da  questo  movimento  di  estensioite  dell'  estremità  trasportati  in  avanti, 
dovendo  il  tronco  essere  inclinato  per  un  piede  verso  questa  parte.  »  Or  bene, 
perchè  dunque  il  maestro  Parise  vuole  che  il  tronco  non  venga  inclinato  e  formi 
invece  quasi  una  perpendicolare  colla  direttrice?  Apparisce  chiaro  che  tale  po- 
sizione renderà  sempre  più  difficile  il  toccare  1'  avversario,  perchè  non  supererà 
sufficientemente  la  misura,  senza  contare  che  impedirà  lo  slancio  e  l'energia  della 
stoccata. 

(2)  La  distanza  che  si  frappone  fra  i  due  talloni,  dovrà  essere  uguale  ai  sei 
decimi   della  propria  statura. 

(3)  Il  metodo  Parise  prescrive  di  portare  innanzi  il  piede  destro  di  un  sol 
piede.  Lasciando  pure  di  commentare  la  poca  osservanza  alla  citata  legge  della 
scuola  classica  meridionale,  non  posso  però  tacere  a  riguardo  della  impossibilità 
di  colpire  l'avversario  seguendo  le  prescrizioni  del  suddetto  metodo.  La  prece- 
dente nota  al  paragrafo   15   dimostra  la  verità  del  mio  asserto. 


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I    I 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


L' equilibrio,  per  meglio  sostenere  l'urto  della  pa- 
rata dell'  avversario,  e  per  tornare  in  guardia  con  ve- 
locità e  sicurezza.  L' equilibrio  si  ottiene  colla  distesa 
energica  del  braccio  sinistro  (questo,  condotto  esatta- 
mente in  linea  col  braccio  destro,  impedisce  la  caduta 
del  tronco  in  avanti),  (J)  e  colla  coordinazione. 

La  coordinazione.,  che  consiste  nell'azione  simul- 
tanea dell'intero  sistema  di  leve.  Per  essa  si  consegue 
il  maggiore  effetto  utile. 

Av vertenza.  —  II  Maestro  avvertirà  P  allievo  di  contrarre  tutto 
il  sistema  muscolare  prima  dell'  atto  dello  scatto,  affine  di  ottenere 
il  massimo  impulso. 

§  23.  —  Botta  dritta. 

Qualunque  colpo,  tirato  in  modo  che  la  propria  lama 
non  strisci  sulla  spada  dell'avversario  e  che  la  punta 
descriva  una  linea  retta,  dicesi  botta  dritta. 

Fra  tutte  le  azioni  d'offesa,  la  botta  dritta  è  la  più 
semplice  e  conseguentemente  la  più  facile,  poiché,  per 
eseguirla,  non  è  duopo  di  modificare  la  posizione  del 
braccio  né  quella  della  spada,  ma  soltanto  di  slanciarsi 
a—fondo,  nella  maniera  accennata  al  paragrafo  prece- 
dente. 

Importa,  soprattutto,  mantenere  ben  fermo  il  braccio 
destro  nelle  sue  varie  articolazioni,  affinchè  la  lama,  e 
con  essa  la  punta,  non  ricevano  oscillazioni  di  sorta  per 
lo  scatto  della  gamba  sinistra  e  per  l'avanzare  del 
corpo.  (2) 


(1)  Il  braccio  sinistro  nella  scherma  serve  da  bilanciere.  (G.  Astegiano). 

(2)  Il  maestro  Parise  nel  descrivere  la  botta  dritta  al  paragrafo  13,  pa- 
gina 45,  stabilisce  che  si  debba  formare  col  pugno  un  angolo  ottuso,  dicendo: 
«  Si  può  tirare  a  qualsiasi  dei  quattro  inviti  descritti  nel  §  14,  tenendo  sempre 


PARTE    TERZA 


Dall'  invito  di  quarta  dell'avversario,  la  botta  dritta  si 
chiamerà  botta  dritta  in  fuori;  dall' 'invito  di  terza,  botta 
dritta  in  dentro  ;  dall'  invito  di  seconda,  botta  dritta  sopra  ; 
e  finalmente  dall'invito  di  prima  o  mezzocerchio,  botta- 
dritta  al  fianco. 

Avvertenza.  —  Il  Maestro  osserverà  rigorosamente  che  F  allievo 
eseguisca  la  botta  dritta,  tenendo  il  pugno  in  quarta  posizione,  tutte 
le  volte  che  tirerà  al  petto;  e  in  seconda  posizione,  quando  tirerà  al 
fianco,  avvertendolo  di  fare  il  massimo  della  pressione  della  mano 
sulla-  impugnatura,   nelF  atto  che  la  punta  toccherà  il  bersaglio. 

§  24.  —  Dall'  a-fondo  in  guardia. 

L'allievo  farà  forza  colla  gamba  destra;  premerà  il 
piede  destro  a  terra,  e  facendo  leva  sulle  estremità  in- 
feriori, porterà  il  tronco   indietro,    piegando   la   gamba 


presente  che  al  petto  si  colpisce  col  pug?io  girato  in  quarta  posizione,  formando 
itn  angolo  ottuso  in  dentro,  ed  al  fianco,  ove  prende  nome  di  cartoccio,  col pug7io 
girato  in  seconda  posizione,  formando  un  angolo  ottuso  in  fuori.  Questi  angoli 
che  servono  a  far  prendere  alla  lama  avversa  una  posizione  obliqua  e  diver- 
gente, dico?isi  schermisticamente  opposizione.   » 

Secondo  la  mia  opinione,  che  è  la  stessa  di  tutti  i  cultori  della  scherma, 
si  è  dato  il  nome  di  botta  dritta  a  quest'  azione,  appunto  perchè  essa  si  svi- 
luppa senza  formare  angolo  di  sorta  fra  spada  e  braccio;  contrariamente  si  do- 
vrebbe  chiamare  botta  angolata. 

Si  potrebbe  con  rigorosa  e  giusta  logica  impugnare  all'autore  suaccennato 
la  necessità  di  cotesta  opposizione  nella  botta  dritta,  sapendosi  che  essa  si  vibra 
dagli  inviti  dell'avversario,  il  quale  appunto  per  ciò  che  invita,  non  tiene  la 
propria  spada,  come  prescrive  anche  lo  stesso  Parise,  in  linea  del  bersaglio  del 
tiratore;  ma  comunque  si  sia,  si  conceda  all'autore  la  necessità  dell'  opposizione, 
e  vediamo  se  veramente  essa  possa  essere  efficace. 

L'autore  ha  detto:  «  Tenendo  sempre  presente  che  al  petto  si  colpisce  col 
pugno  di  quarta,  formando  un  angolo  ottuso  in  dentro.  »  Ciò  starebbe  bene 
tutte  le  volte  che  la  bolla  dritta  si  eseguisse  dall'invito  di  terza  dell'avversario, 
colpendolo  al  petto  in  dentro.  Ma  quando  invece  la  botta  dritta  si  eseguisce 
dall'  invito  di  quarta,  colpendo  l' avversario  alla  stessa  parte  del  bersaglio  ed 
allo  stesso  punto,  e  perciò  in  fuori  della  sua  spada,  questa  non  potrebbe  mai 
prendere  una  posizione  obliqua  divergente  in  forza  di  un  angolo  ottuso,  che 
per  essere  in  dentro,  si  troverebbe  dalla  parte  opposta. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  203 

sinistra  ed  il  braccio  sinistro;  contemporaneamente  por- 
terà la  gamba  destra  indietro,  e  battendo  vivamente  il 
piede  destro  a  terra,  riprenderà  la  giusta  posizione  di 
guardia. 


& 


§  25.  —  Botta  dritta  collo  slancio  del  piede  sinistro 
indietro.  (0 

Quest'azione  ha  lo  scopo  di  vibrare  il  colpo  all'av- 
versario, quando  sia  raccorciata  la  giusta  misura. 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo.  Facendo  forza  colle 
gambe  si  solleveranno  di  poco  i  piedi  da  terra,  spingendo 
impercettibilmente  il  tronco  in  alto  e  molto  innanzi;  e 
slanciando  energicamente  indietro  il  piede  sinistro  sulla 
direttrice,  per  tanto  quanto  è  la  metà  della  guardia,  si 
prenderà  la  esatta  posizione  dell'  a— fondo,  distendendo 
con  forza  il  braccio  sinistro  indietro  e  battendo  viva- 
mente il  piede  destro  a  terra. 

Ouest'  azione  è  altresì  necessaria  quando  si  vorrà 
eseguire  una  controazione,  o  una  sparizione  di  corpo.  (2) 

§  26.  —  Dei  fili  di  spada  a  pie  fermo.  (3) 

Per  filo  di  spada  s' intenderà  la  botta  dritta  vibrata 
in  modo,   che  durante  la  sua  esecuzione,   si   mantenga 


(1)  Nel  trattato  del  maestro  Parise  si  tace  su  quest'  azione,  che  però  ha 
richiamato  molte  giuste  considerazioni  a  Grisetti  e  Rossaroll,  per  suggerirne 
l' importanza  e  l' opportunità  in  diversi  momenti  dell'  assalto.  (Grisetti  e  Ros- 
saroll, pag.   37). 

(2)  Veggasi  il  significato  ai  paragrafi   159  e    162. 

(3)  Al  paragrafo  30  del  suo  trattato,  il  maestro  Parise  mette  tutto  in  un 
fascio  i  fili  e  le  fianconate,  confondendo  fra  loro  azioni  evidentemente  diverse. 
La  fianco?iata,  come  si  vedrà  in  progresso  di  questa  teoria,  è  azione  che  si 
completa  col  filo,  ma  che  nella  sua  introduzione  ha  tali  caratteristiche,  le  quali 
dal  filo  la  distinguono,  e  ne  costituiscono,  in  confronto,  un'azione  più  complessa. 


204  PARTE    TERZA 

sempre  la  propria  spada  a  contatto  con  quella  dell'av- 
versario, dominandone  i  gradi. 

Lo  scopo  dei  fili  di  spada  è  quello,  di  colpire  l'av- 
versario evitando  di  essere  colpito  nello  stesso  tempo 
e  in  un  punto  corrispondente  del  proprio  bersaglio,  e 
di  impedire  le  appuntate.  (0 

Si  eseguiscono  con  molta  facilità  allorquando  l' av- 
versario, o  per  abitudine  o  per  difetto  di  guardia,  formi 
colla  spada  e  col  braccio  un  angolo,  il  cui  vertice  sia 
il  pugno.  Quando  invece  il  braccio  e  la  spada  formano 
una  sola  linea  retta  e  parallela  alla  direttrice,  i  fili  di 
spada,  specie  quelli  della  linea  alta,  riescono  difficilissimi 
e  quasi  impossibili. 

Tutte  le  volte  che  il  vertice  dell'  angolo  anzidetto 
sarà  rivolto  in  basso,  si  eseguiranno  i  fili  sulla  linea 
alta  ;  inversamente,  si  eseguiranno  sulla  linea  bassa, 
tutte  le  volte  che  detto  vertice  sarà  rivolto  in  alto. 

Ifili  potranno  eseguirsi  tanto  in  seguito  ad  azioni  di 
deviamento,  quanto  in  seguito  a  parate,  purché  non 
siano  di  tocco  o  di  sforzo. 

Essi  sono  quattro  : 

a)  di  seconda; 

b)  di  terza; 
e)    di  quarta; 

d)  di  mezzocerchio  ; 

i ,°  Filo  di  seconda: 

Si  eseguisce  dalla  propria  parata  di  seconda,  in  un 

tempo  solo.  Senza  perdere  mai  il  contatto  della  spada 

nemica,   si   vibrerà  la  botta  dritta    facendo  scorrere  la 

propria  lama  su   quella   dell'avversario,   mantenendo   il 


(i)  Veggasi  il  significato  al  paragrafo   157- 


J 


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TRATTATO    DELLA    SPADA  205 

pugno  esattamente  in  seconda,  co\X  opposizione^.1)  in  fuori, 
e  senza   distruggere   il   triangolo   formato  nella  parata. 

2  °  Filo  di  terza: 
Si  eseguisce  dalla  propria  parata  di  terza,  in  un  tempo 
solo.  Mantenendo  costantemente  la  propria  spada  a  con- 
tatto dell'  avversaria,  e  col  relativo  triangolo  formato 
nella  parata,  si  vibrerà  il  colpo  al  petto  dell'avversario, 
facendo  scorrere  la  propria  lama  su  quella  nemica  e 
conservando  il  pugno  in  quarta,  coli' opposizione  in  fuori. 

3.0  Filo  di  quarta: 
Si  eseguisce  dalla  propria  parata  di  quarta,  in  un 
tempo  solo.  Senza  mai  perdere  il  contatto  della  spada 
nemica  e  senza  distrworere  il  triangolo  avvenuto  nella 
parata,  si  vibrerà  il  colpo  al  petto  dell'avversario,  fa- 
cendo scorrere  la  propria  lama  su  quella  avversa,  man- 
tenendo il  pugno  esattamente  in  quinta  e  facendo  con 
esso  opposizione  in  dentro.  (2) 

4.0  Filo  di  mezzocerchio  : 
Si  eseguisce  dalla  propria  parata  di  mezzocerchio,  in 
un  tempo  solo.  Senza  mai  staccare  la  spada  da  quella 
avversa,  si  vibrerà  il  colpo  al  fianco,  facendo  scorrere  la 
propria  lama  su  quella  dell'  avversario,  conservando  il 
pugno  in  quinta,  coli'  opposizione  in  dentro,  e  mante- 
nendo intatto  il  triangolo  formato  nella  parata.  (3) 


(i)  Veggasi  il  significato  al  paragrafo   170.  (Angolazione  od  opposizione). 

(2)  Il  maestro  Parise  non  tratta  del  filo  di  quarta,  che  tutti  i  sistemi, 
tutte  le  scuole  ammettono.  Non  apparisce  la  ragione  di  questa  eliminazione,  la 
quale  potrebbe  mettere  in  imbarazzo  molti  schermidori,  che  lottando  con  av- 
versari, i  quali  per  abitudine  avessero  la  guardia  alla  francese,  e  cioè  col  pugno 
basso  e  colla  punta  della  spada  diretta  al  petto  o  agli  occhi  del  competitore, 
certamente  non  troverebbero  espedienti  di  offesa  più  semplici  del  filo. 

(3)  Neppure  il  filo  di  mezzocerchio  come  è  stato  descritto,  e  come  lo  de- 
scrivono tutti  i  sistemi,  non  esiste  per  il  trattato  del  maestro  Parise,  poiché 
l'azione  a  cui  egli  dà  questo  nome,  consiste  invece  nel  trasportare  la  spada  av- 


2  0Ó  PARTE    TERZA 

Per  eseguire  gli  anzidetti  fili,  avendo  la  propria  spada 
sulla  linea  di  offesa,  si  osserveranno  le  norme  stabilite 
per  quelli  eseguiti  dalle  parate,  coli' avvertenza  di  unire 
il  forte  della  propria  lama  al  debole  di  quella  avversa 
neir  atto  di  cominciare  l' azione,  e  in  modo  che  il  filo 
venga  completato  sempre  in  un  tempo  solo.  (0 

§  27.  —  Fili  di  spada  camiuiuaudo. 

I  fili  camminando,  si  eseguiscono  in  due  tempi  dal 
proprio  legamento. 

Al   primo   tempo,    mantenendo   il    pugno    nell'  esatta 


versa  dal  proprio  legamento  di  mezzocerchio  a  quello  di  terza,  e  nel  tirare  quindi 
puramente  un  filo  di  terza.  Forse  l' autore  citato  ha  tralasciato  il  vero  filo  di 
mezzocerchio,  pensando  che  non  sarebbe  riuscito  spontaneo  dal  legamento  di 
mezzocerchio,  per  le  condizioni  da  lui  volute  in  questo  legamento.  Infatti,  date 
quelle  condizioni,  si  dovrebbe  necessariamente  portare  la  punta  della  propria 
spada,  che  si  troverebbe  fuori  della  spalla  destra  dell'avversario,  in  linea  del 
fianco,  con  un  arco  di  cerchio  in  senso  opposto  a  quello  descritto  per  il  lega- 
mento stesso,   prima  di  cominciare  il  filo. 

(i)  Neil'  opera  del  Parise  è  detto  che  i  fili  in  genere  si  debbono  eseguire 
in  due  movimenti  (tempi),  e  cioè  impossessandosi  al  primo  tempo  della  spada 
avversa,  ed  espletando  al  secondo  l' azione.  Fa  meraviglia  come  dovendosi  con- 
sacrare un  tempo  al  solo  impadronimento  del  ferro  avverso,  si  possa  poi  ese- 
guire anche  la  fianco/tata  di  seconda  e  quella  esterna,  che  l' autore  impropria- 
mente annovera  fra  i  fili,  col  medesimo  numero  di  tempi,  se  si  pensa  che  per 
l'esecuzione  delle  dette  fianconate  sono  necessarie  tre  cose  diverse,  e  cioè:  i.°  im- 
possessarsi del  ferro;  2.°  cambiar  linea  d'offesa,  trasportando  la  spada  avversa; 
3.0  eseguire  il  filo.  Che  se  poi  si  supponesse  per  un  momento  che  quei  due 
tempi,  nel  modo  come  sono  divisi  fossero  necessari  nei  fili  in  senso  proprio,  e 
sufficienti  nelle  fianconate,  coerentemente  si  dovrebbero  eseguire  le  finte  di  filo 
in  tre  tempi  (e  non  in  due  come  è  prescritto  dal  trattato  Parise),  legando  al 
primo  tempo  la  spada  ;  accennando  al  secondo  il  filo  ;  e  finalmente  portando  il 
colpo  al  terzo  ;  e  la  doppia  finta  dì  filo  (denominazione  che  viene  riportata  ma 
non  accettata),  sempre  coerentemente,  dovrebbe  eseguirsi  in  quattro  tempi;  ciò 
che  nessun  corretto  schermidore  potrebbe  mai  permettere,  qualunque  azione 
dovendo  essere  esaurita  in  non  più  di  tre  tempi. 

A  pag.    120,  paragrafo  96  del   solito   trattato    del    maestro  Parise,  troviamo 


TRATTATO    DELLA    SPADA  207 

posizione  del  legamento,  e  senza  mai  perdere  il  con- 
tatto della  spada  nemica,  si  eseguirà  il  passo  avanti, 
facendo  scorrere  la  propria  lama  lungo  quella  avversa, 
guadagnando  maggiormente  i  gradi,  e  formando  il  trian- 
golo prescritto  nel  legamento  o  parata.  Al  secondo 
tempo  si  completerà  il  filo  colle  stesse  regole  stabilite 
per  quelli  a  pie  fermo. 


un  filo  d'i  terza  circolato  descritto  nel  modo  seguente  :  «  Quest'  azione  ha  due 
»  movimenti;  primo  si  accenna  il  filo  di  terza,  secondo  si  delude  la  parata  di 
»  contro,  circolando  al  petto,  in  fuori,  ove  si  vibrerà  la  stoccata  di  quarta.  » 
Ma  quando  un  colpo  qualsiasi  lo  si  accenna  solamente,  e  si  termina  invece 
l'azione  con  un  colpo  diverso,  deludendo  la  parata  dell'  avversario,  il  colpo  ac- 
cennato prende  il  nome  di  finta  ;  e  quindi  l'azione  sopra  descritta  è  un'azione 
complessa  che  si  costituisce  di  una  finta  di  filo  e  di  una  cavazione.  E  poiché 
questa  stessa  osservazione  si  adatta  ai  paragrafi  100,  103,  104,  105,  106,  107, 
creati  per  la  descrizione  di  ciò  che  il  maestro  Parise  chiama  fili  circolati,  non 
credo  che  riescirà  difficile  al  lettore  di  capire  come  in  scherma  non  possa  esi- 
stere nessuna  azione  semplice,  e  neanche  complessa,  che  meriti  il  nome  di  filo 
circolato.  Quando  si  circola  si  eseguisce  sempre  una  cavazione  od  altro,  non 
mai  un  filo.  Di  qui  la  mia  definizione  del  filo. 


1H* 


2o8  PARTE    TERZA 


CAPITOLO  TERZO 


Delle  cavazioni.  —  Della  risposta  semplice.  —  Delle  finte  in  generale.  —  Della 
finta  dritta  a  pie  fermo  e  camminando.  —  Della  finta  di  filo  a  pie  fermo 
e  camminando.  —  Della  finta  di  cavazione  a  pie  fermo  e  camminando.  — 
Della  doppia  finta  a  pie  fermo  e  camminando.    —   Risposta  con  finta. 


§  28.  —  Delle  cavazioiii. 

La  cavazione  è  quell'azione  che  consiste  nel  traspor- 
tare, con  movimento  elicoidale,  la  punta  della  propria 
spada  rimasta  soggetta  ad  uno  dei  quattro  legamenti, 
nel  bersaglio  scoperto.  Si  usa  di  frequente  nella  scherma 
di  spada. 

La  cavazione  riesce  molto  difficile  ad  eseguirsi,  do- 
vendosi evitare  specialmente  la  larghezza  dei  giri  e  la 
oscillazione  della  punta.  Quella  diminuisce  sensibilmente 
la  velocità  del  colpo;  questa  ne  impedisce  la  giusta  dire- 
zione e  fermezza.  A  tale  scopo,  e  cioè  perchè  riesca 
più  pronta  e  più  precisa,  è  duopo  necessariamente  ese- 
guirla facendo  perno  alla  articolazione  scapolo-omerale 
(spalla).  E  un  errore  gravissimo  asserire  che,  eseguendo 
le  cavazioni  col  pugno,  i  giri  della  punta  risultino  più 
stretti  di  quelli  eseguiti  col  perno  alla  spalla.  Per  con- 
vincersi di  un  tale  errore  basterà  osservare  la  dimo- 
strazione matematica  inserita  a  pag.  152  (meccanica  della 
scherma).  (0 


(1)  Che  la  legge,  la  quale  prescrive,  che  la  cavazione  debba  farsi  di  pugno, 
costituisca  semplicemente  un  pregiudizio  tradizionale,  facilmente  si  dimostra 
colle  stesse  parole  di  Grisetti  e  Rossaroll,  i  quali,  mentre  raccomandano,  senza 


TRATTATO    DELLA    SPADA  2 09 

La  cavazione  si  eseguisce  co\Y  intero  braccio  dai  quat- 
tro legamenti  dell'avversario,   e  prende  il  nome  di: 

a)  cavazione  in  fuori,  quando  ha  origine  dal  lega- 
mento di  quarta.  Si  eseguirà  in  un  tempo  solo;  con  agi- 
lissimo movimento  del  braccio  (0,  si  svincolerà  la  pro- 
pria spada  da  quella  avversa,  passandola   velocemente 


addurre  ragione  alcuna,  di  far  perno  al  pugno  in  questa  azione,  così  si  espri- 
mono, invece,  esponendo  alcune  loro  giustissime  riflessioni  sulla  sellerina  in 
genere  : 

§  387- 
<>•  La  scherma  italiana  a  differenza  di  quella  di  ogni  altra  nazione,  non  si 
»  contenta  che  lo  schermidore  abbia  riguardo  soltanto  alla  velocità  ed  al  tempo, 
»  in  cui  le  azioni  devonsi  eseguire,  ma  vuole  ancora  che  si  consideri  lo  spazio 
»  da  percorrersi  nelle  azioni  medesime,  come  uno  dei  principali  elementi  della 
»  scherma  stessa.  Da  qui  ciascuno  potrà  facilmente  comprendere  la  maggiore 
»  perfezione  di  essa  sopra  ogni  altra,  ed  uno  dei  motivi  per  cui  i  nostri  an- 
•>  tichi,  egualmente  che  i  moderni  perfetti  schermidori  italiani  superino  nell' ec- 
»  cellenza  di  quest'arte  tutte  le  altre  nazioni.  E  noi  ci  indurremo  a  credere, 
»  che  se  gli  schermidori  oltramontani  riflettessero  per  poco  allo  spazio,  che 
»  devono  percorrere  per  ferire,  essi  procurerebbero  al  certo  di  volgere  la  punta 
»  della  loro  spada  più  vicina  al  petto  dell'avversario  quando  sono  atteggiati 
■>  in  guardia,  né  descriverebbero  delle  grandi  curve  nel  tirare  le  loro  stoccate; 
»  con  che  gli  sarebbe  per  conseguenza  più  facile  di  ottenere  una  maggiore  fer- 
ii  mezza,  e  direzione  nelle  loro  medesime  stoccate.   » 

§  388. 

«  Dietro  l' idea  dello  spazio  da  percorrersi  in  un  dato  tempo  si  sono  gui- 
»  dati  gli  antichi  schermidori  d'Italia:  altrettanto  dobbiamo  noi  pure  seguire. 
»  Così  ci  giovi  il  considerare  che  uno  spazio  minore  verrà  percorso  in  minor 
»  tempo,  data  sempre  la  stessa  velocità;  dal  che  si  deduce  che  un  maggior 
>  vantaggio  nella  scherma  si  avrà  sempre,  ogni  qualvolta  si  avranno  minori 
»   spazi  a  percorrere  di  quelli  dell'  avversario,   dati  i  tempi  uguali.   » 

Ma  le  nostre  considerazioni  meccaniche  e  fisiologiche  hanno  condotto  ap- 
punto alla  dimostrazione,  che,  per  eseguire  la  cavazione  col  pugno,  è  mestieri 
far  percorrere  alla  punta  uno  spazio  maggiore  di  quello,  che  la  stessa  percorre 
quando  la  cavazione  vien  fatta  con  perno  alla  spalla.  Altri  commenti  riuscireb- 
bero dunque  inutili. 

(1)  Riaffermando  il  principio  che  il  braccio,  operando  la  cavazione,  deve  far 
perno  all'  articolazione  scapolo-omerale,  ricordo  altresì  che  qualsiasi  esagerazione 
e  rigidezza  del  movimento  devono  assolutamente  essere  evitate,  siccome  contrarie 
alla  velocità  ed  agilità  del   medesimo. 

14 


PARTE    TERZA 


da  destra  a  sinistra  e  rasente  alla  coccia  ed  al  braccio 
dell'avversario;  e  descrivendo  colla  propria  punta  una 
linea  elicoidale,  si  vibrerà  la  stoccata  al  petto,  in  fuori, 
col  pugno  in  quarta  posizione  ; 

b)  cavazione  in  dentro,  quando  ha  origine  dal  le- 
gamento di  terza.  Si  eseguirà  in  un  tempo  solo  ;  con 
agilissimo  movimento  del  braccio,  si  svincolerà  la  pro- 
pria spada  da  quell'avversa,  passandola  velocemente  da 
sinistra  a  destra  e  rasente  alla  coccia  ed  al  braccio  del- 
l'avversario;  e  descrivendo  colla  punta  una  linea  elicoi- 
dale, si  vibrerà  la  stoccata  al  petto,  in  dentro,  col  pugno 
in  quinta  posizione; 

e)  cavazione  sopra,  quando  ha  origine  dal  legamento 
di  seconda.  Si  eseguirà  in  un  tempo  solo;  con  velocis- 
simo movimento  del  braccio  si  svincolerà  la  propria 
spada  dall'avversa,  passandola  velocemente  dal  basso  in 
alto  e  rasente  alla  coccia  ed  al  braccio  dell'avversario; 
e  descrivendo  colla  punta  una  linea  elicoidale,  si  vibrerà 
la  stoccata  al  petto  dell'avversario  col  pugno  in  quarta 
posizione; 

d)  cavazione  sotto  od  al  fianco,  quando  ha  origine 
dal  legamento  di  mezzocerchio  o  di  prima,  ed  anche 
da  quello  di  terza..  Si  eseguirà  in  un  sol  tempo  ;  con 
vivacissimo  movimento  del  braccio  si  svincolerà  la  pro- 
pria spada  dall'avversa,  passandola  velocemente  dall'alto 
in  basso  e  rasente  alla  coccia  ed  al  braccio  dell'avver- 
sario ;  descrivendo  colla  punta  una  linea  elicoidale,  e 
girando  contemporaneamente  il  pugno  in  seconda,  si 
vibrerà  il  colpo  al  fianco.  (0 


(i)  La  cavazione  al  fianco  e  la  cavazione  sopra  si  eseguiscono  più  di  fre- 
quente delle  altre,  per  la  ragione  che  esse  tendono  a  far  colpire  quella  parte 
del  bersaglio,  che,  per  le  azioni   dell'  avversario,   più   facilmente   e   più  ampia- 


TRATTATO    DELLA    SPADA 

Avvertenza.  —  77  Maestro  avvertirà  /'  allievo  di  far  sempre 
precedere  il  movi  ine  ido  della  punta  a  quello  del  corpo;  di  mantenere 
costantemente  fermo  il  pomo  al  polso,  specialmente  per  la  cavazione 
al  fianco;  di  non  inflettere  il  pugno  nella  sua  articolazione;  di  ese- 
guire la  cavazione  a  spira;  di  muovere  impercettibilmente  il  braccio, 
affinchè  i  giri  risultino  strettissimi;  di  non  irrigidire  e  contrarre  la 
spalla,  mantenendola  invece  sciolta  naturalmente,  facendo  agire  libera- 
mente ed  agilmente  la   testa   dell'  omero  nella   sua   cavità   articolare. 


Tutte  le  azioni  semplici  di  offesa  (botta  dritta,  filo 
e  cavazione)  innanzi  descritte,  quando  siano  eseguite  a 
misura  giusta  e  con  tutti  i  requisiti  necessari,  compreso 
quello  della  scelta  del  tempo,  devono  senza  dubbio  pro- 
durre esito  favorevole,  cioè  devono  infallibilmente  col- 
pire l'avversario. 

Per  convincersi  di  una  tale  verità,  è  bene  considerare 
prima,  le  condizioni,  alle  quali  necessariamente  devono 
sempre  soddisfare  sia  l'offensore  che  il  difensore. 


mente  si  presenta  scoperta  ai  propri  colpi.  Esse  si  eseguiscono,  come  è  stato 
detto,  per  movimenti  di  pronazione  e  di  supinazione  della  mano  (seconda  e 
quarta)  i  quali  assolutamente  richiedono  l' azione  dell'  avambraccio,  e  spesse  volte 
anche  quella  del  braccio  quando  il  movimento  debba  marcarsi  esageratamente. 
Se  pure,  quindi,  i  motivi  d' importanza  somma,  precedentemente  esposti,  non 
giustificassero  da  soli  la  necessità  di  eseguire  sempre  qualsiasi  cavazione  facendo 
perno  alla  spalla,  basterebbero  questi  che  accenniamo  della  pronazione  e  supi- 
nazione della  mano,  perchè  il  pugno  indipendentemente  dal  braccio  non  è  libero 
di  agire  che  in  movimenti  Riflessione,  di  estensione  e  di  cireumduzione,  e  giammai 
in  movimenti  di  pronazione  e  di  supinazione  della  mano  stessa.  E  finalmente 
questa  limitazione  può  provarsi  da  ognuno,  che  tenga  il  polso  destro  stretto  dalla 
mano  sinistra,  e  con  questa  impedisca  all'  avambraccio  di  rotare. 

A  questo  punto  mi  permetta  il  benevolo  lettore  una  breve  considerazione. 
Sembra  impossibile,  con  tanta  esuberanza  di  ragioni,  alle  quali  nessun'  altra  buona 
si  sarebbe  potuto  opporre,  che  la  Commissione  giudicante  i  trattati  di  scherma 
(6  ottobre  1883)  abbia  potuto,  non  solamente  rigettare  qualunque  lavoro  che 
rappresentasse  la  scuola  dell'  esercito,  ma  bensì  giustificare  il  suo  giudizio  il 
quale  dichiarava  migliore  il  sistema  Parise,  per  la  necessita  di  una  maggiore 
strettezza  di  movimenti.   (Veggasi  la  Relazione  della   Commissìoite). 


PARTE    TERZA 


L'offensore  per  compiere  un'azione  qualunque  ha  bi- 
sogno : 

i .°  di  esanimare  qttante  e  quali  azioni  possa  eseguire 
dall'  invito  dell'  avversario  ; 

2.°  di  scegliere  la  più  conveniente  fra  esse  in  ri- 
gt  cardo  ai  pregi  e  difetti  schermistici  dell'  avversario  me- 
desimo; 

3.0  di  contrarre  i  muscoli  per  preparare  l' esecu- 
zione del  movimento; 

4.0  di  eseguire  il  movimento. 
Il  difensore  invece,  per  schermirsi  da  un'  azione  qual- 
siasi di  offesa  deve: 

i.°  esaminare  quante  e  quali  azioni  può  eseguire 
l' avversario  dal  proprio  invito; 

2°  scorgere  immaniinenti  l'offesa  scelta  dall'  avver- 
sario; 

3.0  scegliere  la  parata  più  adatta  all'offesa; 

4.0  contrarre  i  muscoli  per  preparare  l' esecuzione 
della  difesa; 

5.0  eseguire  la  parata. 
Per  soddisfare  alle  suaccennate  condizioni  occorre, 
quantunque  pronti  si  sia,  un  certo  tempo,  che  per  l'of- 
fensore è  già  trascorso  quando  il  difensore  ha  scorto 
appena  l' offesa.  Il  difensore  a  sua  volta,  cioè  quando 
l'offensore  ha  già  esaurito  tutte  le  condizioni  richieste, 
meno  l'ultima,  bisogna  che  soddisfi  anch'esso,  ad  una 
per  una,  a  tutte  le  condizioni  volute  per  ben  difendersi 
dall'offesa  dell'avversario,  e  precisamente  quando  questi 
vibra  velocemente  il  colpo. 

È  chiaro  quindi,  che  a  colui,  il  quale  è  attaccato  e 
deve  rispondere  a  cinque  condizioni  nel  momento  istesso 
che   l'avversario    esplica   la    sua    ultima  colla  stoccata, 


TRATTATO    DELLA    SPADA  213 

riuscirà  impossibile  di  arrivare  in  tempo  giusto,  per 
parare  convenientemente  il  colpo  dell' avversario. 

Da  ciò  si  può  stabilire  con  certezza  che,  a  condizioni 
eguali,  di  due  avversari,  ha  sempre  enorme  vantaggio 
sul! 'altro,   colui  che  ha  la  scelta  del  tempo. 

Un  esempio  pratico,  consistente  in  un  giuoco  sem- 
plicissimo che  spesse  volte  è  dato  di  vedere  nelle  sale 
di  scherma,  renderà  forse  meglio  il  concetto  che  ho  in 
animo  di  esprimere. 

Si  suppongano  due  schermidori  A  e  B  in  perfetta  guar- 
dia, colle  lame  a  contatto-,  la  punta  di  A  dista  di  quattro 
dita,  o  meno,  dal  petto  del  suo  avversario.  B  scegliendo 
il  momento  della  partenza,  distacca  il  proprio  ferro  por- 
tandolo a  destra  ed  in  basso  fino  a  toccare  colla  punta, 
la  terra.  Frattanto  A  cerca  di  colpire;  ma  B  giunge 
sempre  in  tempo  a  riportare  efficacemente  il  suo  ferro 
alla  parata. 

Ora  come  si  spiega  che  con  tale  evidente  differenza 
di  spazi  da  percorrere,  arriva  prima  colui  che  ha  da 
percorrere  lo  spazio  enormemente  maggiore?  Per  il  van- 
taggio della  scelta  del  tempo  della  partenza. 

Suppongasi  ora  che  lo  schermidore  A  mantenga  la 
spada  nelle  medesime  condizioni  di  prima,  ma  B  tenga 
la  sua  all'invito  di  terza,  molto  prossima  a  quella.  Si 
dia  questa  volta  la  scelta  del  tempo  ad  A,  per  vibrare 
la  stoccata.  B  non  arriverà  mai  a  parare,  quantunque 
lo  spazio  che  dovrà  percorrere  in  questo  caso  sia  infi- 
nitamente più  piccolo  di  quello,  che,  con  esito  felice, 
percorreva  nel  caso  precedentemente  esposto. 

Ciò  che  è  stato  detto  sopra,  serve  a  mostrare  in 
qual  conto  debba  tenersi  la  scelta  del  tempo,  che,  fra  i 
requisiti  della  scherma  in  generale,   fu  annoverata. 


2  14  PARTE    TERZA 


§  29    —  Della  risposta  semplice. 

Il  colpo  vibrato  all'avversario,  subito  dopo  parata  una 
sua  azione  di  offesa,  dicesi  risposta. 

La  risposta  si  dirà  semplice  tutte  le  volte  che  si  potrà 
eseguire  in  un  tempo  solo. 

Si  può  rispondere,  sia  distaccando  la  propria  spada 
da  quella  dell'avversario,  sia  mantenendola  a  contatto. 

Nel  primo  caso  la  risposta  sarà  di  botta  dritta  o  di 
cavazione;  nel  secondo  caso  sarà  di  filo. 

Tutte  le  volte  che  si  parerà  di  tocco  o  di  sforzo  non 
sarà  possibile  rispondere  con  un  filo.  Parando  &  appog- 
gio la  risposta  può  essere  sia  di  filo,  sia  di  botta  dritta, 
sia  di  cavazione,   a  seconda   del   bersaglio   ove   si   tira. 

Parando  di  quarta  si  potrà  rispondere  al  petto  in 
dentro,  sia  di  botta  dritta,  sia  di  filo.  Parando  di  terza 
si  potrà  rispondere  al  petto,  in  fuori,  col  filo,  oppure  al 
fianco  colla  cavazione.  Parando  di  mezzocerchio  si  potrà 
rispondere  colla  botta  dritta  e  col  filo\  finalmente  pa- 
rando di  seconda  si  risponderà  al  fianco  col  filo,  e  al 
petto,  sopra,  colla  botta  dritta,  se  la  parata  fu  di  tocco; 
e  se  fu  ài  appoggio,  si  potrà  rispondere  colla  cavazione. 

Avvertenza.  —  La  risposta  ha  nella  scherma,  un'importanza 
straordinaria.  Quando  sia  eseguita  istantaneamente,  è  quasi  impos- 
sibile che  F  avversario  ne  possa  rimanere  immune;  e  tanto  più  se 
F  azione  sua  d1  offesa  fu  esaurita  con  tutta  la  decisione  richiesta  per 
poter  colpire.  Si  pub  bensì  parare  la  risposta,  quantunque  veloce, 
purché  il  colpo  precedente  venga,  tirato  indeciso,  e  colf  idea  già  pre- 
concetta della  risposta  stessa. 

La  risposta  dovrà  gmngcre  al  bersaglio  prima  che  F avversario 
si  accinga  a  ritornare  in  guardia  per  accorrere  alla  parata;  per  cui 
non  sarà  necessario  avanzare  la  gamba  destra  per  eseguirla,  ma  sola- 


TRATTATO    DELLA    SPADA  21  5 

mente  alzare  il  piede  destro  e  batterlo  sul  posto,  stendendo  la  gamba 
sinistra  per  dare  alla  risposta  maggior  vivacità  ed  energia.  Se  si  starà 
troppo  T'icini.  non  sarà  mate  eseguire  /'  a-fondo  slanciando  il  piede 
sinistro  in  dietro. 

Il  Maestro  tenga  sempre  presente,  clic  allorquando  r  allievo  saprà 
eseguire  con  soddisfacente  precisione  un  colpo  di  attacco,  lo  stesso  colpo, 
se  sarà  possi/die,  dovrà  farglielo  eseguire  ripetutamente  di  risposta  fino 
a  che  egli  raggiunga  la  massima  naturalezza  e  velocità  nella  esecu- 
zione medesima. 

§  30.  —  Delle  fìnte  in  generale. 

Qualunque  movimento  del  ferro  o  del  corpo  atto  a 
far  credere  all'avversario  che  si  voglia  eseguire  un  colpo, 
mentre  in  realtà  non  lo  si  eseguisce,  dicesi  finta. 

Scopo  di  essa  è  quello  di  indurre  l'avversario  ad 
accorrere  alla  parata  di  una  ben  simulata  azione,  pr- 
eludere la  sua  difesa  e  colpirlo  al  bersaglio  che  avrà 
scoperto.  Essa  adunque  deve  eseguirsi  con  tale  energia, 
con  tale  espressione,  con  tale  astuzia  e  scaltrezza  da 
far  credere  all'avversario  che  sia  un  vero  colpo. 

La  finta  quand'  è  eseguita  con  tutte  le  sue  caratte- 
ristiche,* senza  dubbio  produce  l'effetto  desiderato,  es- 
sendo la  difesa  istintiva  nell'uomo;  ma  quando  nella 
sua  esecuzione  si  trascurano  tutte  o  parte  delle  sud- 
dette qualità,  essa  riesce  inutile,  e,  dico  più,  dannosa-, 
inutile,  perchè  non  si  ottiene  l'effetto  che  si  desiderava; 
dannosa,  perchè  sulla  finta,  l'avversario,  può  vibrare  un 
colpo  d' arresto.  (0 

Perchè  la  finta  ottenga  un  maggior  effetto  è  duopo 
che  lo  schermidore  prepari  preventivamente  lo  spirito 
dell'avversario,  in  modo   che   questi  sia   già   impressio- 


(i)  Veggasi  il  significato  al  paragrafo   155. 


2l6  PARTE    TERZA 

nato  da  uno  o  più  colpì  semplici  ricevuti,  precisamente 
in  quella  parte  del  bersaglio  che  è  fatta  mira  dalla  finta. 

La  finta  deve  sempre  essere  accompagnata  dal  mo- 
vimento risoluto  del  corpo,  giacché  l'esperienza  ha  di- 
mostrato che,  più  che  il  movimento  della  spada,  il  mo- 
vimento energico  del  corpo  di  chi  eseguisce  Idi  finta,  fa 
accorrere  l'avversario  alla  parata. 

La  velocità  delle  finte  dovrà  sempre  essere  in  ar- 
monia colla  velocità  delle  parate,  giacché  può  accadere, 
che  eseguendo  troppo  velocemente  le  finte  in  corri- 
spondenza della  lentezza  con  cui  l'avversario  accorre 
alle  parate,  il  colpo  finale  vada  a  cadere  per  caso  sulla 
sua  spada  senza  colpirlo. 

Le  finte  possono  essere  semplici  o  doppie.  Se  una 
sola  finta  precederà  il  colpo,  essa  si  dirà  semplice.  Se 
invece  due  finte  saranno  accennate  prima  della  stoccata, 
il  loro  complesso  andrà  distinto  col  nome  di  doppia  finta. 

§  31.  —  Della  finta  dritta. 

La  finta  dritta  è  la  simulazione  della  botta  dritta.  Si 
eseguisce  da  ciascuno  dei  cinque  inviti  dell'avversario, 
nonché  dai  propri  legamenti,  od  in  seguito  ad  una 
parata. 

Sia  a  pie  fermo  che  camminando,  la  finta  di  botta 
dritta  seguita  dal  colpo  richiede  due  tempi,  uno  per 
la  finta,  l'altro  per  il  colpo,  come  si  vedrà  qui  apresso: 

§  32.  —  Finta  dritta  in  fuori  e  cavazione  in  dentro. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dall'invito  di  quarta  del- 
l'avversario. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


217 


Maestro. 
Inviterà  di  .quarta. 


Allievo. 

Inclinerà  lievemente  ed  ener- 
gicamente il  tronco  in  avanti, 
e  battendo  contemporaneamente 
il  piede  destro  a  terra,  simulerà 
una  botta  dritta  avvicinando  la 
propria  punta  al  petto  dell'  av- 
versario. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
nemica,  eseguirà  istantaneamente 
la  cavazione  in  dentro  colle  nor- 
me prescritte  al  §   28. 


§  33 ■  —  Finta  dritta  in  fuori  e  cavazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dall'  invito  di  quarta  del- 
l' avversario  : 


Parerà  terza. 


Inviterà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Inclinerà  leggermente  ma  ener- 
gicamente il  tronco  in  avanti,  e 
contemporaneamente  battendo  il 
piede  destro  a  terra,  simulerà  una 
botta  dritta,  avvicinando  la  pro- 
pria punta  al  petto  dell'avversario. 

Evitando  il  contatto  della  spa- 
da nemica,  eseguirà  istantanea- 
mente la  cavazione  al  fianco  colle 
norme  prescritte  al  §   28. 


§  34    —  Finta  dritta  in  dentro  e  cavazione  in  fuori. 

Si  eseguisce  in   due   tempi   dall'  invito   di    terza   del- 
l' avversario  : 


Inviterà  di  terza. 


Inclinerà  leggermente  ma  ener- 
gicamente il  tronco  in  avanti,  e 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra,  simulerà  una 


2l8 


PARTE    TERZA 


Parerà  quarta. 


botta  dritta  al  petto,  avvicinando 
la  propria  punta  al  bersaglio. 

Evitando  il  contatto  della  spa- 
da avversaria,  eseguirà  istanta- 
neamente la  cavazione  al  petto, 
in  fuori,  colle  norme  prescritte 
al  8   28. 


§  35- 


Finta  dritta  in  dentro  e  cavazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  in   due   tempi   dall'  invito   di    terza   del- 
l' avversario  : 


Inviterà  di  terza. 


Parerà  mezzocerchio. 


Inclinerà  leggermente  ma  ener- 
gicamente il  tronco  in  avanti,  e 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro,  simulerà  una  botta 
dritta  al  lato  interno  dell'avver- 
sario e  un  poco  in  basso,  avan- 
zando sensibilmente  la  punta. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
nemica,  eseguirà  istantaneamente 
la  cavazione  al  fianco  dell'avversa- 
rio colle  norme  prescritte  al  §  28. 


§  36.  —  Finta  dritta  al  fianco  e  cavazione  al  petto.  (0 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dall'  invito  di  mezzocerchio 
dell'  avversario  : 


Inviterà  di  mezzocerchio. 


Inclinerà  leggermente  ma  ener- 
gicamente il  corpo  in  avanti,  e 
battendo  simultaneamente  il  piede 
destro,  simulerà  una  botta  dritta 
avvicinando  la  propria  punta  al 
fianco  dell'  avversario. 


(1)  Il  Maestro,  prima,  di  fare  eseguire  la  finta,  farà  mettere  la  spada  sulla 
linea  del   fianco  col  pugno  grrato  in  seconda  posizione. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


219 


Parerà  seconda. 


Evitando  il  contatto  della  spada 
avversa  in  basso,  eseguirà  istan- 
taneamente la  cavazione  al  petto 
colle  norme  prescritte  al  §  28, 
girando  il  pugno  in  quarta  po- 
sizione. 


§  37.  —  Finta  dritta  sopra  e  cavazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dall'invito  di  seconda  del- 
l' avversario  : 


Inviterà  di  seconda. 


Parerà  mezzocerchio  o  terza. 


Inclinerà  leggermente  ma  ener- 
gicamente il  tronco  in  avanti,  e 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro,  fingerà  una  botta 
dritta  al  petto  dell'  avversario. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
avversa  in  alto,  eseguirà  istanta- 
neamente la  cavazione  al  fianco, 
colle    norme  prescritte  al  §   28. 


§  38.  —  Finta  dritta  sopra  e  cavazione  in  fuori. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dall'invito  di  seconda  del- 
l' avversario  : 


Inviterà  di  seconda. 


Parerà  quarta. 


Inclinerà  leggermente  ed  ener- 
gicamente il  corpo  in  avanti,  e 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro,  fingerà  una  botta 
dritta  al  petto  dell'  avversario, 
avanzando  alquanto  la  propria 
punta. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
avversa  in  dentro,  eseguirà  istan- 
taneamente la  cavazione  in  fuori, 
colle  norme  prescritte  al   §   28. 


PARTE    TERZA 


§  39.  —  Finta  di  botta  dritta  camminando. 

Tutte  le  anzidette  finte  si  possono  eseguire  anche 
camminando,  colle  stesse  norme  innanzi  prescritte,  fa- 
cendo però  un  passo  avanti  contemporaneamente  alla 
finta. 

La  finta  di  botta  dritta,  come  qualunque  altra  finta 
eseguita  camminando,  non  otterrà  giammai  lo  stesso 
effetto  di  quella  eseguita  a  pie  fermo,  e  ciò  per  la  cer- 
tezza dell'avversario  che  tale  movimento  non  potrebbe 
essere  un  vero  colpo,  a  causa  della  distanza  esistente 
fra  i  due  schermidori. 

§  40.  —  Finta  di  botta  dritta  camminando 
e  botta  dritta. 

Questa  azione  è  eseguibile  soltanto  quando  l'avver- 
sario, calcolando  la  distanza,  s'impressioni  poco  o  nulla 
alla  finta  (come  si  è  accennato  al  paragrafo  precedente), 
e  perciò  non  si  curi  di  accorrere  prontamente  alla  pa 
rata,  o  eseguisca  una  mezza  parata.  Bisognerà  far  se- 
guire alla  finta  immediatamente  il  colpo. 

La  finta  di  botta  dritta  e  botta  dritta  non  è  eseguibile 
a  giusta  misura,  poiché  l'avversario,  immaginando  certa- 
mente che  la  finta  in  questo  caso  potrebbe  anche  essere 
un  colpo,   accorre  sempre  alla  parata  della  finta  stessa. 

§  41.  —  Della  fìnta  dritta  eseguita  dal  proprio 
legamento  0  da  mia  parata. 

Si  eseguisce  colle  stesse  norme  indicate  per  le  anzi- 
dette finte,  tenendo  sempre  presente  di  distaccare  la 
propria  spada  da  quella  avversa,  e  di  portarla  sulla 
linea  d'offesa  all'atto  di  eseguire  la  finta. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


§  42.  —  Della  finta  di  filo  a  pie  fermo. 

La  finta  di  filo  è  la  simulazione  del  filo.  Si  eseguisce, 
sia  a  pie  fermo  che  camminando,  e  in  un  tempo  solo. 

Mantenendo  sempre  il  contatto  del  ferro,  si  accennerà 
un  filo  avvicinando  la  propria  punta  al  petto  dell'av- 
versario, e  battendo  contemporaneamente  il  piede  destro. 

Le  norme  tutte  stabilite  per  la  finta  di  botta  dritta, 
s'intenderanno  applicabili  anche  per  la  finta  di  filo. 

§  43.  —  Della  fiuta  di  cavazione  a  pie  fermo. 

La  finta  di  cavazione  è  la  simulazione  della  cavazione; 
consiste  nell'eseguire  la  cavazione  col  solo  braccio,  senza 
cioè  andare  a— fondo. 

Si  può  eseguire  da  tutti  i  quattro  legamenti  dell'av- 
versario. 


§  44.  —  Fiuta  di  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  quarta  in  due  tempi: 


Maestro. 
Legherà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Allievo. 

Fingerà  una  cavazione  al  petto, 
in  fuori,  inclinando  leggermente 
ma  energicamente  il  tronco  in 
avanti,  battendo  nello  stesso  tem- 
po il  piede  destro,  ed  avvicinando 
la  punta  della  propria  spada  al 
petto  dell'  avversario. 

Eseguirà  immediatamente  la 
cavazione  al  petto,  in  dentro, 
evitando  la  parata  di  terza. 


PARTE    TERZA 


§  45.  —  Fiuta  di  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  due  tempi   dal   legamento  di  quarta 
dell'avversario  : 


Legherà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


46. 


Fingerà  una  cavazione  al  petto, 
in  fuori,  inclinando  leggermente 
il  corpo  in  avanti,  battendo  con- 
temporaneamente il  piede  destro, 
ed  avvicinando  la  propria  punta 
al  petto  dell'  avversario. 

Eseguirà  immediatamente  la 
cavazione  al  fianco,  evitando  la 
parata  di  terza. 

Finta  di  cavazione  in  dentro  • 
e  cavazione  in  fuori. 


Si   eseguisce   in   due   tempi   dal   legamento   di    terza 
dell'avversario: 


Legherà  di  terza. 


Parerà  quarta. 


47- 


Fingerà  una  cavazione  al  petto, 
in  dentro,  inclinando  leggermente 
il  corpo  in  avanti,  battendo  con- 
temporaneamente il  piede  destro, 
ed  avvicinando  la  punta  della  pro- 
pria spada  al  petto  dell'avversario. 

Eseguirà  immediatamente  la 
cavazione  in  fuori,  evitando  la 
parata  di  quarta. 

Finta  di  cavazione  in  dentro 
e  cavazione  al  fianco. 


Si   eseguisce   in   due   tempi   dal   legamento    di    terza 
dell'avversario: 


Legherà  di  terza. 


Fingerà  una  cavazione  al  petto, 
in  dentro,  inclinando  leggermente 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


223 


Parerà  mezzocerchio. 


il  corpo  in  avanti,  battendo  con- 
temporaneamente il  piede  destro, 
ed  avvicinando  la  punta  della  pro- 
pria spada  al  petto  dell'avversario. 
Eseguirà  immediatamente  la 
cavazione  al  fianco,  evitando  la 
parata  di  mezzocerchio. 

§  48.  —  Fiuta  di  cavazione  al  fianco 
e  cavazione  al  petto. 

Sì  eseguisce  in  due  tempi  dal  legamento  di  mezzo- 
cerchio dell'  avversario  : 


Legherà  di  mezzocerchio. 


Parerà  seconda. 


Fingerà  una  cavazione  al  fianco, 
inclinando  leggermente  il  corpo 
in  avanti,  battendo  contempora- 
neamente il  piede  destro,  ed  av- 
vicinando la  punta  della  propria 
spada  al  fianco  dell'avversario. 

Eseguirà  immediatamente  la 
cavazione  al  petto,  evitando  la 
parata  di  seconda. 


§  49.  —  Finta  di  cavazione  al  petto 
e  cavazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dal  legamento  di  seconda 
dell'  avversario  : 


Legherà  di  seconda. 


Parerà  mezzocerchio  o  terza. 


Fingerà  una  cavazione  al  petto, 
inclinando  leggermente  il  corpo 
in  avanti,  battendo  contempora- 
neamente il  piede  destro,  ed  av- 
vicinando la  punta  della  propria 
spada  al  petto  dell'avversario. 

Eseguirà  immediatamente  la 
cavazione  al  fianco,  evitando  la 
parata. 


224  PARTE    TERZA 


§  50.  —  Finta  di  cavazione  al  petto,  sopra 
e  cayazione  al  petto,  in  fuori. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dal  legamento  di  seconda 
dell'avversario: 

Legherà  di  seconda.  Fingerà  una  cavazione  al  petto, 

inclinando  leggermente  il  corpo 
in  avanti,  battendo  contempora- 
neamente il  piede  destro,  ed  avvi- 
cinando la  punta  della  propria 
spada  al  petto  dell'  avversario. 
Parerà  quarta.  Eseguirà    immediatamente    la 

cavazione  al  petto,  in  fuori,  in- 
gannando la  parata  di  quarta. 

Avvertenza.  —  Quando  V  allievo  saprà  eseguire  le  finte  con  fa- 
cilità, il  maestro  gli  farà  tralasciare  la  battuta  del  piede,  la  quale 
toglie  alla  velocità  dell'  azione,  ina  che  nei  primi  tempi  "e  necessaria 
per  abituarlo  a  marcar  bene  le  finte  stesse. 

§  51.  —  Della  fiuta  ili  cavazione  camminando. 

Si  eseguisce  colle  norme  prescritte  per  Infinta  di  cava- 
zione a  pie  fermo,  facendo  un  passo  avanti  nell'atto  di 
eseguire  la  finta. 

Avvertenza.  —  È  bene  che  •  il  maestro  faccia  osservare,  volta 
per  volta,  la  parte  del  bersaglio  che  l' allievo  inevitabilmente  scopre 
ne  IP  esecuzione  delle  varie  finte,  e  ciò  perche  egli  sia  edotto  dei  vari 
colpi  d'arresto  che  r  avversario  può  vibrare  sulla  finta  camminando, 
e  conseguentemente  delle  parate  da  opporre  agli  stessi  colpi. 

§  52.  —  Finta  di  cavazione  camminando 
e  botta  dritta. 

Ciò  che  si  è  detto  al  paragrafo  40  per  la  finta  di 
botta  dritta  e  botta  dritta,  si  intenderà  applicabile  alla 
finta  di  cavazione  e  botta  dritta;  colla  differenza  che,  in- 


TRATTATO    DELLA    SPADA  225 

vece  di  simulare  una  botta  dritta,  si  simulerà  una  cava- 
zione,  colpendo  nella  stessa  parte  del  bersaglio  ove  fu 
accennata  la  fìnta. 

§  53.  —  Della  doppia  fiuta  e  cavazione,  a  pie  fermo. 

La  doppia  finta  e  cavazione  si  compone  di  tre  tempi, 
ossia  di  due  finte  e  di  un  colpo;  la  prima  finta  potrà 
essere  sia  di  botta  dritta,  sia  di  cavazione,  sia  di  filo; 
la  seconda  finta  sarà  sempre  di  cavazione. 

La  doppia  finta  si  eseguisce,  quando  si  è  certi  che 
l'avversario  possa  parare  il  colpo  che  segue  una  finta 
semplice. 

§  54.  —  Fiuta  dritta  iu  fuori,  fiuta  cavazione  iu  dentro 
e  cavazioue  iu  fuori. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  quarta  del- 
l'avversario: 


Maestro. 
Inviterà  di  quarta. 

Parerà  terza. 
Parerà  quarta. 


Allievo. 

Come  prima  finta,  accennerà 
una  botta  dritta  in  fuori. 

Come  seconda  finta,  simulerà 
la  cavazione  in  dentro,  evitando 
il  contatto  della    spada  avversa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  immediatamente  vibrerà 
la  cavazione  in  fuori,  evitando 
il  contatto  della    spada  nemica.. 

§55.  —  Fiuta  dritta  iu  fuori,  finta  cavazione  in  dentro 
e  cavazione  al  fianco. 

Si   eseguisce   in   tre   tempi   dall'invito  di  quarta   del- 
l'avversario: 

Inviterà  di  quarta.  Come  prima  finta,    accennerà 

j   una  botta  dritta  in  fuori. 

15 


22Ó 


PARTE    TERZA 


Parerà  terza. 


Parerà  mezzocerchio. 


Come  seconda  finta,  accennerà 
una  cavazione  in  dentro,  evi- 
tando il  contatto  della  spada  av- 
versa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  immediatamente  vibrerà 
la  cavazione  al  fianco,  evitando 
il  contatto  della    spada  nemica. 


§56.  —  Finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione  al  fianco 
e  cavazione  sopra. 

Si  eseguisce   in   tre   tempi   dall'invito  di  quarta  del- 
l'avversario: 


Inviterà  di  quarta. 
Parerà  terza. 

Parerà  seconda. 


Come  prima  finta,  simulerà  la 
botta  dritta  in  fuori. 

Come  seconda  finta,  accennerà 
la  cavazione  al  fianco,  evitando 
il  contatto  della  spada    avversa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  immediatamente  vibrerà 
la  cavazione. al  petto,  sopra,  evi- 
tando il  contatto  della  spada  ne- 
mica. 


§57.  —  Finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  terza  dell'av- 
versario : 


Inviterà  di  terza. 


Parerà  quarta. 


Come  prima  finta,  accennerà  la 
botta  dritta  in  dentro. 

Come  seconda  finta,  simulerà 
la  cavazione  al  petto,  in  fuori, 
evitando  il  contatto  della  spada 
avversa. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


227 


Parerà  terza. 


Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  vibrerà  la  cavazione  al 
petto,  in  dentro,  evitando  il  con- 
tatto della  spada  nemica. 


§58.  —  Fiuta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  terza  dell'av- 
versario : 


Inviterà  di  terza. 
Parerà  quarta. 

Parerà  terza. 


Come  prima  finta,  accennerà  la 
botta  dritta  al  petto,  in  dentro. 

Come  seconda  finta,  accennerà 
la  cavazione  al  petto,  in  fuori, 
evitando  il  contatto  della  spada 
avversa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  vibrerà  la  cavazione  al 
fianco,  evitando  il  contatto  della 
spada  nemica. 


§59.  —  Finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione  al  fianco 
e  cavazione  sopra. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  terza  dell'av- 
versario : 


Inviterà  di  terza. 


Parerà  mezzocerchio. 


Parerà  seconda. 


Come  prima  finta,  simulerà  la 
botta  dritta  in  dentro. 

Come  seconda  finta,  accennerà 
la  cavazione  al  fianco,  evitando 
il  contatto  della  spada    avversa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  vibrerà  la  cavazione  al 
petto,  sopra,  evitando  il  contatto 
della  spada  nemica. 


228 


PARTE    TERZA 


§  60.  —  Fiuta  dritta  al  fianco,  fiuta  cavazioue  sopra 
e  cavazioue  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  mezzocerchio 
dell'  avversario  : 


Inviterà  di  mezzocerchio. 
Parerà  seconda. 

Parerà  mezzocerchio  o  terza. 


Come  prima  finta,  simulerà  la 
botta  dritta  al  fianco. 

Come  seconda  finta,  simulerà 
la  cavazione  sopra,  evitando  il 
contatto  della  spada  avversa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  vibrerà  la  cavazione  al 
fianco,  evitando  il  contatto  della 
spada  nemica. 


§  61.  —  Finta  dritta  al  fianco,  finta  cavazione  sopra 
e  cavazione  in  fuori. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  mezzocerchio 
dell'avversario: 


Inviterà  di  mezzocerchio. 


Parerà  seconda. 


Parerà  quarta. 


Come  prima  finta,  accennerà 
la  botta  dritta  al  fianco. 

Come  seconda  finta,  accennerà 
la  cavazione  sopra,  evitando  il 
contatto  della  spada  avversa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  vibrerà  la  cavazione  al 
petto,  in  fuori,  evitando  il  con- 
tatto della  spada  nemica. 


§  62.  —  Finta  dritta  sopra,  finta  cavazione  al  fianco 
e  cavazione  sopra. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  seconda  del- 
l'avversario: 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


229 


Inviterà  di  seconda. 


Parerà  terza  o  mezzocerchio. 


Parerà  seconda. 


Come  prima  finta,  accennerà 
la  botta  dritta,  sopra. 

Come  seconda  finta,  accennerà 
la  cavazione  al  fianco,  evitando 
il  contatto  della  spada   avversa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  vibrerà  la  cavazione  so- 
pra, evitando  il  contatto  della 
spada  nemica. 


§63.  —  Finta  dritta  sopra,  finta  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'  invito  di  seconda  del- 
l' avversario  : 


Inviterà  di  seconda. 


Parerà  quarta. 


Parerà  terza. 


Come  prima  finta,  accennerà 
la  botta  dritta,   sopra. 

Come  seconda  finta,  simulerà 
la  cavazione  al  petto,  fuori,  evi- 
tando il  contatto  della  spada  av- 
versa. 

Mentre  l'avversario  correrà  alla 
parata,  vibrerà  la  cavazione  in 
dentro,  evitando  il  contatto  della 
spada  nemica. 


§  64.  —  Finta  dritta  sopra,  finta  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  seconda  del- 
l'avversario : 


Inviterà  di  seconda. 


Parerà  quarta. 


Come  prima  finta,  simulerà  la 
botta  dritta  al  petto,  sopra. 

Come  seconda  finta  accennerà 
la  cavazione  al  petto,  fuori,  evi- 
tando la  spada  avversa. 


230  PARTE    TERZA 

Parerà  di  terza.  Mentre  l'avversario  correrà  alla 

parata,  vibrerà  la  cavazione  al 
fianco,  evitando  il  contatto  della 
spada  nemica. 

§  65.  —  Della  finta  di  filo  seguita  dalla  finta  di  cayazione; 
e  della  doppia  finta  di  cavazione. 

La  finta  di  filo  seguita  dalla  finta  di  cavazione,  come 
pure  la  doppia  finta  di  cavazione,  si  eseguiscono  in  due 
tempi,  sia  a  pie  fermo  che  camminando,  colle  medesime 
norme  stabilite  per  Infinta  di  botta  dritta  seguita  dalla 
finta  di  cavazione,  ma  colla  differenza  che  in  quest'ul- 
tima il  primo  tempo  è  Infinta  dritta,  mentre  ih  quelle 
sarà  rispettivamente  Infinta  di  filo,  o  la  finta  di  cavazione. 

%  66.  —  Risposta  colla  finta. 

Si  avrà  la  risposta  colla  finta,  tutte  le  volte  che,  in 
seguito  ad  una  qualsiasi  parata,  si  vibrerà  il  colpo,  fa- 
cendolo precedere  da  una  o  più  finte.  Quando  la  rispo- 
sta sarà  preceduta  da  una  sola  finta  prenderà  il  nome 
di  risposta  colla  finita  semplice;  quando  sarà  preceduta 
da  due  finte  si  chiamerà  risposta  colla  doppia  finta;  ma 
questa  è  sempre  da  sconsigliarsi,  poiché  chi  la  eseguisce 
perde  certamente  il  vantaggio  della  risposta,  che  con- 
siste appunto  nel  colpire  l'avversario  prima  che  questi 
ritorni  in  guardia. 

Le  stesse  finte,  fin  qui  descritte,  potranno  eseguirsi 
di  risposta,  tenendo  sempre  presente  che  in  seguito  ad 
una  parata  di  sforzo  o  di  tocco,  non  è  possibile  la  finta 
di  filo. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  23  I 


CAPITOLO  QUARTO 


Delle  parate  di  contro  e  delle  azioni  che  hanno  rapporto  con  esse.  —  Delle 
finte  semplici  in  rapporto  alle  parate  di  contro.  —  Delle  circolazioni.  — 
Delle  doppie  finte  in  rapporto  alle  parate  di  contro.  —  Della  finta  dritta 
e  circolazione.  —  Della  finta  di  circolazione  e  cavazione. 


§  67.  —  Delle  parate  di  contro. 

¥  ex  parata  di  contro  s'intenderà  quella  parata,  per  la 
quale  la  spada  avversa  sarà  ridotta  in  una  linea  per- 
fettamente opposta  a  quella  in  cui  era  diretto  il  colpo 
o  finta. 

Completando  una  qualsiasi  parata  di  contro,  la  spada 
del  difensore  dovrà  ritrovarsi  nella  posizione  primitiva, 
dopo  aver  circolato  intorno  al  ferro  nemico,  descrivendo 
una  superficie  conica,  il  cui  vertice  sarà  il  pugno  o  il 
gomito  secondo  il  maggiore  o  minore  spostamento  del 
ferro  avversario  nella  esecuzione  dell'azione,  o  secondo 
la  distanza  delle  varie  parti  del  bersaglio.  (0  In  ogni 
caso  la  parata  di  contro  si  eseguirà  impiegando  il  mo- 
vimento elastico  del  braccio. 

A  parità  di  condizioni  e  a  misura  giusta,  sarebbe  im- 


(i)  Se  l'avversario  per  esempio  eseguisse  una  cavazione  al  fia?tco  dal  lega- 
mento di  mezzocerchio,  oppure  vibrasse  una  cavazione  al  petto,  sopra,  dal  lega- 
mento di  seconda,  sia  pure  con  esattezza,  in  simili  casi  non  sarebbe  possibile 
far  vertice  al  pugno  e  mantenerlo  nel  suo  centro  di  operazione,  come  vorrebbe 
prescrivere  il  maestro  Parise;  anzi  sarebbe  assolutamente  necessario  di  spostarlo, 
e  al  solo  scopo  di  seguire  il  ferro  nemico,  per  opporre  i  gradi  forti  del  proprio 
ai  gradi  inferiori  di  quello,  e  rendere  in  tal  modo  efficace  la  parata. 


232  PARTE    TERZA 

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possibile  di  potersi  difendere  da  un  colpo  semplice  con 
una  parata  di  contro,  tanto  più  quando  questo  colpo 
fosse  la  botta  dritta  od  il  filo.  Al  paragrafo  28  è  stato 
dimostrato  quanto  sia  difficile  schermirsi  da  un  colpo 
dell' avversario  con  una  parata  semplice.  Rimane  quindi 
evidente  che  la  stessa  difesa  riescirebbe  impossibile  colla 
parata  di  contro,  la  quale,  in  ragione  dello  spazio  da 
percorrere,  richiederebbe  un  tempo  maggiore  di  quello 
che  viene  impiegato  nella  parata  semplice. 

La  parata  di  contro,  adunque,  dovrebbe  eseguirsi  sol- 
tanto sulla  finta  dell'avversario,  e  precisamente  quando 
questi  avesse  l' abitudine  di  farne  molte  in  qualsiasi  azione 
d' offesa. 

Le  parate  di  contro  sono: 

a)  contro  di  prima  ; 

b)  contro  di  seconda; 
e)  contro  di  terza; 

d)  contro  di  quarta; 

e)  contro  di  mezzocerchio . 
Contro  di  prima  :  . 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo  dal  proprio  invito, 
nonché  dal  proprio  legamento  o  parata  di  prima. 

Con  impercettibile  movimento  di  cireumduzione  del 
pugno,  accompagnato  da  movimento  del  braccio,  si  de- 
scriverà colla  propria  spada  una  superficie  conica,  se- 
guendo il  ferro  dell'avversario;  e  sviando  per  tal  modo 
il  colpo,  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  pì'inia. 
Contro  di  seconda: 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo  dal  proprio  invito, 
legamento  o  parata  di  seconda. 

Con  impercettibile  movimento  di  cireumduzione  del 
pugno,  accompagnato  da  movimento  elastico  del  braccio, 


TRATTATO    DELLA    SPADA  233 

si  descriverà  colla  propria  spada  una  superficie  conica, 
seguendo  il  ferro  dell' avversario;  e  sviando  per  tal  modo 
il  colpo  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  seconda. 
Contro  di  terza: 

Si  eseguisce  dal  proprio  invito,  legamento  o  parata 
di  terza  in  un  tempo  solo. 

Con  impercettibile  movimento  di  cireumduzione  del 
pugno,  accompagnato  da  movimento  elastico  del  braccio, 
si  descriverà  colla  propria  spada  una  superficie  conica, 
seguendo  il  ferro  dell'  avversario  ;  e  sviando  per  tal  modo 
il  colpo  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  'terza. 
Contro  di  quarta: 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo  dal  proprio  invito, 
legamento  o  parata  di  quarta. 

Con  impercettibile  movimento  di  cireumduzione  del 
pugno,  accompagnato  da  movimento  elastico  del  braccio, 
si  descriverà  colla  propria  spada  una  superficie  conica, 
seguendo  il  ferro  dell'avversario;  e  sviando  per  tal  modo 
il  colpo,  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  quarta. 
Contro  di  mezzocerchio: 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo  dal  proprio  invito, 
nonché  dal  proprio  legamento  o  parata  di  mezzocerchio. 

Con  impercettibile  movimento  di  cireumduzione  del  pu- 
gno, accompagnato  da  movimento  del  braccio,  si  descri- 
verà colla  propria  spada  una  superficie  conica,  seguendo 
il  ferro  dell'avversario;  e  sviando  per  tal  modo  il  colpo, 
si  prenderà  la  posizione   della  parata  di  mezzocerchio. 

Avvertenza.  —  Allorché  F  allievo  sappia  eseguire  con  facilità 
la  parata  di  contro,  il  Maestro  lo  eserciterà  a  difendersi  da  azioni 
con  finta,  mediante  parate  semplice  e  di  contro,  di  contro  e  semplice, 
tignali  di  contro,  prima  a  pie  fermo,  poi  camminando,  avvertendolo 
di  non  fare  oscillare  la  punta  dopo  avere  eseguita  la  parata. 


234 


PARTE    TERZA 


§68.   —  Delle  finte  in  rapporto  alle  parate  di  contro. 

Nelle  finte  semplici  descritte  al  paragrafo  32  e  se- 
guenti, si  è  visto,  che  quando  1'  avversario  oppone  la 
parata  di  appoggio  alla  finta,  sia  essa  di  botta  dritta, 
di  filo,  o  di  cavazione,  il  colpo  si  vibra  in  una  parte  del 
bersaglio  diversa  da  quella  alla  quale  fu  mostrata  la  finta, 
tranne  che  nel  caso  della  finta  di  botta  dritta  e  botta 
dritta  (§  40)  e  della  finta  di  cavazione  e  botta  dritta 
(§  52).  Invece,  opponendo  l'avversario  la  parata  di 
contro,  il  colpo  dovrà  svilupparsi  alla  stessa  parte  del 
bersaglio  alla  quale  fu  accennata  la  finta,  come  si  vedrà 
nei  paragrafi  seguenti. 


§  69.  —  Finta  dritta  in  fuori  e  cavazione  in  fuori. 

Si  eseguisce  in  due  tempi   dall'invito  di  quarta   del- 
l'avversario: 


Maestro. 
Inviterà  di  quarta. 


Parerà  contro  di  quarta. 


Allievo. 

Accennerà  energicamente  una 
botta  dritta  in  fuori,  inclinando 
il  tronco  in  avanti,  ed  avvici- 
nando la  propria  punta  al  petto 
dell'  avversario. 

Prima  che  l'avversario  incontri 
la  sua  spada,  per  mezzo  della  pa- 
rata, eseguirà  velocemente  la  ca- 
vazione al  petto,  in  fuori,  colle 
norme  stabilite  al  §   28. 


8   7°- 


Finta  dritta  in  dentro   e    cayazione  in  dentro. 


Si   eseguisce   in   due   tempi   dall'invito   di   terza    del- 
l'avversario: 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


235 


Inviterà   di  terza. 


Parerà  contro  di  terza. 


Accennerà  energicamente  una 
botta  dritta,  in  dentro,  inclinan- 
do il  tronco  in  avanti,  ed  avvi- 
cinando la  propria  punta  al  petto 
dell'avversario. 

Prima  che  l'avversario  incontri 
la  sua  spada,  per  mezzo  della  pa- 
rata, eseguirà  velocemente  la  ca- 
vazione  al  petto,  in  dentro,  colle 
norme  prescritte  al  §  28. 


§  7i- 


Finta  dritta  al  fianco  e  cayazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  due  tempi  dall'invito  di  mezzocerchio 
dell'avversario. 


Inviterà  di  mezzocerchio. 


Parerà  contro  di  mezzocerchio. 


Accennerà  energicamente  una 
botta  dritta  al  fianco,  inclinando 
il  tronco  in  avanti,  ed  avvicinando 
la  propria  punta  al  petto  dell'av- 
versario. 

Prima  che  l'avversario  incontri 
la  sua  spada,  per  mezzo  della  pa- 
rata, eseguirà  velocemente  la  ca- 
vazione  al  fianco,  colle  norme 
prescitte  al  §   28. 


§72.  —  Fiuta  dritta  al  petto,  sopra,  e  cayazione  sopra. 


Si  eseguisce  in  due  tempi  dal  legamento  di  seconda 
dell'  avversario  : 


Inviterà  di  seconda. 


Accennerà  energicamente  una 
botta  dritta  al  petto,  sopra,  incli- 
nando il  tronco  in  avanti,  ed  av- 
vicinando la  propria  punta  al 
petto  dell'  avversario. 


236 


PARTE    TERZA 


Parerà  contro  di  seconda. 


Prima  che  l'avversario  incontri 
la  sua  spada  per  mezzo  della  pa- 
rata, eseguirà  velocemente  la  ca- 
vazione  al  petto,  sopra,  colle  nor- 
me prescritte  al  §   28. 


§   73- 


Finta  di  filo  di  seconda  e  cavazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  due  tempi  dal  proprio  legamento  di 
seconda: 


Inviterà  per  il  filo  di  seconda, 
mettendo  il  debole  della  propria 
spada  sotto  ed  a  contatto  della 
coccia  dell'  allievo,  formando  nel 
pugno  un'  impercettibile  angolo 
col  vertice  in  alto. 

Parerà  contro  di  mezzocérchio. 


Inclinando  con  energia  il  tron- 
co in  avanti,  ed  avvicinando  la 
propria  punta  al  petto  dell'  av- 
versario, accennerà  un  filo  di  se- 
conda, battendo  contemporanea- 
mente il  piede  destro. 

Assecondando  il  movimento 
della  spada  avversaria,  e  senza 
farsi  toccare  la  propria,  eseguirà 
la  cavazione  al  fianco. 


74- 


Finta  di  filo  di  terza  e  cavazione  in  fuori. 


Si   eseguisce  dal  proprio 
tempi  : 

Inviterà  per  il  filo  di  terza, 
mettendo  il  debole  della  propria 
spada  sulla  coccia  di  quella  del- 
l'allievo, formando  nel  pugno  un 
impercettibile  angolo  col  vertice 
in  basso. 

Parerà  contro  di  quarta. 


legamento  di  terza  in  due 


Inclinando  con  energia  il  tron- 
co in  avanti,  ed  avvicinando  la 
punta  della  propria  spada  al  petto 
dell'avversario,  accennerà  un  filo 
di  terza,  battendo  contempora- 
neamente il  piede  destro. 

Assecondando  il  movimento 
della  spada  avversa,  e  senza  farsi 
•  toccare  la  propria,  eseguirà  la  ca- 
vazione al  petto,   in  fuori. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


237 


§75  —  Finta  di  filo  di  quarta  e  cavazione  in  dentro. 


Si  eseguisce  dal  proprio 
tempi  : 

Inviterà  pel  filo  di  quarta,  met- 
tendo il  debole  della  propria  spada 
sulla  coccia  di  quella  dell'allievo, 
e  formando  nel  pugno  un  im- 
percettibile angolo  col  vertice  in 
basso. 

Parerà  contro  di  terza. 


76. 


legamento  di  quarta  in  due 

Inclinando  con  energia  il  tron- 
co in  avanti,  ed  avvicinando  la 
punta  della  propria  spada  al  petto 
dell'avversario,  accennerà  un  filo 
di  quarta,  battendo  il  piede  destro. 

Assecondando  il  movimento 
della  spada  avversaria,  e  senza 
farsi  toccare  la  propria,  eseguirà 
la  cavazione  al  petto,  in  dentro. 


Finta  di  filo  di  mezzocerchio 
e  cavazione  sopra. 


Si  eseguisce  in  due  tempi  dal  proprio  legamento  di 
mezzocerchio  : 


Inviterà  pel  filo  di  mezzocer- 
chio, mettendo  il  debole  della 
propria  spada  sotto  la  coccia  di 
quella  dell'allievo,  e  formando  nel 
pugno  un  impercettibile  angolo 
col  vertice  in  alto. 

Parerà  contro  di  seconda. 


Inclinando  con  energia  il  tron- 
co in  avanti,  ed  avvicinando  la 
punta  della  propria  spada  al  petto 
dell'avversario,  accennerà  un  filo 
di  mezzocerchio,  battendo  con- 
temporaneamente il  piede  destro. 

Assecondando  il  movimento 
della  spada  avversaria,  e  senza 
farsi  toccare  la  propria,  eseguirà 
la  cavazione  al  petto,   sopra. 

Avvertenza.  —  Tanto  la  finta  di  botta  dritta  che  quella  di 
filo,  in  rapporto  alle  parate  di  contro  dell'avversario,  si  eseguiranno 
anche  camminando,  colle  stesse  norme  per  quelle  a  pie  fermo,  e  facendo 
il  passo  contemporaneamente  alla  finta.  Il  Maestro  però  in  luogo  di 
porre  il  debole  a  contatto  della  coccia  dell'  allievo,  lo  porrà  a  con- 
tatto del  medio  della  sua  lama. 


238  PARTE    TERZA 


§  77.  —  Delle  circolazioni. 

La  circolazione,  che  impropriamente  da  alcuni  è  chia- 
mata co ntrocav azione,  da  altri  doppia  cavazione,  e  da 
molti  citte  giri,  non  è  che  una  finta  di  cavazione  ed 
una  cavazione,  e  consiste  nel  vibrare  il  colpo  nella  stessa 
parte  del  bersaglio  ove  fu  mostrata  la  finta. 

Essa  ha  per  fine  di  eludere  la  parata  di  contro,  cir- 
colando colla  propria  spada  intorno  alla  spada  ed  al 
braccio  dell'avversario.  Per  esempio,  se  l'avversario  le- 
gasse di  quarta,  e  ad  una  finta  di  cavazione  in  fuori 
opponesse  la  parata  semplice  di  terza,  allora  si  esegui- 
rebbe senz'altro  la  cavazione  dalla  parte  opposta,  cioè 
in  dentro,  e  si  avrebbe  una  finta  di  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro  (§  44)  ;  ma  se  invece  della  parata 
semplice  di  terza,  opponesse  la  parata  di  contro  di 
quarta,  ritornando  per  tal  modo  alla  posizione  primi- 
tiva, allora  senza  interrompere  il  movimento  si  conti- 
nuerebbe a  circolare  attorno  al  suo  braccio,  per  colpirlo 
in  fuori.  La  circolazione  quindi  non  sarebbe  possibile 
eseguirla  all'avversario  che  parasse  semplice,  come  non 
sarebbe  possibile  la  finta  di  cavazione  e  cavazione  qua- 
lora egli  parasse  di  contro. 

La  circolazione  si  eseguisce  indifferentemente  da 
ognuno  dei  legamenti  dell'avversario. 

§  78.  —  Circolazione  in  fuori  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dal  legamento  di  quarta 
dell'avversario: 


Maestro. 
Legherà  di  quarta. 


Allievo. 
Simulerà  la  cavazione  al  petto, 
in  fuori,  avanzando  il  busto  e  la 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


239 


Parerà  contro  di  quarta. 


punta  della  propria  spada,  e  bat- 
tendo contemporaneamente  il  pie- 
de destro  a  terra. 

Assecondando  il  movimento 
della  spada  avversaria,  ed  evi- 
tando il  contatto  di  essa,  circo- 
lerà la  propria  rasente  al  braccio 
del  nemico,  colpendolo  al  petto 
colla  cavazione  in  fuori. 


§  79.  —  Circolazione  in  dentro  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di   terza   dell'  avversario 


in   due  tempi: 

Legherà  di  terza. 


Parerà  contro  di  terza. 


Simulerà  la  cavazione  al  petto, 
in  dentro,  avanzando  il  busto  e 
la  punta  della  propria  spada,  e 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra. 

Assecondando  il  movimento 
della  spada  avversaria,  ed  evi- 
tando il  contatto  di  essa,  circo- 
lerà la  propria  rasente  il  braccio 
del  nemico,  colpendolo  al  petto 
colla  cavazione  in  dentro. 


§  80.  —  Circolazione  sopra  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dal  legamento  di  seconda 
dell'  avversario  : 


Legherà  di  seconda. 


Parerà  contro  di  seconda. 


Simulerà  la  cavazione  al  petto, 
sopra,  avanzando  il  busto  e  la 
punta  della  propria  spada,  e  bat- 
tendo contemporaneamente  il  pie- 
de destro  a  terra. 

Assecondando  il  movimento 
della   spada   avversaria,   ed   evi- 


240 


PARTE    TERZA 


tando  il  contatto  di  essa,  circo- 
lerà la  propria  rasente  il  braccio 
del  nemico,  colpendolo  al  petto 
colla  cavazione  sopra. 


§  81.  —  Circolazione  al  fianco  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  in  due  tempi  dal  legamento  di   mezzo- 
cerchio dell'  avversario: 


Parerà  contro  di  mezzocerchio. 


Legherà  di  mezzocerchio.  Simulerà  la  cavazione  al  fian- 

co, girando  il  pugno  in  seconda, 
avanzando  il  busto  e  la  punta 
della  propria  spada,  e  battendo 
contemporaneamente  il  piede  de- 
stro a  terra. 

Mantenendo  il  pugno  in  se- 
conda, assecondando  il  movi- 
mento della  spada  avversaria,  ed 
evitando  il  contatto  di  essa,  cir- 
colerà la  propria  rasente  il  brac- 
cio del  nemico,  colpendolo  colla 
cavazione  al  fianco. 

Avvertenza.  —  Progredendo  V allievo  nella  esecuzione  delle  cir- 
colazioni, il  Maestro  avrà  cura  di  fargli  tralasciare  la  battuta  del 
piede,  e  di  fare  eseguire  i  due  tempi  che  compongono  la  circolazione, 
senza  interruzione  e  col  massimo  della  velocità.  Curerà  altresì  che 
la  punta  della  spada  descriva,  in  tutte  e  quattro  le  circolazioni  sic 
esposte,   una  linea  elicoidale. 

Colle  stesse  norme  si  farà  la  circolazione  camminando,  avver- 
tendo di  eseguire  la  finta  contemporaneamente  al  passo  avanti. 

§  82.  —  Delle  doppie  finte  in  rapporto 
alle  parate  di  contro. 

Accade  in  generale,  che  quando  si  eseguisca  una 
parata  di  contro  sulla  finta  dell'avversario,  non  si  pari 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


241 


di  contro  anche  il  colpo  che  segue  la  finta  stessa,  ri- 
correndo naturalmente  e  per  maggior  sicurezza  in  que- 
sto caso,  alla  parata  semplice.  Ma*  1'  avversano  potrà 
sempre  eludere  anche  questa  parata  eseguendo  una  se- 
conda finta,  che  in  tal  caso  sarà  di  cavazione,  e  colpirà 
quindi  con  un'altra  cavazione.  Si  avranno  quindi  le  se- 
guenti azioni. 

§  Ss-  —  Fiuta  dritta  in  fuori,  finta  di  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro. 

Si  eseguisce   in   tre   tempi   dall'invito  di  quarta   del- 
l'avversario: 


Maestro. 
Inviterà  di  quarta. 

Parerà  contro  di  quarta. 


Parerà  terza  semplice. 


Allievo. 

Accennerà  una  botta  dritta  in 
fuori,  come  prima  finta. 

Eseguirà  la  seconda  finta,  ac- 
cennando la  cavazione  al  petto, 
in  fuori,  ove  eseguì  la  prima  finta 
ed  evitando  il  contatto  della  spada 
avversaria. 

Senza  farsi  toccare  la  spada, 
vibrerà  velocemente  la  cavazione 
al  petto,  in  dentro. 


§  84.  —  Finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione  in  dentro 
e  cavazione  in  fuori. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  terza  dell'av- 
versario : 


Inviterà  di  terza. 
Parerà  contro  di'  terza. 


Accennerà  una  botta  dritta  in 
dentro,  come  prima  finta. 

Eseguirà  la  seconda  finta,  ac- 
cennando una  cavazione  ove  ese- 
guì la  prima  finta,  ossia  al  petto, 

16 


242 


PARTE    TERZA 


Parerà  quarta  semplice. 


in  dentro,  ed  evitando  il  contatto 
della  spada  avversaria. 

Senza  farsi  toccare  la  spada, 
vibrerà  velocemente  la  cavazione 
al  petto,  in  fuori. 


§  85.  —  Fiuta  dritta  al  fianco,  fiuta  cavazione  al  fianco 
e  cavazione  sopra. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  mezzocerchio 
dell'avversario: 


Inviterà  di  mezzocerchio. 
Parerà  contro  di  mezzocerchio. 


Parerà  seconda  semplice. 


Accennerà  la  botta  dritta  al 
fianco,   come  prima  finta. 

Eseguirà  la  seconda  finta,  ac- 
cennando una  cavazione  ove  ese- 
guì la  prima  finta,  ossia  al  fianco, 
ed  evitando  il  contatto  della  spada 
avversaria. 

Senza  farsi  toccare  la  spada, 
vibrerà  velocemente  la  cavazione 
al  petto,  sopra. 


§  86.  —  Finta  dritta  sopra,  finta  cavazione  sopra 
e  cavazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dall'invito  di  seconda  del- 
l'avversario: 


Inviterà  di  seconda. 


Parerà  contro  di  seconda 


Parerà  mezzocerchio  semplice. 


Accennerà  una  botta  dritta  al 
petto,   sopra,  come  prima    finta. 

Eseguirà  la  seconda  finta,  ac- 
cennando una  cavazione  ove  ese- 
guì la  prima  finta,  ossia  al  petto, 
sopra,  ed  evitando  il  contatto 
della  spada  avversaria. 

Senza  farsi  toccare  la  spada, 
vibrerà  velocemente  la  cavazione 
colpendolo  al  fianco. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  243 

Avvertenza.  —  Per  le  suddette  doppie  finte  in  rapporto  alle 
parate  di  contro,  se  si  vorrà  eseguirle  in  -modo  che  ciasuna  di  esse 
sia  preceduta  da  una  finta  di  filo  anziché  da  una  finta  dritta,  si 
osserveranno  le  stesse  regole;  colla  differenza  che  quelle  precedute 
dalla  ùnta  di  filo  si  eseguiranno  dal  proprio  legamento  o  parata, 
mentre  le  altre  si  eseguiranno,  come  si  è  visto,  dall'  invito  dell'  av- 
versario. Sia  le  une  che  le  altre  si  potranno  eseguire  anche  cammi- 
nando, e  in  tal  caso  al  primo  tempo  si  aggiungerà  un  passo  avanti, 
e  gli  altri  due  tempi  si  eseguiranno  come  a  pie  fermo. 


§  87.  —  Della  fiuta  dritta  e  circolazione. 

Avendo  l'avversario  l'abitudine  di  parare  semplice  e 
di  contro  una  finta  dritta  e  cavazione,  per  eludere  tutte 
e  due  le  parate  e  colpirlo,  bisognerà,  dopo  avere  ac- 
cennata Infinta  dritta,  vibrare  la  circolazione.  Si  avranno 
così  le  seguenti   azioni. 

§  88.   —  Finta  dritta  in  fuori 
e  circolazione  in  dentro. 

Si  eseguisce  dall'invito  di  quarta  dell'avversario,  ed 
è  composta  di  tre  tempi: 


Maestro. 
Inviterà  di  quarta. 

Parerà  terza  semplice. 
Parerà  contro  di  terza. 


Allievo. 

Accennerà  la  botta  dritta  al 
petto,  in  fuori,  come  prima  finta. 

Come  seconda  finta,  accennerà 
la  cavazione  dalla  parte  opposta, 
cioè  al  petto,  in  dentro. 

Continuando  a  circolare  nello 
stesso  senso  della  seconda  finta, 
vibrerà  velocemente  la  cavazione 
al   petto,  in  dentro. 


244 


PARTE    TERZA 


§    89. 


Finta  dritta  ili  dentro  e  circolazione  in  fuori. 


Si  eseguisce  dall'invito  di  terza   dell'avversario   e   si 
compone  di  tre  tempi: 


Inviterà  di  terza. 
Parerà  quarta  semplice. 

Parerà  contro  di  quarta. 


Accennerà  la  botta  dritta  al 
petto,  in  dentro,  come  prima  finta. 

Come  seconda  finta,  accennerà 
la  cavazione  dalla  parte  opposta, 
cioè  al  petto,  in  fuori. 

Continuando  a  circolare  nello 
stesso  senso  della  seconda  finta, 
vibrerà  velocemente  la  cavazione 
al  petto,  in  fuori. 


§  90.  —  Finta  dritta  al  fianco  e  circolazione  sopra. 

Si    eseguisce   dall'invito   di   mezzocerchio    dell' avver- 
sario  e  si  compone  di  tre  tempi: 


Inviterà  di  mezzocerchio. 
Parerà  seconda  semplice. 

Parerà  contro  di  seconda. 


Accennerà  la  botta  dritta  al 
fianco,  come  prima  finta. 

Come  seconda  finta,  accennerà 
la  cavazione  sopra,  ossia  dalla 
parte  opposta. 

Continuando  a  circolare  nello 
stesso  senso  della  seconda  finta, 
vibrerà  velocemente  la  cavazione, 
colpendo    l' avversario   al  petto. 


§  91.  —  Finta  dritta  sopra  e  circolazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  dall'invito  di  seconda   dell'avversario  e 
si  compone  di  tre  tempi: 


Inviterà  di  seconda. 

Parerà  mezzocerchio  semplice. 


Accennerà   la  botta  dritta   al 
petto,  come  prima  finta. 

Come  seconda  finta,  accennerà 


TRATTATO    DELLA    SPADA  245 


Parerà  contro  di  mezzocerchio. 


la  cavazione  dalla  parte  opposta, 
ossia  al  fianco. 

Continuando  a  circolare  nello 
stesso  senso  della  seconda  finta, 
vibrerà  la  cavazione,  colpendo 
1'  avversario  al  fianco. 

§  92.  -  -  Delle  Ante  di  filo  (o  cavazione) 
e  circolazione. 

Tanto  la  finta  di  filo  e  circolazione  quanto  la  finta  di 
cavazione  e  circolazione  si  eseguiscono  in  tre  tempi,  e 
colle  norme  stabilite  per  le  finte  dritte  e  circolazioni 
sopra  descritte,  colla  sola  differenza  che  quelle  si  ese- 
guiscono dall'invito  dell'avversario,  queste  invece,  dal 
proprio  legamento  se  la  prima  fìnta  è  di  filo,  e  dal  lega- 
mento dell'avversario  se  la  prima  finta  è  di  cavazione. 

Tutte  le  suddette  finte  si  possono  ancora  eseguire  cam- 
minando. In  tal  caso  bisognerà  fare  un  passo  avanti  con- 
temporaneamente alla  prima  finta,  ossia  al  primo  tempo; 
gli  altri  due  tempi  si  eseguiscono  come  da  pie  fermo, 

§  93.  —  Della  fiuta  di  circolazione  e  cavazione. 

Si  eseguisce  dal  legamento  avversario  in  tre  tempi,  e 
quando  si  sia  certi  che  egli  pari  di  contro  la  prima  finta  e 
semplice  la  seconda,  come  è  facile  vedere  qui  appresso: 

§  94.  —  Finta  circolazione  in  fuori  e  cavazione  dentro. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  quarta  dell'avversario 
e  consta  di  tre  tempi: 


Maestro. 
Legherà  di  quarta. 


Allievo. 

Come   prima  finta,   accennerà 
la  cavazione  in  fuori. 


246 


PARTE    TERZA 


Parerà  contro  di   quarta. 


Parerà  terza  semplice. 


Continuando  a  circolare  la 
propria  spada  nello  stesso  senso 
della  prima  finta,  accennerà  una 
seconda  cavazione  in  fuori. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
dell'  avversano,  vibrerà  veloce- 
mente la  cavazione  dalla  parte 
opposta,  colpendolo  al  petto,  in 
dentro. 


§  95.  —  Finta  circolazione  in  dentro 
e  cavazione  in  fuori. 

Si  eseguisce   dal   legamento   di   terza   dell'avversario 
e  consta  di  tre  tempi: 


Legherà  di  terza. 
Parerà  contro  di  terza. 

Parerà  quarta  semplice. 


Come  prima  finta,  accennerà  la 
cavazione  in  dentro. 

Continuando  a  circolare  la 
propria  spada  nello  stesso  senso 
della  prima  finta,  accennerà  una 
seconda  cavazione  in  fuori. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
dell'  avversario,  vibrerà  veloce- 
mente la  cavazione  dalla  parte 
opposta,  colpendolo  al  petto,  in 
fuori. 


96. 


Finta  circolazione  al  fianco  e  cavazione   sopra. 


Si  eseguisce  dal  legamento  di  mezzocerchio  dell'av- 
versario e  si  compone  di  tre  tempi: 


Legherà  di  mezzocerchio. 
Parerà  contro  di  mezzocei'chio. 


Come  prima  finta,  accennerà 
la  cavazione  al  fianco. 

Continuando  a  circolare  la 
propria  spada  nello  stesso  senso 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


247 


Parerà  seconda  semplice. 


della  prima  finta,  accennerà  una 
seconda  cavazione  al  fianco,  man- 
tenendo sempre  il  pugno  in  se- 
conda posizione. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
dell'  avversario,  vibrerà  veloce- 
mente la  cavazione  dalla  parte  op- 
posta, colpendolo  sopra,  al  petto. 


§  97' 


Finta  circolazione  sopra  e  cavazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  dal  leo-amento  di  seconda  dell'avversario 
e  si  compone  di  tre  tempi: 

Legherà  di  seconda. 


Parerà  contro  di  seconda. 


Parerà  mezzocerchio  semplice. 


Come  prima  finta,  accennerà 
la  cavazione  sopra  al  petto. 

Continuando  a  circolare  la 
propria  spada  nello  stesso  senso 
della  prima  finta,  accennerà  una 
seconda  cavazione  al  petto. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
dell'  avversario,  vibrerà  veloce- 
mente la  cavazione  dalla  parte 
opposta,  colpendolo  al  fianco  col 
pugno  girato  in  seconda  posi- 
zione. 

Avvertenza.  —  Colle  stesse  regole  si  eseguiranno  le  finte  di  cir- 
colazione camminando,  facendo  però  un  passo  avanti  al  primo  tempo; 
gli  altri  due  si  eseguiranno  come  da  pie  fermo. 

Il  maestro  esigerà  dall'  allievo  che  la  finta  camminando  sia  ese- 
guita strettissima,  dovendo  /'  allievo  far  girare  la  punta  della  propria 
spada  non  già  intorno  alla  coccia  e  al  braccio  dell  avversario,  sibbene 
intorno  alla  sua  lama,   e  ciò  per  effetto  della  misura. 


IH* 


248  PARTE    TERZA 


CAPITOLO  QUINTO 


Dei  trasporti  di  spada,  —  Dei  trasporti  con  finta.  —  Della  fianconata  di  quarta 
bassa.  —  Della  finta  di  fianconata  di  quarta  bassa.  —  Parate  di  ceduta.  — 
Dei  copertini.  —  Dei  deviamenti.  —  Dei  cambiamenti. 


§  98.  —  Dei  trasporti  di  spada. 

Allorquando  colla  propria  spada  si  costringerà  quella 
dell'avversario,  per  dominio  sui  gradi,  a  passare  da  una 
posizione  ad  un'altra,  obbligandola  a  descrivere  una  su- 
perficie conica,  si  eseguirà  l'azione  che  chiamasi  trasporto. 

I  trasporti  hanno  lo  scopo  di  togliere  la  spada  del- 
l'avversario dalla  linea  del  proprio  bersaglio,  e  di  ren- 
der libera  la  strada  ai  colpi  dell'offensore.  Si  possono 
anche  eseguire  a  scopo  d'invitare  l'avversario  ad  agire 
in  tempo. 

Nel  primo  caso,  cioè  quando  si  voglia  vibrare  il  colpo 
subito  dopo  eseguito  il  trasporto,  due  tempi  sono  indi- 
spensabili alla  esecuzione  dell'intera  azione,  uno  per  to- 
gliere la  punta  dalla  linea  del  proprio  petto  o  fianco, 
l'altro  per  vibrare  il  colpo;  nel  secondo  caso,  quando  il 
trasporto  ha  scopo  d'invito,  si  eseguisce  in  un  tempo  solo. 

I   trasporti  di  spada  sono  quattro: 

a)  trasporto  di  seconda; 

b)  trasporto  di  terza; 
e)  trasporto  di  quarta; 

d)  trasporto  di  mezzocerchio . 
I  trasporti  di  seconda   e   di   mezzocerchio  si  esegui- 


TRATTATO    DELLA    SPADA  249 


scono  solo  d'attacco;  non  si  possono  eseguire  di  ri- 
sposta, perchè  altrimenti  si  porterebbe  la  punta  della 
spada  nemica  sul  proprio  corpo.  Quelli  di  terza  e  di 
quarta  si  eseguiscono  sia  d'attacco  che  di  risposta. 

Tutti  i  quattro  trasporti,  d'attacco,  si  possono  ese- 
guire indifferentemente  sia  a  piò  fermo  che  camminando, 
senza  alcun  pericolo  di  portare  la  punta  nemica  sul 
proprio  petto.  (0 

Il  movimento  del  braccio  e  della  spada,  nei  trasporti, 
dovrà  essere  simile  a  quello  che  si  eseguisce  per  pas- 
sare da  una  parata  all'altra;  sicché,  compiuto  il  tra- 
sporto, lo  schermidore  dovrà  trovarsi  nell'identica  posi- 
zione della  parata  corrispondente  al  trasporto  stesso. 

Il  trasporto  di  spada  essendo  un  lungo  movimento 
preparatorio  al  colpo   che   si   vuol   vibrare,  può   succe- 


(i)  Nel  trattato  di  Masaniello  Parise  pag.  82,  83,  a  proposito  dei  trasporti 
di  seconda  e  di  mezzocerchio  (che  corrispondono  alla  fianconata  di  seconda  ed 
al  filo  dì  quarta  falso  in  quel  trattato)  si  leggono  le  seguenti  parole  :  «  Non 
si  possono  eseguire  a  pie  fermo,  perche,  nel  trasportare  la  spada  avversa  al 
di  fuori  del  proprio  fianco,  s'  avrebbe  la  punta  nemica  sul  petto  per  effetto  della 
misura   (§   12)    ». 

Ora  se  a  pie  fermo,  e  cioè  a  giusta  misura,  la  punta  della  spada  di  ciascun 
schermidore  dista  di  non  pochi  centimetri  dal  petto  dell'  avversario,  per  effetto 
della  misura  (e  ognuno  potrà  anche  accertarsene  dalle  stesse  vignette  a  pa- 
gine 49,  50,  51  e  52  del  suddetto  trattato),  come  mai  nell' eseguire  le  suaccen- 
nate azioni,  s'avrebbe  la  punta  iiemica  sul  petto  per  effetto  della  stessa  misura? 
A  pie  fermo,  anzi,  i  trasporti  si  eseguiscono  con  maggior  facilità,  poiché  il 
debole  della  spada  nemina  rimane,  per  così  dire,  imprigionato  fra  il  forte  e  la 
coccia  della  propria  spada,  e  si  può  quindi  meglio  dominarla.  Gli  è  camminando 
invece,  che,  trovandosi  fra  le  due  lame  un  sol  punto  di  contatto  nel  trasportare 
la  spada  dell'avversario,  essa  può  sfuggire.  Che  se  poi  nell'  eseguire  un  trasporto 
di  seconda  od  un  trasporto  di  mezzocerchio  la  punta  dell'  avversario  si  trovasse 
sul  petto  dell'  offensore,  ciò  dipenderebbe  soltanto  dal  non  aver  egli  condotto  a 
termine  il  trasporto,  dal  non  aver  spostato  in  fuori  del  proprio  bersaglio  la 
punta  della  spada  avversa;  e  non  già  da  necessità  d'esecuzione.  Ed  appunto 
per  questo,  ossia  per  facilitare  lo  svolgimento  dei  trasporti  a  scopo  di  offesa, 
si  prescrive  che  essi  vengano  eseguiti  in  due  tempi. 


250  m  PARTE    TERZA 

dere  che  V avversario,  durante  l'esecuzione  del  movi- 
mento, tiri  o  una  cavazione  in  tempo  svincolando  la  sua 
lama,  o  un  colpo  dritto  facendo  scorrere  la  stessa  lama 
sulla  coccia  di  chi  eseguisce  il  trasporto.  Nel  primo  caso, 
accorgendosi  del  distacco,  si  cercherà  di  accorrere  a 
tempo  alla  parata;  ma,  nel  secondo,  poiché  il  parare 
sarebbe  cosa  difficilissima,  sarà  necessario  di  scansare  il 
pericoloso  inconveniente  spostando  bene  il  pugno  dal  suo 
centro  d'operazione.  Eseguendo  infatti  i  vari  trasporti  di 
spada  con  perno  all'articolazione  scapolo-omerale  piut- 
tosto che  all'articolazione  radio-c arpica,  e  facendo  de- 
scrivere al  braccio  e  spada  insieme  una  superficie  conica 
tale,  che  la  coccia  segni  un  arco  soltanto  un  poco  più 
ampio  di  quello  che  limita  la  parte  del  bersaglio  sog- 
getta all'azione  di  filo,  tutti  i  colpi  dritti  che  potrebbe 
vibrare  l'avversario,  strisciando  la  sua  lama  sull'orlo 
della  coccia,  durante  l'esecuzione  del  trasporto,  desereb- 
bero vani. 

§  99.  —  Trasporto  in  seconda  e  Alo  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  semplicemente  d'attacco  in  due  tempi,  sia 
dalla  spada  in  linea,  sia  dal  proprio  legamento  di  quarta  : 

i.°  Colla  propria  coccia  e  col  proprio  forte  s'impri- 
gionerà il  debole  della  spada  dell'avversario  e  girando 
contemporaneamente  e  gradatamente  il  pugno  in  se- 
conda, senza  mai  perderne  il  possesso,  e  descrivendo 
col  braccio  e  colla  spada  una  superficie  conica,  cioè  con- 
ducendo la  spada  nemica  dall'alto  in  basso  e  da  dentro 
in  fuori,  si  prenderà  l'esatta  posizione  della  parata  di 
seconda. 

2.0  Si  eseguirà  immediatamente  il  filo  di  seconda 
colle  stesse  norme  prescritte  al  §   27. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


251 


Volendo  eseguire  la  suaccennata  azione  camminando, 
si  terranno  presenti  le  stesse  norme,  si  farà  un  passo 
avanti  al  primo  tempo,  ed  in  luogo  di  unire  il  proprio 
forte  al  debole  della  spada  nemica,  vi  si  unirà  il  proprio 
grado  medio.  Il  secondo  tempo  si  eseguirà  come  da  pie 
fermo. 

§  100.  —  Trasporto  in  seconda  e  cavazione  sopra 
a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  solo  d' attacco  e  si  compone  di  due  tempi  : 


Maestro. 

Manterrà  con  resistenza  la  spa- 
da sulla  linea  d'offesa. 

Parerà    seconda    o    ceduta  di 
quarta. 


Allievo. 

Eseguirà  il  trasporto  di  spada 
in  seconda,  colle  norme  prescritte 
al  paragrafo  precedente. 

Accorgendosi  della  parata,  ese- 
guirà istantaneamente  la  cava- 
zione al  petto,  sopra,  se  l'avver- 
sario avrà  opposta  la  parata  di 
seconda;  e  se  avrà  assecondato 
il  movimento  parando  la  ceduta 
di  quarta,  eseguirà  la  cavazione 
al  petto,   in  fuori. 

Volendo    eseguire    quest'azione    camminando    si    ag- 
giungerà un  passo  avanti  al  primo  tempo. 

§  101.  —  Trasporto  in  seconda  colla  Anta  di  filo 
a  pie  fermo. 


Si  compone  di  tre  tempi  e  si  eseguisce  solo  d'attacco: 


Manterrà  con  resistenza  la  pro- 
pria spada  sulla  linea  d' offesa. 


Eseguirà  il  trasporto  di  spada 
in  seconda,  colle  norme  prescritte 
al  §   99. 


252 


PARTE    TERZA 


Si  lascerà  trasportare  la  spada. 

Parerà    seconda   o   ceduta    di 
quarta. 


Simulerà  un  filo  di  seconda, 
senza  distaccare  la  spada  propria 
da  quella  dell'  avversario. 

Distaccando  la  propria  spada 
da  quella  dell'  avversario,  vibrerà 
velocemente  la  cavazione  al  petto 
sopra,  od  al  petto  in  fuori,  a  se- 
conda che  l'avversario  avrà  pa- 
rato colla  seconda,  o  colla  ce- 
duta di  quarta. 


Si  eseguirà  camminando,  aggiungendo  un  passo  avanti 
al  primo  tempo,  ed  eseguendo  gli  altri  due  come  da  pie 
fermo. 


§  102.  —  Trasporto  in  seconda  colla  fìnta  di  cavazione 

a  pie  fermo. 


È  solo   eseguibile   di   attacco  ed   è   composto   di  tre 
tempi  : 


Manterrà  con  resistenza  la  spa- 
da sulla  linea  d'offesa. 


Parerà    indifferentemente 
conda  o  ceduta  di  quarta. 


Parerà  di  terza  o  quarta. 


se- 


Eseguirà  il  trasporto  di  spada 
in  seconda,  colle  norme  prescritte 
al  §  99. 

Accennerà  la  cavazione  al  pet- 
to, sopra,  se  l'avversario  parerà  di 
seconda,  e  se  avrà  parato  ceduta 
di  quarta  accennerà  la  cavazione 
al  petto,  in  fuori. 

Evitando  il  contatto  della  spada 
nemica,  eseguirà  istantaneamente 
la  cavazione  al  fianco  se  1'  av- 
versario avrà  parato  colla  terza, 
e  se  parerà  di  quarta  lo  colpirà 
con  la  cavazione  al  petto,  in 
fuori. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  253 

Si  farà  un  passo  avanti  al  primo  tempo  qualora  lo  si 
voglia  eseguire  camminando,  e  si  eseguiranno  gli  altri 
due  tempi  come  da  pie  fermo. 

§  103.  —  Trasporto  di  terza  e  filo  a  pie  fermo. 

Si  può  eseguire  indifferentemente  sia  d'attacco  che 
di  risposta.  D' attacco,  si  svolge  tanto  a  pie  fermo  che 
camminando;   di   risposta,    esclusivamente   a  pie    fermo. 

Questo  trasporto,  quando  sia  eseguito  con  tutta  la  ve- 
locità possibile  e  con  sufficiente  elevazione  del  braccio 
teso,  specialmente  se  di  risposta,  riesce  di  grande  ri- 
sorsa, e  quasi  sempre  ottiene  esito  felice. 

Il  trasporto  in  terza  si  può  eseguire  quando  la  spada 
dell'  avversario  si  trovi  a  sinistra  della  propria  ed  in 
direzione  del  fianco,  e  sia  avendo  la  propria  spada  in 
linea  dal  proprio  legamento  o  in  seguito  alla  parata  di 
mezzocerchio. 

Si  eseguisce  in  due  tempi: 

i.°  Colla  propria  coccia  e  col  proprio  forte,  s'im- 
prigionerà il  debole  della  spada  dell'  avversario  ;  senza 
mai  perderne  il  possesso,  si  descriverà  col  braccio  e 
colla  spada  una  superficie  conica  ;  e  trasportando  la 
spada  nemica  dal  basso  in  alto  e  da  dentro  in  fuori, 
si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  terza,  col  braccio 
un  poco  più  alto. 

2.0  Si  eseguirà  immediatamente  il  filo  di  terza,  colle 
norme  medesime  prescritte  al  §  27. 

In  simil  modo  si  svolgerà  l'anzidetto  trasporto  cam- 
minando, colla  sola  differenza  che  al  primo  tempo  bi- 
sognerà avanzare  contemporaneamente  di  un  passo,  e 
unire  il  medio  al  forte. 


254 


PARTE    TERZA 


§  104.  —  Trasporto  in  terza  e  cavazione  al  fianco 
a  pie  fermo. 

Si   può   eseguire  sia  d'attacco  che   di   risposta,  e   si 
compone  di  due  tempi: 


Maestro. 

Manterrà  con  resistenza  la  spa- 
da in  linea  del  fianco  col  brac- 
cio teso. 

Parerà  terza. 


Allievo. 

Eseguirà  il  trasporto  di  spada 
in  terza,  colle  stesse  norme  pre- 
scritte al  paragrafo  precedente. 

Accorgendosi  della  parata,  ese- 
guirà istantaneamente  la  cavazio- 
ne  al  fianco,  girando  il  pugno 
esattamente  in  seconda  posizione. 

Colle  stesse  norme  questa  azione  si  eseguirà  cam- 
minando, facendo  però  un  passo  avanti  nell'  esecuzione 
del  primo  tempo,  ed  eseguendo  il  secondo  come  da  pie 
fermo. 

§  105.  —  Trasporto  in  terza  colla  fìnta  di  filo 
a  pie  fermo. 

Consta  di  tre  tempi,  e  si  può  eseguire  sia  d'attacco 
che  di  risposta: 


Manterrà  la  spada  con  resi- 
stenza sulla  linea  del  fianco  e  col 
braccio  teso. 

Si  lascerà  trasportare  la  spada 
in  terza,  senza  alzare  il  braccio. 

Parerà  terza  o   mezzocerchio. 


Eseguirà  il  trasporto  di  spada 
in  terza  come  al  §   103. 

Simulerà  un  filo  di  terza  senza 
distaccare  la  propria  spada  da 
quella  dell'  avversario. 

Vibrerà  velocemente  la  cava- 
zione  al  fianco,  girando  il  pugno 
in  seconda. 


Volendolo   eseguire   camminando,    bisognerà  fare  un 
passo  avanti  al  primo  tempo. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


255 


§  106.  —  Trasporto  in  terza  colla  finta  al  fianco 
a  pie  fermo. 

Come  la  precedente  azione,  anche  questa  potrà  ese- 
guirsi indifferentemente  sia  d'attacco  sia  di  risposta,  e 
si  compone  di  tre  tempi: 


Manterrà  la  spada  con  resi- 
stenza sulla  linea  del  fianco  e  col 
braccio  teso. 

Parerà  terza. 


Parerà  seconda. 


Eseguirà  il  trasporto  di  spada 
in  terza  come  al  §   103. 

Accennerà  la  cavazione  al  fian- 
co col  pugno  girato  in  seconda 
posizione. 

Eseguirà  velocemente  la  cava- 
zione al  petto,  sopra, .  girando  il 
pugno  esattamente  in  quarta  po- 
sizione. 


Colle  stesse  norme  si  eseguirà  camminando,  facendo 
un  passo  avanti  al  primo  tempo,  ed  eseguendo  gli  altri 
due  come  da  pie  fermo. 


§  107.  —  Trasporto  in  quarta  e  filo  (0  botta  dritta) 
a  pie  fermo. 

Come  quello  di  terza  anche  questo  è  eseguibile  sia 
d'attacco  che  di  risposta.  D'attacco,  si  potrà  svolgerlo 
tanto  a  pie  fermo  che  camminando;  di  risposta,  invece, 
si  eseguirà  esclusivamente  a  pie  fermo. 

Esso  si  compone  di  due  tempi,  e  si  può  effettuare, 
quando  l'avversario  abbia  la  spada  in  perfetta  linea  del 
fianco,  col  pugno  in  seconda,  od  in  quarta,  e  sia  avendo 
la  propria  spada  sulla  linea  di  offesa,  che  dal  proprio 
legamento  o  parata  di  seconda. 


256  PARTE    TERZA 

i.°  Colla  propria  coccia  e  col  proprio  forte  s'im- 
prigionerà il  debole  della  spada  nemica  ;  senza  mai  per- 
derne il  contatto  si  descriverà  col  braccio  e  colla  spada 
una  superficie  conica,  trasportando  la  spada  nemica  dal 
basso  in  alto  e  da  fuori  in  dentro  ;  e  si  prenderà  la  pre- 
cisa posizione  della  parata  di  quarta. 

2.0  Immediatamente  si  eseguirà  il  filo  di  quarta  o 
la  botta  dritta  al  petto,  in  dentro. 

Si  effettuerà  camminando,  facendo  un  passo  avanti 
al  primo  tempo,  e  completando  il  secondo  come  da 
pie  fermo. 

§  108.  —  Trasporto  in  quarta  colla  finta  di  filo 
(0  botta  dritta)  a  pie  fermo. 

E  composto  di  tre  tempi,  ed  è  eseguibile  indifferen- 
temente sia  d'attacco  che  di  risposta. 

Al  primo  tempo  si  eseguirà  il  trasporto  in  quarta, 
come  al  paragrafo  precedente. 

Al  secondo  tempo  si  accennerà  il  filo  di  quarta. 

Al  terzo  tempo  si  svolgerà  instantaneamente  la  ca- 
vazione,  colpendo  l' avversario  al  petto,  in  fuori. 

Volendo  eseguire  quest'azione  camminando,  si  osser- 
veranno le  norme  prescritte  per  la  stessa  a  pie  fermo, 
aggiungendo  però  un  passo  avanti  al  primo  tempo. 

§  109.  —  Trasporto  in  mezzocerchio  e  filo  (0  botta  dritta) 

a  pie  fermo. 

Come  il  trasporto  di  seconda,  anche  questo  è  sola- 
mente possibile  di  attacco.  Si  eseguisce  quando  l'av- 
versario abbia  la  sua  spada  in  linea  e  a  destra  di  chi 


TRATTATO    DELLA    SPADA  257 

opera  il  trasporto,  e  sia  avendo  la  propria  sulla  linea 
di  offesa  che  dal  proprio  legamento  di  terza. 

i.°  Colla  propria  coccia  e  col  proprio  forte  s'im- 
prigionerà il  debole  della  spada  dell' avversario  ;  senza 
mai  smetterne  il  contatto  si  descriverà  colla  spada  e 
col  braccio  una  superficie  conica,  trasportando  in  tal 
guisa  la  spada  nemica  dall'alto  in  basso  e  da  fuori  in 
dentro;  e  si  prenderà  la  giusta  posizione  della  parata 
di  mezzocerchio. 

2.0  Immediatamente  si  eseguirà  il  filo  di  mezzo- 
cerchio o  la  botta  dritta  in  dentro. 

Colle  stesse  regole  si  opererà  camminando:  si  farà 
un  passo  avanti  contemporaneamente  al  primo  tempo, 
e  si  eseguiranno   gli   altri   due  come  da  pie  fermo.  (r) 


(1)  Il  Maestro  Masaniello  Parise  descrive  il  filo  di  quarta  falso  0  fianconata 
esterna  a  pag.  83,  §  50  del  suo  trattato,  colle  seguenti  parole: 

«    Quest'azione  adunque  consta  di  due  movimenti: 

»  Primo,  collocando  il  proprio  grado  medio  sul  debole  avverso,  col  pugno 
»  di  seconda  in  terza,  e  trasportando  da  fuori  in  dentro  (in  tal  caso  dovrebbe 
»  chiamarsi  fianconata  interna  anziché  esterna)  la  spada  avversaria,  girando 
»  il  pugno  tutto  di  quarta,  si  descriverà  la  metà  di  un  cerchio,  come  se  si 
»  volesse  parare  di  mezzocerchio,  avanzando  contemporaneamente  di  un  passo  ; 
»  Secondo,  senza  perdere  il  co?ttalto  del  ferro  e  girando  il  pugno  di 
»  quarta  (ma  se  era  già  girato)  si  vibrerà  la  stoccata.   » 

La  parata  di  mezzocerchio  che  costituisce  il  primo  movimento  del  filo  dì 
quarta  falso,  secondo  che  1' autore  la  prescrive  a  pag.  62  §  19,  si  eseguirebbe: 
»  deviando  in  dentro  la  spada  avversaria  dalla  linea  d' offesa  descrivendo  un 
arco  dì  cìrcolo  senza  spostare  il  pugno  dal  suo  centro  di  operazione,  ma  gi- 
randolo di  terza  iti  quarta,  formando  Zina  linea  con  la  spada,  la  etti  ptmta  si 
scosterà  di  poco  dalla  spalla  destra  avversa.   » 

Ora  si  domanda:  come  si  farà  a  vibrare  il  filo  da  questa  posizione?  infatti, 
se  si  vibrerà  al  fianco  interno,  bisognerà  necessariamente  distaccare  il  ferro  (se 
il  pugno  sarà  rimasto  sempre  al  centro  d' operazione,  prescritto  pel  mezzocerchio) 
ed  inoltre  converrà  portare  la  spada  in  linea  del  fianco  che  si  vuole  offendere 
(mentre  invece  il  mezzocerchio  vuole  la  punta  a  poca  distanza  dalla  spalla). 
Dunque  invece  di  Un  filo  impossibile  colle  prescrizioni  esaminate,  si  eseguirà 
una  botta  dritta  ! . . . . 

17 


258  PARTE    TERZA 

§  no.  —  Trasporto  in  mezzocerchio' colla  finta  tli  filo 
(0  di  botta  dritta)  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  e  solamente  d' attacco. 

i.°  Si  opererà  il  trasporto  in  mezzocerchio,  come 
è  detto  al  paragrafo  precedente. 

2.0  Si  accennerà  il  filo  di  mezzocerchio,  od  anche 
la  botta  dritta,  distaccando  in  tal  caso  il  proprio  ferro 
da  quello  dell'avversario: 

3.0  Ingannando  la  parata  dell'avversario  si  ese- 
guirà istantaneamente  la  cavazione  al  fianco,  se  quegli 
avrà  parato  mezzocerchio  ;  oppure  la  cavazione  in  den- 
tro, se  avrà  parato  ceduta  di  terza. 

Colle  stesse  regole  si  opererà  camminando,  e  si  ese- 
guirà un  passo  avanti  simultaneamente  al  primo  tempo, 
e  gli  altri  due  tempi  come  da  pie  fermo. 

§  hi.  —  Della  fianconata  di  quarta  bassa  a  pie  fermo. 

La  fianconata  di  quarta  bassa  si  eseguisce  preferibil- 
mente di  risposta.  Svolgendola  d' attacco,  sia  a  pie  fermo 
che  camminando,  si  correrebbe  troppo  facilmente  il  pe- 
ricolo di  essere  colpito  da  una  cavazione  in  tempo  del- 
l' avversario,  a  causa  dell'  esagerato  abbassamento  del 
pugno  che  essa  richiede. 

D'  attacco  si  può  sostituirle,  con  maggior  vantaggio 
e  minor  pericolo,  il  trasporto  di  seconda. 

Questa  fianconata  si  eseguisce  con  un  solo  movi- 
mento. Bisognerà  impossessarsi  del  ferro  nemico  senza 
lasciarne  mai  il  contatto,  e  mantenendo  il  pugno  in  per- 
fetta posizione  di  quinta,  si  circolerà  la  propria  spada 
ben  rasente  al  braccio  dell'avversario,  in  modo  che  la 


TRATTATO    DELLA    SPADA  259 

propria  punta,  tracciando  una  linea  elicoidale,  vada  a  col- 
pire l'avversario  sotto  all'ascella  od  al  fianco,  col  brac- 
cio semiflesso.  Il  pugno,  mentre  si  abbasserà  fino  quasi 
a  livello  del  fianco,  condurrà  pure  in  basso  la  spada 
nemica,  che  in  tal  modo  sarà  obbligata  a  rimanere  a 
destra  della  propria   ed   alquanto  inclinata  verso  terra. 

§112.  —  Fiuta  di  fiaucouata  di  quarta 
e  cavazioue  sopra  o  in  fuori. 

Per  le  medesime  ragioni  esposte  al  paragrafo  prece- 
dente, non  è  eseguibile  che  di  risposta  e  conseguente- 
mente a  pie  fermo. 

È  composta  di  due  tempi: 

i.°  S'accennerà  l'intera  fianconata  di  quarta,  bat- 
tendo simultaneamente  il  piede  destro. 

2°  Si  eseguirà  velocemente  la  cavazione  al  petto 
sopra  od  al  petto  in  fuori,  secondo  che  l' avversario 
avrà  opposta  alla  finta,  la  parata  di  seconda  o  la  ce- 
duta di  quarta. 

§  113.  —  Parate  di' ceduta. 

Le  parate  di  ceduta  hanno  lo  scopo  di  ridurre  la  spada 
nemica  in  posizione  diagonalmente  opposta  alla  dire- 
zione, in  cui  1'  avversano  avrà  eseguita  un'  azione  ter- 
minante col  filo  di  seconda  o  di  mezzocerchio.  Esse 
perciò  sono  due,  di  terza  e  di  quarta,  e  debbono  ese- 
guirsi con  movimento  di  pugno. 

La  ceduta  di  terza  si  contrappone  al  filo  di .  mezzo- 
cerchio. Si  eseguisce  in  un  tempo  solo.  Assecondando 
il  movimento  -offensivo,  e  mantenendo  costantemente  la 
propria  spada  a  contatto   con  quella  nemica,  si  girerà 


2ÓO  PARTE    TERZA 

gradatamente  il  pugno,  circolandolo  da  dentro  in  fuori; 
e  guadagnando  per  tal  modo  i  gradi  della  lama  del- 
l' avversario,  si  avvicinerà  la  propria  punta  al  suo  petto, 
e  si  prenderà  immediatamente  la  posizione  della  parata 
di  terza. 

La  cedtita  di  quarta  si  contrappone  sia  al  filo  di  se- 
conda che  alla  fianconata  di  quarta  bassa.  Si  eseguisce 
colle  stesse  norme  accennate  per  quella  di  terza,  cir- 
colando però  il  pugno  da  fuori  in  dentro,  e  prendendo 
la  posizione  della  parata  di  quarta. 

§  114.  —  Dei  copertila. 

I  copertóni  hanno  il  duplice  scopo  di  guadagnare  i 
gradi  della  lama  avversa  quando  questa  domini  la  pro- 
pria, e  di  trasportarla  a  destra  od  a  sinistra  della  linea 
d' offesa.  Sono  eseguibili  soltanto  in  terza  ed  in  quarta 
dai  rispettivi  legamenti  dell'avversario,  sia  a  pie  fermo 
che  camminando. 

I  colpi  che  si  potranno  vibrare  all'  avversario  dopo 
l' esecuzione  dei  copertini  sono  :  il  filo,  pel  copertino  di 
terza;  il  filo  e  la  botta  dritta,  per  quello  di  quarta.  Però, 
se  nel  copertino  di  quarta  la  spada  nemica,  obbligata 
a  divergere  dalla  linea  d' offesa  per  effetto  del  copertina 
stesso,  sarà  dall'avversario  mantenuta  a  contatto  colla 
propria  mediante  una  pressione  anche  minima,  bisognerà 
colpirlo  col  filo  anziché  colla  botta  dritta;  poiché  se  si 
vibrasse  la  botta  dritta,  la  spada  dell'avversario,  ritor- 
nando sulla  linea  d'offesa  a  causa  del  distacco,  incon- 
trerebbe facilmente  il  proprio  petto,  e  si  genererebbe 
per  tal  modo  l'incontro.  (0 


(1)  Veggasi  il  significato  al  paragrafo   169. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


2ÓI 


Neil' eseguire  i  copertini  bisognerà  avere  presente,  di 
spostare  la  punta  della  spada  avversaria  di  tanto,  quanto 
sia  necessario  perchè  essa  venga  portata  fuori  della  linea 
del  proprio  bersaglio,  e  di  ridurre  la  propria,  possibil- 
mente, in  direzione  del  petto  nemico. 


§  115.  —  Copertino  eli  terza  e  filo.  (0 

Si    eseguisce  in   due   tempi   dal   legamento   di   terza 
dell'  avversario  : 


Maestro. 
Legherà  di  terza. 


Si  farà  trasportare  la  spada. 


Allievo. 

Alzerà  il  braccio  destro  diago- 
nalmente a  sinistra,  fino  a  che 
la  propria  lama,  scorrendo  su 
quella  dell'  avversario,  ne  guada- 
gni i  gradi,  e  con  movimento 
continuato  la  sposterà  a  destra, 
e  prenderà  l'esatta  posizione  della 
parata  di  terza. 

Eseguirà  il  filo  colle  stesse  nor- 
me prescritte  al  §   26. 


§  116.  —  Copertino  di  terza  colla  fìnta  di  filo. 

Si  eseguisce  in  tre  tempi  dal  legamento  di  terza  del- 
l' avversario: 


Legherà  di  terza. 


Si  lascerà  trasportare  la  spada. 


Eseguirà  il  copertino  di  terza 
colle  norme  prescritte  al  para- 
grafo precedente. 

Accennerà  il  filo  di  terza  senza 
distaccare  la  spada  da  quella  del- 
l' avversario. 


(1)  Anche  il  copertino  di  terza,  usato  pure  da  Grisetti  e  Rossaroll,  il  mae- 
stro Parise  lo  ha  eliminato,  senza  addurre  una    qualsiasi   ragione  in  proposito. 


2Ó2 


PARTE    TERZA 


Parerà  terza. 


Eseguirà  velocemente  la  cavà- 
zione,  colpendo  1'  avversario  al 
petto  in  rientro  col  pugno  in 
quinta,  o  al  fianco  col  pugno 
in  seconda. 


§  117.  —  Copertino  di  quarta  e  Alo  (0  botta  dritta). 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  quarta  dell'avversario 
e  consta  di  due  tempi: 


Legherà  di  quarta. 


Si  lascerà  trasportare  la  spada. 


Alzerà  diagonalmente  a  destra 
il  braccio  destro,  fino  a  che  la 
propria  lama,  scorrendo  su  quella 
dell'  avversario,  ne  guadagni  i 
gradi;  e  con  movimento  conti- 
nuato sposterà  a  sinistra  la  spada 
nemica,  prendendo  la  posizione 
della  parata  di  quarta. 

Eseguirà  il  filo  o  la  botta  dritta 
colle  stesse  norme  stabilite  dai 
SS   2X   e   26. 


§  118.  —  Copertino  di  quarta  colla  fiuta  di  filo 
(0  botta  dritta). 

Si  eseguisce   in   tre   tempi   dal   legamento  di   quarta 
dell'  avversario  : 


Legherà  di  quarta. 


Si  lascerà  trasportare  la  spada. 


Eseguirà,  al  primo  tempo,  il 
copertino  di  quarta  colle  norme 
stabilite  al  paragrafo  precedente. 

Accennerà  il  filo  di  quarta  o 
la  botta  dritta  ;  distaccando,  istan- 
taneamente per  quest'  ultima,  la 
spada  propria  da  quella  dell' av- 


Parerà  quarta. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  263 


Eseguirà  velocemente  la  cava- 
zione,  colpendo  1'  avversario  al 
petto  in  fuori  col  pugno  in  quarta. 


Tutti  i  copertini  si  eseguiscono  anche  camminando, 
ed  in  tal  caso  si  muove  il  passo  avanti  al  primo  tempo. 

*  §  119.  —  Dei  deviamenti. 

S'intenderà  per  deviamento  quel  lieve  e  graduato  ap- 
poggio della  propria  spada  su  quella  dell'  avversario, 
al  duplice  scopo  di  deviare  quest'ultima  dalla  linea  di 
offesa,  e  di  indagare  con  quanta  pressione  della  mano 
l' avversano  stesso  la  mantiene  impugnata,  affine  di 
potere  scegliere  l' azione  d' offesa  più  opportuna. 

I  deviamenti  si  eseguiscono  avendo  la  propria  spada 
sulla  linea  d'  offesa,  o  da  taluni  dei  propri  inviti. 

Come  pei  copertini,  così  pei  deviamenti,  bisognerà 
aver  cura  nell'  eseguirli,  di  non  spostar  troppo  la  pro- 
pria punta  oltre  i  limiti  del  bersaglio  nemico,  sia  per 
non  essere  obbligato  a  rimetterla  sulla  linea  per  vi- 
brare il  colpo,  sia  per  essere  pronto  alle  parate  se  l'av- 
versario si  risolvesse  ad  agire  in  tempo. 

§  120.  —  Deviamento  di  seconda  e  filo. 

Si  eseguisce  in  due  tempi,  dall'  invito  di  terza  o  di 
mezzocerchio. 

i.°  Si  appoggeranno  i  propri  gradi  superiori  sugli 
inferiori  della  spada  nemica,  girando  il  pugno  esatta- 
mente in  seconda  posizione;  e  premendo  leggermente 
su  di  essa  la  propria  spada,  la  si  devierà  a  destra. 

2.0  Si  colpirà  l'avversario  col  filo  di  seconda. 


264  PARTE    TERZA 


§  121.  —  Deviamento  di  terza  e  filo. 

Si  eseguisce  in  due  tempi,  dall'invito  di  seconda  o 
di  quarta. 

i.°  Si  appoggeranno  i  propri  gradi  superiori  su 
quelli  inferiori  della  spada  nemica;  e  facendo  su  di  essa 
una  leggiera  pressione,  la  si  devierà  a  destra  ed  un 
poco  più  basso  della  linea  d'offesa,  mantenendo  il  pu- 
gno nella  posizione  di  quarta. 

2.0  Si  vibrerà  il  filo  di  terza. 

§  122.  —  Deviamento  di  terza  e  cavazione  al  fianco. 

Si  eseguisce  egualmente  in  due  tempi,  dall'invito  di 
seconda. 

i.°  Si  opererà  come  è  detto  pel  primo  tempo  del 
paragrafo  precedente,  colla  differenza  che  invece  di  de- 
viare  il   ferro   nemico   in   basso,  lo  si   devierà   in  alto. 

2.0  Si  vibrerà  la  cavazione  al  fianco,  girando  il 
pugno  in  seconda  posizione. 

§  123.  —  Deviamento  di  quarta  e  botta  dritta  (0  filo). 

Si  eseguisce  in  due  tempi,  dall'invito  di  terza  o  di 
seconda. 

i.°  Si  appoggeranno  i  propri  gradi  superiori  sugli 
inferiori  della  spada  nemica,  col  pugno  girato  in  quinta 
posizione;  e  facendo  contemporaneamente  su  di  essa 
una  leggiera  pressione,  la  si  devierà  a  sinistra. 

2.0  Si  colpirà  l'avversario  colla  botta  dritta  o  col 
filo  di  spada,  a  seconda  della  pressione  impiegata  dallo 
stesso. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  265 


§  124.  —  Deviamento  di  mezzocerchio  e  filo 
(0  botta  dritta). 

Anche  questo  si  eseguisce  in  due  tempi,  dall'invito 
di  seconda  o  di  terza. 

1 .°  Si  appoggeranno  i  propri  gradi  superiori  sugli 
inferiori  della  spada  nemica  col  pugno  in  quinta  posi- 
zione; e  facendo  contemporaneamente  su  di  essa  una 
leggiera  pressione,  la  si  devierà  a  sinistra. 

2.0  Si  colpirà  l'avversario  colla  botta  dritta  o  col 
filo,  secondo  l'opportunità. 

Tutti  i  deviamenti  descritti  si  eseguiscono  anche  cam- 
minando, ed  in  tal  caso  si  compie  il  deviamento  nel- 
l'atto di  muovere  il  passo  avanti. 

§  125.  —  Dei  deviamenti  colla  finta. 

Accorgendosi,  dalla  maniera  di  resistenza  del  ferro, 
che  l'avversario  sarebbe  pronto  a  parare  il  colpo  che 
si  potrebbe  vibrare  subito  dopo  l'esecuzione  del  devia- 
mento, converrà  cambiare  il  colpo  stesso  in  fìnta,  ed 
eseguire  velocemente  la  cavazione  distaccando  imme- 
diatamente la  propria  spada  da  quella  nemica. 

Questa  azione,  che  è  composta  di  tre  tempi,  si  ese- 
guirà sia  a  pie  fermo  che  camminando,  e  colle  mede- 
sime norme  accennate  per  i  deviamenti  e  colpi  semplici. 

Effettuandosi  il  deviamento  in  seconda,  si  fingerà  al 
fianco  e  si  colpirà  l'avversario  al  petto. 

Se  il  deviamento  avrà  luogo  in  terza,  si  fingerà  in 
fuori  e  si  potrà  eseguire  indifferentemente  la  cavazione 
al  petto  in  dentro  od  al  fianco. 


2 66  PARTE    TERZA 

Operando  il  deviamento  in  quarta,  si  fingerà  in  dentro 
e  si  colpirà  l'avversario  colla  cavazione  in  fuori. 

Finalmente  eseguendolo  di  mezzocerchio,  si  accennerà 
la  botta  dritta  in  dentro,  e  si  vibrerà  la  cavazione  al 
fianco  col  pugno  in  seconda. 

§  126.  —  Dei  cambiamenti. 

I  cambiamenti  consistono  nel  far  precedere  ai  vari 
deviamenti,  un  movimento  di  cavazione. 

Si  possono  eseguire  ogni  volta  che  l'avversario  tenga 
la  spada  in  linea,  sia  avendo  in  linea  anche  la  propria, 
sia  da  uno  dei  propri  inviti. 

Come  i  deviamenti,  così  anche  i  cambiamenti  sono 
di  seconda,  di  terza,  di  quarta  e  di  mezzocerchio ,-  e  si 
svolgono  nel  modo  seguente. 

Con  istantaneo  ed  impercettibile  movimento,  si  pas- 
serà la  propria  spada  da  una  parte  all'altra  di  quella 
nemica,  deviandola  leggermente  dalla  linea  d' offesa  ; 
quindi  si  vibrerà  la  botta  dritta  o  il  filo  di  spada,  a 
seconda  della  pressione  opposta  dall'avversario. 

I  cambiamenti  si  possono  eseguire  sia  a  pie  fermo 
che  camminando  e  colle  norme  accennate  per  i  devia- 
menti, al  paragrafo   119  e  seguenti. 

Volendoli  eseguire  colla  finta,  si  simulerà,  dopo  la 
loro  esecuzione,  la  botta  dritta  od  il  filo-,  oppure  si  col- 
pirà l'avversario  con  una  cavazione  alla  parte  del  ber- 
saglio che  si  vedrà  scoperta.  In  questo  caso  si  com- 
porranno di  tre  tempi,  e  si  potranno  eseguire  sia  a  pie 
fermo  che  camminando. 

Ai  cambiamenti  possono  seguire  immediatamente  e 
senza  interruzione,   i   trasporti.  Anzi   l'esecuzione    delle 


TRATTATO    DELLA    SPADA  267 

due  azioni  unite  insieme,  costituisce  un  mezzo  efficacis- 
simo, contro  quegli  avversari  che  abbiano  l'abitudine 
di  tenere  la  spada  sulla  linea  d'offesa  con  molta  resi- 
stenza; la  quale,  se  non  potrà  vincersi  facilmente  col 
semplice  cambiamento,  si  vincerà,  certamente  facendo 
seguire  il  trasporto  immediatamente  al  cambiamento. 
Inoltre  serve  come  mezzo  potente  di  difesa  contro  gli 
avversari  che  agiscano  in  tempo  sui  cambiamenti  di  se- 
conda e  di  terza,  poiché  il  trasporto  in  tal  caso  diventa 
una  parata  molto  efficace. 


*H* 


2  68  PARTE    TERZA 


CAPITOLO  SESTO 


Del  tocco.  —  Parate  di  tocco.  —  Tocchi  colla  finta.  —  Dello  sforzo.  —  Pa- 
rate di  sforzo.  —  Sforzi  colla  finta.  —  Tocchi  e  sforzi  di  cambiamento.  — 
Del  disarmo.  —  Del  disarmo  di  cambiamento.  —  Del  coupé.  —  Della  finta 
coupé.  —  Della  ripresa  d' attacco.  —  Delle  rimesse.  —  Prima  e  seconda 
intenzione. 


§  127.  —  Del  tocco. 

S'intenderà  per  tocco  l'urto  violento  dato  colla  pro- 
pria spada  contro  un  solo  punto  della  spada  dell'av- 
versario, allo  scopo  di  deviarla  dalla  linea  di  offesa  e  di 
vibrare  quindi  il  colpo. 

Si  eseguisce  quando  il  ferro  nemico  si  trovi  in  linea 
del  proprio  petto  o  fianco,  sia  avendo  la  propria  spada 
in  linea,  sia  da  uno  dei  quattro  inviti  descritti  al  para- 
grafo  1 8 . 

Immediatamente  dopo  l'esecuzione  del  tocco,  qualun- 
que azione  di  filo  non  potrà  effettuarsi  per  la  mancanza 
del  contatto.  Quindi  soltanto  la  botta  dritta  potrà  ese- 
guirsi o  la  finta  di  essa. 

Il  tocco  dovrà  essere  eseguito  instantaneamente  affine 
di  evitare  qualsiasi  azione  di  tempo  dell'avversario. 

Dopo  aver  accennato  il  significato  del  tocco,  il  suo 
scopo,  la  posizione  da  cui  si  può  eseguire  e  l'azione 
che  può  seguire  alla  sua  esecuzione,  è  necessario  indicare 
il  punto  della  lama  nemica  su  cui  dovrà  effettuarsi. 

Come  per  la  cavazione  è  sempre  esistito  il  falso  prin- 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


2Óg 


cipio  che  si  debba  eseguirla  di  pugno  per  ottenere  i 
circoli  della  punta  strettissimi,  così  per  il  tocco  esiste  an- 
cora il  pregiudizio  che  si  debba  urtare  col  forte  il 
debole  della  spada  nemica  nella  supposizione  di  con- 
seguire l'effetto  maggiore.  Questa  maniera  di  operare 
il  tocco  è  in  verità  inefficace,  e  precisamente  a  motivo 
della  flessibilità  delle  lame. 

L'esperienza  dimostra  che  il  tocco,  dato  col  forte 
della  propria  spada  sul  centro  ed  anche  sul  forte  della 
lama  avversa,  riesce  massimamente  efficace. 

La  dimostrazione  meccanica  a  pag.  162  serve  a  raf- 
forzare con  principi  di  scienza  questa  regola,  che  la  pra- 
tica ha  suggerito. 

§  128.  —  Tocco  di  quarta  e  botta  dritta  a  pie  fermo. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 

Maestro. 


Terrà   la  spada    in    linea   del 
petto  avversario. 


Subirà  l'effetto  del  tocco. 


Allievo. 


Con  movimento  d'  avambrac- 
cio darà  un  forte  colpo  coi  gradi 
forti  della  propria  lama  sul  cen- 
tro di  quella  nemica,  avanzando 
lievemente  il  tronco,  e  pren- 
dendo la  posizione  della  parata 
di  quarta. 

Distenderà  il  braccio  destro 
portando  la  spada  sulla  linea 
d' offesa,  e  contemporaneamente 
colpirà  l'avversario  al  petto  colla 
botta  dritta. 


Questa  azione  si  eseguirà  anche  camminando,  muo- 
vendo un  passo  avanti  al  primo  tempo. 


270 


PARTE    TERZA 


§  129.  —  Tocco  ili  terza  e  botta  dritta  a  x>iè  fermo. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 

Terrà  la  spada  sulla  linea  di 
offesa. 


Subirà  l' effetto  del  tocco. 


Girando  il  pugno  in  seconda 
posizione  darà,  per  movimento 
d'avambraccio,  un  forte  colpo  coi 
gradi  forti  della  propria  lama  sul 
centro  di  quella  nemica,  avanzan- 
do lievemente  il  tronco,  e  pren- 
dendo la  posizione  della  parata 
di  terza  col  pugno  di  seconda. 

Girando  il  pugno  di  quarta 
e  portando  la  spada  sulla  linea 
d'  offesa,  vibrerà  la  botta  dritta 
colpendo  l'avversario  al  petto.  (0 

Egualmente  si  eseguirà  camminando,   muovendo    un 
passo  avanti  al  primo  tempo. 

§  130.  —  Tocco  di  mezzocerchio  e  botta  dritta 
a  pie  fermo. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Terrà  la  spada  diretta  al  fianco 
dell'  avversario. 


Subirà  l'effetto  del  tocco. 


Darà  un  forte  colpo  sul  centro 
della  spada  avversaria  coi  gradi 
forti  della  propria,  girando  il 
pugno  in  quinta  posizione,  avan- 
zando lievemente  il  tronco,  e 
prendendo  la  posizione  di  mezzo- 
cerchio. 

Porterà  immediatamente  la  spa- 
da sulla  linea,  e  colpirà  l'avver- 
sario al  petto  od  al  fianco  colla 
botta  dritta. 


(1)  Volendo  colpire  al  fianco,  si  avrà   cura  di  eseguire  il  tocco    spingendo 
la  spada  avversaria  in  alto  ed  a  destra. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


27  I 


Colle   stesse   norme  si   eseguirà    camminando,    muo- 
vendo un  passo  avanti  al  primo  tempo. 

§  131.  —  Tocco  di  seconda  e  «otta  dritta  a  pie  fermo. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Terrà  la   spada    in    linea  del 
fianco  col  pugno  in  seconda. 


Subirà  l'effetto  del  tocco. 


Per  movimento  d'avambraccio, 
darà  un  forte  colpo,  dall'alto  in 
basso,  sul  centro  della  spada  av- 
versa coi  gradi  forti  della  pro- 
pria, girando  il  pugno  in  terza 
posizione  e  abbassando  e  por- 
tando il  gomito  alquanto  in  fuori. 

Distendendo  ed  alzando  il  brac- 
cio destro,  lo  porterà  immedia- 
tamente sulla  linea  d'  offesa  ;  e 
girando  contemporaneamente  il 
pugno  in  quarta,  colpirà  al  petto 
sopra,  colla  botta  dritta. 

Si  eseguirà  camminando,  muovendo  un  passo  al  primo 
tempo. 


132. 


Tocco  di  quarta  fiuta  dritta  e  cavazione. 


Si   compone   di   tre   tempi,    e   si  eseguisce  sia  a  pie 
fermo  che  camminando: 


Maestro. 

Terrà  la   spada    in-  linea    del 
petto  dell'  avversario. 

Subirà  l' effetto  del  tocco. 


Allievo. 

Eseguirà  con  energia  il  tocco 
di  quarta,   come  primo  tempo. 

Come  secondo  tempo,  porterà 
istantaneamente  la  spada  sulla 
linea  d'  offesa  ed  accennerà  la 
botta  dritta. 


272 


PARTE    TERZA 


Parerà  quarta  o  contro  di  terza. 


Come  terzo  tempo,  evitando  il 
contatto  del  ferro  eseguirà  la  ca- 
vazione  in  fuori,  od  in  dentro, 
od  anche  al  fianco,  a  seconda 
della  parata  che  avrà  eseguita 
1'  avversario. 


§  133.  —  Tocco  di  terza  finta  dritta  e  cavazione. 

Egualmente  si  eseguisce  sia  a  pie  fermo  che  cammi- 
nando, e  si  compone  di  tre  tempi: 


Terrà  la  spada  sulla  linea  di 
offesa. 

Subirà  l' effetto  del  tocco. 


Parerà  terza,  o  contro  di  quarta, 
se  la  finta  fu  accennata  al  petto; 
e  seconda,  o  contro  di  mezzo- 
cerchio, se  la  finta  fu  eseguita 
al  fianco. 


Come  primo  tempo,  eseguirà 
il  tocco  di  terza. 

Come  secondo  tempo,  accen- 
nerà la  botta  dritta  al  petto  od 
al  fianco,  a  seconda  del  modo 
con  cui  verrà  spostata  la  spada 
avversa. 

Come  terzo  tempo,  eseguirà  la 
cavazione  secondo  la  parata  del- 
l' avversario  ;  cioè  in  dentro,  se 
la  parata  fu  di  terza;  in  fuori,  se 
la  parata  fu  di  contro  di  quarta  ; 
al  petto,  sopra,  se  l' avversario 
parò  di  seconda;  e  finalmente  al 
fianco  di  seconda,  se  parò  contro 
di  mezzocerchio. 


§  134-  —  Tocco  di  mezzocerchio  fiuta  dritta 
e  cavazione. 


Si  compone   di   tre   tempi,   e   si   eseguisce  sia  a  pie 
fermo  che  camminando. 

Terrà  la    spada    in    direzione  I        Come  primo  tempo,  eseguirà  il 
del  fianco.  tocco  di  mezzocerchio. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


27. 


Subirà  1'  effetto  del  tocco. 


Parerà  mezzocerchio,  o  contro 
di  seconda. 


Come  secondo  tempo,  accen- 
nerà la  botta  dritta  al  fianco  in- 
terno. 

Come  terzo  tempo,  eseguirà  la 
cavazione  al  fianco,  od  al  petto 
sopra,  a  seconda  della  parata  del- 
l' avversario. 


i35- 


Tocco  di  seconda  fiuta  dritta  e  cavazione. 


Si  compone  di  tre  tempi,  e  può  eseguirsi  sia  a  pie 
fermo  che  camminando: 


Terrà  la  spada  in  direzione 
del  fianco  dell'allievo,  col  pugno 
in  seconda. 

Subirà  l'effetto  del  tocco. 


Parerà  terza,   o  quarta. 


Come  primo  tempo  eseguirà  il 
tocco  di  seconda. 

Come  secondo  tempo,  accen- 
nerà la  botta  dritta  sopra,  gi- 
rando il  pugno  in  quarta. 

Come  terzo  tempo,  eseguirà  la 
cavazione  al  fianco,  girando  il 
pugno  in  seconda,  se  l'avversario 
avrà  parato  di  terza,  ed  eseguirà 
la  cavazione  al  petto,  in  fuori, 
se  avrà  parato  di  quarta. 


136. 


Parate  di  tocco. 


Le  parate  di  tocco  consistono  nello  sviare  il  colpo 
dell'avversario,  anziché  col  semplice  appoggio,  mediante 
l'urto  potente  dei  gradi  forti  della  propria  spada  sulla 
lama  avversa  -,  ossia  nell'  eseguire  uno  dei  tocchi  pre- 
cedentemente accennati. 

Alle  parate  di  tocco  si  accorre  sia  dall'invito,  sia  dal 


274  PARTE    TERZA 

legamento,  sia  in  seguito  ad  un'  altra  parata,  colle  stesse 
regole  prescritte  per  i  tocchi. 

Avvertenza.  —  Nelle  parate  di  tocco  si  sente  maggiorine nte 
la  necessità  di  urtare  la  spada  nemica  nel  suo  centro,  o  meglio  nel 
suo  forte,  poiché  F avversario,  vibrando  la  stoccata,  avvicina  di  molto 
la  sua  punta  al  bersaglio. 

Anche  nelle  parate  di  tocco,  si  abbia  la  massima  cura  di  non 
spostare  troppo  la  punta  dalla  linea  di  offesa;  di  non  farla  risul- 
tare più  bassa  del  pugno  in  quelle  di  seconda,  terza  e  quarta  ;  di 
non  abbandonare  il  braccio,  per  essere  pronti  ad  accorrere  alla  parte 
opposta,  qualora  V avversario  agisse  in  tempo;  e  di  effettuare  l'urto 
colla  costa  della  propria  lama,   e  non  già  colla  parte  piatta  di  essa. 

Nel  momento  dell'urto  si  stringa  maggiormente  la  mano  sull'im- 
pugnatura e  non  s' infletta  il  pugno  nella  sua  articolazione,  affine 
di  evitare  lo  spostamento  eccessivo  della  punta  della  propria    spada. 

Sarà  bene  eseguire  le  parate  di  tocco  sul  colpo  finale  piuttosto  che 
sulle  finte,  sia  per  l'efficacia  del  tocco  stesso,  sia  per  non  scoprire  di 
troppo  il  proprio  petto  al  colpo  susseguente  alle  finte  dell'  avversario. 

§  137.  —  Dello  sforzo. 

Lo  sforzo  consiste  nell'  urtare  violentemente  colla 
spada  propria,  la  spada  dell'avversario,  affine  di  farla 
divergere  più  che  sia  possibile  dal  bersaglio.  Differisce 
dal  tocco  per  ciò,  che  l'urto  si  sviluppa  su  diversi  punti 
consecutivi  del  ferro,  mediante  uno  strisciamento,  anzi- 
ché su  di  un  punto  solo. 

Lo  sforzo,  per  la  potenza  del  braccio,  non  solamente 
sposta  la  spada  dell'  avversario  dalla  linea  d' offesa,  ma 
1'  abbatte  completamente,  aprendo  in  tal  modo  un  varco 
sicuro  al  colpo  che  vuoisi  vibrare. 

Si  eseguisce  sulla  spada  nemica  situata  in  linea  del 
petto;  e  poiché  ha  per  iscopo  di  deviarla  più  che  sia 
possibile,    si    può    anche,   in   taluni   casi,   eseguirlo    dal 


TRATTATO    DELLA    SPADA  275 

proprio  legamento.  (*)  In  ogni  modo  però,  lo  sforzo 
praticamente  sarà  soltanto  di  terza  o  di  quarta,  troppa 
difficoltà  e  poca  efficacia  presentandosi  dagli  sforzi  di 
seconda  e  di  mezzocerchio. 

Lo  sforzo,  come  il  tocco,  dovrà  effettuarsi  d' attacco, 
o  sulla  finale  di  un'  azione  di  offesa;  e  si  avrà  cura  di 
non  oltrepassare  colla  propria  spada,  per  quanto  sia 
possibile,  i  limiti  prescritti  per  le  parate,  affine  d'esser 
pronti  ad  accorrere  alla  difesa,  quando  l'avversario  agisse 
con  azioni  di  tempo. 

Gli  sforzi  potranno  eseguirsi  sia  a  pie  fermo  che 
camminando,  e  in  un  tempo  solo.  Si  adopreranno  con 
vantaggio,  specialmente  contro  coloro  che,  deboli  nella 
difesa,  hanno  l'abitudine  di  lasciare  la  punta  sulla  linea 
ad  ogni  azione  di  offesa  dell'  avversario,  provocando  per 
tal  modo  1'  incontro. 


(i)  Nell'Avvertenza  a  pag.  99  del  trattato  Parise  si  legge:  «  Le  battute 
»  di  spada  (questa  denominazione  per  l'autore  corrisponderebbe  allo  sforzo)  sìa 
»  a  pie  fermo,  sia  canuninando ,  se  si  eseguono  dietro  legamento  dell'avversario 
»  si  diranno  battute  false  ;  perche  trovandosi  la  spada  avversa  co7i  la  punta 
a  non  in  linea,  sarà  impossibile,  nel  batterla,  di  percorrerne  i  gradi.  »  Quindi 
si  domanda  :  Se  la  spada  avversa  non  e  in  linea,  e  non  è  possibile  nel  batterla 
di  percorrerne  i  gradi,  a  quale  scopo  le  battute  dovranno  eseguirsi,  e  come  po- 
tranno eseguirsi  ? 

Il  maestro  Parise  spiega  l'esecuzione  delle  battute  nel  seguente  modo: 
Primo,  alzando  impercettibilmente  la  punta  della  spada  si  piazzerà  il  proprio 
forte  sul  debole  avversario,  e  battendo  simultaneamente  il  pie  dritto,  si  abbasserà 
con  rapidità  la  punta  sino  a  livello  del  petto  (cioè  sino  al  punto  in  cui  trova- 
vasi  precedentemente  alla  battuta)  strisciando  con  forza  e  percorrendo  i  gradi 
della  spada  avversa,  deviandola  dal  piano  d'  attacco  e  situando  subito  la  pro- 
pria spada  con  l' opposizione  in  fuori  (o  dentro)  in  linea  d' offesa  per  far  seguire 
la  stoccata.  Secondo,  si  vibrerà  la  botta  dritta  al  petto. 

A  me  sembra  che  tale  esecuzione  non  risponda  affatto  allo  scopo  delle  bat- 
tute. Si  può  infatti  osservare:  in  primo  luogo,  che  l'alzare  impercettibilmente 
la  punta  della  spada  e  lo  abbassarla  sino  al  livello  del  petto,  non  permette  al 
braccio  di  sviluppare  tutta  la  sua  energia,  che  nell'azione  di  sforzo  si  richiede 
necessariamente    per   il    fine    che   essa   si   propone;    in   secondo  luogo  che  lo 


276  PARTE    TERZA 

Dopo  gli  sforzi,  come  dopo  i  tocchi,  poiché  essi  hanno 
lo  scopo  di  allontanare  la  spada  nemica  dalla  linea  di 
offesa  dell'  avversario,  non  sarà  possibile  eseguire  una 
azione  di  filo.  La  sola  botta  dritta  o  la  finta  di  essa, 
saranno  le  azioni  che  dovranno   succedere   agli  sforzi. 

§  138.  —  Sforzo  di  quarta  e  botta  dritta. 

Si  compone  di  due  tempi,  e  si  eseguisce,  sia  avendo 
la  propria  spada  sulla  linea,  sia  dal  proprio  invito  di 
terza. 

t  .°  Col  pugno  in  quinta  posizione,  si  alzerà  al- 
quanto la  propria  spada,  piegando  un  poco  il  braccio 
destro;  e  facendolo  scattare  violentemente  e  diagonal- 
mente sulla  spada  avversaria,  si  striscierà  con  forza  il 
proprio  forte  sul  medio  e  forte  di  essa. 


strisciare  ed  il  battere  con  forza  i  gradi  deboli  della,  spada  avversa  (nella  mec- 
canica della  scherma,  trattato  Parise,  pag.  231,  si  legge:  «  In  altri  termini, 
bisogna  battere  la  spada  avversa  nel  suo  punto  più  debole  »)  impedisce  di  con- 
seguire 1'  effetto  desiderato,  poiché,  come  si  è  già  dimostrato  a  pag.  162  per 
deviare  la  spada  avversaria  dalla  linea,  è  necessario  batterla  nel  suo  centro  e 
non  sul  debole  di  essa. 

E  di  ciò,  pare  ne  sia  persuaso  anche  l'autore,  perchè  nel  far  vibrare  la 
botta  dritta  in  seguito  alla  battuta,  prescrive  di  situare  stibito  la  propria  spada 
con  opposizione  di  pugno:  evidentemente  per  garantirsi  dalla  punta  nemica,  che 
non  si  potrebbe  deviare  con  quella  esecuzione. 

Il  lettore  potrà  convincersi  facilmente  dell'  inefficacia  della  battuta,  secondo 
il  metodo  Parise,  con  un  esperimento  semplicissimo.  Impugni  la  spada  con 
ambo  le  mani  ;  batta  con  tutta  la  forza  delle  sue  braccia  sui  gradi  deboli  della 
spada  nemica,  e  vedrà  che  quella  punta  dopo  avere  alquanto  oscillato,  ri- 
tornerà sulla  linea,  e  non  sarà  stata  spostata  la  coccia,  che  principalmente  ne- 
cessita di  spostare.  Invece  provi  il  contrario,  cioè,  impugni  la  spada  leggermente 
e  con  una  sola  mano,  batta  con  poca  forza  sul  medio,  ed  anche  sul  forte  della 
spada  nemica,  e  vedrà  che  non  solo  si  sposterà  la  punta,  e  con  essa  la  spada 
tutta,  ma  anche  il  braccio  dell'  avversario.  Che  se  poi  specialmente  vorrà  ese- 
guire la  battuta  di  mezzocerchio,  dal  proprio  legamento,  si  accorgerà  d' avere 
fatto  uno  sforzo  vano. 


TRATTATO    DELLA  .  SPADA  277 

2.0  Rimettendo  la  propria  spada  sulla  linea,  si  vi- 
brerà istantaneamente  la  botta  dritta  al  petto,  col  pugno 
in  quarta. 

§  139.  —  Sforzo  di  terza  e  botta  dritta. 

Egualmente  consta  di  due  tempi,  e  si  eseguisce  dal 
proprio  invito  di  quarta.  Si  potrà  ancora  eseguire  quando 
si  abbia  la  propria  spada  in  linea  ed  in  fuori  di  quella 
dell'  avversario. 

1 .°  Si  girerà  il  pugno  in  terza;  e  facendo  scattare 
il  braccio  destro  violentemente  e  diaconalmente  sulla 
spada  dell'avversario,  si  striscierà  con  forza  il  proprio 
forte  sul  medio  e  forte  di  essa. 

2.0  Mettendo  la  propria  spada  sulla  linea,  si  vi- 
brerà instantaneamente  la  botta  dritta  al  petto  sopra, 
girando  il  pugno  in  quarta;  oppure  si  vibrerà  la  botta 
dritta  al  fianco,   col  pugno  in  seconda. 

Questo  sforzo  è  molto  più  efficace  di  quello  di  quarta, 
poiché  il  pomo  della  spada  nemica  facendo  contrasto  nel 
suo  punto  fisso,  facilmente  l' arme  uscirà  dalla  mano  del- 
l' avversario,  o  per  lo  meno  s'  allontanerà  tanto  dalla 
linea  d'offesa  da  render  l'avversario  stesso  incapace  di 
accorrere  prontamente  alla  difesa. 

Volendo  eseguire  camminando  tanto  lo  sforzo  di  terza 
che  quello  di  quarta,  si  avrà  cura  di  compiere  il  passo 
contemporaneamente  allo  sforzo. 

Avvertenza.  —  Durante  V  e  sedizione  degli  sforzi,  il  maestro  os- 
serverà che  l'allievo  li  eseguisca  per  semplice  movimento  d'avambraccio, 
mantenendo  fermo  il  braccio,  elastica  /'  articolazione  del  gomito  e  ri- 
gida quella  del  polso,  acciocché  la  punta  della  propria  spada  si  al- 
lontani meno  che  sia  possibile  dalla  linea  d1  offesa. 


278  PARTE    TERZA 


§  140.  —  Parate  di  sforzo. 

Allorquando  l'allievo  sappia  eseguire  in  modo  soddisfa- 
cente gli  anzidetti  sforzi  d' attacco,  il  maestro  glie  li  farà 
eseguire  di  parata.  In  tal  caso  farà  prendere  all'allievo, 
prima  la  posizione  dell'  invito,  poi  quella  del  legamento 
sia  di  terza  che  di  quarta  ;  quindi  gli  vibrerà  o  la  botta 
dritta,  o  la  cavazione  con  velocità  crescente-,  e  l'allievo 
in  luogo  di  parare  semplice,  parerà  di  sforzo  colle  re- 
gole prescritte  ai  paragrafi  precedenti. 

Volendo  il  maestro  accertarsi  della  precisione  e  sta- 
bilità della  parata  di  sforzo  eseguita  dall'allievo,  gli  si- 
mulerà sovente  la  botta  dritta  o  la  cavazione,  cavando 
nell'atto  in  cui  l'allievo  eseguisce  lo  sforzo.  Se  lo  sforzo 
in  tal  caso  sarà  stato  eseguito  esattamente,  l' allievo 
rimarrà  nella  posizione  della  parata;  se  invece  egli  lo 
avrà  eseguito  trascurando  le  norme  accennate,  la  sua 
spada  si  sposterà  non  poco  dal  piano  delle  offese,  do- 
vendo cedere  per  legge  fisica  alla  sua  gravità,  ciò  che 
nell'assalto  costituisce  un  inconveniente  gravissimo. 

§  141.  —  Sforzo  colla  Anta  dritta. 

Suppongasi  che  l' avversario  si  accorga  della  immi- 
nente esecuzione  dello  sforzo.  Egli  naturalmente  o  cer- 
cherà di  schermirsene  con  un'  azione  in  tempo,  o  si 
terrà  pronto  alla  difesa  del  colpo  semplice  che  lo  seguirà 
immediamente.  Nel  primo  caso,  chi  eseguisce  lo  sforzo, 
appena  completato  il  movimento,  accorrerà  velocemente 
alla  parata;  nel  secondo,  subito  dopo  l'esecuzione  del 
movimento  stesso,   accennerà  una  finta.  Questa   azione 


TRATTATO    DELLA    SPADA  279 

consta  di  tre  tempi,  ed  è  seguibile  sia  a  pie  fermo, 
che  camminando,  nel  modo  seguente: 

i.°  Si  eseguirà  lo  sforzo;  e  contemporaneamente 
il  passo  avanti,  se  da  fuori  misura; 

2.0  Si  fingerà  la  botta  dritta  al  petto,  od  al  fianco; 

3.0  Finalmente  si  eseguirà  la  cavazione  a  quella 
parte  del  bersaglio  che  l'avversario  avrà  scoperto. 

§  142.  —  Tocchi  e  sforzi  di  cambiamento. 

Tanto  gli  uni  che  gli  altri  non  possono  eseguirsi  che 
di  propria  iniziativa  sulla  spada  dell'  avversario  in  linea, 
e  hanno  luogo  sia  a  pie  fermo  che  camminando. 

'  La  loro  esecuzione  è  identica  a  quella  prescritta  pei 
tocchi  e  sforzi  semplici,  e  consiste  nel  far  precedere  ad 
ognuno  di  essi  il  relativo  cambiamento. 

§  143.  —  Del  disarmo. 

L'azione  del  disarmo  tende,  mediante  lo  sviluppo 
massimo  della  potenza  del  braccio,  a  conseguire  un 
effetto  ancora  maggiore  di  quello  dello  sforzo;  può 
effettuarsi  di  seconda  e  di  mezzocerchio;  sia  a  pie  fermo 
che  camminando.  Eseguendolo  però  a  pie  fermo  si  rag- 
giunge più  facilmente  lo  scopo,  perchè  meglio  si  supera 
la  graduazione  del  ferro  avverso. 

Il  disarmo  si  eseguisce  sia  dal  proprio  legamento, 
sia  avendo  la  propria  spada  sulla  linea,  e  mantenendo 
un  leggiero  contatto  con  quella  dell'  avversario. 

Quando  le  spade  saranno  sulla  linea  di  quarta,  si 
eseguirà  il  disarmo  di  seconda;  e  quando  sulla  linea  di 
terza  si  eseguirà  quello  di  mezzocerchio. 


PARTE    TERZA 


§  144.  —  Disarmo  di  seconda  e  botta  dritta. 

Consta  di  due  tempi: 

i.°  Si  alzerà  la  propria  spada  senza  però  distac- 
carla da  quella  nemica;  si  girerà  il  pugno  gradatamente 
in  seconda;  si  piegherà  il  bràccio  e  lo  si  distenderà 
nuovamente  con  energia  a  guisa  di  potente  molla,  stri- 
sciando con  forza  e  spiralmente  da  dentro  in  fuori  i 
propri  gradi  forti  sulla  lama  nemica;  e  si  prenderà  la 
posizione  dell'invito  di  seconda. 

2.0  Si  vibrerà  la  botta  dritta  al  fianco,  col  pugno 
in  seconda. 

Nell'esecuzione  del  suddetto  disarmo,  la  spada  dell'ese- 
cutore dovrà  percorrere  la  stessa  via  che  deve  percor- 
rere nell'  esecuzione  del  trasporto  di  seconda,  descritto 
al  §  99. 

§  145.  —  Disarmo  di  mezzocerchio  e  botta  dritta. 

Consta  di  due  tempi: 

i.°  Si  eseguirà  come  quello  di  seconda,  colla  dif- 
ferenza che  si  girerà  il  pugno  in  quinta  posizione,  e 
invece  di  far  percorrere  alla  propria  spada  la  via  del 
trasporto  di  seconda,  le  si  farà  percorrere  quella  del 
trasporto  di  mezzocerchio  (§   109). 

2.0  Si  vibrerà  la  botta  dritta  colpendo  l'avversario 
al  petto  od  al  fianco  in  dentro  col  pugno  in  quarta.  (0 


(1)  Nell'esporre  i  guadagni  di  spada  o  disarmi,  il  mio  egregio  collega  Pa- 
rise (a  pag.  106)  contraddice  a  ciò  che  egli  scrive  relativamente  alla  fianco- 
nata  di  seconda  (trasporto  di  seconda)  e  al  filo  di  quarta  falso  (trasporto  di 
mezzocerchio)  (pagg.  80,  83).  Difatti  1'  autore  proibisce  l'esecuzione  di  queste 
due  ultime  azioni  a  pie  fermo,  e  le  ammette  solamente  camminando;  permette 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


§  146.  —  Disarmo  di  cambiamento  in  terza 
e  botta  dritta. 

Oltre  i  disarmi  sopra  accennati,  ve  ne  ha  un  altro, 
in  cui  l'avversario  stesso  concorre  a  farsi  disarmare. 

Esso  chiamasi  disarmo  di  cambiamento  in  terza.  Si 
eseguisce  dal  legamento  di  quarta  dell'  avversario  in 
due  tempi,  e  mentre  egli  sia  intento  a  parare,  colla 
terza,  la  cavazione  in  fuori. 

i.°  Svincolando  la  propria  spada  da  quella  del- 
l'avversario, e  fingendo  di  volergli  vibrare  una  cava- 
zione esterna,  si  darà  un  violento  urto  col  proprio  forte 
sul  medio  della  sua  lama,  girando  il  pugno  in  terza 
e  spingendo  verso  terra  la  sua  spada. 

Frattanto  l'avversario,  credendo  di  doversi  difendere 
dalla  cavazione  esterna,  accorrerà  velocemente  alla  pa- 
rata di  terza,  ma  durante  la  sua  esecuzione  cozzerà 
colla  spada  nemica,  con  tanta  maggiore  violenza  quanto 
maggiore  sarà  la  velocità  impiegata  per  la  parata  stessa. 
2.0  Mettendo  la  spada  sulla  linea,  si  vibrerà  in- 
stantaneamente  la  botta  dritta  al  petto,  col  pugno  in 
quarta. 

Avvertenza.  —  Neil  eseguire  questo  disarmo  si  abbia  cura  di 
non  battere  col  proprio  forte,  il  debole,  della  spada  nemica;  ne  col 
debole  della  propria,  il  forte  dell'  avversa,   che  e  cosa  molto  più  grave. 

Tanto  nell'esecuzione  dei  tocchi,  che  in  quella  degli  sforzi  e  dei 
disarmi,  si  preveda  sempre  F  azione  in  tempo  che  potrebbe  sviluppare 
V  avversario  ne  IT  atto  della  loro  esecuzione. 


invece  l' esecuzione  dei  disarmi  anche  a  pie  fermo.  Ma  poiché  i  disarmi  si  ese- 
guiscono nelle  identiche  condizioni  delle  predette  azioni,  e  facendo  percorrere 
la  stessa  via  al  braccio  ed  alla  spada,  si  ha  motivo  di  credere  che  in  un  caso 
o  nell'  altro  il  maestro  Parise  sia  incorso  in  errore. 


282  PARTE    TERZA 


§  147.  —  Del  coupé.  (0 

Il  coupé,  o  cav azione  angolata,  è  quel  movimento  che 
si  eseguisce  sollevando  il  braccio  e  la  spada,  rasentando 
la  punta  nemica  colla  propria  arma,  e  trasportando  que- 
sta dalla  parte  opposta  per  colpire  l'avversario  al  petto 
in  fuori. 

Conseguentemente  il  coupé  si  opera,  o  dal  proprio 
legamento  di  quarta,  o  in  seguito  a  una  parata  di  quarta, 
o  in  seguito  ad  una  qualsiasi  azione  effettuata  allo  scopo 
di  spostare  a  sinistra  la  spada  dell'avversario,  come 
copertino,  tocco,  sforzo  ecc.  di  quarta. 

Si  eseguisce  a  pie  fermo,  e  consta  di  due  tempi: 
t.°  Con  rapido  movimento  d'avambraccio,  si   sol- 
leverà e  si  porterà  indietro  la  propria  spada  per  tanto, 
quanto  basti  a  farla  passare   dall'una   all'altra   parte  e 
rasente  alla  punta  della  spada  avversa. 

2°  Quando  essa  sarà  passata,  immediatamente  si 
distenderà  con  energia  il  braccio  destro,  senza  abbas- 
sare il  gomito;  e  senza  flettere  il  pugno  nella  sua  ar- 
ticolazione, si  farà  descrivere  alla  propria  punta  una 
parabola  terminante  al  petto  in  fuori  dell'avversario. 

Il  primo  tempo  del  coupé  racchiude  in  sé  una  finta. 
Infatti,  per  lo  spostamento  subito  in  seguito  all'azione 
preparatoria  al  coupé,  l'avversario  naturalmente  si  pre- 


(1)  Il  coupé,  se  si  deve  credere  a  quanto  ha  scritto  Alberto  Marchionni, 
non  è  azione  francese,  ma  bensì  italiana.  Difatti,  egli,  nel  suo  trattato  di  scherma 
stampato  in  Firenze  nel  1847,  mentre  fa  una  scrupolosa  rivista  dei  trattati  pub- 
blicati dal  1474  fino  al  suo  tempo,  chiaramente  dice:  «  Il  coupé  non  è  azione 
propria  francese,  ma  italiana,  ed  il  Giganti  nel  suo  trattato  del  1606  a  pag.  20 
fa  eseguire  questo  colpo  col  nome  della  passata  con  finta  sopra  la  punta  della 
spada  ;  e  dai  francesi  questo  colpo  fino  a  quest'  epoca  non  è  mai  nominato.  » 


TRATTATO    DELLA    SPADA  283 


para  a  difendere  il  proprio  lato  interno,  e  a  tale  parata 
accorrerà  istintivamente  in  seguito  all'esecuzione  del 
primo  tempo  dello  stesso  coupé,  dando  agio  in  tal  modo 
di  vibrare  il  colpo  in  fuori. 

Il  coupé  eseguito  con  esattezza  e  velocità  presenta 
all'avversario  una  difficile  difesa.  (0 

§  148.  —  Finta  coupé  e  cavazione. 

Trovandosi  la  propria  spada  nelle  posizioni  accennate 
per  il  coupé  semplice,  si  può  eseguire  la  finta  coupé  e 
cavazione.  Questa  consta  di  tre  tempi: 

i.°  Si  porterà  indietro  la  propria  spada,  svincolan- 
dola da  quella  dell'avversario. 

2.0  Si  fìngerà  un  coupé  colle  norme  innanzi  ac- 
cennate, avvicinando  più  che  sia  possibile  la  punta  della 
propria  spada  al  petto  dell'avversario,  e  portando  il 
tronco  alquanto  in  avanti. 

3.0  Si  vibrerà  la  cavazione  in  dentro  col  pugno 
in  quarta,  od  al  fianco  col  pugno  in  seconda. 

Avvertenza.  —  NeW  eseguire  il  coupé  si  abbia  cura  di  calcolar 
bc?ie  la  distanza  che  dovrà  percorrere  la  punta  della  propria  spada, 
e  di  muovere  il  piede  destro  per  la  stoccata,  quando  braccio  e  spada 
siano  in  perfetta  linea  retta  ;  poiché  muovendo  prima,  il  coupé  potrebbe 
convertirsi  in  un  fendente  alla  testa  od  alle   spalle    dell  avversario. 


(1)  Quanto  sia  difficile  schermirsi  dal  coupé  lo  ha  dimostrato  in  modo  indi- 
scutibile, il  risultato  del  congresso  tenutosi  in  Roma  nel  1876.  Quivi  conven- 
nero a  disputarsi  la  palma,  la  scuola  dell'  Esercito  (Enrichetti-Redaelli)  e  la 
scuola  meridionale  (nemica  dei  coupé),  fra  le  quali  da  vari  anni  s'era  acceso  una 
viva  lotta. 

In  tale  congresso,  o  meglio  in  tale  gara,  il  celebre  Salvatore  Arista.,  uno 
dei  giovani  maestri  rappresentanti  l'Esercito,  sconfisse  il  suo  avversario,  ultimo 
rimasto  dei  rappresentanti  la  scuola  meridionale,  appunto  con  tre  coupé.  E  la 
sconfitta  si  rinnovò  al  Torneo  Internazionale  di  Milano  nel  1881,  per  merito 
specialmente  dello  stesso  Arista. 


284  PARTE    TERZA 


§  149.  —  Della  ripresa  d'attacco. 

Dalla  posizione  di  a-fondo  e  quando  l'avversario  ab- 
bia schivato  il  colpo  retrocedendo,  si  opera  la  ripresa 
di  attacco. 

Essa  consiste  nel  riacquistare  la  misura  avanzando  il 
piede  sinistro  e  riprendendo  la  posizione  di  guardia, 
e  nello  svolgere  quindi  immediatamente  una  seconda 
azione  di  offesa. 

Ma  siccome  l'avversario,  nel  retrocedere,  potrà  op- 
porre o  non  opporre  la  parata  relativa  al  colpo,  od 
anche  potrà  mettere  la  spada  sulla  linea  d'offesa,  così 
la  ripresa  d'attacco  dovrà  farsi  in  quella  maniera,  la 
quale  meglio  converrà  all'azione  che  egli  avrà  eseguito 
nel  portarsi  indietro. 

Quando  l'avversario  retrocederà  senza  parare  il  colpo 
finale  di  una  qualsiasi  azione  d'offesa,  sulla  ripresa  d'at- 
tacco si  effettuerà  la  botta  dritta  o  la  finta  di  essa. 

Quando  egli  retrocederà  e  parerà  contemporanea- 
mente, si  potranno  eseguire  le  cavazioni,  le  finte  di  ca- 
vazione,  sia  semplici  che  doppie,  ed  anche  le  circolazioni, 
in  seguito  alle  parate  di  contro. 

E  finalmente,  quando  retrocederà  senza  opporre  la 
parata  ma  mettendo  la  spada  sulla  linea,  si  porranno 
in  atto  tutte  le  azioni  di  spostamento,  come  i  tocchi, 
i  deviamenti,  gli  sforzi,  ecc. 

La  ripresa  di  attacco  adunque  può  essere  semplice, 
complessa,  e  con  finta. 

Dicesi  semplice,  quando  si  eseguisce  colla  botta  dritta, 
col  filo  o  colla  cavazione  ;  e  come  tutte  le  azioni  sem- 
plici, eseguite  da  fuori  misura,   consta  di  due  tempi:  al 


TRATTATO    DELLA    SPADA  285 

primo  tempo  si  riprenderà  la  guardia  colla  gamba  si- 
nistra; al  secondo  si  vibrerà  il  colpo. 

Dicesi  complessa,  quando  si  eseguisce  facendo  prece- 
dere al  colpo  un  movimento  di  spostamento;  e  anche 
questa  consta  di  due  tempi. 

Al  primo  tempo,  si  riprenderà  la  guardia  colla  gamba 
sinistra,  eseguendo  contemporaneamente  un  copertino, 
un  deviamento,  uno  sforzo,  ecc.  Al  secondo  tempo,  si 
vibrerà  il  colpo  semplice. 

Dicesi  infine  con  finta,  quando  si  eseguisce  accen- 
nando una  o  due  fìnte;  e  può  quindi  esaurirsi  in  due 
o  tre  tempi.  (0 

Avvertenza.  —  La  ripresa  d'  attacco  si  eseguirà  con  circospe- 
zione, poiché  r  avversario  alle  volte  potrebbe  retrocedere  con  animo 
deliberato  di  indurre  il  suo  competitore  ad  eseguire  una  tale  azione, 
affine  di  colpirlo  poi  con  azioni  di  tempo  durante  la  sua  esecuzione. 

§  150.  —  Delle  rimesse. 

Per  rimessa  s'intende  quel  colpo,  che  in  determinate 
circostanze  segue  immediatamente  un  altro  colpo,  e  che 
si  vibra  dalla  posizione  di  a-fondo. 


(1)  Nel  trattato  del  maestro  Parise  a  pag.  90,  a  proposito  della  Ripigliata, 
che  è  una  ripresa  d'attacco,  si  legge  :  «  La  finta  ripigliata  e  una  finta  di  ca- 
li nazione,  che  si  farà  ritornando  in  guardia  e  propriamente  nel  rimettere  il 
»  pie  dritto  a  posto,  facendo  subito  seguire  la  cavazione,  che  si  colpirà  al  ber- 
■»  saglio  scoperto.   » 

Una  tale  esecuzione  non  potrebbe  riescire  che  inefficace  e,  dico  più,  peri- 
colosa. Inefficace,  poiché  nessuno  schermidore  si  piglierebbe  la  briga  di  parare 
una  finta  dell'  avversario  quando  questi  la  eseguisse  allontanandosi  da  lui.  (La 
finta,  per  ottenere  l' effetto  che  si  propone,  e  cioè  di  far  parare  all'  avversario 
un  ben  simulato  colpo,  deve  essere  eseguita  portando  avanti  il  corpo  e  la  punta 
della  spada,  e  mai  indietro,  come  in  questo  caso  prescrive  il  maestro  Masa- 
niello Parise).  Pericolosa,  poiché,  nemmeno  a  farlo  apposta,  non  servirebbe 
che  a  provocare  una  uscita  in  tempo  dell'  avversario,  evitando  ogni  probabilità 
di  difendersi  da  essa. 


2  86  PARTE    TERZA 

La  rimessa  è  possibile  e  lecita  soltanto  quando  l'av- 
versario non  risponda,  o  tardi  abitualmente  nel  rispon- 
dere. In  ambedue  i  casi  bisognerà  eseguirla  con  pronta 
decisione  e  velocità,  affine  di  evitare  ogni  incontro,  che 
in  arte  rimarrebbe  a  carico  totale  dell'  esecutore  della 
rimessa. 

§  151.  —  Rimessa  semplice. 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo,  da  qualunque  parata 
dell'avversario. 

Essendo  nella  posizione^  di  a-fondo,  senza  inflettere 
il  braccio  nelle  sue  articolazioni  e  senza  ritirare  la  gamba 
destra,  si  solleverà  il  piede  destro  di  pochi  centimetri, 
eseguendo  una  cavazione  e  portando  il  tronco  alquanto 
indietro  per  poter  facilmente  svincolare  la  propria  spada 
da  quella  dell'avversario  -,  e  si  riporterà  vivamente  il  piede 
al  suolo  per  dare  maggior  forza  al  colpo  di  rimessa. 

§  152.  —  Rimessa  con  finte. 

Si  eseguisce  in  due  o  tre  tempi  secondo  che  il  colpo 
di  rimessa  venga  preceduto  da  una  o  due  finte,  e  colle 
stesse  regole  accennate  per  la  rimessa  semplice;  av- 
vertendo però  di  mantenere  il  piede  destro  fisso  a  terra 
nel  tempo  che  si  eseguiscono  le  finte,  e  di  sollevarlo 
quando  si  vibra  il  colpo  finale.  Operando  contrariamente 
si  perderebbe  facilmente  l'equilibrio. 

§  153.  —  Prima  e  seconda  intenzione. 

Dicesi  di  prima  intenzione  qualunque  azione  che  si 
compia  risolutamente,  e  senza  il  preconcetto  di  altra 
azione  che  possa  frattanto  sviluppare  l'avversario. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


287 


Di  seconda  intenzione,  invece,  chiamasi  ogni  azione 
d'offesa  combinata  con  altra  azione  d'offesa  dell'avver- 
sario, determinatamente  provocata.  In  altri  termini,  la 
seconda  intenzione  si  effettua  quelle  volte  che  lo  scher- 
midore, provocando  astutamente  un'azione  determinata 
dell'avversario,  o  di  risposta  o  di  tempo,  agisce  sulla 
stessa  sia  parando  e  rispondendo,  che  operando  in  tempo 
o  in  controtempo. 

Esempi  di  seconda  intenzione. 


Allievo. 
Sforzo  di  quarta. 

Cambiarli.10  di  quarta. 


Maestro. 

Cava  in  tempo  al  petto 

in  fuori. 
Cava  in  tempo  al  petto 

in  fuori. 


Allievo. 

Para  la  terza  e  rispon- 
de al  fianco. 

Eseguisce  la  passata 
sotto. 


*H* 


2S8  PARTE    TERZA 


CAPITOLO  SETTIMO 


Del  tempo  in  generale  e  delle  uscite  in  tempo.  — ■  Dell'arresto.  —  Dell'ap- 
puntata. —  Della  cavazione  in  tempo.  —  Delle  sparite  di  corpo.  —  Del- 
l' inquartata.  —  Della  passata  sotto  (o  cartoccio).  —  Della  controazione.  — 
Del  controtempo. 


§  154.  —  Belle  uscite  in  tempo. 

Abbiamo  detto  che  per  la  parola  tempo,  nel  linguaggio 
schermistico,  s'intende  l'istante  propizio  allo  svolgimento 
di  una  azione.  Osmi  azione  di  offesa  eseguita  durante 
tale  svolgimento  dicesi  uscita  in  tempo. 

In  altri  termini  X  uscita  in  tempo  consiste  nello  svol- 
gere un'azione  d'offesa  sopra  altra  azione,  pure  d'of- 
fesa, dell'avversario. 

Questa  è  l'azione  che  nella  scherma  richiede  il  ma- 
gior  accorgimento.  Ma  quando  sia  opportunamente  e 
correttamente  eseguita,  costituisce  una  grande  risorsa 
contro  qualunque  avversario  scomposto  o  furioso. 

La  conoscenza  della  misura  e  della  graduazione  del 
ferro,  il  colpo  d'occhio,  l'astuzia,  la  velocità,  la  risolu- 
zione e  la  precisione  sono  i  requisiti  indispensabili  alla 
sua  buona  esecuzione. 

Le  uscite  in  tempo  dovranno  preferibilmente  svilup- 
parsi da  fuori  misura  e  mentre  l' avversario  avanza, 
poiché  a  giusta  misura  facilmente  potrebbero  provocare 
l'incontro. 

Poiché  tutte  le  azioni  constano,  come  si  è  osservato, 
di  uno,  due  o  tre  tempi,  così  X  uscita  in  tempo  può  svi- 


TRATTATO    DELLA    SPADA  289 

lupparsi   al   primo,    al  secondo    od    al   terzo   tempo,    a 

a   seconda    dell'azione  che    eseguisce   l'avversario.    Ad 

evitare    però    qualsiasi  probabilità    d'incontro,    è    bene 
eseguire  Y  uscita  in  tempo  sempre  al  primo  tempo. 

Le  uscite  in  tempo  sono: 

a)  l'arresto; 

b)  l'appuntata; 

e)  la  cavazione  in  tempo; 

d)  l'inquartata; 

e)  la  passata  sotto; 

f)  la  controazione. 

§  155.  —  Dell'arresto. 

Dicesi  colpo  d'arresto  la  botta  dritta  tirata  all'avver- 
sario durante  lo  sviluppo  di  una  sua  azione  d'offesa. 

Se  dal  proprio  invito  o  legamento  di  seconda  l'av- 
versario avanzerà  colla  fìnta  dritta  o  di  cavazione,  si 
vibrerà  l'arresto  al  fianco  col  pugno  in  seconda;  se  dal 
proprio  invito  o  legamento  di  terza,  si  vibrerà  l'arresto 
al  petto  col  pugno  in  quarta  ;  se  dal  proprio  invito  o 
legamento  di  quarta,  lo  si  arresterà  colla  botta  dritta  al 
fianco  col  pugno  in  seconda;  e  finalmente  se  dal  pro- 
prio invito  o  legamento  di  mezzocerchio,  gli  si  vibrerà 
l'arresto  al  petto  col  pugno  in  quarta. 

§  156.  —  Finta  del  colpo  d'arresto. 

Facendo  assegnamento  dell'impressione  prodotta  sul- 
l'avversario da  uno  o  più  arresti  semplici,  si  può  ese- 
guire la  finta  d' arresto  e  cavazione,  la  quale  consta  di 
due  tempi  :  • 

i.°  Si  fingerà  un  arresto  a  quella  parte  del  ber- 

19 


290  PARTE    TERZA 

saglio    che   l'avversario   avrà  scoperto    nell' eseguire   la 
finta  camminando. 

2.0  Senza  far  toccare  la  propria  spada,  si  vibrerà 
la  cavazione  al  petto  od  al  fianco. 

§  157.  —  Dell'appuntata. 

Per  apptmtata  s' intende  quel  secondo  colpo  che  si 
vibra  all'avversario  dalla  posizione  di  a— fondo,  in  quella 
stessa  parte  del  bersaglio,  che  è  stata  coperta  dalla 
parata  del  colpo  precedente. 

Si  eseguisce  quando  l' avversario  avendo  parato  una 
qualsiasi  azione  d' offesa,  si  accinga  a  rispondere  colla 
finta. 

\J  appuntata  ha  luogo  colle  stesse  norme  accennate  per 
la  rimessa  al  §  1 5 1  ;  colla  differenza  che  nella  esecuzione 
della  rimessa  si  passa  la  propria  spada  da  una  parte 
all'  altra  di  quella  nemica,  vibrando  un  secondo  colpo 
ad  un  bersaglio  differente,  e  nell'esecuzione  dell 'appun- 
tata, la  propria  spada  non  effettua  alcun  passaggio. 

\J  appuntata  dovrà  eseguirsi  istantaneamente  e  nel- 
l' atto  stesso  che  l' avversario  distaccherà  il  suo  ferro, 
avendo  cura  di  mettere  il  pugno  coli'  opposizione  in 
fuori  per  far  ostacolo  al  colpo  di  risposta. 

§  158.  —  Della  cavazione  in  tempo. 

La  cavazione  in  tempo  è  una  cavazione  che  si  vibra 
all'avversario  mentre  che  la  sua  spada  sta  per  incon- 
trare, trasportare  od  urtare  la  propria  per  toglierla  dalla 
linea  d'offesa. 

Si  caverà  in  tempo,  in  dentro,  ogni  qualvolta  l'av- 
versario colla  sua  spada  tentasse  d' incontrare  od  urtare 


TRATTATO    DELLA    SPADA  291 

la  propria  verso  la  sua  destra;  all'opposto  si  caverà  in 
tempo,  in  fuori,  qualora  egli  cercasse  di  urtarla  verso 
la  sua  sinistra.  Si  caverebbe  in  tempo  al  fianco  col  pu- 
gno in  seconda,  s' egli  cercasse  di  deviarla  in  alto  ;  e 
al  petto  col  pugno  in  quarta,  se  mostrasse  di  volerla 
urtare  in  basso. 

Quando  si  caverà  in  tempo  simulando  la  cavazione, 
e  si  svilupperà  poi  un'altra  cavazione,  l'azione  prenderà 
il  nome  finta  di  cavazione  in  tempo  e  cavazione.  Accen- 
nando invece  due  cavazioni,  si  avrà  la  doppia  finta  di 
cavazione  in  tempo.  Tanto  l' una  che  l' altra  sono  da 
sconsigliarsi,  poiché  permettono  all'avversario  di  agire 
facilmente  in  controtempo. 

Av vertenza.  —  Cade  a  proposito  a  questo  punto  di  fare  un 
ammonimento  che  riguarda  tutte  le  uscite  in  tempo.  È  necessario 
sempre  essere  molto  guardinghi,  e  non  lasciare  sfuggire  alla  propria 
attenzione  V  insistenza  che  talvolta  alcun  avversario  pone  a  scoprire 
la  stessa  parte  del  bersaglio  con  eccessivo  spostamento  del  ferro  (come 
per  esempio  con  deviamenti  esagerati,  trasporti,  ecc.),  poiché  ad  arte 
egli  potrebbe  agire  per  provocare  un1  azione  in  tempo,  e  a  sua  volta 
operare  in  controtempo.  Conviene  in  tal  caso  assecondarlo,  e  svol- 
gere quelV  azione,  ed  in  quella  maniera,  che  egli  mostra  di  desiderare  ; 
e  contrapponendo  malizia  a  malizia,  conviene  muoversi  preparati  per 
agire  prontamente  sul  suo  controtempo.  In  tali  azioni  si  manifesta 
quella  speciale  acutezza  di  spirito,  che  e.  dote  principale  d' ogni  buon 
schermidore,  onde  la  scherma  ebbe  rinomanza  di  mezzo  atto  a  svol- 
gere oltrecche  le  facoltà  del  corpo,   eziandio  quelle  della  mente. 

§  159.  —  Delle  sparite  di  corpo. 

Le  sparite  di  corpo  consistono  nel  sottrarre  il  pro- 
prio petto  al  colpo  dell'  avversario,  offendendolo  con- 
temporaneamente ;  e  sono  due  :  l' inquartata  e  la  passata 
sotto.  Si  eseguiscono  di  tempo  e  di  controtempo. 


292 


PARTE    TERZA 


Le  sparite  di  corpo  se  sono  vantaggiose  per  un  lato, 
altrettanto  sono  rischiose  per  1'  altro.  Sono  vantaggiose 
in  quanto  che  attuano  l'ideale  della  scherma,  di  ese- 
guire cioè  l'offesa  contemporaneamente  alla  difesa;  e  que- 
sto avviene  perchè  col  corpo  e  non  col  ferro  si  scansa 
per  esse  il  colpo  dell'avversario.  Sono  molto  rischiose 
poiché  richiedono  somma  perfezione  di  esecuzione,  senza 
la  quale  inevitabilmente  generano  l'incontro. 

A  buon  fine  adunque,  se  non  si  avrà  la  coscienza 
di  poter  bene  eseguire  le  sparite  di  corpo,  sarà  sempre 
da  preferirsi  ad  esse  la  parala  e  risposta. 

§  160.  —  Dell'inquartata. 

\J  inquartata  può  effettuarsi  quando  l'avversario  ac- 
cenni o  compia  una  botta  dritta,  oppure  una  cavazione 
interna. 

Essa  perciò  ha  origine  tanto  dal  proprio  invito  o 
legamento  di  terza,  quanto  da  una  parata  di  terza. 

Si  eseguisce,  come  è  stato  già  detto,  di  tempo  e  di 
controtempo  e  qualche  volta  anche  d'attacco.  In  questo 
caso  essa  deriva  dall'  invito  o  dal  legamento  di  terza 
dell'  avversario. 

YJ inquartata  in  tempo  si  opera  nel  modo  seguente: 

Girando  convenientemente  il  piede  destro  in  dentro, 
senza  punto  avanzarlo  e  in  modo  che  il  suo  centro 
cada  sulla  direttrice,  si  eseguirà  X a— fondo  collo  slancio 
del  piede  sinistro  indietro,  facendo  descrivere  a  questo 
stesso  piede  un  arco  di  cerchio  di  45  gradi.  Contem- 
poraneamente si  vibrerà  la  stoccata  al  petto  dell'av- 
versario col  pugno  in  quinta  e  coli' opposizione  in  dentro. 

Dal  modo  descritto  di  eseguire  X  inquartata  è   facile 


^ 


TRATTATO    DELLA    SPADA  293 


comprendere,  che  portando  tutto  il  corpo  fuori  della 
linea  direttrice  nello  stesso  istante  in  cui  l'avversario  vi- 
brerà il  colpo,  non  solo  si  eviterà  la  sua  punta,  ma,  quel 
che  più  importa,   lo  si  colpirà  contemporaneamente. 

\J  inquartata  d' attacco  si  eseguirà  colle  stesse  norme 
innanzi  accennate;  colla  differenza,  però  che  nello  stesso 
tempo  che  si  girerà  il  piede  destro,  si  dovrà  anche 
portarlo  in  avanti.  Lo  stesso  dicasi  per  l'inquartata  in 
tempo  eseguita  sulla  finta  camminando  dell'avversario. 
In  questi  due  casi,  se  non  si  avanzasse  il  piede  destro 
la  stoccata  non  arriverebbe  al  petto  dell'avversario,  per 
effetto  della  misura. 

§  161.  —  Passata  sotto  (o  cartoccio). 

Si  può  effettuare  la  passata  sotto  quando  l'avversa- 
rio sjmuli  od  eseguisca  una  botta  dritta  in  fuori,  una 
cavazione  esterna,  oppure  una  cavazione  al  petto  sopra. 
Essa  ha  origine,  tanto  dal  proprio  invito  o  legamento, 
quanto  da  una  propria  parata  di  quarta  o  di  seconda. 

Come  l' inquartata,  così  la  passata  sotto  si  eseguisce 
di  tempo  e  di  controtempo,  e  qualche  volta  d'attacco. 

Nel  medesimo  istante  che  l'avversario  vibrerà  il  colpo, 
si  eviterà  la  sua  punta  lanciandosi  sotto  il  suo  ferro  e 
colpendolo  contemporaneamente  al  fianco  col  pugno 
girato  in  seconda  posizione.  Per  tale  esecuzione,  si  bat- 
terà il  piede  destro  sul  posto  ;  si  slancerà  indietro  il 
piede  sinistro  lungo  la  linea  direttrice;  si  piegherà  molto 
il  tronco  in  avanti;  si  volgerà  il  petto  totalmente  verso 
l'avversario,  in  modo  che  le  ultime  costole  tocchino  la 
coscia  destra;  si  appoggerà  la  mano  sinistra  a  terra 
a  sostegno   del    corpo,    tenendola   all'  altezza   del   piede 


2Q4  PARTE    TERZA 

destro-,  e  si  porterà  la  guancia  destra  a  contatto  col 
braccio  destro.  In  tale  atteggiamento  tutto  il  corpo  do- 
vrà rimanere  al  disotto  della  spada  nemica. 

§  162.  —  Della  controazione. 

La  controazione  è  l'azione  che  meglio  risponde  allo 
scopo  delle  uscite  in  tempo. 

Essa  si  eseguisce  soltanto  di  seconda  e  di  terza,  ed 
è  quasi  impossibile  di  quarta  e  di  mezzocerchio. 

La  controazione  di  seconda  si  può  effettuare  quando 
l'avversario  tiri  al  fianco. 

Si  opererà  in  un  tempo  solo  dal  proprio  invito  o 
legamento  di  mezzocerchio  o  di  terza,  ed  anche  in  se- 
guito ad  una  parata  di  mezzocerchio  o  di  terza,  e  nel 
modo  seguente: 

Si  eseguirà  Y  a-fondo  collo  slancio  del  piede  sinistro 
in  dietro;  e  portando  il  braccio  destro  a  destr^  col 
pugno  in  seconda  posizione,  si  colpirà  l'avversario  al 
fianco,  incontrando  la  sua  spada  e  guadagnandone  i 
gradi  prima  che  la  sua  punta  arrivi  al  bersaglio. 

La  controazione  di  terza  si  può  effettuare  quando  l' av- 
versario tiri  la  botta  dritta  o  la  cavazione  al  petto  in 
fuori  o  sopra. 

Consta  di  un  tempo  solo,  e  si  eseguisce  dal  proprio 
invito  o  legamento  di  quarta  o  di  seconda. 

Distendendo  ed  alzando  il  braccio  destro  si  colpirà 
l'avversario  al  petto  in  fuori  col  pugno  in  quarta,  in- 
contrando la  sua  spada  e  guadagnandone  i  gradi  prima 
che  la  sua  punta  giunga  al  proprio  bersaglio. 

Avvertenza.  —  Nella  controazione  di  seconda  come  in  quella  di 
terza,  bisognerà  aver  cura  di  mettere  il  pugno  coli'  opposizione  in 
fuori,  per  evitare  il  pericolo  della  stoccata. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  295 

La  controazione  di  terza,  quando  sia  eseguita  contemporaneamente 
aìF  inquartata-  non  presenta  pericoli  di  sorta,  poiché  evita  qualunque 
incontro.  Difatti  se  V  avversario  eseguisse,  la  cavazione  in  fuori,  si 
rimarrebbe  parati  colla  controazione  stessa;  se  invece  eseguisse  la  finta 
di  cavazione  in  fuori  e  cavazione  in  dentro,  si  rimarrebbe  parati  per 
effetto  dell 'inquartata.  (0 

§  163.  —  Del  controtempo. 

Qualunque  azione  eseguita  allo  scopo  di  distruggere 
l'uscita  in  tempo  chiamasi  controtempo.  Il  controtempo 
con  altre  parole  è  un  uscita  in  tempo  sull'uscita  in  tempo. 

L' inquartata,  la  passata  sotto  e  le  controazioni  sono 
le  sole  uscite  in  tempo  che  si  possono  eseguire  di  con- 
trotempo. 

Per  mandare  ad  effetto  un'azione  di  controtempo  fa 
duopo  provocare  l'avversario  ad  agire  in  tempo.  Giò 
potrà  ottenersi  facilmente,  sia  mostrandogli  con  chia- 
rezza l'azione  che  potrebbe  dare  origine  alla  sua  uscita 
in  tempo,  sia  allargando  astutamente  e  con  arte  il  pro- 
prio giuoco.  L'avversario  proclive  all'uscita  in  tempo, 
non  esiterà  per  un  tal  modo  di  agire  a  secondare  l'in- 
tenzione. Velocemente  allora  si  eviterà  il  colpo  ese- 
guendo una  sparita  di  corpo  od  una  controazione,  e 
queste  saranno  di  controtempo. 


Esempi. 


Allievo.  Maestro. 

Dal  legamento  di  j  Eseguirà  la  cavazio- 
quarta  eseguirà  il  tra-  ne  in  tempo  al  petto 
sporto  in  seconda.       |  sopra. 


Allievo. 
Sull'esecuzione  del- 
la cavazione  in  tempo, 
anziché  parare  la  ter- 


(1)  Le  co?ttroctzioni,  che  sono  le  più  efficaci  e  più  belle  uscite  in  tempo, 
il  maestro  Masaniello  Parise  non  le  ammette  nel  suo  trattato  ;  e  non  dà  alcuna 
ragione  in  proposito. 


PARTE    TERZA 


Dalla  posizione  di 
guardia  eseguirà  un 
largo  cambiamento  di 
terza. 


Avendo  la  spada  le- 
gata all'  avversa,  ese- 
guirà il  copertalo  di 
quarta. 


Eseguirà  la  cavazio- 
ne  in  tempo  al  petto 
in  dentro. 


Eseguirà  la  cavazio- 
ne  in  tempo  al  petto 
in  fuori. 


Allievo.  Maestro.  Allievo. 

za,  eseguirà  istantanea- 
mente la  passata  sotto, 
evitando  per  tal  modo 
il  colpo  nemico. 

In  luogo  di  parare, 
eseguirà  sulla  cavazio- 
ne  in  tempo  un'istan- 
tanea inquartata,  evi- 
tando il  colpo  dell'av- 
versario. 

Invece  di  parare  col- 
la terza  la  cavazione  in 
tempo,  porterà  istanta- 
neamente il  braccio  a 
destra  col  pugno  a  li- 
vello della  fronte,  ed 
eseguirà  la  controazio- 
ne di  terza. 

Senza  ricorrere  alla 
parata  di  seconda,  por- 
terà istantaneamente  il 
braccio  a  destra  ;  e  gi- 
rando il  pugno  in  se- 
conda eseguirà  la  con- 
troazione. 

Questo  modo  di  schermire  è  molto  vantaggioso  quando 
l'avversario  abbia  la  cattiva  abitudine  di  uscire  in  tempo 
continuamente  e  senza  curarsi   di  parare. 


Dal  legamento  di 
terza  eseguirà  il  tra- 
sporto di  mezzocer- 
chio. 


Eseguirà  la  cavazio- 
ne in  tempo  al  fianco. 


<*-*> 


TRATTATO    DELLA    SPADA  297 


CAPITOLO  OTTAVO 


Quadri  sinottici. 

La  parte  più  difficile  dell'  insegnamento  della  scherma 
è  quella  di  una  ragionata  e  metodica  progressione  delle 
molteplici  azioni  che  offre  quest'arte. 

I  seguenti  quadri  sinottici  serviranno  a  chiarire  qua- 
lunque dubbio  che  possa  nascere  nello  sviluppo  dell'in- 
segnamento. 

Per  essi  si  rileverà  con  facilità: 

a)  la  posizione   in  cui  si   possono   trovare   le   due 
spade  antagoniste; 

b)  l'azione  che  converrà  eseguire-, 

e)  le  parate,   che  essa  azione  potrà  ingannare; 

d)  la  parata  finale; 

e)  la  risposta  in  seguito  alla  parata  finale; 

f)  le  varie  uscite  in  tempo; 

g)  il  controtempo,  che  si  potrà  opporre  a  ciascuna 
di  esse. 

Questi  quadri  sinottici  si  dividono  in  tre  parti:  la 
prima,  comprende  le  varie  azioni  semplici;  la  seconda, 
le  azioni  composte  di  due  tempi;  la  terza  infine,  quelle 
composte  di  tre  tempi. 


PRIMO  QUADRO  SINOTTICO 

RIFLETTENTE   LE   AZIONI    SEMPLICI  W 


fi)  Tutte  le  azioni  del  presente  quadro  si  eseguiranno  a  pie  fermo. 


PARTE    TERZA 


I.  —  Azioni 


Posizione  in  cui  trovasi 
i.'  invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 


Azione  d'offesa 

che  l'iiò  Parata  che  inganna 

ESEGUIRE    L'ATTACCANTE 


Invito  di  seconda 


Invito  di  terza 


Invito  di  quarta 


Invito  di  mezzocerchio 


Invito  pel  filo  di  seconda 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito 
pel  filo  di  mezzocerchio 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  quarta 


Legamento 
di  mezzocerchio 


A   fondo 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea  del  fianco 
col  pugno  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  terza 


legamento  di  quarta 


legamento 
di  mezzocerchio 


spada  legata  all'avversa 


spada  legata  all'avversa 


spada  legata  all'avversa 


spada  legata  all'avversa 


in  seguito  ad  una  parata 

di  quarta 
d'appoggio  o  di  contro 


botta  dritta  al  petto  sopra 


botta  dritta   in  dentro 


botta  dritta  in   fuor 


botta  dritta  al  fiancc 


filo  di  seconda 


filo  di  terza 


filo  di  quarta 


filo  di  mezzocerchio 


cavazione  al  petto  sopra 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  fuori 


cavazione  al  fianco 


fianconata  di  quarta  bassa 


fi)  Se  la  parata  di  seconda  si  eseguirà  d'appoggio,  la  risposta  sopra  sarà  di  cavazione;  ma  se  invece  si  parerà 
finale  la  seconda. 

(2)  L'uscita  in  tempo  sui  fili,  e  su  tutte  le  azioni  che  terminano  con  essi,  sono  quasi  inattuabili,  ad  eccezione 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


iOl 


mplici. 


Parata  finale 


Risposte  che  tossono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscita 

IN    TEMPO 


Controtempo 


mezzocerchio 

terza 

quarta 

o  contro  di  seconda 


quarta 

o  contro  di  terza 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda  (i) 

u  contro  di  mezzocerchio 


seconda 

;eduta  di  quarta 

o  contro  di  mezzocerchio 


terza 

mezzocerchio 

o  contro  di  quarta 


quarta 

o  contro  di  terza 


mezzocerchio 

ceduta  di  terza 

o  contro  di  seconda 


terza 

quarta 

mezzocerchio 

o  contro  di  seconda 


quarta 

mezzocerchio 

seconda 

o  contro  di  terza 


terza 

o  contro  di  quarta 


botta  dritta,  filo,  o  trasporto  di  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


seconda  !   filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 

o  contro  di  mezzocerchio      botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


seconda 

o  ceduta  di  quarta 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda  (2) 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza  (2) 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 

di  terza 

o  passata  sotto 


controazione 
di  seconda 


i  tocco,  la  stessa  risposta  sarà  di  botta  dritta.   Lo   stesso   dicasi   per  tutte  le  altre  azioni  che  hanno  per  parata 
elle  controazioni  di  seconda  e  di  terza. 


SECONDO  QUADRO  SINOTTICO 

RIFLETTENTE  LE  AZIONI  COMPOSTE  DI  DUE  TEMPI  M 


(i)  Tutte  le  azioni  del  presente  quadro  si  eseguiranno  camminando. 


!°4 


PARTE    TERZA 


II.  —  Azioni  composte 


u 

S 

a. 
o 

Q 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 

Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ 

eseguire  l'attaccante 

Parata 
che  inganna 

Parata  finale 

I 

Invito  di  seconda 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  sopra 
e  cavazione  al  fianco 

terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

2 

Invito  di  seconda 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  sopra 
e  cavazione  in  fuori 

quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

3 

Invito  di  seconda 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  sopra 
e  cavazione  in  dentro 

terza 

quarta 

mezzocerchio 

seconda 

0  contro  di  terza 

4 

Invito  di  seconda 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  sopra 
e  cavazione  al  petto  sopra 

contro 
di  seconda 

terza 

mezzocerchio 
quarta 

0  contro  di  se- 
conda 

5 

Invito  di  terza 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  dentro 
e  cavazione  in  fuori 

quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

6 

Invito  di  terza 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  dentro 
e  cavazione  al  fianco 

contro  di  terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

7 

Invito  di  terza 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  dentro 
e  cavazione  in  dentro 

contro  di  terza 

quarta 

mezzocerchio 

0  contro  di  terza 

8 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro 

terza 

quarta 

mezzocerchio 

0  contro  di  terza 

9 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  al  fianco 

terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

IO 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  in  fuori 

contro  di  quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

il 

Invito  di  mezzocerchio 

spada  sulla  linea  del  fianco 

avverso 

col  pugno  di  seconda 

finta  dritta  al  fianco 
e  cavazione  al  petto  sopra 

seconda 

mezzocerchio 
terza 
quarta 

0  contro  di  se- 
conda 

12 

Invito  di  mezzocerchio 

spada  sulla  linea  del  fianco 

avverso 

col  pugno  di  seconda 

finta  dritta  al  fianco 
e  cavazione  al  fianco 

contro  di 

mezzocerchio 

seconda 

0  contro  di  mezzo- 
cerchio 

13 

Invito 
pel  filo  di  seconda 

legamento  di  seconda 

finta  di  filo  di  seconda 
e  cavazione  al  petto  sopra 

seconda 

terza 
quarta 

mezzocerchio 
0  contro  di  se- 
conda 

i 

terza 

0  contro  di  quarta 

14 

Invito 
pel  filo  di  seconda 

legamento  di  seconda 

finta  di  filo  di  seconda 
e  cavazione  al  petto  infuori 

ceduta 
di  quarta 

TRATTATO    DELLA    SPADA 


305 


di  due  tempi. 


Risposte  che  POSSONO  eseguirsi 

DALLA    PARATA    FINALE 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO    TEMPO 


AL  SECONDO  TEMPO 


Controtempo 
sulla  prima  uscita 

IN    TEMPO 


Ilio,  cavazìone  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo  o  trasporto  in  terza. 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


bolla  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
filo,  o  cavazione  al  fianco 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza. 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


cavazione  al  petto 
sopra 


cavazione  al  petto 
sopra 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


inquartata 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di   seconda 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di   seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di   seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o  passata  sotto  o 

controazione  di  terza  controazione  di  terza 


passata  sotto  o  passata  sotto  o 

controazione  di  terza  controazione  di  terza 


3°<5 


PARTE    TERZA 


II.  —  Azioni  composte 


Posizione 

in  cui  TROVASI 

l'invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 


Azione  d'  offesa 

che  può 

eseguire  l'attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito 
pel  filo  di  seconda 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo 
di  mezzocerchio 


Invito  pel  filo 
di  mezzocerchio 


Invito  pel  filo 
di  mezzocerchio 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


legamento  di  seconda 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  mezzocerchio 


legamento  di  mezzocerchio 


legamento  di  mezzocerchio 


spada  legata  all'  avversa 


spada  legata  all'  avversa 


spada  legata  all'  avversa 


spada  legata  all'  avversa 


finta  di  filo  di  seconda 
e  cavazione  al  fianco 


finta  di  filo  di  terza 
e  cavazione  in  dentro 


finta  di  filo  di  terza 
e  cavazione  al  fianco 


finta  di  filo  di  terza 
e  cavazione  in  fuori 


finta  di  filo  di  quarta 
e  cavazione  in  fuori 


finta  di  filo  di  quarta 
e  cavazione  al  fianco 


finta  di  filo  di  quarta 
e  cavazione  in  dentro 


finta  di  filo  di  mezzocerchio 
e  cavazione  al  fianco 


finta  di  filo  di  mezzocerchio 

e  cavazione  al  petto 

in  dentro 


finta  di  filo  di  mezzocerchio 
e  cavazione  al  petto  sopra 


finta  di  cavazione  al  petto 
sopra  e  cavazione  al  fianco 


finta  cavazione 

al  petto  sopra  e  cavazione 

al  petto  in  fuori 


finta  cavazione 

al  petto  in  dentro 

e  cavazione  in  fuori 


finta  cavazione 

al  petto  in  dentro 

e  cavazione  al  fianco 


contro  di 

mezzocerchio 


mezzocerchio 


contro  di  quarta 


quarta 


contro  di  terza 


contro  di  terza 


mezzocerchio 


ceduta  di  terza 


contro 
di  seconda 


mezzocerchio 


quarta 


quarta 


mezzocerchio 


seconda 

o  contro  di  mezzo 
cerchio 


quarta 

mezzocerchio 
contro  di  terza 


seconda 
o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 

o  mezzocerchio 


quarta 

mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


seconda 

contro  di  mezzo- 
cerchio 


seconda 

o  contro  di  terza 


terza 

mezzocerchio 
quarta 

o  contro  di  se- 
conda 


seconda 

o  contro  di  mezzo 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quart:i 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 

o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


di  due  tempi. 


3°7 


Risposte  che  fossono  eseguirsi 
dalla  tarata  finale 


LTSCITE    IN   TEMPO 


AL    PRIMO    TEMPO 


AL  SECONDO  TEMPO 


Controtempo 
sulla  prima  uscita 

IN   TEMPO 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  0  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa  o  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  0  trasporto  in  quarta 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  0  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


cavazione  al  petto 
sopra 


cavazione  al  fianco 


cavazione  al  fianco 


cavazione  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta   !     arresto  al  petto 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza  in  dentro 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  seconda 


controazione 
di   seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


3o8 

PARTE    TERZA 

II.  —  Azioni  composte 

a 

a 

Posizione 

Posizione  da  cui  parte 

Azione  d'  offesa 

Parata 

11 

o 

IN    CUI   TROVASI 

CHE  PUÒ 

Parata  finale 

"q 

l'attaccante 

CHE   INGANNA 

L  INVITANTE 

ESEGUIRE   L  ATTACCANTE 

ti 

29 

Legamento  di  quarta 

spada  legata  all'  avversa 

finta  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro 

terza 

quarta 

mezzocerchio 

seconda 

0  contro  di  terza 

30 

Legamento  di  quarta 

spada  legata  all'  avversa 

finta  cavazione  in  fuori 
e  cavazione  al  fianco 

terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

31 

Legamento 

spada  legata  all'  avversa 

finta  cavazione  al  fianco 

seconda 

terza 

di  mezzocerchio 

e  cavazione  al  petto  sopra 

quarta 

mezzocerchio 
0  contro  di  se- 
conda 

32 

Legamento  di  seconda 

spada  legata  all'  avversa 

circolazione  al  petto  sopra 

contro 
di  seconda 

terza 
quarta 

mezzocerchio 
0  contro  di  se- 
conda 

33 

Legamento  di  terza 

spada  legata  all'  avversa 

circolazione  in  dentro 

contro  di  terza 

quarta 

mezzocerchio 

seconda 

0  contro  di  terza 

34 

Legamento  di  quarta 

spada  legata  all'  avversa 

circolazione  in  fuori 

contro  di  quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

35 

Legamento 

spada  legata  all'  avversa 

circolazione  al  fianco 

contro  di 

seconda 

di  mezzocerchio 

mezzocerchio 

0  contro  di  mezzo- 
cerchio 

36 

Spada  legata  all'  av- 

legamento di  quarta 

trasporto  in  seconda  e  filo 



seconda 

versa  0  in  linea 

0  spada  in  linea 

ceduta  di  quarta 

del  petto  avversario 

0  contro  di  mezzo- 
cerchio 

37 

Spada  legata  all'av- 

legamento di  quarta 

trasporto  in  seconda 

seconda 

terza 

versa  0  in  linea 

0  spada  in  linea 

e  cavazione  al  petto  sopra 

mezzocerchio 

del  petto  avversario 

quarta 

0  contro  di  se- 
conda 

38 

Spada  legata  all'av- 

legamento di  quarta 

trasporto  in  seconda 

ceduta  di  quarta 

terza 

versa  0  in  linea 

0  spada  in  linea 

e  cavazione  in  fuori 

0  contro  di  quarta 

del  petto  avversario 

39 

Spada 
legata  all'avversa 

legamento  di  mezzocerchio 

trasporto  in  terza  e  filo 

— 

terza 

mezzocerchio 

0  contro  di  quarta 

40 

Spada  legata  all'av- 

legamento di  mezzocerchio 

trasporto  in  terza 

terza 

seconda 

versa  0  in  linea 

e  cavazione  al  fianco 

0  mezzocerchio 

del  fianco  interno 

avversario 

TRATTATO    DELLA    SPADA 


di  due  tempi. 


3°9 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO    TEMPO 


AL  SECONDO  TEMPO 


Controtempo 
sulla  prima  uscita 

IN   TEMPO 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


inquartata 


arresto  al  fianco  passata  sotto  o 

controazione  di  terza 


arresto  al  petto 
sopra 


cavazione  al  petto 
sopra 


cavazione  al  petto 
sopra 


cavazione  al  petto 
sopra 


cavazione  al  petto 
in  dentro 


cavazione  al  fianco 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione  di  terza 
o  passata  sotto 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


3io 


PARTE    TERZA 


II.  —  Azioni  composte 


Posizione 

in  cui  TROVASI 

L'  INVITANTE 


Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 


Azione  d'  offesa 

che  PUÒ 

ESEGUIRE    L'ATTACCANTE 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


46 


Spada 
legata  all'avversa 


Spada  legata  all'av- 
versa o  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  legata  all'av- 
versa o  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  legata  all'av- 
versa o  in  linea 
del  petto  avversario 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  quarta 


Spada  sulla  linea 
del  fianco  avversario 
col  pugno  di  seconda 


Spada  sulla  linea 
del  petto  avversario 


Spada  sulla  linea 
del  petto  avversario 


Spada  sulla  linea 
del  petto  avversario 


Spada  sulla  linea 
del  fianco  avversario 


Spada  sulla  linea 
del  fianco  avversario 
col  pugno  di  seconda 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


legamento  di  seconda 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


legamento  in  terza 
o  spada  in  linea 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


spada  legata  all'  avversa 


spada  legata  all'  avversa 


dalla  spada  in  linea 

o  dal  proprio  invito 

di  mezzocerchio 


dalla  spada  in  linea 
o  dall'  invito  di  quarta 


dall'invito  di  seconda 


dalla  spada  in  linea 
o  dall'invito  di  terza 


dalla  spada  in  linea 
o  dall'invito  di  seconda 


dal  proprio  invito 

di  seconda  o  legamento 

di  mezzocerchio 


dalla  spada  in  linea. 

dal  proprio  invito  di  terza 

o  legamento  di  quarta 


dalla  spada  in  linea, 

dall'  invito  di  terza 

o  legamento  di  quarta 


trasporto  in  quarta  e  filo 


trasporto  in  mezzocerchio 
e  filo 


trasporto  in   mezzocerchio 
e  cavazione  al  fianco 


trasporto    in  mezzocerchio 
e  cavazione  in  dentro 


copertine  di  terza  e  filo 


copertino  di  quarta,  filo 
o  botta  dritta 


deviamento  di  seconda 
e  filo 


deviamento  di  terza  e  filo 


deviamento  di  terza 
e  cavazione  al  fianco 


deviamento  di  quarta  e  filo 


deviamento 
di  mezzocerchio  e  filo 


cambiamento  di  seconda 
e  filo 


cambiamento  di  terza  e  filo 


cambiamento  di  terza 
e  cavazione  al  fianco 


mezzocerchio 


ceduta  di  terza 


quarta 

o  contro  di  terza 


mezzocerchio 
ceduta  di  terza 
o  contro  di  se- 
conda 


seconda 

o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


quarta 

mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


terza 

mezzocerchio 

o  contro  di  quarta 


quarta 

o  contro  di  terza 


seconda 

ceduta  di  quarta 
o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

mezzocerchio 

o  contro  di  quarta 


seconda 

o  mezzocerchio 


quarta 

o  contro  di  terza 


mezzocerchio 
ceduta  di  terza 
o  contro  di  se- 
conda 


seconda 

ceduta  di  quarta 
o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

mezzocerchio 

o  contro  di  quarta 


seconda 
mezzocerchio 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


di  due  tempi. 


3ii 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO    TEMPO         AL  SECONDO  TEMPO 


Controtempo 
sulla  prima  uscita 

IN   TEMPO 


botta  dritta]  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza. 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


cavazione  al  petto 
in  fuori 


cavazione  al  fianco 


cavazione  al  fianco 


cavazione  al  fianco 


cavazione  al  petto 
in  dentro 


cavazione  al  petto 
in  fuori 


cavazione  al  petto 
sopra 


cavazione  al  petto 
in  dentro 


cavazione  al  fianco 


cavazione  al  petto 
in  fuori 


cavazione  al  fianco 


cavazione  al  petto 
sopra 


cavazione  al  petto 
in  dentro 


cavazione  al  fianco 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di   seconda 


inquartata 


controazione  di  terza 
o  passata  sotto 


inquartata 


controazione 
di   seconda 


controazione  di  terza 
o  passata  sotto 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di   seconda 


controazione  di  terza 
o  passata  sotto 


controazione 
di   seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


inquartata 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


inquartata 


controazione 
di   seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di   seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


312 


PARTE    TERZA 


II.  —  Azioni  composte 


Posizione 

in  cui  TROVASI 

L'  INVITANTE 


Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 


Azione  d'  offesa 

che  può 

eseguire  l'attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


5  6 


64 


65 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 
del  fianco  avversario 
col  pugno  di  quarta 


Spada  in  linea 
del  fianco  avversario 
col  pugno  di  seconda 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 

del  fianco  col  pugno 

di  quarta 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 
del  fianco  avversario 
col  pugno  di  seconda 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  quarta 
o  legamento  di  terza 


dall'invito  di  mezzocerchio 
o  legamento  di  seconda 


dalla  spada  in  linea, 

dall'  invito  di  terza 

o  mezzocerchio 


dalla  spada  in  linea, 
o  dall'invito  di  quarta 


dall'invito  di  seconda 


spada  sulla  linea 
o  dall'invito  di  terza 


spada  sulla  linea 
o  dall'invito  di  seconda 


spada  sulla  linea 
o  dall'invito  di  quarta 


spada  in  linea  o  dall'invito 
di  quarta  o  seconda 


spada  in  linea 
o  dall'invito  di  terza 


dall'invito  di  seconda 


spada  in  linea 
o  dall'invito  di  terza 


cambiamento  di  quarta 
e  filo 


cambiamento 
di  mezzocerchio  e  filo 


tocco  di  seconda 

e  botta  dritta  al  petto 

sopra 


tocco  di  terza 

e  botta  dritta  al  petto 

in  fuori 


tocco  di  terza 
e  botta  al  fianco 


tocco  di  quarta 

e  botta  dritta  al  petto 

in  dentro 


tocco  di  mezzocerchio 
e  botta  dritta  in  dentro 


sforzo  di  terza 

e  botta  dritta  al  petto 

in  fuori 


sforzo  di  terza 
e  botta  al  fianco 


sforzo  di  quarta 

e  botta  dritta  al  petto 

in  dentro 


tocco  di  cambiamento 

in  seconda  e  botta  dritta 

al  petto  sopra 


tocco  di  cambiamento 

in  terza  e  botta  dritta 

al  petto  in  fuori 


quarta 

o  contro  di  terza 


mezzocerchio 
ceduta  di  terza 
o  contro  di  se- 
conda 


terza 

mezzocerchio 
quarta 

o  contro  di  se- 
conda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 

o  mezzocerchio 


quarta 

o  contro  di  terza 


mezzocerchio 
quarta 

o  contro  di  se- 
conda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


quarta 

o  contro  di  terza 


terza 

mezzocerchio 
quarta 

o  contro  di  se- 
conda 


terza 

o  contro  di  quarta  I 


(1)  L'  uscita  sul  secondo  tempo  d'ogni  azione  preceduta  da  tocchi,  o  sforzi  è  quasi  inattuabile. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


di  due  tempi. 


3*3 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dai  la  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO    TEMPO         AL  SECONDO  TEMPI") 


Controtempo 
sulla  prima  uscita 

IN    TEMPO 


botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta      cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


cavazione  al  petto 
in  fuori 


cavazione  al  fianco 


cavazione  al  petto 
sopra 


cavazione  al  petto 
in  dentro 


botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco  cavazione  al  petto 

botta  dritta,  filo,  fìanconata  di  quarta  bassa,  o  coupé  in  dentro 


cavazione  al  petto 
in  fuori 


cavazione  al  fianco 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  al  petto 
in  fuori 


cavazione  al  petto 
sopra 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto  o 

controazione  di  terza 

(*) 


passata  sotto  o 

controazione  di  terza 

(«) 


controazione 
di  seconda  (i) 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


inquartata 


controazione 
di   seconda 


inquartata  (i)  passata  sotto  o 

controazione  di  terza 


inquartata  (i) 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di  seconda  (i) 


inquartata  (i) 


passata  sotto  o 

controazione  di  terza 

(i) 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


passata  sotto  o 
controazione  di  terza 


inquartata 


3M 


PARTE    TERZA 


IL  —  Azioni  composte 


Posizione 

in  cui   TROVASI 

l'  invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 


Azione  d'offesa 

che  PUÒ 

ESEGUIRE    L'ATTACCANTE 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


7C 


78 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 

del  petto  avversano 


Spada  in  linea 

del  fianco 

col  pugno  di  quarta 


Spada  in  linea 
del  petto   avversario 


Spada  in  linea 
del  petto   avversario 


Spada  in  linea 
del  petto  avversario 


Spada  in  linea 
ed  a  contatto 
coli'  avversa 


■Spada  in  linea 

ed  a  contatto 

dell'avversa 


Legamento   di   quarta 


Spada 
legata  all'avversa 


A-fondo 


A-fondo 


spada  in  linea 
o  dall'invito  di  terza 


spada  in  linea 
o  dall'invito  di  quarta 


dall'invito  di  mezzocerchio 


spada  in  linea 
o  dall'invito  di  terza 


spada  in  linea 
o  dall'invito  di  terza 


spada  in  linea 
o  dall'invito  di  quarta 


spada  in  linea 
o  dal  legamento  di  quarta 


spada  in  linea 
o  dal  legamento  di  terza 


spada  legata  all'  avversa 


dal  legamento 
o  parata  di  quarta 

n  seguito  ad  una  parata 
di  quarta  d'  appoggio 


in  seguito  ad  una  parata 
di  quarta  d'appoggio 


tocco  di  cambiamento 
in  terza  e  botta  al   fianco 


tocco  di  cambiamento 

in  quarta  e  botta  dritta 

al  petto  in  dentro 

tocco  di  cambiamento 

in  mezzocerchio 
e  botta  dritta  in  dentro 


sforzo  di  cambiamento 

in  terza  e  botta  dritta 

al  petto  in  fuori 


sforzo  di  cambiamento 
in  terza  e  botta  al  fianco 


sforzo  di  cambiamento 

in  quarta  e  botta  dritta 

al  petto  in  dentro 


disarmo  di  seconda 

e  botta  dritta  al  fianco 

in  fuori 


disarmo  di  mezzocerchio 

e  botta  dritta  al  fianco 

o  petto  in  dentro 


disarmo  di  cambiamento 

in  terza  o  botta  dritta 

al  petto  in  fuori 


coupé  (2) 


finta  fianconata  di  quarta 
bassa  e  cavazione 
al  petto  sopra  (2) 


finta  fianconata 

di   quarta  bassa 

e  cavazione  in  fuori 


quarta 


seconda 


ceduta  di  quarta 


seconda 

o  mezzocerchio 


quarta 

o  contro  di  terza 


mezzocerchio 
quarta 

o  contro  di  se- 
conda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


quarta 

o  contro  di  terza 


seconda 

o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


mezzocerchio 
o  contro  di  se- 
conda 


terza 

o  contro  di  quarta 


terza 

mezzocerchio 
quarta 

o  contro  di  se- 
conda 


terza 

o  contro  di  quarta 


(1)  L' uscita  sul  secondo  tempo  d'ogni  azione  preceduta  da  tocchi,  o  sforzi  è  quasi  inattuabile. 

(2)  Si  eseguisce  a  pie  fermo. 

(3)  Sono  escluse  le  uscite  in  tempo  perchè  esse  provocherebbero  facilmente  l' incontro. 

(4)  Nella  fianconata  di  quarta  bassa  e  sue  derivanti  non  si  ammettono  le  uscite  in  tempo  per  la  ragione  che 
guardia  prontamente  e  difendersi  da  una  velocissima  risposta,  sia  essa  semplice  o  con  finta. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


315 


di  due  tempi. 


Risposte  che  tossono  eseguirsi 
dalla  tarata  finale 


Uscite  in  temto 


AL    PRIMO    TEMPO         AL  SECONDO  TEMTO 


CONTROTEMTO 

SULLA  PRIMA  USCITA 

IN   TEMPO 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  0  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

cavazione  al  fianco 

controazione 
di  seconda  (1) 

controazione 
di  seconda 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  0  coupé 
filo,  0  cavazione  al  fianco 

cavazione  in  fuori 

inquartata  (1) 

passata  sotto  0 
controazione  di  terza 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  0  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  0  trasporto  in  quarta 

cavazione  al  fianco 

inquartata  (1) 

controazione 
di  seconda 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  0  coupé 

cavazione  in  dentro 

passata  sotto  0 
controazione  di  terza 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  0  trasporto  in  quarta 

cavazione  al  fianco 

controazione 
di  seconda  (1) 

controazione 
di  seconda 

botta  dritta,  filo,  fianconata  in  quarta  bassa,  0  coupé 
filo,  0  cavazione  al  fianco 

cavazione  in  fuori 

inquartata  (1) 

passata  sotto  0 
controazione  di  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  0  trasporto  in  quarta 
botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

cavazione  al  petto 
sopra 

- 

passata  sotto  0 
controazione  di  terza 

botta  dritta,  filo  0  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  0  trasporto  in  quarta 

cavazione  al  fianco 

- 

controazione 
di  seconda 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  0  coupé 

cavazione  in  dentro 

- 

inquartata 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

(3) 

(3) 

- 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  -filo,  0  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  0  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  0  trasporto  in  quarta 

(4) 

(4) 

— 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta  bassa,  0  coupé 

(4) 

(4) 

— 

chi  dovrebbe  eseguirle,  trovandosi  nella  posizione  d'  a-fondo,  suo  primo  pensiero  è  sempre  quello  di  ritornare  in 


TERZO  QUADRO  SINOTTICO 


RIFLETTENTE 


LE  AZIONI  D'OFFESA  COMPOSTE  DI  TRE  TEMPI  W 


(i|  Tutte  le  azioni  del  presente  quadro  si  eseguiranno  camminando. 


3i8 

PARTE    TERZA 

III.  —  Azioni  d'offesa! 

W 
2 
5 
O 

"a 
£5 

Posizione 

Azione  d'  offesa 

CHE   PUÒ   ESEGUIRE   l' ATTACCANTE 

Parata 
che  inganna 

il 
1 

Parata  finale     1 

IN    CUI    TROVASI 
L' INVITANTE 

DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 

1 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione 
in  dentro  e  cavazione  in  fuori 

terza  e  quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

2 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione 
in  dentro  e  cavazione  al  fianco 

terza 
e  mezzocerchio 

seconda 

0  contro  di  mezzo- 
cerchio 

3 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione 
al   fianco    e    cavazione  ^1  petto 
sopra 

terza  e  seconda 

terza 

mezzocerchio 

quarta 

0  contro  di  seconda 

4 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione 
in  fuori  e  cavazione  in  dentro 

contro  di  quarta 
e  terza 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

5 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione 
in  fuori  e  cavazione  al  fianco 

contro  di  quarta 
e  terza 

seconda 
mezzocerchio 

6 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in    fuori  e  circolazione 
in  dentro 

terza 
e  contro  di  terza 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

7 

Invito  di  quarta 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  fuori   e  circolazione 
in  fuori 

contro  di  quarta 
e  contro  di  quarta 

terza 

8 

Invito  di  terza 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione 
in  fuori  e  cavazione  in  dentro 

quarta  e  terza 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

9 

Invito  di  terza 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione 
in  fuori  e  cavazione  al  fianco 

quarta  e  terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

IO 

Invito  di  terza 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione 
al    fianco    e    cavazione    al  petto 
sopra 

mezzocerchio  e 
seconda 

terza 

mezzocerchio 
quarta 

0  contro  di  seconda 

11 

Invito  di  terza 

spada  sulla  linea 

finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione 
in  dentro  e  cavazione  in  fuori 

contro  di  terza 
e  quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


319 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  tarata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 
TEMPO 


CONTRO-TEMPO 

SULLA  UCSITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o   tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
in  dentro 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


320 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  trovasi 
l'  invitante 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  mezzocerchio 


Invito  di  mezzocerchio 


Invilo  di  mezzocerchio 


Invito  di  mezzocerchio 


Invito  di  mezzocerchio 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  in  linea  del  fian- 
co avverso  col  pu- 
gno di  seconda 


spada  in  linea  del  fian- 
co avverso  col  pu- 
gno di  seconda 


spada  in  linea  del  fian- 
co avverso  col  pu- 
gno di  seconda 


finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione 
in  dentro  e  cavazione  al  fianco 


finta  dritta  in  dentro  e  circolazione 
in  fuori 


finta  dritta  in  dentro  e  circolazione 
in  dentro 


finta  dritta  al  fianco,  finta  cava- 
zione al  petto  sopra  e  cavazione 
al  fianco 


finta  dritta  al  fianco,  finta  cava- 
zione al  petto  sopra  e  cavazione 
in  fuori 


finta  dritta  al  fianco,  finta  cava- 
zione al  fianco  e  cavazione  al 
petto  sopra 


spada  in  linea  del  fian-  finta  dritta  al  fianco  e  circolazione 
co  avverso   col   pu-       al  petto  sopra 
gno  di  seconda 


spada  in  linea  del  fian- 
co avverso  col  pu- 
gno di  seconda 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


finta  dritta  al  fianco  e  circolazione 
al  fianco 


finta  dritta  al  petto  sopra,  finta  ca- 
vazione al  fianco  e  cavazione  al 
petto  sopra 


finta  dritta  al  petto  sopra,  finta  ca- 
vazione in  fuori  e  cavazione  in 
dentro 


finta  dritta  al  petto  sopra,  finta  ca- 
vazione in  fuori  e  cavazione  al 
fianco 


contro  di  terza 
e  mezzocerchio 


quarta  e  contro 
di  quarta 


contro  di  terza 
e  contro  di   terza 


seconda  e  terza 


seconda  e  quarta 


contro 

di  mezzocerchio 

e  seconda 


seconda  o 
contro  di  seconda 


contro  di  mezzo- 
cerchio e  contro 
di  mezzocerchio 


terza  e  seconda 


quarta  e  terza 


quarta  e  terza 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 


mezzocerchio 
o  seconda 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


seconda 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 
mezzocerchio 


composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


321 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  tarata  finale 


AL    PRIMO 
TEMPO 


Uscite  in  tempo 


al  secondo 
tempo 


AL    TERZO 

tempo 


Contro-tempo 


SULLA    USCITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA   USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

bassa,  o  coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


arresto  al  petto 
in   dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

e  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

e  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


322 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'invitante 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'  offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


spada  sulla  linea 


legamento  di  seconda 


legamento  di  secondo 


legamento  di  seconda 


egamento  di  seconda 


finta  dritta  al  petto  sopra,  finta  ca- 
vazione  in  dentro  e  cavazione  al 
fianco 


finta  dritta  al  petto  sopra,  finta  ca 
vazione  in  dentro  e  cavazione  in 
fuori 


finta  dritta  al  petto  sopra,  finta  ca- 
vazione al  petto  sopra  e  cava 
zione  al  fianco 


finta  dritta  al  petto  sopra,  finta  ca 
vazione  al  petto  sopra  e  cava- 
zione in  fuori 


finta  dritta  sopra  e  circolazione  al 
fianco 


finta  dritta  al  petto  sopra  e  circo- 
lazione in  dentro 


finta  dritta  al  petto  sopra  e  circo- 
lazione in  fuori 


finta  dritta  al  petto  sopra  e  circo- 
lazione al  petto  sopra 


finta  di  filo  di  seconda,  finta  cava- 
zione al  petto  sopra  e  cavazione 
al  fianco 


finta  di  filo  di  seconda,  finta  cava- 
zione al  petto  sopra  e  cavazione 
in  dentro 


finta  di  filo  di  seconda,  finta  cava- 
zione al  petto  sopra  e  cavazione 
in  fuori 


finta  di  filo  di  seconda,  finta  ca- 
vazione in  fuori  e  cavazione  in 
dentro 


terza 
e  mezzocerchio 


terza  e  quarta 


contro  di  seconda 
e  terza 


contro  di  seconda 
e  quarta 


mezzocerchio 
e  contro  di 
mezzocerchio 


terza 
e  contro  di    terza 


quarta  e  contro 
di  quarta 


contro  di  seconda 

e  contro 

di  seconda 


seconda  e  terza 


seconda  e  terza 


seconda  e  quarta 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


terza 

o  contro  di  quarta 


terza 

mezzocerchio 

quarta 


seconda 

o  mezzocerchio 


quarta 


mezzocerchio 
seconda 


o  contro  di  terza 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


323 


composte  di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 

TEMPO 


Contro-tempo 


SULLA  USCITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporlo  in   quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza  - 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  al  fianco  arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco  arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  contoazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


arresto  al  fianco         inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


324 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


IN   CUI   TROVASI 
L' INVITANTE 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


Invito  pel  filo  di  se- 
conda 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  terza 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


finta  di  filo  di  seconda,  finta  ca- 
vazione  in  fuori  e  cavazione  al 
fianco 


finta  di  filo  di  seconda,  finta  cava- 
zione al  fianco  e  cavazione  al 
petto  sopra 


finta  di  filo  di    seconda  e    circola- 
zione sopra 


finta  di  filo  di    seconda    e  circola- 
zione in  fuori 


finta  di  filo  di    seconda    e  circola- 
zione al  fianco 


finta  di  filo  di  terza,  finta  cavazione 
in  dentro  e  cavazione  in  fuori 


finta  di  filo  di  terza,  finta  cavazione 
■  in  dentro  e  cavazione  al  fianco 


finta  di  filo  di  terza,  finta  cavazione 
al  fianco  e  cavazione  al  petto 
sopra 


finta  di  filo  di  terza,  finta  cavazione 
in  fuori  e  cavazione  in  dentro 


finta  di  filo  di  terza,  finta  cavazione 
in  fuori  e  cavazione  al  fianco 


finta  di  filo  di  terza  e  circolazione 
in  dentro 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


contro 

di  mezzocerchio 

e  seconda 


seconda  e 
contro  di  seconda 


ceduta  di  quarta 
e  contro  di  quarta 


contro  di  mezzo- 
cerchio e  contro 
di  mezzocerchio 


contro  di  quarta 
e  terza 


terza 
e   contro  di  terza 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 
quarta 


mezzocerchio 

o  contro  di  seconda 


terza 
quarta 

mezzocerchio 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


terza  e  quarta 

terza 

o  contro  di  quarta 

terza 

seconda 

e  mezzocerchio 

o  contro  di  mezzo- 

cerchio 

mezzocerchio 

terza 

e  seconda 

quarta 

mezzocerchio 

o  contro  di  seconda 

contro  di  quarta 

quarta 

e  terza 

seconda 

mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


seconda 

o  mezzocerchio 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


325 


Uscite  in  tempo 

Contro 

-TEMPO 

RlSrOSTE    CHE    TOSSONO    ESEGUIRSI 
DALLA    PARATA    FINALE 

SULLA  USCITA 
AL 

SULLA  USCITA 
AL 

AL    PRIMO 

AL   SECONDO 

AL   TERZO 

TEMPO 

TEMPO 

TEMPO 

PRIMO   TEMPO 

SECONDO  TEMPO 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 

arresto al  petto 

arresto  al  fianco 

controazione 

passata  sotto 

controazione 

sporto  in  quarta 

sopra 

di  seconda 

0  controazione 

di  seconda 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

di  terza 

' 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

arresto  al  petto 

arresto  al  petto 

passata  sotto 

passata  sotto 

passata  sotto 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

sopra 

sopra 

0  controazione 

e  controazione 

0  controazione 

bassa,  0  coupé 

di  terza 

di  terza 

di  terza 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 

sporto in  quarta 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

arresto  al  petto 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

passata  sotto 

controazione 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

sopra 

0  controazione 

0  controazione 

di  seconda 

bassa,  0  coupé 

di  terza 

di  terza 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 

sporto in  quarta 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

arresto  al  petto 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

passata  sotto 

controazione 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

sopra 

0  controazione 

0  controazione 

di  seconda 

bassa,  0  coupé 

di  terza 

di  terza 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  0  tra- 

arresto al  petto 

arresto  al  petto 

controazione 

passata  sotto 

passata  sotto 

sporto  in  quarta 

sopra 

sopra 

di  seconda 

0  controazione 
di  terza 

0  controazione 
di  terza 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

arresto  al  fianco 

arresto  al  petto 

passata  sotto 

controazione 

inquartata 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

in  dentro 

0  controazione 

di  seconda 

bassa,  0  coupé 

di  terza 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  0  tra- 

arresto al  fianco 

arresto  al  petto 

controazione 

controazione 

inquartata  . 

sporto  in  quarta 

in  dentro 

di  seconda 

di  seconda 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

arresto  al  fianco 

arresto  al  petto 

passata  sotto 

controazione 

passata  sotto 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

sopra 

0  controazione 

di  seconda 

0  controazione 

bassa,  0  coupé 

di  terza 

di  terza 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 

sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

arresto  al  fianco 

arresto  al  fianco 

inquartata 

controazione 

controazione 

bassa,  0  coupé 

di   seconda 

di  seconda 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 

sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  0  tra- 

arresto al  fianco 

arresto  al  fianco 

controazione 

controazione 

controazione 

sporto  in  quarta 

di  seconda 

di  seconda 

di  seconda 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

arresto  al  fianco 

arresto  al  petto 

inquartata 

controazione 

inquartata 

bassa,  0  coupé 

in  dentro 

di  seconda 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  0  tra- 

sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza  ' 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

- 

» 

326 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


in  cui  trovasi 
l'invitante 


DA    CUI 
TARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


46 


48 


5° 


Invito  pel  filo  di  terza 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  quarta 


Invito  pel  filo  di  mez- 
zocerchio 


Invito  pel  filo  di  mez- 
zocerchio 


Invito  pel  filo  di  mez- 
zocerchio 


Invito  pel  filo  di  mez- 
zocerchio 


legamento  di  terza 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


finta  di  filo  di  terza  e  circolazione 
in  fuori 


finta  di  filo  di  quarta,  finta  cava- 
zione  in  fuori  e  cavazione  in 
dentro 


finta  di  filo  di  quarta,  finta  cava- 
zione in  fuori  e  cavazione  al 
fianco 


finta  di  filo  di  quarta,  finta  cava- 
zione in  dentro  e  cavazione  in 
fuori 


finta  di  filo  di  quarta,  finta  cava- 
zione in  dentro  e  cavazione  al 
fianco 


finta  di   filo   di    quarta,    e    circola- 
zione in  fuori 


finta   di   filo   di   quarta    e    circola- 
zione in  dentro 


finta    di   filo   di   quarta   e    circola- 
zione al  fianco 


finta  di  filo  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  al  fianco  e  cavazione 
al  petto  sopra 


finta  di  filo  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  in  dentro  e  cavazione 
in  fuori 


finta  di  filo  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  in  dentro  e  cavazione 
al  fianco 


finta  di  filo  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  al  petto  sopra  e  cava- 
zione al  fianco 


contro  di  quarta 
e  contro  di  quarta 


quarta  e  terza 


quarta  e  terza 


contro  di  terza 
e  quarta 


contro  di  terza 
e  mezzocerchio 


quarta  e  contro 
di  quarta 


contro  di  terza 
e  contro  di  terza 


contro  di  terza 
e   contro  di  terza 


mezzocerchio 
e  seconda 


ceduta  di  terza 
e  quarta 


ceduta  di  terza 
e  mezzocerchio 


contro  di  seconda 
e  terza 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 

seconda 

o  mezzocerchio 

seconda 

o  mezzocerchio 


mezzocerchio 

terza 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


seconda 

o  mezzocerchio 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


327 


composte  di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

AL    PRIMO 
TEMPO 

Uscite  in  tempo 

CONTRO-TEMPO 

SULLA   USCITA        SULLA  USCITA 

AL                                   AL 
PRIMO   TEMPO      SECONDO  TEMPO 

AL  SECONDO 
TEMPO 

AL   TERZO 
TEMPO 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

arresto  al  fianco 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0  coupé 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  0  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  fianco 

inquartata 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,    0  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  fianco 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  0  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0  coupé 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

inquartata 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

inquartata 

filo,  0  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0  coupé 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0  coupé 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  petto 
in  dentro 

inquartata 

inquartata 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo  ,0  trasporto  in  terza 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  petto 
sopra 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

filo,  0  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0  coupé 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  0  tra- 
sporto in  quarta 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  petto 
•     sopra 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

inquartata 

passata  sotto 

e  controazione 

di  terza 

filo,  0  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0  coupé 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

inquartata 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  0  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  0  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  0  trasporto  in  terza 

arresto  al  petto 
in  dentro 

arresto  al  fianco 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

128 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


IN    CUI    TROVASI  DA   CUI 

L'  INVITANTE  I    PARTE  L' ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


64 


66 


Invito  pel  filo  dì  mez- 
zocerchio 


Invito  pel  filo  di  mez- 
zocerchio 


Invito  pel  filo  di  mez- 
zocerchio 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
-cerchio 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


finta  di  filo  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  al  petto  sopra  e  cava- 
zione  in  dentro 


finta  di  filo  di  mezzocerchio  e  cir- 
colazione al  fianco 


finta  di  filo  di  mezzocerchio  e  cir- 
colazione al  petto  sopra 


finta  cavazione  in  fuori,  finta  cava- 
zione in  dentro  e  cavazione  in 
fuori 


finta  cavazione  in  fuori,  finta  cava- 
zione in  dentro  e  cavazione  al 
fianco 


finta    cavazione    in    fuori,    finta  al 
fianco  e  cavazione  al  petto  sopra 


finta    cavazione  in  fuori  e  circola- 
zione in  dentro 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  ca- 
vazione in  fuori  e  cavazione  in 
dentro 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  ca- 
vazione in  fuori  e  cavazione  al 
fianco 


finta    cavazione  in  dentro,  finta  al 
fianco  e  cavazione  al  petto  sopra 


contro  di  seconda 
e  terza 


mezzocerchio 

e  contro  di 

mezzocerchio 


contro  di  seconda 

e  contro 

di  seconda 


terza  e  quarta 


terza 
e  mezzocerchio 


terza  e  seconda 


terza 
e  contro  di  terza 


quarta  e  terza 


quarta  e  terza 


mezzocerchio 
e  seconda 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

mezzocerchio 
quarta 

0  contro  di  seconda 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 
quarta 


mezzocerchio 

e  contro  di  seconda 


composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


329 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 
TEMPO 


CONTRO-TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di   seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


33° 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'invitante 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'  offesa  Parata 

che  può  eseguire  l'attaccante  !     che  inganna 


Parata  finale 


76 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  mezzo- 
cerchio 


Legamento  di  mezzo- 
cerchio 


Legamento  di  mezzo- 
cerchio 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  seconda 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


finta    cavazione   in  dentro  e  circo- 
lazione in  fuori 


finta  cavazione  al  fianco,  finta  ca- 
vazione al  petto  sopra  e  cava- 
zione al  fianco 


finta  cavazione  al  fianco,  finta  ca- 
vazione al  petto  sopra  e  cava- 
zione in  fuori 


finta  cavazione  al  fianco  e  circola- 
zione al  petto  sopra 


finta  cavazione  al  petto  sopra,  finta 
cavazione  al  fianco  e  cavazione 
al  petto  sopra 


finta  cavazione  al  petto  sopra,  finta 
cavazione  al  petto  in  fuori  e  ca- 
vazione in  dentro 


finta  cavazione  al  petto  sopra,  finta 
cavazione  in  fuori  e  cavazione 
al  fianco 


finta    cavazione    al    petto    sopra  e 
circolazione  al  fianco 


finta   circolazione  in   fuori  e  cava- 
zione in  dentro 


finta  circolazione  in  dentro  e  cava- 
zione in  fuori 


finta  circolazione   al  petto  sopra  e 
cavazione  al  fianco 


quarta  e  contro 
di  quarta 


seconda 
e  mezzocerchio 


seconda  e  quarta 


seconda  e  contro 
di  seconda 


terza  e  seconda 


quarta  e  terza 


quarta  e  terza 


mezzocerchio 
e  contro  di 
mezzocerchio 


contro  di  quarta 
e  terza 


contro  di  terza 
e  quarta 


contro  di  seconda 
e  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


mezzocerchio 

terza 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


seconda 

o  mezzocerchio 


o  contro  di  mezzo 
cerchio 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


331 


composte  di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


al  PRIMO 

tempo 


al  secondo 
tempo 


AL    TERZO 
TEMPO 


Contro-tempo 


SULLA  USCITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di   seconda 


controazione 
di   seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di   seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


controazione 
di   seconda 


332 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'invitante 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ    ESEGUIRE   l' ATTACCANTE 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Legamento  di  mezzo- 
cerchio 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spadalegata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spadalegata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spadalegata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spadalegata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spadalegata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spadalegata  all'avver 
sa,  od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spadalegata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


spada  legata  all'av- 
versa 


dal  legamento  o  pa- 
rata di  quarta 


dal  legamento  o  pa- 
rata di  quarta 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 
linea 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 
linea 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 
linea 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 
linea 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 
linea 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 
linea 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 
linea 


finta  circolazione  al  fianco  e  cava- 
zione  ai  petto  sopra 


finta  coupé  e  cavazione  al  fianco  (i 


finta  coupé  e  cavazione  in  dentro  (i] 


trasporto  in  seconda,  finta  di  filo 
o  botta  dritta  e  cavazione  al  petto 
sopra 


trasporto  in  seconda,  finta  di  filo  o 
botta  dritta  e  cavazione  in  fuori 


trasporto  in  seconda,  finta  di  filo  o 
botta  dritta  e  cavazione  al  fianco 


trasporto  in  seconda,  finta  cava- 
zione al  petto  sopra  e  cavazione 
al  fianco 


trasporto    in   seconda,    finta    cava- 
zione sopra  e  cavazione  in  fuori 


trasporto  in  seconda,  finta  cavazio- 
ne in  fuori  e  cavazione  in  dentro 


trasporto  in  seconda,  finta  cavazio- 
ne in  fuori  e  cavazione  al  fianco 


trasporto  in  seconda  e  circolazione 
al  petto  sopra 


contro 

di  mezzocerchio 

e  seconda 


quarta  e  terza 


quarta  e  terza 


seconda 


ceduta  di  quarta 


contro 
di  mezzocerchio 


seconda  e  terza 


seconda  e  quarta 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


seconda  e  contro 
di  seconda 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


seconda 

o  mezzocerchio 

quarta 

seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo 
cerchio 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


(i)  Si  eseguisce  a  pie  fermo. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


333 


composte  di  tre  tempi. 


RISPOSTE    CHE    POSSONO    ESEGUIRSI 
DALLA    TARATA    FINALE 


AL    PRIMO 
TEMPO 


LTSCITE    IN    TEMPO 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 
TEMPO 


CONTRO-TEMPO 


SULLA  USCITA 


PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,    cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,    cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


arresto  al  petto 
sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


334 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offes 


i 


Posizione 


fc 


IN    CUI   TROVASI 
L'  INVITANTE 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ   ESEGUIRE    l' ATTACCANTE 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'  av- 
versa 


Spada  legata  all'  av- 
versa 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'  av- 
versa 


ioo  Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversano 


dal  legamento  di  quar- 
ta, o  dalla  spada  in 
linea 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  mezzo- 
cerchio 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


trasporto  in  seconda  e  circolazione 
in  fuori 


trasporto    in   terza,    finta   di  filo   e 
cavazione  in  dentro 


trasporto    in    terza,    finta  di  filo   e 
cavazione  al  fianco 


trasporto    in    terza,    finta   di  filo   e 
cavazione  in  fuori 


trasporto  in  terza,  finta  cavazione  al 
fianco  e  cavazione  al  petto  sopra 


trasporto  in  terza  e  circolazione  al 
fianco 


trasporto  in  quarta,  finta  di   filo  o 
botta  dritta  e  cavazione  in  fuori 


trasporto  in  quarta,   finta  di  filo  o     contro  di  terza 
botta  dritta  e  cavazione  in  dentro 


ceduta  di  quarta 
e  contro  di  quarta 


mezzocerchio 


contro  di  quarta 


terza  e  seconda 


terza 
e  contro  di  terza 


quarta 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


trasporto  in  quarta,    finta  di  filo  o 
botta  dritta  e  cavazione  al  fianco 


trasporto  in  quarta  e  coupé 


trasporto  in  mezzocerchio,  finta  di 
filo  o  botta  dritta  e  cavazione  al 
fianco 


contro  di  terza 


quarta 


mezzocerchio 


seconda 


o  contro  di  mezzo 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


terza 
quarta 

mezzocerchio 

o  contro  di  seconda 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


335 


somposte  di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscite  in  tempo 

CONTRO-TEMPO 

SULLA  USCITA         SULLA  USCITA 

AL                                    AL 
PRIMO    TEMPO      SECONDO  TEMPO 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL    TERZO 
TEMPO 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  0   coupé 

cavazione 
al  petto  sopra 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  fianco 

inquartata 

controazione 
di   seconda 

controazione 
di  seconda 

filo,    cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  fianco 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
sopra 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
porto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
sopra 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

inquartata 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
in  fuori 

— 

— 

— 

— 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  fianco 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

33^ 


PARTE    TERZA 


III.  —  A/ioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'invitante 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'  offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 

che  inganna 


Parata  finale 


ioi  Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversano 


02  Spada  legataall'avver- 
sa,  od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


lOÓ 


Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  legata  all'avver- 
sa, od  in  linea  del 
petto  avversario 


A-fondo 


A-fondo 


A-fondo 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


legamento  di  terza 
o  spada  in  linea 


in.  seguito  ad  una  pa- 
rata di  quarta  d'ap- 
poggio 


in  seguito  ad  una  pa- 
rata di  quarta  d' ap- 
poggio 


in  seguito  ad  una  pa- 
rata di  quarta  d'ap- 
poggio 


trasporto  in  mezzocerchio,  finta  di 
filo  o  botta  dritta  e  cavazione  in 
dentro 


trasporto  in  mezzocerchio,  finta  di 
filo  o  botta  dritta  e  cavazione  al 
petto  sopra 


trasporto  in  mezzocerchio,  finta  ca- 
vazione al  fianco  e  cavazione  al 
petto  sopra 


trasporto  in  mezzocerchio,  finta  ca- 
vazione in  dentro  e  cavazione  in 
fuori 


trasporto  in  mezzocerchio,  finta  ca 
vazione  in  dentro  e  cavazione  al 
fianco 


trasporto  in  mezzocerchio   e  circo- 
lazione  in  dentro 


trasporto  in  mezzocerchio  e  circo- 
lazione al  fianco 


finta  fianconata  di  quarta  bassa, 
finta  cavazione  al  petto  sopra  e 
cavazione  al  fianco  (i) 


finta  fianconata  di  quarta  bassa, 
finta  cavazione  al  petto  sopra  e 
cavazione  in  fuori  (i) 


finta  fianconata  di  quarta  bassa, 
finta  cavazione  in  fuori  e  cava- 
zione in  dentro  (i) 


ceduta  di  terza 


contro  di  seconda 


mezzocerchio 
e  seconda 


ceduta  di  terza 
e  quarta 


ceduta  di  terza 
e  mezzocerchio 


ceduta  di  terza 
e  contro  di  terza 


mezzocerchio 

e  contro 

di  mezzocerchio 


seconda  e  terza 


seconda  e  quarta 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


terza 

mezzocerchio 
quarta 

o  contro  di  seconda 


mezzocerchio 

terza 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  cortro  di  mezzo 
cerchio 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 
o  contro  di  terza 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  terza 


quarta 


mezzocerchio 
seconda 


o  contro  di  terza 


(i)  Si   eseguisce  a  pie  fermo. 

(2)  Non  si  ammette  alcuna  uscita  in  tempo  per  la  ragione  esposta  nel  secondo  quadro  a  pag.  314. 


somposte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


337 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  tarata  finale 

Uscite  in  tempo 

AL   TEREO 

Contro-tempo 
sulla  uscita      sulla  uscita 

AL    PRIMO 

AL   SECONDO 

TEMPO 

TEMPO 

TEMPO 

PRIMO    TEMPO 

SECONDO  TEMPO 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,   o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  fianconata  di  quarta  bassa, 
filo,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  -fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
sopra 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
i  botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
sopra 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

filo,    cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

(2) 

(2) 

w 

(2) 

(2) 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
filo,  o  cavazione  al  fianco 

M 

w 

(2) 

(2) 

(2) 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

(2) 

w 

(2) 

(2) 

(2) 

338 

PARTE    TERZA 

' 

III.  —  Azioni  d'offesa 

g 

E 
« 
o 
'a 

Posizione 

in  cui  trovasi                    da  cui 
l'  invitante           parte  l'attaccante 

Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 

Parata 
che  inganna 

Parata  finale 

in 

A-fondo 

in  seguito  ad  una  pa- 
rata di  quarta  d' ap- 
poggio 

finta    fianconata    di    quarta    bassa, 
finta    cavazione  in  fuori  e  cava- 
zione  al  fianco  (1) 

ceduta  di  quarta 
e  terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

112 

A-fondo 

in  seguito  ad  una  pa- 
rata di  quarta  d'ap- 
poggio 

finta  fianconata  di  quarta   bassa  e 
circolazione  al  petto  sopra  (1) 

seconda  e  contro 
di  seconda 

terza 

mezzocerchio 

quarta 

0  contro  di  seconda 

113 

A-fondo 

in  seguito  ad  una  pa- 
rata di  quarta  d'ap- 
poggio 

finta   fianconata  di  quarta  bassa  e 
circolazione  in  fuori  (1) 

ceduta  di  quarta 
e  contro  di  quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

114 

Legamento  di  terza 

spada  legata  all'av- 
versa 

copertino    di    terza,   finta    di  botta 
dritta    (0  di   filo)  e  cavazione  in 
dentro 

terza 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

"5 

Legamento  di  terza 

spada  legata  all'av- 
versa 

copertino    di    terza,    finta   di  botta 
dritta  (0  di  filo)  e    cavazione   al 
fianco 

terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

116 

Legamento  di  terza 

spada  legata  all'av- 
versa 

copertino    di    terza,    finta  di  filo  e 
cavazione  al  fianco 

mezzocerchio 

seconda 

0  contro  di  mezzo- 
cerchio 

117 

Legamento  di  terza 

spada  legata  all'av- 
versa 

copertino    di    terza,    finta  di  botta 
dritta  (0  di    filo)  e   cavazione  in 
fuori 

contro  di  quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

118 

Legamento  di  quarta 

spada  legata  all'av- 
versa 

copertino  di  quarta,   finta  di  botta 
dritta   (0  di    filo)  e  cavazione  in 
fuori 

quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

119 

Legamento  di  quarta 

spada  legata  all'av- 
versa 

copertino  di  quarta,   finta  di  botta 
dritta  (0  di   filo)  e  cavazione  in 
dentro 

contro  di  terza 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

120 

Legamento  di  quarta 

spada  legata  all'av- 
versa 

copertino  di  quarta,   finta  di  botta 
dritta  (0  di    filo)  e    cavazione  al 
fianco 

contro  di  terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

121 

Legamento  di  quarta 

spada  legata  all'av- 
versa 

copertino  di  quarta  e  coupé 

quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

1)  Si  eseguisce  a  pie 

2)  Non  si  ammette  ale 

Fermo. 

una  uscita  in  tempo  p 

er  la  ragione  esposta  nel  secondo 

juadro  a  pag.  314 

composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscite  in  tempo 

CONTRO-TEMPO 

SULLA  USCITA        SULLA  USCITA 

AL                                    AL 
PRIMO    TEMPO      SECONDO  TEMPO 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL  SECONDO 

TEMPO 

AL   TERZO 
TEMPO 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

w 

M 

M 

(2) 

(2) 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

(2) 

w 

w 

(2) 

(2) 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

M 

(2) 

(2) 

(2) 

(2) 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  fianco 

inquartata 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,    cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  fianco 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  fianco 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa  o  coupé 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

0  controazione 

di   terza 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  in  dentro 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

inquartata 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  in  dentro 

inquartata 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

0  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
in  fuori 

34o 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'invitante 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
eno  di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu 
gno  di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  seconda 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


spada  in  linea,  o  dal 
proprio  invito  di 
mezzocerchio 


spada  in  linea,  o  dal 
proprio  invito  di 
mezzocerchio 


spada  in  linea,  o  dal 
proprio  invito  di 
mezzocerchio 


spada  in  linea,  o  dal 
proprio  invito  di 
mezzocerchio 


spada  in  linea,  o  dal 
proprio  invito  di 
mezzocerchio 


deviamento  di  seconda,  finta  di  bot- 
ta dritta  (o  di  filo)  e  cavazione 
al  petto  sopra 


deviamento  di  seconda,  finta  di  filo 
e  cavazione  in  fuori 


deviamento  di  seconda,  finta  di  bot-  contro 

ta  dritta   (o  di  filo)  e    cavazione    di  mezzocerchio 
al  fianco 


seconda 


ceduta  di  quarta 


deviamento  di  seconda,  finta  cava 
zione  al  petto  sopra  e  cavazione 
al  fianco 


deviamento  di  seconda,  finta  cava 
zione  al  petto  sopra  e  cavazione 
in  fuori 


spada  in  linea,  o  dal  deviamento  di  seconda,  finta  cava- 
proprio  invito  di  zione  in  fuori  e  cavazione  in 
mezzocerchio  dentro 


spada  in  linea,  o  dal 
proprio  invito  di 
mezzocerchio 


spada  in  linea,  o  dal 
proprio  invito  di 
mezzocerchio 


spada  in  linea, 
o  dall'  invito  di  quarta 


spada  in  linea, 
o  dall'  invito  di  quarta 


spada  in  linea, 
o  dall'  invito  di  quarta 


spada  in  linea, 
o  dall'  invito  di  quarta 


deviamento  di  seconda,  finta  cava- 
zione in  fuori  e  cavazione  al 
fianco 


deviamento    di    seconda  e  circola- 
zione in  fuori 


deviamento  di  terza,  finta  di  botta 
dritta  (o  di  filo)  e  cavazione  in 
dentro 


deviamento  di  terza,  finta  di  botta 
dritta  (o  di  filo)  e  cavazione  al 
fianco 


deviamento  di  terza,  finta  di  filo  e 
cavazione  al  fianco 


deviamento  di  terza,  finta  di  botta 
dritta  (o  filo)  e  cavazione  in  fuori 


seconda  e  terza 


terza    . 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


seconda 

o  mezzocerchio 


seconda  e  quarta  terza 

o  contro  di  quarta 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


ceduta  di  quarta 
e  contro  di  quarta 


mezzocerchio 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 

seconda 

o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


contro  di  quarta    terza 

o  contro  di  quarta 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


composte  «li  tre  tempi. 


34* 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,    cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,    cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


AL    PRIMO 

TEMPO 


Uscite  in  tempo 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL   TERZO 

l'K.Ml'.l 


CONTRO-TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


cavazione 

al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


342 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
L' INVITANTE 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'  offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in   linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


dall'invito  di  seconda 


dall'invito  di  seconda 


dalla  spada  in  linea, 
o   dall'invito  di   terza 


dalla  spada  in  linea, 
o   dall'  invito   di   terza 


dalla  spada  in  linea, 
o  dall'invito   di   terza 


dalla  spada  in  linea, 
o   dall'  invito    di    terza 


dalla  spada  in  linea, 
o  dall'invito  di  seconda 


dalla  spada  in  linea, 
o  dall'invito  di  seconda 


dalla  spada  in  linea, 
o  dall'invito  di  seconda 


dalla  spada  in  linea, 
o  dall'invito  di  seconda 


dalla  spada  in  linea, 
o  dall'invito  di  seconda 


deviamento  di  terza,  finta  cavazio- 
ne  al  fianco  e  cavazione  al  petto 
sopra 


deviamento  di  terza  e  circolazione 
al  fianco 


deviamento  di  quarta,  finta  di  botta 
dritta  (o  filo)  e  cavazione  in  fuori 


deviamento  di  quarta,  finta  di  botta 
dritta  (o  filo)  e  cavazione  in  dentro 


deviamento  di  quarta,  finta  di  batta 
dritta  (o  filo)  e  cavazione  al  fianco 


deviamento  di  quarta  e  coupé 


deviamento  di  mezzocerchio,  finta 
di  botta  dritta  (o  filo)  e  cava- 
zione al  fianco 


deviamento  di  mezzocerchio,  finta 
di  botta  dritta  (o  filo)  e  cava- 
zione in  dentro 


deviamento  di  mezzocerchio,  finta 
di  botta  dritta  (o  filo)  e  cava- 
zione al  petto  sopra 


deviamento  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  in  dentro  e  cavazione 
in  fuori 


leviamento  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  in  dentro  e  cavazione 
al  fianco 


mezzocerchio 


quarta 


contro  di   terza 


contro  di  terza 


quarta 


mezzocerchio 


ceduta  di  terza 


contro  di  seconda 


ceduta  di  terza 
e  quarta 


ceduta  di  terza 
e  mezzocerchio 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


quarta 


mezzocerchio 
seconda 


o  contro  di  terza 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 

o  contro  di  mezzo 
cerchio 


composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


343 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


al  primo 
tempo 


al  secondo 
tempo 


AL   TERZO 

tempo 


Contro-tempo 


SULLA    USCITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

bassa,  o  coupé 
filo,  cavazione  al  'petto   sopra,  o^tra- 

sporto  in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto  sopra,    o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fic.nconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

fiìo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'  invitante 


DA   CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'  offesa 

CHE   PUÒ   ESEGUIRE    l' ATTACCANTE 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


146  Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


Spada  in,linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


Spada  ih  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


150  Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


154 1     Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


155      Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


dalla  spada  in  linea, 
o  dall'invito  di  seconda 


dal  proprio  invito  di 
seconda  o  legamento 
di  mezzocerchio 


dal  proprio  invito  di 
seconda  o  legamento 
di  mezzocerchio 


dal  proprio  invito  di 
seconda  o  legamento 
di  mezzocerchio 


dal  proprio  invito  di 
seconda  o  legamento 
di  m-ezzocerchio 


dal  proprio  invito  di 
seconda  o  legamento 
di  mezzocerchio 


dal  proprio  invito  di 
seconda  o  legamento 
di  mezzocerchio 


dal  proprio  invito  di 
seconda  o  legamento 
di  mezzocerchio 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  terza  o 
legamento  di  quarta 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  terza  o 
legamento  di  quarta 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  terza  o 
legamento  di  quarta 


deviamento  di  mezzocerchio  e  cir 
colazione  in  dentro 


cambiamento  di  seconda,  finta  di 
botta  dritta  (o  filo)  e  cavazione 
al  petto  sopra 


cambiamento  di  seconda,  finta  di 
botta  dritta  (0  filo)  e  cavazione 
in  fuori 


cambiamento  di  seconda,  finta  di 
botta  dritta  (o  filo)  e  cavazione 
al  fianco 


cambiamento  di  seconda,  finta  ca- 
vazione al  petto  sopra  e  cava- 
zione al  fianco 


cambiamento  di  seconda,  finta  ca- 
vazione al  petto  sopra  e  cava- 
zione in  fuori 


cambiamento  di  seconda,  finta  ca- 
vazione in  fuori  e  cavazione  in 
dentro 


cambiamento  di  seconda,  finta  ca- 
vazione in  fuori  e  cavazione  al 
fianco 


cambiamento  di  terza,  finta  di  botta 
dritta  (o  filo)  e  cavazione  in  dentro 


cambiamento  di  terza,  finta  di  botta 
dritta  (o  filo)  e  cavazione  al  fianco 


cambiamento  di  terza,  finta  di  filo 
e  cavazione  al  fianco 


ceduta  di  terza 
e  contro  di  terza 


seconda 


ceduta  di  quarta 


contro 
di  mezzocerchio 


seconda  e  terza 


seconda  e  quarta 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


ceduta  di  quarta 
e  terza 


mezzocerchio 


quarta 
seconda 


mezzocerchio 

o  contro  di  terza 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 

seconda 

o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


345 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO 

tempo 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 
TEMPO 


Contro-tempo 


SULLA  USCITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta  filo,  o  trasporto  in  terza 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione  al  petto  sopra,  o  trasporto  cavazione 

in  quarta  al  petto  in  dentro 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra . 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


controazione 
di  sceonda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


ino 


165 


IN   CUI   TROVASI 
l' INVITANTE 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'  offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 

che  inganna 


156'     Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversano 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversano 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  quarta 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  quarta 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


Spada  in  linea  del  fian 
co  avversario  col  pu 
gno  di  quarta 


dalla  spada  in  linea,  cambiamento  di  terza,  finta  di  botta 
dall'invito  di  terza  o  dritta  (o  filo)  e  cavazione  in  fuori 
legamento  di  quarta 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  terza  o 
legamento  di  quarta 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  terza  o 
legamento  di  quarta 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  quarta 
o  legamento  di  terza 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  quarta 
o  legamento  di  terza 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  quarta 
o  legamento  di  terza 


dalla  spada  in  linea, 
dall'invito  di  quarta 
o  legamento  di  terza 


dall'  invito  di  mezzo- 
cerchio o  legamento 
di  seconda 


dall'  invito  di  mezzo- 
cerchio o  legamento 
di  seconda 


dall'  invito  di  mezzo- 
cerchio o  legamento 
di  seconda 


dall'  invito  di  mezzo 
cerchio  o  legamento 
di  seconda 


cambiamento  di  terza,  finta  cava- 
zione al  fianco  e  cavazione  al 
petto  sopra 


cambiamento  di  terza  e  circolazione 
al  fianco 


cambiamento  di  quarta,  finta  di 
botta  dritta  (o  filo)  e  cavazione 
in  fuori 


cambiamento  di  quarta,  finta  di 
botta  dritta  (o  filo)  e  cavazione 
in  dentro 


cambiamento  di  quarta,  finta  di 
botta  dritta  (o  filo)  e  cavazione 
al  fianco 


cambiamento  di  quarta  e  coupé 


cambiamento  di  mezzocerchio,  finta 
di  botta  dritta  (o  filo)  e  cava- 
zione al  fianco 


cambiamento  di  mezzocerchio,  finta 
di  filo  e  cavazione  in  dentro 


cambiamento  di  mezzocerchio,  finta 
di  botta  dritta  (o  filo)  e  cava 
zione  al  petto  sopra 


cambiamento  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  in  dentro  e  cavazione 
in  fuori 


contro  di  quarta 


seconda 


mezzocerchio 


contro  di  terza 


contro  di  terza 


Parata  finale 


quarta 


mezzocerchio 


ceduta  di  terza 


contro  di  seconda 


ceduta  di  terza 
e  quarta 


terza 

o  contro  di  quarta 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


seconda 


o  contro  di  mezzo 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 


o  contro  di  mezzo 
cerchio 


quarta 


mezzocerchio 
seconda 


o  contro  di  terza 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


347 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  tarata  finale 

Uscite  in  tempo 

Contrc 
sulla  uscita 

AL 
PRIMO    TEMPO 

-TEMPO 

SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 

AL   PRIMO 
TEMPO 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL    TERZO 
TEMPO 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al   petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  petto 
sopra 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
sopra 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

inquartata 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

— 

— 

— 

— 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 

al  fianco 

.  arresto  al  petto 
in  dentro 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

filo,  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  fianconata  di  quarta  bas- 
sa, filo,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

34§ 

PARTE    TERZA 

III.  —  Azioni  d'offesa 

m 
z. 
a 

K 

o 
« 

Posizione 

Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l'attaccante 

Parata 

che  inganna 

Parata  finale 

IN    CUI   TROVASI 
l'  INVITANTE 

DA   CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 

167 

Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 

dall'  invito   di    mezzo- 
cerchio 0  legamento 
di  seconda 

cambiamento  di  mezzocerchio,  finta 
cavazione  in  dentro  e  cavazione 
al  fianco 

ceduta  di  terza 
e  mezzocerchio 

seconda 

0  contro  di  mezzo- 
cerchio 

168 

Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 

dall'  invito    di   mezzo- 
cerchio 0  legamento 
di  seconda 

cambiamento    di    mezzocerchio,    e 
circolazione  in  dentro 

ceduta  di  terza 
e  contro  di  terza 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

169 

Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 

dalla   spada  in    linea, 
dall'  invito   di   terza 
0  mezzocerchio 

tocco  di  seconda,  finta  dritta  al  petto 
sopra  e  cavazione  al  fianco 

terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

170 

Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 

dalla   spada   in   linea, 
dall'invito   di   terza 
0  mezzocerchio 

tocco  di  seconda,  finta  dritta  al  petto 
sopra  e  cavazione  in  fuori 

quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

171 

Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 

dalla   spada   in   linea, 
dall'  invito   di   terza 
0  mezzocerchio 

tocco    di    seconda,    finta    dritta   al 
petto  sopra  e  cavazione  in  dentro 

terza 

quarta 

seconda 

mezzocerchio 

0  contro  di  terza 

172 

Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 

dalla    spada  in    linea, 
dall'  invito  di  terza 
0  mezzocerchio 

tocco    di    seconda,    finta    dritta    al 
petto  sopra  e  cavazione  al  petto 
sopra 

contro  di  seconda 

terza 

mezzocerchio 

quarta 

0  contro  di  seconda 

173 

Spada  in  linea  del 
petto  avversario 

dalla  spada   in   linea, 
0  dall'invito  di  quarta 

tocco  di  terza,  finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro 

terza 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

174 

Spada  in  linea  del 
petto  avversario 

dalla   spada   in   linea, 
0  dall'  invito  di  quarta 

tocco  di  terza,  finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  al  fianco 

terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

175 

Spada  in  linea  del 
petto  avversario 

dalla   spada   in   linea, 
0  dall'invito  di  quarta 

tocco  di  terza,  finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  in  fuori 

contro  di  quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

176 

Spada  in  linea  del 
petto  avversario 

dall'  invito  di  seconda 

tocco  di  terza,  finta  al  fianco  e  ca- 
vazione al  petto  sopra 

seconda 

terza 

mezzocerchio 
quarta 

0  contro  di  seconda 

177 

Spada  in  linea  del 
petto  avversario 

dalla   spada   in   linea, 
0  dall'  invito  di  terza 

tocco  di  quarta,  finta  dritta  in  den- 
tro e  cavazione  in  fuori 

quarta 

terza 

0  contro  di  quarta 

TRATTATO    DELLA    SPADA 


349 


composte  di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL   TERZO 
TEMPO 


Contro-tempo 


sulla  uscita 

AL 

primo  tempo 


sulla  uscita 

AL 

secondo  tempo 


filo,  cavazìone  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporlo  in  terza 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto ili  quarta 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  q  tra- 
sporto in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
in  dentro 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


35° 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'  invitante 


DA   CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 

che  inganna 


Parata  finale 


178 


185 


187 


Spada  in  linea  del 
petto  avversano 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  quarta 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


dalla   spada   in   linea, 
o  dall'invito  di  terza 


dalla   spada   in   linea, 
o  dall'  invito  di  terza 


dalla   spada  in    linea, 
o  dall'invito  di  terza 


dalla  spada  in  linea,  o 
dall'  invito  di  seconda 


dalla  spada  in  linea,  o 
dall'invito  di  seconda 


dalla   spada   in   linea, 
o  dall'invito  di  quarta 


dalla   spada   in   linea, 
o  dall'invito  di  quarta 


dalla   spada   in   linea, 
o  dall'  invito  di  quarta 


dalla  spada   in    linea, 
o  dall'  invito  di  quarta 


dalla   spada   in    linea, 
o  dall'  invito  di  terza 


dalla   spada   in   linea, 
o  dall'  invito  di  terza 


tocco  di  quarta,  finta  dritta  in  den- 
tro e  cavazione  al  fianco 


tocco  di  quarta  e  coupé 


tocco  di  quarta,  finta  dritta  in  den- 
tro e  cavazione  in  dentro 


tocco  di  mezzocerchio,   finta  dritta 
in  dentro  e  cavazione  al  fianco 


tocco  di  mezzocerchio,  finta  dritta 
in  dentro  e  cavazione  al  petto 
sopra 


sforzo  di  terza,  finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  in  dentro 


sforzo  di  terza,  finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  al  fianco 


sforzo  di  terza,  finta  dritta  in  fuori 
e  cavazione  in  fuori 


sforzo  di  terza,  finta  dritta  al  fianco 
e  cavazione  al  petto  sopra 


sforzo  di  quarta,  finta  dritta  in  den- 
tro e  cavazione  in  fuori 


sforzo  di  quarta,  finta  dritta  in  den- 
tro e  cavazione  al  fianco 


contro  di  terza 


quarta 


contro  di  terza 


mezzocerchio 


contro  di  seconda 


contro  di  quarta 


seconda 


quarta 


contro  di  terza 


seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


quarta 


mezzocerchio 
seconda 


o  contro  di  terza 


seconda 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 

o  mezzocerchio 


TRATTATO 

DELLA    SPADA 

35i 

composte  di  tre  tempi. 

Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscite  in  tempo 

CONTRO-TEMPO 

SULLA  USCITA         SULLA  USCITA 

AL                                   AL 
PRIMO   TEMPO    [SECONDO  TEMPO 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL  SECONDO 
TEMPO 

AL   TERZO 
TEMPO 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

— 

— 

— 

— 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

inquartata 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 

cavazione 
al  fianco 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

bassa,  o  coupé 
filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  fianco 

inquartata 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  fianco 

controazione 
di  seconda 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  fianco 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

controazione 
di  seconda 

filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

cavazione 
al  petto  in  dentro 

arresto  al  petto 
sopra 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

cavazione 
al  petto  in  fuori 

arresto  al  petto 
in  dentro 

controazione 
di  seconda 

passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 

inquartata 

352 

PARTE    TERZA 

IH.  —  Azioni  d'offesa 

z 

Posizione 

o 
a 

o 

Azione  d'  offesa 

Parata 

Parata  finale 

"" 

Q 

IN   CUI   TROVASI 

DA    CUI 

CHE   PUÒ    ESEGUIRE    L' ATTACCANTE 

CHE    INGANNA 

2 

I.'  INVITANTE 

PARTE  L'ATTACCANTE 

189 

Spada  in  linea  del 

dalla   spada   in    linea, 

sforzo  di  quarta,  finta  dritta  in  den- 

contro di  terza 

quarta 

petto  avversario 

0  dall'  invito  di  terza 

tro  e  cavazione  in  dentro 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

190 

Spada  in  linea  del 

dalla   spada   in   linea, 

sforzo  di  quarta  e  coupé 

quarta 

terza 

petto  avversario 

0  dall'  invito  di  terza 

0  contro  di  quarta 

191 

Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 

dall'invito di  seconda 

tocco  di  cambiamento   di  seconda, 
finta  dritta  al  petto    sopra  e  ca- 

terza 

seconda 

gno  di  seconda 

vazione  al  fianco 

0  mezzocerchio 

192 

Spada  in  linea  del  fian- 

dall'invito di  seconda 

tocco  di  cambiamento  di   seconda, 

quarta 

terza 

co  avversario  col  pu- 

finta dritta  al  petto   sopra  e  ca- 

0 contro  di  quarta 

gno  di  seconda 

vazione  in  fuori 

*93 

Spada  in  linea  del  fian- 

dall'invito di  seconda 

tocco  di  cambiamento  di   seconda, 

terza 

quarta 

co  avversario  col  pu- 

finta dritta  al  petto   sopra  e  ca- 

« 

gno  di  seconda 

vazione  in  dentro 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

194 

Spada  in  linea  del  fian- 

dall'invito di  seconda 

tocco  di  cambiamento  di   seconda, 

contro  di  seconda 

terza 

co  avversario  col  pu- 

finta dritta  al  petto    sopra  e  ca- 

mezzocerchio 

gno  di  seconda 

vazione  al  petto  sopra 

quarta 

0  contro  di  seconda 

195 

Spada  in  linea  del 
petto  avversario 

dall'invito  di  terza 

tocco  di  cambiamento  di  terza,  finta 
dritta    in    fuori    e    cavazione    in 
dentro 

terza 

quarta 

mezzocerchio 
seconda 

0  contro  di  terza 

106 

Spada  in  linea  del 
petto  avversario 

dall'invito  di  terza 

tocco  di  cambiamento  di  terza,  finta 
dritta    in    fuori    e    cavazione    al 
fianco 

terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

197 

Spada  in  linea  del 

dall'invito  di  terza 

tocco  di  cambiamento  di  terza,  finta 

contro  di  quarta 

terza 

petto  avversario 

dritta    in    fuori   e    cavazione    in 
fuori 

0  contro  di  quarta 

198 

Spada  in  linea  del 

dall'invito  di  quarta 

tocco    di    cambiamento   di    quarta, 

quarta 

terza 

petto  avversario 

finta  dritta  in  dentro  e  cavazione 
in  fuori 

0  contro  di  quarta 

199 

Spada  in  linea  del 
petto  avversario 

dall'invito  di  quarta 

tocco    di    cambiamento   di    quarta, 
finta  dritta  in  dentro  e  cavazione 
al  fianco 

contro  di  terza 

seconda 

0  mezzocerchio 

• 

1 

composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


AL    PRIMO 
TEMPO 


Uscite  in  tempo 


AL  SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 
TEMPO 


Contro-tempo 


SULLA   USCITA 
AL 

primo  tempo 


SULLA  USCITA 
AL 

secondo  tempo 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarti 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


cavazione 
il  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o-  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


23 


354 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offes 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'  invitante 


DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parata 

che  inganna 


Parata  finale 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


Spada  in  linea  del  fian- 
co avversario  col  pu- 
gno di  seconda 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


Spada  in  linea  del 
petto  avversario 


dall'invito  di  quarta 


dall'invito  di  quarta 


dall'invito  di  mezzo- 
cerchio 


dall'invito  di  mezzo- 
cerchio 


dall'invito  di  terza 


dall'invito  di  terza 


dall'invito  di  terza 


dall'  invito  di  quarta 


dall'invito  di  quarta 


dall'  invito  di  quarta 


dall'invito  di  quarta 


tocco  di  cambiamento  di  quarta, 
finta  dritta  in  dentro  e  cavazione 
in  dentro 


tocco  di  cambiamento  di  quarta,  e 
coupé 


tocco  di  cambiamento  di  mezzocer 
chio,  finta  dritta  in  dentro  e  ca- 
vazione al  fianco 


tocco  di  cambiamento  di  mezzocer- 
chio, finta  dritta  in  dentro  e  ca- 
vazione al  petto  sopra 


iforzo  di  cambiamento  di  terza, 
finta  dritta  in  fuori  e  cavazione 
in  dentro 


sforzo  di  cambiamento  di  terza, 
finta  dritta  in  fuori  e  cavazione 
al  fianco 


sforzo  di  cambiamento  di  terza, 
finta  dritta  in  fuori  e  cavazione 
in  fuori 


sforzo  di  cambiamento  di  quarta, 
finta  dritta  in  dentro  e  cavazione 
in  fuori 


sforzo  di  cambiamento  di  quarta, 
finta  dritta  in  dentro  e  cavazione 
al  fianco 


sforzo  di  cambiamento  di  quarta, 
finta  dritta  in  dentro  e  cavazione 
in  dentro 


;forzo    di   cambiamento   di  quarta, 
e  coupé 


contro  di  terza 


quarta 


mezzocerchio 


contro  di  seconda 


contro  di  quarta 


quarta 


contro  di  terza 


contro  di  terza 


quarta 


mezzocerchio 
seconda 


o  contro  di  terza 


terza 

o  contro  di  quarta  !   ,È 


o  contro  di  mezzo- 
cerchio 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconds 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quart; 


terza 

o  contro  di  quart; 


seconda 

o  mezzocerchio 


mezzocerchio 
seconda 


o  contro  di  terza 


terza 

o  contro  di  quarte 


composte  di  tre  tempi. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


355 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


AL    PRIMO 
TEMPO 


Uscite  in  tempo 


AL  SECONDO 
TEMPO 


AL  TERZO 
TEMPO 


Contro-tempo 


SULLA  USCITA 

AL 
PRIMO    TEMPO 


SULLA  USCITA 


SECONDO  TEMPO 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarte 

bassa,   o   coupé 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 
filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto  in   quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


fiio,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


lotta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

•otta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

'ilo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


cavazione 

al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al   fianco 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentto 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


cavazione 
al  petto  in  fuori 


arresto  in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


356 


PARTE    TERZA 


III.  —  Azioni  d'offesa 


Posizione 


in  cui  TROVASI 
l'  invitante 


DA   CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'  offesa 

CHE   PUÒ   ESEGUIRE   l' ATTACCANTE 


Parata 
che  inganna 


Parata  finale 


Spada  in  linea  o  sog- 
getta a  quella  del- 
l' avversario 


Spada  in  linea  o  sog- 
getta a  quella  del- 
l' avversano 


Spada  in  linea  o  sog- 
getta a  quella  del- 
l' avversario 


Spada  in  linea  o  sog- 
getta a  quella  del- 
l' avversario 


Spada  in  linea  o  sog- 
getta a  quella  del- 
l' avversario 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Spada  legata  all'av- 
versa 


Spada  legata  all'av- 
versa 


spada  in  linea  od  a 
contatto  coli'  avver- 
sa, o  dal  legamento 
di  quarta 


spada  in  linea  ed  a 
contatto  coli'  avver- 
sa, o  dal  legamento 
di  quarta 


spada  in  linea  ed  a 
contatto  coli'  avver- 
sa, o  dal  legamento 
di  terza 


spada  in  linea  ed  a 
contatto  coli'  avver- 
sa, o  dal  legamento 
di  terza 


spada  in  linea  ed  a 
contatto  coli'  avver- 
sa, o  dal  legamento 
di  terza 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


spada  legata  all'av- 
versa 


dal  legamento 
o  parata  di  quarta 


dal  legamento 
o  parata  di  quarta 


disarmo  di  seconda,  finta  al  fianco 
e  cavazione  al  petto  sopra 


disarmo  di  seconda,  finta  al  fianco 
e  cavazione  al  fianco 


disarmo  di  mezzocerchio,  finta  dritta 
in  dentro  e  cavazione  al  fianco 


disarmo  di  mezzocerchio,  finta  dritta 
in  dentro  e  cavazione  in  fuori 


disarmo  di  mezzocerchio,  finta  dritta 
in  dentro  e  cavazione  al  petto 
sopra 


disarmo  di  cambiamento  di  terza, 
finta  dritta  in  fuori  e  cavazione 
in  dentro 


disarmo  di  cambiamento  di  terza, 
finta  dritta  in  fuori  e  cavazione 
al  fianco 


disarmo  di  cambiamento  di  terza, 
finta  dritta  in  fuori  e  cavazione 
in  fuori 


finta  coupé  e  cavazione  al  fianco  (i^ 


finta  coupé  e  cavazione  in  dentro  (i) 


seconda 


contro 
di  mezzocerchio 


mezzocerchio 


quarta 


contro  di  seconda 


contro  di  quarta 


quarta  e  terza 


quarta  e  terza 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


seconda 


o  contro  di  mezzo 
cerchio 


o  contro  di  mezzo' 
cerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


terza 

mezzocerchio 

quarta 

o  contro  di  seconda 


quarta 

mezzocerchio 
seconda 

o  contro  di  terza 

seconda 

o  mezzocerchio 


terza 

o  contro  di  quarta 


seconda 

o  mezzocerchio 


quarta 

o  contro  di  terza 


(i)  Si  eseguisce  a  pie  fermo. 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


357 


composte  di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscite  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL  SECONDO 
TEMPO 


AL   TERZO 
TEMPO 


Contro-tempo 


SULLA  USCITA 

AL 
PRIMO   TEMPO 


SULLA  USCITA 

AL 

SECONDO  TEMPO 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  tìanconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  o  cavazione  al  fianco 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 


botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 

botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 

filo,  cavazione  al  petto  sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 

filo,  o  cavazione  al  fianco 


filo,  cavazione  al  petto   sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  o  cavazione  al  fianco 
botta  dritta,  filo,  fianconata  di  quarta 
bassa,  o  coupé 


filo,  cavazione  al  petto    sopra,  o  tra- 
sporto in  quarta 
botta  dritta,  filo,  o  trasporto  in  terza 


filo,  botta  dritta,  fianconata  di  quarta 

bassa,  o  coupé 
filo,  o  cavazione  al  fianco 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  petto  sopra 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  fianco 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


cavazione 
al  petto  in  dentro 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
sopra 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  petto 
in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


passata  sotto 

o  controazione 

di  terza 


inquartata 


inquartata 


inquartata 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


controazione 
di  seconda 


.58  PARTE    TERZA 


CAPITOLO  NONO 


Esercizi  convenzionali.  —  Spratico.  —  Assalto. 
Maniera  di  schermire  del  destro  contro  il  mancino.   —  Dell'incontro. 


§  164.  —  Esercizi  convenzionali. 

Gli  esercizi  convenzionali  consistono  nel  prestabilire 
fra  due  schermidori,  le  azioni  che  ognuno  dovrà  ese- 
guire relativamente  all'offesa  e  alla  difesa,  e  nello  at- 
tenersi scrupolosamente,  durante  la  esecuzione,  a  quanto 
fu  fra  di  essi  stabilito. 

Sarà  bene  che  il  maestro  faccia  eseguire  gli  esercizi 
convenzionali  sempre  fra  allievo  ed  allievo  e  sotto  la  sua 
direzione,  poiché  quello  di  essi  che  li  eseguisse  col  mae- 
stro, sia  per  soggezione  che  per  convinzione  d'inferio- 
rità, non  spiegherebbe  tutta  quanta  la  sua  velocità  né 
tutta  la  sua  sagacia.  Fra  allievo  e  maestro  non  potrebbe 
mai  nascere  quello  spirito  di  emulazione,  che  natural- 
mente si  accende  e  si  mantiene  vivo  fra  un  allievo  e 
1'  altro. 

Negli  esercizi  convenzionali  bisognerà  che  il  maestro 
metta  gran  cura  ad  accoppiare  gli  allievi  in  modo,  che 
fra  di  essi  non  vi  sia  una  troppo  evidente  disparità. 

Non  dovrà  giammai  permetter  loro  di  eseguire  gli 
esercizi  convenzionali,  se  prima  non  avranno  appreso 
in  modo  soddisfacente  tutte  le  azioni  accennate  nel 
presente  trattato. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  359 

Durante  gli  esercizi  avrà  cura  di  non  lasciar  passare 
inosservato  il  minimo  difetto.  Quando  l'allievo,  ad  onta 
delle  continue  correzioni  del  maestro  e  della  continua 
esecuzione  di  una  stessa  azione,  non  potrà  vincere  un 
dato  difetto  incontrato  in  essa,  il  maestro  gli  farà  mo- 
mentaneamente cambiare  esercizio  e  ripetere,  dopo  una 
breve  interruzione,  l'esercizio  precedente. 


§  165.  —  Dello  spratico 
ossia  della  preparazione  all'  assalto. 

La  parola  spratico  nel  linguaggio  schermistico,  sta 
a  denotare  quell'  assalto  elementare  che  ha  luogo  fra 
maestro  ed  allievo,  e  che  viene  diretto  dal  maestro  in 
modo,  che  l'allievo  abbia  occasione  di  sviluppare  quelle 
sole  azioni  le  quali  rispondano  alla  sua  intenzione.  Per 
mezzo  dello  spratico  e  colla  necessaria  progressione,  si 
conduce  l'allievo  al  vero  e  proprio  assalto,  svolgendo  in 
lui  la  facoltà  di  percepire  prontamente  le  diverse  azioni 
che  si  potrebbero  adattare  agli  stessi  movimenti  dell'  av- 
versario, e  di  scegliere  fra  di  esse  quella  più  opportuna 
secondo  le  circostanze  e  secondo   l'intenzione   propria. 

Chiara  dunque  è  la  differenza  che  corre  fra  la  lezione 
e  lo  spratico.  Nella  lezione  l'allievo  opera  seguendo  la 
voce  del  maestro;  nello  spratico  il  suo  ingegno  soltanto 
e  la  sua  perspicacia  devono  suggerirgli  prontamente  i 
vari  mezzi  per  offendere  l' avversario  e  per  difendersi 
convenientemente. 

Questa  preparazione  è  certamente  la  più  difficoltosa 
tanto  per  l' allievo  che  per  il  maestro.  Per  1'  allievo, 
poiché  in  essa  si  conviene  di  formare  e  sviluppare  ogni 


360  PARTE    TERZA 

azione  senza  alcun  suggerimento.  Per  il  maestro,  per- 
chè a  lui  si  compete  l'obbligo  d'indagare  più  minuta- 
mente il  carattere  dell'allievo,  e  di  comprenderne  mag- 
giormente le  speciali  attitudini  per  meglio  svolgerle  a 
vantao-o-io  dell'  arte  e  dell'  individuo. 

Nelle  prime  volte  il  maestro  dovrà  facilitare  lo  svi- 
luppo delle  varie  azioni;  eviterà  perciò  di  parare  di 
sforzo,  di  rompere  il  giuoco  con  parate  di  contro,  di  ri- 
spondere con  molta  velocità,  di  vibrare  arresti  e  colpi  in 
tempo,  di  eseguire  rimesse,  e  tutte  insomma  quelle  azioni 
che  non  potrebbero,  nell'  animo  dell'  allievo,  che  pro- 
durre scoramento  e  titubanza.  Le  dette  azioni  dovranno 
dal  maestro  applicarsi  in  ragione  del  progresso  stesso 
dimostrato  dall'  allievo. 

Gli  è  nel  periodo  appunto  dello  spratico  che  il  mae- 
stro si  aspetta  i  buoni  frutti  delle  lezioni  impartite.  Ma 
se  durante  lo  svolgimento  delle  medesime  egli  seminò 
apatìa  e  mollezza,  non  potrà  raccoglierne  che  svoglia- 
tezza e  disgusto. 

§  166.  —  Dell'assalto. 

Per  assalto  s'intende  lo  svoloqmento  delle  varie  azioni 
schermistiche  diversamente  combinate  fra  due  avversari, 
e  con  piena  libertà  d'operazione,  allo  scopo  di  offen- 
dersi reciprocamente  e  di  difendersi. 

Yl  assalto  è  una  rigorosa  e  ragionata  applicazione  delle 
regole  della  scherma,  la  quale  consiste  in  un  vero  o  si- 
mulato combattimento. 

Accade  talvolta  che  alcuni  allievi,  i  quali  eseguivano 
esattamente  la  lezione t  diventino  invece  nell'assalto  quasi 
sicuro    bersaglio   di   altri   allievi,   che  la  lezione  stessa 


TRATTATO    DELLA    SPADA  3  6  I 

operavano  mediocremente.  La  ragione  sta  in  ciò,  che 
in  quelli  si  riscontra  scarsezza  d'ingegno  e  povertà  di 
idee;  e  in  questi  invece  profonda  sagacia  e  finezza  d'in- 
telletto. 

Il  maestro  pertanto  non  dovrà  arrestarsi  davanti  a 
tale  ostacolo;  ma  con  lena  maggiore  si  accingerà  a 
spianare  la  difficoltosa  via,  e  con  saggi  consigli  ed  as- 
sennate osservazioni  cercherà  di  aiutare  lo  svolgimento 
dei  concetti  schermistici  in  coloro  che  ne  sono  deficienti. 
Li  persuaderà  inoltre,  che  solo  col  continuo  assaltare, 
si  diventa  forti  e  corretti  schermidori. 

§  167.  —  Regole  generali  per  l'assalto. 

Prima  di  cominciare  l'assalto  bisogna  accertarsi  che 
tutti  gli  ordigni  siano  in  buono  stato,  che  il  fioretto  sia 
equilibrato   e  caletti  alla  mano  in  modo   soddisfacente. 

Prendendo  la  posizione  normale  è  necessario  mettersi 
fuori  misura,  per  evitare  qualunque  spiacevole  sorpresa 
nel  passare  in  guardia. 

Prima  e  dopo  l'assalto  è  obbligo  di  salutare  l'avver- 
sario e  orli  astanti  nel  modo  accennato  al  8  8,  ed  in 
seguito  al  saluto  che  dà  termine  all'  assalto  è  cortesia 
di  stringere  la  mano  all'avversario,  dopo  di  avere  pas- 
sato il  proprio  fioretto  nella  mano  sinistra. 

Non  è  permesso  di  lagnarsi  del  giuoco  dell'avversa- 
rio o  di  criticarlo. 

Appena  ricevuto  un  colpo,  anche  fuori  del  bersaglio 
stabilito,  si  ha  l'obbligo  di  accusarlo  colla  parola  «  toc- 
cato, »  e  spetta  all'avversario  di  dichiarare  la  inesat- 
tezza del  proprio  colpo  quando  ne  sia  il  caso. 

E   cosa   generosa   ma    non    doverosa  il   non   colpire 


362  PARTE    TERZA 

1'  avversario  che  fosse  stato  disarmato.  In  ogni  caso  però 
non  si  dovrà  mai  colpirlo  quando  per  accidente  egli 
fosse  caduto  a  terra. 

Bisogna  evitare  più  che  si  possa  di  ridursi  sotto 
misura. 

Dal  principio  alla  fine  di  ogni  assalto  conviene  con- 
servare la  perfetta  posizione  di  guardia,  la  calma  abi- 
tuale, ed  una  continua  e  profonda  attenzione.  Ogni 
momento  di  distrazione  potrebbe  essere  causa  di  un 
errore. 

Non  conoscendo  il  valore  artistico  del  proprio  avver- 
sario è  bene  avanzare  con  precauzione  eseguendo  pre- 
feribilmente azioni  semplici  e  di  graduazione  e  stu- 
diare frattanto  il  suo  modo  di  schermire,  per  potere 
efficacemente  opporgli  quelle  azioni  che  meglio  vi  si 
adattano. 

Capitando  di  schermire  con  avversario  veloce  neh' at- 
taccare bisogna  tenersi  fuori  misura,  interrompere  le 
sue  azioni  con  uscite  in  tempo,  e  attaccarlo  sovente. 

Avendo  invece  a  fronte  un  paratore  è  conveniente 
attaccarlo  di  rado,  e  con  finte  o  doppie  finte  precedute 
da  qualche  tocco  o  sforzo. 

Schermendo  con  chi  abbia  l'abitudine  di  rispondere 
con  finte  bisogna  tirare  mezze  stoccate,  e  sul  distacco 
eseguire  le  appuntate. 

Allorquando  si  abbia  a  che  fare  con  un  tempista 
bisogna  fingere  di  attaccarlo  furiosamente  ed  avanzare 
invece  con  la  parata  pronta,  agendo  cioè  di  seconda 
intenzione.  In  questo  caso  si  cerca  prima  d'indagare 
se  l'avversario  svilupperà  tempi  semplici  o  con  finta. 
Se  eseguisse  tempi  semplici,  sì  parerebbe  e  si  rispon- 
derebbe, ma  se  invece  eseguisse  tempi  con  finta,  sulla 


TRATTATO    DELLA    SPADA 


sua  finta  in  tempo,  si  applicherebbe  l'arresto,  che  di- 
venterebbe di  controtempo. 

Quando  l'avversario  abbia  l'abitudine  di  non  rispon- 
dere, o  che  la  sua  risposta  sia  molto  tarda,  si  possono 
eseguire  le  rimesse.  Se  invece  risponda  velocemente, 
conviene  tirare  mezzi  colpi  per  potere  prontamente 
parare  la  sua  risposta  senza  ritirarsi  in  guardia,  e  col- 
pirlo con  una  controrisposta. 

Trovandosi  a  fronte  di  un  avversario  «  forconatore  » 
conviene  agire  continuamente  di  tempo  e  di  contro- 
tempo. Le  parate  di  seconda  e  mezzocerchio  sono  ef- 
ficacissime in  simile  caso,  e  quella  di  mezzocerchio  spe- 
cialmente, se  accompagnata  dal  trasporto  in  terza  e  filo. 
In  tutti  i  modi  è  bene  rispondere  velocemente  quando 
s'incontra  il  ferro. 

Schermendo  con  chi  è  dotato  di  gran  forza  musco- 
lare, ma  poco  addestrato  nella  scherma,  non  bisogna 
lasciare  il  proprio  ferro  a  contatto  del  suo;  anzi,  tutte 
le  volte  che  egli  si  accinga  ad  eseguire  azioni  di  sforzo, 
tocco,  copertino,  deviamento,  ecc.,  bisogna  cavare  in 
tempo  e  vibrargli  colpi  semplici  ed  anche  con  finte. 

Avendo  davanti  un  avversario  di  alta  statura  e  de- 
dito ad  eseguire  azioni  di  tempo,  conviene  fargli  cre- 
dere di  attaccarlo,  e  sullo  sviluppo  del  tempo,  parare 
avanzando,  per  portarsi  a  giusta  misura  e  rispondere 
velocemente.  Avversari  di  tal  fatta  si  colpiscono  prefe- 
ribilmente nella  linea  bassa. 

Ogni  avversario  piccolo  di  statura  bisogna  tenerlo 
sempre  distante,  evitando  il  contatto  del  ferro,  e  col- 
pirlo con  tempi  semplici  o  con  finta.  È  preferibile  di 
colpirlo  nella  linea  alta. 

E  utile  eseguire  l' assalto  sia  coi  deboli  che  coi  forti 


364  PARTE    TERZA 

schermidori.  Si  studiano  le  azioni  coi  primi  per  poterle 
attuare  coi  secondi.  Pertanto  non  si  deve  temere  questi, 
né  sprezzare  quelli. 

Essendo  l'assalto  un  esercizio  fondato  principalmente 
sull'effetto  morale,  non  bisogna  farsi  prevenire  dalla  fama 
e  riputazione  di  uno  schermidore,  ma  con  animo  tran- 
quillo e  senza  orgasmo  si  deve  cercare  di  dimostrargli, 
che  tutto  ciò  che  si  eseguisce  è  corretto  e  conforme  alle 
regole  dettate  dall'arte.  Devesi  pertanto  riflettere  che 
non  si  può  arrivare  ad  essere  forte  schermidore  in  breve 
tempo,  ma  soltanto  col  lungo  esercizio,  col  costante  la- 
voro, col  cambiare  spesso  avversario,  e  facendo  per 
tal  modo  tesoro  di  nuove  idee  e  di  nuove  combinazioni 
schermistiche. 

Accorgendosi  che  l'avversario  si  accinga  ad  eseguire 
un  attacco,  se  si  avrà  la  fiducia  di  potergli  opporre 
valida  difesa,  gli  si  lascerà  sviluppare  l'azione  e  si  pa- 
rerà e  si  risponderà;  ma  se  non  si  avrà  quella  fiducia, 
bisognerà  disturbarlo,  attaccandolo  repentinamente  prima 
che  egli  cominci  il  progettato  attacco. 

Ad  ogni  azione  che  si  abbia  in  animo  di  eseguire, 
bisogna  prevedere  la  contraria  che  potrebbe  opporre 
l'avversario  e  prepararsi  ad  una  valida  difesa. 

Avvenendo  il  caso  di  essere  aggredito  di  sorpresa 
dall'avversario  quando  per  l'appunto  si  stia  progettando 
un'azione,  è  prudente  portarsi  prontamente  indietro  met- 
tendo la  propria  spada  sulla  linea  d' offesa  ;  cessato  per- 
tanto lo  sconcerto,  bisogna  attaccarlo  immediatamente. 

Allorquando  sia  palese  ed  evidente  la  propria  supe- 
riorità sull'avversario,  e  questi  dimostri  di  esserne  con- 
vinto, bisogna  essere  generoso  con  lui  e  aiutarlo  as- 
secondando il  suo  giuoco. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  365 

Infine,  riepilogando,  bisogna  avere  sempre  presenti 
alla  propria  mente  le  seguenti  regole: 

con  avversari  paratori,  attaccare  poco  ; 

con  avversari  forti  e  veloci  negli  attacchi,  attaccare  ; 

con  chi  è  tempista,  agire  di  controtempo  ; 

con  chi  para  di  contro,  eseguire  molte  circolazioni ',- 

con  chi  para  semplice,  eseguire  azioni  con  finte  ,• 

a  chi  è  dedito  ad  eseguire  rimesse  od  appuntate,  ri- 
spondere velocemente  ; 

a  chi  ha  t' abitudine  di  eseguire  molte  finte,  rom- 
pere con  le  parate  di  contro   e  vibrare  colpi  d 'arresto ; 

con  chi  ha  l' abitudine  di  eseguire  azioni  di  gra- 
duazione, come  fili,  copertini,  ecc.,  non  dare  il  contatto 
del  ferro  ; 

con  chi  è  forte  esecutore  di  tocchi  e  sforzi,  agire  di 
tempo  ; 

quando  si  e  dentro  misura,  evitare  le  parate  di  con- 
tro, ed  eseguirle  invece  fuori  misura  ; 

con  chi  para  contro  e  semplice,  servirsi  delle  finte 
di  circolazione  ; 

con  chi  para  invece  semplice  e  contro,  servirsi  delle 
circolazioni  precedute  sempre  da  una  finta; 

con  chi  para  di  tocco  o  sforzo,  ingannare  con  velo- 
cissime e  strettissime  finte  ; 

con  chi  para  continuamente  di  mezzocerchio,  ingan- 
nare la  parata  e  terminare  l' azione  al  fianco. 

Coli'  incessante  e  ben  condotto  esercizio  il  braccio 
deve  addestrarsi  così  bene,  deve  rendersi  tanto  elastico 
e  pronto,  da  gareggiare  in  velocità  col  pensiero;  poiché 
in  nessun  altro  esercizio  come  in  questo  della  scherma 
«  pensare  ed  agire  voglion  esser  un  sol  lampo.  » 


366  PARTE    TERZA 


§  168.  —  Maniera  di  schermire  del  destro 
contro  il  mancino  e  viceversa. 

Il  vantalo  io  che  il  mancino  ha  sul  dritto  è  enorme; 
poiché  quegli  è  abituato  a  schermire  coi  destri,  mentre 
questi  rarissime  volte  s'imbatte  a  schermire  con  un 
mancino.  È  tale  la  difficoltà  che  incontra  il  destro  le 
prime  volte  che  schermisce  col  mancino  che,  quantunque 
forte  schermidore,  talvolta  si  confonde  a  segno  da  non 
sapere  più  che  azione  eseguire.  Difficile  gli  diventa  l'at- 
taccare; più  difficile  ancora  il  rispondere.  Il  maggior 
numero  delle  risposte  gli  vanno  a  vuoto,  anche  se  l'av- 
versario per  avventura  non  opponga  la  indicata  parata. 

La  ragione  di  un  tale  sconcerto  riesce  evidente  se 
si  pensa  che  il  bersaglio  dell'  avversario  è  interamente 
cambiato.  Onde  rimane  sconcertato  anche  lo  schermi- 
dore mancino  che  s'incontra  con  altro  mancino,  quan- 
tunque in  simile  caso  i  vantaggi  e  gli  svantaggi  siano 
distribuiti  egualmente  fra  tutti  due  gli  avversari. 

Regole  generali.  —  L'avversario  mancino  dovrà  es- 
sere considerato  come  destro;  e  quindi  si  supporrà  che 
abbia  il  petto  ove  realmente  ha  le  spalle,  ed  il  fianco  ove 
è  il  petto,  in  riguardo  sempre  alla  posizione  del  pugno. 

Conseguentemente  tutte  le  azioni  che  al  destro  si 
svilupperebbero  al  petto  in  dentro,  col  mancino  invece 
termineranno  al  petto  in  fuori  col  pugno  in  quarta; 
quelle  che  col  destro  avrebbero  fine  al  petto  in  fuori, 
col  mancino  si  risolveranno  al  petto  in  dentro  od  anche 
al  fianco  col  pugno  in  quarta;  quelle  che  col  destro  ter- 
minerebbero al  fianco,  col  mancino  termineranno  egual- 
mente al  fianco,  ma  col  pugno  in  quarta;  e  finalmente 


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TRATTATO    DELLA    SPADA  367 

tutte  quelle  azioni  che  col  destro  finirebbero  al  petto 
sopra,  anche  col  mancino  dovranno  risolversi  alla  stessa 
parte  del  bersaglio,   ma  col  pugno  in  seconda.  C1) 

Botte  dritte  e  cavazioni.  —  Ciò  che  è  stato  detto, 
s'intenderà  per  tutte  le  azioni,  meno  che  per  la  botta 
dritta,  la  quale,  non  richiedendo  per  la  sua  esecuzione 
alcun  cambiamento  di  linea,  non  subisce  variazioni  di 
sorta.  E  così: 

a)  dall'  invito  di  seconda  dell'  avversario  mancino 
si  eseguirà  la  botta  dritta  al  petto  sopra,  col  pugno 
in  quarta  o  in  seconda; 

b)  dall'  invito  di  terza  si  vibrerà  la  botta  dritta  al 
petto  in  dentro,   col  pugno  in  quarta; 

e)  dall'invito  di  quarta  si  tirerà  la  botta  dritta  al 
petto  in  fuori,   col  pugno  in  quarta; 

d)  dall'invito  di  mezzocerchio  si  eseguirà  la  botta 
dritta  al  fianco,   col  pugno  in  quarta; 

e)  dal  legamento  di  seconda  si  vibrerà  la  cava- 
zione  al  petto,  col  pugno  in  seconda; 

f)  dal  legamento  di  terza  si  eseguirà  la  cavazione 
al  petto  in  dentro,  col  pugno  in  quarta  e  coli' opposi- 
zione in  fuori; 

g)  dal  legamento  di  quarta  si  tirerà  la  cavazione 
al  petto  in  fuori,  col  pugno  in  quinta  e  coli' opposizione 
in  dentro. 

h)  dal  legamento  di  mezzocerchio  si  eseguirà  la  ca- 
vazione al  fianco,  col  pugno  in  quarta  e  coli'  opposi- 
zione in  dentro. 

Finte.   —  Le  stesse  norme  dovranno   tenersi   allor- 


(1)  Tutto  ciò  che  si  prescrive  per  lo  schermidore  destro,  s'intenderà  pre- 
scritto per  lo  schermidore  mancino.  Fra  due  schermidori  mancini  si  osserveranno 
le  stesse  regole  che  debbono  osservarsi  fra  due  schermidori  destri. 


3 68  PARTE    TERZA 

quando  si  vorranno  eseguire  le  fìnte,  le  doppie  finte 
e  le  circolazioni. 

Fili.  —  In  quanto  ai  fili  si  osserveranno  le  medesime 
regole  suggerite  al  §  26  per  lo  schermidore  destro  con- 
tro altro  destro.  Però  il  filo  di  quarta,  che  col  destro 
terminerebbe  al  petto  in  dentro,  col  mancino  dovrà  ri- 
sultare al  petto  in  fuori  ;  e  così  il  filo  di  terza,  che  ri- 
sulterebbe al  petto  in  fuori  col  destro,  col  mancino  termi- 
nerà al  petto  in  dentro  -,  e  il  filo  di  seconda,  che  avrebbe 
fine  al  fianco  esterno  col  destro,  col  mancino  finirà  al 
fianco  interno;  e  finalmente  il  filo  di  mezzocerchio,  che 
risulterebbe  al  fianco  interno  dello  schermidore  destro, 
risulterà  invece  al  fianco  esterno  dello  schermidore 
mancino. 

Risposte.  —  In  ordine  alle  risposte  si  osserveranno  le 
norme  seguenti: 

In  seguito  alla  propria  parata  di  seconda  si  rispon- 
derà col  filo  di  seconda  al  fianco  interno,  se  la  stessa 
parata  di  seconda  sarà  stata  eseguita  di  appoggio;  e 
se  invece  fosse  stata  eseguita  di  tocco,  sarebbe  conve- 
niente rispondere  colla  botta  dritta  e  col  pugno  in  se- 
conda. 

Dalla  propria  parata  di  terza  si  risponderà  colla  botta 
dritta  al  petto  in  dentro  e  col  pugno  in  quarta,  od  al 
fianco  e  col  pugno  in  seconda  o  in  quarta. 

Dalla  propria  parata  di  quarta  si  risponderà  col  filo 
di  quarta,  se  la  parata  sarà  stata  eseguita  d'appoggio; 
e  colla  botta  dritta  al  petto  col  pugno  in  quarta,  od 
anche  colla  mezza  cavazione  al  fianco,  se  la  parata  sarà 
stata  eseguita  di  tocco  o  sforzo. 

In  seguito  alla  pròpria  parata  di  mezzocerchio  si  ri- 
sponderà col   filo   di  mezzocerchio   se   essa   sarà   stata 


TRATTATO    DELLA    SPADA  369 

eseguita  d' appoggio  ;  e  se  invece  la  stessa  parata  fosse 
stata  eseguita  di  tocco,  si  risponderebbe  colla  botta 
dritta  al  fianco  in  fuori,  e  col  pugno  in  quarta  o  in 
seconda. 

Azioni  di  deviamento.  —  Tutte  le  altre  azioni,  come 
ad  esempio:  copertini,  deviamenti,  cambiamenti,  tocchi, 
sforzi,  ecc.,  si  eseguiranno  colle  stesse  regole  stabilite 
per  i  destri,  prendendo  però  per  base  le  parate  innanzi 
accennate,  e  cioè:  per  tutte  le  azioni  che  termineranno 
in  seconda,  si  prenderà  per  base  la  parata  di  seconda; 
per  quelle  di  terza,  si  prenderà  per  base  la  parata  di 
terza;  e  per  quelle  che  termineranno  in  quarta  e  mez- 
zocerchio, si  prenderanno  per  base  le  rispettive  parate 
di  quarta  e  di  mezzocerchio. 

Trasporti.  —  Anche  per  i  trasporti  bisognerà  atte- 
nersi alle  norme  stabilite  per  lo  schermidore  destro.  Il  tra- 
sporto di  seconda  e  filo  che  al  destro  risultava  al  fianco 
in  fuori,  risulterà  al  mancino  al  fianco  in  dentro;  quello 
di  terza,  che  al  destro  risultava  al  petto  in  fuori,  al 
mancino  invece  risulterà  al  petto  in  dentro;  e  così 
quello  di  quarta,  che  risultava  al  petto  in  dentro  dello 
schermidore  destro,  risulterà  al  petto  in  fuori  collo  scher- 
midore mancino;  e  finalmente  il  trasporto  di  mezzocer- 
chio, che  col  destro  aveva  fine  al  fianco  in  dentro, 
col  mancino  invece  terminerà  al  fianco  in  fuori. 

Uscite  in  tempo.  —  Per  i  tempi,  controtempi  ed  ar- 
resti dovranno  osservarsi  le  norme  stabilite  per  lo  scher- 
midore destro.  Dal  proprio  invito  o  legamento  di  seconda 
si  uscirà  in  tempo  al  fianco,  col  pugno  in  seconda.  Dal 
proprio  invito  o  legamento  di  terza,  si  uscirà  in  tempo 
al  fianco  esterno,  col  pugno  in  quarta.  Dal  proprio  in- 
vito o  legamento   di   quarta   si   uscirà    in    tempo    o    al 

24 


37° 


PARTE    TERZA 


petto  in  dentro  col  pugno  in  quarta,  oppure  al  fianco 
col  pugno  in  seconda.  E  finalmente  dal  proprio  invito 
o  legamento  di  mezzocerchio  si  uscirà  in  tempo  al  petto 
col  pugno  in  quarta  o  in  seconda. 

Sparite  di  corpo.  —  Le  sparite  di  corpo  si  esegui- 
ranno così  col  mancino,  come  col  destro.  Dal  proprio 
legamento,  invito  o  parata  di  quarta  o  di  seconda  si 
eseguirà  la  passata  sotto,  colpendo  al  fianco  col  pugno 
in  seconda;  dal  proprio  invito,  legamento  o  parata  di 
terza,  si  eseguirà  l'inquartata,  colpendo  l'avversario 
mancino  al  fianco  esterno  e  col  pugno  in  quinta  posi- 
zione. 

Da  quanto  brevemente  è  stato  esposto  risulta  in  modo 
chiaro,  che  tanto  1'  origine  quanto  V  esecuzione  di  tutte 
le  azioni,  non  muta,  mutando  invece  la  semplice  finale 
delle  azioni  stesse,  e  ciò  in  causa  del  bersaglio  diffe- 
rente che  offre  l'avversario. 

Ma  più  della  teorica  influisce  la  pratica.  Soltanto  col 
lungo  e  costante  esercizio  si  possono  far  sparire  tutte 
quelle  difficoltà,  le  quali  naturalmente  si  incontrano  le 
prime  volte  che  si  schermisce  con  un  avversario  mancino. 

§  169.  —  Dell' incontro. 

Dicesi  incontro,  l'offesa  reciproca  che  si  arrecano  i 
due  avversari  colpendosi  contemporaneamente. 

Avviene  Rincontro,  quando  uno  degli  avversari  od 
anche  tutti  e  due,  non  si  attengano  esattamente  alle 
sane  regole  dettate  dall'arte  della  scherma. 

Quasi  sempre  esso  è  causato  dallo  schermidore  che 
abusa  di  azioni  in  tempo,  senza  preoccuparsi  dell'attacco 
dell'avversario. 


TRATTATO    DELLA    SPADA  37  I 

Più  specialmente  i  casi  che  generano  gl'incontri  sono 
i  seguenti: 

a)  quando  in  qualunque  azione  d'offesa  eseguita 
esattamente  sia  in  misura  che  fuori  misura,  si  esca  in 
tempo  colf  arresto.  Succedendo  l'incontro  la  colpa  è  di 
chi  sviluppò  l'arresto; 

b)  quando  su  qualunque  azione  d' offesa  si  eseguisca 
una  sparita  di  corpo.  Avvenendo  l'incontro  il  torto  è 
di  colui  che  eseguì  la  sparizione; 

e)  quando  nell'  esecuzione  di  una  controazione  si 
trascurino  le  norme  stabilite  per  tale  azione.  Rimanendo 
toccati  ambedue  gli  schermidori,  la  colpa  è  di  chi  eseguì 
la  controazione  ; 

d)  quando  sopra  una  risposta  veloce  si  eseguisca 
una  rimessa  od  appuntata.  Avverandosi  l'incontro  il  torto 
è  di  chi  eseguì  l'appuntata  o  la  rimessa; 

e)  quando  si  risponda  con  lentezza  tale,  da  permet- 
tere all'avversario  di  vibrare  un  secondo  colpo.  Suc- 
cedendo l'incontro,  la  causa  è  di  chi  eseguì  il  secondo 
colpo  ; 

f)  quando  nell' eseguire  un  tocco,  sforzo,  devia- 
mento, ecc.,  e  non  trovando  il  ferro  avversario  si  con- 
tinui l'azione.  Avvenendo  l'incontro  la  colpa  è  di  colui 
che  aveva  in  animo  di  eseguire  il  tocco,  lo  sforzo,  ecc.  ; 

g)  quando  il  tiratore  incalzando  il  suo  avversario 
con  molte  e  velocissime  finte,  senza  mai  decidersi  di 
dare  fine  alla  propria  azione,  provochi  un'  uscita  in  tempo 
dello  stesso  avversario.  L'incontro  che  potrebbe  nascere 
sarebbe  in  questo  caso  da  attribuirsi  a  entrambi  gli 
schermidori  ; 

h)  quando  nell'esecuzione  di  una  parata  non  si  in- 
contri la  spada  dell'avversario  e  nondimeno  si  risponda. 


372 


PARTE    TERZA    TRATTATO    DELLA    SPADA 


La  colpa  dell'incontro  avvenuto  è  a  carico  di  chi  rispose 
senza  aver  prima  incontrato  il  ferro  nella  parata; 

i)  quando  non  si  tolga  la  spada  avversa  dalla  linea 
prima  di  eseguire  qualsiasi  azione  d'offesa.  Avvenendo 
l' incontro,  la  colpa  è  di  entrambi  gli  schermidori  ; 

j)  quando  ciascuno  dei  due  schermidori  avendo 
atteso  invano  l' offesa  dell'  avversario,  si  decida  a  par- 
tire nello  stesso  momento  che  l'altro.  Nascendo  l'in- 
contro questo  è  da  attribuirsi  a  carico  di  entrambi  gli 
avversari. 

Per  tutti  gli  altri  casi  che  potranno  generare  gli  in- 
contri sarà  bene  rimettersi  alla  perizia  di  chi  è  presente 
all'assalto. 


PARTE  QUARTA 


OVATTATO   DEDLA  SCIABOLA 


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INTRODUZIONE 


rima  di  svolgere  1'  ultima  parte  di  questo 
modestissimo  lavoro,  è  necessario  ch'io 
||  richiami  l' attenzione  del  lettore  sopra  un 
ySSSSl  fatto  che,  a  mio  giudizio,  può  esser  causa 
di  grande  lentezza  nello  sviluppo  della  scherma. 

È  uso  ormai  invalso  fra  il  maggior  numero  degli 
schermidori  di  accordare  poca  considerazione  al  maneg- 
gio della  sciabola,  e  di  attribuire  invece  la  massima  im- 
portanza a  quello  della  spada.  Si  richiamano  pertanto 
ragioni  storiche,  motivi  di  consuetudine,  apprezzamenti 
tecnici,  e  si  conclude  dichiarando  che  la  spada  è  arme 
cavalleresca  per  eccellenza,  e  che  ad  essa  soltanto  si 
applicano  interamente  ed  opportunamente  quei  principii 
razionali,  che  fanno  della  scherma  propriamente  un'arte. 

Lungi  dal  voler  negare  i  pregi  e  l'importanza  della 
scherma  di  spada,  io  non  posso  però  conformarmi  a 
questo  giudizio,  poiché  mi  pare  che  gli  stessi  argomenti 
su  cui  esso  si  fonda,  valgano  anzi  a  dimostrare  la  neces- 


376  PARTE    QUARTA 

sita  della  maggiore  considerazione  che  merita  la  scherma 
di  sciabola. 

Che  se  per  la  spada  è  un  titolo  l'essere  stata  arme 
di  gentiluomini  e  cavalieri,  un  titolo  uguale  oggi  si  deve 
accordare  alla  sciabola  perchè  essa  è  arme  propria  del 
militare,  e  al  militare  si  convengono  certamente  la  lealtà, 
la  generosità  e  il  valore,  quelle  doti  in  cui  veramente  sì 
sostanzia  la  cavalleria. 

«  Ma,  si  vien  fuori  a  dire,  il  giuoco  di  spada,  per 
la  natura  stessa  dell'  arma,  vuol  essere  assolutamente 
stretto,  e  pertanto  è  d'uopo  coordinare  forza  e  velocità 
alla  massima  limitazione  nei  movimenti  ed  abituare  i 
muscoli  ad  agire  spontaneamente  secondo  questa  esi- 
genza. Il  grande  studio  e  l'accurato  esercizio  che  per 
ciò  si  richiedono,  non  sono  invece  rigorosamente  neces- 
sari per  la  scherma  di  sciabola,  cui  l'uso  stesso  del  ta- 
glio  impone   una   maggiore   ampiezza  di   movimenti.    » 

Ora  mi  sembra  che  questo  giudizio  consideri  in  modo 
incompleto  le  qualità  della  sciabola,  poiché  tralascia  qua- 
lunque apprezzamento  su  quella  parte  di  essa  importan- 
tissima, la  punta,  mediante  la  quale  si  possono  svolgere 
tutte  le  azioni  che  sono  proprie  della  spada. 

Io  non  nego  che  per  le  azioni  di  taglio  siano  talvolta 
da  usarsi  movimenti  più  ampi,  ma  dico  anzi,  che  precisa- 
mente per  questo,  ossia  per  la  necessità  di  svolgere  due 
diversi  generi  di  azioni,  è  da  superarsi  la  maggiore  delle 
difficoltà,  poiché  conviene  abituare  i  muscoli  ad  agire  dif- 
ferentemente a  seconda  delle  singole  azioni  e  in  maniera 
che  riesca  spontaneo  il  passaggio  dalle  une  alle  altre. 

Che  se  poi  si  consideri  il  necessario  aumento  delle 
azioni  di  offesa  e  di  difesa  proporzionato  all'accresci- 
mento del  bersaglio,  per  l'introduzione  del  braccio,  e  la 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  377 

opportunità  di  una  più  esatta  conoscenza  del  tempo  e 
della  misura  a  causa  dei  nuovi  mezzi  di  offesa  consistenti 
nel  taglio  e  falso  taglio,  tanto  più  mi  pare  che  riesca 
evidente  l'errore  di  quella  credenza,  cui  abbiamo  ac- 
cennato. 

Io  dico  invece  che  la  scherma  di  spada  e  quella  di 
sciabola,  si  fondano  sugli  stessi  principii,  richiedono  gli 
stessi  requisiti  ed  hanno  la  stessa  importanza,  ma  che 
questa  è  più  difficile  ad  apprendersi  perchè  è  più  com- 
plessa. 

Da  ciò  risulta  appunto  la  necessità  di  far  precedere 
lo  studio  della  spada  a  quello  della  sciabola,  perocché 
alle  cose  più  difficili  vanno  sempre  innanzi  le  più  facili. 

Purtroppo  la  opportuna  precedenza,  che  per  diversa 
ragione  generalmente  si  accorda  allo  studio  della  spada, 
è  causa  negli  inesperti  della  poca  considerazione  ch'essi 
hanno  per  la  scherma  di  sciabola.  A  molti  sembra  che 
la  scherma  di  sciabola  vada  tenuta  in  poco  conto  perchè 
troppo  presto  s'impara.  E  non  s'accorgono  che  questo 
avviene  soltanto  quando  già  si  conosca  la  scherma  di 
spada,  quando  si  sia  già  padroni  di  tutte  le  azioni  di 
punta  e  della  conoscenza  del  tempo  e  della  misura, 
quando  si  abbia  acquistata  la  necessaria  agilità,  la  forza, 
l'astuzia  e  tutte  insomma  quelle  finezze  che  si  richie- 
dono dalla  scherma  in  generale. 

Una  brevissima  osservazione  mi  resta  ancora  da  fare. 
L' uso  della  sciabola,  poiché  essa  è  arme  dell'  Esercito, 
si  mostra  vitale,  spicca  pel  carattere  di  attualità.  L' uso 
della  spada  invece  si  perde  quasi  nel  tempo,  e  nel  duello 
rare  volte  si  mostra  come  avanzo. 


378  PARTE    QUARTA 


CAPITOLO  PRIMO 


Nomenclatura  della  sciabola.  —  Equilibrio  della  sciabola.  —  Modo  d' impugnare 
la  sciabola.  —  Posizione  normale.  —  Linea  direttrice.  —  Linea  d'offesa.  — 
Sciabola  in  Linea.  —  Posizione  del  pugno.  —  Saluto.  ■ —  Guardia.  —  Ri- 
poso. —  Bersaglio.  —  Battuta  del  piede.  —  Misura.  —  Passo  avanti.  — 
Passo  indietro.  —  Salto  indietro. 


§  i.  —  Nomenclatura  della  sciabola. 

La  sciabola  è  un'arma  destinata  a  vibrare  colpi  di 
punta  e  di  taglio.  Si  divide  in  guardia,  lama  e  impu- 
gnatura. 

La  guardia  serve  a  difendere  la  mano  ed  insieme 
colla  lama  a  sviare  i  colpi  che  vibra  l'avversario;  pesa 
circa  270  grammi  e  consiste  nella  coccia  di  ferro,  la 
quale  è  ricurva  ed  ha  lo  spessore  di  circa  un  millime- 
tro. Nella  parte  inferiore  della  coccia  è  praticato  un  foro 
rettangolare  e  nella  parte  superiore  uno  di  forma  cir- 
colare, destinati  ambidue  a  dar  passaggio  al  codolo. 

La  lama  è  di  acciaio,  è  piatta  ed  un  poco  ricurva, 
pesa  circa  220  grammi  ed  è  lunga  centimetri  88.  Vi 
si  osservano: 

l' orlo,   che   nelle  sciabole   di   esercitazione   sta   in 
luogo  della  punta  ed  è  lungo  millimetri   io; 

il  taglio,   che   principia   dalla  punta   e   comprende 
circa  due  terzi  della  lama; 

il  falso  taglio,  che  si  trova  dalla  parte  opposta  al 


^ 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  379 


taglio    verso    la    punta    e   comprende    la    quarta   parte 
della  lama  ; 

le  scannellature,  che  sono  praticate  sulla  parte 
piatta  della  lama  e  servono  a  diminuirne  il  peso  e  a 
renderla  più  consistente  ; 

il  tallone,  piccola  parte  rinforzata  che  sta  a  con- 
tatto colla  guardia  ed  è  larga  millimetri   1 5  ; 

il  dorso  o  costa,  parte  opposta  al  taglio  che  limita 
il  falso  taglio; 

il  codolo,  di  ferro,  di  forma  quadrangolare,  che  entra 
in  tutta  la  lunghezza  del  manico,  ne  sporge  per  circa 
un  centimetro,  e  sul  quale  si  vita  il  bottone  ;  è  lungo 
centimetri   1 5   circa. 

La  lama  si  considera  divisa  in  tre  parti  uguali,  che 
chiamansi  gradi.  Questi  più  specialmente  si  distinguono 
in  :  forte  o  parte  vicina  alla  guardia  ;  debole  o  parte  che 
comprende  la  punta  ;  e  medio  o  parte  che  sta  fra  le 
altre  due. 

L' impugnatura  è  composta  : 

del  manico,  di  legno,  lungo  centimetri  13  e  forato 
in  tutta  la  sua  lunghezza;  viene  occupato  dal  codolo,  è 
coperto  di  pelle  di  pesce  assicurata  con  filo  d' ottone 
sottilissimo  e  pesa  grammi  35  ; 

del  cappuccio,  di  ferro,  che  si  sovrappone  al  ma- 
nico ;  è  lungo  centimetri   1 4  e  pesa  grammi  60  ; 

della  ghiera,  piccolo  cerchietto  di  ferro  che  tiene 
collegati  fra  loro  il  manico  ed  il  cappuccio  \  la  sua  al- 
tezza è  di  millimetri   15   e  pesa  grammi   1 5  -, 

del  bottone,  s' avvita  a  quella  parte  estrema  del  co- 
dolo  che  sporge  dal  manico  e  pesa  grammi    io. 

La  sciabola  così  composta  è  lunga  metri  1,05  e  pesa 
grammi  610. 


380  PARTE    QUARTA 

§  2.  —  Equilibrio  della  sciabola. 

Una  sciabola,  di  cui  tutte  le  parti  corrispondano  esat- 
tamente alle  dimensioni  accennate  al  paragrafo  prece- 
dente, ha  il  centro  di  gravità  distante  4  centimetri  dalla 
guardia. 

Più  il  centro  di  gravità  si  avvicina  alla  coccia  e  più 
l'arma  si  rende  leggiera;  all'opposto  più  esso  se  ne 
allontana  e  più  l'arma  si  rende  pesante.  (')  Siccome  poi 
è  evidente  che  l' arma  più  leggiera  si  maneggia  con 
maggior  precisione  e  si  trasporta  con  più  velocità,  così 
è  meglio  preferire  una  sciabola  che  abbia  il  suo  cen- 
tro di  gravità  tra  il  punto  su  accennato  e  la  guardia, 
anziché  tra  esso  e  la  punta. 

§  3.  —  Modo  d'impugnare  la  sciabola. 

S' introducono  le  ultime  quattro  dita  unite  fra  la  guar- 
dia e  l'impugnatura  e  si  adattano  sotto  il  manico,  in 
modo  che  la  parte  superiore  dell'ultima  falange  dell'in- 
dice stia  contro  la  coccia.  Il  pollice  vien  posto  sopra 
il  cappuccio  e  a  contatto  della  coccia.  Il  cappuccio  deve 
appoggiarsi  all'eminenza  ipotenare  della  mano,  in  modo 
che  la  parte  superiore  di  esso  sporga  alquanto  in  fuori 
della  mano  stessa,  affine  di  aver  quivi  un  sicuro  punto 
d'appoggio  nell'atto  di  vibrare  la  sciabolata.  La  mano 
deve  stringere  con  forza  il  manico. 

L'esperienza  ha  dimostrato  che  le  sciabolate  vibrate 
con  l'arme  impugnata  in  questa  maniera  riescono  di 
taglio  ed  al  punto  prescelto,  e  che  impugnando  invece 
l'arme  come  tm  bastone,   esse   vendono   abbandonate   e 


(1)  Vedi  pag.    150  Parte  meccanica. 


%! 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  38 1 


spesso  cadono  di  piatto  e  in  un  punto  diverso  da  quello 
cui  sono  dirette. 

La  sciabola  deve  essere  maneggiata  col  concorso  di 
tutte  tre  le  articolazioni  del  braccio.  Per  la  puntata  deve 
agire  più  specialmente  1'  articolazione  della  spalla,  e  per 
la  sciabolata  quella  del  gomito  assecondata  nella  sua  fi- 
nale dalla  articolazione  del  polso. 

La  mano,  nella  scherma  di  sciabola,  non  deve  giam- 
mai eseguire  movimenti  di  flessione,  ma  soltanto  mo- 
vimenti laterali  verso  il  cubito  e  movimenti  di  estensione. 

I  movimenti  di  flessione  tendono  a  far  divergere  la 
sciabola  e  la  obbligano  a  prendere  una  direzione  di- 
versa da  quella  del  bersaglio.  I  movimenti  laterali  in- 
vece permettono  di  colpire  l'avversario  quando  questi 
eseguisca  delle  mezze  parate ,  e  i  movimenti  d' esten- 
sione facilitano,  come  in  seguito  si  vedrà,  l'esecuzione 
di  alcune  determinate  azioni. 

§  4.  —  Posizione  normale. 

Si  volge  il  fianco  destro  all'avversario  e  si  dispongono 
i  piedi  ad  angolo  retto  coi  talloni  a  contatto  e  colla  punta 
del  piede  destro  rivolta  all'  avversario  ;  le  ginocchia  sono 
tese  \  le  anche  sporgenti  egualmente  ;  il  corpo  dritto  ; 
il  ventre  in  dentro  e  il  petto  avanti  ;  le  spalle  tenute 
bene  aperte  allo  stesso  livello-,  la  testa  alta-,  lo  sguardo 
rivolto  all'  avversario  ;  il  braccio  sinistro  pendente  e  teso 
naturalmente  colla  palma  della  mano  contro  la  coscia  ; 
le  dita  unite  e  distese  C1)  ;  il  braccio  destro  naturalmente 


(1)  Quando  si  userà  la  maschera  essa  sarà  tenuta  colla  mano  sinistra  in  modo 
che  la  parte  inferiore  dell'  orecchione  sinistro  sia  fra  il  pollice  e  le  altre  quat- 
tro dita  ;  1'  orecchione  destro  contro  la  parte  esterna  della  coscia. 


382  PARTE    QUARTA 

disteso  ;  il  pugno  prono,  alquanto  distaccato  dal  corpo, 
e  avanti  la  coscia  destra  circa  30  centimetri.  La  scia- 
bola impugnata  colle  norme  prescritte  deve  mantenersi 
in  linea  col  braccio  ;  la  punta  a  pochi  centimetri  da 
terra  ;  il  taglio  voltato  a  destra. 

§  5.  —  Linea  direttrice. 

Supposti  due  schermidori  l'uno  di  fronte  all'altro  in 
posizione  normale,  s' intende  per  linea  direttrice  quella 
linea  immaginaria,  che  partendo  dal  centro  del  tallone 
sinistro  di  uno  di  essi  e  passando  per  l' asse  del  suo 
piede  destro  va  ad  incontrare  gli  stessi  punti  dei  piedi 
dell'  avversario. 

Su  questa  linea  si  devono  rigorosamente  svolgere 
tutte  le  azioni  della  scherma  di  sciabola. 

§  6.  —  Sciabola  in  linea. 

Questo  movimento  si  eseguisce  in  un  tempo  solo  e 
alzando  la  sciabola,  col  braccio  disteso,  fino  al  livello 
della  spalla.  Il  taglio  è  rivolto  a  destra  ed  un  poco  in 
alto  \  la  spalla,  il  pugno  e  la  punta  della  sciabola  sono 
sulla  stessa  linea. 

§  7.  —  Posizioni  del  pugno. 

Dalla  posizione  di  sciabola  in  linea  si  prendono  le 
varie  posizioni  del  pugno,  che  sono  cinque,  cioè  :  prima, 
seconda,  terza,  quarta  e  quinta. 

La  posizione  di  prima  si  ottiene  rotando  il  braccio 
sul  proprio  asse  finché  il  dorso  della  mano  sia  rivolto 
a  sinistra  ed  il  taglio  in  alto-,  quella  di  seconda,  giran- 
dolo finché  il  dorso  della  mano  sia  rivolto  in  alto   ed 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  383 

il  taglio  a  destra  ;  quella  di  tersa,  facendolo  rotare  fin- 
ché il  dorso  della  mano  sia  rivolto  a  destra  ed  il  taglio 
a  terra;  quella  di  quarta,  volgendo  il  taglio  a  sinistra 
e  facendo  prendere  alla  mano  la  sua  totale  supinazione; 
e  finalmente  quella  di  quinta  facendole  prendere  una 
posizione  intermedia  fra  la  terza  e  la  quarta. 

§  8.   -  Saluto. 

Il  saluto  si  eseguisce  in  sette  tempi  : 

1 .°  si  alza  la  sciabola  col  braccio  teso  ;  si  passa 
per  la  posizione  di  sciabola  in  linea;  si  flette  il  braccio 
e  si  porta  per  tal  modo  là  sciabola  perpendicolare  al 
suolo  colla  lama  innanzi  all'occhio  destro,  la  punta  in 
alto,  il  gomito  stretto  al  corpo  e  le  unghie  rivolte  al 
petto  ; 

2.0  si  distende  il  braccio  mettendo  la  sciabola  sulla 
linea  col  pugno  in  seconda  ;  e  così  si  saluta  V  avversario; 

3.0  si  flette  il  braccio  come  al  primo  tempo; 

4.0  lo  si  distende  nuovamente  col  pugno  in  seconda 
e  lo  si  porta  a  sinistra;  e  così  si  salutano  coloro  che 
si  trovano  da  quella  parte  ; 

5.0  si  flette  il  braccio  come  al  primo  movimento; 

6.°  lo  si  distende  ancora  come  al  2°  e  40  tempo, 
ma  portandolo  a  destra  e  mantenendo  la  sciabola  col 
pugno  di  seconda  ;  e  così  si  salutano  coloro  che  sono 
da  quella  parte 

7.0  si  riprende  la  posizione  normale. 

Avvertenza.  —  Nel  salutare  bisogna  che  lo  sguardo  ed  il  busto 
assecondino  con  eleganza  non  affettata  i  movimenti  del  braccio. 

Quando  si  creda  opportuno  di  tisare  particolare  deferenza  a  ta- 
lune delle  persone  che  presenziano  gli  esercizi,  si  potrà  cominciare  il 
saluto  dalla  lor  parte,  sempre  però  dopo  di  aver  salutato  l'avversario. 


384  PARTE    QUARTA 


§  9.  —  Guardia. 


Per  guardia  s' intende  quella  posizione  più  vantag- 
giosa che  lo  schermidore  prende  col  corpo  e  colla  scia- 
bola per  essere  vigilante  e  pronto  ad  accorrere  velo- 
cemente alla  difesa  e  all'offesa. 

La  guardia  essendo  quell'atteggiamento  che  per  primo 
deve  influire  sul  morale  dell'  avversario,  è  necessario 
assumerla  con  esattezza  e  con  disinvoltura,  affinchè  essa 
risulti  bella  ed  insieme  imponente. 

Per  mettersi  in  guardia  occorrono  due  tempi. 

i.°  si  prende  la  posizione  di  sciabola  in  linea,  si 
piega  contemporaneamente  il  braccio  sinistro  dietro  il 
fianco  e  si  stringe  nella  mano  la  cintura  dei  pantaloni  ; 
2.0  si  flettono  le  ginocchia  e  si  avanza  il  piede  de- 
stro sulla  linea  direttrice,  fino  a  che  lo  spazio  intercetto 
fra  tallone  e  tallone  sia  eguale  ai  quattro  decimi  della 
propria  statura. 

In  tale  atteggiamento  l'asse  del  tronco  e  la  gamba 
destra  devono  essere  perpendicolari  alla  linea  diret- 
trice; gli  arti  inferiori  piegati  ad  angolo  di  120  gradi; 
il  peso  del  corpo  ugualmente  ripartito  fra  gli  arti  me- 
desimi ;  il  ginocchio  sinistro  perpendicolare  alla  punta 
del  piede  ;  il  ventre  in  dentro  ed  il  petto  avanti  ;  le 
spalle  allo  stesso  livello  ;  la  testa  alta  ;  lo  sguardo  fisso 
negli  occhi  dell'avversario.  La  sciabola,  impugnata  nel 
modo  già  accennato,  deve  essere  mantenuta  colla  punta 
diretta  al  petto  dell'  avversario  e  col  pugno  a  livello 
della  spalla.  Questa  dicesi  guardia  di  terza,  e  si  presta 
maggiormente  allo  svolgimento  delle  azioni  elementari 
della  scherma  di  sciabola.  Neil'  assalto   però  si  prende 


1 


3- 

9 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  385 

più  utilmente  la  guardia  di  seconda,  che  consiste  nel  te- 
nere il  pugno  all'  altezza  della  mammella  e  la  punta 
diretta  al  fianco  dell'avversario. 

§  io.  —  Riposo. 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo. 

Si  distendono  le  ginocchia,  si  unisce  il  tallone  de- 
stro al  sinistro  o  inversamente  e  si  riprende  la  posi- 
zione normale.  L' allievo  quindi  è  libero  di  muovere  o 
l'uria  o  l'altra  o-amba. 


&* 


§n.  —  Linea  d' offesa. 

S' intende  per  linea  d' offesa  quella  linea  formata  dal 
braccio  e  dalla  sciabola,  che  prolungandosi  immagina- 
riamente si  congiunge  col  petto  o  col  fianco  dell'av- 
versario. 

E  molto  vantaggioso  mantenere  la  sciabola  sulla  li- 
nea d' offesa,  poiché  in  tal  modo  s'impedisce  sempre  al- 
l' avversario  di  tirare  se  prima  egli  non  eseguisca  una 
azione  di  deviamento. 

§  12.  —  Bersaglio. 

I  limiti  del  bersaglio  nella  scherma  di  sciabola  sono 
la  testa  ed  il  margine  superiore  dell'  osso  iliaco,  com- 
preso il  braccio. 

Non  è  cavalleresco  di  vibrare  i  colpi  agli  arti  inferiori. 

§  13.  —  Battuta  di  piede. 

La  battuta  di  piede  si  eseguisce  in  un  tempo  solo  : 
si  alza  il  piede  destro  di  pochi  centimetri  e  lo  si  rimette 

25 


386  PARTE  QUARTA 

immediatamente  al  suo  posto  battendolo  con  forza  ed 
a  piena  pianta. 

La  battuta  del  piede  deve  essere  eseguita  energica- 
mente, senza  perdere  l'equilibrio  e  senza  fare  oscillare 
la  punta  della  sciabola.  Ha  per  iscopo  di  abituare  l'al- 
lievo a  mantenere  l'attività  delle  membra  e  l'equilibrio 
del  corpo. 


§  14.  —  Misura. 

Chiamasi  misura  lo  spazio  esistente  fra  due  schermi- 
dori situati  in  guardia  ;  e  siccome  questo  spazio  può 
essere  lungo,  medio  o  breve,  così  si  hanno  tre  specie 
di  misura,  che  si  distinguono  colle  espressioni  di  :  fuori 
misura,  giusta  misura  e  sotto  misura. 

Si  sta  fuori  misura,  quando  per  colpire  l' avversario 
necessita  eseguire  uno  o  più  passi  avanti  ; 

a  giusta  misura,  quando  dalla  posizione  di  guardia 
e  partendo  a-fondo  s' arriva  a  colpire  l' avversario  col 
debole  della  propria  lama  -, 

sotto  misura,  allorquando  la  distanza  intercetta  fra 
gli  avversari  è  minore  di  quella  fissata  per  la  giusta 
misura. 

È  facile  osservare  che  tutte  le  volte  che  si  è  fuori 
misura  relativamente  al  corpo,  si  sta  invece  a  giusta 
misura  relativamente  al  braccio,  e  conseguentemente  che 
il  corpo  è  a  giusta  misura  quando  il  braccio  si  trova 
sotto  misura. 

Nella  scherma  di  sciabola,  con  maggior  rigore  che 
in  quella  di  spada,  bisogna  evitare  di  ridursi  sotto  mi- 
sura, a  motivo  alle  offese  di  taglio. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  387 

§  15.  —  Passo  avanti. 

Il  passo  avanti  si  eseguisce  per  avvicinarsi  all'avver- 
sario e  colpirlo  quando  egli  sia  fuori  misura,  e  consta 
di  due  tempi. 

1 .°  Si  porterà  avanti  il  piede  destro  di  tanto  quanto 
basti  per  poter  entrare  in  misura  giusta; 

2.0  si  farà  immediatamente  seguire  il  piede  sinistro 
al  destro  per  uno  spazio  uguale,  e  si  manterrà  inalte- 
rata la  posizione  di  guardia. 

Avvertenza.  —  Accade  molte  volte  che  lo  schermidore  sia  tal- 
mente distante  dal  suo  avversario,  che  abbia  d'uopo  di  avanzare  di 
due  passi  per  acquistare  la  misura.  Più  facilmente  e  più  sollecitamente 
allora  gli  sarà  dato  di  vibrare  il  colpo  avanzando  prima  il  piede 
sinistro,  e  guadagnando  per  tal  modo  in  un  sol  tempo  lo  spazio  che 
dovrebbe  superare  in  quattro  tempi,  che  eseguendo  il  passo  avanti  colle 
norme  accennate.  Tale  esecuzione  presenta  spesso  il  vantaggio  di  sor- 
prendere V  avversario  che  non  si  tiene  preparato  alla  difesa  perche 
fida  nella  distanza. 

§  16.  —  Passo  indietro. 

Il  passo  indietro  si  eseguisce  così  per  riprendere  la 
giusta  misura,  come  per  allontanarsi  dall'avversario  e 
rendergli  più  difficile  l'offensiva.  Consta  di  due  tempi: 

i.°  si  porta  indietro  il  piede  sinistro  distendendo 
totalmente  la  gamba  sinistra; 

2.0  piegando  il  ginocchio  sinistro  si  porta  indie- 
tro anche  il  piede  destro,  e  battendo  questo  a  terra 
si  riprenda  l'esatta  posizione  di  guardia. 

§  17.  —  Salto  indietro. 

Si  eseguisce  sia  dalla  guardia  che  dall'  a-fondo,  colla 
massima  rapidità.  Si  contraggono   maggiormente  i  mu- 


388  PARTE    QUARTA 

scoli  delle  estremità  inferiori,  si  preme  con  forza  il  piede 
destro  a  terra,  quindi  si  spicca  un  salto  indietro  por- 
tando il  piede  destro  contro  il  sinistro,  e  si  posa  il  si- 
nistro alla  distanza  prescritta  per  la  posizione  di  guardia. 

Avvertenza.  —  Neil esecuzione  del  salto  indietro  s'abbia  la  mas- 
sima cura  di  non  perdere  menomamente  V  equilibrio,  di  mantenersi 
esattamente  sulla  linea  direttrice,  e  di  mettere  la  sciabola  sitila  linea 
d  offesa. 


*H* 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  389 


CAPITOLO  SECONDO 


Inviti.  —  Legamenti.  —  Parate.  —  Passaggio  da  una  parata  all'altra.  —  Molinelli. 


18.  —  Inyiti. 


L' atto  di  scoprire  scientemente  e  con  idea  precon- 
cetta il  proprio  bersaglio,  allo  scopo  d'indurre  l'avver- 
sario ad  agire,  dicesi  invito. 

\J  invito  può  farsi  sia  mantenendo  la  propria  sciabola 
distaccata  da  quella  dell'  avversario,  sia  tenendola  a 
contatto  e  dominandone  i  gradi. 

Nel  primo  caso  si  ha  1'  invito  semplice,  nel  secondo 
l' invito  di  legamento.  In  pratica  si  dice  per  maggior  con- 
cisione, invito  il  primo,   legamento  il  secondo. 

Cinque  sono  gli  inviti,  ossia  di  prima,  di  seconda,  di 
terza,  di  quarta  e  di  quinta. 

a)  Invito  di  prima;  si  eseguisce  in  un  tempo  solo; 
si  porterà  la  sciabola  a  sinistra  col  braccio  teso  e  in 
modo  che  il  pugno  riesca  a  livello  della  spalla  ed  al- 
quanto in  fuori  di  essa;" la  punta  dovrà  trovarsi  a  livello 
del  pugno  e  circa  a  30  centimetri  a  sinistra  della  spalla 
destra  dell'avversario;  il  taglio  rivolto  in  alto  a  destra. 

L' invito  di  prima  non  può  eseguirsi  a  giusta  misura 
quando  1'  avversario  si  trovi  colla  sciabola  sulla  linea 
d' offesa  e  colla  punta  diretta  al  petto,  perchè  in  tal 
caso  il  proprio  braccio  risulterebbe  a  contatto  col  ta- 
glio della  sua  sciabola. 

ò)  Invito  di  seconda;  si  eseguisce  in  un  sol  tempo 


390  PARTE    QUARTA 

prendendo  quasi  la  stessa  posizione  della  guardia  di 
seconda  ;  si  porterà  cioè  la  sciabola  ed  il  braccio  un 
poco  più  a  destra  che  non  si  porti  in  questa,  e  in  modo 
che  la  punta  risulti  a  20  centimetri  circa  dal  fianco 
dell'  avversario. 

e)  Invito  di  terza  ;  si  eseguisce  in  un  sol  tempo; 
si  porterà  la  sciabola  a  destra  col  braccio  teso,  in  modo 
che  il  pugno  risulti  a  livello  della  spalla  ed  alquanto 
in  fuori  di  essa;  la  punta  un  poco  più  alta  del  pugno 
e  circa  a  20  centimetri  a  destra  della  spalla  dell'avver- 
sario; il  taglio  rivolto  in  alto  a  destra. 

d)  Invito  di  quarta;  si  eseguisce  in  un  tempo  solo; 
si  porterà  la  sciabola  a  sinistra  col  braccio  semiteso; 
il  pugno  a  livello  della  mammella  ed  alquanto  a  sini- 
stra di  essa;  la  punta  un  poco  più  alta  del  pugno  ed 
a  20  centimetri  circa  a  sinistra  della  spalla  destra  del- 
l'avversario;  il  taglio  rivolto  in  basso  a  sinistra. 

Per  la  stessa  ragione  addotta  per  l' invito  di  prima, 
anche  questo  di  quarta  non  può  eseguirsi  a  giusta  mi- 
sura quando  l' avversario  mantenga  il  ferro  sulla  linea 
d' offesa  colla  punta  diretta  al  petto. 

e)  Invito  di  quinta;  si  eseguisce  in  un  tempo  solo; 
si  collocheranno  il  braccio  e  la  sciabola  in  una  posizione 
intermedia  fra  quelle  dell'invito  di  prima  e  di  terza; 
il  braccio  dovrà  essere  impercettibilmente  piegato;  il 
pugno  a  livello  della  faccia;  lo  sguardo  sotto  la  lama 
il  cui  taglio  sarà   rivolto   in   alto   e  un  poco  a   destra. 

§  19.  —  Legamenti. 

Il  legamento  consiste  neh"  unire  i  gradi  forti  della 
propria  sciabola  ài  gradi  deboli  di  quella  avversa,  de- 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  39 1 

viando  questa  dalla  linea  d'offesa.  L'unione  dovrà  suc- 
cedere in  modo  da  opporre  alla  sciabola  dell'avversa- 
rio, sia  a  giusta  misura  che  fuori  misura,  il  braccio 
di  leva  più  corto  che  sia  possibile. 

I  legamenti,  come  gli  inviti,  sono  cinque:  di  prima, 
di  seconda,  di  terza,  dì  quarta  e  di  quinta.  La  loro 
esecuzione  non  varia  da  quella  degli  inviti  stessi  -,  la 
sola  differenza  sta  in  ciò,  che  negli  inviti  i  ferri  sono 
staccati,  mentre  che  nei  legamenti  sono  a  contatto. 

§  20.  —  Parate. 

Qualunque  movimento  eseguito  colla  sciabola  o  col 
corpo  allo  scopo  di  deviare  o  schivare  un  colpo,  dicesi 
parata. 

È  sempre  meglio  però  di  schivare  il  colpo  contrap- 
ponendo il  proprio  ferro  a  quello  dell'avversario,  che 
ritirando  il  corpo,  perocché  l'azione  del  solo  braccio 
riesce  evidentemente  più  veloce  di  quella  di  tutto  il 
corpo.  Devesi  ricordare  inoltre  che  anche  a  parità  di 
efficacia  è  preferibile  quel  movimento  che  raggiunga 
lo  stesso  scopo  difensivo  con  maggior  eleganza  e  fer- 
mezza. 

Le  parate  possono  essere  semplici,  di  contro  e  di  ce- 
duta. Delle  prime,  poiché  servono  di  base  alle  altre, 
è  necessario  determinare  i  principii  per  stabilire  il  fon- 
damento delle  parate  tutte. 

Le  parate  semplici  sono  :  di  prima,  di  seconda,  di  terza, 
di  quarta,  di  quinta,  di  sesta,  di  terza  bassa  e  quarta 
bassa;  però  la  quarta,  la  sesta,  la  terza  bassa  e  la  quarta 
bassa  non  bisogna  usarle  che  in  caso  di  assoluta  ne- 
cessità, poiché  esse  scoprono  di  molto  il  bersaglio. 


392  PARTE    QUARTA 

Prima  di  spiegare  il  passaggio  da  una  parata  all'altra 
sarà  bene  descrivere  la  posizione  finale  di  ciascuna 
di  esse. 

Parata  di  prima;  il  braccio,  impercettibilmente  pie- 
gato, mantiene  la  sciabola  come  per  l' invito  di  prima  ma 
col  taglio  in  alto  a  sinistra;  il  pugno  è  all'altezza  della 
spalla  ;  lo  sguardo  passa  sopra  alla  coccia.  La  prima 
para  tutto  il  lato  interno,  il  braccio  in  dentro  e  la 
puntata. 

Parata  di  seconda;  è  come  X invito  di  seconda.  Para 
ì  colpi  vibrati  al  fianco  e  la  puntata. 

Parata  di  terza;  si  ottiene  prendendo  la  posizione 
dell'  invito  di  terza,  e  piegando  un  po'  il  braccio.  Para 
i  colpi  diretti  alla  figura  esterna,  al  braccio  in  fuori  e  la 
puntata. 

Parata  di  quarta;  si  eseguisce  come  X  invito  di  quarta. 
Para  i  colpi  diretti  alla  figura  interna,  al  petto,  al  brac- 
cio in  dentro  e  la  puntata. 

Parata  di  quinta;  è  come  V  invito  di  quinta.  Para  i 
colpi  diretti  alla  testa  e  qualche  volta  anche  la  puntata. 

Parata  di  sesta;  la  sciabola  si  trova  in  avanti  col- 
l'impugnatura  a  sinistra  e  la  punta  a  destra;  il  braccio 
piegato  ad  angolo  ottuso;  il  pugno  un  poco  a  sinistra 
e  avanti  alla  testa  ;  la  punta  della  lama  un  poco  più 
alta  e  molto  più  avanti  della  coccia;  il  taglio  rivolto 
in  alto.  La  sesta  para  i  colpi  diretti  alla  testa. 

Parata  di  terza  bassa  ;  il  braccio  dev'essere  piegato  col 
gomito  a  sinistra  e  quasi  a  contatto  del  fianco;  la  mano 
forma  un  angolo  coli' avambraccio,  col  vertice  in  dentro 
(movimento  di  estensione);  la  sciabola  trovasi  a  de- 
stra colla  coccia  a  pochi  centimetri  sopra  il  ginocchio; 
la  punta  all'  altezza  della  spalla  ed  alquanto  in  fuori  di 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  393 


essa-,  il  taglio  della  lama  rivolto  in  basso.  Para  i  colpi 
diretti  al  fianco. 

Parata  di  quarta  bassa;  il  braccio  è  molto  piegato; 
l'avambraccio  a.  contatto  del  fianco  destro;  il  pugno  a 
pochi  centimetri  dall'inguine;  la  punta  della  lama  all'al- 
tezza della  spalla  ed  alquanto  a  sinistra  di  essa;  il  taglio 
rivolto  in  basso.  Para  i  colpi  vibrati  alla  pancia,  nonché 
la  puntata,  per  la  quale  si  porterà  il  pugno  un  poco 
più  avanti  ed  a  sinistra.  (0 

Avvertenza.  —  /  pinti  fissati  pel  braccio,  pel  pugno  e  per  la 
punta  della  sciabola  non  sono  costanti,  ma  varia  la  loro  posizione  in 
ragione  del  modo  con  cui  V  avversario  dirige  i  suoi  colpi.  Parimente  la 
maggiore  o  minore  flessione  del  braccio  deve  rispondere  alla  maggiore 
o  minore  distanza  esistente  fra  i  due  avversari.  Si  tenga  però  sempre 
presente  che  i  colpi  devono  pararsi  col  forte  e  col  taglio  della  lama. 

§  21.  —  Passaggio  da  una  parata  all'altra. 

Dalla  parata  di  prima  si  passerà  in  un  tempo  solo: 

a)  alla  parata  di  seconda  nel  seguente  modo:  per 
movimento  d'avambraccio  si  trasporterà  la  sciabola  a 
destra  abbassando  il  pugno  senza  infletterlo  nella  sua 
articolazione;  ed  opponendo  il  forte  della  propria  lama 
alla  lama  nemica,  si  prenderà  l'esatta  posizione  della 
parata  di  seconda-, 

b)  alla  parata  di  terza  nel  seguente  modo:  per  mo- 
vimento in  ispecie  d'avambraccio  si  trasporterà  la  scia- 
bola a  destra  facendo  descrivere  alla  punta  un  arco  colla 
convessità  in  alto;  e  portando  il  pugno  all'altezza  della 
spalla,  si  prenderà  la  posizione  precisa  della  parata  di 
terza; 


(i)  Le  parate  di  terza  bassa  e  quarta  bassa  si  eseguiscono  sempre  di  tocco. 


394  PARTE    QUARTA 

c)  alla  parata  di  quarta  bassa  nel  seguente  modo: 
si  alzerà  la  punta  della  sciabola,  si  girerà  il  taglio  verso 
terra,  ed  abbassando  braccio  e  sciabola  si  prenderà  la 
posizione  di  quarta  bassa.  Frattanto  si  eviterà  qualsiasi 
movimento  di  flessione  della  mano. 

Dalla  parata  di  seconda  si  passerà  in  un  tempo  solo: 

a)  alla  parata  di  prima  nel  seguente  modo:  si  tra- 
sporterà la  sciabola  a  sinistra  alzando  diagonalmente 
il  braccio,  e  facendo  descrivere  alla  punta  la  via  più 
breve  si  prenderà  l' esatta  posizione  della  parata  di 
prima; 

b)  alla  parata  di  quinta  nel  seguente  modo:  si  por- 
terà la  sciabola  al  di  sopra  del  capo  alzando  il  braccio 
senza  inflettere  il  pugno  nella  sua  articolazione,  e  fa- 
cendo percorrere  alla  punta  la  via  più  breve  si  pren- 
derà la  precisa  posizione  della  parata  di  quinta; 

e)  alla  parata  di  terza  nel  seguente  modo  :  per 
movimento  d'avambraccio  si  trasporterà  la  sciabola  in 
alto  a  destra,  e  facendo  descrivere  alla  punta  un  arco 
colla  convessità  in  dentro  si  prenderà  la  posizione  della 
parata  di  terza. 

Dalla  parata  di  terza  si  passerà  in   un   tempo  solo: 

a)  alla  parata  di  quarta  nel  seguente  modo  :  per 
movimento  rotatorio  dell'avambraccio  e  senza  flettere 
la  mano  si  trasporterà  la  sciabola  a  sinistra  facendo 
percorrere  alla  punta  la  via  più  breve,  e  si  prenderà  la 
precisa  posizione  della  parata  di  quarta; 

b)  alla  parata  di  quarta  bassa  nel  seguente  modo: 
si  eseguirà  lo  stesso  movimento  descritto  per  la  parata 
precedente,  abbassando  però  il  pugno,  e  si  prenderà 
l'identica  posizione  della  parata  di  quarta  bassa; 

e)  alla  parata  di  sesta  nel  seguente  modo:  si  por- 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  395 

terà  la  sciabola  al  di  sopra  della  testa  flettendo  poco  il 
braccio  e  rotando  l'avambraccio,  senza  inflettere  il  pu- 
gno si  farà  percorrere  alla  punta  della  lama  la  via  più 
breve  e  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  sesta; 

d)  alla  parata  di  seconda  nel  seguente  modo:  fa- 
cendo perno  al  gomito  e  mantenendo  il  pugno  rigido 
si  farà  descrivere  alla  punta  della  lama  un  arco  colla 
convessità  in  dentro,  si  trasporterà  per  tal  modo  la  scia- 
bola in  basso  e  si  prenderà  l'esatta  posizione  della  pa- 
rata di  seconda. 

Dalla  parata  di  quarta  si  passerà  in  un  tempo  solo: 

a)  alla  quarta  bassa  nel  seguente  modo:  si  fletterà 
mao-mormente  il  braccio  mantenendo  rigida  l'articola- 
zione  del  polso,  ed  abbassando  il  pugno  fino  all'altezza 
dell'inguine  si  prenderà  l'esatta  posizione  della  parata 
di  quarta  bassa; 

b)  alla  quinta  nel  seguente  modo  :  si  porterà  la  scia- 
bola al  di  sopra  del  capo  mediante  la  rotazione  del- 
l' avambraccio,  si  manterrà  rigida  l' articolazione  del 
polso  e  si  prenderà  l'esatta  posizione  della  parata  di 
quinta; 

e)  alla  parata  di  terza  nel  seguente  modo  :  per  mo- 
vimento rotatorio  dell'avambraccio  e  senza  flettere  il 
pugno  si  trasporterà  la  sciabola  a  destra,  si  farà  per- 
correre alla  punta  la  via  più  breve  e  si  prenderà  la 
posizione  della  parata  di  terza; 

d)  alla  parata  di  terza  bassa,  nel  seguente  modo: 
si  eseguirà  coli' avambraccio  lo  stesso  movimento  ac- 
cennato per  la  parata  precedente,  si  abbasserà  e  si  an- 
golerà  il  pugno  e  si  prenderà  la  precisa  posizione  della 
parata  di  terza  bassa; 

e)  alla  parata  di  seconda  nel  seguente  modo:   per 


396  PARTE    QUARTA' 

movimento  rotatorio  dell'  avambraccio  e  senza  flettere 
il  pugno  si  farà  descrivere  alla  punta  un  arco  colla 
convessità  in  dentro,  si  trasporterà  per  tal  modo  la  scia- 
bola in  basso  ed  a  destra  e  si  prenderà  la  precisa  po- 
sizione della  parata  di  seconda. 

Dalla  parata  di  quinta  si  passerà  in  un  tempo  solo: 

a)  alla  parata  di  quarta  nel  seguente  modo  :  senza 
flettere  il  pugno  si  roterà  l'avambraccio,  si  porterà  la 
sciabola  a  sinistra  e  si  prenderà  la  posizione  della  pa- 
rata di  quarta; 

b)  alla  parata  di  quarta  bassa  nel  seguente  modo: 
si  eseguirà  col  braccio  lo  stesso  movimento  descritto 
per  la  parata  precedente,  flettendo  però  maggiormente 
il  braccio,  e  si  prenderà  l'esatta  posizione  della  parata 
di  quarta  bassa; 

e)  alla  parata  di  terza  nel  seguente  modo:  per  mo- 
vimento d'avambraccio  e  senza  flettere  menomamente 
il  polso  si  farà  descrivere  alla  punta  della  lama  un 
arco  colla  convessità  in  alto,  si  porterà  in  tal  guisa  la 
sciabola  a  destra  e  si  prenderà  la  posizione  della  pa- 
rata di  terza; 

ci)  alla  parata  di  seconda  nel  seguente  modo:  man- 
tenendo rigida  l'articolazione  del  polso  e  facendo  perno 
al  gomito  si  farà  descrivere  alla  punta  della  lama  un 
arco  colla  convessità  in  dentro,  si  porterà  per  tal  modo 
la  sciabola  in  basso  a  destra  e  si  prenderà  la  posi- 
zione della  parata  di  seconda. 

Dalla  sesta  si  passerà  in  un  tempo  solo: 

a)  alla  parata  di  quarta  bassa  nel  seguente  modo: 
si  abbasserà  la  sciabola,  si  farà  passare  il  braccio  ra- 
sente al  corpo  e  si  prenderà  la  posizione  della  parata 
di  quarta  bassa; 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  397 

b)  alla  parata  di  terza  nel  seguente  modo:  senza 
flettere  il  polso  e  con  movimento  rotatorio  dell'avam- 
braccio si  abbasserà  alquanto  la  sciabola  portandola  a 
destra,  si  distenderà  quasi  interamente  il  braccio  e  si 
prenderà  la  posizione  della  parata  di  terza; 

cj  alla  parata  di  terza  bassa  nel  seguente  modo: 
si  abbasserà  il  braccio,  si  formerà  angolo  nel  pugno  e  si 
prenderà  la  precisa  posizione  della  parata  di  terza  bassa; 

d)  alla  parata  di  seconda  nel  seguente  modo:  fa- 
cendo perno  al  gomito  e  portando  la  sciabola  in  basso 
a  destra  si  farà  descrivere  alla  punta  della  lama  un 
arco  colla  convessità  in  dentro,  si  distenderà  il  braccio 
e  si  prenderà  l'esatta  posizione  della  parata  di  seconda. 
Si  avrà  cura,  nell'  abbassare  la  sciabola,  di  non  portare 
la  punta  dietro  la  testa. 

Dalla  parata  di  terza  bassa  si  passerà  in  un  tempo  solo  : 

a)  alla  parata  di  sesta  nel  seguente  modo:  disten- 
dendo la  mano  si  alzerà  il  braccio,  si  porterà  la  sciabola 
al  di  sopra  del  capo  e  si  prenderà  la  posizione  della 
parata  di  sesta; 

b)  alla  parata  di  quarta  nel  seguente  modo:  disten- 
dendo la  mano  ed  alquanto  il  braccio,  si  porterà  la 
sciabola  a  sinistra  per  movimento  d'avambraccio,  e  si 
prenderà  l' esatta  posizione  della  parata  di  quarta  avendo 
cura  di  non  flettere  la  mano; 

e)  alla  parata  di  quarta  bassa  nel  seguente  modo: 
distendendo  totalmente  la  mano  si  porterà  la  sciabola 
a  sinistra  per  movimento  d'avambraccio  e  si  prenderà 
la  precisa  posizione  della  parata  di  quarta  bassa; 

Dalla  parata  di  quarta  bassa  si  passerà  in  un  tempo  solo  : 

a)  alla  parata  di  terza  bassa  nel  seguente  modo: 

si  porterà  il  gomito  in  dentro   per   quanto   sarà  possi- 


398  PARTE    QUARTA 

bile  e  l'avambraccio  a  destra  angolando  la  mano,  e  si 
prenderà  la  posizione  della  parata  di  terza  bassa; 

b)  alla  parata  di  terza  nel  seguente  modo:  alzando 
e  distendendo  quasi  interamente  il  braccio  si  porterà  la 
sciabola  a  destra  e  si  prenderà  la  posizione  della  pa- 
rata di  terza; 

e)  alla  parata  di  quinta  nel  seguente  modo  :  alzando 
il  braccio  e  distendendolo  quasi  interamente,  si  porterà 
la  sciabola  al  di  sopra  del  capo  per  movimento  rota- 
torio del  braccio  e  si  prenderà  la  posizione  della  pa- 
rata di  quinta. 

Avvertenza.  —  77  maestro  porrà  la  massima  attenzione  affinchè, 
nel  passare  da  una  parata  all'altra,  l'allievo  trasportila  sciabola 
bene  equilibrata  ed  eviti  il  difetto  di  lasciare  indietro  la  punta. 
Per  fargli  ottenere  l' esattezza  dei  movimenti  nel  passaggio  da  una 
parata  all'  altra,  dovrà  osservare  che  la  mano  guidatile  la  sciabola 
mantenga  questa  bene  impugnata,  che  non  muova  il  manico  dal  punto 
fissato  ed  aumenti  la  stretta  sull'impugnatura  al  momento  d'incon- 
trare il  ferro  avversario. 

La  parata  sarà  efficace  e  giusta  se  il  braccio  di  leva  che  si  op- 
porrà col  proprio  ferro  risulterà  più  corto  di  quello  formato  dal 
ferro  dell'  avversario;  il  che  vuol  dire  che  bisognerà  in  tutte  le  pa- 
rate opporre  sempre  il  forte  della  propria  lama  al  medio  di  quella 
nemica. 

La  velocità  che  si  dovrà  impiegare  nelle  parate  dovrà  essere  in 
ragione  diretta  della  velocità  del  colpo  che  vibrerà  l' avversario, 

§  22.  —  Molinelli. 

Per  molinello  s'intende  qualunque  movimento  di  cir- 
eumduzione dell'avambraccio  e  della  sciabola  eseguito 
allo  scopo  di  vibrare  un  colpo  di  taglio. 

I  molinelli  sono  non  solo  utili,  ma  anche  indispensabili; 
utili  perchè  essi  sviluppano  al  massimo  grado  la  forza 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  399 

e  la  elasticità  del  braccio;  indispensabili,  poiché  mol- 
tissime delle  più  importanti  azioni  di  taglio  non  potreb- 
bero svolgersi  senza  la  loro  applicazione.  Essi  aiutano 
altresì  a  condurre  la  sciabola  bene  equilibrata  ed  a 
dirigere  bene  i  colpi  al  bersaglio. 

L'articolazione  della  spalla  dovrà  concorrere  in  mi- 
nima parte  nell'esecuzione  dei  molinelli  tutti,  e  quella 
del  gomito  dovrà  essere  assecondata  da  movimenti  di 
lateralità  e  di  estensione  della  mano,  affine  di  dare  ai 
molinelli  stessi  tutta  quella  elasticità  necessaria  perchè 
essi  raggiungano  l'efficacia  desiderata. 

I  molinelli  possono  essere  di  testa,  di  figura  e  di 
fianco,  e  si  possono  eseguire  tanto  a  sinistra  che  a  de- 
stra relativamente  allo  schermidore  e  indifferentemente 
da  qualsiasi  posizione  di  parata.  (0 

§  23.  —  Molinello  di  testa  a  sinistra. 

Dalla  posizione  di  parata  di  terza  si  eseguisce  il  mo- 
linello di  testa  a  sinistra  in  due  tempi  : 

i.°  Alzando  e  piegando  energicamente  il  braccio 
ed  abbassando  la  punta  si  porterà  indietro  la  sciabola 
facendola  passare  rasente  al  corpo.  L'arme  dovrà  ri- 
sultare in  posizione  diagonale  col  taglio  indietro  e  la 
punta  all'altezza  del  fianco,  il  pugno  sopra  la  fronte, 
lo  sguardo  sotto  l'avambraccio. 

2.0  Facendo  perno  al  gomito  e  distendendo  con 
forza   ed   elasticità  il   braccio   in   avanti   si   farà   descri- 


(1)  Per  ragione  di  convenienza  però  si  prescrive  per  ogni  singolo  molinello, 
come  punto  di  partenza,  una  sola  posizione  di  parata  e  precisamente  quella 
più  adatta  alla  facile  esecuzione,  cui  dovranno  ridursi  tutti  i  movimenti,  che  risol- 
vendosi nello  stesso  molinello,  hanno  principio  da  altre  posizioni. 


400  PARTE  QUARTA 

vere  alla  punta  della  sciabola  un  arco  di  cerchio.  Il 
pugno  dovrà  risultare  in  terza  posizione,  angolato  col 
vertice  in  alto,  ed  all'altezza  del  mento. 

§  24.  —  Molinello  di  testa  a  destra. 

Dalla  posizione  di  parata  di  quarta  si  eseguisce  il 
molinello  di  testa  a  destra  in  due  tempi: 

i.°  Si  aumenterà  la  supinazione  della  mano  fino 
a  che  il  taglio  riesca  in  alto,  ed  abbassando  la  punta 
ed  alzando  e  piegando  il  braccio  si  porterà  la  sciabola 
dietro  alle  reni  assecondando  1'  atto  con  leggiero  mo- 
vimento del  busto.  L'  arme  dovrà  risultare  in  posizione 
diagonale  colla  lama  in  prossimità  del  braccio  sinistro, 
il  taglio  indietro  ed  il  pugno  all'altezza  della  testa. 

2°  Facendo  perno  al  gomito  e  distendendo  con 
forza  ed  elasticità  il  braccio  in  avanti  si  descriverà 
colla  punta  della  sciabola  un  arco  di  cerchio.  Il  pugno 
dovrà  risultare  in  terza  posizione,  angolato  col  vertice 
in  alto  ed  all'  altezza  del  mento.  (*) 

§  25.  —  Molinello  di  figura  a  sinistra. 

Dalla  posizione  di  parata  di  quarta  si  eseguisce  il 
molinello  di  figura  a  sinistra  in  due  tempi: 

i.°  Piegando  quasi  interamente  il  braccio,  facendo 
descrivere  alla  punta  un  semicerchio  in  senso  verticale 
e  senza  inflettere  il  pugno  si  alzerà  e  si  porterà  la 
sciabola  davanti  alla  faccia.  Il  gomito  dovrà  risultare 
sulla  linea  ed  all'altezza  delle  spalle,  la  mano  all'altezza 


(1)  Questo  molinello  non  si  adopererà  mai  come  vera  azione  schermistica, 
essendo  costituito  esclusivamente  allo  scopo  di  sviluppare  la  forza  e  l'elasticità 
del  braccio  nonché  1'  agilità  del  corpo. 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  40 1 

del  mento,  l'arme  orizzontale  e  per  quanto  sia  possibile 
in  linea  dell'avambraccio,  il  taglio  rivolto  a  sinistra. 

2.0  Facendo  perno  al  gomito  e  descrivendo  colla 
punta  un  semicerchio  in  senso  orizzontale  si  distenderà 
energicamente  il  braccio  in  avanti.  Il  pugno  dovrà  ri- 
sultare in  seconda  posizione  sulla  linea  ed  all'altezza 
delle  spalle,  il  taglio  a  destra  e  quasicchè  impercetti- 
bilmente rivolto  in  alto. 

§  26.  —  Molinello  di  figura  a  destra. 

Dalla  posizione  di  parata  di  terza  si  eseguirà  il  mo- 
linello di  figura  a  destra  in  due  tempi: 

i.°  Piegando  interamente  il  braccio  senza  punto 
inflettere  il  pugno  e  facendo  descrivere  alla  punta  un 
semicerchio  in  senso  verticale  si  alzerà  e  si  porterà  la 
sciabola  dietro  la  testa.  Il  pugno  dovrà  risultare  a  li- 
vello della  tempia,  la  sciabola  orizzontale  e  col  taglio 
a  destra. 

2.0  Facendo  perno  al  gomito  e  descrivendo  colla 
punta  un  semicerchio  in  senso  orizzontale  si  distenderà 
energicamente  il  braccio  in  avanti.  Il  pugno  dovrà  ri- 
sultare in  quarta  posizione  sulla  linea  ed  all'  altezza 
delle  spalle,  la  sciabola  in  linea  col  braccio,  taglio  a 
sinistra  e  quasicchè   impercettibilmente   rivolto  in   alto. 

§  27.  —  Molinello  di  fianco  a  sinistra. 

Dalla  posizione  di  parata  di  quarta  si  eseguisce  il 
molinello  di  fianco  a  sinistra  in  due  tempi: 

i.°  Si  opererà  come  nel  primo  tempo  del  moli- 
nello di  figura  a  sinistra. 

26 


402  PARTE    QUARTA 

2.°  Si  distenderà  il  braccio  come  al  secondo  tempo 
dello  stesso  molinello,  abbassandolo  però  un  poco  e  in 
modo  che  la  sciabola  cada  colla  punta  all'  altezza  del 
fianco  e  col  taglio  rivolto  a  destra  e  alquanto  in  alto. 

§  28.  —  Molinello  di  fianco  a  destra. 

Dalla  posizione  di  parata  di  terza  si  eseguisce  il 
molinello  di  fianco  a  destra  in  due  tempi  : 

i.°  Si  agirà  come  nel  primo  tempo  del  molinello 
di  figura  a  destra. 

2°  Si  distenderà  il  braccio  come  al  secondo  tempo 
dello  stesso  molinello,  abbassandolo  però  un  poco  e  in 
modo  che  la  sciabola  cada  colla  punta  all'  altezza  del 
fianco  e  col  taglio  rivolto  a  sinistra  e  un  poco  in  alto. 

Avvertenza.  —  77  secondo  tempo  di  ciascun  molinello  dovrà 
essere  assecondato  da  leggiera  inclinazione  del  corpo  in  avanti,  af- 
fine di  evitare  V  oscillazione  della  lama. 

Il  movimento  del  busto  dovrà  accompagnare  quello  del  braccio  in 
tutti  i  molinelli  di  destra,  allo  scopo  di  rendere  sciolta  razione  e  di 
facilitarne  la  perfetta  esecuzione. 

Allorquando  V  allievo  sappia  eseguire  in  due  tempi  i  descritti  mo- 
linelli con  sufficiente  esattezza,  il  maestro  glieli  farà  eseguire  in  un 
tempo  solo  e  con  movimento  continuato,  osservando  rigorosamente  che 
durante  l' esecuzione  non  venga  lasciata  indietro  la  punta,  che  non  venga 
flesso  inopportunamente  il  pugno,  e  specialmente  che  il  manico  non  sfugga 
dal  punto  prescritto;  quindi  glieli  farà  eseguire  alternativamente,  e 
combinandoli  in  qualsiasi  maniera.  E  infine  uno  stesso  molinello  lo 
farà  eseguire  indifferentemente  da  qualsiasi  posizione  di  parata. 

Z'  esercizio  severo  e  costante  dei  molinelli  riesce  il  più  bello  e 
vantaggioso,  poiché  non  solo  rende  massimamente  agili  e  forti  le  mem- 
bra, ma  più  d'  ogni  altro  favorisce  la  padronanza  del  ferro,  tanto 
necessaria  sopratutto  nelle  azioni  di  taglio. 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  40; 


CAPITOLO  TERZO 


A-fondo.  —  Dall'  a-fondo  in  guardia.  —  Dell'  a-fondo  collo  slancio  del  piede 
sinistro  indietro.  —  Delle  puntate.  —  Puntata  dritta.  —  Dèlie  puntate  di 
filo.  —  Delle  puntate  di  cavazione.  —  Delle  sciabolate.  —  Risposta  sem- 
plice.  —  Tarate  di  contro.   —  Ceduta  di  quarta  bassa. 


§  29.  —   A-fondo. 

L' a- -fondo  è  quell'atteggiamento  che  deve  assumere 
lo  schermidore  nell'  atto  di  vibrare  qualsiasi  colpo.  (0 
Si  eseguisce  in  un  tempo  solo.  Dalla  posizione  di  guardia 
si  premerà  fortemente  il  piede  sinistro  al  suolo;  si  con- 
trarranno maggiormente  i  muscoli  dell'  arto  inferiore 
sinistro,  affinchè  esso  scattando  come  molla  spinga  in 
avanti  tutto  il  corpo;  il  piede  destro  rasentando  il  suolo 
sarà  portato  avanti  sulla  direttrice  per  la  metà  dello 
spazio  compreso  fra  i  piedi  (2)  e  verrà  battuto  a  terra 
vivamente;  il  piede  sinistro  dovrà  rimanere  fisso  al  suo 
posto;  il  peso  del  corpo  dovrà  gravitare  quasi  intera- 
mente sulla  gamba  destra. 

In  tale  posizione  il  pugno  e  le  spalle  dovranno  for- 
mare una  linea  retta;  il  tronco  e  l'arto  inferiore  sini- 
stro una  diagonale;  la  gamba  destra  dovrà  essere  per- 
pendicolare al  suolo;  il  tronco  dovrà  formare  colla  coscia 


(i)  Il  colpo  al  braccio  in  determinati  casi  potrà  vibrarsi  anche  dalla  posi- 
zione di  guardia. 

(2)  La  distanza  che  si  frappone  fra  i  talloni  dovrà  essere  eguale  ai  sei  de- 
cimi della  propria  statura. 


404  PARTE    QUARTA 

destra  un  angolo  di  circa  90  gradi;  la  coscia  destra 
colla  gamba  un  angolo  di  circa   no  gradi. 

I  requisiti  àéXa—fondo  sono: 

La  lunghezza,  per  poter  colpire  da  lontano  più  che 
sia  possibile  affine  di  non  assoggettarsi  talvolta  ai  pe- 
ricoli che  inevitabilmente  ne  avverrebbero  dal  troppo 
avvicinarsi. 

L' equilibrio,  per  meglio  sostenere  l'urto  della  parata 
dell'  avversario  e  per  tornare  in  guardia  con  velocità 
e  sicurezza. 

La  coordinazione,  che  consiste  nell'  azione  simultanea 
dell'  intero  sistema  di  leve,  e  per  la  quale  si  consegue 
il  maggior  effetto  utile. 

Avvertenza.  — ■  77  Maestro  avvertirà  l'allievo  di  contrarre  tutto 
il  sistema  muscolare  prima  detratto  dello  scatto,  affitte  di  ottenere  il 
massimo  impulso. 

§  30.  —  Dall' a-fondo  in  guardia. 

L'allievo  farà  forza  colla  gamba  destra;  premerà  il 
piede  destro  a  terra,  e  facendo  leva  sulle  estremità  in- 
feriori e  piegando  la  gamba  sinistra  porterà  il  tronco 
indietro;  contemporaneamente  porterà  la  gamba  destra 
indietro  e  battendo  con  energia  il  piede  destro  a  terra 
riprenderà  l'esatta  posizione  di  guardia. 

§  31.  —  A-fondo  collo  slancio  del  piede  sinistro 
in  dietro. 

Scopo  di  quest'azione  è  quello  di  vibrare  il  colpo 
all'avversario  quando  sia  raccorciata  la  misura. 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo.  Facendo  forza  sulle 
gambe  e  spingendo  impercettibilmente  il  tronco  in  alto 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  405 

e  molto  innanzi  si  solleveranno  di  poco  i  piedi  da  terra;  e 
slanciando  energicamente  indietro  il  piede  sinistro  sulla 
direttrice  per  tanto  quanto  è  la  metà  della  guardia,  si 
prenderà  l'esatta  posizione  de\Y  a-fiondo  battendo  viva- 
mente il  piede  destro  a  terra. 

§  32.  —  Delle  puntate. 

Per  puntata  s' intende  qualunque  colpo  vibrato  colla 
punta  della  sciabola. 

Come  nella  scherma  di  spada,  così  in  questa  di  scia- 
bola le  puntate  sono  dritte,  di  filo  o  di  cavazione. 

Dicesi  dritta  quella  puntata  che  si  vibra  in  modo 
che  la  propria  lama  non  strisci  sulla  sciabola  dell'av- 
versario e  che  la  punta  percorra  una  linea  retta. 

Dicesi  di  filo  quella  puntata  che  si  sviluppa  mante- 
nendo la  propria  sciabola  a  contatto  di  quella  dell'av- 
versario e  dominandone  i  gradi. 

Dicesi  di  cavazione  quella  puntata  che  si  svolge  tra- 
sportando con  movimento  elicoidale  la  punta  della  pro- 
pria sciabola  già  soggetta  ad  un  legamento  dell'av- 
versario, nella  parte  del  bersaglio  rimasta  scoperta  a 
causa  del  legamento  stesso. 

Avvertenza.  —  In  qualsiasi  puntata,  nella  scherma  di  sciabola, 
il  pugno  dovrà  essere  girato  in  seconda  posizione,  e  si  farà  suir im- 
pugnatura la  massima  pressione  della  mano  nelT  istante  in  cui  la 
punta  toccherà  il  bersaglio. 

%  33-  —  Puntata  dritta. 

La  puntata  dritta  è  la  più  semplice  fra  tutte  le  azioni 
di  offesa  e  conseguentemente  la  più  facile,  poiché  per 
eseguirla  non  è  d'uopo   di   modificare  la  posizione  del 


406  PARTE    QUARTA 

braccio  né  quella  della  sciabola,  ma  soltanto  di  slan- 
ciarsi a-fondo  nel  modo  già  accennato. 

Importa,  sopratutto,  mantenere  ben  fermo  il  braccio 
destro  nelle  sue  varie  articolazioni,  affinchè  la  lama  e 
la  punta  non  ricevano  oscillazioni  di  sorta  per  lo  scatto 
energico  della  gamba  sinistra  e  per  l'avanzare  del  corpo. 

La  puntata  dritta  può  eseguirsi  indifferente  da  cia- 
scuno dei  cinque  inviti  dell'avversario  e  sempre  in  un 
tempo  solo. 

§  34.  —  Delle  puntate  di  filo. 

Le  puntate  di  filo  possono  eseguirsi  sia  dal  proprio 
legamento  che  in  seguito  alla  propria  parata  di  seconda 
o  di  terza,  e  prendono  rispettivamente  il  nome  di  filo 
di  seconda  e  filo  di  terza. 

Il  filo  di  seconda  si  eseguisce  in  un  tempo  solo.  Im- 
possessandosi dei  gradi  deboli  della  lama  nemica  si  vi- 
brerà una  puntata  al  fianco  dell'  avversario  facendo 
strisciare  sul  suo  il  proprio  taglio. 

Il  filo  di  terza  si  eseguisce  in  un  tempo  solo.  Impos- 
sessandosi dei  gradi  deboli  della  lama  nemica  si  vibrerà 
una  puntata  al  petto  dell'avversario  facendo  scorrere  sul 
suo  il  proprio  taglio. 

§  35.  —  Delle  puntate  di  cavazione. 

Le  puntate  di  cavazione  si  eseguiscono  da  qualsiasi 
legamento  dell'avversario,  in  un  tempo  solo  e  facendo 
perno  alla  spalla,  affine  di  ottenere  la  massima  stret- 
tezza dei  giri  e  la  maggiore  velocità  possibile.  (0 

(1)  Vedi   parte  II,   pag.    152. 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  407 

Esse  prendono  rispettivamente  il  nome  di: 

a ]  e av azione  sotto  quando  la  puntata  ha  origine 
dal  legamento  di  prima,  di  terza  o  di  quinta  dell'av- 
versario. Con  velocissimo  movimento  di  braccio,  si  svin- 
colerà la  propria  lama  dalla  lama  avversa  facendola 
passare  destramente  dall'alto  in  basso  e  rasente  alla 
coccia  ed  al  braccio  dell'avversario,  e  descrivendo  colla 
punta  una  linea  elicoidale  si  vibrerà  una  puntata  al 
fianco; 

b)  cavazione  al  petto  sopra  quando  la  puntata  ha 
origine  dal  legamento  di  seconda  dell'  avversario.  Con 
velocissimo  movimento  di  braccio  si  svincolerà  la  pro- 
pria lama  dalla  lama  avversa  facendola  passare  destra- 
mente dal  basso  in  alto  e  rasente  alla  coccia  ed  al 
braccio  dell'  avversario,  e  descrivendo  colla  punta  una 
linea  elicoidale  si  vibrerà  una  puntata  sopra,  al  petto; 

e)  cavazione  al  petto  in  dentro  quando  la  puntata 
ha  origine  dal  legamento  di  terza  dell'avversario.  Con 
velocissimo  e  strettissimo  movimento  di  braccio  si  svin- 
colerà la  propria  lama  dalla  lama  avversa  facendola 
passare  destramente  da  sinistra  a  destra  e  rasente  alla 
coccia  ed  al  braccio  dell'avversario,  e  descrivendo  colla 
punta  una  linea  elicoidale  si  vibrerà  una  puntata  al 
petto,  in  dentro-, 

d)  cavazione  al  petto  in  fuori  quando  la  puntata 
ha  origine  dal  legamento  di  quarta.  E  la  più  difficile 
fra  tutte,  per  la  ragione  che  la  punta  nel  descrivere 
la  linea  elicoidale  dovrà  percorrere  una  via  più  lunga 
di  quella  percorsa  nelle  altre  tre  cavazioni,  cioè  quasi 
un  intero  passo.  Con  velocissimo  e  strettissimo  movi- 
mento di  braccio  si  svincolerà  la  propria  lama  dalla 
lama  avversa  facendola  passare  destramente  da  destra 


408  PARTE  QUARTA 

a  sinistra  e  rasente  alla  coccia  ed  al  braccio  dell'  av- 
versario, e  descrivendo  una  linea  elicoidale  si  vibrerà 
una  puntata  al  petto,  in  fuori. 

Avvertenza.  —  //  Maestro  avvertirà  l'allievo  di  far  sempre' 
precedere  il  movimento  della  punta  al  movimento  del  corpo;  di  man- 
tenere costantemente  il  pugno  in  seconda  posizione  senza  infletterlo 
nella  sua  articolazione;  di  eseguire  la  e av azione  a  spira;  di  muovere 
impercettibilmente  il  braccio  affinchè  i  giri  risultino  strettissimi;  di 
non  irrigidire  e  contrarre  la  spalla  e  di  mantenerla  invece  natu- 
ralmente sciolta,  facendo  agire  liberamente  ed  agilmente  la  testa  del- 
l'1 omero  nella  sua  cavità  articolare. 

§  36.  —  Delle  sciabolate. 

Qualunque  colpo  vibrato  col  taglio  dicesi  sciabolata. 
La  sciabolata  può  essere:  dritta,  di  molinello  o  di  coupé. 

Dicesi  sciabolata  dritta  quella  che  si  vibra  facendo 
percorrere  alla  propria  arme  la  via  più  breve  mentre 
questa  si  trova  sgombra  dal  ferro  nemico. 

Dicesi  sciabolata  di  molinello  quella  che  si  vibra  po- 
nendo in  atto  uno  dei  molinelli  innanzi  descritti. 

Dicesi  sciabolata  di  coupé,  o  semplicemente  cotipé, 
quella  che  si  vibra  svincolando  il  proprio  ferro  dal 
ferro  nemico  senza  far  circolare  la  punta. 

Le  sciabolate  dritte  e  di  molinello  possono  vibrarsi 
alla  testa,  alla  figura,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  fianco; 
quelle  di  coupé  esclusivamente  alla  testa. 

§  37.  —  Sciabolata  dritta  alla  testa. 

La  sciabolata  dritta  alla  testa  si  vibra  in  un  tempo 
solo  e  dalle  seguenti  posizioni: 

a)  dal    proprio    invito    o    dalla   propria   parata   di 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  40 9 

terza.  Si  girerà  il  pugno  in  terza  senza  abbassare  il  go- 
mito, si  piegherà  un  poco  il  braccio  per  dare  maggior 
violenza  al  colpo,  e  distendendolo  nuovamente  con  forza 
si  vibrerà  in  senso  verticale  la  sciabolata  alla  testa  del- 
l'avversario e  si  prenderà  col  braccio  e  colla  sciabola 
la  posizione  del  secondo  tempo  del  molinello  di  testa; 

b)  dalla  propria  parata  o  dal  proprio  legamento 
di  quarta  e  nel  modo  accennato  pel  caso  precedente, 
portando  però  il  pugno  sulla  linea  delle  spalle  nell'atto 
di  piegare  il  braccio; 

e)  dalla  propria  parata  di  terza  bassa.  S'alzerà  e 
si  distenderà  con  forza  il  braccio,  si  porterà  il  pugno  in 
terza  posizione  e  si  vibrerà  la  sciabolata  alla  testa  del- 
l'avversario  in  senso  verticale  prendendo  col  braccio 
e  colla  sciabola  la  posizione  del  secondo  tempo  del 
molinello  di  testa; 

d)  dalla  propria  parata  di  quarta  bassa  e  nel  modo 
accennato  per  la  terza  bassa. 

§  38.  —  Sciabolata  dritta  alla  figura  interna. 

La  sciabolata  dritta  alla  figura  intema  si  vibra  in  un 
tempo  solo  e  dalle  seguenti  posizioni  : 

a)  dal  proprio  invito  di  terza  o  dalla  propria  pa- 
rata o  legamento  di  quarta.  Mettendo  il  pugno  in  quinta 
posizione  si  piegherà  leggermente  e  si  porterà  il  braccio 
un  poco  a  destra,  e  distendendolo  con  energia  ed  ela- 
sticità si  vibrerà  la  sciabolata  in  senso  orizzontale  alla 
guancia  sinistra  dell'avversario.  Il  braccio  e  la  sciabola 
risulteranno  come  al  secondo  tempo  del  molinello  di 
figura  a  destra  ; 

b)  dalla  parata  di  terza  bassa.  Si  alzerà  e  si  disten- 


4 IO  PARTE    QUARTA 

derà  con  forza  il  braccio,  e  girando  il  pugno  in  quarta 
posizione  si  vibrerà  la  sciabolata  in  senso  orizzontale 
alla  guancia  sinistra  prendendo  col  braccio  e  colla  scia- 
bola la  posizione  del  secondo  tempo  del  molinello  di 
figura  a  destra  ; 

e)  dalla  parata  di  quarta  bassa.  Si  alzerà  e  si  disten- 
derà con  energia  il  braccio,  e  girando  simultaneamente 
il  pugno  in  quarta  posizione  si  vibrerà  la  sciabolata 
in  senso  orizzontale  alla  guancia  sinistra  prendendo  col 
braccio  e  colla  sciabola  la  posizione  del  secondo  tempo 
del  molinello  di  figura  a  destra. 

§  39-  —  Sciabolata  dritta  alla  figura  esterna. 

La  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  si  vibra  in  un 
tempo  solo  e  dalle  seguenti  posizioni  : 

a)  dall'invito,  dalla  parata  o  dal  legamento  di  se- 
conda. Si  piegherà  un  poco  il  braccio  destro  per  dare 
maggior  vigore  al  colpo,  si  alzerà  e  si  distenderà  il  brac- 
cio mantenendo  costantemente  il  pugno  in  seconda  po- 
sizione e  si  vibrerà  con  forza  la  sciabolata  in  senso 
orizzontale  alla  guancia  destra  prendendo  col  braccio 
e  colla  sciabola  la  posizione  del  secondo  tempo  del  mo- 
linello di  figura  a  sinistra; 

bj  dall'invito,  dal  legamento  o  dalla  parata  di  quarta. 
Si  girerà  il  pugno  in  seconda  posizione  piegando  ancora 
un  poco  e  simultaneamente  il  braccio  destro,  e  disten- 
dendolo energicamente  si  vibrerà  la  sciabolata  in  senso 
orizzontale  alla  guancia  destra  prendendo  col  braccio 
e  colla  sciabola  la  posizione  del  secondo  tempo  del  mo- 
linello di  figura  a  sinistra; 

e)  dalla  parata  di  quarta  bassa.  Si  alzerà  il  brac- 


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TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  4 1  I 

ciò  girando  il  pugno  in  seconda  posizione  e  si  vibrerà 
la  sciabolata  in  senso  orizzontale  alla  guancia  destra 
prendendo  col  braccio  e  colla  sciabola  la  posizione  del 
secondo  tempo  del  molinello  di  figura  a  sinistra. 

§  40.  —  Sciabolata  dritta  al  petto,  o  alla  pancia. 

La  sciabolata  dritta  al  petto  od  alla  pancia  si  vibra 
in  un  tempo  solo  e  dalle  seguenti  posizioni: 

a)  dalla  guardia  di  terza  e  dal  legamento  o  dalla  pa- 
rata di  quarta.  Col  pugno  in  quinta  posizione  si  piegherà 
un  poco  il  braccio,  e  distendendolo  con  forza  ed  elasticità 
si  vibrerà  in  senso  orizzontale  la  sciabolata  al  petto  od 
alla  pancia,  tenendo  il  pugno  in  quarta  ed  a  livello  della 
spalla  quando  la  sciabolata  sarà  diretta  al  petto,  e  a  li- 
vello della  mammella  quando  essa  sarà  diretta  alla  pancia. 

b)  dalla  parata  di  sesta.  Si  abbasserà  e  si  disten- 
derà con  forza  il  braccio,  e  si  vibrerà  la  sciabolata  al 
petto,   od  alla  pancia,   come  dalla  parata  di  quarta  -, 

e)  dalla  parata  di  terza  bassa.  Si  alzerà  il  braccio 
e  girando  il  pugno  in  quarta  posizione  si  vibrerà  in 
senso  orizzontale  la  sciabolata  al  petto; 

d)  dalla  parata  di  quarta  bassa.  Si  agirà  come  nel 
caso  precedente. 

§  41.  —  Sciabolata  dritta  al  fianco. 

La  sciabolata  dritta  al  fianco   si   vibra   in   un    tempo 
solo  e  dalle  seguenti  posizioni: 

a)  dalla  propria  parata  o  legamento  di  prima.  Gi- 
rando il  pugno  in  seconda  posizione  si  abbasserà  e  si 
piegherà  impercettibilmente  il  braccio,  e  distendendolo 
con  energia  si  vibrerà  in  senso  quasi  orizzontale  la  scia- 


412  PARTE    QUARTA 

boiata  al  fianco  prendendo  col  braccio  e  colla  sciabola 
la  stessa  posizione  come  al  secondo  tempo  del  molinello 
di  fianco  a  sinistra; 

b)  dalla  propria  parata  o  dal  legamento  di  terza. 
Si  abbasserà  e  si  piegherà  impercettibilmente  il  braccio, 
e  conservando  il  pugno  in  seconda  posizione  lo  si  di- 
stenderà nuovamente  con  forza  e  si  vibrerà  in  senso 
quasi  orizzontale  la  sciabolata  al  fianco  prendendo  col 
braccio  e  colla  sciabola  la  posizione  del  secondo  tempo 
del  molinello  di  fianco  a  sinistra; 

e)  dalla  propria  parata  o  dal  legamento  di  quinta 
e  nel  modo  accennato  nel  caso  precedente. 

§  42.  —  Sciabolata  di  molinello  alla  testa. 

La  sciabolata  di  molinello  alla  testa   si  vibra   in   un 
tempo  solo  e  dalle  seguenti  posizioni: 

a)  dalla  propria  parata  o  dal  legamento  di  prima. 
Si  piegherà  ed  alzerà  il  braccio  fino  all'  altezza  della 
fronte,  e  ritirando  la  sciabola  di  tanto  quanto  sarà  neces- 
sario per  disimpegnarla  da  quella  nemica  si  farà  per- 
correre al  pugno  ed  alla  punta  la  stessa  via,  che  si 
percorre  nel  molinello  di  testa  a  sinistra,  e  si  vibrerà 
in  senso  verticale  una  sciabolata  alla  testa. 

b)  dalla  propria  parata  o  legamento  di  seconda 
od  anche  dal  legamento  di  seconda  dell'avversario.  Si 
distaccherà  la  sciabola  da  quella  dell'  avversario  pie- 
gando ed  alzando  il  braccio  fino  a  livello  della  fronte, 
e  facendo  passare  la  propria  lama  ben  rasente  al  corpo 
si  eseguirà  un  ristrettissimo  molinello  di  testa  a  sinistra 
e  si  vibrerà  in  senso  verticale  una  sciabolata  alla  testa. 

e)  dalla  propria  parata  o  dal  legamento  di  quinta. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  413 

Si  abbasserà  verticalmente  la  sciabola  piegando  e  riti- 
rando il  braccio  fino  a  che  il  pugno  risulti  all'altezza  della 
fronte,  e  facendo  passare  la  lama  ben  rasente  al  corpo 
si  descriverà  un  ristrettissimo  molinello  di  testa  a  sini- 
stra e  si  vibrerà  una  sciabolata  alla  testa. 

§  43.  —  Sciabolata  di  molinello  alla  figura  interna, 
al  petto,  od  alla  pancia. 

La  sciabolata  di  molinello  alla  figura  interna,  al  petto, 
od  alla  pancia  si  eseguisce  in  un  tempo  solo  dalle  se- 
guenti posizioni: 

a)  dalla  propria  parata  o  dal  proprio  legamento 
di  terza  od  anche  dal  legamento  di  terza  dell'  avver- 
sario. Si  piegherà  l'avambraccio  senza  abbassare  il  go- 
mito, e  facendo  scorrere  la  propria  lama  sul  taglio  di 
quella  nemica  e  ritirandola  oltre  la  punta  e  girando  il 
pugno  in  quarta  posizione,  si  vibrerà  una  sciabolata  alla 
guancia  sinistra,  al  petto,  od  alla  pancia,  mediante  l'ese- 
cuzione di  un  molinello  di  figura  o  di  fianco  a  destra  ; 

b)  dalla  propria  parata  o  dal  proprio  legamento 
di  quinta  od  anche  dal  legamento  di  quinta  dell'  av- 
versario, e  nel  modo  accennato  per  l'azione  precedente. 

e)  dalla  propria  parata  o  dal  proprio  legamento 
di  prima,  mediante  un  molinello  di  testa  a  sinistra  e 
girando  il  pugno  in  quarta  posizione  nell'  ultimo  mo- 
mento del  molinello. 

§  44.  —  Sciabolata  di  molinello  alla  figura  esterna. 

La  sciabolata  di  molinello  alla  figura  esterna  si  ese- 
guisce in  un  tempo  solo  dalle  seguenti  posizioni  : 

a)  dal  legamento  di  quarta  dell'  avversario.  Si  pie- 


414  PARTE    QUARTA 

£herà  l'avambraccio  senza  abbassare  il  gomito,  e  fa- 
cendo  scorrere  la  propria  lama  sul  laglio  di  quella  ne- 
mica e  ritirandola  oltre  la  punta  col  pugno  sempre  in 
seconda,  si  vibrerà  una  sciabolata  alla  guancia  destra 
mediante  il  molinello  di  figura  a  sinistra; 

b)  dalla  propria  parata  o  dal  proprio  legamento  di 
prima.  Mediante  un  molinello  di  testa  a  sinistra  si  vi- 
brerà la  sciabolata  alla  guancia  destra  girando  il  pugno 
in  seconda  posizione  nell'ultimo  momento  del  molinello. 

§  45.  —  Sciabolata  di  molinello  al  fianco. 

La    sciabolata  di  molinello   al  fianco  si   vibra   in   un 
tempo  solo  dalle  seguenti  posizioni: 

a)  dalla  propria  parata  o  legamento  di  quarta  o 
dalla  parata  di  sesta.  Si  fletterà  maggiormente  il  brac- 
cio, si  farà  passare  la  propria  lama  rasente  la  punta 
di  quella  nemica  e  si  dirigerà  la  sciabolata  al  fianco 
destro  dell'avversario  eseguendo  un  molinello  di  fianco 
a  sinistra. 

§  46.  —  Sciabolate  di  coupé. 

11  coupé  si  eseguisce   in   un   tempo   solo   e   dalle  se- 
guenti posizioni: 

a)  dal  legamento  di  quarta  dell'avversario,  e  in  que- 
sto caso  prende  nome  di  coupé  in  fuori.  Si  fletterà  il 
braccio  senza  abbassare  il  gomito  e  portando  il  pugno 
in  fuori  della  propria  testa,  si  vibrerà  verticalmente  una 
sciabolata  alla  testa  dell'avversario  col  pugno  all'altezza 
della  fronte  e  col  braccio  sul  piano  perpendicolare  alla 
direttrice,  e  si  avrà  cura  di  far  passare  la  propria  lama 
ben  rasente  alla  punta  nemica. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  415 

b)  dal  legamento  di  terza  avversario,  prende  nome 
di  coupé  in  dentro  e  si  eseguisce  colle  stesse  norme  ac- 
cennate pel  coupé  in  fuori.  (J) 

§  47.  —  Sciabolate  al  braccio. 

Anche  le  sciabolate  al  braccio  possono  essere  vibrate 
dritte,  di  molinello  e  di  coupé  e  nello  stesso  modo  ac- 
cennato per  le  sciabolate  al  corpo. 

Tutte  le  volte  che  si  vibrerà  una  sciabolata  al  brac- 
cio sopra,  il  taglio  della  sciabola  dovrà  essere  rivolto 
in  basso,-  se  sarà  voltato  a  sinistra,  il  colpo  si  dirà  vi- 
brato al  braccio  in  dentro,  e  se  a  destra  si  dirà  vibrato 
al  braccio  in  fuori. 

I  colpi  al  braccio  sopra  si  potranno  vibrare  tutte  le 
volte  che  si  potrà  vibrare  la  sciabolata  alla  testa;  quelli 
al  braccio  in  dentro,  tutte  le  volte  che  si  potrà  tirare 
la  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pan- 
cia; e  finalmente  i  colpi  al  braccio  in  fuori,  tutte  le 
volte  che  si  potrà  vibrare  la  sciabolata  alla  figura  esterna 
od  al  fianco. 

Avvertenza.  —  77  Maestro  osserverà  rigorosamente  che  P  al- 
lievo, neir  esecuzione  dei  colpi  di  taglio  indistintamente,  impieghi  molta 
elasticità  nel  braccio.  Osserverà  del  pari  che  in  ogni  colpo  di  taglio 
egli  faccia  angolo,  più  che  sia  possibile,  colla  mano  e  in  senso  laterale 
verso  il  cubito.  Lo  avvertirà  infine  che  da  ciascuna  posizione  e  sempre 
da  preferirsi,  ove  si  possa,  di  vibrare  la  sciabolata  dritta  anziché 
quella  di  molinello,  per  la  ragione  che  in  questa  il  braccio  si  scopre 
maggiormente  che  in  quella  e  si  espone  conseguentemente  ai  colpi  in 
tempo. 


(i)  Tanto  il  coupé  in  fuori  quanto  il  coupé  ht  dmtro  potranno  anche  ese- 
guirsi rispettivamente  dai  propri  legamenti  o  parate  di  quarta  e  di  terza,  quando 
però  il  ferro  avverso  faccia  grande  pressione  contro  il  ferro  proprio. 


41 6  PARTE    QUARTA 


§  48.  —  Della  risposta  semplice. 

Il  colpo  vibrato  immediatamente  dopo  aver  eseguito 
una  parata  dicesi  risposta;  si  chiamano  semplici  quelle 
risposte  che  si  possono  esaurire  in  un  tempo  solo. 

Si  può  rispondere  tanto  colla  puntata  che  colla  scia- 
bolata e  nel  primo  caso  sia  distaccando  il  ferro  che  man- 
tenendolo a  contatto  con  quello  dell'avversario,  ma  nel 
secondo-  distaccandolo  sempre. 

Dalla  parata  di  prima  si  potrà  rispondere  : 

a)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  testa  ; 

b)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  figura  interna  (0  ; 
e)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  figura  esterna  (0  ; 
ci)  colla  sciabolata  di  molinello  al  petto  (0; 

e)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  pancia  (0  ; 

f)  colla  sciabolata  di  molinello  al  braccio  sopra  ; 

g)  colla  sciabolata  dritta  al  fianco  ; 

h)  colla  puntata  di  cavazione  in  dentro. 

Dalla  parata  di  seconda  si  potrà  rispondere  : 

a)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  testa  ; 

b)  colla  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  ; 
e)  colla  puntata  di  filo  ; 

d)  colla  puntata  di  cavazione  al  petto  sopra  ; 

e)  colla  sciabolata  di  molinello  al  braccio  sopra  ; 

Dalla  parata  di  terza  si  potrà  rispondere  : 

a)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  figura  interna  ; 

b)  colla  sciabolata  di  molinello  al  petto  ; 


(1)  Neil' ultimo  momento  del  molinello,  quando  la  sciabola  starà  per  giungere 
al  bersaglio,  si  avrà  cura  di  girare  il  taglio  a  sinistra  per  la  sciabolata  alla  figura 
interna,  petto  o  pancia,  a  destra  per  la  sciabolata  alla  figura  esterna. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  417 


c)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  pancia  ; 

d)  colla  sciabolata  dritta  al  fianco  ; 

e)  colla  puntata  di  filo  ; 

f)  colla  puntata  di  cavazione  sotto  ; 

g)  colla  sciabolata  dritta  alla  testa  ; 

h)  colla  sciabolata  di  molinello  al  braccio  in  dentro; 
i)  colla  sciabolata  dritta  al  braccio  in  fuori. 

Dalla  parata  di  quarta  si  potrà  rispondere  : 

a)  colla  sciabolata  dritta  alla  testa  ; 

b)  colla  sciabolata  dritta  alla  figura  interna  ; 
e)  colla  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna; 

d)  colla  sciabolata  dritta  al  petto  ; 

e)  colla  sciabolata  dritta  alla  pancia  ; 

f)  colla  sciabolata  dritta  al  braccio  sopra  ; 

g)  colla  puntata  dritta  ; 

h)  colla  sciabolata  di  molinello  al  fianco  ; 

i)  colla  sciabolata  di  molinello  al  braccio  in  fuori. 

Dalla  parata  di  quinta  si  potrà  rispondere: 

a)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  testa  ; 

b)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  figura  interna  ; 
e)  colla  sciabolata  di  molinello  al  petto  ; 

d)  colla  sciabolata  di  molinello  alla  pancia  ; 

e)  colla  sciabolata  di  molinello  al  braccio  in  dentro  ; 

f)  colla  sciabolata  dritta  al  braccio  in  fuori  ; 

g)  colla  sciabolata  dritta  al  fianco  ; 
h)  colla  puntata  di  cavazione  ; 

Dalla  parata  di  sesta  si  potrà  rispondere: 

a)  colla  sciabolata  dritta  al  petto  ; 

b)  colla  sciabolata  dritta  alla  pancia  ; 

e)  colla  sciabolata  dritta  al  braccio  in  dentro  ; 

d)  colla  sciabolata  di  molinello  al  braccio  in  fuori  ; 

e)  colla  sciabolata  di  molinello  al  fianco. 

27 


41 8  PARTE    QUARTA 

Dalla  parata  di  terza  bassa  si  potrà  rispondere  : 

a)  colla  sciabolata  dritta  alla  testa  ; 

b)  colla  sciabolata  dritta  alla  figura  interna  ed  esterna  ; 
e)  colla  sciabolata  dritta  al  petto  ; 

d)  colla  sciabolata  dritta  al  braccio  sopra  ; 

e)  colla  puntata  dritta  al  petta  sopra. 

Dalla  parata  di  quarta  bassa  si  potrà  rispondere: 

a)  colla  sciabolata  dritta  alla  testa  ; 

b)  colla  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  ; 
e)  colla  sciabolata  dritta  alla  figura  interna  ; 

d)  colla  sciabolata  dritta  al  petto  ; 

e)  colla  sciabolata  dritta  alla  pancia  ; 

f)  colla  sciabolata  dritta  al  braccio  sopra  ; 

g)  colla  puntata  dritta  al  petto. 

Tutte  le  anzidette  risposte  dovranno  eseguirsi  colle 
stesse  norme  accennate  per  le  sciabolate  descritte  al 
§  33  e  seguenti. 

Avvertenza.  —  La  risposta  ha  uri  importanza  grandissima. 
Quando  venga  eseguita  istantaneamente  e  quasi  impossibile  che  V  av- 
versario ne  possa  rimanere  immune,  tanto  più  se  avrà  svolto  l' azione 
d  offesa  con  tutta  la  decisiotie  e  la  velocità  necessarie  per  poter  colpire. 
Si  può  bensì  parare  la  risposta,  quantunque  veloce,  purché  il  colpo 
precedente  venga  vibrato  in  maniera  indecisa  e  colF  idea  preconcetta 
della  risposta  stessa. 

Essa  dovrà  giungere  al  bersaglio  prima  che  l' avversario  si  ac- 
cinga a  ritornarsene  in  guardia  per  accorrere  alla  parata  ;  onde  non 
sarà  necessario  di  avanzare  la  gamba  destra  per  eseguirla,  ma  ba- 
sterà solamente  di  alzare  il  piede  destro  e  di  batterlo  sul  posto,  sten- 
dendo la  gamba  sinistra,  per  dare  alla  risposta  maggior  vivacità  ed 
energia.  Trovandosi  troppo  vicino  air  avversario  si  eseguirà  l' a- fon  do 
collo  slancio  del  piede  sinistro  indietro. 

Quando  l'allievo  saprà  eseguire  con  soddisfacente  precisione  un 
colpo  d1  attacco,  il  maestro,,  se  sarà  possibile,  glielo  farà  eseguire  di 
risposta  e  ripetutamente,  finche  egli  raggiunga  la  massima  natura- 
lezza e  velocità  nell'  esecuzione  medesima. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  419 


§  49.  —  Parate  di  contro. 

Diconsi  parate  di  contro  quelle  che  .si  eseguiscono 
facendo  percorrere  utilmente  al  pugno  ed  alla  punta  una 
via  più  lunga  di  quella,  che  si  percorrerebbe  eseguendo 
le  parate  semplici. 

Lo  scopo  delle  parate  di  contro  è  quello  d' evitare 
la  necessità  di  accorrere  alle  parate  di  quarta,  sesta, 
terza  bassa  e  quarta  bassa,  le  quali,  come  è  stato  detto 
al  §   20,  scoprono  di  troppo  il  bersaglio. 

Conseguentemente  sono  quattro  : 

a)  contro  di  prima  ; 

b)  contro  di  seconda  ; 
e)  contro  di  terza  ; 

d)  contro  di  quinta. 

Il  contro  di  prima  si  eseguisce  quando  l' avversario,  in 
seguito  ad  una  sua  parata  di  prima,  terza,  quarta,  quinta 
o  sesta,  vibri  la  risposta  al  lato  interno.  Si  girerà  il 
pugno  in  seconda  posizione  portando  la  sciabola  un 
poco  a  destra  col  braccio  teso,  si  abbasserà  la  punta 
e,  facendola  circolare  da  fuori  in  dentro,  si  prenderà  la 
posizione  della  parata  di  prima.  (x) 

Il  contro  di  seconda  si  eseguisce  quando  l'avversario  in 
seguito  ad  una  sua  parata  di  quarta  e  sesta  risponda  al 
fianco.  Si  girerà  il  pugno  in  seconda  posizione  portando 
la  sciabola  un  poco  a  sinistra  col  braccio  teso,  si  ab- 
basserà la  punta  e,  facendola  circolare  da  dentro  in 
fuori,  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  seconda. 

11  contro  di  terza  si  eseguisce  quando  l' avversario,  in 


(i)  Il  contro  di  prima  è  eseguibile  anche  dalla  propria   parata  o  dal  pro- 
prio legamento  di  prima,  terza  e  quinta. 


42 O  PARTE    QUARTA 

seguito  alla  sua  parata  di  prima,  risponda  di  molinello 
alla  figura  esterna,  oppure  colla  sciabolata  dritta  dopo  la 
parata  di  quarta  o  di  quarta  bassa.  Si  girerà  il  pugno 
in  seconda  posizione,  si  abbasserà  la  punta  e,  facendola 
circolare  ben  rasente  al  braccio  dell'avversario  si  pren- 
derà la  posizione  della  parata  di  terza. 

Il  contro  di  quinta  si  eseguisce  quando  l'avversario,  in 
seguito  ad  una  delle  sue  parate  di  prima,  quarta,  quarta 
bassa  e  quinta,  vibri  la  risposta  alla  testa.  Eseguendo 
lo  stesso  movimento,  che  si  eseguisce  per  il  contro  di 
prima,  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  quinta.  (J) 

Avvertenza.  —  Durante  l'  esecuzione  delle  parate  di  contro  si 
abbia  cura  di  non  inflettere  il  pugno  nella  sua  articolazione. 

§  50.  —  Ceduta  di  quarta  bassa. 

Allorquando  l'avversario  abbia  guadagnato  totalmente 
i  gradi  della  propria  lama  per  effetto  della  parata  o  del 
legamento  di  seconda,  e  risponda  con  una  puntata  di 
filo,  questa  si  para  più  facilmente  colla  ceduta  di  quarta 
bassa.  In  un  tempo  solo  si  girerà  gradatamente  il  pu- 
gno in  terza  posizione,  si  fletterà  il  braccio  fino  a  che 
il  pugno  sia  quasi  a  contatto  col  fianco,  si  alzerà  la 
punta  della  propria  lama,  e  mantenendo  costantemente 
il  contatto  del  ferro  si  prenderà  la  posizione  della  pa- 
rata di  quarta  bassa. 


(1)  Il  contro  di  quinta  è  ancora  eseguibile  dalla  propria  parata  o  dal  proprio 
legamento  di  terza. 


*H* 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  42 1 


CAPITOLO  QUARTO 


Delle  finte  in  generale.  —  Finta  puntata  dritta.  — ■  Finta  di  filo.  —  Finta  di 
cavazione.  —  Finta  alla  testa.  —  Finta  alla  figura  interna.  —  Finta  alla 
figura  esterna.  —  Finta  al  petto.  —  Finta  alla  pancia.  —  Finta  al  fianco.  — 
Finta  al  braccio.  —  Doppia  finta.  —  Risposta  con  finta. 


§  51.  —  Delle  finte  in  generale. 

Qualunque  movimento  del  ferro  o  del  corpo  atto  a 
far  credere  all'  avversario  che  si  voglia  eseguire  un  de- 
terminato colpo,  mentre  in  realtà  non  lo  si  eseguisce, 
dicesi  finta. 

Ha  per  scopo  di  obbligare  l' avversario  ad  accorrere 
alla  difesa  di  una  ben  simulata  azione,  d'ingannare  la 
sua  parata,  e  di  colpirlo  a  quella  parte  del  bersaglio 
che  per  la  parata  stessa  avrà  scoperto.  Essa  adunque 
deve  eseguirsi  con  energia  ed  espressione. 

La  finta,  quando  sia  eseguita  con  tutte  le  sue  carat- 
teristiche, senza  dubbio  produce  l'effetto  desiderato  es- 
sendo la  difesa  istintiva  nell'  uomo  ;  ma  quando  invece 
si  curi  poco  la  sua  esecuzione  essa  non  solamente  riesce 
inutile,  ma  a  volte  anche  dannosa.  Inutile  perchè  non 
produce  l'effetto  desiderato,  dannosa  perchè  sulla  finta 
l' avversario  potrebbe  svolgere  una  azione  in  tempo. 

Affinchè  la  finta  ottenga  il  maggior  effetto,  è  d'uopo 
che  lo  schermidore  prepari  lo  spirito  dell'avversario,  e 
lo  impressioni  preventivamente   vibrandogli   uno   o  più 


42  2  PARTE    QUARTA 

colpi  semplici  in  quella  parte  del  bersaglio,  che  vuol 
far  mira  alla  finta. 

La  finta  col  ferro  deve  essere  sempre  accompagnata 
da  movimento  risoluto  del  corpo,  giacché  l' esperienza 
ha  dimostrato  che  più  che  il  movimento  della  sciabola, 
il  movimento  energico  del  corpo  obbliga  l'avversario 
alla  parata. 

La  velocità  poi  delle  finte  deve  corrispondere  alla 
velocità  delle  parate,  perocché  eseguendo  le  finte  con 
velocità  maggiore  di  quella  impiegata  dall'  avversario 
nelle  parate  potrebbe  accadere  che  il  colpo  finale  si  ri- 
solvesse per  caso  sulla  sua  sciabola,  senza  colpirlo. 

Le  finte  possono  essere  semplici  o  doppie.  Si  diranno 
semplici  quando  una  sola  finta  precederà  il  colpo  finale. 
Quando  invece  il  colpo  sarà  preceduto  da  due  finte,  il 
loro  complesso  si  distinguerà  col  nome  di  doppia  fi7iia. 

§  52.  —  Finta  puntata  dritta. 

La  finta  puntata  dritta  è  la  simulazione  della  puntata 
dritta.  Si  eseguisce  da  ciascuno  dei  cinque  inviti  del- 
l' avversario  e  sempre  in  un  tempo  solo. 

§  53.  —  Finta  puntata  dritta  sopra  e  cavazione 
al  fianco. 


Maestro. 
Inviterà  di  seconda. 


Allievo. 
Dalla  guardia  di  seconda  o  di 
terza  inclinerà  leggermente  ma 
energicamente  il  tronco  in  avanti, 
e  battendo  contemporaneamente 
il  piede  destro  a  terra  simulerà 
una  puntata  dritta  avvicinando 
la  propria  punta  al  petto  del- 
l' avversano. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


423 


Parerà  prima  o  quinta. 


Evitando  il  contatto  della  scia- 
bola avversaria,  eseguirà  istanta- 
neamente una  cavazione  al  fianco. 


§54.  —  Finta  puntata  dritta  sopra  e  sciabolata 
dritta  al  fianco. 


Inviterà  di  seconda. 


Parerà  prima  o  quinta. 


Dalla  guardia  di  seconda  o  di 
terza  inclinerà  leggermente  ma 
energicamente  il  corpo  in  avanti, 
e  battendo  contemporaneamente 
il  piede  destro  a  terra  accennerà 
una  puntata  dritta  avvicinando 
la  propria  punta  al  petto  del- 
l' avversario. 

Evitando  il  contatto  della  scia- 
bola dell'avversario,  vibrerà  istan- 
taneamente una  sciabolata  dritta 
al  fianco. 


55.  —  Finta  puntata  dritta  sopra  e  sciabolata 
alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia. 


Inviterà  di  seconda. 


Parerà  quinta. 


Dalla  guardia  di  seconda  o  di 
terza  inclinerà  leggermente  ed 
energicamente  il  tronco  in  avanti, 
e  battendo  contemporaneamente 
il  piede  destro  a  terra  accennerà 
una  puntata  dritta  al  petto  del- 
l' avversano. 

Evitando  il  contatto  della  scia- 
bola dell'  avversario  vibrerà  istan- 
taneamente una  sciabolata  alla 
guancia  sinistra,  al  petto  od  alla 
pancia  mediante  un  ristretto  mo- 
linello di  figura  o  di  fianco  a 
destra. 


424 


PARTE    QUARTA 


§56.  —  Finta  puntata  dritta  al  fianco  e  cavazione 
al  petto  sopra. 


Inviterà  di  prima  o  di  quinta. 


Parerà  seconda. 


Dalla  guardia  di  seconda  in- 
clinerà leggermente  ma  energi- 
camente il  tronco  in  avanti,  e 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra  accennerà 
una  puntata  dritta  al  fianco  del- 
l' avversario. 

Evitando  il  contatto  della  scia- 
bola dell'  avversario  vibrerà  istan- 
taneamente una  puntata  di  ca- 
vazione al  petto  sopra. 


57.  —  Finta  puntata  dritta  al  fianco  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna. 


Inviterà  di  prima  o  di  quinta. 


Parerà  seconda. 


Dalla  guardia  di  seconda  in- 
clinerà leggermente  ed  energi- 
camente il  tronco  in  avanti,  e 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra  accennerà 
una  puntata  dritta  al  fianco  del- 
l' avversario. 

Evitando  il  contatto  della  scia- 
bola dell'  avversario  vibrerà  istan- 
taneamente una  sciabolata  dritta 
alla  guancia  destra. 


58.  —  Finta  puntata  dritta  al  fianco 
e  sciabolata  alla  testa. 


Inviterà  di  prima  o  di  quinta. 


Dalla  guardia  di  seconda  ac- 
cennerà energicamente  una  pun- 
tata al  fianco  dell'  avversario  bat- 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


425 


Parerà  seconda. 


tendo  simultaneamente  il  piede 
destro  a  terra  ed  inclinando  leg- 
germente il  tronco  in  avanti. 

Ritirerà  destramente  la  punta 
della  propria  lama,  ed  eseguendo 
velocemente  un  ristretto  moli- 
nello di  testa  a  sinistra  vibrerà 
una  sciabolata  alla  testa  dell'av- 
versario. 


§  59.  —  Finta  puntata  dritta  in  fuori 
e  cayazione  in  dentro. 


Inviterà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Dalla  guardia  di  terza  simu- 
lerà una  puntata  al  petto  in  fuori 
dell'  avversario  battendo  energi- 
camente il  piede  destro  a  terra  ed 
inclinando  leggermente  il  tronco 
in  avanti. 

Evitando  il  contatto  della  scia- 
bola nemica  circolerà  la  propria 
rasente  il  braccio  dell'avversario 
e  lo  colpirà  con  una  cavazione  al 
petto  in  dentro. 


§  60.  . —  Finta  puntata  dritta  in  fuori 
e  coupé  in  dentro. 


Inviterà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Dalla  guardia  di  terza  accen- 
nerà energicamente  una  puntata 
dritta  al  petto  in  fuori  inclinando 
leggermente  il  tronco  in  avanti 
e  battendo  contemporaneamente 
il  piede  destro  a  terra. 

Alzando  e  ritirando  la  propria 
punta  e  disimpegnando  la  pro- 
pria  lama,    eseguirà    istantanea- 


426 


PARTE  QUARTA 


mente  un  coupé  evitando  il  con- 
tatto della  sciabola  dell'  avver- 
sario e  colpendolo  alla  testa. 


§61.  —  Fiuta  puntata  dritta  iu  fuori  e  sciabolata 
alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia. 


Inviterà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Dalla  guardia  di  terza  simu- 
lerà energicamente  una  puntata 
al  petto  in  fuori  dell'  avversario, 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra  ed  incli- 
nando leggermente  il  tronco  in 
avanti. 

Evitando  il  contatto  della  scia- 
bola nemica  vibrerà  istantanea- 
mente una  sciabolata  alla  guancia 
sinistra,  al  petto  od  alla  pancia 
dell'  avversario  eseguendo  un  ri- 
stretto molinello  di  figura  o  di 
fianco  a  destra. 


§62.  —  Finta  puntata  dritta  in  dentro 
e  cayazione  in  fuori. 


Inviterà  di  terza. 


Parerà  quarta. 


Dalla  guardia  di  terza  accen- 
nerà energicamente  una  puntata 
al  petto  in  dentro  dell'  avversario, 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra  ed  incli- 
nando leggermente  il  tronco  in 
avanti. 

Evitando  il  contatto  della  scia- 
bola nemica  farà  circolare  istan- 
taneamente la  propria  punta  ben 
rasente  al  braccio  dell'avversario 
colpendolo  al  petto  in  fuori. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


427 


§  63.  —  Fiuta  puntata  dritta  in  dentro 
e  cava/ione  al  fianco. 


Inviterà  di  terza. 


Dalla  guardia  di  terza  simu- 
lerà energicamente  una  puntata 
al  petto  in  dentro  dell'avversario, 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra  ed  incli- 
nando leggermente  il  tronco  in 
avanti. 

Vibrerà  una  cavazione  al  fian- 
co, facendo  passare  destramente 
la  propria  punta  ben  rasente  al 
braccio  dell'avversario  ed  evi- 
tando il  contatto  della  sciabola 
nemica. 


§  64.  —  Finta  puntata  dritta  in  dentro  e  sciabolata 
dritta  al  fianco. 


Parerà  contro  di  prima. 


Inviterà  di  terza. 


Parerà  contro  di  prima. 


Dalla  guardia  di  terza  fingerà 
energicamente  una  puntata  al 
petto  in  dentro,  inclinando  leg- 
germente il  corpo  in  avanti  e 
battendo  contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra. 

Facendo  circolare  la  propria 
punta  intorno  al  braccio  dell'  av- 
versario ed  evitando  il  contatto 
del  ferro  nemico  vibrerà  energi- 
camente una  sciabolata  dritta  al 
fianco. 


§  65.  —  Finta  puntata  dritta  in  dentro 
e  sciabolata  alla  figura  esterna  0  al  fianco. 


Inviterà  di  terza. 


Dalla  guardia  di  terza  accen- 
nerà energicamente  una  puntata 


428 


PARTE  QUARTA 


Parerà  quarta. 


al  petto  in  dentro,  inclinando 
leggermente  il  tronco  in  avanti 
e  battendo  contemporaneamente 
il  piede  destro  a  terra. 

Alzando  e  ritirando  la  punta 
della  propria  sciabola  vibrerà 
istantaneamente  una  sciabolata 
alla  guancia  destra,  od  al  fianco 
dell'  avversario  eseguendo  uno 
stretto  molinello  di  figura,  o  di 
fianco  a  sinistra. 


§  66.  —  Finta  puntata  dritta  in  dentro 
e  coupé  in  fuori. 

Inviterà  di  terza.  Dalla  guardia  di  terza  simulerà 

energicamente  una  puntata  al 
petto  in  dentro,  inclinando  lieve- 
mente il  tronco  in  avanti  e  bat- 
tendo contemporaneamente  il 
piede  destro  a  terra. 

Alzerà  e  ritirerà  la  punta  per 
tanto  quanto  basti  a  farla  pas- 
sare rasente  a  quella  dell'  avver- 
sario vibrando  istantaneamente 
una  sciabolata  di  coupé. 

Avvertenza.  —  Le  su  esposte  finte  volendole  eseguire  camminando 
si  avrà  cura  di  eseguire  il  primo  tempo  simultaneamente  al  passo 
avanti,   ed  eseguendo  il  secondo  come  da  pie  fermo. 


Parerà  quarta. 


67. 


Finta  di  filo. 


La  finta  di  filo  non  è  che  la  simulazione  della  pun- 
'tata  di  filo.  Si  eseguisce  sia  a  pie  fermo  che  cammi- 
nando e  dal  proprio  legamento  di  seconda  o  di  terza. 
Al  primo  tempo  si  fingerà  una  puntata  di  filo,  al  se- 
condo tempo  si  vibrerà  il  colpo. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


429 


§68    —  Fiuta  di  filo  di  terza  e  cavazione  in  dentro. 


Maestro. 

Starà  in  guardia  di  terza  col 
pugno  all'altezza  della  mammella. 


Parerà  terza. 


Allievo. 

Dal  legamento  di  terza  accen- 
nerà energicamente  un  filo  di 
terza  mantenendo  il  contatto  del 
ferro,  avanzando  leggermente  il 
tronco,  e  battendo  simultanea- 
mente il  piede  destro  a  terra. 

Svincolando  la  propria  punta 
dalla  lama  nemica  eseguirà  de- 
stramente una  cavazione  in  den- 
tro, colpendo  l'avversario  al  petto. 


69.  —  Finta  di  filo  di  terza  e  cavazione  al  fianco. 


Starà  in  guardia  di  terza  col 
pugno  all'altezza  della  mammella. 


Parerà  prima. 


Dal  legamento  di  terza  simu- 
lerà energicamente  un  filo  di 
terza,  mantenendo  il  contatto 
del  ferro,  inclinando  leggermente 
il  tronco  in  avanti  e  battendo 
simultaneamente  il  piede  destro 
a  terra. 

Svincolando  velocemente  la 
propria  punta  dalla  sciabola  ne- 
mica eseguirà  istantaneamente 
una  cavazione,  colpendo  l'avver- 
sario al  fianco. 


70.  —  Finta  di  filo  di  terza  e  sciabolata  dritta 
al  fianco. 


Starà  in  guardia  di  terza  col 
pugno  all'  altezza  della  mammella. 


Dal  legamento  di  terza  fingerà 
energicamente  una  puntata  di 
filo  al  petto  in  fuori,  inclinando 
leggermente  il  tronco  in  avanti 


43° 


PARTE    QUARTA 


Parerà  prima. 


e    battendo    simultaneamente   il 
piede  destro  a  terra. 

Svincolando  velocemente  la 
propria  lama  dalla  lama  nemica, 
e  passandola  destramente  rasente 
al  braccio  dell'  avversario  lo  col- 
pirà al  fianco  con  una  sciabolata 
dritta. 


§71.  —  Fiuta  di  filo  di  terza  e  sciabolata  alla  figura 
interna,  al  petto  od  alla  pancia. 


Starà  in  guardia  di  terza  col 
pugno  a  livello  della  mammella. 


Parerà  terza. 


Dal  legamento  di  terza  accen- 
nerà energicamente  una  puntata 
di  filo  al  petto  in  fuori,  incli- 
nando leggermente  il  tronco  in 
avanti  e  battendo  il  piede  destro 
a  terra. 

Svincolando  destramente  il 
proprio  ferro  e  strisciando  il  ta- 
glio della  propria  lama  sul  taglio 
di  quella  nemica,  lo  farà  passare 
rasente  la  punta  del  ferro  dell'  av- 
versario, colpendolo  alla  guancia 
sinistra,  al  petto  od  alla  pancia, 
eseguendo  un  ristretto  molinello 
di  figura  o  di  fianco  a    destra. 


§72.  —  Finta  di  filo  di  terza  e  coupé  in  dentro. 


Starà  in  guardia  di  terza  col 
pugno  a  livello  della  mammella. 


Dal  legamento  di  terza  simu- 
lerà energicamente  una  puntata 
di  filo  al  petto  in  fuori,  incli- 
nando leggermente  il  tronco  in 
avanti  e  battendo  contempora- 
neamente il  piede  destro  a  terra. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


43* 


Parerà  terza. 


Svincolando  il  proprio  ferro  e 
strisciando  il  taglio  della  propria 
lama  sul  taglio  di  quella  nemica 
lo  farà  passare  rasente  la  punta 
del  ferro  nemico,  colpendo  1'  av- 
versario alla  testa  con  una  scia- 
bolata di  coupé. 


73.  —  Finta  di  filo  di  seconda  e  cavazione 
al  petto  sopra. 


Starà  in  guardia  di  seconda. 


Parerà   seconda    o    ceduta   di 
quarta  bassa. 


Dalla  guardia  di  seconda  ac- 
cennerà energicamente  una  pun- 
tata di  filo  al  fianco,  mantenendo 
costantemente  il  contatto  del 
ferro,  avanzando  la  propria  punta 
e  battendo  simultaneamente  il 
piede  destro  a  terra. 

Svincolerà  la  propria  lama 
dalla  lama  nemica,  e  passandola 
rasente  il  braccio  colpirà  1'  av- 
versario al  petto  con  una  velo- 
cissima cavazione. 


74   —  Finta  di  filo  di  seconda  e  sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna. 


Starà  in  guardia  di  seconda. 


Parerà    seconda   o   ceduta   di 
quarta  bassa. 


Dalla  guardia  di  seconda  ac- 
cennerà una  puntata  di  filo  al 
fianco,  mantenendo  sempre  il 
contatto  dei  ferri. 

Svincolando  destramente  la 
propria  lama  dalla  lama  dell'  av- 
versario, lo  colpirà  alla  guancia 
destra  con  una  sciabolata  dritta. 


432 


PARTE  QUARTA 


Parerà    seconda   o  ceduta    di 
quarta  bassa. 


§  75.  —  Finta  di  filo  di  seconda  e  sciabolata  alla  testa. 

Starà  in  guardia  di  seconda.  Dalla  guardia  di  seconda  ac- 

cennerà una  puntata  di  filo,  in- 
clinando un  poco  il  tronco  in 
avanti  e  battendo  simultanea- 
mente il  piede  destro  a  terra. 

Svincolando  il  proprio  ferro 
da  quello  avverso  ed  eseguendo 
un  velocissimo  molinello  di  testa 
a  sinistra,  vibrerà  una  sciabolata 
alla  testa. 

Avvertenza.  —  Tutte  indistintamente  le  anzidette  finte  di  filo 
si  eseguiscono  anche  camminando,  muovendo  cioè  il  passo  avanti  al  primo 
tempo  ed  avendo  cura  di  non  distaccare  il  ferro  nelV  atto  di  eseguire 
la  finta  di  filo. 

§  76.  —  Della  finta  di  cavazione. 

La  finta  di  cavazione  è  la  simulazione  della  puntata 
di  cavazione.  Consiste  nello  svolgere  la  cavazione  col 
solo  braccio  e  senza  andare  a-fondo. 

Si  eseguisce  indistintamente  da  tutti  i  legamenti  e  in 
un  tempo. 

§  77.  —  Finta  cavazione  al  fianco  e  cayazione  sopra. 


Si  eseguisce  in  due  tempi 

Maestro. 
Legherà  di  prima  o  di  quinta, 


Parerà  seconda. 


Allievo. 

Accennerà  una  puntata  di  ca- 
vazione al  fianco  dell'avversario 
passando  la  propria  punta  ben 
rasente  al  suo  braccio  e  battendo 
simultaneameute  il  piede  destro. 

Evitando  la  parata,  circolerà 
la  propria  punta  intorno  al  brac- 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


433 


ciò  dell'  avversario,  e  lo  colpirà 
al  petto  con  una  puntata  di  ca- 
vazione. 


78.  —  Fiuta  cavazione  al  fianco  e  sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  prima  o  di  quinta. 


Parerà  seconda. 


Simulerà  una  puntata  di  ca- 
vazione  al  fianco  dell'avversario. 

Evitando  la  parata  fletterà  e 
distenderà  energicamente  il  brac- 
cio destro,  e  facendo  descrivere 
alla  punta  un  piccolissimo  arco 
vibrerà  velocemente  una  sciabo- 
lata dritta  alla  guancia  destra 
dell'  avversario. 


79.  —  Finta  cavazione  al  fianco  e  sciabolata 
alla  testa. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  prima  o  di  quinta. 


Parerà  seconda. 


80. 


Inclinando  alquanto  il  tronco 
in  avanti,  accennerà  una  cava- 
zione al  fianco. 

RitireTà  istantaneamente  la  pro- 
pria punta  flettendo  ed  alzando  il 
braccio  destro,  ed  eseguendo  un 
ristretto  molinello  di  testa  a  sini- 
stra colpirà  l'avversario  alla  testa. 


Finta  cavazione  al  petto  sopra 
e  cavazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  seconda. 


Accennerà  una  puntata  di  ca- 
vazione al  petto   dell'  avversario 

28 


434 


PARTE  QUARTA 


Parerà  quinta. 


inclinando  alquanto  il  corpo  in 
avanti. 

Evitando  la  parata  e  passando 
la  propria  punta  intorno  al  brac- 
cio dell'  avversario,  lo  colpirà 
con  una  puntata  di  cavazione  al 
fianco. 


.  —  Finta  cavazione  al  petto  sopra  e  sciabolata 
alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  seconda. 


Parerà  quinta  o  terza. 


Simulerà  una  puntata  di  cava- 
zione al  petto  inclinando  un  poco 
il  tronco  in  avanti. 

Evitando  la  parata  eseguirà 
istantaneamente  un  ristretto  mo- 
linello di  figura  o  di  fianco  a  de- 
stra, e  colpirà  1'  avversario  alla 
guancia  sinistra,  al  petto  od  alla 
pancia. 


§  82.  —  Finta  cavazione  al  petto  in  dentro 
e  cavazione  al  petto  in  fuori. 


Si  eseguisce  in  due  tempi; 


Legherà  di  terza. 


Parerà  quarta. 


Fingerà  una  puntata  di  cava 
zione  al  petto  in  dentro,  rasen- 
tando colla  punta  il  braccio  del- 
l' avversario. 

Evitando  la  parata  e  circo- 
lando destramente  la  propria 
punta  rasente  il  braccio  dell'av- 
versario, lo  colpirà  al  petto  in 
fuori  con  una  puntata  di  cava- 
zione. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


435 


§  s3. 


Fiuta  cayazione  in  dentro  e  coupé  in  fuori. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  terza. 


Parerà  quarta. 


Simulerà  una  puntata  di  ca- 
vazione  come  nel  caso  prece- 
dente. 

Evitando  la  parata  eseguirà 
destramente  un  coupé  in   fuori. 


84.  —  Finta  cayazione  in  fuori  e  cavazione 
in  dentro. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Accennerà  una  puntata  di  ca- 
vazione al  petto  in  fuori,  incli- 
nando alquanto  il  tronco  in 
avanti  e  battendo  simultanea- 
mente il  piede  destro. 

Evitando  la  parata  vibrerà 
destramente  una  puntata  di  ca- 
vazione, e  colpirà  l' avversario  al 
petto  in  dentro. 


85.  —  Finta  cayazione  in  fuori  e  coupé  in  dentro. 


Si  eseguisce  in  due  tempi 


Legherà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Simulerà  una  puntata  di  ca- 
vazione come  nel  caso  prece- 
dente. 

Flettendo  ed  estendendo  rapi- 
damente il  braccio  eviterà  la  pa- 
rata, ed  eseguendo  un  coupé  col- 
pirà l'avversario  alla  testa. 


436 


PARTE  QUARTA 


§  86.  —  Finta  cavazione  in  fuori  e  sciabolata 
alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia. 

Si  eseguisce  in  due  tempi: 

Legherà  di  quarta.  Accennerà  una  puntata  di  ca- 

vazione come  nel  caso  precedente. 

Parerà  terza.  Evitando  la  parata  eseguirà  de- 

stramente un  molinello  di  figura 
o  di  fianco  a  destra,  e  colpirà 
1'  avversario  alla  guancia  sinistra, 
al  petto  od  alla  pancia. 

Avvertenza.  —  Le  anzidette  finte  si  eseguiscono  anche  cammi- 
nando,  e  cioè  muovendo  un  passo  avanti  al  primo  tempo. 

§  87.  —  Della  finta  di  sciabolata  dritta. 

La  finta  di  sciabolata  dritta  è  la  simulazione  della 
sciabolata  dritta.  Si  eseguisce  da  qualsiasi  dei  cinque 
inviti  dell'avversario  in  un  tempo  solo. 

§  88.  —  Finta  dritta  alla  testa,  0  figura  interna, 
e  sciabolata  alla  figura  esterna,  od  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 

Maestro. 
Inviterà  di  terza. 


Parerà  sesta  o  quarta,  secondo 
che  la  finta  sarà  stata  diretta 
alla  testa  od  alla  guancia. 


Allievo. 

Dalla  guardia  di  terza,  flet- 
tendo e  distendendo  con  elasti- 
cità il  braccio  destro,  accennerà 
una  sciabolata  dritta  alla  testa 
od  alla  guancia  sinistra. 

Evitando  la  parata  eseguirà  un 
molinello  strettissimo  di  figura  o 
di  fianco  a  sinistra,  e  colpirà  l'av- 
versario alla  guancia  destra  od 
al  fianco. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


437 


§    89. 


Finta  dritta  alla  testa  e  cavazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  due  tempi  : 

Inviterà  di  seconda. 


Parerà  quinta. 


Dalla  guardia  di  terza  accen- 
nerà una  sciabolata  dritta  alla  te- 
sta, come  nella  precedente  azione. 

Con  una  velocissima  cavazione 
eviterà  la  parata  dell'  avversario 
e  lo  colpirà  al  fianco. 


90. 


Finta  dritta  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Inviterà  di  quarta. 


Parerà  seconda. 


Inclinando  un  poco  il  corpo 
in  avanti,  accennerà  una  scia- 
bolata dritta  al  fianco  flettendo 
e  distendendo  destramente  il 
braccio  e  battendo  simultanea- 
mente il  piede  destro  a  terra. 

Eviterà  la  parata  ritirando  la 
propria  sciabola,  e  flettendo  ed 
alzando  il  braccio  destro  ;  ed  ese- 
guendo un  velocissimo  molinello 
di  testa  a  sinistra,  colpirà  1'  av- 
versario alla  testa. 


§  91.  —  Finta  dritta  alla  figura  esterna  e  cavazione 
al  fianco  od  al  petto. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Inviterà  di  quarta. 


Dalla  guardia  di  terza  od  an- 
che dall'invito  di  quarta,  accen- 
nerà una  sciabolata  dritta  alla 
guancia  destra. 


43§ 


PARTE  QUARTA 


Parerà  terza.  Evitando    la    parata    eseguirà 

una  velocisissima  cavazione  e  col- 
pirà l'avversario  con  una  pun- 
tata al  fianco  od  al  petto. 

92.  —  Finta  dritta  alla  figura  esterna  e  sciabolata 
alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia. 

Si  eseguisce  in  due  tempi: 

Inviterà  di  quarta.  Dalla  guardia  di  terza  od  an- 

che dall'  invito  di  quarta  accen- 
nerà   una   sciabolata   dritta   alla 
guancia  destra. 
Parerà  terza.  Evitando    la    parata    eseguirà 

un  ristretto  molinello  di  figura 
o  di  fianco  a  destra  e  colpirà 
l' avversario  alla  guancia  sinistra, 
al  petto,  od  alla  pancia. 
Avvertenza.  —  Le  anzidette  finte  si  eseguiranno  anche  cammi- 
nando,  e  cioè  muovendo  un  passo  avanti  al  primo  tempo. 


§  93.  —  Della  finta  di  sciabolata  di  molinello. 

La  finta  di  sciabolata  di  molinello  è  la  simulazione  della 
sciabolata  di  molinello.  Si  eseguisce  in  un  tempo  solo. 

Le  finte  sciabolate  di  molinello  alla  testa  si  svolgono 
preferibilmente  dalla  guardia  di  seconda;  quelle  alla 
figura,  al  petto,  alla  pancia  od  al  fianco  preferibilmente 
dalla  guardia  di  terza. 

§  94.  —  Finta  alla  testa  e  cavazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 

Maestro. 
Starà    in  guardia   di   seconda 
o  legherà  di  seconda. 


Allievo. 
Dalla  guardia  di  seconda  ese- 
guirà   un    velocissimo   molinello 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


439 


Parerà  quinta. 


di  testa  a  sinistra  accennando 
una  sciabolata  alla  testa,  incli- 
nando il  tronco  in  avanti  e  bat- 
tendo simultaneamente  il  piede 
destro  a  terra. 

Evitando  la  parata  eseguirà 
una  cavazione  e  colpirà  l'avver- 
sario al  fianco  con  una  puntata. 


95- 


Fiuta  alla  testa  e  sciabolata  al  fianco. 


Starà    in  guardia  di    seconda 
o  legherà  di  seconda. 

Parerà  quinta. 


Dalla  guardia  di  seconda  ac- 
cennerà una  sciabolata  alla  testa 
come  nella  precedente  azione. 

Evitando  la  parata  eseguirà  un 
velocissimo  e  strettissimo  moli- 
nello di  fianco  a  sinistra  e  col- 
pirà l'avversario  al  fianco. 


§96.  —  Finta  alla  figura  interna  e  sciabolata 
alla  figura  esterna  od  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  terza. 


Parerà  quarta. 


Dalla  guardia  di  terza  eseguirà 
velocemente  un  molinello  di  figu- 
ra a  destra  strisciando  la  propria 
sulla  lama  nemica,  e  passandola 
rasente  alla  sua  punta  accennerà 
una  sciabolata  alla  guancia  si- 
nistra. 

Evitando  la  parata  eseguirà  un 
velocissimo  molinello  di  figura  o 
di  fianco  a  sinistra,  e  colpirà 
l'avversario  alla  guancia  destra 
od  al  fianco. 


44° 


PARTE    QUARTA 


§  97.  —  Finta  al  petto  0  al  fianco  e  sciabolata 
alla  testa. 


Si  eseguise  in  due  tempi: 
Legherà  di  terza. 


Parerà  quarta  o  quarta  bassa. 


Dalla  guardia  di  terza  accen- 
nerà una  sciabolata  al  petto  o  al 
fianco  dell'avversario,  eseguendo 
un  molinello  di  figura  o  di  fianco 
a  destra. 

Evitando  la  parata  e  facendo 
passare  la  propria  punta  fra  la 
coscia  e  1'  avambraccio  dell'av- 
versario, eseguirà  velocemente 
un  molinello  di  testa  a  sinistra 
e  lo  colpirà  alla  testa. 


§98.  —  Finta  alla  figura  esterna  e  sciabolata 
alla  testa. 


Si  eseguisce  in  due  tempi; 


Legherà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Dalla  guardia  di  terza  eseguirà 
un  molinello  di  figura  a  sinistra 
strisciando  la  propria  lama  su 
quella  dell'  avversario,  e  facen- 
dola passare  rasente  alla  sua 
punta  accennerà  una  sciabolata 
alla  guancia  destra,  inclinando  al- 
quanto il  tronco  in  avanti  e  bat- 
tendo il  piede  destro  a  terra. 

Evitando  la  parata  ed  abbas- 
sando e  ritirando  la  propria  pun- 
ta, eseguirà  un  molinello  di  testa 
a  sinistra  e  colpirà  l'avversario 
alla  testa. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


441 


»  99.  —  Fiuta  alla  figura  esterna  e  sciabolata 
alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia. 


Si  eseguisce  in  due  tempi 
Legherà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Dalla  guardia  di  terza  fingerà 
una  sciabolata  alla  guancia  destra 
dell'  avversario  come  nella  pre- 
cedente azione. 

Evitando  la  parata  ed  ese- 
guendo velocemente  un  moli- 
nello di  figura  o  di  fianco  a  de- 
stra colpirà  la  guancia,  il  petto, 
o  la  pancia  dell'avversario. 


100.  —  Finta  al  fianco  e  cavazione  al  petto  sopra. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  quarta. 


Parerà  contro  di  seconda. 


Dalla  guardia  di  terza  svinco- 
lerà la  propria  lama  da  quella 
avversa,  e  striciandola  su  di  essa 
eseguirà  un  molinello  di  fianco 
a  sinistra,  accennando  una  scia- 
bolata al  fianco,  inclinando  un 
poco  il  tronco  in  avanti  e  bat- 
tendo il  piede  destro  a  terra. 

Con  una  velocissima  cavazione 
eviterà  il  ferro  dell'avversario 
e  lo  colpirà  al  petto  sopra. 


§  101.  —  Finta  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa. 

Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  quarta. 


Dalla  guardia  di  terza  accen- 
cennerà  una  sciabolata  al  fianco 
come  nella  precedente  azione. 


442 


PARTE  QUARTA 


Parerà  terza  bassa.  Con  velocissimo   molinello  di 

testa  a  sinistra  eviterà  la  parata 
e  colpirà  l'avversario  alla  testa. 

Avvertenza.  —  Le  anzidette  finte  si  eseguiranno  anche  cammi- 
nando,  e  muovendo  cioè  un  passo  avanti  al  primo  tempo. 

§  102.  —  Della  fìnta  coupé. 

È  la  simulazione  del  coupé.  Si  eseguisce  in  un  tempo 
solo,  sia  in  dentro  che  in  fuori,  dai  legamenti  di  terza 
e  di  quarta  dell'avversario  od  anche  dai  propri,  purché 
l'avversario  mantenga  con  forte  pressione  il  suo  ferro 
contatto  col  proprio. 


§  103.  —  Finta  coupé  in  dentro  e  sciabolata 
alla  figura  esterna  od  al  fianco. 

Si  eseguisce  in  due  tempi: 

Maestro.  Allievo. 

Legherà  di  terza.  Dalla  guardia  di  terza,  od  an- 

che dal  proprio  legamento  di 
terza,  svincolerà  il  proprio  ferro 
da  quello  avverso  e  accennerà 
una  sciabolata  di  coupé. 

Parerà  sesta.  Evitando    la    parata    ed    ese- 

guendo un  velocissimo  molinello 
di  figura  o  di  fianco  a  sinistra, 
colpirà  l'avversario  alla  guancia 
destra  od  al  fianco. 

104.  —  Finta  coupé  in  fuori  e  sciabolata  alla  figura 
interna,  al  petto  od  alla  pancia. 


Si  eseguisce  in  due  tempi: 


Legherà  di  quarta. 


Dalla  guardia  di  terza,  od  an- 
che   dal    proprio    legamento    di 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  443 

quarta,  svincolerà  il  proprio  ferro 
da    quello    avverso  e  accennerà 
una  sciabolata  di  coupé. 
Parerà  quinta.  Eviterà   il   contatto  del   ferro 

nemico,  ed  eseguendo  un  velo- 
cissimo molinello  di  figura  o  di 
fianco  a  destra  colpirà  l'avver- 
sario con  una  sciabolata  alla 
guancia  sinistra,  al  petto  od  alla 
pancia. 

Avvertenza.  —  Si  muoverà  un  passo  avanti  al  primo  tempo 
quando  si  vorrà  eseguire  la  finta  coupé  camminando. 

Tutte  le  azioni  di  finta  già  accennate  possono  risol- 
versi al  braccio.  In  tal  caso  non  occorre  avanzare  la 
gamba  destra  nel  vibrare  il  colpo. 

Quando  al  colpo  si  voglia  far  precedere  un  finta  al 
braccio,  importa  osservare  le  stesse  norme  prescritte  per 
le  finte  al  corpo,  dirigendo  però  la  sciabola  al  braccio, 
nell'esecuzione  della  finta  stessa. 

Volendo  eseguire  tanto  la  finta  che  il  colpo  al  braccio, 
si  avrà  cura  di  ridursi  fuori  misura.  Quest'azione  è  uti- 
lissima contro  tiratori  che  non  curanti  della  propria 
difesa,  tentano  in  ogni  maniera  di  colpire  l'avversario, 
anche  mentre  che  questi  eseguisca  un'azione  d'offesa. 

Quando  l'allievo  sappia  eseguire  le  finte  con  suffi- 
ciente esattezza  può  tralasciare  di  battere  il  piede. 

§  105.  —  Della  doppia  fìnta. 

La  doppia  finta,  poiché  si  compone  di  due  finte,  si 
eseguisce  in  due  tempi.  Essa  è  molto  giovevole  contro 
avversari  per  indole  impressionabili,  ma  pericolosa  contro 
avversari  calcolatori  e  tempisti. 


444 


PARTE  QUARTA 


Per  l'esecuzione  parziale  delle  doppie  finte  si  osser- 
veranno le  stesse  norme  accennate  per  le  finte  semplici. 

§  106.  —  Finta  puntata  dritta  sopra,  finta  cavazione 
al  fianco  e  sciabolata  alla  testa. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi: 

Maestro. 
Inviterà  di  seconda. 

Parerà  prima  o  quinta. 
Parerà  seconda. 


Allievo. 

Dalla  guardia  di  seconda  o  di 
terza     accennerà   energicamente 
una  puntata  dritta  al  petto. 
Immediatamente   accennerà  una 
cavazione  al  fianco. 

Con  velocissimo  molinello  di 
testa  a  sinistra  vibrerà  una  scia- 
bolata alla  testa  dell'avversario. 


§  107.  —  Finta  puntata  dritta  al  fianco, 

finta  cavazione  sopra  e  sciabolata  alla  figura  interna, 

al  petto  od  alla  pancia. 


Inviterà  di  prima  o  di  quinta. 

Parerà  seconda. 
Parerà  quinta. 


§   108. 


Dalla  guardia  di  seconda  si- 
mulerà una  puntata  dritta  al 
fianco. 

Immediatamente  accennerà  una 
cavazione  al  petto  sopra. 

Vibrerà  una  sciabolata  alla 
guancia  sinistra,  al  petto  od  alla 
pancia,  eseguendo  un  molinello 
di  figura   o   di    fianco  a  destra. 


Finta  di  filo  di  terza,  finta  sciabolata  al  petto 
e  cavazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi 

Starà  in  guardia  di  terza  col 
pugno  all'altezza  della  mammella. 


Dal  proprio  legamento  di  terza 
e  senza  distaccare  la  propria  la- 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


445 


Parerà  terza. 


Parerà  contro  di  prima. 


ma  dall'avversa,  accennerà  una 
puntata  di  filo. 

Accennerà  una  sciabolata  al 
petto  eseguendo  un  molinello  di 
fianco. 

Con  una  velocissima  cavazione 
colpirà  l'avversario  al  fianco. 


§  109.  —  Finta  di  filo  di  terza,  finta  coupé  in  dentro 
e  sciabolata  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi: 

Starà   in  guardia  come   nella 
precedente  azione. 


Parerà  terza. 


Parerà  sesta. 


Dal  proprio  legamento  di  terza 
e  senza  distaccare  la  propria  dalla 
lama  avversa,  accennerà  una  pun- 
tata di  filo. 

Simulerà  un  coupé  disimpe- 
gnando destramente  il  proprio 
ferro  dall'  avverso. 

Con  velocissimo  molinello  di 
fianco  a  sinistra,  colpirà  l'avver- 
sario al  fianco. 


no.  —  Finta  cavazione  al  petto  sopra,  finta 
cavazione  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi 

Legherà  di  seconda. 

Parerà  quinta. 
Parerà  seconda. 


Eseguirà  la  prima  finta  ac- 
cennando una  cavazione  al  petto 
sopra. 

Eseguirà  la  seconda  finta  ac- 
cennando una  cavazione  al  fianco. 

Eseguendo  un  molinello  di 
testa  a  sinistra,  vibrerà  una  scia- 
bolata alla  testa  dell'avversario. 


446 


PARTE  QUARTA 


§  ni.  —  Finta  cavazione  al  petto  sopra,  finta 
alla  figura  interna  e  coupé. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi  : 


Legherà  di  seconda. 
Parerà  quinta. 

Parerà  quarta. 


Simulerà  una  cavazione  al  petto 
sopra. 

Accennerà  una  sciabolata  alla 
guancia  sinistra  col  molinello  di 
figura  a  destra. 

Evitando  la  parata,  vibrerà  al- 
l'avversario una  sciabolata  di 
coupé. 


§  112.  —  Finta  dritta  alla  testa,  finta  cavazione  al  fianco 
e  sciabolata  alla  testa. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi: 


Inviterà  di  seconda. 

Parerà  quinta. 
Parerà  seconda. 


Eseguirà  la  prima  finta  accen- 
nando una  sciabolata  dritta  alla 
testa. 

Eseguirà  la  seconda  finta  si- 
mulando una  cavazione  al  fianco. 

Con  velocissimo  molinello  di 
testa  a  sinistra,  vibrerà  una  scia- 
bolata alla  testa  dell'avversario. 


§  113.  —  Finta  dritta  alla  figura  esterna,  finta 
alla  figura  interna  e  cavazione  al  fianco. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi: 

Inviterà  di  quarta. 


Parerà  terza. 


Parerà  contro  di  prima. 


Simulerà  una  sciabolata  dritta 
alla  guancia  destra. 

Accennerà  una  sciabolata  alla 
guancia  sinistra,  eseguendo  un 
molinello  di  figura  a  destra. 

Con  una  velocissima  cavazione 
colpirà  l'avversario  al  fianco. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


447 


§  114.  —  Finta  alla  testa,  finta  cavazione  al  fianco 
e  sciabolata  alla  testa. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi: 

Starà  in  guardia  di  seconda  o 
legherà  di  seconda. 

Parerà  quinta. 

Parerà  seconda. 


Per  prima  finta  accennerà  una 
sciabolata  alla  testa  col  molinello 
di  testa  a  sinistra. 

Per  seconda  finta  simulerà  la 
cavazione  al  fianco. 

Eseguendo  un  veloce  molinello 
di  testa  a  sinistra,  colpirà  Y  av- 
versario alla  testa. 


115.  —  Finta  alla  testa,  finta  al  fianco 
e  sciabolata  alla  testa. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi: 

Starà    in   guardia  di  seconda 
o  legherà  di  seconda. 
Parerà  quinta. 


Fingerà  una  sciabolata  alla  te- 
sta col  molinello  di  sinistra. 

Accennerà  una   sciabolata   al 
fianco  col  molinello  di  fianco  a 
sinistra. 
Parerà  seconda.  Eseguendo  un  veloce  molinello 

di  testa  a  sinistra,  vibrerà  una 
sciabolata  alla  testa  dell'avver- 
sario. 

§  116.  —  Finta  coupé  in  dentro,  finta  figura  esterna 
e  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi: 


Legherà  di  terza. 


Parerà  sesta. 


Svincolando  il  proprio  ferro 
accennerà  un  coupé   in  dentro. 

Evitando  la  parata  simulerà  una 
sciabolata  alla  guancia  destra  col 
molinello  di  figura  a  sinistra. 


448  PARTE    QUARTA 

Parerà  terza.  Eseguendo  un  rapido  molinello 

di  figura  o  di  fianco  a  destra,  col- 
pirà l'avversario  alla  guancia  si- 
nistra, al  petto  od  alla  pancia. 

§  117.  —  Finta  coupé  in  fuori,  finta  alla  figura  interna 
e  sciabolata  al  fianco. 


Legherà  di  quarta. 
Parerà  quinta. 


Si  eseguisce  in  tre  tempi: 

Eseguirà  la  prima  finta  accen- 
nando un  coupé  in  fuori. 

Eseguirà  la  seconda  finta  si- 
mulando una  sciabolata  alla  guan- 
cia   sinistra    dell'avversario    col 
molinello  di  figura  a  destra. 
Parerà  quarta.  Mediante  il  molinello  di  fianco 

a  sinistra  vibrerà  la  sciabolata  e 
colpirà  l'avversario  al  fianco. 
Avvertenza.  —  Volendo  eseguire  le  doppie  finte  camminando,  si 
avrà  cura  di  compiere  il  passo  avanti  contemporaneamente  alla  prima 
finta,  di  esegiùre  la  seconda  finta  a  pie  fermo,  e  di  vibrare  il  colpo 
coU  a-fondo  se  sarà  diretto  al  corpo,  e  dalla  guardia  se  sarà  diretto 
al  braccio. 

§  118.  —  Della  risposta  colla  finta. 

Si  intende  per  risposta  colla  finta  il  colpo  con  finta 
vibrato  immediatamente  dopo  una  parata.  Quando  la 
risposta  è  preceduta  da  una  sola  finta,  l'azione  prende 
il  nome  di  risposta  colla  finta  semplice;  quando  è  pre- 
ceduta da  due  finte  si  chiama  risposta  colla  doppia  finta. 
Quest'ultima  però  è  da  sconsigliarsi,  poiché  chi  la  ese- 
guisce perde  certamente  il  vantaggio  maggiore  della 
risposta,  che  è  quello  di  colpire  l'avversario  prima  che 
egli  ritorni  in  guardia. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  449 


CAPITOLO  OUINTO 


Trasporti.  —  Deviamenti.  —  Cambiamenti.  —  Tocchi.  —  Tocchi  di  cambia- 
mento. —  Sforzi.  —  Sforzi  di  cambiamento,  o  disarmi.  —  Prima  e  seconda 
intenzione. 


§  119.  —  Dei  trasporti  di  sciabola. 

Si  chiama  trasporto  quell'azione  mediante  la  quale  si 
costringe  la  sciabola  dell'avversario,  per  dominio  dei 
gradi,  a  passare  da  una  posizione  ad  un'altra  obbli- 
gandola a  descrivere  una  superfìcie  conica. 

I  trasporti  hanno  lo  scopo  di  togliere  la  sciabola  del- 
l'avversario  dalla  linea  del  petto  o  fianco,  per  render 
libera  la  strada  ai  propri  colpi,  e  talvolta  per  invitare 
lo  stesso  avversario  ad  agire  in  tempo.  Nel  primo  caso, 
cioè  quando  i  trasporti  abbiano  scopo  di  offesa,  due 
tempi  sono  indispensabili  alla  esecuzione  della  intera 
azione,  uno  per  togliere  la  punta  dal  proprio  petto  o 
fianco,  e  l'altro  per  vibrare  il  colpo  semplice;  nel  se- 
condo caso,  ossia  quando  essi  abbiano  scopo  d'invito, 
si  eseguiscono  in  un  tempo  solo. 

I  trasporti  sono  cinque  : 

a)  trasporto  di  prima  ; 

b)  trasporto  di  seconda  ; 
e)   trasporto  di  terza  ; 

d)  trasporto  di  quarta  ; 

e)  trasporto  di  quinta. 

29 


45 O  PARTE    QUARTA 


§  120.  —  Trasporto  di  prima  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dal  proprio  legamento  di  terza  o  di 
quinta.  Colla  coccia  e  col  forte  della  propria  sciabola 
s'imprigionerà  il  debole  della  lama  avversa,  e  senza  mai 
smetterne  il  contatto,  e  descrivendo  col  ferro  e  col  brac- 
cio una  superficie  conica,  si  trasporterà  l'arme  nemica 
alla  propria  sinistra  e  si  prenderà  la  posizione  della 
parata  di  prima. 

In  seguito  al  trasporto  di  prima  si  potrà  vibrare: 

a)  la  puntata  in  dentro  ; 

b)  la  sciabolata  di  molinello  alla  testa; 

e)  la  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto  od    alla    pancia 
col  molinello  di  figura  o  di  fianco  a  destra; 

d)  la  sciabolata  alla  figura  esterna  col  molinello  di  testa  ; 

e)  la  sciabolata  dritta  al  fianco  ; 

f)  i  colpi  al  braccio. 

§  121.  —  Trasporto  di  seconda  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dal  proprio  legamento  di  quarta.  Colla 
coccia  e  col  forte  della  propria  sciabola  s'imprigionerà 
il  debole  della  lama  avversa,  e  senza  mai  smetterne  il 
contatto,  e  descrivendo  col  ferro  e  col  braccio  una  su- 
perficie conica,  si  trasporterà  l'arme  nemica  in  fuori  del 
proprio  fianco,  e  si  prenderà  la  posizione  della  parata 
di  seconda  girando  il  pugno  in  seconda. 

In  seguito  al  trasporto  di  seconda  si  potrà  vibrare  : 

a)  la  puntata  di  filo  ; 

b)  la  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  ; 

e)  la  sciabolata  alla  testa  col  molinello  di  sinistra  ; 
d)  il  colpo  al  braccio  in  fuori. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  451 


§  122.  —  Trasporto  di  terza  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dal  proprio  legamento  di  prima  o  di 
quinta.  Colla  coccia  e  col  forte  della  propria  sciabola 
s'imprigionerà  il  debole  della  lama  nemica,  e  senza  mai 
smetterne  il  contatto,  e  descrivendo  col  ferro  e  col  brac- 
cio una  superfìcie  conica,  si  trasporterà  Tarme  dell'av- 
versario alla  propria  destra  e  si  prenderà  la  posizione 
della  parata  di  terza. 

In  seguito  al  trasporto  di  terza  si  potrà  vibrare: 

a)  la  puntata  di  filo  ; 

b)  la  puntata  di  cavazione  sotto  ; 
e)  il  coupé  in  dentro  ; 

d)  la  sciabolata  dritta  al  fianco  ; 

e)  la  sciabolata  alla  guancia  sinistra,  al  petto  od  alla  pancia 
col  molinello  di  figura  a  destra  ; 

f)  i  colpi  al  braccio. 

§  123.  —  Trasporto  di  quarta  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  seconda.  Colla  coccia 
e  col  forte  della  propria  sciabola  s'imprigionerà  il  de- 
bole della  lama  nemica,  e  senza  smetterne  mai  il  con- 
tatto, e  descrivendo  col  braccio  una  superficie  conica,  si 
trasporterà  l'arme  nemica  al  proprio  lato  interno,  gi- 
rando gradatamente  il  pugno  in  quinta  posizione  e  pren- 
dendo la  posizione  della  parata  di  quarta. 

In  seguito  al  trasporto  di  quarta  si  potrà  vibrare: 

a)  la  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  ; 

b)  la  sciabolata  dritta  alla  figura  interna  ; 
e)  la  sciabolata  dritta  alla  testa; 

d)  il  coupé  in  fuori  ; 

e)  la  sciabolata  al  fianco  col  molinello  di  sinistra  ; 
f)  i  colpi  al  braccio. 


452  PARTE    QUARTA 


§  124.  —  Trasporto  di  quinta  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  prima.  La  sua  esecu- 
zione è  identica  a  quella  del  trasporto  di  terza,  colla 
differenza  che  in  luogo  di  trasportare  il  ferro  dell'avver- 
sario alla  propria  destra  lo  si  trasporterà  in  alto,  e  si 
prenderà  la  posizione  della  parata  di  quinta. 

In  seguito  al  trasporto  di  quinta  si  potrà  vibrare: 

a)  la  cavazione  sotto  ; 

b)  la  sciabolata  dritta  al  fianco  ; 

e)  la  sciabolata  di  molinello  alla  figura  interna,  al  petto,  o  alla 
pancia,   ed  al  braccio. 

I  trasporti,  camminando,  dovranno  compiersi  contem- 
poraneamente al  passo. 

I  trasporti  si  eseguiscono  anche  colla  fìnta,  e  colle 
stesse  norme  sopra  accennate.  In  tal  caso  l'azione  si 
compone  di  tre  tempi:  al  primo  si  eseguisce  il  trasporto, 
al  secondo  si  accenna  il  colpo,  ed  al  terzo  si  vibra  la 
puntata  o  la  sciabolata. 

§  125.  —  Dei  copertini. 

I  copertini  hanno  il  duplice  scopo  di  guadagnare  i 
gradi  della  lama  avversa  quando  questa  domini  la  pro- 
pria, e  di  trasportarla  a  destra  od  a  sinistra  della  linea 
d'offesa.  Sono  eseguibili  soltanto  in  terza  ed  in  quarta 
dai  rispettivi  legamenti  dell'avversario,  sia  a  pie  fermo 
che  camminando. 

Copertino  di  terza.  Si  eseguisce  in  un  tempo  solo, 
dal  legamento  di  terza  dell'avversario.  Si  alzerà  il  brac- 
cio  destro   diagonalmente   a   sinistra  finché   la  propria 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  453 

lama,  scorrendo  su  quella  dell'avversario,  ne  guadagni 
i  gradi;  e  con  movimento  continuato  si  sposterà  il  ferro 
a  destra  e  si  prenderà  la  posizione  della  parata  di  terza. 

I  colpi  che  si  potranno  vibrare  dopo  il  copertino  di 
terza  sono  la  pimtata  di  filo  e  la  sciabolata  dritta  alla 
figura  esterna  o  alla  testa. 

Copertino  di  quarta.  Si  eseguisce  in  un  tempo  solo, 
dal  legamento  di  quarta  dell'avversario.  Si  alzerà  dia- 
gonalmente a  destra  il  braccio  destro  finché  la  propria 
lama,  scorrendo  su  quella  dell'avversario,  ne  guadagni  i 
gradi  ;  e  con  movimento  continuato  si  sposterà  il  ferro 
a  sinistra  girando  gradatamente  il  pugno  in  quinta,  e  si 
prenderà  la  posizione  della  parata  di  quarta. 

I  colpi  che  si  potranno  vibrare  dopo  l' esecuzione  del 
copertino  di  quarta  sono  :  la  ptmtata  dritta  la  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna,  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto  o  alla  pancia. 

Tutte  le  volte  che  dopo  l'esecuzione  dei  copertini  si 
simulerà  uno  dei  colpi  sopra  accennati  e  si  vibrerà  in- 
vece un  altro  colpo,  si  dirà  di  avere  eseguito  il  copertino 
colla  finta.  Il  complesso  dell'  azione  si  svolgerà  in  tre 
tempi.  Al  primo  si  eseguirà  il  copertino,  al  secondo  la 
finta  e  al  terzo  si  vibrerà  il  colpo. 

Avvertenza.  ■ —  JVell'  eseguire  i  copertini  bisognerà  aver  cura  di 
spostare  la  lama  dell  avversario  di  tanto,  quanto  sia  necessario  per 
poter  vibrare  il  colpo  senza  andare  incontro  ad  inconvenienti  di  sorta. 

§  126.  —  Dei  deviamenti. 

Per  deviamento  s'intende  quel  lieve  appoggio  della 
propria  lama  sulla  lama  dell'avversario  sufficiente  a  far 
deviare  quest'  ultima  dalla  linea  d'  offesa. 


454 


PARTE    QUARTA 


I  deviaìnenti  hanno  inoltre  lo  scopo  d'indagare  con 
quanta  pressione  della  mano  l'avversario  impugni  l'arme, 
affine  di  poter  scegliere  l'azione  d'offesa  più  opportuna. 

Essi  sono  cinque: 

a)  deviamento  di  prima  ; 

b)  deviamento  di  seconda  ; 
e)  deviamento  di  terza  ; 

d)  deviamento  di  quarta  ; 

e)  deviamento  di  quinta. 

Tutti  indistintamente  si  eseguiscono  tanto  a  pie  fermo 
che  camminando  e  in  un  tempo  solo.  Si  appoggeranno 
i  propri  gradi  superiori  sugli  inferiori  della  lama  nemica, 
e  facendo  una  leggiera  pressione  col  proprio  taglio  si 
devierà  quest'ultima  dalla  linea  del  petto  o  del  fianco 
e  si  prenderà  la  posizione  del  legamento,  a  cui  corri- 
sponderà il  deviamento.  Si  avrà  cura  frattanto  di  spo- 
stare la  propria  punta  meno  che  sarà  possibile,  e  ciò 
si  otterrà  facilmente  coli' inflessibilità  del  pugno. 

Quando  ai  deviamenti  segue  immediatamente  il  colpo, 
due  tempi  sono  necessari  all'  esaurimento  dell'  intera 
azione  che  comprende  il  deviamento. 

Esempi. 
§  127.  —  Deviamento  di  prima  e  sciabolata  alla  testa. 


Maestro. 
Starà  in  guardia  di  seconda. 

Lascerà    deviare    la    propria 
sciabola. 


Allievo. 

Dalla  guardia  di  seconda  ese- 
guirà il  deviamento  di  prima. 

Vibrerà  una  sciabolata  alla  te- 
sta dell'  avversario  eseguendo  ve- 
locemente il  molinello  di  testa  a 
sinistra. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


455 


§  128.  —  Deviamento  di  seconda  e  sciabolata  alla  testa. 


Starà  in  guardia  di  seconda. 


Lascerà 
sciabola. 


deviare    la    propria 


Dalla  guardia  di  terza  eseguirà 
il  deviamento  di  seconda. 

Disunpegnerà  destramente  la 
propria  lama,  e  colpirà  1'  avver- 
sario alla  testa  eseguendo  un  ve- 
loce molinello  di  testa  a  sinistra. 


129. 


Deviamento  di  terza  e  sciabolata 
dritta  al  fianco. 


Starà  in  guardia  di  terza. 

Lascerà    deviare    la    propria 
sciabola. 


Dalla  guardia  di  seconda  ese- 
guirà il  deviamento  di  terza. 

Vibrerà  istantaneamente  la 
sciabolata  dritta  al  fianco  man- 
tenendo sempre  il  pugno  in  se- 
conda posizione. 


§  130.  —  Deviamento  di  quarta  e  sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna. 


Starà  in  guardia  di  terza. 


Lascerà     deviare     la    propria 
sciabola. 


Dalla  guardia  di  terza  o  di  se- 
conda, eseguirà  il  deviamento  di 
quarta  girando  il  pugno  in  quinta 
posizione. 

Girando  nuovamente  il  pugno 
in  seconda,  vibrerà  velocemente 
la  sciabolata  dritta  alla  guancia 
destra  dell'  avversario. 


131.  —   Deviamento  di  quinta  e  sciabolata 
alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia. 


Starà  in  guardia  di  terza. 


Dalla  guardia  di  seconda  ese- 
guirà il  deviamento  di  quinta. 


456 

PARTE 

QUARTA 

Lascerà 
sciabola. 

deviare 

la    propria 

Vibrerà  la  sciabolata  alla  guan- 
cia sinistra,  al  petto  od  alla  pan- 
cia dell'avversario  con  istantaneo 
molinello    di  figura  o  di  fianco 
a  destra. 

Dicesi  deviamento  colla  finta  quello  cui  segue  un  colpo 
preceduto  da  una  fìnta.  L'intera  azione  si  esaurisce  in 
tre  tempi;  al  primo  si  eseguisce  il  deviamento;  al  se- 
condo la  finta;  ed  al  terzo  il  colpo,  che  può  essere  in- 
differentemente la  puntata  o  la  sciabolata  ;  e  questa  può 
dirigersi  tanto  al  corpo  che  al  braccio. 

§  132.  —  Dei  cambiamenti. 

I  cambiamenti  consistono  nel  far  precedere  ai  devia- 
menti di  prima,  terza  e  quarta,  un  movimento  di  cava- 
zione.  Conseguentemente  si  hanno  cambiamenti  : 

a)  di  prima  ; 

b)  di  terza  ; 
e)  di  quarta. 

La  loro  esecuzione  non  differisce  per  nulla  da  quella 
dei  deviamenti  di  prima,  di  terza  e  di  quarta,  purché 
si  faccia  precedere,  come  è  stato  detto,  un  movimento 
di  cavazione. 

II  cambiamento  di  prima  si  eseguisce  dal  legamento 
di  seconda  dell'avversario,  quello  di  terza  dal  legamento 
di  quarta,    e  quello  di  quarta  dal  legamento   di  terza. 

§  *33-  —  Del  tocco. 

S' intende  per  tocco  X  urto  violento  dato  colla  propria 
lama  sopra  un  sol  punto  della  lama  avversa,  allo  scopo 
di  deviarla  dalla  linea  del  proprio  petto  o  fianco,  per 
vibrare  il  colpo. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  457 

I  tocchi  si  eseguiscono  dalla  guardia  di  seconda  o 
di  terza,  nonché  da  qualsiasi  invito  proprio,  e  sempre 
in  un  tempo  solo. 

In  seguito  a  qualunque  tocco,  nessun'  azione  di  filo  è 
possibile  per  mancanza  del  contatto  dei  ferri. 

I  tocchi  dovranno  essere  eseguiti  con  movimento  istan- 
taneo, affine  di  evitare  ogni  azione  in  tempo  dell'av- 
versario. 

Essi  sono  : 

a)  di  prima  ; 

b)  di  seconda  ; 
e)  di  terza; 

d)  di  quarta  ; 

e)  di  quinta. 

§  134.  —  Tocco  di  prima  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  quando  l'avversario  si  trovi  in  guardia 
di  seconda.  Dalla  guardia  o  dall'  invito  di  terza  o  di 
seconda,  si  darà  col  taglio  e  col  forte  della  propria  lama 
un  urto  violento  sul  dorso  e  sul  centro  della  lama  av- 
versa spostandola  a  sinistra. 

II  colpo,  che  ha  maggiore  probabilità  di  riuscita  in 
seguito  al  tocco  di  prima,  è  la  sciabolata  dritta  al 
fianco. 

§  *35-  —  Tocco  di  seconda  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  quando  l' avversario  si  trovi  in  guardia 
di  seconda.  Dagli  inviti  di  prima,  terza  o  quinta,  si  darà 
col  taglio  e  col  forte  della  propria  lama  un  urto  vio- 
lento sul  taglio  e  sul  centro  della  lama  avversa  spostan- 
dola in  basso.    In   seguito  al  tocco   di   seconda   si  può 


458  PARTE    QUARTA 

vibrare  :  la  puntata  dritta,   la   sciabolata  al  braccio,   la 
sciabolata  alla  guancia  destra  e  la  sciabolata  alla  testa. 

§  136.  —  Tocco  di  terza  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  quando  l'avversario  si  trovi  in  guardia 
di  terza.  Dall'  invito  di  seconda  od  anche  dalla  guardia 
di  terza,  e  trovandosi  i  ferri  a  contatto,  si  darà  col  forte 
e  col  taglio  della  propria  lama  un  urto  violento  sul  taglio 
e  sul  centro  della  lama  avversa   spostandola  a  destra. 

In  seguito  al  tocco  di  terza  si  può  vibrare  ;  la  pun- 
tata, la  sciabolata  dritta  al  fianco,  al  braccio,  alla  figura 
esterna,  alla  testa  e  la  sciabolata  di  molinello  alla  pancia. 

§  137.  —  Tocco  di  quarta  a  pie  ferino. 

Si  eseguisce  quando  l'avversario  si  trovi  in  guardia 
di  terza.  Dalla  guardia  di  terza,  e  avendo  il  ferro  di- 
staccato, si  darà  col  forte  e  col  taglio  della  propria 
lama  un  urto  violento  sul  dorso  e  sul  centro  della  lama 
avversa  spostandola  a  sinistra  e  in  basso. 

In  seguito  al  tocco  di  quarta  si  può  vibrare  :  la  scia- 
bolata dritta  al  braccio,  alla  guancia  destra,  alla  testa, 
alla  guancia  sinistra,  al  petto,  alla  pancia  e  la  puntata. 

§  138.  —  Tocco  di  quinta  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  quando  l' avversario  si  trovi  in  guardia 
di  terza.  Dall'  invito  di  seconda  od  anche  dalla  guardia 
di  seconda,  si  darà  col  forte  e  col  taglio  della  propria 
lama  un  urto  violento  sul  centro  della  lama  avversa 
spostandola  in  alto. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  459 

In  seguito  al  tocco  di  quinta  sì  può  vibrare  :  la  pun- 
tata, la  sciabolata  dritta  al  fianco,  al  braccio,  di  moli- 
nello alla  guancia  sinistra,  al  petto  ed  alla  pancia. 

I  tocchi  colle  stesse  regole  possono  eseguirsi  anche 
camminando,  e  in  tal  caso  si  compiono  contemporanea- 
mente al  passo. 

Se  invece  di  vibrare  il  colpo  immediatamente  dopo 
il  tocco,  lo  si  accennerà  soltanto  e  si  vibrerà  quindi 
un  colpo  diverso,  il  complesso  dell'azione  si  dirà  tocco 
colla  finta.  Questo  si  svolgerà  conseguentemente  in  tre 
tempi  :  al  primo  tempo  si  eseguirà  il  tocco  a  pie  fermo 
o  camminando,  al  secondo  la  finta,  al  terzo  infine  si 
vibrerà  il  colpo. 

§  139.  —  Dei  tocchi  di  cambiamento. 

II  tocco  di  cambiamento  non  è  altro  che  un  tocco 
preceduto  da  una  cavazione. 

Si  eseguisce  dai  legamenti  di  seconda,  di  terza  e  di 
quarta  dell'avversario,  e  prende  diversamente  il  nome  di: 

a)  tocco  di  cambiamento  in  prima; 

b)  tocco  di  cambiamento  in  terza  ; 
e)  tocco  di  cambiamento  in  quarta. 

Il  tocco  di  cambiamento  si  esaurisce  in  un  tempo 
solo,  sia  a  pie  fermo  che  camminando. 

§  140.  —  Tocco  di  cambiamento  in  prima. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  seconda  dall'avversario. 
Con  movimento  istantaneo  si  passerà  la  propria  lama 
da  una  parte  all'  altra  di  quella  nemica,  come  se  si  vo- 


460  PARTE    QUARTA 

lesse  eseguire  una  cavazione  sopra,  e  immediatamente 
si  svolgerà  il  tocco  di  prima  nel  modo  accennato  al 
paragrafo    134. 

§  141.  —  Tocco  tli  cambiamento  in  terza. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  quarta  dell'avversario. 
Con  movimento  istantaneo  si  passerà  la  propria  punta 
da  una  parte  all'altra  della  sciabola  nemica,  come  se 
si  volesse  eseguire  una  cavazione  al  petto  in  fuori,  e 
immediatamente  si  svolgerà  il  tocco  di  terza  nel  modo 
accennato  al  paragrafo   136. 

§  142.  —  Tocco  di  cambiamento  in  qnarta. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  terza  dell'  avversario. 
Con  movimento  istantaneo  si  passerà  la  propria  punta 
da  una  parte  all'  altra  della  sciabola  dell'  avversario, 
come  se  si  volesse  vibrare  una  cavazione  al  petto  in 
dentro,  e  immediatamente  si  svolgerà  un  tocco  nel 
modo  accennato  al  paragrafo   137. 

Per  tutto  ciò  che  non  è  indicato  nei  tocchi  di  cam- 
biamento sopra  accennati,  s'intendono  applicabili  le  norme 
prescritte  pei  tocchi  semplici. 

Avvertenza.  —  Neil'  esecuzione  dei  tocchi,  siano  essi  semplici  che 
di  cambiamento,  si  avrà  la  massima  cura  di  non  spostare  di  troppo  la 
punta  dalla  linea  di  offesa,  di  non  farla  risultare  più  alta  del  pu- 
gno nei  tocchi  di  prima  ne  più  bassa  in  quelli  di  seconda,  di  terza 
e  di  quarta,  di  non  abbandonare  il  braccio  per  poter  essere  pronti 
ad  accorrere  alla  parte  opposta  qualora  V  avversario  agisse  in  tempo, 
di  stringere  maggiormente  la  mano  su 'II'  impugnatura  al  momento 
delV  urto,  e  finalmente  di  non  inflettere  il  pugno  nella  sua  articola- 
zione durante  tutta  l'esecuzione  dell'azione. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  46  I 


§  143.  —  Dello  sforzo  semplice. 

L'atto  di  percuotere  col  forte  della  propria  lama  il 
medio  di  quella  avversa,  strisciando  con  forza  e  allo 
scopo  di  deviarla  dalla  linea  d'  offesa  e  di  rendere  al- 
l' avversario  la  difesa  meno  facile,  dicesi  sforzo. 

E  utile  di  eseguire  lo  sforzo  quando  l'avversario,  tro- 
vandosi in  guardia  di  seconda  o  di  terza,  mantenga  la 
punta  sulla  linea. 

Lo  sforzo  può  essere  : 

a)  di  seconda; 

b)  di  terza; 
e)  di  quarta. 

Si  eseguisce  in  un  tempo  solo,  sia  a  pie  fermo  che 
camminando. 

§  144.  —  Sforzo  di  seconda  a  pie  fermo. 

Ha  luogo  dal  proprio  invito  di  prima  o  di  quinta, 
ed  anche  dalla  guardia  di  seconda  quando  i  ferri  si 
trovino  a  contatto.  Dopo  aver  piegato  alquanto  il  brac- 
cio lo  si  distenderà  istantaneamente,  col  pugno  in  se- 
conda, percuotendo  e  strisciando  col  forte  della  propria 
lama  sul  medio  della  lama  avversa,  e  deviandola  per 
tal  modo  a  destra  si  prenderà  la  posizione  dell'invito 
di  seconda. 

§  145.  —  Sforzo  di  terza  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dalla  guardia  di  terza  quando  i  ferri 
siano  a  contatto.  Si  distaccherà  la  propria  lama  da  quella 
dell'avversario  piegando  alquanto  il  braccio,  lo  si  disten- 
derà nuovamente,  col  pugno  in  seconda,  percuotendo  e 


462  PARTE    QUARTA 

strisciando  col  forte  della  propria  lama  sul  medio  della 
lama  avversa,  e  dopo  averla  deviata  per  tal  modo  a  destra 
ed  in  basso,  si  prenderà  la  posizione  dell'  invito  di  terza. 

§  146.  —  Sforzo  di  quarta  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dalle  stesse  posizioni  stabilite  pel  tocco 
di  quarta.  Si  piegherà  il  braccio  girando  il  pugno  in 
quinta,  e  distendendolo  nuovamente  con  forza  e  con 
elasticità  si  percuoterà  e  si  striscerà  col  forte  della  pro- 
pria lama  sul  medio  della  lama  avversa,  e  si  prenderà 
la  posizione  intermedia  fra  la  quarta  e  la  quarta  bassa. 

Per  l'esecuzione  dell'azione  di  sforzo  seguito  dal  colpo 
si  richiedono  due  tempi  :  uno  per  lo  sforzo  e  l' altro 
per  il  colpo. 

Per  lo  sforzo  colla  finta  invece  sono  necessari  tre 
tempi  :  uno  per  lo  sforzo,  uno  per  la  finta  ed  uno  final- 
mente per  il  colpo. 

Avvertenza.  —  Gli  sforzi  dovranno  eseguirsi  esclusivamente  per 
movimento  d?  avambraccio,  e  mantenendo  fermo  il  braccio  e  rigida  F ar- 
ticolazione del  polso,  affinchè  la  punta  si  allontani  meno  che  sia  pos- 
sibile dalla  linea  cP  offesa. 

§  147.  —  Dello  sforzo  di  cambiamento,  0  disarmo. 

Quando  ad  uno  sforzo  si  fa  precedere  un  movimento 
simile  a  quello  che  si  eseguisce  per  il  coupé,  il  complesso 
dell'  azione  chiamasi  sforzo  di  cambiamento  o  disarmo. 

Questo  si  eseguisce  dal  legamento  di  terza  o  di  quarta 
dell'avversario,  ed  ha  per  scopo  di  disarmarlo,  o  per 
lo  meno  di  renderlo  impotente  ad  accorrere  con  velocità 
alla  parata  del  colpo  che  segue  lo  sforzo. 

Può  aver  luogo  sia  a  pie  fermo  che  camminando,  e 
sempre  in  un  tempo  solo. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  463 


§  148.  —  Sforzo  di  cambiamento  in  terza  a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  quarta  dell'avversario. 
Con  istantaneo  movimento  di  flessione  e  di  estensione 
del  braccio,  e  senza  girare  il  pugno,  si  svincolerà  la 
propria  lama  dalla  lama  avversa;  e  facendola  passare 
rasente  alla  sua  punta,  si  eseguirà  uno  sforzo  di  terza 
percuotendo  e  strisciando  sulla  lama  dell'  avversario  col 
taglio  e  col  forte  della  lama  propria. 

§  149.  —  Sforzo  di  cambiamento  in  quarta 
a  pie  fermo. 

Si  eseguisce  dal  legamento  di  terza  dell'avversario. 
Con  istantaneo  movimento  di  flessione  e  di  estensione 
dell'avambraccio,  si  svincolerà  la  propria  lama  dall'av- 
versa; e  facendola  passare  rasente  alla  sua  punta,  si 
eseguirà  uno  sforzo  di  quarta  percuotendo  e  strisciando 
sul  medio  della  lama  nemica  col  forte  della  lama 
propria. 

Nello  stesso  modo  gli  sforzi  si  eseguiscono  cammi- 
nando, ma  si  esauriscano  contemporaneamente  al  passo 
avanti. 

Tutte  le  norme  stabilite  per  1'  esecuzione  degli  sforzi 
semplici,  s'intenderanno  applicabili  agli  sforzi  di  cam- 
biamento. 

§  150.  —  Della  ripresa  d'attacco. 

Dalla  posizione  di  a-fondo  e  quando  l'avversario  abbia 
schivato  il  colpo  retrocedendo,  si  opera  la  ripresa  di 
attacco. 

Essa  consiste  nel  riacquistare  la  misura  avanzando  il 


464  PARTE    QUARTA 

piede  sinistro  e  riprendendo  la  posizione  di  guardia,  e 
nello  svolger  quindi  immediatamente  una  seconda  azione 
di  offesa. 

Ma  siccome  l' avversario,  nel  retrocedere,  potrà  op- 
porre o  non  opporre  la  parata  relativa  al  colpo,  od 
anche  potrà  mettere  la  sciabola  sulla  linea  d' offesa,  così 
la  ripresa  d' attacco  dovrà  farsi  in  quella  maniera,  la 
quale  meglio  converrà  all'  azione  che  egli  avrà  eseguito 
nel  portarsi  indietro. 

Quando  l'avversario  retrocederà  senza  parare  il  colpo 
finale  d'una  qualsiasi  azione  d'offesa,  sulla  ripresa  di 
attacco  si  potrà  effettuare  la  puntata  dritta  o  la  scia- 
bolata dritta. 

Quando  retrocederà  e  parerà  simultaneamene,  po- 
tranno eseguirsi  la  puntata  di  cavazione  o  la  sciabolata. 

E  finalmente  quando  retrocederà  senza  opporre  la 
parata,  ma  mettendo  la  punta  sulla  linea  di  offesa,  si 
porrà  in  esecuzione  una  delle  azioni  di  spostamento, 
come  deviamenti,  tocchi,  sforzi,  ecc. 

La  ripresa  d' attacco  può  essere:  semplice,  complessa 
0  con  finta. 

Dicesi  semplice,  quando  si  eseguisce  con  una  pun- 
tata semplice  o  con  una  sciabolata  semplice,  e,  come 
tutte  le  azioni  semplici  eseguite  da  fuori  misura,  con- 
sta di  due  tempi.  Al  primo  tempo  si  riprenderà  la  guar- 
dia colla  gamba  sinistra,  al  secondo  si  vibrerà  il  colpo. 

Dicesi  complessa,  quando  si  eseguisce  facendo  prece- 
dere al  colpo  un  movimento  di  spostamento.  Anche 
questa  consta  di  due  tempi:  al  primo  tempo  si  ripren- 
derà la  guardia  colla  gamba  sinistra,  e  si  eseguirà  simul- 
taneamente un  deviamento,  un  tocco,  o  uno  sforzo;  al 
secondo  tempo  si  vibrerà  il  colpo  semplice. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


465 


Dicesi  infine  con  finta  quando  si  eseguisce  accennando 
una  o  due  finte.  In  questo  caso  può  svolgersi  in  due 
o  tre  tempi. 

Avvertenza.  —  La  ripresa  di  attacco  dovrà  eseguirsi  con  cir- 
cospezione, poiché  l' avversario  alle  volte  potrebbe  retrocedere  con  animo 
deliberato  di  indurre  il  suo  competitore  ad  eseguire  tma  tale  azione, 
affine  di  colpirlo  poi  con  una  uscita  in  tempo. 

§  151.  —  Della  prima  e  seconda  intenzione. 

Dicesi  di  prima  intenzione  qualunque  azione  che  si 
compia  risolutamente,  e  senza  il  preconcetto  di  altra 
azione  che  possa  frattanto  sviluppare  l' avversario. 

Di  seconda  intenzione,  invece,  chiamasi  ogni  azione 
d'  offesa  combinata  con  altra  azione  d' offesa  dell'  avver- 
sario, determinatamente  provocata.  In  altri  termini,  la 
seconda  intenzione  si  effettua  quelle  volte  che  lo  scher- 
midore, provocando  astutamente  un'azione  determinata 
dell'  avversario,  o  di  risposta  o  di  tempo,  agisce  sulla 
stessa  sia  parando  e  rispondendo,  che  operando  in  tempo 
o  in  controtempo. 

Esempi  di  seconda  intenzione. 


Allievo. 
Sforzo  di  terza. 


Tocco  di  cambiamento 
di  quarta. 


Maestro. 
Cavazione  in  tempo. 

Cavazione  in  tempo. 


Allievo. 

Parata  di  quarta  bassa 
e  colpo  alla  figura 
esterna. 

Controtempo  al  brac- 
cio in  fuori. 


*H* 


3° 


466  PARTE    QUARTA 


CAPITOLO  SESTO 


Delle  uscite  in  tempo.   —  Dell'  arresto.   —  Della  finta  d' arresto.    —   Della  ca- 
vazione  in  tempo.   —  Del  colpo  in  tempo  al  braccio.   —  Del  controtempo. 


§  152.  —  Delle  uscite  in  tempo. 

Abbiamo  detto  che  per  la  parola  tempo,  nel  linguaggio 
schermistico,  s' intende  l' istante  propizio  allo  svolgimento 
di  una  azione.  Ogni  azione  di  offesa  eseguita  durante 
tale  svolgimento  dicesi  uscita  in  tempo. 

In  altri  termini  X  uscita  in  tempo  consiste  nello  svol- 
gere un'azione  d'offesa  sopra  altra  azione,  pure  d'of- 
fesa, dell'avversario. 

Questa  è  l'azione  che  nella  scherma  richiede  il  mag- 
gior accorgimento.  Ma  quando  sia  opportunamente  e 
correttamente  eseguita,  costituisce  una  grande  risorsa 
contro  qualunque  avversario  scomposto  o  furioso. 

La  conoscenza  della  misura  e  della  graduazione  del 
ferro,  il  colpo  d'occhio,  l'astuzia,  la  velocità,  la  risolu- 
zione e  la  precisione  sono  i  requisiti  indispensabili  alla 
sua  buona  esecuzione. 

Le  uscite  in  tempo  dovranno  preferibilmente  svilup- 
parsi da  fuori  misura  e  mentre  l'avversario  avanza, 
poiché  a  giusta  misura  facilmente  potrebbero  provocare 
l'incontro. 

Poiché  tutte  le  azioni  constano,  come  si  è  osservato, 
di   uno,   due   o   tre   tempi,   così    X  uscita  in  tempo   può 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  467 

svilupparsi  al  primo,  al  secondo  od  al  terzo  tempo,   a 
seconda  dell'azione  che  l'avversario  eseguisce.  Ad  evi- 
tare però  qualsiasi  probabilità  d'incontro,   è  bene  ese- 
guire X  tesata  in  tempo  sempre  al  primo  tempo. 
Le  uscite  in  tempo  sono: 

a)  l'arresto; 

b)  la  cavazione  in  tempo  ; 

e)  il  colpo  in  tempo  al  braccio; 

§  153.  —  Dell'arresto. 

Dicesi  colpo  d 'arresto  la  puntata  dritta  vibrata  all'av- 
versario durante  lo  sviluppo  di  una  sua  azione  d'offesa. 

Se  dal  proprio  invito  o  legamento  di  prima  l'avver- 
sario avanzerà  con  una  finta  in  basso,  si  vibrerà  l'ar- 
resto al  petto  sopra;  se  dal  proprio  invito  o  legamento 
di  seconda  avanzerà  con  una  finta  in  alto,  si  vibrerà 
l'arresto  al  fianco,  od  anche  al  petto;  se  dal  proprio 
invito  o  legamento  di  terza  avanzerà  con  una  finta 
in  dentro,  si  vibrerà  l'arresto  al  petto  in  dentro;  se 
dal  proprio  invito  o  legamento  di  quarta  avanzerà  con 
una  finta  in  fuori,  si  vibrerà  l'arresto  al  fianco;  e  final- 
mente se  dal  proprio  invito  o  legamento  di  quinta 
avanzerà  con  una  finta  in  basso,  si  vibrerà  la  puntata 
al  petto  sopra. 

§  154.  —  Della  finta  d'arresto. 

La  finta  d'arresto  è  la  simulazione  dell'arresto.  Si 
eseguisce  dopo  avere  impressionato  l'avversario  con  uno 
o  più  colpi  d'arresto,  esauriti  durante  lo  svolgimento 
delle  sue  azioni  d'offesa. 


468  PARTE    QUARTA 

La  finta  d'arresto,  come  qualunque  finta  semplice, 
si  compie  in  un  tempo  solo. 

§  155.  —  Della  cavazione  in  tempo. 

La  cavazione  in  tempo  è  la  cavazione  che  si  vibra 
all'avversario  mentre  che  la  sua  sciabola  sta  per  incon- 
trare, trasportare  od  urtare  la  propria  per  toglierla  dalla 
linea  d'offesa. 

Si  caverà  in  tempo,  in  dentro,  quando  l'avversario 
cercherà  incontrare  od  urtare  il  ferro  nemico  verso  la 
sua  destra;  al  contrario  si  caverà  in  tempo,  in  fuori, 
quando  l'avversario  cercherà  di  urtarlo  od  incontrarlo 
verso  la  sua  sinistra.  Ouando  egli  cercherà  di  deviarlo 
in  alto,  si  caverà  al  fianco;  e  finalmente  quando  cer- 
cherà d'incontrarlo  o  trasportarlo  in  basso,  si  caverà 
al  petto  in  alto. 

Si  potrà  anche  fingere  di  vibrare  la  cavazione  in 
tempo  e  sviluppare  invece  un  altro  colpo.  In  tal  caso 
la  finta  prenderà  il  nome  di  finta  di  cavazione  in  tempo. 

Avvertenza.  —  È  necessario  essere  sempre  molto  guardinghi  e 
non  lasciare  sfuggire  alla  propria  attenzione  V insistenza,  che  talvolta 
alcun  avversario  pone  a  scoprire  la  stessa  parte  del  bersaglio  con 
eccessivo  spostamento  del  ferro  (come  p.  e.  con  deviamenti  esagerati, 
trasporti,  ecc.),  poiché  ad  arte  egli  potrebbe  agire  per  provocare 
un  azione  in  tempo,  e  a  sua  volta  operare  in  controtempo.  Conviene 
in  tal  caso  assecondarlo,  e  svolgere  queir  azione,  ed  in  quella  ma- 
niera, che  egli  mostra  di  desiderare;  e  contrapponendo  scaltrezza  a 
scaltrezza,  conviene  muoversi  preparati  per  agire  prontamente  sul  suo 
controtempo.  In  tali  azioni  si  manifesta  quella  speciale  acutezza  di 
spirito,  che  e  dote  principale  d'ogni  buon  schermidore,  onde  la  scherma 
ebbe  rinomanza  di  mezzo  atto  a  svolgere  oltreché  le  facoltà  del  corpo, 
eziandio  quelle  della  mente. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


469 


§  156.  —  Del  colpo  in  tempo  al  braccio. 

Il  colpo  in  tei7ipo  al  braccio  consiste  nel  vibrare  istan- 
taneamente una  sciabolata  al  braccio  dell'avversario, 
appena  egli  si  accinga  ad  eseguire  qualunque  azione 
di  offesa. 

Esso  dovrà  essere  sempre  accompagnato  dal  salto 
indietro.  Riesce  pertanto  l'azione  più  sicura  fra  tutte 
le  uscite  in  tempo,  poiché  è  la  sola  che,  a  causa  della 
misura,  evita  il  pericolo  dell'incontro. 

Dopo  aver  vibrato  il  colpo  si  deve  rimettere  imme- 
diatamente la  punta  in  linea,  o  accorrere  alla  parata 
qualora  fosse  fallita  l'azione  in  tempo,  potendo  l'avver- 
sario in  tal  caso  compiere  la  sua  azione  di  offesa. 


§  157.  —  Del  controtempo. 

Il  controtempo  non  è  altro  che  un'uscita  in  tempo 
sull'azione  in  tempo  dell'avversario. 

Il  colpo  in  tempo  al  braccio  è  la  sola  azione  che  nella 
scherma  di  sciabola  si  possa  eseguire  in  controtempo. 

Per  mandarlo  ad  effetto  fa  duopo  provocare  l'av- 
versario ad  eseguire  un  arresto  od  una  cav azione  in 
tempo.  Ciò  potrà  ottenersi  facilmente  allargando  oppor- 
tunamente il  proprio  giuoco. 


Allievo. 

Dalla  guardia  di  se- 
conda eseguirà  una 
finta  alla  testa. 


Esempi. 

Maestro. 

Dalla  guardia  di  se- 
conda, senza  curarsi 
della  finta,  vibrerà  la 
puntata  d' arresto  al 
fianco. 


Allievo. 

Non  accorrerà  alla 
parata,  ma  vibrerà  in- 
vece, nell'atto  che  l'av- 
versario starà  per  ese- 
guire   1'  arresto ,    una 


47° 


PARTE    QUARTA 


Allievo. 


Dal  legamento  di 
prima  eseguirà  un  tra- 
sporto in  quinta. 


Maestro. 


Eseguirà  la  cavazio- 
ne  in  tempo  al  fianco. 


Allievo. 

sciabolata  al  braccio 
sopra,  spiccando  con- 
temporaneamente un 
salto  indietro. 

Senza  curarsi  di  pa- 
rare la  cavazione  in 
tempo,  vibrerà,  mentre 
che  l' avversario  ese- 
guirà la  cavazione , 
una  sciabolata  al  brac- 
cio sopra,  spiccando 
contemporaneame  n  t  e 
un  velocissimo  salto 
indietro. 

Il  controtempo  al  braccio  riesce  opportuno  contro  av- 
versari che  hanno  la  cattiva  abitudine  di  uscire  conti- 
nuamente in  tempo  senza  curarsi  di  parare. 


*H* 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  47  I 


CAPITOLO  SETTIMO 


Quadri  sinottici. 

La  parte  più  difficile  dell'  insegnamento  della  scherma 
è  quella  di  una  ragionata  e  metodica  progressione  delle 
molteplici  azioni  che  offre  quest'  arte. 

I  seguenti  quadri  sinottici  serviranno  a  chiarire  qua- 
lunque dubbio  che  possa  nascere  nello  sviluppo  dell'in- 
segnamento. 

Per  essi  si  rileverà  con  facilità: 

a)  la  posizione  in  cui  si   possono   trovare  le   due 
sciabole  antagoniste; 

b)  l'azione  che  converrà  eseguire; 

e)  le  parate,  che  essa  azione  potrà  ingannare-, 

d)  la  parata  finale; 

e)  la  risposta  in  seguito  alla  parata  finale; 

f)  le  varie  uscite  in  tempo; 

g)  il  controtempo  che  si  potrà  opporre  a  ciascuna 
di  esse. 

Questi  quadri  sinottici  si  dividono  in  tre  parti:  la 
prima  comprende  le  varie  azioni  semplici;  la  seconda 
le  azioni  composte  di  due  tempi  ;  la  terza,  infine,  le  azioni 
composte  di  tre  tempi. 


PRIMO  QUADRO  SINOTTICO 

RIFLETTENTE   LE   AZIONI   SEMPLICI  M 


(i)  Le  azioni  del  presente  quadro  si  dovranno  eseguire  a  pie  fermo. 


474 


PARTE    QUARTA 


I.  —  Azioni 


w 

3 
K 
O 
0 

Posizione  in  cui  trovasi 
l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 

Azione  d'  offesa 

che 

può  eseguire 

l'  attaccante 

Parate 

che  inganna 

Parata  finale 

£ 

I 

Invito  di  prima 

dalla  guardia  di  seconda 

puntata  dritta 

- 

seconda 
quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

2 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
o  di  terza 

puntata  dritta 

prima 
terza 
0  quinta 

3 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  seconda 
o  di  terza 

puntata  dritta 

' 

quarta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

4 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

puntata  dritta 

— 

seconda 
quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

5 

Sciabola  legata  all'avversa 

dal  legamento  di  seconda 

filo  di  seconda 

- 

seconda 

o  ceduta  di  quarta 

6 

Sciabola  legata  all'avversa 

dal  legamento  di  terza 

filo  di  terza 

- 

prima 
o  terza 

7 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  avversa 

cavazione  al  fianco 

-, 

seconda 

o  contro  di  prima 

8 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'avversa 

cavazione  sopra 

— 

prima 
terza 

o  quinta 

9 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'avversa 

cavazione  in  dentro 

— 

quarta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

IO 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'avversa 

cavazione  in  fuori 

terza 

I 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


semplici. 


475 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


Contro- 
tempo 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura   interna,  alla  figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura   interna,  alla  figura   esterna,   al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 

al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 

fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  braccio,  al  fianco  e  coupé  in  fuori 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura   interna,    alla   figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna,   alla   figura   esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  o  coupé  in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura  interna,  alla  figura  esterna,   al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 

al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,    alla   figura   esterna,    al 
petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  interna,   alla  figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 

al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 

fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia  ed  al  braccio 
-avazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,   alla   figura   esterna,   al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

:avazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
al  braccio  e  coupé  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


47<5 


PARTE  QUARTA 


I.  —  Azioni 


Posizione  in  cui  trovasi 
l'  invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 


Azione  d'  offesa 

che 

può  eseguire 

l'  attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


Legamento  di  quinta 

Invito  di  prima 

Invito  di  prima 

Invito  di  prima 

Invito  di  prima 

Invito  di  seconda 

Invito  di  seconda 

Invito  di  seconda 

Invito  di  seconda 

Invito  di  seconda 

Invito  di  terza 

Invito  di  terza 
Invito  di  terza 

Invito  di  terza 
Invito  di  quinta 


sciabola  legata  all'avversa 

dalla  guardia  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 
dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 
o  di  seconda 


cavazione  al  fianco 


sciabolata  dritta 
al  fianco 


sciabolata   dritta 
al  petto  od  alla  pancia 


sciabolata  dritta 
al  braccio  in  fuori 


sciabolata  al  braccio 
in  dentro 


sciabolata  dritta 
alla  testa 


sciabolata  dritta 
alla  figura  interna 


sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna 


sciabolata  dritta 
al  petto  od  alla  pancia 


sciabolata  dritta 
al  braccio  sopra 


sciabolata  dritta 
alla  testa 


sciabolata  dritta 
alla  figura  interna 


sciabolata  dritta 
alla  pancia  od  al  petto 


sciabolata  dritta 
al  braccio  in  dentro 


sciabolata  dritta 
al  fianco 


seconda 
quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


seconda 


quarta  bassa 


quarta  bassa 


quinta 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quarta 

o  contro  di  prima 

quarta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta 

o  contro  di  prima 

seconda 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


semplici. 


477 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Contro- 
tempo 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  esterna  ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura   interna,  alla  figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  sopra 

- 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 

braccio  sopra 

- 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

- 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
al  braccio  e  coupé  in  dentro 

- 

- 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia  ed  al  braccio 

- 

- 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 
fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

braccio  in  fuori 
oin  dentro 

- 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla    figura   interna,    alla_  figura  esterna,  al 
petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  fuori 
o  in  dentro 

- 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
al  braccio  e  coupé  in  dentro 

braccio  in  dentro 

- 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla    figura   interna,    alla  figura  esterna,  al 
petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

- 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
al  braccio  e  coupé  in  dentro 

- 

- 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 
fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

braccio  in  dentro 

— 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
i  cavazione,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura   interna,    alla  figura  esterna,  al 
petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

— 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia  ed  al  braccio 
:avazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna,    alla    figura   esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

juntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alia  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
ovazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura   interna,    alla   figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

I  avazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio. 

braccio  sopra 

— 

478 


PARTE    QUARTA 


I.  —  Azioni 


Q 
3 
O 
Q 

Posizione  in  cui  trovasi 
l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 

Azione  d'offesa 

che 

può  eseguire 

l'  attaccante 

Parate 

che  inganna 

Parata  finale 

26 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

sciabolata  dritta 
al  petto  od  alla  pancia 

- 

quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

27 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  dritta 
al  fianco 

- 

seconda 

28 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  dritta 
al  braccio  sopra 

- 

terza 

29 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  di  molinello 
alla  figura  interna 

— 

quarta 

0  contro  di  prima  1 

30 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  di  molinello 
al  petto  od  alla  pancia 

— 

quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

31 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  di  molinello 
al  braccio  in  dentro 

- 

quarta 

0  contro  di  prima 

32 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna 

- 

terza 

33 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  dritta 
alla  testa 

~ 

quinta 

34 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  dritta 
alla  figura  interna 

- 

prima 

35 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  dritta 
al  petto  od  alla  pancia 

- 

prima 

36 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  dritta 
al  braccio  sopra 

- 

terza 

37 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  di  molinello 
alla  testa 

- 

quinta 

33 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  dritta 
al  fianco 

- 

seconda 

39 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'  avversa 

coupé  in  dentro 

sesta 

0  contro  di  quinta:! 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 

479 

semplici. 

! 

Contro- 

Risposte che  possono  eseguirsi  dalla  tarata  finale 

Uscita  in  tempo 

tempo 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia  ed  al  braccio 
.  cavazione,  sciabolata  alla    testa,   alla   figura   interna,  alla  figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

- 

.  cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 

braccio  sopra 

- 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
al  braccio  e  coupé  in  dentro 

- 

- 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura   interna,  alla   figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla  testa,    alla   figura  interna,  alla  figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  interna,  alla  figura   esterna,    al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
al  braccio  e  coupé  in  dentro 

braccio  in  fuori 
od  in  dentro 

- 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 
fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

braccio  in  fuori 
od  in  dentro 

- 

cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,    al 
petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

- 

:avazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura   interna,  alla  figura   esterna,  al 
petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

braccio  in  dentro 

- 

:avazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
.al  braccio  e  coupé  in  dentro 

- 

- 

1  ovazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 
fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

braccio  in  fuori 
od  in  dentro 

_ 

;  ovazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 

braccio  sopra 

- 

ìi;  ciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
U  ovazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 
fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

braccio  in  dentro 

— 

480 

PARTE 

QUARTA 

I.  —  Azioni 

Q 
« 
O 

Posizione  in  cui  trovasi 
l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 

Azione  d'offesa 

che 

può  eseguire 

l'  attaccante 

Parate 

che  inganna 

Parata  finale 

40 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  di  molinello 
alla  testa 

- 

sesta 

0  contro  di  quinta 

41 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  di  molinello 
alla  figura  interna 

- 

quarta 

0  contro  di  prima 

42 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  di  molinello 
al  petto  od  alla  pancia 

quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

43 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  di  molinello 
al  braccio  in  dentro 

- 

quarta 

0  contro  di  prima 

44 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  avversa 

coupé  in  fuori 

- 

quinta 

45 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 

- 

terza 

46 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  di  molinello 
al  fianco 

- 

seconda 

0  terza  bassa 

47 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  di  coupé 
braccio  sopra 

— 

terza 
0  quinta 

48 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  dritta 
al  fianco 

- 

seconda 

49 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  dritta 
al  braccio  in  fuori 

- 

terza 

5° 

Legamento  bi  quinta 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  di  molinello 
alla  figura  interna 

— 

quarta 

0  contro  di  prima 

Si 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  avversa 

sciabolata  di  molinello 
al  petto  od  alla  pancia 

— 

quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

52 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'avversa 

sciabolata  di  molinello 
al  braccio  in  dentro 

— 

quarta 

0  contro  di  prima 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


semplici. 


481 


Risposte  che  tossono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


Contro- 
tempo 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 
fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,    alla    figura   interna,    alla  figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura   interna,  alla  figura   esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio  * 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura   interna,    alla   figura   esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 
fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 

al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al 

fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco, 
al  braccio  e  coupé  in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura   interna,   alla   figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura  interna,  alla  figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  esterna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 
Cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla'  figura   interna,    alla  figura  esterna,  al 

petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


31 


SECONDO  QUADRO  SINOTTICO 

RIFLETTENTE  LE  AZIONI  COMPOSTE  DI  DUE  TEMPI  M 


(i)  Le  azioni' del  presente  quadro  si  eseguiranno  camminando, 


4§4 


PARTE  QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


a 
z 
p 
« 
o 
0 

Posizione 

in  cui  trovasi 
l'invitante 

Posizione  da  cui  farte 
l'  attaccante 

Azione  d'offesa 

CHE    PUÒ 
ESEGUIRE  l'  attaccante 

Parate 
che  inganna 

Parata  finale 

I 

Invito  di  prima 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  dritta  e   cavazione 
al  petto  sopra 

seconda 

prima 
terza 
o  quinta 

2 

Invito  di  prima 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna 

seconda 

terza 

3 

Invito  di  prima 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata  dritta 
alla  testa 

seconda 

quinta 

4 

Invito  di  prima 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
alla  figura  interna 

seconda 

prima 

5 

Invito  di  prima 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
al  petto  od  alla  pancia 

seconda 

prima 

6 

Invito  di  prima 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
al  braccio  sopra 

seconda 

terza 

7 

Invito  di  prima 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa 

seconda 

quinta 

8 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
o  di  terza 

finta  puntata  dritta  e   cavazione 
al  fianco 

prima 

seconda 

9 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
o  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
al  fianco 

prima 

seconda 

IO 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
o  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  dritta 
al  braccio  sopra 

prima 

terza 

il 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
o  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello alla  figura  interna 

quinta 

quarta 

o  contro  di  prima 

12 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
o  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello al  petto  o  alla  pancia 

quinta 

quarta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

13 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
o  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello al  braccio  in  dentro 

prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

i)  Volendo  uscire  in  ten 

ipo  al  braccio  sul  primo 

tempo,  veggasi  il  primo  quadro 

sinottico.  Lo  s 

tesso  dicasi  per  tutte 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


485 


RlSTOSTE   CHE    POSSONO    ESEGUIRSI    DALLA    TARATA    FINALE 


Uscita  in  tempo 


TRIMO    TEMPO 


AL 
SECONDO    TEMPO 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura  interna,   al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,   sciabolata   alla   testa,   alla   figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura   esterna  ed  al 
braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla   testa,    alla   figura   interna,    alla    figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 
puntata,  sciabolata   alla   testa,    alla   figura   esterna,  alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata   alla   testa,    alla    figura   esterna,  alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


le  altre  azioni. 


arresto  sopra  (1) 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


braccio  in  dentro 
o  fuori 


braccio  in  dentro 
o  fuori 


braccio  in  dentro 
o  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 
o  fuori 


braccio  in  fuori 
o  dentro 


braccio  in  fuori 
o  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


486 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


ti 

7, 

0 
K 
O 

0 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 

Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ 

ESEGUIRE  l'  attaccante 

Parate 
che  inganna 

Parata  finale 

14 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  cavazione  in  fuori 

quarta 

terza 

15 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  coupé  in  fuori 

quarta 

quinta 

16 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello alla  figura  esterna 

quarta 

terza 

17 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello al  fianco 

quarta 

terza  bassa 

0  contro  di  seconda 

18 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  al  brac- 
cio sopra 

quarta 

terza 

*9 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  cavazione  al  fianco 

contro 
di  prima 

seconda 

20 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  cavazione  al  fianco 

terza 

seconda 

21 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
al  fianco 

terza 

seconda 

22 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  coupé  in  dentro 

terza 

sesta 

0  contro  di  quinta 

23 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa 

terza 

sesta 

0  contro  di  quinta 

24 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello alla  figura  interna 

terza 

quarta 

0  contro  di  prima 

25 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello al  petto  0  alla  pancia 

terza 

quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

26 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello al  braccio  in  dentro 

terza 

quarta 

0  contro  di  prima 

27 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  cavazione  sopra 

seconda  0 

quarta  bassa 

terza 
0  quinta 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


primo  tempo 


AL 
SECONDO    TEMPO 


Controtempo 
sull'  uscita 

al  primo  tempo 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,    sciabolata   alla    testa,    alla   figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata    alla    testa,  alla  figura  interna,  al  petto,  ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura  esterna  ed  al 

braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla   testa,  alla  figura  esterna,  ed  al 
braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  esterna,  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla   testa,    alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata    alla    testa,    alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura  in- 
terna, al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  ester- 
na, al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura"  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  al  fianco 


arresto  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

braccio  in  dentro 


braccio  sopra 
o  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 

braccio  in  dentro 
o  sopra 

braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


488 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


w 

7, 

2 
« 
o 
0 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 

Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ 

eseguire  l'  attaccante 

Parate 
che  inganna 



Parata  finale 

zS 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
alla  figura  esterna 

seconda  0 
quarta  bassa 

terza 

29 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
alla  testa 

seconda  0 
quarta  bassa 

quinta 

3° 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata    dritta 
alla  figura  interna 

seconda 

prima 

31 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
al  petto  0  alla  pancia 

seconda 

prima 

32 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata   dritta 
al  braccio  sopra 

seconda  0 
quarta  bassa 

terza 

33 

Invito  di  quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  puntata  e  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa 

seconda  0 
quarta  bassa 

quinta 

34 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  seconda 

finta  di  filo  e  cavazione  sopra 

seconda 

terza 

0  quinta 

35 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  seconda 

finta   di   filo   e   sciabolata   dritta 
alla  figura  esterna 

seconda 

terza 

36 

Sciabola  Iagata  all'  av- 
versa 

legamento  di  seconda 

finta  di  filo  e  sciabolata  di   mo- 
linello alla  testa 

seconda 

quinta 

37 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  -seconda 

finta  di  filo  e  sciabolata   di  mo- 
linello al  braccio  sopra 

quarta  bassa 

terza 

0  quinta 

38 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo  e  cavazione  al  fianco 

prima 

seconda 

39 

Sciabola  legata  all'  av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo  e  coupé  in  dentro 

terza 

sesta 

0  contro  di 

prima 

40 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo  e  sciabolata  di   mo- 
linello alla  testa 

terza 

sesta 

0  contro  di 

quinta 

1 

4i 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo  e  sciabolata  di   mo- 
linello alla  figura  interna 

terza 

quarta 

0  contro  di 

prima 

42 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo  e  sciabolata  di   mo- 
linello al  petto  0  alla  pancia 

terza 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


489 


RlSrOSTE  CHE  POSSONO  eseguirsi  dalla  tarata  finale 


Uscita  in  tempo 


PRIMO    TEMPO 


AL 
SECONDO    TEMPO 


CONTROTEMPO 

SULL'  USCITA 

AL    PRIMO    TEMPO 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla  testa,    alla   figura   interna,   al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  ai  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuor 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


49° 


PARTE  QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


H 

Z 

5 
s 

o 
'a 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 

Azione  d'offesa 

CHE    PUÒ 

eseguire  l'attaccante 

Parate 
che  inganna 

Parata  finale 

43 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo  e  sciabolata  di   mo- 
linello al  braccio  in  dentro 

terza 

quarta 

:i  contro  di 

prima 

44 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  cavazione 
sopra 

seconda 

terza 
0  quinta 

45 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 

seconda 

terza 

46 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
dritta  alla  testa 

seconda 

quinta 

47 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
alla  figura  interna 

seconda 

prima 

i 

48 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
dritta  al  petto  od  alla  pancia 

seconda 

prima 

49 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 

seconda 

quinta 

5° 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
al  braccio  sopra 

seconda 

terza 
0  quinta 

Si 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sopra  e  cavazione 
sotto 

prima 

seconda 

52 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sopra  e  cavazione 
in  dentro 

terza 

quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di 

prima 

53 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sopra  e  sciabolata 
dritta  al  fianco 

prima 

seconda 

54 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sopra  e  coupé  in 
dentro 

terza 

sesta 

0  contro  di 

quinta 

55 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sopra  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna 

terza 

quarta 

0  contro  di 

prima 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


491 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


al 
primo  tempo 


al 
secondo  tempo 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla    figura  interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


puntata,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 
puntata,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   esterna,  alla  figura 

interna,  at  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata    alla   testa,   alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione  sotto 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


492 


PARTE  QUARTA 


II.  —  Azioni  composte! 


Posizione 

in   cui   TROVASI 

L'  INVITANTE 


Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 


Azione  d'offesa 

che  può 

eseguire  l'  attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


56 


58 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


64         Legamento  di  terza 


65        Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


finta  cavazione  sopra  e  sciabolata 
di  molinello  al  petto  od  alla 
pancia 


finta  cavazione  sopra  e  sciabolata 
al  braccio  in  dentro 


finta  cavazione  in  dentro  e  cava- 
zione in  fuori 


finta  cavazione  in  dentro  e  coupé 
in  fuori 


finta  cavazione  in  dentro  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura 
esterna 


finta  cavazione  in  dentro  e  scia- 
bolata di  molinello  al  fianco 


finta  cavazione  in  dentro  e  scia- 
bolata al  braccio  sopra 


finta  cavazione  in  dentro  e  cava- 
zione al  fianco 


finta  cavazione  in  dentro  e  scia 
boiata  dritta  al  fianco 


finta  cavazione  in   fuori  e   cava- 
zione in  dentro 


finta  cavazione  in  fuori  e  sciabo- 
lata dritta  al  fianco 


finta  cavazione  in  fuori  e  coupé 
in  dentro 


finta  cavazione  in  fuori  e  sciabo 
lata  di  molinello  alla  figura  in 
terna 


quarta 


quarta 


quarta 


quarta 


quarta 


contro 
di  prima 


contro 
di  prima 


quarta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta 

o  contro  di   prima 


quinta 


terza  bassa 

0  contro  di  seconda 


seconda 


quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

seconda 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quarta 

o  contro  di  prima 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


493 


Risposte  che  tossono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


al 
primo  tempo 


SECONDO    TEMPO 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


puntata,   sciabolata  alla   testa,   alla   figura  interna,    alla   figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 
puntata,  sciabolata   alla    testa,    alla   figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

Cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  allavpan- 
cia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla  figura   interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,   alla    figura  interna,  al  petto,  ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  ed  al 

braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura  esterna,  ed  al 
braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  ed  al 
braccio 


puntata,  sciabolata    alla  testa,    alla    figura   interna,   alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 
puntata,  sciabolata  alla   testa,    alla   figura    esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla    testa,    alla    figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  ester- 
na, al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 

:avazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
estema,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 

braccio  in  dentro 
o  sopra 

braccio  in  dentro 
o  sopra 

braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


494 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


w 

2 

3 
w 
o 
fi 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'invitante 

Posizione  da  cui  parte               Azione  d'  offesa 

CHE    PUÒ 

l'  attaccante                     „                 , 

eseguire  l  attaccante 

Parate 
che  inganna 



Parata  finale 

69 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  in  fuori  e  sciabo- 
lata di  molinello  al  petto  0  alla 
pancia 

terza 

quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

70 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  in  fuori  e  sciabo- 
lata al  braccio  in  dentro 

terza 

quarta 

0  contro  di  prima 

71 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  cavazione 
sopra 

seconda  0 
quarta  bassa 

terza 

72 

Legamento  di  .quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 

seconda  0 
quarta  bassa 

terza 

73 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
dritta  alla  testa 

seconda  0 
quarta  bassa 

quinta 

74 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  interna 

seconda 

prima 

75 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
dritta  al  petto  0  alla  pancia 

seconda 

prima 

76 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
dritta  al  braccio  sopra 

seconda  0 
quarta  bassa 

terza 

77 

Legamento  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  cavazione  sotto  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 

seconda  0 
quarta  bassa 

quinta 

78 

Invito  di  prima  0  di 
quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta   sciabolata   dritta   al   fianco 
e  sciabolata  dritta  alla   figura 
esterna 

seconda 

terza 

79 

Invito  di  prima  0  di 
quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  sciabolata   dritta   al   fianco 
e  cavazione  sopra 

seconda 

terza 

80 

Invito  di  prima  0  di 
quinta 

dalla  guardia  di  seconda 

finta  sciabolata   dritta   al   fianco 
e  sciabolata  di   molinello   alla 
testa 

seconda 

quinta 

81 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta   alla   testa 
e  cavazione  sotto 

'   quinta 

seconda 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

82 

Invito  di  seconda 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata   dritta  alla  testa 
e  sciabolata  dritta  al  fianco 

quinta 

seconda 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


li  due  tempi. 


495 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


al 
primo  tempo 


secondo  tempo 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


puntata,  sciabolata    alla   testa,    alla    figura   interna,  alla   figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 
puntata,  sciabolata   alla  testa,    alla   figura   esterna,  alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


■  puntata,  sciabolata   alla    testa,    alla    figura   interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla    testa,    alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
:avazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


:avazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura  esterna  ed  al 
braccio 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 
o  in  fuori 


braccio  in  fuori 
o  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


496 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  compos 


Posizione 

in    cui    TROVASI 

l'  INVITANTE 


Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 


Azione  d'  offesa 

che  può 

eseguire  l'attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa 
e  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa  e 
sciabolata  di  molinello  al  petto 
o  alla  pancia 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna,  petto  o  pancia  e  cava- 
zione  al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna,  petto  o  pancia  e  scia- 
bolata dritta  al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna,  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  pancia 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa 
e  sciabolata  dritta  al  petto  o 
pancia 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa 
e  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa  e 
sciabolata  di  molinello  al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa 
e  sciabolata  di  molinello  al 
braccio 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna  e  coupé  in  fuori 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  figura  esterna 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna  e  sciabolata  di  moli- 
nello al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna  e  sciabolata  al  braccio 
in  fuori 


quinta 


quinta 


quarta 


quarta 


quarta 


quarta 


quarta 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

seconda 

o  quarta  bassa 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa. 


terza  bassa 

o  contro  di  secom 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  secondi 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


497 


Risposte  che  tossono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


PRIMO    TEMPO 


SECONDO    TEMPO 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,    sciabolata   alla  testa,   alla   figura  esterna,   alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata   alla    testa,    alla   figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


puntata,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   esterna,  alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,    sciabolata  alla  testa,   alla  figura    esterna,    alla   figura 
interna,  al  petto,   alla  pancia  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,   alla    figura  interna,  al  petto,  ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,   alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,    sciabolata   alla  testa,   alla  figura  interna,    al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura   interna,  al  petto   ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura  esterna  ed  al 

braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


arresto   sotto 


arresto  sotto 


arresto  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


arresto  in  dentro         braccio  sopra 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


32 


49§ 


PARTE  QUARTA 


II.  —  Azioni  composto 


a 
z 
3 
« 
o 
"q 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 

l"  attaccante 

Azione  d'  offesa 

che  può 

eseguire  l'attaccante 

Parate 
che  inganna 

Parata  finale 

96 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  al  petto  0 
pancia  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 

quarta  bassa 

quinta 

97 

Invito  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  al  petto  0 
pancia  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 

quarta  bassa 

terza 

98 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta   alla   testa 
e  cavazione  sotto 

quinta 

seconda 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

99 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata   dritta    alla   testa 
e  sciabolata  dritta  al  fianco 

quinta 

seconda 

100 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta   alla   testa 
e  sciabolata  di   molinello    alla 
figura  interna 

quinta 

quarta 

0  contro  di  prima 

101 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  alla  testa  e 
sciabolata  di  molinello  al  petto 
0  pancia 

quinta 

quarta 

0  contro  di  prima 

102 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  alla  testa  e 
sciabolata  di  molinello  al  brac- 
cio in  dentro 

quinta 

quarta 

0  contro  di  prima 

J03 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna  e  cavazione  in   dentro 

terza 

quarta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

104 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna  e    sciabolata   dritta   al 
fianco 

terza 

seconda 

i°5 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna  e  coupé  in  dentro 

terza 

sesta 

0  contro  di  quinta 

106 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna   e    sciabolata   di    moli- 
nello alla  figura  interna 

terza 

quarta 

0  contro  di  prima 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


499 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 

Uscita  i 

N  tempo 

al 
secondo  tempo 

Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 

al 
primo  tempo 

cavazione,  sciabolata  alla    testa,    alla   figura   interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  in  dentro 

braccio  in  fuori 

braccio  in  dentro 
o  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  in  dentro 

braccio  in  fuori 

braccio  in  dentro 
o  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,    alla    figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata    alla    testa,    alla   figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   esterna  ed  al 
braccio 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata   alla   testa,    alla   figura   interna,   alla    figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al   fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla    testa,    alla   figura   interna,  alla    figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla   testa,  alla   figura   interna,   alla   figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  a!  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

puntata,   sciabolata   alla  testa,   alla  figura  interna,   alla   figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 
puntata,   sciabolata   alla   testa,    alla   figura   esterna,   alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla   testa,    alla   figura    interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,   sciabolata   alla  testa,   alla   figura   interna,   alla   figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  sopra 

5°° 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


3 
"a 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 

Azione  d'  offesa 

CHE    PUÒ 

eseguire  l'attaccante 

Parate 
che  inganna 

Parata 

binale 

107 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna   e  sciabolata   di    moli- 
nello al  petto  0  pancia 

terza 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

108 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta  sciabolata  dritta  al  fianco  e 
cavazione  sopra 

contro 
di  seconda 

terza 

ino 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta   sciabolata   dritta   al   fianco 
e  sciabolata  dritta   alla   figura 
esterna 

contro 
di  seconda 

terza 

HO 

Invito  di  quarta 

dalla  guardia  di  terza 

finta   sciabolata  dritta   al    fianco 
e   sciabolata  di  molinello   alla 
testa 

contro 
di  seconda 

quinta 

III 

Legamento  di  prima 
0  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta   sciabolata   di   molinello    al 
fianco  e  sciabolata  dritta   alla 
figura  esterna 

seconda 

terza 

112 

Legamento  di  prima 
0  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta   sciabolata   di    molinello    al 
fianco  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 

seconda 

quinta 

113 

Legamento  di  prima 
0   di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta   sciabolata    di   molinello   al 
fianco  e  cavazione  sopra 

seconda 

terza 
quinta 
0  prima 

114 

Legamento  di  prima 
0  di  quinta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta   sciabolata   di   molinello   al 
petto  0  alla  pancia  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 

quarta  bassa 

quinta 

"5 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna   e    sciabolata  dritta  al 
fianco 

terza 

seconda 

116 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna  e  coupé  in  dentro 

terza 

sesta 

0  contro  di 

quinta 

117 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna    e    sciabolata   di   moli- 
nello alla  figura  interna 

terza 

quarta 

0  contro  di 

prima 

118 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna    e    sciabolata   di   moli- 
nello al  petto  od  alla  pancia 

terza 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

119 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
testa  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 

quinta 

seconda 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


5°I 


di  due  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

sull'  uscita 
al  primo  tempo 

al 
primo  tempo 

AL 

secondo  tempo 

puntata,  sciabolata   alla    testa,    alla    figura    esterna,  alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sopra 

braccio  in  fuori 
0  in  dentro 

braccio  in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio   e  coupé  in  dentro 

arresto  sopra 

braccio  in  fuori 
0  in  dentro 

braccio  in  fuori 

cavazione,  sciabolata   alla   testa,    alla    figura   interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sopra 

braccio  in  fuori 
0  in  dentro 

braccio  in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sopra 

braccio  in  fuori 
0  in  dentro 

braccio  in  fuori 

cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,   al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sopra 

braccio  in  fuori 
0  in  dentro 

braccio  in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata   alla    testa,    alla    figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sopra 

braccio  in  fuori 
0  in  dentro 

braccio  in  fuori 

cavazione,   sciabolata   alla   testa,   alla    figura    interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  in  dentro 

braccio  in  fuori 

braccio  in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,    alla    figura  esterna  ed  al 
braccio 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla   testa,   alla   figura  interna,   al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,   sciabolata   alla   testa,    alla  figura  interna,   alla   figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,   sciabolata   alla   testa,    alla  figura   esterna,   alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  sopra 

cavazione,   filo,   sciabolata   alla   testa,  alla  figura  estema  ed  al 
braccio 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

502 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


Posizione 

in  cui  trovasi 

l'  invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 


Azione  d'offesa 

che  PUÒ 

eseguire  l'  attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


sciabola  legata  all'  av- 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
testa  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  interna 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
testa  e  sciabolata  di  molinello 
al  petto  o  alla  pancia 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
testa  e  cavazione  sotto 


finta  coupé  in  dentro  e  sciabolata 
dritta  al  petto  o  alla  pancia 


finta  coupé  in  dentro  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  esterna 


finta  coupé  in  dentro  e  sciabolata 
di  molinello  al  fianco 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna  e  sciabolata  dritta 
alla  pancia 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna  e  coupé  in  fuori 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna  e  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  esterna 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna  e  sciabolata  di 
molinello  al  fianco 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna  e  sciabolata  di 
molinello  alla  pancia 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna  e  cavazione  sotto 


quinta 


quinta 


quinta 


quarta 


quarta 


quarta 


quarta 


contro 
di  prima 


contro 
di  prima 


quarta 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 


terza  bassa 

o  contro  di  second 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  second 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

seconda 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


5°3 


di  due  tempi. 


Risposte  che  tossono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in   tempo 


al 
primo  tempo 


AL 
SECONDO    TEMPO 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,    sciabolata   alla    testa,    alla    figura  esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia,  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,   sciabolata   alla   testa,    alla  figura    esterna,   alla   figura 

interna,  al  petto  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,   sciabolata   alla   testa,   alla  figura   esterna,   alla   figura 
interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura  interna,  al  petto  ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 


puntata,   sciabolata   alla  testa,   alla   figura  esterna,   alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,   sciabolata    alla   testa,    alla   figura  interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata    alla   testa,    alla    figura  interna,  al  petto  ed 

af  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata   alla    testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 


puntata,  sciabolata   alla   testa,    alla    figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla    testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata   alla   testa,    alla    figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio   in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 
o  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


5°4 

PARTE    QUARTA 

II.  —  Azioni  composte 

w 
3 

K 

o 
"fi 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 

Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ 

eseguire  l'attaccante 

Parate 
che  inganna 

Parata  finale 

J32 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
pancia  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 

quarta  bassa 

quinta 

133 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
pancia  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 

quarta  bassa 

terza 

134 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  coupé  in  fuori  e  cavazione 
sotto 

quinta 

seconda 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

135 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  coupé  in  fuori  e  sciabolata 
dritta  al  fianco 

quinta 

seconda 

136 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  coupé  in  fuori  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna 

quinta 

quarta 

0  contro  di  prima 

137 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  coupé  in  fuori  e  sciabolata 
di  molinello    al   petto    od    alla 
pancia 

quinta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

I3S 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura   esterna  e  cavazione  in 
dentro 

terza 

seconda 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

139 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna  e  sciabolata  dritta 
al  fianco 

terza 

seconda 

140 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna  e  coupé  in  dentro 

terza 

sesta 

0  contro  di  quinta 

141 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna   e  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  interna 

terza 

quarta 

0  contro  di  prima 

142 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna   e   sciabolata  di 
molinello  al  petto  0  pancia 

terza 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

*43 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna  e   sciabolata   di 
molinello  al  braccio  in  dentro 

terza 

quarta 

0  contro  di  prima 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


<li  (Ine  tempi. 


5o5 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


al 
primo  tempo 


secondo  tempo 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


cavazione,  sciabolata    alla    testa,    alla   figura    interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata    alla    testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata    alla   testa,    alla    figura    esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  ài  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  ester- 
na, al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata   alla   testa,  alla   figura  esterna,   alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,   sciabolata   alla   testa,   alla  figura  esterna,  alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla    testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata    alla   testa,    alla    figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  ester- 
na, al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,    sciabolata   alla    testa,    alla  figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura  ester- 
na, al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


arresto  in  dentro 


arresto  in  dentro 


arresto   sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 
o  sopra 


braccio  in  fuori 
o  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


5°6 

PARTE    QUARTA 

II.  —  Azioni  composte 

w 

2 

3 

K 
O 
0 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l' invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 

Azione  d'  offesa 

CHE    PUÒ 

eseguire  l'  attaccante 

Parate 

che  inganna 

Parata  finale 

144 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

trasporto  di  prima  e   puntata   in 
dentro 

- 

prima 

145 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

trasporto  di  prnna   e    sciabolata 
di  molinello  alla  testa 

- 

quinta 

146 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

trasporto    di   prima   e   sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna 

- 

prima 

147 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

trasporto  di   prima   e   sciabolata 
di  molinello   al   petto    od   alla 
pancia 

— 

prima 

148 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

trasporto  di   prima   e   sciabolata 
di  molinello  alla  figura  esterna 

— 

sesta 

0  contro  di  terza 

149 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  quarta 

trasporto  di  seconda  e  filo 

— 

seconda 

e  ceduta  di  quarta 

I50 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  quarta 

trasporto  di  seconda  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 

- 

terza 

151 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  quarta 

trasporto  di  seconda  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 

- 

quinta 

152 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  prima 
0  di  quinta 

trasporto  di  terza  e  filo 

— 

prima 
0  terza 

153 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  prima 
0  di  quinta 

trasporto    di    terza    e    cavazione 
sotto 

- 

seconda 

0  quarta  bassa 

154 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  prima 
0  di  quinta 

trasporto    di    terza    e    coupé    in 
dentro 

- 

sesta 

0  contro  di  quinta 

155 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  prima 
0  di  quinta 

trasporto   di    terza    e    sciabolata 
dritta  al  fianco 

- 

seconda 

156 

Sciabola  legata  all'  av- 
versa 

legamento  di  prima 
0  di  quinta 

trasporto  di  terza  e  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  interna 

_ 

quarta 

0  contro  di  prima 

157 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

Legamento  di  prima 
0  di  quinta 

trasporto  di  terza  e  sciabolata  di 
molinello  al  petto  0  alla  pancia 

- 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


5°7 


Risposte  che  possono  eseguirsi  palla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


al 
primo  tempo 


SECONDO    TEMPO 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,    sciabolata    alla   testa,    alla    figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


ciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ad  al 

braccio 
puntata,   sciabolata   alla   testa,    alla    figura   interna,   alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura   interna,    al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura   esterna  ed  al 

braccio 
puntata,    sciabolata  alla   testa,   alla  figura  esterna,   alla    figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,    sciabolata   alla   testa,   alla   figura  interna,   al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,    sciabolata   alla  testa,    alla  figura  esterna,   alla   figura     cavazione  in  dentro 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  indentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  indentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


5o8 


PARTE  QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


Posizione 
in    cui    TROVASI 

l'invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 


Azione  d'offesa 

che  può 

eseguire  l'attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


158    Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'  av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'  av- 
versa 


Sciabola  legata  all'ava 


164 


167 


Sciabola  legata  all'av- 
versa \ 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  quarta 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  prima 


legamento  di  prima 


legamento  di  prima 


legamento  di  prima 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


trasporto  di  quarta  e   sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 


trasporto  di  quarta  e    sciabolata 
dritta  alla  figura  interna 


trasporto  di  quarta  e   sciabolata 
dritta  alla  testa 


trasporto  di   quarta   e    coupé   in 
fuori 


trasporto  di  quarta  e  sciabolata 
dì  molinello  al  fianco 


trasporto  di  quinta    e    cavazione 
sotto 


trasporto  di  quinta   e   sciabolata 
dritta  al  fianco 


trasporto  di  quinta  e   sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna 


trasporto  di  quinta  e  sciabolata 
di  molinello  al  petto  od  alla 
pancia 


copertino  di  terza  e  filo 


copertino  di  quarta  e   sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 


deviamento  di   prima   e    puntata 
in  dentro 


deviamento  di  prima  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 


sesta 

o  contro  di  terza 


quarta 

o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quinta 

terza  bassa 

o  contro  di  seconda 

seconda 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

seconda 

quarta 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

prima 
o  terza 


sesta 

o  contro  di  terza 


quinta 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


5°9 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


PRIMO    TEMPO 


SECONDO    TEMPO 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
Eavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

eavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
eavazione,   sciabolata   alla   testa,    alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


eavazione,   sciabolata   alla   testa,    alla   figura   interna,   al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata   alla   testa,    alla   figura  interna,  al  petto  ed 

al  braccio 
eavazione,  filo,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 


eavazione,  filo,  sciabolata   alla    testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,   sciabolata   alla    testa,    alla    figura  esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
eavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


eavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  figura 
interna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

eavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,   sciabolata   alla    testa,   alla   figura  esterna,   alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
eavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


eavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

eavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
eavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


eavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


eavazione,    sciabolata  alla    testa,   alla    figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


eavazione  in  fuori 


eavazione  in  fuori 


eavazione  in  fuori 


eavazione  in  fuori 


eavazione  in  fuori 


eavazione  sotto 


eavazione  sotto 


eavazione  sotto 


eavazione  sotto 


eavazione  in  dentro 


eavazione  in  tuori 


eavazione  sotto 


eavazione  sotto 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


5io 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composti 


Posizione 

in   cui   TROVASI 

L' INVITANTE 


Posizione  da  cui  parte! 
l'  attaccante 


Azione  d'offesa 

che  può 

eseguire  l'  attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


176 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  terza 
o  di  seconda 


deviamento  di  prima  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna 


deviamento  di  prima  e  sciabolata 
di  molinello  al  petto  od  alla 
pancia 


deviamento  di  prima  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  esterna 


deviamento  di  seconda  e  filo 


deviamento  di  seconda  e  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  esterna 


deviamento  di  seconda  e  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa 


deviamento  di  terza  e  filo 


deviamento  di  terza  e  cavazione 
sotto 


deviamento  di   terza  e   coupé  in 
dentro 


deviamento  di  terza  e  sciabolata 
dritta  al  fianco 


deviamento  di  terza  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna 


deviamento  di  terza  e  sciabolata 
di  molinello  al  petto  od  alla 
pancia 


deviamento  di  quarta  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 


sesta 

o  contro  di  terza 


seconda 

o  ceduta  di  quarta 


quinta 


prima 
o  terza 


seconda 

o  quarta  bassa 


sesta 

o  contro  di  quin 


seconda 


" 


quarta 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  terza 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


5" 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


primo  tempo 


AL 
SECONDO    TEMPO 


Controtempo 
sull'  uscita 

al  primo  tempo 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla   figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata  alla    testa,    alla    figura  interna,   alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori. 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,   sciabolata   alla   testa,   alla  figura   interna,   al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,   sciabolata   alla   testa,   alla    figura  esterna,   alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,   sciabolata  alla    testa,    alla  figura  interna,   al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  esterna  ed   al 
braccio 


puntata,  sciabolata   alla  testa,    alla  figura  interna,    alla   figura 
.  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,   sciabolata   alla  testa,    alla  figura   estera,   alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  indentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  indentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


512 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composll 


g 
0 

a 
o 
"q 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l'  invitante 

Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 

Azione  d'offesa 

che  può 

eseguire  l'  attaccante 

Parate 
che  inganna 

Parata  finale  j 

184 

In  guai-dia  di  lerza 

dalla  guardia  di  terza 
0  di  seconda 

deviamento  di  quarta  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  interna 

- 

1 

; 

quarta 

0  contro  di  prima 

1S5 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 
0  di  seconda 

deviamento  di  quarta  e  sciabolata 
dritta  alla  testa 

- 

sesta 

0  contro  di  quinta 

186 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 
0  di  seconda 

deviamento  di  quarta  e  coupé  in 
fuori 

- 

quinta 

187 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 
0  di  seconda 

deviamento  di  quarta  e  sciabolata 
di  molinello  al  fianco 

— 

terza  bassa 

0  contro  di  second 

188 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  seconda 

deviamento  di  quinta  e  cavazione 
sotto 

— 

seconda 

quarta  bassa 

0  contro  di  _prima 

189 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  seconda 

deviamento  di  quinta  e  sciabolata 
dritta  al  fianco 

- 

seconda 

190 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  seconda 

deviamento  di  quinta  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna 

quarta 

0  contro  di  prima 

191 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  seconda 

deviamento  di  quinta  e  sciabolata 
di   molinello   al   petto   od   alla 
pancia 

- 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

192 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

cambiamento  di  prima  e  puntata 
in  dentro 

- 

prima 

193 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

cambiamento  di  prima  e  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa 

- 

quinta 

194 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

cambiamento  di  prima  e  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  in- 
terna 

— 

prima 

195 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

cambiamento  di  prima  e  sciabo- 
lata di    molinello   al   petto    od 
alla  pancia 

— 

prima 

196 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

cambiamento  di  prima  e  sciabo- 
lata   di    molinello    alla    figura 
esterna 

" 

sesta 

0  contro  di  terza 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


5i3 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


primo  tempo 


al 
secondo  tempo 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,    sciabolata  alla    testa,   alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,    sciabolata   alla   testa,    alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,   al   petto,  ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,   ed  al 

braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  esterna  ed  al 
braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla   testa,   alla   figura  esterna,  alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  at  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,   sciabolata   alla  testa,  alla  figura   interna,  al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  'in  dentro 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


aracelo  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


33 


514 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


Posizione 

in  cui   TROVASI 

l'invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 


Azione  d'offesa 

che  può 

eseguire  l'  attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 


dalla  guardia  di  seconda 
o  terza 


dalla  guardia  di  seconda 
o  terza 


dalla  guardia  di  seconda 
colla  sciabola  a  con- 
tatto dell'  avversa 


cambiamento  di  terza  e  puntata 
al  petto 


cambiamento  di  terza  e  coupé  in 
dentro 


cambiamento  di  terza  e  sciabolata 
dritta  alla  testa 


cambiamento  di  terza  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 


cambiamento  di  terza  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  interna 


cambiamento  di  terza  e  sciabolata 
dritta  al  fianco 


cambiamento  di  quarta  e  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  esterna 


cambiamento  di  quarta  e  sciabo- 
lata dritta  alla  testa 


cambiamento  di  quarta  e  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  interna 


cambiamento  di  quarta  e  coupé 
in  fuori 


cambiamento  di  quarta  e  sciabo- 
lata di  molinello  al  fianco 


tocco  di  prima  e  puntata  in  dentro 


tocco  di  prima  e  sciabolata  dritta 
al  fianco 


tocco  di  seconda  e  puntata  sotto 


prima 
o  terza 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di- seconda 


sesta 

o  contro  di  terza 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quarta 

o  contro  di  prima 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


seconda 

o  quarta  bassa 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


515 


di  due  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  tarata  finale 

Uscita  i 

al 

primo  tempo 

N    TEMPO 

Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 

AL 
SECONDO   TEMPO 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione  indentro 

braccio  in  fuori 

braccio  in  dentro 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,   sciabolata   alla   testa,   alla  figura   interna,   al   petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione  indentro 

braccio  in  dentro 

braccio  in  dentro 

cavazione,   sciabolata   alla   testa,    alla  figura  interna,   al    petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione  indentro 

braccio  in  fuori 

braccio  in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione  indentro 

braccio  in  fuori 

braccio  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione  in  dentro 

braccio  in  fuori 

braccio  in  dentro 

puntata,  sciabolata   alla    testa,    alla   figura  interna,  al  petto  ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura   esterna  ed  al 

braccio 

cavazione  in  dentro 

braccio  sopra 

braccio  in  dentro 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione  in  fuori 

braccio  in  dentro 

braccio  in  fuori 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,   sciabolata   alla    testa,    alla   figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione  in  fuori 

braccio  in  dentro 

braccio  in  fuori 

puntata,    sciabolata   alla   testa,    alla  figura  interna,   alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione  in  fuori 

braccio  in  dentro 

braccio  in  fuori 

cavazione,    sciabolata   alla   testa,   alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione  in  fuori 

braccio  in  fuori 

braccio  in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto  ed  al 

braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,    alla    figura  esterna  ed  al 

braccio   ■> 

cavazione  in  fuori 

braccio  sopra 

braccio  in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione  sotto 

braccio  in  dentro 

braccio  in  fuori 

puntata,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura   interna,  al  petto  ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 

cavazione  sotto 

braccio  sopra 

braccio  in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  'alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata   alla  testa,   alla  figura  esterna,   alla    figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione  sopra 

braccio  in  fuori 

braccio  in  dentro 

5i6 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


Posizione 

in    cui   TROVASI 

l'  invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'  attaccante 


Azione  d'offesa 

che  PUÒ 

eseguire  l'attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


Legamento  di  seconda 


ialla  guardia  di  seconda 
colla  sciabola  a  con- 
tatto dell'  avversa 


dalla  guardia  di  seconda 
colla  sciabola  a  con- 
tatto dell'  avversa 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


dalla  guardia  di  seconda 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


tocco  di  seconda  e  sciabolata  drit 
ta  alla  figura  esterna 


tocco  di  seconda  e  sciabolata  di 
molinello  alla  testa 


tocco  di  terza  e  puntata  sotto 


tocco  di  terza  e  sciabolata  dritta 
alla  testa 


tocco  di  terza  e  sciabolata  dritta 
al  fianco 


tocco  di  quarta  e  sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna 


tocco  di  quarta  e  sciabolata  dritta 
alla  figura  interna 


tocco  di  quarta  e  sciabolata  dritta 
alla  testa 


tocco  di  quinta  e  puntata  sotto 


tocco  di  quinta  e  sciabolata  dritta 
al  fianco 


tocco  di    quinta   e   sciabolata  di 
molinello  alla  figura  interna 


tocco   di   quinta   e   sciabolata  di 
molinello  al  petto  od  alla  pancia 


tocco  di  cambiamento    di  prima 
e  puntata  in  dentro 


quinta 


seconda 

o  quarta  bassa 


quinta 


seconda 


sesta 

o  contro  di  terza 


quarta 

o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  quinta 


seconda 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

seconda 

quarta 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


5i7 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


al 
primo  tempo 


al 
secondo  tempo 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


:avazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata    alla    testa,    alla    figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata  alla   testa,   alla   figura   esterna,   alla    figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,    alla   figura    interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,   sciabolata   alla   testa,    alla   figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,  sciabolata   alla   testa,    alla   figura    esterna,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,   sciabolata   alla  testa,  alla  figura  esterna,   alla   figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 

esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla' figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio  • 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


cavazione  sotto 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  dentro 


biaccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


5i8 


PARTE  QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


3 

K 
O 

p 
li 

Posizione 

in  cui  trovasi 

l' invitante 

POSIZIONE  DA  CUI    PARTE 
L'  ATTACCANTE 

Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ 
ESEGUIRE    L'ATTACCANTE 

Parate 
che  inganna 

Parata  finale 

224 

Legamento  di  seconda 

sciabola  legata  all'  av- 
versa 

tocco  di  cambiamento  in  prima  e 
sciabolata  dritta  al  fianco 

- 

terza  bassa 

0  contro  di  seconda 

225 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

tocco  di  cambiamento  in  terza  e 
puntata  sopra     * 

- 

terza 

0  quinta 

226 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

tocco  di  cambiamento  in  terza  e 
sciabolata  dritta  alla  testa 

- 

quinta 

227 

Legamento  di  quarta 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

tocco  di  cambiamento  in  terza  e 
sciabolata  dritta  al  fianco 

- 

seconda 

22S 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

tocco  di  cambiamanto  in  quarta 
e  sciabolata  dritta   alla  figura 
esterna 

— 

sesta 

0  contro  di  terza 

229 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

tocco  di  cambiameato  in  quarta 
e  sciabolata  dritta  alla   figura 
interna 

quarta 

0  contro  di  prima 

230 

Legamento  di  terza 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

tocco  di  cambiamento  in  quarta 
e  sciabolata  dritta  alla  testa 

- 

sesta 

0  contro  di  quinta     ] 

231 

In  guardia  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
colla  sciabola   a   con- 
tatto dell'  avversa 

sforzo  di  seconda  e  puntata  sotto 

- 

seconda 

0  quarta  bassa 

232 

In  guardia  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
colla  sciabola  a  con- 
tatto dell'  avversa 

sforzo    di    seconda    e    sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 

- 

terza 

=33 

In  guardia  di  seconda 

dalla  guardia  di  seconda 
colla  sciabola   a   con- 
tatto dell'  avversa 

sforzo    di    seconda    e    sciabolata 
di  molinello  alla  testa 

— 

quinta 

234 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  seconda 

sforzo  di  terza  e  puntata  sotto 

— 

seconda 

0  quarta  bassa 

235 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  seconda 

sforzo  di  terza  e  sciabolata  dritta 
alla  testa 

- 

quinta 

236 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  seconda 

sforzo  di  terza  e  sciabolata  dritta 
al  fianco 

- 

seconda 

237 

In  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

sforzo  di  quarta  e  sciabolata  drit- 
ta alla  figura  esterna 

— 

sesta 

0  contro  di  terza 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


5i9 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


AL 
PRIMO    TEMPO 


SECONDO    TEMPO 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


puntata,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura  interna,  al  petto  ed 

al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,   sciabolata   alla   testa,   alla  figura   interna,   al    petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura, 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla   figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,    sciabolata   alla   testa,   alla  figura  esterna,   alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,   alla  figura  interna,   al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 

braccio 
puntata,   sciabolata   alla   testa,    alla   figura  estema,  alla  figura 

interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata   alla   testa,  alla   figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  esterna  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione  sotto 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  indentro 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  sopra 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  in  fuori 


traccio  in  fuori 


braccio  sopra 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  sopra 
o  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


520 


PARTE    QUARTA 


II.  —  Azioni  composte 


Posizione 

in   cui   TROVASI 

l'  invitante 


Posizione  da  cui  parte 
l'attaccante 


Azione  d'offesa 

che  può 

eseguire  l'attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sforzo  di  quarta  e  sciabolata  drit- 
ta alla  figura  interna 


sforzo  di  quarta  e  sciabolata  drit 
ta  alla  testa 


sforzo  di  cambiamento  in  terza  e 
puntata  sopra 


sforzo  di  cambiamento  in  terza  e 
sciabolata  dritta  al  fianco 


sforzo  di  cambiamento  in  quarta 
e  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna 


sforzo  di  cambiamento  in  quarta 
e  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna 


sforzo  di  cambiamento  in  quarta 
e  sciabolata  dritta  alla  testa 


quarta 

o  contro 

di 

prima 

sesta 

o  contro 

di 

quinta 

terza 

o  quinta 

sesta 

o  contro  di  terza 


quarta 

o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  quinta 


i 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  due  tempi. 


52i 


Risposte  che  possono  eseguirsi  dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


al 
primo  tempo 


al 
secondo  tempo 


Controtempo 

sull'  uscita 

al  primo  tempo 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,    sciabolata    alla    testa,    alla    figura   interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata   alla   testa,  alla   figura  esterna  ed  al 
braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto,  alla  pan- 
cia, al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla  figura 
esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,   sciabolata   alla   testa,   alla   figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  dentro 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


cavazione  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  dentro 


braccio  in  dentro 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


braccio  in  fuori 


TERZO  QUADRO  SINOTTICO 

RIFLETTENTE  LE  AZIONI  COMPOSTE  DI  TRE  TEMPI  (* 


(i)  Le  azioni  del  presente  quadro  si  eseguiranno  camminando. 


524 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  composti 


Posizione 

IN    CUI 
TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 

DA    CUI 
PARTE  L'  ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 

CHE    PUÒ    ESEGUIRE    l' ATTACCANTE 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito  di  prima 
Invito  di  prima 

Invito  di  prima 

Invito  di  prima 

Invito  di  prima 
Invito  di  prima 

Invito  di  prima 

Invito  di  prima 
Invito  di  seconda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda o  di  terza 


Invito  di  seconda 


dalla  guardia  di  se- 
conda o  di  terza 


finta  puntata  dritta,  finta  cavazione 
sopra  e  cavazione  sotto 


finta  puntata,  finta  sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna,  e  sciabolata  di 
molinello  al  petto  od  alla  pancia 


finta  puntata,  finta  sciabolata  dritta 
alla  testa  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  figura  interna 


finta  puntata,  finta  sciabolata  alla 
figura  interna  e  sciabolata  dritta 
al  fianco 


finta  puntata,  finta  sciabolata  dritta 
al  petto  e  cavazione  al  fianco 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  al  fianco 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  al  braccio  in  dentro 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo 
lineilo  alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  al  petto  od  alla  pancia 


finta    puntata,    finta    cavazione    al 
fianco  e  cavazione  sopra 


finta  puntata,  finta  cavazione  al 
fianco  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 


i 


(i)  Volendo  uscire  in  tempo  al  braccio  sul  primo  o  secondo  tempo  veggansi  i  quadri  sinottici  primo  e  secondo. .♦ 


seconda  e  prima 
seconda  e  terza 

seconda  e  quinta 

seconda  e  prima 

seconda  e  prima 
seconda  e  quinta 

seconda  e  quinta 

seconda  e  quinta 
prima  e  seconda 


prima  e  seconda 


seconda 

o  quarta  bassa 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta 

o  contro  di  prima; 


seconda 


quarta 

o  contro  di  prim 

quarta  bassa 

o  contro  di  prim 


ì  i 


quinta 


quinta 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


i  tre  tempi. 


525 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 
TEMPO 


Controtempo 


SULL  USCITA 

AL    PRIMO 

TEMPO 


SULL  USCITA 

AL   SECONDO 

TEMPO 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


ovazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia    al  fianco 

ed  al  braccio 
ovazione,  sciabolata  alla  testa,    alla  figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 
:avazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


:avazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio 
in  dentro 


braccio  in 
dentro  o  fuori 


braccio  in 

dentro  o  fuori 


braccio  in 
dentro  o  fuori 


braccio  in  braccio 

dentro  o  fuori  !     in  dentro 


braccio  in 
dentro  o  fuori 


braccio  in 
dentro  o  fuori 


braccio  in 
dentro  o  fuori 


braccio  in 
dentro  o  fuori 


braccio  in 
dentro  o  fuori 


braccio  in 
dentro  o  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


sso  dicasi  per  tutte  le  altre  azioni. 


526 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  coiupos 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 

da  cui 

parte  l'attaccante 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito  di  seconda 

Invito  di  seconda 

Invito  di  seconda 

Invito  di  terza 

Invito  di  terza 
Invito  di  terza 

Invito  di  terza 

Invito  di  terza 

Invito  di  terza 

Invito  di  quarta 
Invito  di  quarta 

Invito  di  quarta 
Invito  di  quarta 


dalla  guardia  di  se- 
conda o  di  terza 


dalla  guardia  di  se- 
conda o  di  terza 


dalla  guardia  di  se- 
conda o  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 
dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 
dalla  guardia  di  terza 

dalla  guardia  di  terza 
dalla  guardia  di  terza 


finta  puntata,  finta  sciabolata  dritta 
al  fianco  e  sciabolata  dritta  alla 
figura  esterna 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello alla  figura  interna  e  coupé 
in  fuori 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo- 
lineilo  al  petto  o  pancia  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  testa 


finta  puntata,  finta  cavazione  in  fuori 
e  sciabolata  di  molinello  alla  testa 


finta  puntata,  finta  coupé   in   fuori 
e  sciabolata  dritta  al  fianco 


finta  puntata,  finta  coupé  in  fuori 
e  sciabolata  di  molinello  al  petto 
od  alla  pancia 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo 
lineilo  alla  figura  esterna  e  scia 
boiata  di  molinello  alla  figura  in 
terna 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello al  fianco  e  sciabolata  di 
molinello  alla  testa 


finta  puntata,  finta  cavazione  al 
fianco  e  sciabolata  dritta  alla  fi- 
gura esterna 


finta    puntata,    finta    cavazione    al 
fianco  e  cavazione  sopra 


finta  puntata,  finta  sciabolata  drittta 
al  fianco  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 


finta  puntata,  finta  coupé  in  dentro 
e  sciabolata  dritta  alla  pancia 


finta  puntata,  finta  coupé  in  dentro 
e  sciabolata  di  molinello  al  fianco 


prima  e  seconda 


quinta  e  quarta 


quinta  e  quarta 
bassa 


quarta  e  terza 


quarta  e  quinta 


quarta  e  quinta 


quarta  e  terza 


quarta  e  contro 
di  seconda 


contro  di  prima 
e  seconda 


terza  e  seconda 


terza  e  seconda 


terza  e  sesta 


terza  e  sesta 


quinta 


quinta 


sesta 

o  contro  di  quinl 


quarta  bassa 

o  contro  di  prim 

quarta 

o  contro  di  prim 

quinta 


quinta 


quarta  bassa 


terza  bassa 

o  contro  di  secor» 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


527 


li  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL    TERZO 

TEMPO 

sull'uscita 

AL    PRIMO 
TEMPO 

sull'  USCITA 

AL   SECONDO 

TEMPO 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla    figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla    figura   interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio 

in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
;avazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

:avazione,  sciabolata  alla  testa,    alla    figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio  in 
fuori  0  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

ovazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

:avazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

avazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto  sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

untata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

untata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
avazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

528 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  compos 


Posizione  Posizione 

in  cui  da  cui 

trovasi  l'invitante    tarte  l' attaccante 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quinta 


Invito  di  quinta 


Invito  di  quinta 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo 
lineilo  alla  testa  e  sciabolata  d: 
molinello  alla  figura  esterna 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo 
lineilo  alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  al  fianco 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo 
lineilo  alla  figura  interna  e  sciabo 
lata  di  molinello  alla  figura  esterna 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo 
lineilo  al  petto  o  pancia  e  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa 


dalla  guardia  di  se-    finta  puntata,  finta  cavazione  sopra 
conda  e  cavazione  sotto 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di 
conda 


dalla  guardia  di  se 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


finta  puntata,  finta  cavazione  sopra 
e  sciabolata  dritta  al  fianco 


finta  puntata,  finta  sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna  e  sciabolata  di 
molinello  al  petto  od  alla  pancia 


finta  puntata,  finta  sciabolata  dritta 
alla  testa  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  figura  interna 


finta  puntata,  finta  sciabolata  dritta 
alla  figura  interna  e  sciabolata  di 
molinello  al  fianco 


finta  puntata,  finta  sciabolata  dritta 
al  petto  o  alla  pancia  e  cavazione 
al  fianco 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  al  fianco 


finta  puntata,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  al  petto  o  alla  pancia 


terza  e  sesta 


terza  e  sesta 


terza  e  quarta 


terza  e  quarta 
bassa 


contro  di 
seconda  e  quinta 


contro  di 
seconda  e  quinta 


contro  di 
seconda  e  terza 


contro  di 
seconda  e  quinta 


contro  di 
seconda  e  prima 


seconda  e  prima 


seconda  e  quinta 


seconda  e  quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  secont 


quinta 

seconda 

quarta  bassa 

o  contro  di  prim; 


quarta  bassa 

o  contro  di  prim 

quarta 

o  contro  di  prim 

seconda 

seconda 


seconda 

quarta  bassa 
o  contro  di  prim 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


li  tre  tempi. 


529 


Risposte  che  tossono  eseguissi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

sull'uscita    sull'uscita 

al  primo       al  secondo 

tempo               tempo 

AL    PRIMO 

TEMPO 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL   TERZO 
TEMPO 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 
petto,  ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

ed  al  braccio 

Cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio  .sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alia  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

;avazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

34 


53° 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  composi 


5 

« 

2J 

Posizione 

IN   CUI 
TROVASI  L'INVITANTE 

Posizione 

DA    CUI 
PARTE  L'  ATTACCANTE 

Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ    ESEGUIRE    l' ATTACCANTE 

Parate 
che  inganna 

i 
Parata  finale 

36 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  seconda 

finta  di  filo,  finta  sciabolata  dritta 
alla    figura    esterna    e    coupé  in 
dentro 

seconda  e  terza 

sesta 

0  contro  di  quinta 

37 

Sciabola  legata  all'  av- 
versa 

legamento  di  seconda 

finta  di  filo,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  al   petto  0  alla   pancia 

seconda  e  quinta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

38 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo,  finta  coupé  in  dentro  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna 

terza  e  sesta 

terza 

39 

Sciabola  legata  all'  av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo,  finta  coupé  in  dentro  e 
sciabolata  di  molinello  al   fianco 

terza  e  sesta 

terza  bassa 

0  contro  di  second 

40 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo,  finta  sciabolata  di  moli- 
nello alla  testa  e  sciabolata  dritta 
al  petto  od  alla  pancia 

terza  e  sesta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

41 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello alla  figura  interna  e  scia- 
bolata   di    molinello    alla    figura 
esterna 

terza  e  quarta 

terza 

42 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello al  petto  od  alla  pancia  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna 

terza  e  quarta 
bassa 

terza 

43 

Sciabola  legata  all'av- 
versa 

legamento  di  terza 

finta  di  filo,  finta  sciabolata  di  mo- 
linello al  petto  0  pancia  e  cava- 
zione  al  fianco 

terza 
e  contro  di  prima 

seconda 

44 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

finta  cavazione  sotto,  finta  cavazione 
sopra  e  sciabolata  di  molinello  al 
petto  od  alla  pancia 

seconda  e  quinta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

45 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

finta  cavazione  sotto,   finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  esterna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
interna 

seconda  e  terza 

quarta 

0  contro  di  prima 

46 

Legamento  di  prima 

sciabola  legata  all'av- 
versa 

finta  cavazione  sotto,   finta  sciabo- 
lata dritta  alla  testa  e  sciabolata 
al  petto  od  alla  pancia 

seconda  e  quinta 

quarta  bassa 

0  contro  di  prima 

TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


53i 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

AL    TRIMU 
TEMPO 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL    TERZO 
TEMPO 

sull'  uscita 

AL    PRIMO 
TEMPO 

sull'uscita 
al  secondo 

TEMPO 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  ai  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,    sciabolata  alia  testa,  alla  figura   interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto,  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  a!  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

532 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  compost 


Posizione 

IN    CUI 
TROVASI  L'INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


56 


58 


Legamento  di  prima 


Legamento  di  prima 


Legamento  di  prima 


Legamento  di  prima 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di   terza 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


-sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello  al    fianco 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  interna  e 
cavazione  al  fianco 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata dritta  al  petto  o  alla  pancia  e 
sciabolata  dritta  al  braccio  sopra 

finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa  e  scia- 
bolata di  molinello  al  petto  o  alla 
pancia 


finta  cavazione  sopra,  finta  cava- 
zione sotto  e  sciabolata  drittta 
alla  figura  esterna 


finta  cavazione  sopra,  finta  cava- 
zione sotto  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  testa 


finta  cavazione  sopra,  finta  sciabo- 
lata dritta  al  fianco  e  cavazione 
sopra 


finta  cavazione  sopra,  finta  sciabo- 
lata dritta  al  fianco  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 


finta  cavazione  sopra,  finta  coupé  in 
dentro  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 


finta  cavazione  sopra,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  in- 
terna e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 

finta  cavazione  sopra,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  al  petto  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  testa 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  ca- 
vazione in  fuori  e  sciabolata  di 
molinello  alla  testa 


seconda  e  prima 


seconda  e  prima 


seconda  e  prima 


seconda  e  quinta 


terza  e  seconda 


terza  e  seconda 


terza  e  seconda 


terza  e  seconda 
terza  e  sesta 

terza  e  quarta 
I 

terza  e  quarta 
quarta  e  terza 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


quinta 


quinta 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  second 


quinta 


sesta 

o  contro  di  quinta 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


ili  tre  tempi. 


533 


Risposte  che  possono  eseguirsi 

DALLA    PARATA    FINALE 


Uscita  in  tempo 


AL    PRIMO 

tempo 


AL  SECONDO 
TEMPO 


AL   TERZO 
TEMPO 


Controtempo 


sull  uscita 

AL    PRIMO 
TEMPO 


sull'uscita 
ai.  secondo 

TEMPO 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura   interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura   interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé- 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


534 


PARTE  QUARTA 


UT.  —  Azioni  compost 


Posizione 

IN   CUI 
TROVASI  L'INVITANTE 


Posizione 

da  cui 

parte  l'attaccante 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


60 


69 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di   terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di   terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av 
versa 


sciabola  legata  all'av 
versa 


sciabola  legata  all'av 
versa 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  ca- 
vazione  in  fuori  e  coupé  in  dentro 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura 
esterna  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  interna 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura 
esterna  e  sciabolata  di  molinello 
al  petto  o  alla  pancia 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  scia- 
bolata di  molinello  al  fianco  e 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  cava- 
zione al  fianco  e  cavazione  sopra 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  ca- 
vazione al  fianco  e  sciabolata  di 
molinello  alla  testa 


finta  cavazione  in  dentro,  finta  scia- 
bolata dritta  al  fianco  e  sciabo- 
lata dritta  alla  testa 


finta  cavazione  in  fuori,  finta  cava- 
zione in  dentro  e  coupé  in  fuori 


finta  cavazione  in  fuori,  finta  scia- 
bolata dritta  al  fianco  e  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  esterna 


finta  cavazione  in  fuori,  finta  scia- 
bolata dritta  al  fianco  e  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa 


finta  cavazione  in  fuori,  finta  coupé 
in  dentro  e  sciabolata  di  moli- 
nello al  fianco 


quarta  e  terza 


quarta  e  terza 


quarta  e  terza 


quarta  e  contro 
di  seconda 


contro  di  prima 
e  seconda 


contro  di  prima 
e  seconda 


contro  di  prima 
e  seconda 


terza  e  quarta 


terza  e  seconda 


terza  e  seconda 


terza  e  sesta 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quarta 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 

terza 
quinta 

o  prima 
quinta 
quinta 
quinta 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  secom 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


idi  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

sull'uscita     sull'uscita 

al  primo       al  secondo 

tempo              tempo 

AL    PRIMO 

tempo 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL   TERZO 
TEMPO 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura    interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura   interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura   interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

arresto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

cavazione,   sciabolata  alla   testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

cavavione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla   testa,   alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto  sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 

in  fuori 

braccio 
in  dentro 

536 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  composti 


Posizione 
in  coi 

TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 

DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quinta 


Legamento  di  quinta 


Legamento  di  quinta 


Legamento  di  quinta 


Legamento  di  quinta 


76      Legamento  di  quinta 


Legamento  di  quinta 


78      Legamento  di  quinta 


Invito  di  prima  o 
di  quinta 


Invito  di  prima  o 
di  quinta 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  s»; 
conda 


finta  cavazione  in  fuori,  finta  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura  in- 
terna e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 

finta  cavazione  sotto,  finta  cava- 
zione sopra  e  sciabolata  dritta 
al  fianco 


terza  e  quarta 


seconda  e  quinta 


finta   cavazione    sotto,    finta    cava-  seconda  e  quinta 
zione  sopra  e   sciabolata  di  mo 
lineilo  al  petto  e  alla  pancia 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  esterna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
interna 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  testa  e  sciabolata 
di  molinello  al  petto  o  alla  pancia 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello  al  fianco 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata dritta  al  petto  o  alla  pancia  e 
sciabolata  di  molinello  al  fianco 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa  e  ca- 
vazione sotto 


finta  cavazione  sotto,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa  e  scia- 
bolata di  molinello  al  petto  o 
pancia 


seconda  e  terza 


seconda  e  quinta 


seconda  e  prima 


seconda  e  prima 


seconda  e  quinta 


seconda  e  quinta 


finta  sciabolata  dritta  al  fianco,  finta 
sciabolata  dritta  alla  figura  esterna 
e  sciabolata  di  molinello  al  petto 
o  pancia 


finta  sciabolata  dritta  al  fianco,  finta 
sciabolata  dritta  alla  figura  esterna 
e  coupé  in  dentro 


seconda  e  terza 


seconda  e  terza 


seconda 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


seconda 

seconda 

o  quarta  bassa 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  quinta     -. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

sull'uscita     sull'uscita 

al  primo       al  secondo 

tempo               tempo 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL  SECONDO 
TEMPO 

AL    TERZO 
TEMPO  ' 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura   interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla   testa,   alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  composte; 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L'INVITANTE 


Posizione 

DA    CUI 
PARTE  L'  ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


S5 


Invito  di  prima  o 
di  quinta 


Invito  di  prima  o 
di  quinta 


Invito  di  prima  o 
di  quinta 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


Invito  di  seconda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


finta  sciabolata  dritta  al  fianco,  finta 
cavazione  sopra  e  sciabolata  di 
molinello  al  petto  o  pancia 


finta  sciabolata  dritta  al  fianco,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 
e  sciabolata  di  molinello  al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  al  fianco,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 
e  sciabolata  di  molinello  al  petto 
o  pancia 


dalla  guardia  di  terza  finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
cavazione  sotto  e  sciabolata  di 
molinello  alla  testa 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di   terza 


dalla  guardia  di  terza 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  dritta  al  fianco  e  cava- 
zione sopra 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
interna  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
interna  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  al  petto  o 
pancia  e  cavazione  al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura  in- 
terna, finta  cavazione  al  fianco  e 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura  in- 
terna, finta  sciabolata  dritta  al 
fianco  e  cavazione  al  petto  sopra 


seconda  e  terza 


seconda  e  quinta 


ìeconda  e  quinta 


quinta  e  seconda 


quinta  e  seconda 


quinta  e  quarta 


quinta  e  quarta 


quinta 
e  contro  di  prima 


prima  e  seconda 


prima  e  seconda 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

seconda 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 

quinta 

terza 
o  prima 

terza  bassa 

o  contro  di  secon 


■ 


terza  bassa 

o  contro  di  second 


seconda 


quinta 

quinta 

terza 

o  prima 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 

539 

di  tre  tempi. 

Risposte  che  possono  eseguirsi 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

AL    PRIMO 

AL   SECONDO 

AL   TERZO 

sull'uscita 

sull'  uscita 

DALLA    PARATA    FINALE 

AL    PRIMO 

AL   SECONDO 

TEMPO 

TEMPO 

TEMPO 

TEMPO 

TEMPO 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 

braccio 

braccio  sopra 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

in  dentro 

in  fuori 

[      cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura   interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 

braccio  sopra 

ed  al  braccio 

in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

arresto  sopra 

arresto  sotto 

braccio 

braccio 

braccio  sopra 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

in  dentro 

in  fuori 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 

arresto  sotto 

arresto  sopra 

braccio 

braccio  sopra 

braccio 

alla  pancia,  al  petto,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 

in  fuori 

in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura   interna, 

arresto  sotto 

arresto  sopra 

braccio 

braccio  sopra 

braccio 

alla  pancia,  al  petto,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  fuori 

in  fuori 

in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

arresto  sotto 

arresto 

braccio 

braccio  sopra 

braccio 

petto  ed  al  braccio 

in  dentro 

in  fuori 

in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

arresto  sotto 

arresto 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

braccio 

petto  ed  al  braccio 

in  dentro 

in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

\ 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

arresto  sotto 

arresto 

braccio 

braccio  sopra 

braccio 

ed  al  braccio 

in  dentro 

in  fuori 

in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  interna, 

arresto 

arresto  sopra 

braccio 

braccio 

braccio 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 

in  fuori 

in  dentro 

in  fuori 

in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  interna, 

arresto 

arresto  sopra 

braccio 

braccio 

braccio 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 

in  fuori 

in  dentro 

in  fuori 

in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

54° 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  composte 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L'INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'  ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito  di  seconda 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  terza 


Invito  di  quarta 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura  in- 
terna, finta  sciabolata  di  molinello 
al  petto  e  coupé  in  fuori 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
.esterna  e  coupé  in  dentro 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  interna 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  fin- 
ta sciabolata  di  molinello  al  fian- 
co e  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura  in- 
terna, finta  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna  e  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  interna 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura  in- 
terna, finta  sciabolata  di  molinello 
al  fianco  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura  in- 
terna, finta  sciabolata  di  molinello 
al  fianco  e  cavazione  sopra 


finta  sciabolata  dritta  al  petto,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  testa  e 
sciabolata  di  molinello  alla  pancia 


finta  sciabolata  dritta  alla  pancia, 
finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna  e  coupé  in  dentro 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
cavazione  sotto  e  sciabolata  di 
molinello  alla  testa 


prima  e  quarta 
bassa 


sesta   e  terza 


sesta  e  terza 


sesta  e  contro 
di  seconda 


quarta  e  terza 


quarta  e  contro 
di  seconda 


quarta  e  contro 
di  seconda 


quarta  e  quinta 


quarta  bas 
e  terza 


quinta  e  seconda 


quinta 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quarta 


o  contro  di  prima 


quarta 


o  contro  di  prima 


o  quinta 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quinta 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


54i 


Uscita  in  tempo 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL    SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 
TEMPO 


Controtempo 


sull'uscita 

AL    PRIMO 
TEMPO 


cavazione,  sciabolata  alla  lesta,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla   testa,   alla  figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 

in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 

in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


542 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni 


composti 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L'INVITANTE 


Posizione 

DA    CUI 
PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


dalla  guardia  di  terza 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  dritta  al  fianco  e  cava 
zione  al  petto  sopra 


dalla  guardia  di  terza  finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
interna,  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 


dalla  guardia  di  terza  finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
interna  e  coupé  in  fuori 


dalla  guardia  di  terza 


finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  al  petto  o 
pancia  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 


dalla  guardia  di  terza  finta  sciabolata  dritta  alla  testa,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  pan 
eia  e  cavazione  sotto 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  cavazione  in  den 
tro  e  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  sciabolata  dritta  al 
fianco  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  coupé  in  dentro  e 
sciabolata  di  molinello  al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  sciabolata  di  moli- 
nello alla  figura  interna  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura 
esterna 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  sciabolata  di  moli- 
nello al  petto  e  coupé  in  fuori 


finta  sciabolata  dritta  al  fianco,  finta 
cavazione  sopra  e  sciabolata  di 
molinello  al  petto  od  alla  pancia 


quinta  e  seconda 


quinta  e  quarta 


quinta  e  quarta 


quinta  e  quarta 
bassa 


quinta 
e  contro  di  prima 


terza  e  quarta 


terza  e  seconda 


terza  e  sesta 


terza  e  quarta 


terza  e  quarta 


contro  di 
seconda  e  terza 


terza 

quinta 


quinta 


seconda 

o  quarta  bassa 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  second 


quinta 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL    TERZO 
TEMPO 


Controtempo 


SULL   USCITA 

AL    PRIMO 

TEMPO 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


l'azione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


arroto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna,    arresto  sotto 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto 

in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla  arresto  sopra'  arresto  sotto 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco! 

ed  al  braccio 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio  in 
fuori  o  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


544 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  composti 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L'INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 


Parate 


CHE   PUÒ    ESEGUIRE    L  ATTACCANTE         CHE   INGANNA 


Parata  finale 


Invito  di  quarta 


Invito  di  quarta 


Legamento  di  prima 
o  di  quinta 


Legamento  di  prima 
o  di  quinta 


Legamento  di  prima 
o  di  quinta 


Legamento  di  prima 
o  di   quinta 


Legamento  di  prima 
o  di  quinta 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


finta  sciabolata  dritta  al  fianco,  finta 
sciabolata  dritta  alla  figura  ester- 
na e  sciabolata  di  molinello  alla 
pancia 


finta  sciabolata  dritta  al  fianco,  finta 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 
e  sciabolata  di  molinello  al  fianco 


finta  sciabolata  di  molinello  al  fian- 
co ,  finta  sciabolata  dritta  alla 
figura  esterna  e  sciabolata  di  mo- 
linello alla  pancia 


sciabola  legata  all'av-  finta  sciabolata  di  molinello  al  fian- 
versa  co,    finta    sciabolata    dritta    alla 

figura  esterna  e  coupé  in  dentro 


jciabola  legata  all'av 
versa 


sciabola  legata  all'av 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


finta  sciabolata  di  molinello  al  fian- 
co, finta  sciabolata  di  molinello 
alla  testa  e  sciabolata  di  moli- 
nello al  fianco 


finta  sciabolata  di  molinello  ài  fian- 
co, finta  cavazione  sopra  e  scia 
boiata  di  molinello  alla  pancia 


finta  sciabolata  di  molinello  al  petto, 
finta  sciabolata  di  molinello  alla 
testa  e  sciabolata  di  molinello  a 
pancia 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  sciabolata  dritta  al 
fianco  e  cavazione  sopra 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  coupé  in  dentro  e 
sciabolata  di  molinello  al  fianco 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  sciabolata  di  moli- 
nello alla  figura  interna,  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura 
esterna 


contro  di 
seconda  e  terza 


contro  di 
seconda  e  quinta 


seconda  e  terza 


seconda  e  terza 


seconda  e  quinta 


seconda  e  quinta 


quarta  e  quinta 


terza  e  seconda 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

seconda' 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  quinta 


terza  e  ae^ta 


terza  e  quarta 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 

terza 

o  prima 

o  contro  di  secoa 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


545 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL   TERZO 
TEMPO 


Controtempo 


sul  l  uscita 

AL    PRIMO 
TEMPO 


SULL  USCITA 

AL  SECONDO 

TEMPO 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia  al  fianco 
ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  Augura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto-, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


35 


546 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  composi 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 

DA    CUI 
PARTE  L'  ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


sciabola  legata  all'av 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legala  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna,  finta  sciabolata  di  moli 
nello  al  petto  e  coupé  in  fuori 


finta  sciabolata  di  molinello  alla  te- 
sta, finta  sciabolata  di  molinello 
al  fianco  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  testa 


finta  sciabolata  di  molinello  alla  te- 
sta, finta  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  interna  e  sciabolata  al 
fianco 


finta  sciabolata  di  molinello  alla  te- 
sta, finta  sciabolata  di  molinello 
al  petto  e  cavazione  al  fianco 


finta  sciabolata  di  molinello  alla  te- 
sta, finta  cavazione  al  fianco  e 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 


finta  coupé  in  dentro,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  ester- 
na e  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna 


finta  coupé  in  dentro,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  ester- 
na e  sciabolata  di  molinello  alla 
pancia 


finta  coupé  in  dentro,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  al  fianco  e  scia 
boiata  di  molinello  alla  testa 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna,  finta  coupé  in  fuori 
e  cavazione  sotto 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna,  finta  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  esterna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figu- 
ra interna 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna,  finta  sciabolata  di 
molinello  al  fianco  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 


terza  e  quarta    quinta 


quinta  e  seconda 


quinta 
e  contro  di  prima 


quinta 
e  contro  di  prima 


quinta  e  seconda 


sesta  e  terza 


sesta  e  terza 


sesta  e  contro 
di  seconda 


quarta  e  quinta 


quarta  e  terza 


quarta  e  contro 
di  seconda 


quinta 


seconda 

o  quarta  bassa 

quinta 

quarta 

o  contro  di  prima 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 

seconda 

o  quarta  bassa 

quarta 


quinta 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

AL  PRIMO 

TEMPO 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL   TERZO 
TEMPO 

SULL'  USCITA 

AL    PRIMO 

TEMPO 

sull'uscita 
al  secondo 

TEMPO 

cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura   interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto  sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

cavazione,    filo,   sciabolata   alla    figura  esterna,   alla 
testa  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto  sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 
figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 
o  in  fuori 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
.    alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 
o  in  dentro 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arrerto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 
figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 
braccio  e  coupé  in  fuori 

arresto 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

cavazione,  sciabolata  alla   testa,  alla  figura   interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 

in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

548 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  composti; 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L'  INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'  ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ    ESEGUIRE   l' ATTACCANTE 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale    ; 


136 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna,  finta  sciabolata  di 
molinello  alla  pancia  e  sciabolata 
alla  testa 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna,  finta  cavazione 
sotto  e  cavazione  al  petto  sopra 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
pancia,  finta  sciabolata  di  moli- 
nello alla  testa,  e  sciabolata  di 
molinello  alla  pancia 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
pancia,  finta  sciabolata  di  moli- 
nello alla  figura  esterna  e  cava- 
zione sotto 


finta  coupé  in  fuori,  finta  cavazione 
sotto,  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 


finta  coupé  in  fuori,  finta  sciabo- 
lata dritta  al  fianco  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 


finta  coupé  in  fuori,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  in- 
terna e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 


finta  coupé  in  fuori,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  pancia  e 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna,  finta  cavazione  in 
dentro,  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna,  finta  coupé  in  den- 
tro e  sciabolata  di  molinello  al 
fianco 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna,  finta  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna 


contro  di  prima 
e  quarta  bassa 


contro  di  prima 
e  seconda 


quarta  bassa 
e  quinta 


quarta  bassa 
e  terza 


quinta  e  seconda 


quinta  e  seconda 


quinta  e  quarta 


quinta  e  quarta 
bassa 


terza 
e  contro  di  prima 


terza  e  sesta 


terza  e  quarta 


quinta 


terza 
o  quinta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

seconda 

o  quarta  bassa 

quinta 
quinta 


quinta 


seconda 


terza  bassa 

o  contro  di  second. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


549 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


AL  SECONDO 
TEMPO 


AL   TERZO 
TEMPO 


Controtempo 


sull'uscita 

AL   PRIMO 
TEMPO 


sull'uscita 
al  secondo 

TEMPO 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro    " 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra  braccio  sopra        braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


55° 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  compost 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ   ESEGUIRE   l'  ATTACCANTE 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


146 


148 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av 
versa 


Sciabola  legata  all'av 
versa 


Sciabola  legata  all'av 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  terza 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


legamento  di  quarta 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna,  finta  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  interna  e  ca- 
vazione  sotto 


finta  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  esterna,  finta  sciabolata  di 
molinello  al  petto  e  sciabolata  di 
molinello  al  fianco 


trasporto  di  prima,  finta  puntata  in 
dentro  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 


trasporto  di  prima,  finta  sciabolata 
di  molinello  alla  testa  e  sciabo- 
lata di  molinello  al  petto  o  pancia 


trasporto  di  prima,  finta  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello  al   fianco 


trasporto  di  prima,  finta  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  esterna  ~ 
sciabolata  di  molinello  alla  figui 
interna 


trasporto  di  seconda,  finta  di  filo  e 
cavazione  sopra 


terza 
e  contro  di  prima 


terza 
e  contro  di  prima 


quinta 


seconda 


seconda 


seconda 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


trasporto  di  seconda,  finta  di  filo  e 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 


trasporto  di  seconda,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  esterna  e 
sciabolata  alla  figura  interna 


trasporto  di  seconda,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  esterna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 


trasporto  di  seconda,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa  e  scia- 
bolata di  molinello  al  fianco 


contro  di  terza 


seconda 


quinta 


quarta 

o  contro  di  prima 


terza 
quinta 


quinta 


quarta 

o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  quinta 


seconda 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 

551 

di  tre  tempi. 

Risposte  che  possono  eseguirsi 

U 

SCITA   IN   TEMPO 

Controtempo 

DALLA    PARATA    FINALE 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL  SECONDO 
TEMPO 

AL    TERZO 
TEMPO 

sull'uscita 

AL   PRIMO 
TEMPO 

sull'uscita 
al  secondo 

TEMPO 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

arresto  sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  in 
fuori  o  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,   alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  in 
fuori  o  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 
cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

cavazione 
sopra 

cavazione 
sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

cavazione,   sciabolata  alla  testa,  alla  figura   interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
sopra 

cavazione 
sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

cavazione 

sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 

cavazione 
sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sopra 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

552 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  composte 


Posizione 
in  coi 

TROVASI  L'INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


156 


163 


164 


165 


Sciabola  legata  all'av 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av 
versa 


Sciabola  legata  all'av 
versa 


Sciabola  legata  all'  av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av 
versa 


Sciabola  legata  all'  av- 
versa 


legamento  di  prima 
o  di  quinta 


legamento  di  prima 
o  di  quinta 


legamento  di  prima 
o  di  quinta 


legamento  di  prima 
o  di  quinta 


legamento  di  prima 
o  di  quinta 


legamento  di  prima 
o  di  quarta 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  seconda 


legamento  di  prima 


trasporto  di    terza,  finta   di   filo    e 
sciabolata  di  molinello  alla  pancia 


trasporto  di  terza,  finta  cavazione 
sotto  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 


trasporto  di  terza,  finta  coupé  in 
dentro  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 


trasporto  di  terza,  finta  sciabolata 
dritta  al  fianco  e  sciabolata  di 
molinello  alla  testa 


trasporto  di  terza,  finta  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna 


trasporto  di  terza,  finta  sciabolata 
di  molinello  al  petto  e  cavazione 
sotto 


trasporto  di  quarta,  finta  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna  e  scia- 
bolata dritta  alla  pancia 


trasporto  di  quarta,  finta  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna  e  scia- 
bolata di  molinello  al  fianco 


trasporto  di  quarta,  finta  sciabolata 
dritta  alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  esterna 

trasporto  di  quarta,  finta  coupé  in 
fuori  e  sciabolata  di  molinello  al 
petto  od  alla  pancia 


trasporto  di  quarta,  finta  sciabolata 
di  molinello  al  fianco  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 


trasporto  di  quinta,  finta  cavazione 
sotto  e  sciabolata  di  molinello  alla 
testa 


seconda 


quarta 


contro  di  prima 


quinta 


contro 
di  seconda 


seconda 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


quinta 


seconda 


quarta  bassa 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 

quinta 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

sull'uscita    sull'uscita 

al  primo       al  secondo 

tempo              tempo 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL   TERZO 
TEMPO 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla   testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

cavazione 
in  denti  o 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio, 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 
o  in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

cavazione.    sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

braccio 
jn  dentro 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuor» 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

cavazione 
in  fuori 

ai-resto  sotto 

braccio  in 
fuori  o  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sotto 

braccio  in 
fuori  o  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

554 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  composte 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L'INVITANTE 


Posizione 

da  cui 

parte  l'  attaccante 


Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ   ESEGUIRE    l' ATTACCANTE 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


i  6  7 


176 


178 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Sciabola  legata  all'av- 
versa 


Legamento  di  terza 


Legamento  di   quarta 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


In  guardia  di  seconda 


legamento  di  prima 


legamento  di  prima 


legamento  di  prima 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


trasporto  di  quinta,  finta  sciabolata 
dritta  al  fianco  e  sciabolata  dritta 
alla  figura  esterna 


trasporto  di  quinta,  finta  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna 


trasporto  di  quinta,  finta  sciabolata 
di  molinello  al  petto  e  sciabolata 
di  molinello  al  fianco 


copertino  di  terza,    finta    di    filo  e 
sciabolata  dritta  al  fianco 


copertino  di  quarta,  finta  sciabolata 
alla  figura  esterna  e  sciabolata 
di  molinello  al  fianco 


deviamento  di  prima,  finta  puntata 
in  dentro  e  cavazione  al  fianco 


deviamento  di  prima,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  testa  e  scia- 
bolata di  molinello  al  fianco 


deviamento  di  prima,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  in- 
terna, e  sciabolata  di  molinello  al 
fianco 


deviamento  di  prima,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  ester- 
na, e  sciabolata  di  molinello  alla 
figura  interna 


deviamento  di  seconda,  finta  scia- 
bolata dritta  alla  figura  esterna 
e  coupé  in  dentro 


deviamento  di  seconda,  finta  scia- 
bolata dritta  alla  figura  esterna 
e  sciabolata  di  molinello  al  petto 
od  alla  pancia 


deviamento  di  seconda,  finta  scia- 
bolata di  molinello  alla  testa  e 
sciabolata  di  molinello  al   fianco 


seconda 


quarta 


contro  di  prima 


contro  di  quinta 


contro  di  terza 


quinta 


seconda 


seconda 


contro  di  seconda 


seconda 


seconda 


quarta 


o  contro  di  prima 


sesta 

o  contro  di  quinta 


contro  di  prima 


seconda 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 

555 

di  tre  tempi. 

Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

U 

AL   PRIMO 

TEMPO 

SCITA    IN    TEMPO 

Controtempo 

sull'  uscita    sull'  uscita 

al  primo       al  secondo 

tempo              tempo 

AL   SECONDO 
TEMPO 

AL   TERZO 

TEMPO 

f     cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  ester 
na  ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

cavazione 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  ester- 
na ed  al  braccio 

cavazione 

in  fuori 

arresto  sotto 

braccio  sopra 
o  in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

•  braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  estema,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

!  sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata    alla   testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

cavazione 
sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 

sopra 

arresto  sotto 

• 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

556 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  composti 


Posizione 

IN    CUI 
TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'  ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


i8s 


1C7 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


deviamento  di  terza,  finta  cavazione 
sotto  e  cavazione  sopra 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  terza 
o  di  seconda 


dalla  guardia  di  terza 
o  di  seconda 


dalla  guardia  di  terza 
o  di  seconda 


dalla  guardia  di  terza 
o  di  seconda 


In  guardia  di  terza     dalla  guardia  di  terza 
o  di  seconda 


In  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 
o  di  seconda 


deviamento  di  terza,  finta  cavazione 
sotto  e  sciabolata  di  molinello 
alla  testa 


deviamento  di  terza,  finta  coupé  in 
dentro  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 


deviamento  di  terza,  finta  sciabolata 
dritta  al  fianco  e  sciabolata  di  mo- 
linello alla  testa 


deviamento  di  terza,  finta  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello   al  fianco 


deviamento  di  terza,  finta  sciabolata 
di  molinello  al  petto  e  cavazione 
sotto 


deviamento  di  quarta,  finta  sciabo 
lata  dritta  alla  figura  esterna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna 


deviamento  di  quarta,  finta  sciabo 
lata  dritta  alla  figura  esterna  e 
sciabolata  dritta  al  petto  o  pancia 


deviamento  di  quarta,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  esterna  e 
sciabolata  di  molinello  al  fianco 


deviamento  di  quarta,  finta  sciabo 
lata  dritta  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna 


deviamento  di  quarta,  finta  coupé 
in  fuori  e  sciabolata  di  molinello 
al  petto  od  alla  pancia 


deviamento  di  quarta,  finta  sciabo 
lata  di  molinello  al  fianco  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  testa 


seconda 


seconda 


quarta 


contro  di  prima 


quinta 

terza 
o  prima 

quinta 

terza  bassa 

o  contro  di  secondò 

quinta 

terza  bassa 

o  contro  di  secondi 


seconda 


quarta  bassa 

terza  bassa 
contro  di  seconda 


quarta 


quinta 


contro 
di  seconda 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 


il 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


al  primo 
tempo 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL   TERZO 
TEMPO 


Controtempo 


sull  USCITA 
AL   PRIMO 

tempo 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,    alla   figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 

alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 
cavazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione, filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
.cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione     j  arresto  sopra 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
in  fuori 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio 

in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


558 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  composi 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all' av- 
.  versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


deviamento  di  quinta,  finta  cava- 
zione  sotto  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  testa 


deviamento  di  quinta,  finta  sciabo- 
lata dritta  al  fianco  e  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna 


deviamento  di  quinta,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  in- 
terna e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 


deviamento  di  quinta,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  pancia  e 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 


;ambiamento  di   prima,    finta  pun- 
tata in  dentro  e  cavazione  sotto 


cambiamento  di  prima,  finta  scia- 
bolata di  molinello  alla  testa  e 
sciabolata  di   molinello  al  fianco 


cambiamento  di  prima,  finta  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura  in- 
terna e  sciabolata  di  molinello  al 
fianco 


cambiamento  di  prima,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  ester- 
na e  sciabolata  dritta  al  petto  o 
alla  pancia 


cambiamento  di  terza,  finta  puntata 
dritta  al  petto  e  cavazione  sotto 


cambiamento  di  terza,  finta  coupé 
in  dentro  e  sciabolata  di  moli- 
nello al  fianco 


cambiamento  di  terza,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  testa  e  sciabolata 
di  molinello  al  petto 


cambiamento  di  terza,  finta  scia- 
bolata dritta  alla  figura  esterna 
e  sciabolata  di  molinello  al  petto 
od  alla  pancia 


cambiamento  di  terza,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  alla  figura  in- 
terna e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 


seconda 


quarta 


quarta  bassa 


quinta 


quinta 


quarta 


quinta 


quinta 


seconda 


seconda 


seconda 


quarta  bassa 


seconda 

terza  bassa 

o  contro  di  second    a 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima    11$ 

al 
et 


quarta  bassa 

o  contro  di  prima    »i; 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


559 


li  tre  tempi. 


1 

Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

.   Uscita  in  tempo 

Controtempo 

AL    PRIMO 

tempo 

AL   SECONDO 

TEMPO 

AL    TERZO 
TEMPO 

sull'  USCITA 

AL   PRIMO 

TEMPO 

sull'  USCITA 
AL   SECONDO 

TEMPO 

[  cavazione,  sciabolata  alla   testa,   alla   figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 

sotto 

arresto  sopra 

braccio 

in  fuori 

braccio  sopra 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 

in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

■/   - 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

cavazione 
in  dentro 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

;avazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

:avazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
in  dentro 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

560 


PARTE  QUARTA 


III.  —  Azioni  composi 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  l' INVITANTE 


Posizione 

DA    CUI 

parte  l'attaccante 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l'attaccante 


Parate 

che  inganna 


Parata  finale 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Guardia  di  seconda 


Guardia  di  seconda 


Guardia  di  seconda 


Guardia  di  seconda 


Guardia  di  seconda 


Guardia  di  terza 


2161      Guardia  di  terza 


sciabola  legata  all'av 
versa 


sciabola  legata  all'av- 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


dalla  guardia  di  se- 
conda o  di  terza 


dalla  guardia  di  se- 
conda o  di  terza 


dalla  guardia  di  secon- 
da colla  sciabola  a 
contatto  dell'avversa 


dalla  guardia  di  se- 
conda colla  sciabola 
a  contatto  dell'  av- 
versa 


dalla  guardia  di  secon- 
da colla  sciabola  a 
contatto  dell'avversa 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


cambiamento  di  terza,  finta  sciabo- 
lata dritta  al  fianco  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 


cambiamento  di  quarta,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  testa  e  sciabolata 
di  molinello  al  fianco 


cambiamento  di  quarta,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  testa  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  esterna 


cambiamento  di  quarta,  finta  sciabo- 
lata dritta  alla  figura  interna  e 
sciabolata  di  molinello  alla  figura 
esterna 


cambiamento  di  quarta,  finta  coupé 
in  fuori  e  cavazione  sotto 


cambiamento  di  quarta,  finta  sciabo- 
lata di  molinello  al  fianco  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  testa 


tocco   di    prima,    finta   puntata    in 
dentro  e  cavazione  sotto 


tocco  di  prima,  finta  sciabolata 
dritta  al  fianco  e  sciabolata  di 
molinello  alla  testa 


tocco  di  seconda,  finta  puntata  sotto 
e  sciabolata  di  molinello  alla  testa 


tocco  di  seconda,  finta  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna,  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura  in- 
terna 


tocco  di  seconda,  finta  sciabolata 
di  molinello  alla  testa  e  sciabo- 
lata di  molinello  al  fianco 


tocco  di  terza,  finta  puntata   sotto 
e  sciabolata  di  molinello  alla  testa 


tocco  di  terza,  finta  sciabolata  dritta 
alla  testa  e  sciabolata  di  moli- 
nello al  petto  od  alla  pancia 


quarta 


quinta 


contro 
di  seconda 


terza  bassa 


seconda 


quinta 


seconda 


quinta 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  seconc 


seconda 

o  quarta  bassa 


quinta 


quinta 


quarta 


o  contro  di  prim; 

seconda 

quinta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prim;  ! ... 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


56i 


Risposte  che  tossono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tem 

>0 

AL    TERZO 
TEMPO 

Controtempo 

sull'  uscita     sull'  uscita 

al  primo       al  secondo 

tempo               tempo 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL    SECONDO 
TEMPO 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla   figura   interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 

in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 

in  fuori 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 

in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
in  fuori 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 

in  fuori 

braccio 
in  déntro 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 

cavazione 
sotto 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

cavazione,  sciabolata   alla    testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
sopra 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  alla 

figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al 

braccio  e  coupé  in  fuori 
cavazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

cavazione 

sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sopra 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 

in  fuori 

braccio  sopra 

,   cavazione,  sciabolata  alla  testa,   alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
sotto 

arresto  sopra 

braccio   ■ 
in  fuori 

braccio  sopra 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia'  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata    alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 
36 

5Ó2 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  composti 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


In  guardia  di  terza 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  seconda 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


sciabola  legata  all'  av' 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av 
versa 


tocco  di  terza,  finta  sciabolata  dritta 
al  fianco  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  testa 


tocco  di  quarta,  finta  sciabolata  drit- 
ta alla  figura  esterna  e  sciabolata 
di  molinello  al  fianco 


tocco  di  quarta,  finta  sciabolata  drit- 
ta alla  figura  interna  e  sciabolata 
di  molinello  alla  figura  esterna 


tocco  di  quarta,  finta  sciabolata  drit- 
ta alla  testa,  e  sciabolata  di  mo- 
linello al  fianco 


tocco  di  quinta,  finta  puntata  sotto 
e  sciabolata  di  molinello  alla  testa 


tocco  di  quinta,  finta  sciabolata  drit- 
ta al  fianco  e  sciabola  dritta  alla 
figura  esterna 


tocco  di  quinta,  finta  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  interna  e 
sciabolata  dì  molinello  alla  figura 
esterna 

tocco  di  quinta,  finta  sciabolata  di 
molinello  alla  pancia  e  sciabolata 
di  molinello  alla  testa 


tocco  di  cambiamento  in  prima 
finta  puntata  in  dentro  e  cava 
zione  sotto 


tocco  di  cambiamento  in  prima, 
finta  sciabolata  dritta  al  fianco  e 
sciabolata  di  molinello  alla  testa 


tocco  di  cambiamento  in  terza,  finta 
puntata  sopra  e  sciabolata  di  mo 
lineilo  al  petto  od  alla  pancia 


tocco  di  cambiamento  in  terza,  finta 
sciabolata  dritta  alla  testa  e  scia 
boiata  dritta  al  fianco 


tocco  di  cambiamento  in  terza,  finta 
sciabolata  dritta  al  fianco  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  testa 


.  quarta 


quarta 


quarta  bassa 


quinta 


seconda 


quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


quinta 


quinta 

seconda 

sesta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

seconda 

quinta 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


56; 


di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


AL   PRIMO 

tempo 


AL   SECONDO 
TEMPO 


AL   TERZO 
TEMPO 


Controtempo 


SULL  USCITA 

AL    PRIMO 

TEMPO 


SULL  USCITA 

AL   SECONDO 

TEMPO 


cavazione,  sciabolata   alla  testa,  alla  figura  interna, 
"    al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio  . 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  braccio,  al  fianco  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ad  al  braccio 


sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 
figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 
ed  al  braccio 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla'  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
sotto 


cavazione 
sotto 


cavazione 
sotto 


cavazione 
sotto 


cavazione 
sotto 


cavazione 
sotto 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto  sopra 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto 
in  dentro 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto  sotto 


arresto  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio" 
in  dentro 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


•  braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


564 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  composte 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 
da  cui 

PARTE  L'  ATTACCANTE 


Azione  d'offesa 
che  può  eseguire  l' attaccante 


Parate 
che  inganna 


Parata  finale 


238 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Guardia  di  seconda 


Guardia  di  seconda 


Guardia  di  seconda 


Guardia  di  terza 


Guardia  di  terza 


Guardia  di  terza 


Guardia  di  terza 


Guardia  di  terza 


Guardia  di  terza 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


dalla  guardia  di  se- 
conda colla  sciabola 
a  contatto  dell'av- 
versa 


dalla  guardia  di  se- 
conda colla  sciabola 
a    contatto    dell'  av- 


dalla  guardia  di  se- 
conda colla  sciabola 
a  contatto  dell'  av- 
versa 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  se- 
conda 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


dalla  guardia  di  terza 


tocco  di  cambiamento  in  quarta , 
finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 


tocco  di  cambiamento  in  quarta, 
finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna  e  sciabolata  di  molinello 
al  fianco 


tocco  di  cambiamento  in  quarta, 
finta  sciabolata  dritta  alla  testa 
e  sciabolata  di  molinello  al  fianco 


sforzo  di  seconda,  finta  puntata  sotto 
e  sciabolata  di  molinello  alla  testa 


sforzo  di  seconda,  finta  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna  e  coupé 
in  dentro 


sforzo  di  seconda,  finta  sciabolata 
di  molinello  alla  testa  e  sciabo- 
lata di  molinello  al  fianco 


sforzo  di  terza,  finta  puntata  sotto 
e  sciabolata  di  molinello  alla  testa 


sforzo  di  terza,  finta  sciabolata  dritta 
alla  testa  e  sciabolata  di  moli- 
nello al  petto  od  alla  pancia 


sforzo  di  terza,  finta  sciabolata  dritta 
al  fianco  e  sciabolata  di  moli- 
nello alla  testa 


sforzo  di  quarta,  tinta  sciabolata 
dritta  alla  figura  esterna  e  scia- 
bolata di  molinello  al  fianco 


sforzo  di  quarta,  finta  sciabolata 
dritta  alla  figura  interna  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  figura 
esterna 


sforzo  di  quarta,  finta  sciabolata 
dritta  alla  testa  e  sciabolata  di 
molinello  alla  figura  esterna 


seconda 


quinta 


seconda 


quinta 


seconda 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


contro  di  seconda 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


quinta 


sesta 

o  contro  di  quinta 


quinta 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 

terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


di  tre  tempi. 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 

Uscita  in  tempo 

Controtempo 

AL    PRIMO 
TEMPO 

AL  SECONDO 
TEMPO 

AL    TERZO 

TEMPO 

sull'  USCITA 
AL    PRIMO 

tempo 

sull'uscita 
al  secondo 

TEMPO 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sotto 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccia 

cavazione 
in  fuori 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

cavazione 
in  fuori 

arresto 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  sciabolata    alla   testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
sopra 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

sciabolata  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla   testa,  alla  figura  interna, 

al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 

in  dentro 

cavazione 
sopra 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 
ed  al  braccio 

cavazione 
sopra 

arresto  sotto 

braccio  sopra 

braccio 
in  dentro 

braccio  sopra 

:    cavazione,  sciabolata   alla  testa,   alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

■    puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 

cavazione,  sciabolata    alla   testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sotto 

braccio 
in  dentro 

braacio 
in  dentro 

braccio  sopra 

cavazione,  sciabolata   alla    testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 

cavazione 
in  dentro 

arresto  sopra 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

braccio 
in  fuori 

puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla   figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sotto 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
in  fuori 

arresto 
in  dentro 

braccio 

in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  dentro 

cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura -interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 

cavazione 
in  fuori 

arresto  sotto 

braccio 
in  fuori 

braccio 
in  fuori 

braccio  sopra 

566 


PARTE    QUARTA 


III.  —  Azioni  composte 


Posizione 
in  cui 

TROVASI  L' INVITANTE 


Posizione 

da  cui 

parte  l'  attaccante 


Azione  d'offesa 

CHE   PUÒ   ESEGUIRE   l' ATTACCANTE 


Parate 

che  inganna 


246 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  quarta 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


Legamento  di  terza 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'  av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sciabola  legata  all'av- 
versa 


sforzo  di  cambiamento  in  terza,  finta 
puntata  sopra  e  cavazione   sotto 


sforzo  di  cambiamento  in  terza,  finta 
sciabolata  dritta  al  fianco  e  scia- 
bolata di  molinello  alla  testa 


sforzo  di  cambiamento  in  quarta, 
finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
esterna  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 


sforzo  di  cambiamento  in  quarta, 
finta  sciabolata  dritta  alla  figura 
interna  e  sciabolata  di  molinello 
alla  figura  esterna 


sforzo  di  cambiamento  in  quarta, 
finta  sciabolata  dritta  alla  testa 
e  sciabolata  di  molinello  al  fianco 


seconda 


Parata  finale 


seconda 

quarta  bassa 

o  contro  di  prima 

quinta 


terza  bassa 

o  contro  di  seconda 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 


li  tre  tempi. 


567 


Risposte  che  possono  eseguirsi 
dalla  parata  finale 


Uscita  in  tempo 


AL    PRIMO 
TEMPO 


al  secondo 
tèmpo 


AL   TERZO 

tempo 


Controtempo 


sull'  uscita 

AL    PRIMO 

tempo 


SULL  USCITA 

AL   SECONDO 

TEMPO 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 
puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna,  alla 

figura  interna,  al  petto,  alla  pancia  ed  al  braccio 
cavazione,  sciabolata   alla    testa,  alla  figura  interna, 

alla  figura  esterna,  al  petto,  alla  pancia,  al  fianco 

ed  al  braccio 


cavazione,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna, 
al  petto,  alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé 
in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro 


cavazione,  filo,  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto, 
alla  pancia,  al  fianco,  al  braccio  e  coupé  in  dentro* 


puntata,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  interna,  al 

petto  ed  al  braccio 
cavazione,  filo,  sciabolata  alla  testa,  alla  figura  esterna 

ed  al  braccio 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  dentro 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
in  fuori 


cavazione 
•   in  fuori 


arresto  -otto 


arresto  sopra 


arresto  sotto 


arresto 
in  dentro 


arresto  sotto 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  dentro 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio 
in  fuori 


braccio  sopra 


braccio 
in  dentro 


braccio  sopra 


568  PARTE  QUARTA 


CAPITOLO  OTTAVO 


Esercizi  convenzionali.  —  Dello  spratico.  —  Dell'  assalto.  —  Regole  generali 
per  l'assalto.  —  Maniera  di  schermire  del  destro  contro  il  mancino.  — 
Dell'  incontro.  —  Spiegazioni  di  alcune  espressioni  usate  nel  linguaggio 
della  scherma.  . 


§  158.  —  Esercizi  convenzionali. 

Gli  esercizi  convenzionali  consistono  nel  prestabilire 
fra  due  schermidori,  le  azioni  che  ognuno  dovrà  ese- 
guire relativamente  all'offesa  e  alla  difesa,  e  nello  at- 
tenersi scrupolosamente,  durante  la  esecuzione,  a  quanto 
fu  fra  di  essi  stabilito. 

Sarà  bene  che  il  maestro  faccia  eseguire  orli  esercizi 
convenzionali  sempre  fra  allievo  ed  allievo  e  sotto  la  sua 
direzione,  poiché  quello  di  essi  che  li  eseguisse  col  mae- 
stro, sia  per  soggezione  che  per  convinzione  d'inferio- 
rità, non  spiegherebbe  tutta  quanta  la  sua  velocità  né 
tutta  la  sua  sagacia.  Fra  allievo  e  maestro  non  potrebbe 
mai  nascere  quello  spirito  di  emulazione,  che  natural- 
mente si  accende  e  si  mantiene  vivo  fra  un  allievo  e 
1'  altro. 

Negli  esercizi  convenzionali  bisognerà  che  il  maestro 
metta  gran  cura  ad  accoppiare  gli  allievi,  in  modo  che 
fra  di  essi  non  vi  sia  una  troppo  evidente  disparità. 

Non  dovrà  giammai  permetter  loro  di  eseguire  gli 
esercizi   convenzionali,  se   prima   non   avranno   appreso 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  569 

in    modo    soddisfacente    tutte    le    azioni    accennate    nel 
presente  trattato. 

Durante  gli  esercizi  avrà  cura  di  non  lasciar  passare 
inosservato  il  minimo  difetto.  Quando  l'allievo,  ad  onta 
delle  continue  correzioni  del  maestro  e  della  continua 
esecuzione  di  una  stessa  azione,  non  potrà  vincere  un 
dato  difetto  incontrato  in  essa,  il  maestro  gli  farà  mo- 
mentaneamente cambiare  esercizio  e  ripetere,  dopo  una 
breve  interruzione,  l'esercizio  precedente. 

§  159.  —  Dello  spratico 
ossia  della  preparazione  all'  assalto. 

La  parola  spratico,  nel  linguaggio  schermistico,  sta 
a  denotare  quell'  assalto  elementare  che  ha  luogo  fra 
maestro  ed  allievo,  e  che  viene  diretto  dal  maestro,  in 
modo  che  l'allievo  abbia  occasione  di  sviluppare  quelle 
sole  azioni  le  quali  rispondano  alla  sua  intenzione.  Per 
mezzo  dello  spratico  e  colla  necessaria  progressione,  si 
conduce  l'allievo  al  vero  e  proprio  assalto,  svolgendo  in 
lui  la  facoltà  di  percepire  prontamente  le  diverse  azioni 
che  si  potrebbero  adattare  agli  stessi  movimenti  dell'av- 
versario, e  di  scegliere  fra  di  esse  quella  più  opportuna 
secondo  le  circostanze  e  secondo   l'intenzione   propria. 

Chiara  dunque  è  la  differenza  che  corre  fra  la  lezione 
e  lo  spratico.  Nella  lezione  l'allievo  opera  seguendo  la 
voce  del  maestro;  nello  spratico  il  suo  ingegno  soltanto 
e  la  sua  perspicacia  devono  suggerirgli  prontamente  i 
vari  mezzi  per  offendere  l' avversario  e  per  difendersi 
convenientemente. 

Questa  preparazione  è  certamente  la  più  difficoltosa 
tanto   per    l'allievo   che   per   il   maestro.    Per   l'allievo, 


570  PARTE    QUARTA 

poiché  in  essa  si  conviene  di  formare  e  sviluppare  ogni 
azione  senza  alcun  suggerimento.  Per  il  maestro,  per- 
chè a  lui  si  compete  l'obbligo  d'indagare  più  minuta- 
mente il  carattere  dell'allievo,  e  di  comprenderne  mag- 
giormente le  speciali  attitudini  per  meglio  svolgerle  a 
vantaggio  dell'  arte  e  dell'  individuo. 

Nelle  prime  volte  il  maestro  dovrà  facilitare  lo  svi- 
luppo delle  varie  azioni;  eviterà  perciò  di  eseguire  azioni 
di  sforzo,  di  rompere  il  giuoco  con  uscite  in  tempo,  di 
rispondere  con  molta  velocità,  e  di  eseguire  insomma 
quelle  azioni  che  non  potrebbero  produrre  nell'animo 
dell'allievo,  che  scoramento  e  titubanza.  Le  dette  azioni 
dovranno  dal  maestro  applicarsi  in  ragione  del  pro- 
gresso stesso  dimostrato  dall'  allievo. 

Gli  è  nel  periodo  appunto  dello  spratico  che  il  mae- 
stro si  aspetta  i  buoni  frutti  delle  lezioni  impartite.  Ma 
se  durante  lo  svolgimento  delle  medesime  egli  seminò 
apatìa  e  mollezza,  non  potrà  raccoglierne  che  svoglia- 
tezza e  disgusto. 

§  160.  —  Dell'assalto. 

Per  assalto  s'intende  lo  svolgimento  delle  varie  azioni 
schermistiche  diversamente  combinate,  fra  due  avversari, 
e  con  piena  libertà  d'operazione,  allo  scopo  di  offen- 
dersi reciprocamente  e  di  difendersi. 

\J  assalto  è  una  rigorosa  e  ragionata  applicazione  delle 
regole  della  scherma,  e  consiste  in  un  vero  o  simulato 
combattimento. 

Accade  talvolta  che  alcuni  allievi,  i  quali  eseguivano 
esattamente  la  lesione,  diventino  invece  nell'assalto  quasi 
sicuro    bersaglio   di   altri   allievi,    che   la  lezione   stessa 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  5  7  I 

operavano  mediocremente.  La  ragione  sta  in  ciò,  che 
in  quelli  si  riscontra  scarsezza  d'ingegno  e  povertà  di 
idee;  e  in  questi  invece  profonda  sagacia  e  finezza  d'in- 
telletto. 

Il  maestro  pertanto  non  dovrà  arrestarsi  davanti  a 
tale  ostacolo;  ma  con  lena  maggiore  si  accingerà  a 
spianare  la  difficoltosa  via,  e  con  saggi  consigli  ed  as- 
sennate osservazioni  cercherà  di  aiutare  lo  svolgimento 
dei  concetti  schermistici  in  coloro  che  ne  sono  deficienti. 
Li  persuaderà  inoltre,  che  solo  col  continuo  assaltare 
si  diventa  forti  e  corretti  schermidori. 

§  161.  —  Regole  generali  per  l'assalto. 

Prima  di  cominciare  l'assalto  bisogna  accertarsi  che 
tutti  gli  ordigni  siano  in  buono  stato. 

Prendendo  la  posizione  normale  è  necessario  mettersi 
fuori  misura,  per  evitare  qualunque  spiacevole  sorpresa 
nel  passare  in  guardia. 

Prima  e  dopo  l'assalto  è  obbligo  di  salutare  l'avver- 
sario e  sfli  astanti  nel  modo  accennato  al  S  8,  ed  in 
seguito  al  saluto  che  dà  termine  all'  assalto  è  cortesia 
di  stringere  la  mano  all'avversario,  dopo  di  avere  pas- 
sato la  propria  sciabola  nella  mano  sinistra. 

Non  è  permesso  di  lagnarsi  del  giuoco  dell'avversa- 
rio' o  di  criticarlo. 

Appena  ricevuto  un  colpo,  anche  fuori  del  bersaglio 
stabilito,  si  ha  l'obbligo  di  accusarlo  colla  parola  «  toc- 
cato >,  e  spetta  all'avversario  di  dichiarare  la  inesat- 
tezza del  proprio  colpo,  quando  ne  sia  il  caso. 

È  cosa  generosa  ma  non  doverosa  di  non  colpire 
l' avversario  che  fosse  stato  disarmato.  In  ogni  caso  però 


572  PARTE    QUARTA     , 

non  si  dovrà  mai  colpirlo  quando  per  accidente  egli 
fosse  caduto  a  terra. 

Bisogna  evitare  più  che  si  possa  di  ridursi  sotto 
misura. 

Dal  principio  alla  fine  di  ogni  assalto  conviene  con- 
servare la  perfetta  posizione  di  guardia,  la  calma  abi- 
tuale, ed  una  continua  e  profonda  attenzione.  Ogni 
momento  di  distrazione  potrebbe  essere  causa  di  un 
errore. 

Non  conoscendo  il  valore  artistico  del  proprio  avver- 
sario, è  bene  avanzare  con  precauzione  eseguendo  pre- 
feribilmente azioni  semplici  e  di  graduazione  e  stu- 
diare frattanto  il  suo  modo  di  schermire,  per  potere 
efficacemente  opporgli  quelle  azioni  che  meglio  vi  si 
adattano. 

Capitando  di  schermire  con  avversario  veloce  neh"  at- 
taccare, bisogna  tenersi  fuori  misura,  interrompere  le 
sue  azioni  con  uscite  in  tempo,  e  attaccarlo  sovente. 

Avendo  invece  a  fronte  un  paratore,  è  conveniente 
attaccarlo  di  rado  e  con  finte  o  doppie  finte  precedute 
da  qualche  tocco  o  sforzo. 

Allorquando  si  abbia  a  che  fare  con  un  tempista, 
bisogna  fingere  di  attaccarlo  furiosamente  ed  avanzare 
invece  con  la  parata  pronta,  agendo  cioè  di  seconda 
intenzione.  In  questo  caso  si  cerca  prima  d'indagare 
se  l'avversario  svilupperà  tempi  semplici  o  con  finta. 
Se  eseguisse  tempi  semplici  si  parerebbe  e  si  rispon- 
derebbe, ma  se  invece  eseguisse  tempi  con  finta,  sulla 
sua  finta  in  tempo  si  vibrerebbe  il  tempo  al  braccio, 
il  quale  risulterebbe  in  tal  caso  di  controtempo. 

Se  l' avversario  risponde  velocemente,  conviene  tirare 
mezzi  colpi    per   potere  prontamente   parare   la   sua   ri- 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  573 

sposta  senza  ritirarsi  in  guardia,  e  colpirlo  con  una  con- 
trorisposta. 

Trovandosi  a  fronte  di  un  avversario  furioso  e  poco 
corretto,  conviene  sviluppare  continuamente  tempi  al 
braccio,  e  rispondere  velocemente  quando  s' incontri  il 
suo  ferro. 

Schermendo  con  chi  è  dotato  di  gran  forza  muscolare 
ma  poco  addestrato  nella  scherma,  non  bisogna  lasciare 
il  proprio  ferro  a  contatto  del  suo;  anzi,  tutte  le  volte 
che  egli  si  accinga  ad  eseguire  azioni  di  sforzo,  tocco, 
copertino,    deviamento,    ecc.,    bisogna   agire  in  tempo. 

Avendo  davanti  un  avversario  di  alta  statura  e  de- 
dito ad  eseguire  azioni  di  tempo,  conviene  fargli  cre- 
dere di  attaccarlo,  e  sullo  sviluppo  del  tempo,  parare 
avanzando,  per  portarsi  a  giusta  misura  e  rispondere 
velocemente.  Avversari  di  tal  fatta  sì  colpiscono  prefe- 
ribilmente nella  linea  bassa. 

Ogni  avversario  piccolo  di  statura  bisogna  tenerlo 
sempre  distante,  evitando  il  contatto  del  ferro,  e  col- 
pirlo con  tempi  semplici  o  con  finta.  È  preferibile  di 
colpirlo  nella  linea  alta. 

È  utile  eseguire  l' assalto  sia  coi  deboli  che  coi  forti 
schermidori.  Si  studiano  le  azioni  coi  primi  per  poterle 
attuare  coi  secondi.  Pertanto  non  si  deve  temere  questi, 
né  sprezzare  quelli. 

Essendo  l'assalto  un  esercizio  fondato  principalmente 
sull'effetto  morale,  non  bisogna  farsi  prevenire  dalla  fama 
e  riputazione  di  uno  schermidore,  ma  con  animo  tran- 
quillo e  senza  orgasmo  si  deve  cercare  di  dimostrargli, 
che  tutto  ciò  che  si  eseguisce  è  corretto  e  conforme  alle 
regole  dettate  dall'arte.  Devesi  pertanto  riflettere  che 
non  si  può  arrivare  ad  essere  forte  schermidore  in  breve 


574  PARTE    QUARTA 

tempo,  ma  soltanto  col  lungo  esercizio,  col  costante  la- 
voro, col  cambiare  spesso  avversario,  e  facendo  per 
tal  modo  tesoro  di  nuove  idee  e  di  nuove  combinazioni 
schermistiche. 

Accorgendosi  che  l'avversario  si  accinga  ad  eseguire 
un  attacco,  se  si  avrà  la  fiducia  di  potergli  opporre 
valida  difesa,  gli  si  lascerà  sviluppare  l'azione  e  si 
parerà  e  si  risponderà;  ma  se  non  si  avrà  quella  fidu- 
cia, bisognerà  disturbarlo  attaccandolo  repentinamente  e 
prima  che  egli  cominci  il  progettato  attacco. 

Ad  ogni  azione  che  si  abbia  in  animo  di  eseguire, 
bisogna  prevedere  la  contraria  che  potrebbe  opporre 
l'avversario  e  prepararsi  ad  una  valida  difesa. 

Accadendo  di  essere  aggredito  di  sorpresa  dall'avver- 
sario, quando  per  l'appunto  si  stia  progettando  un'azione, 
è  prudente  portarsi  prontamente  indietro  mettendo  la 
propria  sciabola  sulla  linea  d'offesa;  cessato  pertanto  lo 
sconcerto,  bisogna  attaccarlo  immediatamente. 

Allorquando  sia  palese  ed  evidente  la  propria  supe- 
riorità sull'avversario,  e  questi  dimostri  di  esserne  con- 
vinto, bisogna  essere  generoso  con  lui  e  aiutarlo  as- 
secondando il  suo  giuoco. 

Infine,  riepilogando,  bisogna  avere  sempre  presenti 
alla  propria  mente  le  seguenti  regole: 

con  avversari  paratori,  attaccare  poco  ; 
con  avversari  forti  e  veloci  negli  attacchi,  attaccare; 
con  chi  e  tempista,  agire  di  controtempo  ; 
con  chi  ha  l'abitudine  di  eseguire  molte  finte,  agire 
in  tempo; 

con  chi  ha  l' abitudine  di  eseguire  azioni  di  gra- 
duazione, come  fili,  trasporti,  deviamenti,  non  dare  il  con- 
tatto del  ferro  ; 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  575 

con  chi  è  forte  esecutore  di  tocchi  e  sforzi,   agire 
in  tempo. 

Coli'  incessante  e  ben  condotto  esercizio  il  braccio 
deve  addestrarsi  così  bene,  deve  rendersi  tanto  elastico 
e  pronto,  da  gareggiare  in  velocità  col  pensiero,  poiché 
in  nessun  altro  esercizio  come  in  questo  della  scherma 
«  pensare  ed  agire  voglion  esser  un  sol  lampo.  » 

§  162.  —  Maniera  di  schermire  del  destro 
contro  il  mancino  e  viceversa. 

Grande  vantaggio  ha  il  mancino  sul  dritto,  poiché 
mentre  quegli  è  abituato  a  schermire  coi  destri,  questi 
invece  rarissime  volte  s'imbatte  a  schermire  con  un 
mancino.  È  tale  la  difficoltà  che  incontra  il  destro  le 
prime  volte  che  schermisce  con  un  mancino,  che  quan- 
tunque forte  schermidore,  talvolta  si  confonde  a  segno 
da  non  sapere  più  che  azione  eseguire.  Difficile  gli  di- 
venta l'attaccare,  più  difficile  ancora  il  rispondere.  Il 
maggior  numero  delle  risposte,  specie  quelle  di  puntata, 
gli  vanno  a  vuoto,  anche  se  l'avversario  per  avven- 
tura non  opponga  la  indicata  parata. 

La  ragione  di  un  tale  sconcerto  riesce  evidente  se  si 
pensa  che  il  bersaglio  dell'  avversario  è  interamente  cam- 
biato. Onde  rimane  sconcertato  anche  lo  schermidore 
mancino  che  s' incontra  con  altro  mancino,  sebbene  in 
questo  i  vantaggi  e  gli  svantaggi  siano  distribuiti  egual- 
mente fra  tutti  due  gli  avversari,  e  siano  da  seguirsi  le 
stesse  norme  che  si  osservano  fra  due  schermidori  destri. 

Sarà  bene  frattanto  di  accennare  quelle  regole  ge- 
nerali che  possono  servire  di  guida  allo  schermidore  de- 
stro che  trova  per  avversario  uno  schermidore  mancino. 


576  PARTE    QUARTA 

Regole  generali.  —  Si  supporrà  che  l'avversario  man- 
cino abbia  il  petto  ove  realmente  sono  le  spalle  ed  il 
fianco  ove  è  il  petto. 

Conseguentemente  tutte  le  azioni  che  al  destro  si 
svilupperebbero  al  petto  o  alla  pancia,  col  mancino  in- 
vece si  svilupperanno  al  fianco  col  pugno  in  quarta; 
e  contrariamente  tutte  le  azioni  che  col  destro  termi- 
nerebbero al  fianco,  col  mancino  termineranno  al  petto 
od  alla  pancia,  e  col  pugno  in  seconda  posizione. 

Colpi  semplici.  —  L' esecuzione  delle  puntate  e  scia- 
bolate tutte  non  cambia,  ma  cambia  soltanto  in  taluni 
casi  il  bersaglio.  Tale  esecuzione  quindi  rimane  la  stessa 
contro  qualunque  schermidore. 

Per  le  cavazioni  si  osserveranno  le  stesse  norme  ac- 
cennate nel  trattato  della  spada  al  §  28. 

Risposte.  —  Tutte  le  volte  che  dalle  parate  di  quarta 
o  di  sesta  si  risponderà  al  petto  od  alla  pancia  dello 
schermidore  mancino,  si  avrà  cura  di  girare  il  pugno 
in  seconda  e  di  eseguire  col  braccio  e  colla  sciabola 
lo  stesso  movimento,  come  se  dalle  parate  medesime  si 
volesse  rispondere  al  fianco  dello  schermidore  destro. 
E  così  dalle  parate  di  terza  e  di  quinta  si  risponderà 
al  fianco  col  pugno  in  quarta,  eseguendo  lo  stesso  mo- 
vimento, come  quando  si  colpisce  il  petto  o  la  pancia 
del  destro.  Dalle  altre  parate  si  risponderà  allo  scher- 
midore mancino  nello  stesso  modo  che  al  destro. 

Azioni  di  spostamento.  —  Nei  trasporti,  deviamenti, 
tocchi  e  sforzi,  invece  d'incontrare  od  urtare  colla  pro- 
pria sciabola  il  taglio  avverso,  si  deve  incontrare  od 
urtare  il  dorso  della  medesima. 

Uscite  in  tempo.  —  Nelle  uscite  in  tempo  si  osser- 
vano le   norme   stesse   accennate   per   due  schermidori 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  577 

destri,  poiché  varia  soltanto  la  parte  del  bersaglio  ove 
ha  luogo  l'esaurimento  dell'azione.  Così  se  fra  due  scher- 
midori destri  una  determinata  azione  finisse  in  dentro, 
fra  destro  e  mancino  la  stessa  azione  risulterebbe  in 
fuori  e  inversamente. 

Da  ciò  che  brevemente  è  stato  detto,  apparisce  in 
modo  chiaro  che  tanto  l' origine  che  1'  esecuzione  delle 
azioni  tutte  non  mutano,  ma  muta  invece  in  alcune 
di  esse  la  semplice  finale,  e  ciò  a  causa  del  bersaglio 
differente  che  offre  l'avversario. 

Ma  più  della  teorica  influisce  la  pratica.  Soltanto  col 
lungo  e  costante  esercizio  si  possono  fare  sparire  tutte 
quelle  difficoltà,  le  quali  naturalmente  s'incontrano  le 
prime  volte  che  si  schermisce  con  avversario  mancino. 

§  163.  —  Dell'incontro. 

Dicesi  incontro  l'offesa  reciproca,  che  si  arrecano  i 
due  avversari  colpendosi  simultaneamente. 

Avviene  l' incontro  quando  uno  degli  avversari  od 
anche  tutti  due  non  si  attengono  alle  sane  regole  det- 
tate dall'  arte  della  scherma. 

Quasi  sempre  l' incontro  è  causato  dallo  schermidore 
che  abusa  delle  azioni  in  tempo,  senza  preoccuparsi 
dell'  attacco  dell'  avversario. 

Più  specialmente  può  succedere  l'incontro: 

a)  quando  su  qualunque  azione  d'offesa,  eseguita 
esattamente  sia  in  misura  che  fuori  misura,  si  esca  in 
tempo  coli' arresto  o  col  colpo  al  braccio;  la  colpa  in 
tal  caso  è  di  colui  che  sviluppa  il  tempo; 

b)  quando  dopo  l'esecuzione  di  un'azione  di  sposta- 
mento, pur  non  avendo  trovato  il  ferro  avversario  per  ef- 

37 


578  PARTE    QUARTA 

fetto  della  sua  cavata  in  tempo,  si  continui  l'azione;  la 
colpa  in  tal  caso  è  di  colui  che  eseguisce  il  deviamento, 
il  tocco  o  il  disarmo. 

e)  quando  si  esca  in  tempo  sull'azione  del  tiratore 
che  incalza  l'avversario  con  molte  e  velocissime  finte 
senza  mai  decidersi  di  vibrare  il  colpo;  la  colpa  in  tal 
caso  è  di  tutti  due  i  tiratori; 

d)  quando  si  risponda,  pur  non  avendo  trovato  il 
ferro  avverso  nella  parata;  la  colpa  in  tal  caso  è  di 
chi  risponde  senza  trovare  il  ferro; 

e)  quando  non  si  tolga  dalla  linea  la  punta  del 
ferro  avverso,  prima  di  eseguire  qualsiasi  azione  d'offesa; 
la  colpa  in  tal  caso  è  di  entrambi  gli  schermidori; 

f)  quando  ciascuno  dei  due  schermidori,  avendo 
atteso  invano  l'offesa  dell'avversario,  si  decida  a  par- 
tire nello  stesso  momento  dell'altro;  la  colpa  in  tal  caso 
ricade  su  tutti  due  gli  schermidori. 

Per  tutti  gli  altri  casi  che  possono  generare  l'incon- 
tro, è  bene  rimettersi  alla  perizia  di  chi  è  presente 
all'assalto. 

§  164.  —  Spiegazione  di  alcune  espressioni 
usate  nel  linguaggio  della  scherma. 

Abbandonare  il  colpo,  dicesi  della  maniera  poco  cor- 
retta con  cui  gli  inesperti  vibrano  il  colpo  cedendo  alla 
gravità  del  ferro. 

Abbandonare  il  corpo,  significa  atteggiarsi  a-fondo  con 
poca  energia,  e  senza  quella  contrazione  muscolare  ne- 
cessaria alla  efficacia  del  colpo  e  al  pronto  ritorno  in 
guardia. 

Aggiustare  il  colpo,  significa  dirigere  bene  il  colpo  a 
quella  parte  del  bersaglio  che  si  vuol  colpire. 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  579 

Aggredire,  vuol  dire  avanzarsi  in  modo  furioso  e  senza 
pensare  alle  conseguenze  cui  si  va  incontro. 

Angolazione,  dicesi  della  maniera  di  atteggiare  la 
mano,  formando  cioè  un'impercettibile  angolo  col  brac- 
cio, per  evitare  in  alcuni  casi  la  punta  avversa,  nell'atto 
di  portare  il  colpo. 

Aver  fermezza,  vuol  dire  conservare  costantemente 
ed  esattamente  le  varie  posizioni  mantenendosi  sempre 
in  calma. 

•  Azione,  indica  qualsiasi  operazione  così  offensiva  come 
difensiva. 

Cambiare  invito,  significa  passare  da  un  invito  al- 
l'altro, da  un  legamento  all'altro,  o  da  quelli  a  questi 
e  inversamente,  nell'intento  di  scoprire  all'avversario  una 
parte  del  proprio  bersaglio. 

Cappotto,  è  il  risultato  di  quell'  assalto,  in  cui  uno 
dei  due  schermidori  rimane  colpito  più  volte  senza  aver 
potuto  mai  offendere  il  suo  avversario. 

Colpo  sul  ferro,  è  quella  sciabolata,  che  venendo  pa- 
rata con  poca  energia  e  mediante  imperfetta  posizione 
del  ferro,  colpisce,  quantunque  leggermente,  il  bersaglio. 

Contraria,  dicesi  di  qualunque  azione  atta  a  distrug- 
gere il  giuoco  dell'avversario. 

Contraria  di  contraria,  è  l'azione  che  si  eseguisce 
per  annullare  la  contraria. 

Controrisposta,  è  il  colpo  che  viene  tirato  immedia- 
tamente dopo  aver  parato    la    risposta   dell'avversario. 

Disimpegnare  il  ferro,  significa  staccare  il  proprio 
ferro  soggetto  al  dominio  dei  gradi  del  ferro  avversano, 
mediante  un  movimento  circolare  della  punta  (cavazione), 
o  mediante  un  movimento  di  flessione  del  braccio  (coupé). 

Dominare  i  gradi,  vuol  dire  avere  i  gradi  forti  della 


580  PARTE    QUARTA 

propria  spada  su  quelli  deboli  della  spada  nemica,  man- 
tenendola soggetta. 

Elevazione  del  pugno,  è  quel  movimento  col  quale 
si  alza  il  pugno  fino  all'altezza  della  fronte,  allo  scopo 
tanto  di  coprirsi  nell'atto  di  vibrare  un  colpo,  quanto  di 
facilitare  l'introduzione  della  propria  punta  nel  bersaglio. 

Essere  in  linea,  vuol  dire  essere  sulla  linea  direttrice 
nel  modo  già  indicato. 

Ferragliare,  significa  battere  continuamente  le  spade 
fra  loro  senza  scopo  determinato. 

Forconare,  dicesi  del  modo  con  cui  gli  inesperti  vi- 
brano le  stoccate,  piegando  e  ritirando  il  braccio,  ed 
abbassando  il  pugno. 

Frase,  è  lo  sviluppo  alternativo  di  più  azioni  ese- 
guite senza  interruzione  di  sorta. 

Guadagnare  i  gradi,  significa  prendere  il  dominio  del 
ferro  nemico  ponendo  i  propri  gradi  forti  su  quelli  de- 
boli dell'avversario. 

Incocciatura,  è  l'urto  violento  col  quale  s'incontrano 
le  due  coccie,  allorquando  i  due  avversari  tirano  nello 
stesso  momento  e  sulla  stessa  linea. 

Invitare,  significa  scoprirsi  appositamente  e  con  scopo 
determinato,  per  indurre  1'  avversario  a  prendere  1'  of- 
fensiva. 

Mezzo  colpo,  è  quel  colpo  tirato  ad  arte  senza  di- 
stendersi totalmente  col  corpo,  allo  scopo  di  agire  di 
seconda  intenzione. 

Misura  (acquistare  la)  significa  farsi  a  misura  giusta 
da  fuori  misura. 

Misura  (ritornare  in)  significa  riprendere  la  giusta 
misura  da  sotto  misura. 

Misura  (rompere  la)   significa   portarsi   fuori   misura 


TRATTATO    DELLA    SCIABOLA  58 1 

con  un  salto,  o  con  un  passo  indietro,  per  schivare  un 
colpo  o  per  immaginare  un  azione  ed  evitare  frattanto 
1'  offesa  dell'  avversario. 

Misura  (serrare  la)  significa  farsi  sotto  misura. 

Opposizione,  è  lo  stesso  che  angolazione. 

Padronanza  del  ferro,  è  quella  sicurezza  acquistata 
con  lungo  ed  accurato  esercizio,  colla  quale  un  abile 
schermidore  conduce  1'  arme  in  tutte  le  azioni  di  diverso 
genere. 

Piattonata,  è  il  colpo  dato  colla  parte  piatta  della 
lama,   anziché  col  taglio. 

Ripresa,  è  la  durata  del  tempo  che  l'allievo  impiega 
senza  mai  riposarsi,   nel  prendere  la  lezione. 

Schermidore,  è  colui,  che  per  l'acquistata  maestria 
neh'  arte  della  scherma,  riunisce  tutti  i  requisiti  che 
essa  richiede. 

Sventolare,  significa  eseguire  le  finte  e  le  parate  con 
semplice  movimento  di  pugno  allontanando,  per  inevi- 
tabile conseguenza,  la  propria  punta  dal  bersaglio.  Que- 
sta maniera  di  schermire  è  molto  biasimevole. 

Tagliata  sotto \  è  l'azione  che  ha  luogo  quando  dal 
legamento  di  quarta  dell'avversario,  invece  di  eseguire 
la  cavazione  in  fuori,  si  abbassa  semplicemente  la  punta 
e  si  colpisce  il  fianco  interno,  piuttosto  che  il  petto 
in  fuori. 

Tatto  di  ferro,  è  quel  leggiero  contatto  che  si  cerca 
appoggiando  il  proprio  ferro  su  quello  nemico,  allo 
scopo  di  scoprire  il  principio  delle  azioni  d'offesa  del- 
l' avversario,  per  potere  convenientemente  opporgli  la 
difesa. 

Tempista,  è  quell'  abilissimo  schermidore  che  abitual- 
mente e  felicemente  eseguisce   azioni   di   tempo. 


582  PARTE    QUARTA    TRATTATO    DELLA    SCIABOLA 

Tempo  comune,  si  dice  di  quell'istante  in  cui,  a  caso, 
i  due  schermidori  iniziano  contemporaneamente  un'azione 
d' offesa. 

Tenersi  coperto,  vuol  dire  mantenere  la  propria  arme 
sulla  linea  d' offesa,  per  impedire  all'  avversario  di  agire 
prima  di  averla  spostata. 

Tiratore  è  colui  che  maneggiando  una  spada  o  scia- 
bola, schermisce  senza  seguire  le  regole  dettate  dal- 
l' arte. 

Traversone,  comunemente  dicesi  la  sciabolata  vibrata 
in  senso  orizzontale  al  petto  ed  alla  pancia. 


*bt* 


INDICE 


Prefazione Pag.  vii 

PARTE  PRIMA 

Cenni  storici  della  scherma. 

I....   —  L'arte  della  scherma  nei  tempi  antichi Pag.  3 

IL.   —   L'arte  della  scherma  nel  Medio  Evo ■   .    .    .    »  38 

III.  —  La  scherma  ed  il  duello »  60 

IV.  —  La  scherma  nell'  Evo  moderno »  69 

V...   —   Una  questione  particolare »  124 


PARTE  SECONDA 


Meccanica    della   spada. 

Dimostrazioni  meccaniche,   geometriche    e   fisiologiche    riguardanti   alcune 

azioni  di  scherma Pag.   145 

PARTE  TERZA 

Trattato  della  spada. 
Introduzione Pag.   171 

Capitolo  primo. 

§      I.   —  Nomenclatura  della  spada  o  fioretto '174 

§2.   —  Equilibrio  della  spada. »    176 

§3.   —   Modo  di  impugnare  la  spada »    177 


5§4 


INDICE 


Capitolo  secondo. 

§4.  —  Posizione  normale -Pag-  179 

§     5.  —  Linea  direttrice »  180 

§     6.  —  Spada  in  linea »  ivi 

§7.  —  Posizioni  del  pugno »  ivi 

§     S.  —  Saluto »  181 

§9.  —  Guardia »  182 

§10.  —  Riposo »  184 

1.  —  Linea  d'offesa »  186 

2.  —  Bersaglio »  ivi 

3.  —  Divisione  del  bersaglio »  ivi 

■  14.  —  Battuta  del  piede ...»  187 

5.  —  Misura »  ivi 

6.  —  Passo  avanti »  188 

7.  —  Passo  indietro »  189 

8.  —  Inviti »  ivi 

19.  —  Legamenti »  191 

§  20.  —  Parate .    .  »  193 

§21.  —  Passaggio  da  una  parata  all'altra »  196 

§  22.  —  A-fondo »  199 

§  23.  —  Botta  dritta »  201 

§  24.  —  Dall'  a-fondo  in  guardia »  202 

§25.  —  Botta  dritta  collo  slancio  del  piede  sinistro  indietro  ....  »  203 

§  26.  —  Dei  fili  di  spada  a  pie  fermo »  ivi 

§   27.  —  Fili  di  spada  camminando »  206 

Capitolo  terzo. 

§  28.  —  Delle  cavazioni »  208 

§  29.  —  Della  risposta  semplice »  214 

§  30.  —  Delle  finte  in  generale »  215 

§  31.  —  Della  finta  dritta »  216 

§  32.  —  Finta  dritta  in  fuori  e  cavazione  in  dentro »  ivi 

§  33-  —  Finta  dritta  in  fuori  e  cavazione  al  fianco »  217 

§  34.  —  Finta  dritta  in  dentro  e  cavazione  in  fuori »  ivi 

§  35-  —  Finta  dritta  in  dentro  e  cavazione  al  fianco »  218 

§  36-  —  Finta  dritta  al  fianco  e  cavazione  al  petto »  ivi 

§  37-  —  Finta  dritta  sopra  e  cavazione  al  fianco »  219 

V5  3^-  —  Finta  dritta  sopra  e  cavazione  in  fuori »  ivi 

§   39-  —  Finta  di  botta  dritta  camminando »  220 

§  4°-  —  Finta  di  botta  dritta  camminando  e  botta  dritta »  ivi 

§  41-  —  Della  finta  dritta  eseguita  dal  proprio  legamento  o  da  ima  parata  »  ivi 

§  42.  —  Della  finta  di  filo  a  pie  fermo »  221 


§  43 

§  44- 

§   45- 

§  46. 

§  47- 

§  48- 

§  49- 

§  So. 

§  5*. 

§  52. 

§  53- 

§  54- 

§  55- 

§  56. 

§  57- 

§  58. 

§  59- 

§  6o. 

§  6i. 

§  62. 

§  63. 

§  64. 

§  65. 

§  66. 

§ 

67 

§ 

6S 

§  69 

§ 

70 

§ 

7i 

§ 

72. 

§ 

73 

§ 

74- 

§ 

75- 

§  76. 

§ 

77- 

§  78. 

§ 

79- 

§ 

80. 

INDICE  585 

Della  finta  di  cavazione  a  pie  l'ermo Pag.  221 

Finta  di  cavazione  in  fuori  e  cavazione  in  dentro »  ivi 

Finta  di  cavazione  in  fuori  e  cavazione  al  fianco »  222 

Finta  di  cavazione  in  dentro  e  cavazione  in  fuori »  ivi 

Finta  di  cavazione  in  dentro  e  cavazione  al  fianco     ....    »  ivi 

Finta  di  cavazione  al  fianco  e  cavazione  al  petto. »  223 

Finta  di  cavazione  al  petto  e  cavazione  al  fianco »  ivi 

Finta  di  cavazione  al  petto,  sopra,  e  cavazione  al  petto,  in  fuori  »  2,24 

Della  finta  di  cavazione  camminando »  ivi 

Finta  di  cavazione  camminando  e  botta  dritta »  ivi 

Della  doppia  finta  e  cavazione,  a  pie  fermo »  225 

Finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione  in  dentro  e  cavazione  in  fuori  »  ivi 
Finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione   in    dentro    e  cavazione    al 

fianco »  ivi 

Finta  dritta  in  fuori,  finta  cavazione  al  fianco  e  cavazione  sopra  »  226 
Finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione  in   fuori   e    cavazione   in 

dentro »  ivi 

Finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione  in  fuori  e  cavazione  al  fianco  »  227 
Finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione  al  fianco  e  cavazione  sopra  »  ivi 
Finta  dritta  al  fianco,  finta  cavazione  sopra  e  cavazione  al  fianco  »  228 
Finta  dritta  al  fianco,  finta  cavazione  sopra  e  cavazione  in  fuori  »  ivi 
Finta  dritta  sopra,  finta  cavazione  al  fianco  e  cavazione  sopra  »  ivi 
Finta  dritta  sopra,  finta  cavazione  in  fuori  e  cavazione  in  dentro  »  229 
Finta  dritta  sopra,  finta  cavazione  in  fuori  e  cavazione  al  fianco  »  ivi 
Della  finta  di  filo  seguita  dalla  finta  di  cavazione  ;  e  della  dop- 
pia finta  di  cavazione »  230 

Risposta  colla  finta ■»  ivi 

Capitolo  quarto. 

Delle  parate  di  contro »  231 

Delle  finte  in  rapporto  alle  parate  di  contri »  234 

Finta  dritta  in  fuori  e  cavazione  in  fuori »  ivi 

Finta  dritta  in  dentro  e  cavazione  in  dentro »  ivi 

Finta  dritta  al  fianco  e  cavazione  al  fianco »  235 

Finta  dritta  al  petto,  sopra,   e  cavazione  sopra    .......  ivi 

Finta  di  filo  di  seconda  e  cavazione  al  fianco »  236 

Finta  di  filo  di  terza  e  cavazione  in  fuori »  ivi 

Finta  di  filo  di  quarta  e  cavazione  in  dentro »  237 

Finta  di  filo  di  mezzzocerchio  e  cavazione  sopra »  ivi 

Delle  circolazioni »  238 

Circolazione  in  fuori  a  pie  fermo »  ivi 

Circolazione  in  dentro  a  pie  fermo 1  239 

Circolazione  sopra  a  pie  fermo »  ivi 

* 


586 


INDICE 


§  81. 

§  82. 

§  83. 

§  84- 

§  85. 

§  86. 

§  87. 

§  88. 

§  89. 

§  9o. 

§  9i- 

§  92- 

§  93- 

§  94- 

§  95 

§  96. 

§  97- 


Circolazione  al  fianco  a  pie  fermo Pag.  240 

Delle  doppie  finte  in  rapporto  alle  parate  di  contro  .  .  .  •»  ivi 
Finta  dritta  in  fuori,  finta  di  cavazione  in  fuori  e  cavazione  in 

dentro »  241 

Finta  dritta  in  dentro,  finta  cavazione  in  dentro  e  cavazione  in 

fuori »  ivi 

Finta  dritta  al  fianco,  finta  cavazione  al  fianco  e  cavazione  sopra  »  242 

Finta  dritta  sopra,  finta  cavazione  sopra  e  cavazione  al  fianco  ■»  ivi 

Della  finta  dritta  e  circolazione »  243 

Finta  dritta  in  fuori  e  circolazione  in  dentro »  ivi 

Finta  dritta  in  dentro  e  circolazione  in  fuori »  244 

Finta  dritta  al  fianco  e  circolazione  sopra »  ivi 

Finta  dritta  sopra  e  circolazione  al  fianco »  ivi 

Delle  finte  di  filo  (o  cavazione)  e  circolazione »  245 

Della  finta  di  circolazione  e  cavazione »  ivi 

Finta  circolazione  in  fuori  e  cavazione  in  dentro »  ivi 

Finta  circolazione  in  dentro  e  cavazione  in  fuori »  246 

Finta  circolazione  al  fianco  e  cavazione  sopra »  ivi 

Finta  circolazione  sopra  e  cavazione  al  fianco »  247 


Capitolo  quinto. 


99. 

[OO. 
[OI. 

[02. 
[03 

[04. 

105. 

io6. 

107. 
[08. 

109. 

IO. 


Dei  trasporti  di  spada » 

Trasporto  in  seconda  e  filo  a  pie  fermo   . ,  » 

Trasporto  in  seconda  e  cavazione  sopra  a  pie  fermo  .    .    .  » 

Trasporto  in  seconda  colla  finta  di  filo  a  pie  fermo    .    .    .  » 

Trasporto  in  seconda  colla  finta  di  cavazione  a  pie  fermo .  » 

Trasporto  di  terza  e  filo  a  pie  fermo » 

Trasporto  in  terza  e  cavazione  al  fianco  a  pie  fermo  .    .    .  » 

Trasporto  in  terza  colla  finta  di  filo  a  pie  fermo      .    .    .    .  » 

Trasporto  in  terza  colla  finta  al  fianco  a  pie  fermo.    .    .    .  » 

Trasporto  in  quarta  e  filo  (o  botta  dritta)  a  pie  fermo    .    .  » 
Trasporto  in  quarta  colla  finta   di   filo   (o  botta  dritta)    a  pie 

fermo » 

Trasporto  in  mezzocerchio  e  filo  (o  botta  dritta)  a  pie  fermo  » 
Trasporto  in  mezzocerchio  colla  finta  di  filo  (o  di  botta  dritta) 

a  pie  fermo » 

Della  fianconata  di  quarta  bassa  a  pie  fermo 

Finta  di  fianconata  di  quarta  e  cavazione  sopra  o  in  fuori 

Parate  di   ceduta 

Dei  copertini 

Copertino  di  terza  e  filo 

Copertino  di  terza  colla  finta  di  filo 

Copertino  di  quarta  e  filo  (o  botta  dritta) 


248 
250 

ivi 
252 
253 
254 

ivi 

255 

ivi 

256 

ivi 

258 

ivi 

259 

ivi 
260 
261 

ivi 
262 


INDICE 


587 


18.   —  Copertino  di  quarta  colla  fìnta  di  filo  (o  botta  dritta).    .  Pag.  262 

:i9.   —  Dei  deviamenti »  263 

;2o.  —  Deviamento  di  seconda  e  filo »  ivi 

[21.  —  Deviamento  di  terza  e  filo »  264 

[22.   ■ —  Deviamento  di  terza  e  cavazione  al  fianco »  ivi 

.   —  Deviamento  di  quarta  e  botta  dritta  (o  filo) .         »  ivi 

[24.  —  Deviamento  di  mezzocerchio  e  filo  (o  botta  dritta)  ....  »  265 

[25.  —  Dei  deviamenti  colla  finta »  ivi 

26.   —  Dei  cambiamenti »  266 

Capitolo  sesto. 


—  Del  tocco » 


quarta  e  botta  dritta  a  pie  fermo » 

terza  e  botta  dritta  a  pie  fermo » 

mezzocerchio  e  botta  dritta  a  pie  fermo    .    .    .    .  » 

seconda  e  botta  dritta  a  pie  fermo » 

quarta  finta  dritta  e  cavazione » 

terza  finta  dritta  e  cavazione » 

mezzocerchio  finta  dritta  e  cavazione » 

seconda  finta  dritta  e  cavazione » 


1.27. 

[28.  —  Tocco  di 

29.  —  Tocco  di 

50.  —  Tocco  di 
[31.  —  Tocco  di 
[32.  —  Tocco  di 
[33.  —  Tocco  di 
[34.  —  Tocco  di 
[35.   —  Tocco  di 

[36.  —  Parate  di  tocco » 

[37.  —  Dello  sforzo » 

Sforzo  di  quarta  e  botta  dritta » 

139.  —   Sforzo  di  terza  e  botta  dritta » 

[40.   —  Parate  di  sforzo » 

[41.   —   Sforzo  colla  finta  dritta » 

[42.   —  Tocchi  e  sforzi  di  cambiamenti » 

[43.   —  Del  disarmo » 

[44.  —  Disarmo  di  seconda  e  botta  dritta » 

[45.   —  Disarmo  di  mezzocerchio  e  botta  dritta » 

[46.   —  Disarmo  di  cambiamento  in  terza  e  botta  dritta » 

[47.   —  Del  coupé  .    . » 

Finta  coupé  e  cavazione » 

[49.   —  Della  ripresa  d'attacco » 

[50.   —  Delle  rimesse » 

[51.   —  Rimessa  semplice » 

152.   —  Rimessa  con  finte » 

[53.   —  Prima  e  seconda  intenzione » 


268 
269 
270 

ivi 
271 

ivi 
272 

ivi 

273 

ivi 

274 
276 

277 

ivi 
ivi 

279 

ivi 

280 

ivi 

281 
282 
283 
284 
285 
286 

ivi 
ivi 


Capitolo  settimo. 


§   154.  —  Delle  uscite  in  tempo 
§   155.    —  Dell'arresto    .... 


5S8  INDICE 


156 

iS7 
158 
i59 
160 
161 
162 
163 


—  Finta  del  colpo  d' arresto Pag.  289 

—  Dell'appuntata »  290 

—  Della  cavazione  in  tempo »  ivi 

—  Delle  sparite  di  corpo »  291 

—  Dell'  inquartata »  292 

—  Passata  sotto  (o  cartoccio) »  293 

—  Della  controazione »  294 

—  Del  controtempo »  295 

Capitolo  ottavo. 


Quadri  sinottici »  297 

Primo  quadro  sinottico  riflettente  le  azioni  semplici »  299 

Secondo  quadro  sinottico  riflettente  le  azioni  composte  di  due  tempi   .     »  303 

Terzo  quadro  sinottico  riflettente  le  azioni  d'  offesa  composte  di  tre  tempi  »  317 


164 
165 
166 
167 
168 
169 


Capitolo  nono. 

Esercizi  convenzionali »  358 

Dello  spratico  ossia  della  preparazione  all'assalto "359 

Dell'assalto »  360 

Regole  generali  per  l'assalto »  361 

Maniera  di  schermire  del  destro  contro  il  mancino  e  viceversa  »  366 

Dell'incontro »  370 


PARTE  QUARTA 

Trattato  della  sciabola. 
Introduzione Pag.  375 

Capitolo  primo. 

Nomenclatura  della  sciabola "378 

Equilibrio  della  sciabola »   380 

Modo  d' impugnare  la  sciabola »     ivi 

Posizione  normale '   381 

Linea  direttrice »  382 

Sciabola  in  linea »     ivi 

Posizioni  del  pugno »     ivi 

Saluto »   383 

Guardia »  3^4 

Riposo »   385 


§ 

iS 

§ 

19 

§ 

20 

§ 

21 

§ 

22 

§ 

23 

§ 

24 

§ 

25 

§ 

26 

§ 

27 

8 

2S 

§  29 

§  30 

§31 

§  32 

§  33 
§  34 
§  35 
§  36 
§  37 
§  33 
§  39 
§  40 
§  4i 
§  42 
§  43 
§  44 
§  45 
§  46 
§  47 


INDICE  589 

Linea  d' offesa Pag'-  385 

Bersaglio »  ivi 

Battuta  di  piede <>  ivi 

Misura ' »  386 

Passo  avanti »  387 

Passo  indietro »  ivi 

Salto  indietro »  ivi 

Capitolo  secondo. 

Inviti »  389 

Legamenti »  390 

Parate »  391 

Passaggio  da  una  parata  all'  altra »  393 

Molinelli j>  398 

Molinello  di  testa  a  sinistra B  399 

Molinello  di  testa  a  destra »  400 

Molinello  di  figura  a  sinistra »  ivi 

Molinello  di  figura  a  destra »  401 

Molinello  di  fianco  a  sinistra »  ivi 

Molinello  di  fianco  a  destra .  »  402 

Capitolo  terzo. 

A-fondo »  403 

Dall'  a-fondo  in  guardia »  404 

A-fondo  collo  slancio  del  piede  sinistro  in  dietro »  ivi 

Delle  puntate »  405 

Puntata  dritta »  ivi 

Delle  puntate  di  filo »  406 

Delle  puntate  di  cavazione »  ivi 

Delle  sciabolate »  408 

Sciabolata  dritta  alla  testa »  ivi 

Sciabolata  dritta  alla  figura  interna »  409 

Sciabolata  dritta  alla  figura  esterna »  410 

Sciabolata  dritta  al  petto,  o  alla  pancia »  411 

Sciabolata  dritta  al  fianco »  ivi 

Sciabolata  di  molinello  alla  testa »  412 

Sciabolata  di  molinello  alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia  »  413 

Sciabolata  di  molinello  alla  figura  esterna »  ivi 

Sciabolata  di  molinello  al  fianco "414 

Sciabolate  di  coupé »  ivi 

Sciabolate  al  braccio • 3>4I5 


590  INDICE 

48.  —  Della  risposta  semplice Pag.  416 

49.  —  Paiate  di  contro »   419 

50.  —  Ceduta  di  quarta  bassa »   420 


Capitolo  quarto. 

Delle  finte  in  generale »  421 

Finta  puntata  dritta ...»  422 

Finta  puntata  dritta  sopra  e  cavazione  al  fianco »  ivi 

Finta  puntata  dritta  sopra  e  sciabolata  dritta  al  fianco  ...»  423 
Finta   puntata   dritta    sopra  e  sciabolata  alla    figura   interna,  al 

petto  od  alla  pancia »  ivi 

Finta  puntata  dritta  al  fianco  e  cavazione  al  petto  sopra  .    .    »  424 

Finta  puntata  dritta  al  fianco  e  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  ivi 

Finta  puntata  dritta  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa  ....    »  ivi 

Finta  puntata  dritta  in  fuori  e  cavazione  in  dentro    ....    »  425 

Finta  puntata  dritta  in  fuori  e  coupé  in  dentro »  ivi 

Finta  puntata  dritta  in  fuori  e  sciabolata  alla  figura  interna,  al 

petto  od  alla  pancia »  426 

Finta  puntata  dritta  in  dentro  e  cavazione  in  fuori    ....    »  ivi 

Finta  puntata  dritta  in  dentro  e  cavazione  al  fianco  ....    »  427 

Finta  puntata  dritta  in  dentro  e  sciabolata  dritta  al  fianco  .  »  ivi 
Finta  puntata  dritta  in  dentro  e  sciabolata  alla  figura  esterna  o 

al  fianco »  ivi 

Finta  puntata  dritta  in  dentro  e  coupé  in  fuori »  428 

Finta  di  filo »  ivi 

Finta  di  filo  di  terza  e  cavazione  in  dentro »  429 

Finta  di  filo  di  terza  e  cavazione  al  fianco »  ivi 

Finta  di  filo  di  terza  e  sciabolata  dritta  al  fianco »  ivi 

Finta  di  filo  di  terza  e  sciabolata    alla   figura    interna,  al  petto 

od  alla  pancia »  430 

Finta  di  filo  di  terza  e  coupé  in  dentro »  ivi 

Finta  di  filo  di  seconda  e  cavazione  al  petto  sopra  .    ...»  431 

Finta  di  filo  di  seconda  e  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  »  ivi 

Finta  di  filo  di  seconda  e  sciabolata  alla  testa »  432 

Della  finta  di  cavazione »  ivi 

Finta  cavazione  al  fianco  e  cavazione  sopra »  ivi 

Finta  cavazione  al  fianco  e  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  »  433 

Finta  cavazione  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa »  ivi 

Finta  cavazione  al  petto  sopra  e  cavazione  al  fianco  ....  »  ivi 
Finta  cavazione  al  petto  sopra  e  sciabolata  alla  figura   interna, 

al  petto  od  alla  pancia »  434 

Finta  cavazione  al  petto  in  dentro  e  cavazione  al  petto  in  fuori  ivi 

Finta  cavazione  in  dentro  e  coupé  in  fuori »  435 


§  51- 

§  52 

§  53- 

§  54- 

§  55- 

§  56. 

§  57- 

§  58. 

§  59- 

§  60. 

§  61. 

§  62. 

§  63. 

§  64. 

§  65. 

§  66. 

§  67. 

§  68. 

§  69. 

§  7o. 

§  7i. 

§  72. 

§  73- 

§  74- 

§  75- 

§  76. 

§  77- 

§  78. 

§  79- 

§  80. 

§  81. 

§  82 

§  83. 

INDTCE 


591 


§  84 

§  s5 

§  S6 

%  87 

§  88 

§  89 

§  90 


g 

91 

§ 

92 

§ 

93 

§ 

94 

§ 

95 

§ 

96 

§ 

97 

§ 

98 

§ 

99 

§ 

100 

§ 

101 

§ 

102 

§ 

103 

S   IQ4 


§ 

105. 

§ 

106. 

§ 

107. 

§ 

108. 

§ 

109 

§ 

no. 

§ 

1 1 1. 

§ 

112. 

Finta  cavazione  in  fuori  e  cavazione  in  dentro f'7£-  435 

Finta  cavazione  in   fuori  e  coupé  in  dentro »  ivi 

Finta  cavazione  in  fuori  e  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto 

od  alla  pancia »  436 

Della  finta  di  sciabolata  dritta »  ivi 

Finta  dritta  alla  testa,  o  figura  interna,  e  sciabolata  alla  figura 

esterna  od  al  fianco »  ivi 

Finta  dritta  alla  testa  e  cavazione  al  fianco "437 

Finta  dritta  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa »  ivi 

Finta  dritta  alla    figura    esterna    e    cavazione    al    fianco    od   al 

petto »  ivi 

Finta  dritta  alla  figura  esterna  e  sciabolata  alla  figura  interna, 

al  petto  od  alla  pancia .    »  438 

Della  finta  di  sciabolata  di  molinello »  ivi 

Finta  alla  testa  e  cavazione  al  fianco »  ivi 

Finta  alla  testa  e  sciabolata  al  fianco »  439 

Finta  alla  figura  interna  e  sciabolata  alla  figura  esterna  od  al 

fianco »  ivi 

Finta  al  petto  o  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa »  440 

Finta  alla  figura  esterna  e  sciabolata  alla  testa »  ivi 

Finta  alla  figura    esterna    e   sciabolata    alla    figura    interna,    al 

petto  od  alla  pancia »  441 

Finta  al  fianco  e  cavazione  al  petto  sopra »  ivi 

Finta  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa »  ivi 

Della  finta  coupé »  442 

Finta  coupé  in  dentro    e    sciabolata    alla    figura  esterna  od  al 

fianco »  ivi 

Finta  coupé  in  fuori  e  sciabolata  alla  figura  interna,  al   petto 

od  alla  pancia ivi 

Della  doppia  finta »  443 

Finta  puntata  dritta  sopra,  finta  cavazione  al  fianco  e    sciabo- 
lata alla  testa »  444 

Finta  puntata  dritta  al  fianco,  finta  cavazione    sopra  e  sciabo- 
lata alla  figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia   ....     »  ivi 
Finta  di  filo  di  terza,  finta  sciabolata  al  petto  e  cavazione    al 

fianco »  ivi 

Finta    di    filo    di    terza,  finta  coupé  in  dentro    e    sciabolata  al 

fianco ...»  445 

Finta  cavazione  al  petto  sopra,  finta  cavazione  al  fianco  e  scia- 
bolata alla  testa »  ivi 

Finta  cavazione  al  petto  sopra,  finta  alla  figura  interna  e  coupé  »  446 
Finta    dritta   alla    testa,    finta   cavazione  al  fianco    e  sciabolata 

alla  testa »  ivi 

Finta  dritta  alla  figura  esterna,  finta  alla  figura    interna  e  ca- 
vazione al  fianco »  ivi 


592 


INDICE 


§  IH- 
§  "5- 
§  "6. 

§  "7- 

§  "8- 


§ 

19. 

§ 

20. 

§ 

21. 

§ 

22. 

§ 

23. 

§ 

24. 

§ 

25- 

§ 

26. 

§ 

27. 

§ 

28. 

§ 

29. 

§ 

SO- 

§ 

3i- 

§ 

32. 

§ 

j3' 

§ 

34- 

§ 

35 

§ 

-30 

§ 

37 

§ 

38. 

§ 

39- 

§ 

40. 

§ 

[41 

§ 

42. 

§ 

43 

§ 

44. 

§ 

45- 

§ 

46 

§ 

47- 

« 

48. 

§ 

49. 

§ 

5°- 

§ 

Si- 

Finta  alla  testa,  finta  cavazione  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa  Pag.  447 
Finta  alla  testa,  finta  al  fianco  e  sciabolata  alla  testa  ...»  ivi 
Finta  coupé  in  dentro,    finta    figura    esterna    e    sciabolata   alla 

figura  interna,  al  petto  od  alla  pancia »     ivi 

Finta  coupé  in  fuori,   finta  alla  figura  interna    e    sciabolata  al 

fianco »   448 

Della  risposta  colla   finta »      ivi 

Capitolo  quinto. 

Dei  trasporti  di  sciabola »  449 

Trasporto  di  prima  a  pie  fermo »  450 

Trasporto  di  seconda  a  pie  fermo »     ivi 

Trasporto  di  terza  a  pie  fermo »  451 

Trasporto  di  quarta  a  pie  fermo »     ivi 

Trasporto  di  quinta  a  pie  fermo »   452 

Dei  copertini »     ivi 

Dei  deviamenti »  453 

Deviamento  di  prima  e  sciabolata  alla  testa »  454 

Deviamento  di  seconda  e  sciabolata  alla  testa »   455 

Deviamento  di  terza  e  sciabolata  dritta  al  fianco »     ivi 

Deviamento  di  quarta  e  sciabolata  dritta  alla  figura  esterna  »  ivi 
Deviamento  di  quinta  e  sciabolata  alla  figura  interna,  al  petto 

od  alla  pancia „    »     ivi 

Dei  cambiamenti »  456 

Del  tocco »     ivi 

Tocco  di  prima  a  pie  fermo "457 

Tocco  di  seconda  a  pie  fermo »     ivi 

Tocco  di  terza  a  pie  fermo »   458 

Tocco  di  quarta  a  pie  fermo »     ivi 

Tocco  di  quinta  a  pie  fermo »     ivi 

Dei  tocchi  di  cambiamento "459 

Tocco  di  cambiamento  in  prima »      ivi 

Tocco  di  cambiamento  in  terza »   460 

Tocco  di  cambiamento  in  quarta »     ivi 

Dello  sforzo  semplice »   461 

Sforzo  di  seconda  a  pie   fermo »      ivi 

Sforzo  di  terza  a  pie  fermo »     ivi 

Sforzo  di  quarta  a  pie  fermo »   462 

Dello  sforzo  di  cambiamento,  o  disarmo »     ivi 

Sforzo  di   cambiamento  in  terza  a  pie  fermo »   463 

Sforzo  di  cambiamento  in  quarta  a  pie  fermo »     ivi 

Della  ripresa  d'attacco »     ivi 

Della  prima  e  seconda  intenzione »  465 


152. 

i53 
154 

155 
156 
157 


indice  593 


Capitolo  sesto. 

—  Delle  uscite  in  tempo Po-g.  466 

—  Dell'  arresto »   467 

—  Della  finta  d' arresto ...»     ivi 

—  Della  cavazione  in  tempo »   468 

—  Del  colpo  in  tempo  al  braccio »   469 

—  Del  controtempo »     ivi 

Capitolo  settimo. 


Quadri  sinottici »  471 

Primo  quadro  sinottico  riflettente  le  azioni  semplici s  473 

Secondo  quadro  sinottico  riflettente  le  azioni  composte  di  due  tempi    .  »  483 

Terzo  quadro  sinottico  riflettente  le  azioni  composte  di  tre  tempi     .    .  »  523 

Capitolo  ottavo. 

§   158.  —  Esercizi  convenzionali »  568 

§   159.  —  Dello  spratico  ossia  della  preparazione  all'assalto »  569 

§   160.  —  Dell'assalto     .    . »  570 

§   161.  —  Regole  generali  per  l' assalto .    ...»  57 J 

§   162.  —   Maniera  di  schermire  del  destro  contro  il  mancino  e  viceversa  575 

§   163.  —   Dell'incontro »  577 

§   164.  —  Spiegazione   di    alcune   espressioni   usate  nel  linguaggio   della 

scherma *  578 


4> 


ERRATA-CORRIGE 


Pagina      61,  linea   32,  è        e 

»          80  »  5,  lanterra lanterna 

3        125  »       8-9,  Beauhernais Beauharnay 

»        139  »  9,  per   non  essere   conosciuta  per  non  essere  stata  cono- 
sciuta 

»        149  •  14,  infinitissimo infinitesimo 

153  .  17,  B'B",  B'B',  BB       .     .     .  BB,  B'B',  B"B" 

153  »  21,  GB  B' GBB 

•>        164  »  23,  b'd' b'd 

»        205  »  25,  al  paragrafo   170.     ...  a  pagina  578. 

250  »  31,  §   27 §  26. 

»        253  »  15,  linea  dal linea,  che  dal 

»        253  *  26,  §  27 §  26. 

»        253  »  30,  forte debole. 

"        266  »  24,  oppure  si         e  si 

«        440  »  1,  o  al  fianco o  alla  pancia 

»       442  »  11,  contatto a  contatto 

»       457  »  28,  sul  taglio sul  piatto 


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